Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 22 aprile 2011

SCORCIO DEL PAESE DEGLI ULTIMI QUINDICI ANNI.


Ceroni ha solo parlato d’una modifica ( proposta ed eventuale) alla Carta costituzionale, mentre Lassini ha dimostrato quanto poco libero e democratico sia un paese in cui ancora si perseguitano, come ai tempi del fascismo e del comunismo, i reati d’opinione. Inutile tentare di negare l’evidenza: la sinistra italiana vorrebbe instaurare nel Paese un regime autoritario , tipo quello fascista o quello comunista, nel quale viene reintrodotto il “ reato d’opinione” – come dimostra la surreale e ridicola incriminazione per “ vilipendio istituzionale” contro Lassini la cui invettiva non era diretta a nessuna Istituzione, essendo la Magistratura solamente “ un organo dello Stato”. In realtà, è l’ultima scoperta dell’opposizione disperata, millantare una sorta di ridicolo conformismo clericale, patriottico ed istituzionale che funge da stomachevole collante che unisce gli esponenti del fronte anti-berlusconiano. Incuranti del ridicolo , dalla Cgil a Fli, passando per Udc e Idv, fanno a gara a chi la spara più grossa contro Lassini (quello dei manifesti contro le procure) e Ceroni (il parlamentare del Pdl che ha proposto la modifica dell’articolo 1 della Costituzione). Su internet impazzano schizofrenici commenti di chi vorrebbe quanto meno l’ergastolo se non la pena di morte per i due esponenti del centro-destra, rei di non aver fatto mistero delle proprie idee. Ma vi rendete conto in che Paese viviamo? Ma vi rendete conto di che razza di sottocultura talebana fanno sfoggio questi imbecilli, violenti, squadristi fascisti? Con quale coraggio, con quale coscienza, con quale responsabilità verso il Paese possano millantare di ergersi a difensori della libertà esponenti di partiti e sindacati che vorrebbero perseguire penalmente opinioni, idee.

Per capire da che parte spiri questo nuovo fascismo squadrista, basta pensare alla Legge costituzionale del 18 ottobre 2001 n. 3, che ha riguardato le “modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione” decisa dal Governo Prodi negli ultimi giorni di Legislatura, deliberata peraltro con una maggioranza ridicola di appena quattro – diconsi quattro – voti. Pur essendo stata una legge costituzionale che ha moltiplicato i conflitti di attribuzione fra Stato ed autonomie locali, non ostante fosse stata approvata senza essere condivisa con l’allora opposizione ( l’allora Capo di Stato si guardò bene a quei tempi di richiamare le forze politiche “ alla massima condivisione delle riforme” come ora fischietta ad ogni piè sospinto l’occupatore del Colle ),  il centrodestra non ha mai sollevato  simili polveroni. Non voglio dilungarmi nel rammentare tutte le idiozie che la sinistra , quella di governo e di piazza, dal 1994 ad oggi, ha sbandierato, insieme alla solita Magistratura politicizzata, contro ogni innovazione istituzionale che veniva proposta , in quanto  ormai maturata dalle condizioni temporali dell’Italia. Chi non ricorda, ad esempio, le invettive della sinistra contro il Carroccio, reo,  a paerr suo , d’aver instillato nel paese una inspiegabile voglia d’autonomia locale ? Ma erano ormai passati i tempi bui dell’impresentabile Presidente Oscar Luigi Scalfaro, che, nella sua drammatica pochezza culturale ed intellettuale, nella sua scarsa onestà intellettuale, recitando consapevolmente il ruolo di “ utile idiota “ a favore dei burattinai della sinistra ( per assicurarsi e ripagare la sua salvezza dall'inchiesta e dalla condanna per i famosi fondi neri ) , più volte aveva minacciato che i dirigenti della Lega potessero essere denunciati e processati addirittura per attentato alla Carta Costituzionale..E così, se oggi non fa certo più scandalo parlare di federalismo – per l’introduzione del quale il centrosinistra ed i suoi puritani da strapazzo hanno per decenni invocato le fiamme dell’inferno - si deve ringraziare non solo la Lega ma anche tutto il centrodestra che questa riforma ha compreso e condiviso ed è facile prevedere che tra un decennio saranno abbondantemente risibili e scontate le opinioni di Ceroni sull’articolo 1 della Costituzione come quelle di Lassini sulla Magistratura politicizzata, che non configurano assolutamente lo squadristico ed incivile “ reato d’opinione “.

Come non sganasciarsi dalle risate , allora ed anche oggi, ricordando le invettive da “ è scoppiata la guerra” della classe politica di sinistra  e le condanne della sempre risibile magistratura contro gli autori dell’assalto a Piazza San Marco ? Eravamo all’incirca nel 1995 ed una trentina d’esponenti locali del Carroccio finirono ammanettati dopo un’incursione farsa nella famosa piazza veneziana. Tutto cominciò in una cascina, dove affiorò l’archivio della “Banda del leon” ( un remake della “ Banda degli onesti “ di Totò in salsa padano-politica): a parere di fantomatici investigatori fin dall’83 il gruppo avrebbe progettato l’uso di carri armati con cui “sbaragliare a Venezia l’esercito occupante italiano”. Ditemi voi se leggendo oggi queste parole scritte da un Magistrato non si deve dar ragione a chi, come me, vuole che i Magistrati siano sottoposti annualmente, ad una verifica di sanità mentale. Saltarono fuori delle strane videocassette, contenenti le riunioni del “comitato per la liberazione del Veneto”. E mentre le televisioni parlavano d’uno sventato golpe leghista, Prodi, all’epoca presidente del Consiglio veniva accolto a Belluno da fischi e pernacchie d’un migliaio di leghisti. Prodi replicava ai militanti del Carroccio “siete dei Pagliacci!”. Da più parti venivano chieste pene esemplari, “l’ergastolo per i membri del commando, e che la Lega venga messa fuori legge”.Roba indegna di un Paese civile, inciviltà da Paese dei talebani, da quinto mondo, una sputtanata del Paese a livello internazionale.

Sono passati più di 15 anni da quei momenti, le camice verdi di Piazza San Marco sono libere, la Lega , alla faccia di chi la voleva in galera, ha quadruplicato il suo consenso espandendosi in tutta Italia e, soprattutto, la maggior parte delle modifiche costituzionali chieste dal Carroccio e dal centrodestra sono ormai una realtà istituzionale , dalla Valle D’Aosta alla Sicilia. Persino quelli del Pd oggi parlano d’autonomia con frasario leghista , sono maturati ed hanno capito ( alla buon’ora!) quello che la Lega ed il centrodestra andavano affermando .

Le modifiche istituzionali - quelle che costituivano secondo la sinistra a quel tempo una “eversione” contro la carta  - hanno ormai profondamente mutato l’approccio dei cittadini alla politica: l’elettore non più né disposto né abituato a delegare, riconosce nel Parlamento l’unico sovrano legislatore, si dimostra sempre più maturo ed insofferente per gli espropri della sua sovranità politica, per le “ tutele non richieste” all quali si vede sottoposto da entità non votate dal popolo  ( come la Presidenza della Repubblica, come la Corte Costituzionale, come , soprattutto, la Magistratura), è sicuramente più irriverente verso le istituzioni, ma certo ormai pensa più con la propria testa e meno con quella di chi pretende di indottrinare le persone onde eliminare  nei fatti  la sovranità popolare , paventando inesistenti spettri golpistici e dittatoriali, scempi democratici e simili amenità idiote.

Eppure le opposizioni non riescono ancora a capacitarsi del fatto che la maggioranza del Paese sia solidale oggi con Ceroni e Lassini, come ha compreso con il tempo ad esserlo col commando leghista che occupava, a quel tempo,  Piazza San Marco. Lo dimostrano i fatti , eccoli: quando venne apportata la modifica costituzionale del 23 novembre 1999, quella che ha modificato l’articolo 111 sul giusto processo, dicendo che “il processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale”, e che “ la legge ne assicura la ragionevole durata”, tanti giuristi, politici, politologi, giornalisti, maitre a penser, imbonitori televisivi, mezzibusti, scribi prezzolati, attorucoli, donne cannone, ballerine, nani, acrobati, buffoni di corte , paraculi vari, gridarono alti lai contro quell’abominio, mentre la " vera società operante ed interessata ", cioè avvocati ed imputati,  parlarono semplicemente di “svolta di civiltà”. Tra un decennio forse Ceroni non sarà visto come eretico, ma come un politico che ha cercato di reintrodurre la centralità del Parlamento, spesso ostaggio di lobby giudiziarie, mediatiche, bancarie , accademiche, industriali e finaniarie oggi rappresentatae e difese da questa impresentabile sinistra.


TRATTATIVA TRA STATO E MAFIA. CIANCIMINO JR IN GALERA. E ALLORA CHE FINE FA IL LIBRO SUL SUO QUARTO LIVELLO CON ENTUSIASTA INTRODUZIONE DEL P.M. INGROIA?



L’arresto di Ciacimino jr., un pentito “ molto particolare” , molto vezzeggiato dalla Procura di Palermo e dal P.M. Ingroia in particolare – quello che vorrebbe dimostrare, tramite le parole di Ciancimino, l’esistenza del “ quarto livello” , una sorta di cupola politica e mafiosa , che avrebbe consentito la trattativa fra lo Stato e la mafia a proposito del 41 bis ai mafiosi in carcere – che vorrebbe dunque disconoscere quanto si sta svelando davanti alla Commissione antimafia con le ormai compromesse posizioni di Conso, Ciampi, Scalfaro ed altri comis d’état, mi incuriosisce molto. L’accusa di aver falsificato alcuni “ pizzini” dove avrebbe inserito col “ copia e incolla” il nome di Gianni De Gennaro , se comprovata,  coprirebbe di ridicolo, fra l’altro, oltre che lo stesso pentito collaborante, soprattutto lo stesso P.M. Ingroia. Si da il caso infatti che proprio ieri l’altro è stato pubblicato un libro di Maurizio Torrealta che tratta proprio di questo “ quarto livello” e che è centrato proprio sull’interrogatorio e sul falso pizzino di Ciancimino Jr. Se poi ci aggiungete che la prefazione – entusiastica, ovviamente – di questlo libro è stata scritta proprio dallo stesso P.M. Ingroia, allora il mistero si infittisce. O si alza il sipario ? Vedremo.


A PROPOSITO DELLE FREGNACCE DEI MAGISTRATI CIRCA L’OBBLIGATORIETA’ DELL’AZIONE PENALE ALLA NOTIZIA CRMINIS.


A proposito di fregnacce giudiziarie , a proposito della mega bufala dell’obbligatorietà dell’azione penale. Un Presidente del Consiglio dei Ministri di un Governo della Repubblica italiana, non un pisquano qualsiasi dunque, allude da circa un annetto all’esistenza di un presunto “ patto scellerato” fra il Presidente della Camera dei Deputati della Repubblica italiana e la Magistratura, ( io abbandono questa maggioranza e faccio cadere il Governo eletto dal popolo e tu, Magistratura politicizzata,  in cambio mi proteggi da ogni iniziativa giudiziaria contro di me ) senza che si muova un dito di un qualsiasi  Magistrato, pur essendovi tutti i Magistrati in servizio obbligati dalla suddetta mega fregnaccia . Ora siamo al colmo, perché il 17 scorso, quando questo stesso Presidente del Consiglio dei Ministri sempre della stessa Repubblica italiana denuncia , senza mezzi termini, nel corso di una pubblica assemblea e con diffusione radiotelevisiva oserei dire universale, che quel presunto patto costituisce un vero e proprio “ attentato contro organi costituzionali “ articolo 289 del c.p.) con tanto di citazione del testimone dell’illecito - nella figura di un alto magistrato che si sarebbe dichiarato anche pronto alla testimonianza personale -  denuncia confermata nel tono, nei termini e nelle cose da un Ministro in carica nel  Consiglio dei Ministri di questa stessa Repubblica Italiana senza che si sia mosso alcun Magistrato. Come mai nessuno ha mosso un dito? Come mai quel Presidente della Camera dei Deputati della Repubblica Italiana non denuncia quel Presidente del Consiglio dei Ministri della stessa Repubblica Italiana per diffamazione? Come mai nessun Magistrato ha avuto questa “ notitia criminis” mentre altri magistrati possono scorgere altre “ notitia crimis “ commesse forse da qualcuno addirittura sotto le lenzuola del letto di casa ? Come mai tace il Presidente della Repubblica italiana? Come mai tacciono i frallocchi difensori della dignità nazionale  e della legalità ( non dela propria , ma di quella solo degli altri)? Che abbia , anche in questo caso, ragione l'On Andreotti ? ( Spiego: è Andreotti cedisse la celebre frase " a pensar male si commette peccato, ma troppo sesso ci si azzecca"!). Mediate gente! Meditate!


Roma venerdì 22 aprile 2011

Gaetano Immè

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