Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 20 aprile 2011

Così Zagrebelsky prepara la nuova razza ariana : costruire un popolo di indottrinati fascisti.


Pochi contro le “insidie che la concentrazione dei poteri comporta per la vita democratica”, per usare le stesse parole di Giorgio Napolitano nel messaggio di saluto. Cinque giorni a Torino per convincere il popolo che è il momento di condurre in catene il Re, nudo, dal boia. Gustavo Zagrebelsky, il giurista del gruppo puritano che io chiamo “ la ghenga di Scalfari” , formato da ricchi scemi , da fascisti violenti, da tecnici del colpo di stato, usa Joseph De Maistre, Presidente di questa “ Biennale per la Democrazia” per spiegare le sue intenzioni: “Il potere di tutti si esercita solo nei momenti eroici, quando si abbatte il tiranno. Dopo, lentamente, si mettono in moto le oligarchie, perché i grandi numeri, per governare, hanno bisogno dei piccoli numeri. Dunque è necessario riattivarsi contro le oligarchie”.

Costui fa parte di quell’intellighentia , che definire di sinistra è riduttivo, che fa parte di quel club dei miliardari molto indignati (e molto preparati) che nel loro cuore ed animo schifano il popolo e odiano visceralmente tutti coloro che ne sa interpretare gli umori e intercettare i desideri: per questo costoro disprezzano la politica , il popolo che vota e Silvio Berlusconi in particolare.

Tornato dal Colle a valle , fra il popolaccio puzzolente , intendo dire dalla Corte costituzionale, nel 2004, il professore passò pochi giorni tra le aule dell’Università. Appena passati i sessanta, lasciò l’insegnamento ordinario (oggi tiene un corso opzionale di Diritto costituzionale, figurarsi come spendiamo i nostri soldi !). Come un cicisbeo del settecento si incipriava il nasino e si disegnava nei vezzosetti sulle gote, così Zagrebelsky ama mascherarsi da incompreso, ama assumere quegli atteggiamenti urtanti ma elitari da “ voi-non-mi-capirete –mai! “, ma ora scende tra il popolaccio rozzo, puzzolente, rincitrullito dalle tivu berlusconiane, confuso, a cavallo del suo bianco destriero : la Costituzione. L’idea di fondo è però sempre e solo quella nella mente del professore: la politica fa schifo, i nostri rappresentanti sono ancora peggio, l’etica ( in generale, ma il furbetto intende “ solo la sua”! alla talebana) non frequenta da troppo tempo i palazzi del potere. La soluzione? Dare la parola al popolo ( ma solo a quello che adula Zagrebelsky ) e a coloro che incarnano l’etica ed i valori ( ma solo quelli che piacciono a Lui !). Il suo scopo è quello di dare al popolaccio puzzolente una coscienza nuova ( quella che piace a Lui!, s’intende!). Questa Biennale della democrazia è stata organizzata appositamente ( una sera Benigni ha usato anche Dante per attaccare Berlusconi ) per condannare il tiranno.. Nelle scuole, gli incontri preparatori alla Biennale hanno avuto all’incirca questo canovaccio: “Per discutere del tema X o Y, dovete liberarvi di tutto quello che sapete e che la vostra tradizione vi ha insegnato. Solo a quel punto sarete liberi di discutere”. E di essere ben bene rimbecilliti, aggiungo io.

Zagrebelsky ed i suoi sodali della “ ghenga di Scalfari e dei loro assuefatti bevitori “ punta a “ costruire in vitro ” generazioni indignate: non persone ragionanti, non giovani democratici pronti a cambiare il sistema, ma solo persone indottrinate – tipo Arrigoni, tipo Giuliani, tipo Barbaceto e tanti altri - contro il sistema. Quello stesso sistema che tra comune di Torino, banche e fondazioni, finanzia l’evento di questi giorni. A forza di dare di “anticostituzionale” a Berlusconi questo vecchio bacucco bambinone , questo quasi settantenne che ancora è fermo culturalmente e psicologicamente agli anni settanta del secolo scorso, cade fragorosamente sull’articolo 1 della sua Carta di riferimento che recita “la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Professore emerito Presidente, emerito cialtrone : non in piazza per “abbattere il tiranno”, dunque.

E così , dopo che il tiranno sarà stato eliminato dal popolo, (istruito a dovere da questi “ ricchi scemi “, da questi “ orribili fascisti del ventunesimo secolo”, da questi “ affossatori della democrazia “, il popolo non servirà più. Sarà il momento delle oligarchie. Guidate da chi? Ma certo! Da Lui, anzi da loro!



CARA LA SPINELLI BARBARA

che su Repubblica scriveva che “un Paese serio debba essere governato dai partiti politici, che sono l’anima e l’essenza della democrazia rappresentativa, e non dagli imprenditori” , ma lo sa che oltre la faccia tosta c’è solo quel detto popolare – di quel popolo che lei schifa e detesta, trattandosi di persone che non solo puzzano ma che hanno anche la faccia tosta di pensare con la loro testa e di non seguire solo quello che dice la Barbara – che recita “ hai una faccia come il culo”? Che gli imprenditori possano guidare un Governo come fosse una “ fabbrichetta” in quel di Monza o una società quotata in borsa è un rischio che è nelle cose, come direbbe qualcuno che avesse un cervello pensante, perché fa parte della logica della democrazia che “ anche “ un imprenditore può essere eletto dal popolo. Perché no, Barbara? I partiti politici in Italia c’erano, eccome se c’erano , magari non eran trecento, magari non eran più giovani, magari non eran più forti, ma certamente negli anni novanta quei partiti sono tutti morti, morti per una canagliesca mano giudiziaria. Così come era morto anche il suo carissimo PCI sepolto nel 1989 dalle macerie storiche del muro, anche se il suo ectoplasma è riuscito a “ ricostituirsi in vitro” come uno zombi. Da quella campagna fu l’Italia a cadere nell’infamia di una corruzione totale , nell’infamia medioevale del carcere e della carcerazione preventiva usata come tortura da Magistrati infami ed indegni, da gente che avrebbe meritato d’essere espulsa dalla Magistratura di un Paese che veramente fosse “ la culla del diritto” anziché essere, cara Spinelli, grazie al suo caro PCI , “ la culla della tortura e dell’ingiustizia”. Se, davanti a queste macerie politiche, è arrivato Silvio Berlusconi non è perché abbia conquistato il potere assalendo, come oggi invece voi proponete , il Palazzo “ manu militari”, non è perché abbia eseguito da Arcore una nuova “ marcia su Roma” con il seguito di fedelissimi, non è perché aveva assoldato o messo sul suo libro paga la maggioranza del popolo italiano, ma fu solo perché il popolo credette in lui, nel suo progetto, nella ventata di novità che avrebbe portato, nella sua trasparente voglia di seppellire le maleodoranti macerie della Prima Repubblica, fu proprio per colpa vostra, foste proprio voi ad essere incapaci, impresentabili, per poter essere votati dal popolo. La colpa – che oggi è un merito – che sia arrivato Berlusconi nella politica italiana è solo vostra, discende dalla vostra incapacità, perché voi , nati comunisti, cresciuti comunisti ed oggi diventati anche “ fascisti e clericali dentro” , siete il “ percolato” del Paese, una sorta di liquame che ancora viene prodotto dal vecchiume che rappresentate, dal marciume che volete imporre, siete la vergogna di questo Paese fatta persona.

Siete voi che da diciassette anni non sapete far altro che minacciare Berlusconi,. Aggredire Berlusconi, demonizzare Berlusconi, accodarvi come pecore dietro una impresentabile Magistratura da barzelletta che da diciassette anni ordisce ventinove processi contro Berlusconi, ventitré dei quali sono stati solo delle ignobili farse finite nel nulla, avete sputtanato il Paese gridando ad ogni piè sospinto allo scandalo contro Berlusconi il quale è ancora lì, vivo, vegeto, con una maggioranza ancora solida, vincitore delle elezioni per tre volte con maggioranze quasi bulgare , avete sputtanato il Paese all’estero dove ridono non di Berlusconi e delle sue sceme barzellette, ma della vostra cara Magistratura che urla e strepita e poi si scopre che era tutto falso, tutto a vuoto. Assolto in ventitré processi , prescrizione o assoluzione poco importa, tutto dimostra che siete degli incapaci. Sono la bellezza di diciassette anni che state aggredendo Berlusconi e chi vota per il centrodestra ed avete anche la faccia da culo di dire che è Berlusconi che aggredisce voi. Voi neanche sapete distinguere fra “ dialettica democratica” ed “ offesa “ perché è da sempre, da diciassette anni appunto, che, ogni volta che Berlusconi o il centrodestra dice una parola politica , voi, come imbecilli lobotomizzati, non sapete far altro che lagnarvi come bambini, ululare come ridicole préfiche nel mentre vi ingozzate del benessere che l’Italia vi ha regalato. Cara Spinelli, inutile e ridicolo invocare anche Cristo o mettere in piazza il suo essere una lavandaia contro qualche giornalista che ha il pregio di non pensarla come Lei.

State bene dove state. Con la vostra “ ghenga di Scalfari”, in compagnia con ricchi scemi, fra i nuovi fascisti dal pensiero unico, uniti e complici con Magistrati ridicoli, incapaci di mettere le mani su Berlusconi, ma assolutamente capaci di farsi ridere dietro da tutto il mondo con processi farsa pubblicizzati come fossero la fine del mondo e che poi si dimostrano solo delle pure idiozie; statevene accanto al “ nuovo” che millantate e di cui vaneggiate con gente come Casini ( il portaborse per eccellenza dei corrotti democristiani per eccellenza, tipo Citaristi, tipo Forlani ), come Fini ( un fascista repubblichino che, per un pelo di fica si gioca un Governo, tanto per dare la misura dell’uomo), con Di Pietro ( uno che la legalità la sa solo dire con la bocca perché è un imbroglione sotto inchiesta per aver rubato al suo partito tutti i soldi dei rimborsi elettorali), con Vendola ( un saltimbanco delle parole a vento, che ha creato la più corrotta sanità del mondo nella regione che amministra), per non parlare poi di gente come Rutelli.

Ma mettete giù le vostre incapaci manacce dalle cose che non capite . Non è roba per voi la democrazia, non basta contare sulle parole di qualche vescovo fuori di testa né invocare Cristo per raggiungere il vostro Paradiso. Il vostro “padrone” è anch’esso un imprenditore, sia esso svizzero come De Benedetti o italiano come Montezemolo. Anche loro sono del Nord come Berlusconi. Anche loro possono gestire il Paese come fosse una fabbrichetta o come fosse una società quotata in borsa. L’Italia deve cambiare, impossibile e ridicolo pensare che possa cambiare con due imprenditori adusi da sempre a vivere spillando soldi allo Stato. Da sempre.



PRESIDENTE NAPOLITANO, PERCHE’ NON ESTERNA CONTRO TUTTE LE INDECENZE?

Vorrei ricordare , a questo Presidente della Repubblica, che ci sono tante “ indecenze” da riprendere con la sua “ alta parola”. Ma vedo che la sua “ alta parola” la spende solo quando da riprendere c’è qualcuno del centrodestra, come la questione del manifesto contro la Magistratura di Milano. Presidente esimio, non ritiene Lei che se quel manifesto è una “ vera indecenza” sia anche una “ vera indecenza” che un cittadino onesto sia stato tenuto in carcere per due mesi, sputtanato nel lavoro, distrutto familiarmente, come l’autore di quel manifesto? Certo non sto certo richiedendo la “ legge del taglione” o il biblico “ occhio per occhio” , ma solo osservando che , se ci pensa Signor Presidente, è più indecenza il comportamento dei Magistrati milanesi contro costui ( e Lei, Presidente, forse non lo ricorda, ma è anche il Capo della Magistratura) che il suo manifesto. Ma lei tace o fa lo gnorri? Non è Signor Presidente che sia una “ vera indecenza” richiamare alla guerra, invocare un golpe militare come hanno fatto i suoi cari amici Asor Rosa, Spinelli, Scalfari e ghenga relativa ? Ma Lai si distrae troppo spesso. Memoril, Signor Presidente, in quantità industriali. Oppure se ne vada.



ANCORA SUL PROCESSO BREVE E SUI PRIVILEGI DELLA CASTA GIUDIZIARIA

C’è una riflessione che nessuno dei grandi commentatori, travestiti da moralisti, ha fatto in questi giorni sul processo breve. Che rimane una legge ad personam ma che sicuramente nell’ultima versione licenziata da Montecitorio non farà affatto “saltare migliaia di processi”.

Come mai l’Anm protesta più adesso di quando due anni orsono venne approvata dal Senato una versione del provvedimento che effettivamente faceva andare al macero tutti i procedimenti che non rientravano nei tempi? Non sarà per caso per il fatto che la versione corretta dal relatore Giorgio Paniz adesso prevede solo sanzioni e segnalazioni per chi tra i magistrati si attarda nello scrivere e depositare sentenze mentre prima a rimetterci era solo l’eventuale vittima del reato? Non è che per caso alla casta in toga preme più l’avanzamento di carriera e meno i fascicoli in arretrato? Un longevo uomo politico che fu sette volte presidente del Consiglio nello scorso millennio soleva dire che “a pensare male si fa peccato ma ci si azzecca”.

E questo sembra proprio il caso di scuola. Di fatto ormai il provvedimento 3137°, che il Senato approverà forse in via definitiva dopo le elezioni amministrative di maggio, è oramai una legge quasi inutile, se non per il Cav. L’abbreviazione della prescrizione per gli incensurati del periodo, oltre a quello della pena massima prevista per ogni singolo reato, da un quarto a un sesto si riduce a pochi mesi.

E quando un processo non è stato celebrato in via definitiva in dieci anni non saranno sei mesi in meno a fare una grande differenza. E’ abbastanza demagogico se non falso dire che andranno in prescrizione più fascicoli di quelli attuali, circa 200 mila l’anno. Magari saranno 220 mila.

Capirai che differenza nei grandi numeri. A insospettire sul reale motivo di tante proteste corporative da parte dell’Anm c’è proprio quella riformulazione della norma che recita così: “Art. 205-quater. – (Durata ragionevole del processo e obbligo di segnalazione).

– 1. In attuazione del principio di ragionevole durata del processo, il capo dell’ufficio giudiziario cui appartiene il giudice che procede comunica al ministro della Giustizia e al Consiglio superiore della magistratura che: a) dall’emissione del provvedimento con cui il pubblico ministero esercita l’azione penale formulando l’imputazione ai sensi dell’articolo 405 del codice sono decorsi più di tre anni senza che sia stata pronunciata sentenza di primo grado”; b) dalla pronuncia della sentenza di cui alla lettera a) sono decorsi più di due anni senza che sia stata pronunciata sentenza in grado di appello; c) dalla pronuncia della sentenza di cui alla lettera b) è decorso più di un anno e sei mesi senza che sia stata pronunciata sentenza da parte della Corte di cassazione; d) dalla sentenza con cui la Corte di cassazione ha annullato con rinvio il provvedimento oggetto del ricorso è decorso più di un anno per ogni ulteriore grado del processo“.

A ben vedere nei talk show televisivi spesso si fronteggiano due disonestà intellettuali contrapposte. Da una parte la maggioranza che si nasconde dietro un dito per non ammettere che questa è una legge utile ad una e una sola persona, perché attraverso i suoi punti geometrici nello spazio passa una e una sola retta.

Dall’altra l’opposizione e il partito dei giudici che puntano sull’allarmismo immotivato come scorciatoia populista e che a loro volta hanno paura di dire che in fondo era meglio la versione passata al Senato perché almeno era deflattiva di tanti inutili dibattimenti per reati bagatellari che solo il pan penalismo all’italiana e l’ipocrisia della obbligatorietà dell’azione penale si ostinano a mantenere in vita.

In mezzo a queste due malafedi intellettuali, quasi uguali e contrarie, a rimetterci, manco a dirlo, è il cittadino che mai e poi mai vedrà riforme della giustizia a lui in qualche maniera utili.


Roma  mercoledì 20 aprile 2011

Gaetano Immè

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