Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 25 aprile 2011

  LE ISTITUZIONI CHE IMBROGLIANO IL POPOLO ITALIANO.


Sostenere  che un " processo breve “ sia la misura più adatta ad un sistema di giustizia giusta è in verità arduo. Ma, se poi andiamo a vedere quelli che sono i “tempi brevi “, ci  accorgiamo che chi ha inventato questa storia del “processo breve” ha voluto scherzare o, piuttosto, ha voluto sfoderare una dose spropositata di umorismo nero. Insomma, come raccontare barzellette in un obitorio. Sono tempi quelli che in qualsiasi altro paese civile e democratico sarebbero considerati pazzeschi per la loro lunghezza. A parte, dunque, gli scherzi della sinistra ( la quale, anche di fronte esigenze così imprescindibili del popolo, com’è quella della esigenza di una Giustizia che rispetti la Costituzione e quindi anche la norma costituzionale sul “ giusto processo in tempi certi” sancito proprio dalla Costituzione, preferisce nascondersi pusillanimemente dietro l’alibi del più becero “ antiberlusconismo” da osteria zeppa di ubriachi , dietro l’assurda difesa dei privilegi della casta dei Magistrati e dunque contro gli interessi del popolo brandendo come alibi il fatto che queste norme “ potrebbero” essere utilizzate “ anche “ da Silvio Berlusconi , come se costui non fosse un cittadino italiano come tutti gli altri e come se non fosse ormai molto ma molto chiaro a tutti coloro che per ragionare usano il cervello invece che le viscere che per nessuno dei sei processi in corso contro Silvio Berlusconi queste famose norme potrebbero avvantaggiarlo ) che , appunto, dimostra quello che è: una manica di sbandati che , non sapendo cosa proporre e controbattere, vuol far finta, al contempo, di scherzare e di fare sul serio, bisogna dire che questo è un semplice provvedimento di legittima difesa contro una sedicente giustizia, espressione della politica faziosa del Partito dei Magistrati. Legittima difesa che non toglie che rispetto all’esistenza stessa del P.d.M. (Partito dei Magistrati) ed alle sue ineliminabili (perché un partito del genere non può farne a meno) malefatte, non basta difendersi (cosa cui si ha indubbiamente diritto) ma si ha pure il dovere di difendere la Società , lo Stato e la Costituzione dal fenomeno in sé, potenzialmente sempre pericoloso per tutti e tragicamente rovinoso per la democrazia e per la giustizia. E’ questo il punto centrale.

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Con lo stupro ai danni dell’articolo 68 della Costituzione ( articolo voluto ad ottima ragione con il suo testo originario dai padri costituenti per mantenere in equilibrio i poteri che la Carta assegnava all’Ordine dei Magistrati con quelli che la stessa Carta attribuiva al “ potere politico eletto” dal popolo ) del 1993 da parte della stessa Magistratura ( che utilizzò come un’arma spianata contro la testa della politica l’uso aberrante che in passato era stato fatto di quella norma costituzionale ) che con un’azione ricattatoria, mafiosa e delinquenziale impose, ad un Parlamento di tutti corrotti e di tutti delinquenti ( al pari dei comuni delinquenti che usano “ o la borsa o la vita “) un magistrale ricatto politico che portò, quel Parlamento pusillanime di delinquenti corrotti e di miserabili ricattati, a chinare la testa, per paura e per vergogna, davanti a quel golpe costituzionale. Da quel momento è venuto meno quell’equilibrio, che ci era stato tramandato dai padri Costituenti, fra i due poteri dello Stato, equilibrio che consentiva il funzionamento equilibrato della democrazia, il
rispetto e la perfetta autonomia dei poteri di ciascuna delle due parti i n causa e , dunque, il rispetto sostanziale della Costituzione stessa. Da quel momento i poteri del pur semplice ordine della Magistratura – che nessuno vota – sono diventati più “dominanti” di quelli del Parlamento – potere legislativo – che è l’unico potere che il popolo italiano elegge con il voto. Dunque quello stupro permise lo scempio completo della Costituzione e permise che ciascun Magistrato inquirente ( un P.M.) possa vantare un’arma di ricatto potentissima contro il Parlamento: bastava un’accusa sollevata da costoro contro un Parlamentare, la quale, non passando più al vaglio dell’originario testo dell’articolo 68 della Costituzione, poteva permettere alla Magistratura stessa di rovesciare quello che il popolo aveva stabilito. Un golpe costituzionale incredibile come irresponsabile è il fatto che ancora non si metta riparo a questo stupro. Badate: proprio contando sul fatto che i processi durano una vita, bastavano anche delle accuse false per raggiungere lo scopo del golpe giudiziario, quello di rovesciare quello che il popolo aveva scelto e votato. Ecco dunque come il popolo sovrano , ma stronzo e coglione per la sinistra e per la Magistratura, è stato truffato già clamorosamente due volte. La prima nel 1994 quando le accuse contro Silvio Berlusconi del Di Pietro si rivelarono una vera bufala ( Berlusconi nel 2001, dopo sette anni, fu prosciolto da tutte quelle infamità “ per non aver commesso il fatto “ ma intanto il Governo di Berlusconi che il popolo aveva scelto nel 1994 fu rovesciato e sostituito da un altro Governo che nessuno aveva votato); la seconda volta nel 2008 quando altre accuse false contro l’On Mastella fece cadere il Governo Prodi , anch’esso eletto dal popolo italiano dopo appena due anni di governo, con accuse che oggi sappiamo essere state del tutto false . Sia chiaro che l’elenco potrebbe essere molto più lungo, ma mi stringo per non annoiare perché i due esempi fatti sono la “ prova provata” di questo “ incostituzionale ed antidemocratico dominio della Magistratura “. Insomma, la Costituzione, non va “ amata” come recita , con alto disprezzo del ridicolo, un Franceschini formato " chirichetto" o un descamisado Bersani ( ieri sera facevano ridere lui e la Annunziata su RAI3, si sorridevano fra di loro, non si interrompevano fra di loro, sono stati l'esempio paradigmatico de " il gatto e la volpe" con bella mostra d una dose industriale di "arrogante supponenza" che, non ostante tutte le loro complici azioni di disturbo e di interruzione, sono stati lo stesso subissati  e sbaragliati da un chiaro e battagliero Cicchitto ) non va
“ sbandierata” come fosse il “ Libretto delle guardie rosse di Mao”, non va “ mitizzata “ come fosse un sarcofago nel quale è stato seppellito, imbalsamato,  nel 1948 questo Paese, ma va semplicemente “ rimessa come era” e sempre “ integralmente rispettata”. In ogni sua parte, compresa quella che ne prevede i cambiamenti e gli ammodernamenti.

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C’è un processo lunghissimo di evoluzione che ha trasformato l’apparato giudiziario italiano in un partito politico , illegale ed anticostituzionale : è il partito dei Magistrati .Un partito che si è fatto potente e ricco senza mai essere stato votato da nessuno; un partito che ha in mano il CSM, l’ANM, la Corte Costituzionale , il Colle e che oggi conta sulla omertà della sinistra e del grande centro (costoro temono tutti di essere ricattati dalla Magistratura per favori presenti, futuri e passati, come già dimostrano i processi ad Andreotti, a Mannino, a Carnevale, ecc, come dimostrano le presenze in Parlamento di svariati ex Magistrati come Di Pietro, come De Magistris, come Violante, come Maritati, come Emiliano, ecc, tutte frutto di possibili “pizzi ricattatori” pagati da un partito ( il PCI e i suoi derivati che ha beneficiato negli anni precedenti dei concordati ed ammaestrati “occhi chiusi e bendati” di costoro sulle loro malefatte); che gioca a pallavolo ( dove la palla è quel povero popolo coglione che crede di essere, come recita l’articolo 1 della Costituzione , il “ sovrano politico” di questo Paese, mentre esso è il servo scemo della lobby dei magistrati ne sinistra) con le legge votate – come vuole la Costituzione – dal Parlamento e che vengono regolarmente bocciate quando non fanno comodo alla lobby suddetta; che gioca con il Capo dello Stato – che dovrebbe essere il Capo del CSM e dunque il loro “ calmiere costituzionale” – come si gioca con un “cretinetti “ qualsiasi, il quale parla e si indigna ridicolmente solo dietro loro comando ( mai sentito da questo Colle parole indignate per tutte le idee di Asor Rosa e della ghenga dei ricchi scemi di Scalfari che hanno proposto un colpo di Stato costituzionale contro l’attuale maggioranza d’accordo con Carabinieri e polizia, mai sentita una parola di indignazione contro un processo istruito dalla Procura di Milano per direttissimi contro un Capo del Governo dove i Magistrati hanno compiuto plurime violazioni di leggi anche costituzionali; mai sentito parole di indignazione per i lanci di cavalletti contro un Presidente del Consigli, ecc. ) , proprio come deve fare un bravo “ servetto sciocco” che è stato usato come “ utile testa di legno” per occupare il Colle ( la cui “ okkupazione” da tre Presidenti ha consentito di contare , oggi, su una Corte Costituzionale composta da undici giudici di sinistra su quindici complessivi senza “ che la costituzione al riguardo dica nulla”) ; il partito di quegli stessi che dovrebbero poi amministrare la giustizia “ in nome del popolo italiano “ e che dovrebbero essere “ soggetti , come vuole la Costituzione, solo alla Legge” ( e non alle ideologie politiche) . Tale e quale dovrebbe essere la giustizia: accertamento della verità ed applicazione della legge, senza pretese di obiettivi diversi, senza ricorrere a “ liberi convincimenti personale dei singoli Magistrati”, quali che essi siano, di conduzione di “lotte”, di eliminazione di storture sociali o politiche che non siano l’obiettivo consistente nella pura e semplice applicazione della legge.

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La legittima difesa, prima di essere un istituto del diritto penale- che stabilisce un“esimente” dalla responsabilità per i reati commessi a tal fine (uccidere per non essere ucciso, percuotere per non essere percosso o rapinare etc.) - è un dato naturale, istintivo dell’uomo. Ciò non significa che il meglio che possa farsi per contrastare la criminalità sia affidarsi alla legittima difesa delle vittime.
Ed allora parliamoci chiaro, anime pie, sceme e belle. Se il processo breve provocherà tutte quelle ingiustizie che voi paventate ( chissà perché da noi la Giustizia si dovrebbe realizzare solo in tempi biblici!) allora , anime belle ed ipocriti buonisti , bisogna pure intraprendere una qualche azione coerente e deterrente contro questo “Partito dei Magistrati” che obbliga con il suo comportamento a tali forme di difesa. Il Partito dei Magistrati, dei Magistrati meno capaci, meno scrupolosi, meno preparati, meno garantisti; quelli che hanno indotto i legislatori ad riempire le nostre leggi processuali di una quantità incredibile di disposizioni di salvaguardia, di mezzi di impugnazione, di avvisi, di notifiche etc. che appesantiscono i processi e ne moltiplicano la durata, ma si risolvono in altrettante nuove “trovate” per eludere la legge. Il difetto, come sempre, sta nel manico. E’ inutile sperare che una magistratura simile possa darci una giustizia, con processi brevi o lunghi che siano, che possa considerarsi veramente giusta. Una magistratura costituita in partito politico , oltre che una mostruosità istituzionale, è un pericolo costante per l’equilibrio tra i poteri dello Stato, è una macchina che produce troppi processi farsa ed ingiusti. Lì’esempio di Ciancimino Jr, trattato come l’”Oracolo di Delfo” dalla Procura di Palermo e dal suo numero due, il P.M. Ingroia per mirare, con le millanterie e le falsità del Cincimino Jr, a diffamare Berlusconi, per cucirgli addosso reati inesistenti - avendo quel P.M. la consapevolezza che Berlusconi è innocente, già questo configurerebbe , in un Paese dignitoso, con una Magistratura dignitosa, il reato penale di “ diffamazione” - è paradigmatico. Ora che Cincimino Jr è stato addirittura arrestato per aver falsificato proprio quella documentazione sulla quale ha contato il P.M. Ingroia per rovesciare su Berlusconi una nuova camionata di fango , dopo che Torrealta ha pubblicato, pochi giorni orsono, addirittura un libro apposito su quei documenti per svelare chissà cosa, proprio dopo che con una regia da barzelletta lo stesso P.M. Ingroia aveva redatto una seriosa e pensosa prefazione di questo nuovo libro, ora che tutto gli è si sciolto fra le dita come acqua fresca, non sapendo come nascondersi dalla vergogna, Ingroia non trova di meglio che invocare il solito “ terzo stato”, il solito “ refugium peccatorum “ di coloro che sono sputtanati dagli eventi e che , disperati, non san fare di meglio che nascondersi da pusillanimi quali sono dietro teoremi dietrologici senza capo né coda né prova alcuna.

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Forse ha ragione Ferrara a sostenere – come scritto domenica su Il Giornale – che tutto questo accanimento della Procura di Palermo, alla luce della falsità accertata dagli stessi Magistrati siciliani delle millantate e sedicenti prove per accusare Berlusconi per la trattativa frac Stato e Mafia del 1993 ( si badi che ci sono , oggi, i veri responsabili di quell’accordo e che sono Conso, Ciampi e Scalfaro ed i loro Governi di centrosinistra di quel tempo, come ha dimostrato la Commissione antimafia) configura il reato previsto e punito dall’articolo 289 del c.p. di “ vilipendio alle istituzioni” e di “ cospirazione contro organi istituzionali”. Forse. Ma quale Magistrato avrà mai la forza, l’onestà, il coraggio di onorare la Costituzione che impone loro l’obbligo dell’azione penale non appena avuta notizia del reato? Un Magistrato che per onestà intellettuale, per “ senso del dovere”, per paura d'essere distrutto dai soliti e ben noti produttori di merda,  per rispetto della Costituzione dovrebbe perseguire obbligatoriamente, per quel reato penale , un Ingroia, un Ciancimino, Repubblica e la ghenga Scalfari, Il Fatto Quotidiano e la ghenghetta Padellara, il Corriere della Sera e la ghengona debortoliana (quella consorteria di scribi pirateschi che finge di essere seria ma che ora sostiene Montezemolo come nel 2008 sostenne Prodi, ma  solo perché costui è un " compagno allargato della compagna del Direttorone Mieli", insomma uno di famiglia , colui  che da Prima Linea è passato alla Direzione del Corriere della Sera " per grazia ricevuta") quando si trattava di pubblicizzare quei documenti falsi questi quotidiani così democratici sbattevano quei falsi ed i loro caritatevoli commenti in prima pagina, titoli a nove colonne, mentre oggi la notizia che quegli stessi  documenti sono falsi e che la loro falsità era stata denunciata dalla Procura di Caltanissetta  fin dal febbraio dell'anno scorso ( notizia che incredibilmente la Procura di Palermo ed il P.M. Ingroia hanno volutamente ignorato)  hanno trovato posto solo intorno a pagina 30 di quei “ altamente democratici” giornalini da vergogna ; un Magistrato che dovrebbe mettersi contro tutti gli altri scribi di sinistra, contro lo stesso Capo del CSM, contro la stessa Corte Costituzionale, in questa Italia non si troverà mai. Solo Brecht poteva sperare  che esistesse un Giudice, ma a Berlino, non certo a Roma. Insomma , il Partito dei Magistrati ha altro a cui pensare, ha altro da fare che lavorare per fare giustizia. Ed allora il problema, il vero problema è fare una “campagna” (le fanno loro, facciamole anche noi!!) contro il Partito dei Magistrati, contro questa " megalobby che va dalle Istituzioni - Quirinale, Presidenza della Camera, Corte Costituzionale, Magistratura, CSN, ANM, Confindustria, lobby finanziarie, lobby assicurative, lobby bancaria , lobby mediatiche e giornalistche, lobby baronali, ecc -  come questo blog sta facendo , correndo anche il rischio della sua chiusura forzata per diffamazione o per oltraggio al Capo dello Stato. Se il Presidente della Repubblica ha da dire qualche parola sulla giustizia non deve nascondersi  dietro quel “mi riservo di dire” (a seconda degli emendamenti che saranno o meno apportati, come ha lasciato intendere) " sul processo breve”. Questo Signore deve ricordarsi che le Leggi si scrivono in Parlamento secondo la Costituzione e non sul Colle; questo Signore crede che gli italiani siano tutti come i lettori di Repubblica o de Il Fatto o del Il Corriere della Sera: dei lobotomizzati, degli imbecilli; questo Signore si sbaglia ancora una volta, come si è sbagliato sempre nella sua vita: sedicente migliorista che si minchinava sempre davanti a Togliatti ed a Stalin, fautore dell'invasione dell'URSS in Budapest, entusiasta esaltatore dell'alleanza fra Stalin ed Hitler, strenuo sostenitore della repressione comunista a Praga, reggicoda senza dignità intellettuale di una Camilla Cederna nella insistenza nelle false accuse contro il Presidente della Repubblica Giovanni Leone, impaurito e tremebondo Presidente della Camera dei corrotti e dei delinquenti che non spese unaparola una per difendere la costituzione repubblicana  ( che lui dice di difendere a chiacchiere ) contro la rapina golpistica del Pool di Mani Pulite ( ma " forse" era anche " comandato" in tal senso) . Abbia il coraggio l' On. Napolitano di dire per una volta, perdio per una  sola volta in vita sua una parola chiara, non dico su Praga, non dico su Budapest, non dico su Stalin o su Mao, ma almeno sul Partito dei Magistrati: mi faccia capire , dicendolo, se a Lei va bene che ci sia o se invece Lei esiga che questa mostruosità costituzionale scompaia. Non si nasconda, come farebbe un ipocrita, come farebbe un vigliacco , come farebbe un disonesto intellettuale, dietro un farisaico e falso “ il Partito dei Magistrati non c’è “ che a stento Lei biascica emulando Ponzio Pilato. Le menzogne stanno male su tutte le bocche, specie però sulle capaci e rapaci bocche di vegliardi  Presidenti della Repubblica.


DAL PCI AL PD  NULLA DI NUOVO SOTTO IL SOLE.


Nonostante siano passati più di vent'anni dal dissolvimento dell'Unione Sovietica, dal crollo del fondamento di una delle ideologie più forti del Novecento, la storia del Pci è un macigno non rimosso sulla strada del Pd per lo meno verso un sano riformismo - fuori tempo massimo comunque - di matrice laburista. I motivi che hanno portato, in questi ultimi anni, all'inesistenza di un'opposizione di sinistra capace di comportarsi da forza di governo hanno origine nell'alleanza costretta tra eredi del Pci e della Democrazia Cristiana di rito demitiano, entrambi graziati dalla Magistratura dall'onda di piena del '92-'93. E la domanda che sempre ritorna è sulle cause di questo colossale ritardo della sinistra italiana. Se alla politica è devoluto il compito di dare indicazioni sul presente, alla storia spetta il dovere di scavare argomenti e ragioni ancora inesplorate. Una delle questioni più scottanti è capire perché i «miglioristi», gruppo di sinceri riformatori del Pci con un forte senso istituzionale - che ad esempio sono riusciti ad esprimere un uomo come Napolitano alla presidenza della Repubblica - non siano stati capaci di indicare la direzione del postcomunismo italiano. Perché gli eredi di Amendola hanno mancato quell'occasione? Basta a dare una risposta il giudizio sulla «stoffa» degli uomini? E, se avessero voluto, sarebbero riusciti nell'impresa? Enrico Morando, leader storico di quel gruppo, senatore dal 1994, in Riformisti e comunisti? Dal Pci al Pd. I miglioristi nella politica italiana, offre fin dall'inizio un'analisi impietosa della sconfitta definitiva - ci si riferisce al crollo del Muro e all'implosione dell'Unione Sovietica - che ha tolto la stessa ragion d'essere di quel gruppo. Ironia della sorte! Dopo anni passati a sognare il momento della possibilità di trasformazione del Pci, una volta al dunque, una volta che la storia con le sue stranezze offre su un piatto d'argento l'occasione unica di saltare sul cocchio dei vincitori, l'unico gruppo che si credeva dotato anche degli strumenti teorici e culturali per guidare quella fase si fa sorprendere con una mentalità minoritaria o di «corrente». La cause di quell'appuntamento mancato sono scritte nel codice genetico del comunismo, nel marxismo-leninismo, anche nella versione togliattiana che, pur dotandosi di una visione della realtà e della storia d'Italia uniche per capacità di presa politica in confronto agli altri partiti fratelli europei, rimaneva, anche nella versione amendoliana, pur sempre interamente entro l'alveo di quella tradizione, con tutto quel che essa significava. In primo luogo - e Morando fa bene a sottolinearlo - i miglioristi non riuscirono a fuoriuscire dalla logica dell'unità del partito come, chiesa laica al di fuori della quale erano inconcepibili verità e vita individuale. Il secondo blocco va ricercato in quell'eccesso di tatticismo, anch'esso però frutto del precedente limite, che ha fatto sempre privilegiare la logica interna, il «proprio posizionamento», rispetto al mondo esterno. L'ultimo limite, di origine culturale, ha fatto sì che i riformisti del Pci si vedessero sempre come diversi (e migliori) delle altre tradizioni riformiste storiche, da quella liberale a quella socialista. In una parola, in quell'89 a mancare fu la politica. Tangentopoli non aggiunse altro, con la distruzione del Psi, con l'eliminazione dell'ingombrante «altro», tolse la necessità impellente a tutto il gruppo dirigente dell'ex Pci di fare realmente i conti con il proprio passato. E i risultati sono qui, davanti a tutti. La verità era che il comunismo non era in nessun modo riformabile. Trasformarlo in qualcosa di diverso è impossibile.


LA STAMPA ITALIANA: LA VERGOGNA DEL PAESE NEL MONDO


Avete per caso letto su Repubblica, su Il Corriere della Sera, su Il Fatto Quotidiano, ecc qualche “ indignazione democratica” per la violenta repressione con la quale il dittatore della Siria sta soffocando la rivolta del suo popolo ? Ma quando mai! Paginate paginate della guerra in Libia, su Misurata, parlando di una guerra voluta dai francesi, armata dai francesi, combattuta da questa incredibile Europea e da questa vergognosa ONU, ma tutti zitti sulla Siria. Ora la Siria deve scoppiare e incendierà anche Damasco e la Giordania e si risentirà l’effetto , sciita o sunnita, anche su quell’Irak nel quale, nessuno lo dice per vergogna, gli USA di quel Presidente guerrigliero di W. Bush sono riusciti ad esportare, col tempo, la democrazia…… Eccola, la grande stampa libera, indipendente, democratica: una vergogna!


Roma lunedì 25 aprile 2011

giorno della Liberazione, argomento da questo Blog volutamente tralasciato, perché sono la bellezza di SESSANTASEI ANNI – una vita – che i tromboni dicono sempre le stesse cose noiose. Taluni , i molti, i tanti mistificatori, gli intrallazzatori delle verità, parlano ancora di una unità d’Italia e di una sua liberazione dal nazifascismo grazie alla Resistenza. Fregnacce sesquipedali ed ignoranza pura. L’Italia si é liberata dal nazifascismo GRAZIE AGLI ESERCITI ANGLOAMERICANI con un apprezzabile contributo di una parte della Resistenza, esattamente quella di matrice liberale, cristiana ed anche di sinistra, quella che non voleva che l’Italia diventasse una dipendenza di Stalin, come la Jugoslavia.  Perciò che “ sti buciardi dentro” stessero tutti zitti e mosca: perché gran parte delle forze di Resistenza comunista anche se talvolta combatterono contro i nazisti, contro i fascisti, combatterono pure contro i nostri liberatori e tutto questo lo fecero con un solo scopo: quello di far sottomettere l’Italia all’URSS. Ricordate, anime belle, Togliatti, che diceva” Da quando sono un cittadino sovietico mi sento un uomo dignitoso, perché non sono più un miserabile mandolinaro italiano…”. Per non dimenticare, voglio anche ricordare un vero, grande partigiano: Edgardo Sogno.


Gaetano Immè

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