Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 6 aprile 2011

E’ DI PIETRO IL VERO, UNICO, PER ORA ANCORA IMPUNITO STUPRATORE DELLA COSTITUZIONE.



Ignoranti anche in lingua italiana, quelli di sinistra, se, compresi i loro così detti Onorevoli, non sanno quale sia la differenza fra due sostantivi: “ indignazione” ed “ intimidazione”. Già ieri invitavo tutti questi “ indefessi” marciatori (che ripetono sempre , come una noiosa e scontata oltreché ridicola litania ,di agire “ in difesa della sacra costituzione italiana “ )a leggersela una buona volta la Costituzione ed a studiarla una buona volta, almeno così sapranno finalmente, fra cento anni, che si tratta di un testo di Legge e non di un “ libretto rosso” di Mao da agitare come fosse una clava o come una sorta di “ aglio” che farebbe fuggire il Dracula di turno. Un corso accelerato di “ Diritto costituzionale” farebbe finalmente capire loro alcuni punti fermi essenziali della Costituzione. La prima scoperta che potrebbero fare è che la Costituzione italiana prevede che per far cadere i Governi non servono “ piazze di indignati” o di “ pseudo rivoltosi sociali” ma semplicemente una bella “mozione di sfiducia” che venga presentata da chi ne ha diritto ( non quindi dalle piazze ) in Parlamento ( non quindi in piazza Navona o Barberini o Montecitorio ) e che venga discussa in Parlamento e che ottenga la maggioranza dei voti. Con questo non voglio affermare che non sia lecito e legittimo esercitare il “ dissenso”, ci mancherebbe; ma una cosa è esercitare il “ dissenso” mentre altra cosa è credere e – sopra tutto - far credere che le agitazioni piazzaiole che quel dissenso catalizzano possano far soccombere il Parlamento. Assediare deputati per impaurirli, per intimidirli non è certo un rispetto per la democrazia, ma è esattamente il rovesciamento del dettato costituzionale. Se poi a queste azioni gaglioffe e malavitose si aggiunge anche - come fa quell’emerito imbroglione che è Antonio Di Pietro indagato per truffa ai danni dell’IDV - l’affermazione che il Parlamento è “ delegittimato” solo perché assume decisioni che sono in contrasto con i desideri dei novelli bardi papalini, boia e giustizialisti e perché non vota secondo i desiderata di Di Pietro - il quale chissà per quale recondito motivo dovrebbe essere l’unico autentico Mandatario della volontà popolare - rappresenta una evidente lesione di tutti i diritti parlamentari sanciti dalla nostra Costituzione, In parole meno oscure: questi appelli all’indignazione ed alla rivolta sociale al fine di abbattere il Governo legittimamente istituito da una votazione popolare si inserisce in una deriva fascista, faziosa, violenta , anticostituzionale che dovrebbe essere considerata pericolosa, gaglioffa e fascista proprio da coloro che, a parole, dicono di voler difendere il dettato costituzionale addirittura in senso conservatore. Invece questi falliti sessantottini che si mascherano tutti da ridicoli difensori di ogni riga della Costituzione altro non fanno che andare dietro a questo truffatore di Di Pietro che nega, con le sue azioni, il fondamento basilare della sovranità popolare, dietro questo miserabile Masaniello che si gonfia il portafoglio con i soldi rubati al suo partito , che assedia un giorno sì ed uno no il Parlamento per cercare di dimenticare e di fare dimenticare che dentro l’Aula non riesce mai a prevalere. Questo arrogante , violento, fascista, razzista pretende voler sostituire alla logica democratica dei numeri la violenza della piazza non solo è indecente ed indegno di sedere in Parlamento - Napolitano ovviamente tace sempre - e , sopra tutto, dovrebbe essere una condotta che dovrebbe essere con la dovuta decisione essere rifiutata da parte di coloro i quali aspirano pure a rappresentare un’alternativa all’attuale maggioranza. Parlo del PD, un ectoplasma, un’ameba, una “ macchia nera “ pronta a seguire qualsiasi scheggia impazzita che si aggiri nei pressi. Come può questa sinistra insomma andar dietro a questo tribuno truffatore del proprio partito, uno stupratore emerito della costituzione che ha stuprato già nel 1993 e che oggi vorrebbe del tutto distruggere . Dio li fa e poi li accoppia: stanno bene questi gaglioffi di sinistra, stanno bene con le piazze che negano il Parlamento, stanno bene insieme ad un partito senza idee quale quel FLI il cui portavoce, Italo Bocchino, ha anche la faccia di sedere di affermare che “ mai e poi mai alle elezioni amministrative FLI sarà alleato con il PD”! Quando ad Olbia, dico Olbia non un paesetto, la alleanza fra i fascisti ed i comunisti del PD è operante.

Eccolo dunque il PD: senza idee, senza proposte, con un solo comun denominatore: l’odio. Solo che se si parla di odio a fare il pieno è Di Pietro con il Pd che , dunque, perde due volte: nei confronti del centrodestra, ma anche dell’Italia dei Valori. E figuriamoci la fine dei novelli oppositori e agitatori della piazza, i futuristi, che fanno un passo talmente in avanti (e a sinistra) che rischiano di ritornare ad un passato al cui confronto i numeri dell’Msi diventeranno un miraggio.Ma chi continua a perdersi per strada – o nella strada – sono i democratici più confusi che mai. Che hanno perso un’occasione unica: dimostrare di essere un’opposizione responsabile. Hanno perso l’occasione per far vedere agli italiani che loro stanno dalla parte del loro Paese e non semplicemente , sempre e solo dall’altra parte di Berlusconi. La questione degli sbarchi è un dramma che nessun governo è un grado di gestire e Bersani e soci lo sanno fin troppo bene; potevano schierarsi dalla parte del governo e attaccare frontalmente l’Ue, l’unico colpevole di un dramma dove è comunque difficile trovare dei colpevoli.Invece hanno scelto le barricate. In strada ad urlare al golpe. In strada ad insultare. Con i loro cartelli. Senza idee. Abili solo a ripetere “ad personam”, ma incapaci di formulare un qualcosa di propositivo. Ora danno vita alla notte bianca della democrazia per fermare il processo breve, ma al mattino – forse confusi da una notte di bagordi – si affretteranno in Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato a negare l’arresto del loro senatore Alberto Tedesco.Questo non è un pensiero di chi – come noi – è schierato, bensì quanto scritto nell’editoriale di ieri da Marco Travaglio sul “Fatto Quotidiano”, perché Travaglio sarà pure “pesante” e “fetente” ma non nega l’evidenza.E l’evidenza dice che il Partito democratico è il partito della vergogna che non si vergogna di comportarsi come quel Pdl che tanto denigra. Copia e lo fa pure in modo stupido. E chi ci guadagna è solo Di Pietro. E Berlusconi, che con una opposizione così debole, non deve nemmeno preoccuparsi di indorare le pillole al Paese.
Non è la solita frase fatta, ma un’opposizione a metà tra il becero e il trasparente fa solo male al paese. Il Pd, però, ha scelto questa strada. Andare in piazza e perdere così elettori per strada. Di Pietro, vene del collo gonfie more solito, balbettando , ringrazia.

CIPOLLETTA O CIPOLLINO BOLDI?

Innocenzo Cipolletta, economista, ex Presidente delle Ferrovie dello Stato e, soprattutto, per lungo tempo Direttore Generale della Confindustria, è la dimostrazione vivente di come sia possibile avere il portafoglio a destra ed il cuore a sinistra. E’ stato per una intera vita un uomo di spicco del sistema industriale e finanziario e, per tutto il tempo in cui ha curato e difeso gli interessi dei “padroni”, ha sempre fatto il tifo per gli “oppressi” votando e sostenendo i partiti dell’ultra sinistra, con tanto di non richieste esternazioni democratiche. Ora, in nome della rivoluzione liberale mancata (quella rivoluzione che lui con il cuore ha sempre osteggiato) e in polemica con chi rimpiange l’Iri e Mediobanca (cioè il sistema industriale

autarchico in cui ha felicemente operato ) si è fatto corifeo banditore della necessità della discesa in campo di un personaggio al di sopra delle parti e dei partiti (Luca Cordero di Montezemolo) in grado di sparigliare il bipolarismo raccogliendo la parte migliore del paese. Vi confesso una verità: Cipolletta era Presidente delle Ferrovie dello Stato quando le FF.SS. hanno concesso a Luca Cordero di Montezemolo di gestire la TVA italiana sulla rete fissa nostra. Capito che Cipollino ? Ove si vede come un Cipolletta, per continuare ad avere il portafoglio a destra ed il cuore a sinistra, si metta a vendere bufale!



Mercoledì 6 aprile 2011

Gaetano Immè

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