Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 13 aprile 2011

MEGLIO MALE ACCOMPAGNATI CHE SOLI  O VICEVERSA?

Voglio andare subito al nocciolo del problema dei problemi: di questa Europa. Non credo che esista un uropa"undicesimo comandamento del tipo " Non avrai altro Dio che l'Europa", per cui me ne sbatto di tutti quegli ipocriti sacerdoti del nulla che si ergono  a vestali e che pretendono di condannarti al rogo solo che osi parlare criticamente dell'Europa.
Se  l'Euro ci ha protetto dalle inflazioni ( solo l'Europa può stampare moneta, ora non più i singoli Paesi) , è pur vero che la sua introduzione , a quel cambio ( ricordate ? 1 Euro pari a Lire 1936,27) trasformò tutti gli italiani a reddito fisso ( la stragrande maggioranza degli italiani, pensionati compresi) da "nanorisparmiatori "  a " mendicanti sociali ", gente e famiglie che non solo non risparmiava più come prima ( poco, ma si risparmiava) , ma che addirittura non riusciva neanche ad arrivare più alla terza settimana del mese .
Quando poi si trattò di procedere alla ratifica del testo  costituzionale da parte dei 25 paesi dell’Unione europea (oggi sono  27), nessuno ha pensato di dare la parola al popolo italiano, affidandosi, come è stato fatto in altri Paesi Europei, ad appositi referendum. E' vero che l' articolo 75 della nostra Costituzione recita , al suo secondo comma, che " Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali " ma è pure vero che è una vera e propria forma di tirannia togliere la sovranità politica al popolo italiano, peraltro sancita dal secondo comma dell'articolo 1 della stessa Carta, norma ignominiosa ed offensiva per il popolo  che andrebbe espusla con urgenza dalla Costituzione. La ratifica da parte dell'Italia avvenne dunque per via parlamentare - come se il popolo fosse la solita vigna  di coglioni cui strappare il voto e cacciar via  - mentre altri Paesi sono ricorsi i referendum popolari. La ratifica generale ancora non è avenuta.

Quando andò in scena la crisi della Grecia, questa Europa si sottomise acriticamente  alla Germania le cui Banche erano zeppe di titoli bacati greci. Mondezza pura, soldi che i tedeschi avevano prestato allo Stato Greco a tassi di interesse stratosferici ben sapendo le condizioni di vera indigenza dei greci . Bene, disse questo blog, salviamo la Grecia e la Germania ma almeno decurtiamo il debito greco verso la Germania di buona parte degli interessi  diciamo - pro bono pacis - " speculativi" . Invece niente, tutto come volle la Germania. E io pago, diceva Totò.

Ora la questione della Francia, alla quale troppo venne già concesso da questa Europa in settori strategici quali , per esempio, l'agricoltura, e degli  attuali emigranti economici. Conta la sostanza: vogliono in massima parte andare in Francia. Accoglienza francese o no? In fin dei conti si tratta di un numero ancora limitato, molti dei quali vogliono ricongiungersi a familiari già in Francia e dunque appare veramente stupefacente sia il rifiuto della Francia - cosa diavolo c'entra l'Europa con le votazioni del prossimo anno in Francia e con il pericolo di Le Pen per il Presidente francese? - quanto il rifiuto dell'Europa di esplicitare una politica di immigrazione comune che tenga conto dei problemi geaografici e non altro di un suo stato membro, qual'è l'Italia.

Alcune anime belle, che spesso danno fiato alla bocca dimenticando di accendere il cervello,  poi tirano fuori la barzelletta del momento e blaterano della Germania che non ha chiesto aiuto nè si è lamentata quando ha dovuto far fronte , dopo la caduta del muro di Berlino, ai tedeschi dell'Est. Non capisco cosa c'entri questo paragone con i clandestini tunisini odierni, visto che si era nel 1989 e l'Europa ancora non esisteva e che inoltre anche se dell'Est quelle persone erano tedeschi e dunque non si trattava di alcuna immigrazione come sbavano gli ignoranti. Oppure ricorrono direttamente alle " megastronzate" dicendo che anche noi taliani siamo stati degli emigranti, verso gli USA, verso la Germania, verso l'Australia e dunque....Ma  che cosa abbaiate? Ma di cosa andate cianciando? La nostra fu un emigrazione corretta, nessun clandestino, tutti stracontrollati all'arrivo, tutti muniti di regolare passaporto, tutti su navi, aerei e treni verificati. Di cosa andate  straparlando senza sapere di che state parlando?

Nell'enclave maghrebino del Mediterraneo africano ( Egitto, Marocco, Libia, Algeria, Tunisia ) vivono circa 200 e passa milioni di persone , senza contare poi tutti quei popoli subsahariani, molto poveri,  che premono alle frontiere meridionali di questi Paesi e l'Europa, a sua volta,  si estende dal Mar Artico a quello Mediterraneo e quindi la Sicilia è la propaggine  sud europea più vicina all'Africa. Non oso pensare a quel che potrebbe accadere se veramente, come si dice, un dieci per cento di quelle popolazioni cercassero una
" emigrazione clandestina ed economica"  in Europa. Se questa Europa pensa di essere una superpotenza internazionale solo quando deve incassare i lauti contributi miliardari dei Paesi partecipanti, o affibiarci  multe a causa della nostra Giustizia da quarto mondo  ma di non esserlo più quando una sua propaggine viene aggredita da " emigranti economici " ( profughi ed esuli fanno storia  a parte) allora devo dare, per una volta, ragione all'On Paolo Napolitano che, sull'argomento, ha chiosato" Non scherziamo con l'Europa"!. Ecco, appunto, non scherziamo, Signor Presidente, basta fare " ammuina", si rivolga all'Europa, a Bruxelles non altrove.


GLI UOMINI - E LE DONNE- PER SCIASCIA ED I MAGISTRATI DI OGGI

Ho sentito tante anime belle, tanti brutti ceffi, tante facce toste , tanti inguardabili ipocriti faresei lamentarsi, sui giornali, sulle televisioni, ovunque , per la presenza dei supporters di Silvio Berlusconi nei pressi di Palazzo di Giustizia di Milano , presenza definita snobisticamente " fastidiosa " che inciderebbe negativamente sul normale svolgimento dell'attività giudiziaria. Sono, guarda caso, gli stessi giuda che non avvertirono proprio nessun analogo " fastidio" quando lo stesso Palazzo di Giustizia milanese era letteralmente assediato, fuori e dentro, da telecamere in pinata stabile e  da indimenticate  manifestazioni giustizialiste . Al contrario, ai  tempi di Galileo , ai tempi della  Vergognosa ed Immonda Inquisizione di Manipulite, i Magistrati invocavano - come alcuni moderni calciatori che incitano la folla come fossero gladiatori nell'arena - il sostegno popolare  per le loro iniziative, come se si sentissero di già un vero e proprio partito politico. Io credo che quei ben noti Magistrati di Milano abbiano voluto appositamente imporre a Silvio Berlusconi questa sorta di  " sbarra" giudiziaria  proprio perchè contavano sull'effetto mediatico di una riedizione delle penose scene dei leader della Prima Repubblica che sfilavano, taluni  addirittura in schiavettoni dipietreschi, impauriti e sommessi, davanti ai giudici. La protervia , l'odio, la vendetta basata sull'arroganza del potere, l'accidia fatta persona nelle persone di questi Magistrati. Ma l'odio , l'astio,  il rancore bilioso della Magistratura militante contro Berlusconi non  le consente l'esercizio del ragionamento ma solo un miserabile vituperio degno di postriboli odorosi di fascismo non di Tribunali democratici ed allora le Boccassini, i De Pasquali, le Pomodoro e tutta la compagnia di giro dei Magistrati dichiaratamente di sinistra , manifesta, nella sua totale meschinità , tutta la sua inadeguatezza. Perché sono proprio loro stessi che , così agendo,   consentono a Berlusconi di affermare che quelli intentati contro di lui sono solo procedimenti avviati e condotti non in base a veri reati penali ma soloi in base a pregiudizio politico. Stavolta i Magistrati non hanno davanti a loro un leader politico già sconfitto come lo era Forlani o come lo era Craxi stesso, ma hanno a che fare con un leader di un partito che rappresenta la maggioranza del popolo italiano, che è il Presidente del Consiglio indicato dal popolo , che ha il dovere / diritto di combattere, sopra tutto in questo tipo di processi, la sua battaglia politica contro la Magistratura politicizzata  e che trova peraltro anche il sostegno del popolo delle libertà su questa sua lotta per una giustizia vera . Se queste facce toste, questi  inguardabili ipocriti, questi biliosi Magistrati militanti studiassero un poco quella  Costituzione che puerilmente sventolano ogni due per tre come fosse un ventaglio da operetta e da farsa,  imparerebbero finalmente che in Italia, proprio grazie a quella Costituzione dietro la quale vorrebbero  nascondere solo i loro inauditi privilegi, vige la completa "  libertà di opinione e di espressione " e che ognuno è anche libero di " manifestare pacificamente e senza armi la propria opinione" anche quando non coincide con quella dei Magistrati militanti. Che la Dottoressa Livia Pomodoro, Presidente del Tribunale di Milano, abbia giudicato. il tutto come " fastidioso" conta zero. Sfido ed invito dunque, questo Magistrato , dalle idee molto  fasciste sulle adunanze popolari, a chiamare la polizia per impedire  al popolo l'esercizio di un diritto sancito dalla Costituzione come  diritto inbviolabile ed inalienabile. Se ha il coraggio delle proprie parole ed azioni, avanti, lo faccia. Altrimenti trattasi  solo di quacquaracqua .


ADESSO HANNO CAPITO CHE L'ARTICOLO 18 DELLO STATUTO DEI LAVORATORI DEVE ESSERE MODIFICATO. DOPO UNDICI ANNI!

Pietro Ichino, giuslavorista e senatore del PD, Nicola Rossi , fuoriuscito dal PD ed oggi vicino a Montezemolo e lo stesso Luca Cordero di Montezemolo, come sostiene e scrive il primo sul Corriere della Sera di alcuni giorni fa, propongono alcune innovazioni nel settore del lavoro che ricevono anche la benedizione dell'attuale Presidente della Camera. Si tratta di alcuni punti fermi che elenco: 1. contratto unico a tempo indeterminato, per tutti i lavoratori dipendenti; 2. garanzia per il datore di lavoro di licenziare per motivi economici; 3. sostegno alla " scandinava" per il licenziato. Praticamente tutta la liberalizzazione liberale portata avanti, in misura minima ,  da Treu ed in misura massima da Biagi. Ora, dato che si sta parlando di una " deregolamentazione " dei licenziamenti, ovvero di togliere del tutto l'articolo 18 dellka Legge 300 ( Statuto dei Lavoratori), io mi chiedo e chiedo loro: ma dove stavano i Signori Ichino, Luca Cordero di Montezemolo, il Signor Nicola Rossi - e mi fermo quì pro bono pacis - quando nel 2000 i Radicali proposero il referendum abrigativo dell'articolo 18 e quando nel 2002 il Governo Berlusconi propose una temporanea mitigazione dello stesso articolo 18? Dove stavano, nelle Bahamas o in qualche agognato  Paese dei Campanelli ? Che apertura di credito intellettuale e dunque politica posso dare a gente che nel 2000 e poi ancora nel 2002 , mica il secolo scorso, rifuggì da quella battaglia di equità sociale fra giovani ed anziani ed anzi sfilò minacciosa e tronitruante a difesa di quell'articolo 18 che oggi, con unica faccia tosta, propone di abolire del tutto? Va bene, facciamo passare il mio comprensibile disappunto per questi grandi ( ma opportunistici ) pensatori  ( che non pensano al bene del Paese, ma ad assicurarsi una bella bella carriera politica personale ! ) e ne riparliamo fra giorni. Passata è la tempesta , odo gli " augelli" ( non gli Agnelli " far festa e la Gallina ( non un Rossi qualsiasi ) tornata in su la via ( articolo 18) che " ripete il suo verso". Appunto. Coccodè, coccodè, coccodè.


Roma mercoledì 13 aprile 2011

Gaetano Immè

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