Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 27 aprile 2011

CHE LEZIONI TRARRE DAL VOTO SULLA PRESCRIZIONE BREVE


Berlusconi sta preparando il terreno per la successione. Si è dato un paio d’ anni per verificare se l’ipotesi di passare il testimone al Ministro Alfano sia o meno percorribile. I messaggi lanciati dalla chiacchierata informale con i giornalisti della stampa estera vanno in varie direzioni: i maggiorenti del Pdl ora sanno su chi punta davvero il premier (non Tremonti, non gli ex Dc, Psi, An, non i sessantenni) ma su un politico giovane . Gli elettori si devono preparare al “dopo”, come la sinistra e Napolitano devono farsi una ragione che le sbandierate voglie berlusconiane di Quirinale per il settennio che inizia il 2013 sono state accantonate. Il metodo della selezione sarà l’investitura presidenziale e non una consultazione tra gli iscritti.

Voglio oggi soffermarmi sul doppio significato , sulla duplice lezione che arriva dal voto di mercoledì sulla “prescrizione breve”. Riassumo.

Primo. La nuova legge non tocca i processi Mills e Ruby: il primo si è prescritto anche con le vecchie norme ( la strampalata teoria del P.M. De Pasquale sulla prescrizione del reato di “ corruzione” contestato a Silvio Berlusconi ( che decorrerebbe non dal ricevimento del prezzo della corruzione ma dal suo eventuale “ spendimento” non è altro che una sciocchezza giuridica che consentirebbe ad un corrotto di farla franca lasciando in eredità ai suoi figli il prezzo della corruzione perché la responsabilità penale è personale) ; il secondo processo si basa su accuse che lo escludono dalla prescrizione breve , senza tener conto che comunque la pubblica accusa ha convocato la bellezza di 200 testimoni, il che comporta almeno un centinaio di udienze: dunque solo per questa fase ci vorrà qualche annetto, alla faccia del rito “immediato”). Più complessa la situazione del processo Mediatrade e non è questo il luogo ove trattarlo. In generale, voglio sottolineare che la nuova legge interverrà su pochissimi procedimenti. Che cosa succede con le vecchie norme? Che quando si verificavano determinati atti giudiziari la prescrizione si interrompeva e ricominciava. Bene: che cosa succederà con il nuovo rito? Che le interruzioni potranno determinare al massimo un incremento di un sesto della prescrizione stabilita dal Codice. Allora si tratta veramente di una legge inutile, come in Parlamento sbandiera l’opposizione? No, perché essa comincia a intervenire sui tempi dei processi, che in Italia sono assolutamente inaccettabili. E’ un primo passo, un primo segno. Per taluni reati, il nostro ordinamento prevede tempi di prescrizione più lunghi della pena massima irrogabile: significa che l’accusato può restare sotto l’azione della magistratura, in attesa di giudizio e magari in carcere, per un periodo più lungo della condanna massima che può subire. E questo sarebbe degno di uno Stato di Diritto? E questo sarebbe degno di un Paese civile? E’ inaccettabile per Paese civile e infatti negli Stati Uniti non succede. Credo che l’opposizione dovrebbe concordare su questo aspetto di civiltà giuridica e contribuire a superare questa barbarie di inciviltà giudiziaria.

Secondo. Il voto segreto di Montecitorio, che alla vigilia era considerato un’incognita per la maggioranza visto il clima interno di fibrillazione che avrebbe potuto favorire qualche franco tiratore, è stato superato dal governo che anzi ha ricevuto sei voti più del previsto. Voti che sarebbero arrivati soprattutto da esponenti del Fli. Significa che la maggioranza si consolida e il tentativo finiano si avvia al declino definitivo. Ora vedremo alle amministrative come si comporterà il partito di Fini: starà con il Pdl, con Casini o con la sinistra? Guardare ad Olbia dove il FLI sta con la sinistra? In ogni caso sarà incapace di prendere una posizione autonoma ma in certe situazioni toglierà voti importanti ai candidati del centrodestra. Ormai è scontato come lo scopo del Fli sia quello di “ demolire” il centrodestra invece che di “ costruire” un centrodestra migliore. Insomma il FLI è ormai una riedizione del PCI togliattiano ante litteram: quello del “ tanto peggio (per il Paese) tanto meglio ( per il FLI)”. Insomma: da fasci stoni a comunisti togliattiani.



ROMANO PRODI SAREBBE STATO CONDANNATO DALLA CORTE EUROPEA DI GIUSTIZIA


Gira voce , sul web, che l’On Romano Prodi sia stato condannato dalla Corte di Giustizia Europea, ma nessuno ne parla. Si dice chiaramente, ma ancora non ne vedo prova certa – per questo blog non esiste che “ vox populi vox dei” – che Romano Prodi è stato condannato dalla Corte di Giustizia Europea per azioni compiute quando era Presidente della Commissione e nessuno dei media importanti nazionali, sia della carta stampata che soprattutto della TV, sempre pronti a guardare negli slip e nel letto dei politici, ne ha fatto cenno. Vediamo intanto quali sarebbero le motivazioni di condanna espresse dalla Corte a carico del Prof. Prodi: a - aver fornito al Parlamento Europeo notizie false e non documentate; b - aver emesso comunicati che mettevano in dubbio l’onorabilità di alti dirigenti che non si erano sottomessi alle sue imposizioni; c - aver tentato di ostacolare la giustizia. I fatti che hanno portato alla condanna risalgono al 2002-2003 e si riferiscono a una contorta vicenda relativa all’Eurostat, innescata dalla lettera di una funzionaria che si riteneva discriminata. L’inchiesta è iniziata per capire se tali irregolarità fossero state effettuate su iniziativa di dirigenti o addirittura dallo stesso responsabile della Commissione, Prodi.

È cominciato così il flipper delle responsabilità, nonché la "fughe di notizie" – questo afferma la sentenza – depistate verso giornali amici. Proprio per la paura di rivangare anche questioni irrisolte del passato (gli scheletri nell’armadio: Iri, Nomisma, riunioni di medium che parlavano con l’aldilà, rapporti fra Prodi Presidente IRI e Carlo De Benedetti, ecc), Romano Prodi avrebbe pensato bene di chiudere con un colpo di mano gli Istituti, ma, non avendo elementi per mandare a spasso un migliaio di persone li avrebbe fatti decadere tutti dai loro incarichi, tenendoli a non fare nulla fino alla pensione! In Italia questi si sarebbero trovati un secondo lavoro, e comunque tutti a ringraziare il benefattore che paga senza far fare niente; ma all'estero, qualcuno dal senso civico sviluppato e con un sano amor proprio, si sente discriminato e sottostimato e si lamenta. Col suo modo di fare riteneva forse di passarla franca, padroncino anche all’estero, ma, fortunatamente, da quelle parti sanno appioppare meritati calci in culo a chi fa il furbo, anche se si tratta di Professoroni.


PIU’ INVECCHIA, PIU’ PEGGIORA

Caso unico al mondo, caso unico in Italia , esempio speculare di Pipino , quello “ nato vecchio e morto bambino”, fola che ha ispirato un recente film interpretato da Brad Pitt, il mitico Corrado Augias non smentisce mai la sua innata supponenza, la sua “elitarietà” rispetto al popolo rozzo, stronzo e coglione. D avanti ad una adorante presentatrice, questa moribonda icona della sinistra scalfariana , quella che questo blog definisce con irriverenza “ la ghenga dei ricchi scemi”, l’altra sera alle “ Invasioni barbariche” raccontava che la sua “ camiciaia” ( intanto l’ha messa nel recinto del popolaccio merdoso, basta la parola! Che democraticone ,questo “ marito” di una figlia di un Generale!) gli avrebbe confidato la speranza che la “ sinistra cessasse” la demonizzazione del Presidente del Consiglio. Bene, davanti alle telecamere e nel silenzio meschino della servile conduttrice, questo “ sedicente ottimato ” , col sorrisetto che si usa coi deficienti, ricordava di aver  “ insegnato” a questa “ camiciaia” ( aridaje!) che anche in caso di assoluzione giudiziaria di Berlusconi, sarebbe rimasta l’onta del suo comportamento morale. ABEMUS PAPAM ! Anzi, ABEMUS PIPPAM ! Ho provato pena e schifo: per la Bignardi – disonesta ed inguardabile- e per questo vecchio arnese della ricca borghesia italiana che ha vissuto di “ delazione con i regimi comunisti”, poi di mantenimento pubblico come un pappone e, come i suoi degni amici di ghenga , è convinto pure di essere “ unto dal Signore” e mandato in terra “ a miracol mostrare”.


Roma mercoledì 27 aprile 2011

Gaetano Immè

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