Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 11 aprile 2011

AVETE LETTO, PER CASO, SU QUALCHE GIORNALE " ALTAMENTE DEMOCRATICO" CHE .........

Avete letto , per puro caso,  su qualche "grande" giornale " ( tipo " Corriere della Sera " , tipo  " Repubblica", tipo " La Stampa" ecc)  o avete sentito, sempre per puro caso, in qualche telegiornale
" notoriamente democratico" ,  tipo RAI3, tipo LA7 di Mentana o in qualche talk show politico , che, alla faccia della favola che dipinge " l'Italia come  la Patria del Diritto" , ci stiamo facendo ripetutamente ridere dietro e condannare come un Paese " giudiziariamente incivile  " ( siamo classificati al 157settesimo posto nel mondo, come Giustizia, peggio del Burkina Faso, del Gabon, della stessa Uganda )  proprio da quella Europa che era la patria degli "Unni" ,  dei " Longobardi" ,  dei " Visigoti" - dei " barbari" insomma - e che invece oggi si permette  di condannarci come una nazione giudiziariamente  incivile ? Non credo proprio.
Avete mai sentito  dire, scrivere, discutere, discettare che è proprio per questa nostra conclamata e condannata - dal Tribunale Europeo per i Diritti Umani -  inciviltà giudiziaria  che siamo  costretti ad intervenire per tentare di applicare, anche  in  Italia, quella misura di alta democrazia giudiziaria che è " la ragionevole durata del processo" , regola che peraltro la nostra Costituzione prevede espressamente al secondo comma dell'articolo 111 della Carta e che nessuno dal 1948 ad oggi ha mai applicato? Non credo proprio.

Ma avrete sicuramente letto - con paginate e paginate in abbondanza -  che " il processo breve ", come lo chiamano i sedicenti " intellettuali democratici", quelli - per intenderci -  tipo Zagrebelsky, tipo Spinelli, tipo Scalfari ,  è la misura della irresponsabilità del cenntrodestra che, pur di sollevare Silvio Berlusconi da qualche  suo processo,  s'inventa una possibilità per mandare al macero tutta una serie di processi e che -proprio per questo motivo - è stato bollato da costoro come " un'amnistia mascherata".  Nessun cenno, su questa sedicente " stampa  altamente democratica", del fatto he ogni giorno che Dio ha creato se ne vanno in prescrizione la bellezza di cinquecento reati consumati ( processi), qualche cosa come duecentomila processi all'anno , dunque duecentomila delinquenti che la fanno franca grazie ad una Giustizia che mentre a chiacchiere sbandiera di voler difendere la nostra Costituzione, di fatto se ne fa beffe , perchè la " ragionevole durata del processo" è un comandamento di alta democrazia che la nostra Costituzione, non Berlusconi od il Governo,  ci impone. Non quindi una lineare e magari tardiva applicazione del dettato costituzionale previsto, appunto, all'articolo 111 della Carta , che ci viene richiesto dall'Europa stessa , al fine di  rendere la nostra Giustizia degna di una vera democrazia occidentale , qual'è questa norma - magari ancora da perfezionare  e da migliorare - , ma la sua totale e completa mistificazione  ed adulterazione, manipolata come una " polpetta avvelenata" che la sinistra si ostina a spacciare come un' ulteriore semplice ed ignobile legge ad personam. Ma si smascherano da soli questi dervisci, perché come si deve interpretare la consueta , ipocrita e scontata levata di scudi da parte del CSM contro questa Legge? Una Legge che ancora deve essere approvata dal Parlamento? Eccola, evidente, la prova fumante dell'arrogante ed indebita interferenza della Magistratura  sul potere legislativo e politico.Il CSM intende arrogarsi funzioni e poteri che costituzionalmente non gli appartengono, per  perseguire caparbiamente la conservazione di privilegi castali e di improprie ambizioni politiche, alla faccia di quella Costituzione che , a chiacchiere, dicono di difendere, mentre la calpestano a loro piacimento. Hanno ormai perso ogni credibilità che non sia " per dogma politico" molto lontano dalla formazione di questo blog, anzi remoto.

Avete per caso letto, su qualche giornale , sempre " altamente democratico", quale Repubblica, quale Il Corriere della Sera, quale La Stampa , quale Il Fatto Quotidiano, o avete mai sentito in qualche " telegiornale sempre altamente democratico", come quello di RAI3 o quello di LA7, o avete mai sentito in uno dei tanti talk show politici, tutti altamente democratici,  dire e spiegare che " richiedere al Parlamento di sollevare il conflitto di attribuzione " dinanzi alla Corte Costituzionale ( per il così detto " processo Ruby") non significa  assolutamente - come invece sostengono i loro " intellettuali organici e prezzolati " -  " sottrarre qualcuno ad un processo", ma significa applicare la nostra Costituzione che prevede appunto che sia il Tribunale dei Ministri a giudicare un parlamentare e non un Tribunale ordinario. Tribunale dei Ministri che, attenzione, è composto sempre da Magistrati, non quindi una norma " castale" , non quindi una norma che regali " l'impunità" a Berlusconi per vicinanza di casta o perchè " fra cani non si  mozzicano ", ma un processo ad un politico svolto secondo le regole imposteci dalla nostra Costituzione e non con le imposizioni " fuori legge" dettate ,  con arrogante violenza ed altissimo disprezzo proprio per la Costituzione , dalla Magistratura italiana. Già li sento gli Scalfari, gli Zagrebelsky, le Spinelli, le De Gregorio, i Travaglio, i Santoro, strapparsi perizoma e minigonne pelofica ( copyrights della De Gregorio, il cui culo fasciato da minigonna pelofica ha pubblicizzato per svariati mesi l'Unità con " immensa dignità per la donna" ridotta, appunto, proprio dalla De Gregorio,  ad un " culo ammiccante" ed ad qualche " pelofica sporgente" ), mistificare la realtà, impastare un'altro boccone avvelenato che vada bene alla parte ragionante del loro popolo ( le viscere),  ululare , come préfiche ben pagate, che il " conflitto si attribuzione" altro non è che un altro tentativo di evitare allo stesso Berlusconi un processo per concussione e per prostituzione minorile: nulla interessa a questi nuovi forcalioli fascisti , a queste  nuove squadracce fasciste di purgatori e di picchiatori  - quali sono ormai queste elite " sedicenti altamente democratiche " -  che c'è un'accusa di " concussione" in quel processo, ma non c'è alcun " concusso" ( dato che il funzionario interessato ha sempre dichiarato di non aver ricevuto alcuna pressione da Berlusconi), che c'è un'accusa di " prostituzione minorile" ma non c'è nessuna prova , visto che la stessa Ruby non si è costituita " parte offesa o parte civile" contro Berlusconi e che la stessa Ruby ha sempre negato di aver avuto rapporti sessuali con lo stesso; a costoro, accecati dall'odio, nulla interessa della Giustizia , se non che questa  sottospecie di Inquisizione , oltretutto malata e politicizzata , metta in scena processi sommari e  tribali  al solo scopo di delegittimare politicamente - come fecero i signori del PCI ,da Napoletano a Cederna a Scalfari, con Giovanni Leone - la  persona che è anche il loro unico e solo ostacolo per la conquista del potere politico in Italia dal 1994. Dalla bellezza di diciassette anni. La rabbia e l'odio di costoro contnro centrodestra e Berlusconi sono evidenti: quando mai il PCI è riuscito a farsi votare quanto basta per poter governare nella prima Repubblica? Mai, dal 1948 al 1994, dico  m a i . E dal 1994 ad oggi? Una sola volta un uomo del PCI è riuscito ad entrare a Palazzo Chigi, nel 1999, ovviamente senzxa essere stato eletto dal popolo, grazie ad un " magheggio quirinalizio di O.L. Scalfaro" ,  D'Alema .
Avete mai letto, per caso, sui giornali altamente democratici ,quale Repubblica, quale Il Corriere della Sera, quale Il Fatto Quotidiano, quale La Stampa o sentito dire in qualche telegiornale  sempre " altamente democratico",  quale  quelli di RAI3 o di LA7,  o in qualche talk show politico ,  sempre altamente democratico, che  la riduzione del termine di prescrizione di reati per gli incensurati è un atto di corretta giustizia , un premio ai corretti, un atto di democrazia giudiziaria dato che  è proprio la nostra Costituzione  che prevede l'uguaglianza di tutti davanti alla Legge e che sancisce la responsabilità personale per i reati penali.  Non si può dunque  trattare con lo stesso metro un soggetto incensurato ed  uno pregiudicato , anche al di là delle mere concessioni delle pene alternative.   E non, come questi sinceri democratici danno da bere a chi si disseta del proprio rancoroso odio solo con le loro astiose e biliose supposizioni , un ulteriore tentativo di far sfuggire Berlusconi dalla condanna ormai prossima del così detto
" processo Mills"? Avete sentito qualche volta,  avete per caso letto su qualche giornale , avete per caso capito ascltando qualche talk show politico che questo processo è morto giudiziariamente da parecchi anni   in quanto l' " eventuale reato" addossato a Silvio Berlusconi dal P.M. De Pasquale è ormai prescritto da tempo immemorabile ? Avete per caso letto, sempre su qualche giornale altamente democratico o sentito in quale talk show politico sempre altamente democratico  che è la Magistratura che  tiene in vita questo processo ( staccare la spina valeva solo per la Englaro, ovviamente!) solo per l'ovvio pregiudizio politico che nulla ha ha che fare con la giustizia? Per ragionare bene su questo " processo" non potete mai dimenticare che questo proesso Mills non nasce da una "iniziativa di terzi" ( da una parte lesa, da qualcuno interessato e legittimato ) ma nasce dall'esame delle carte che i P.M. hanno da diciassette anni sequestrato e studiato a Berlusconi ed alle sue aziende. Così si sono imbattuti ne " caso Mills" e siccome l'occasione era ghiotta per mettere sotto accusa il centrodestra , anche se non hanno trovato una prova certa della " dazione di denaro" da Berlusconi a Mills, ecco che hanno avviato il processo su queste basi.  Avete per caso mai letto sui giornali altamente democratici, sentito nei telegiornali , sempre altamente democratici e compreso tramite tutti i talk show altamente democratici che il P.M. De Pasquale, accortosi che la " scoperta " Mills era lontana nel tempo e che, se contestata, rischiava di finire " prescritta", per tenere in piedi questo processo  ha  voluto imporre, con la tracotante ed arrogante petulanza di chi ragiona con il " quì comando io e non il popolo italiano!", contrariamente a quello che sancisce il codice penale italiano, che la " prescrizione del reato di corruzione decorre da quando il corrotto spende la somma della corruzione", invece che dal giorno in cui il corrotto ha incassato la somma della corruzione? Non credo proprio. Come potrà mai questa interpretazione semplicemente ridicola passare il vaglio della Cassazione? Avete mai letto su quei giornali, sempre altamente democratici, o sentito in quei telegiornali, sempre altamente democratici, o appreso durante quei talk show sempre altamente democratici , che quella interpretazione della prescrizione del  reato di concussione,  voluta dal De Pasquale e dalla Magistratura politicizzata al solo fine di tenere una persona, Silvio Berlusconi, sotto processo per scopi politici,  è un'ingiuria , una gagliofferia giuridica per il semplice fatto che consentirebbe  ad un corrotto di non essere mai giudicato per il suo reato semplicemente non spendendo il prezzo della corruzione ma semplicemente lasciandolo, per esempio, in eredità ai propri figli ( perché c'è sempre , ricordatelo, una responsabilità penale solo personale e dunque se il corrotto  muore senza spendere  i quattrini ,  addio reato di corruzione ed i suoi  figli se la godranno impuniti  alla faccia della Giustizia di De Pasquale!). Certo, ridurre la prescrizione, solo per gli " incensurati" ,  di sei mesi o sette mesi ( com'è  secondo questa proposta di legge ) potrebbe anche influire sul processo Mills ma non conta nulla davanti alla decisione della Cassazione. Certo, come lamentano i sinceri democratici, anche Silvio Berlusconi potrebbe avvalersi di questa Legge: ebbene? Perchè costui non deve essere uguale agli altri? Perché per la sinistra la giustizia va bene solo se gli leva di torno il nemico politico? Come Stalin, come Hitler, come Mussolini, come Beria, come Krusciov, come Pol Pot, come Castro, sempre comunisti dentro sono. Anche se oggi vanno pure in chiesa. O meglio, in sagrestia, a fare i chierichetti del 2011.

L'opposizione vive e fa vivere ai propri fans una vita surreale, schizofrenica, una reale ed una immaginaria . Per  costoro non si deve cambiare nulla, non si deve ammodernare nulla: il loro motto è sempre quello " evitiamo di doverci confrontare sul merito delle questioni" e quindi ecco l'antiberlusconismo da recinto dei tori scatenati e senza cervello. Stesso discorso di quei deputati o pensatori o politologi così altamente democratici che dicono " meglio non costruire nulla ( in Sicilia, in Campania, in Puglia, ecc) perchè potrebbe infiltrarsi la mafia". Un ragionamento  da cerebroleso , da puro cretino, da ricovero immediato in casa di cura per malattie mentali.

Con l’inizio del processo relativo al cosiddetto rubygate, riprende forza il partito delle manette, ovvero quella variegata, biliosa , rancorosa componente giustizialista che si distingueva già verso il 1992/1993  nel mostrare cappi, patiboli, minacce di morte per tagliagole, lanciando monetine contro i presunti responsabili di tutti i mali dell’universo mondo. Una vera " creme " di alta democrazia! Questo partito della forca, tifoso  dei processi sommari condotti dai pulpiti televisivi, continua a perseverare nella confusione tra magistratura requirente e magistratura giudicante, attribuendo alla prima ( ai P.M.)  un valore assoluto. In tal modo, nella loro visione giacobina, è sufficiente l’indagine di un procuratore qualsiasi per essere già considerati e spacciati come  colpevoli. Tipo Giovanna D'Arco, per capirci.

Per questi trogloditi del diritto , per questi  uomini delle caverne , è quindi  la toga che " diventa oracolo" , così come usavano fare con i sacrifici umani. La legalità, eventualmente violata, non la stabilisce un giudice terzo alla fine di un dibattimento alla pari tra le parti in causa ijn un processo equo e di ragionnevole durata. La legalità la sanzionano, secondo questi bardi settecenteschi,  i sospetti e le accuse di un pubblico ministero, il " nuovo oracolo ",  soprattutto quando quest’ultimo sembra interpretare   i pregiudizi, i luoghi comuni , i pettegolezzi di una certa “vox populi” , che  rappresenta sempre e solo  una “vox” di partito o di fazione politica. Emblematico e paradigmatico , il caso Andreotti:   indicato da una certa vulgata politica ( la sinistra) come l’eminenza grigia di ogni complotto, viene da Caselli  - un P.M. altamente e dichiaratamente politicizzato -  " disegnato" come emblematico nesso tra pregiudizio politico e azione giudiziaria. Attualmente, al di là di eventuali responsabilità che solo i giudici terzi dovranno stabilire, Silvio Berlusconi sembra aver sostituito nell’immaginario collettivo dei forcaioli,  il ruolo di capro espiatorio che è prima toccato ad Andreotti . Caselli Giancarlo ieri, Fabio De Psquale o Boccassini o Ingroia o altri oggi.


E non vorremmo che il citato incastro tra un bieco pregiudizio politico abbia trovato sponda presso qualche procura più o meno consapevolmente politicizzata..Molte cose , però, mi  inducono  a pensarlo, Se così non fosse, dato l’esorbitante numero di azioni penali ( ventinove)  promosse ai danni di Sillvio Berlusconi, dovremmo ammettere due cose:
a) che da 17 anni la scena politica nazionale è dominata da un criminale senza pari, così come pensano gli 
   “avvertiti” esponenti del partito della forca e della gogna mediatica ( creare dunque nuovi capi
    d'imputazione contro Berlusconi, anche deboli ed inesistenti, serve proprio a questo: a consentire a
    forcaioli medioevali tipo Di Pietro ed a forcaioli risibili quale Bersani  di dire " noi vogliamo solo sapere
    se siamo governati da un delinquente o da una persona onesta " ben sapendo che le accuse sono risibili,
    false, artefatte, stiracchiate e disoneste);
b) Preso per buono il precedente assunto, ciò vorrebbe dire che, non essendo mai riusciti a pervenire ad una
    condanna, i solerti inquirenti togati - che nel corso degli anni si sono succeduti nel tentativo di mettere
    dietro le sbarre il bau-bau nazionale  - non sanno fare il loro mestiere. Ma forse il problema è a monte, e
    va molto al di là della sfera giudiziaria.

La verità ultima è che un Paese civile, evoluto, un Paese " spacciato" come " patria del Diritto", venduto sui banchetti dei mercati rionali politici dei souvenirs come " uno Stato di Diritto "  non dovrebbe mai affidarsi al  " tintinnar delle manette "  ( come ha sempre fatto il Signor Di Pietro , fulgido esempio di P.M. troglodita)  per risolvere   le questioni politiche, soprattutto quando queste attengono alla scelta democratica di chi mandare al governo. In un Paese evoluto i partiti di opposizione non aspettano che sia la magistratura a togliere loro le castagne da fuoco, “esiliando” l’avversario di turno, come hanno fatto con Craxi. La scorciatoia giudiziaria è degna di un sistema illiberale, antidemocratico, profondamente totalitario, elitario ed estremamente arretrato.

Roma, 11 aprile 2011

Gaetano Immè

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