Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 31 maggio 2011

AMMINISTRATIVE  2011- ESITI

I dati definitivi  dei ballottaggi sono arrivati, i mezzibusti imperversano in ogni canale riempiendoci la testa e le case di parole, spesso al vento. Cosa esce da queste urne? Alcune verità delle quali vale la pena discutere.

CHI HA VINTO E CHI HA PERSO

In primo luogo questa è la vittoria - rivincita della sinistra radicale sul centrodestra e sul centrosinistra: quindi evitino i vari Bersani, Bindi, Franceschini , Letta e compagni di scippare  ai veri proprietari la vittoria elettorale, com'è loro consuetudine. Giù le mani! -  della sinistra   oltre " il PD, di quella manettara dell'IDV , di quella radicale  ed estrema sopra tutto che,  cacciata a pedate dall'arco costituzionale dalle elezioni del 2008, non solo  trionfa in questa consultazione amministrativa ma  che ha anche prodotto  l'altro evidente successo , quello dei " grillini".  

Questa è una  sconfitta del centrodestra, del PD e del terzo polo.

La sconfitta del PdL appare così evidente che diventa  ridicolo camuffarne o sminuirne  la portata.  Spiegarne le  le cause e le motivazioni  invece è opera giusta, perché contribuisce ad indicare le giuste terapie .

Una causa  transnazionale di tutto questo sta indubbiamente nell' evidente parallelo con quanto è già avvenuto in Europa , vedi nelle prospera Germania, dove la coalizione della Merkel ha subito una identica debacle amministrativa, vedi in Spagna, dove Zapatero ed il suo centrosinistra stanno praticamente scomparendo anche a livello locale, ma dove i rispettivi Governi nazionali stanno terminando la loro legislatura. Altra causa sta nell' affluenza  alle urne dei votanti, mai così bassa; questa è poi la " causa " prima  ed indiscutibile della sconfitta del PdL e della Lega. Insomma è la solita storia della " stanchezza del popolo per chi comanda", una legge popolare non scritta ma vera ed anche giusta, se però vista ed inquadrata nel suo giusto ambito di un sistema istituzionale bipolare dove il " ricambio"  al Governo del Paese è un elemento essenziale e fondamentale .Non in Italia, però.

Contando su un target meno sofisticato e più popolare, la Lega Nord ha perso meno del PdL: ha perso Novara, Rho e Desio, ma con qualche sforzo si è riconfermata a  Varese, non ha ottenuto gli sperati consensi a Milano, nè ha conquistato qualcosa altrove. Dunque una  bruttissima battuta d'arresto più che una sonora sconfitta vera e propria.

Il PD esce invece sonoramente sconfitto dalla tornata elettorale sia sotto un profilo numerico che sotto il profilo sostanziale politico. Ha infatti tenuto sia Bologna, con qualche affanno oltre il prevedibile, e si è riconfermato  a Torino, roccaforti storiche. Discrete  " new entry"  sono Cagliari, Trieste e, simbolicamente, anche  Arcore. Fine della vittoria decantata da Bersani. Ma Bersani non  dice mai tutta la verità, perché egli omette la verità fondamentale: e cioè che oggi il PD si tova in una compagnia di " sinistra-centro" dove gli  toccherà l'ingrato ed impossibile compito di presidiare il " centro", di catturare i voti dei " moderati" mentre però dovrà subire le scorrerie piratesche da parte della sinistra vendoliana e dipietrista che faranno inclinare la navicella della " sinistra - centro" sempre di più verso la sinistra radicale. In parole povere, Bersani finge di essere contento, come potrebbe essere contento il proprietario di un'azienda sulla quale Vendola e Di Pietro abbiano lamciato un'OPA d'acquisto. Oggi incasserà un corrispettivo immediato ( vedi appunto Trieste, Torino, Bologna, Arcore ) ma nell'immediato futuro il PD si troverà come pura minoranza nelle mani di SEL e dell'IDV . Tutto questo comporta che una simile coalizione non avrebbe quella affidabilità e quella credibilità che persino Napolitano non le riconosce, non riuscirà a conquistare la maggioranza degli italiani per il governo centrale, non è una questione di strategia politica e di tattica delle alleanze, ma di sostanza politica.  E non solo, perché il PD del ridanciano Bersani non solo dovrà lustrare le scarpe alla sinistra radicale dei Vendola e dei Di Pietro - per non parlare dei grillini, scheggia impazzita - ma dovrà anche sottomettersi all'UDC di Casini ( se non anche agli x fascistoni del FLI) per potersi annettere quel tassello fondamentale per la governabilità del Paese,  rappresentato storicamente dal Ppi nel 1996 ( Prodi) e el 2006 dalla Margherita ( sempre Prodi )  ( e non è certo un puro caso che proprio Prodi è comparso all'improvviso accanto a Bersani, sul palco di Piazza del Popolo a Roma, una sorta di preavviso  di sfratto dai contorni ben delineati). Dunque senza un'alleanza con l'UDC o con il Grande centro( UDC, FLI, API) questa "sinistra-centro" difficilmente potrà conquistare le prossime elezioni politiche . Insomma, i risultati amministrativi ci consegnano, al di là della maschera ridanciana di Bersani, un PD in piena crisi sostanziale e politica, con due insormontabili problemi all'interno di questo " sinistra - centro": resistere all'OPA totale sferrata dal duo Vendola-Di Pietro nonchè riuscire a trovare con l'UDC o con il Centro una soluzione politica che soddisfi Casini. Il compito che si prefigge Casini è quello di risucchiare il centrodestra non certo quello di fare da ciambella di salvataggio per il " sinistra-centro".

Il Terzo Polo: inutile spendere parole, quando manca una direttiva, una coerenza, una logica. Oggi la logica del Terzo Polo è una sola:  o Franza o Spagna, purché se magna. Casini parla apertamente ed orgogliosamente di volere e di avere " le mani libere", di essere pronto allearsi con chi offre di più, fatto confermanato anche da Cesa il quale ha affermato " siamo stati determinanti nei ballottaggi". Più chiaro di così! Su Fini e sul FLI inutile parlare, dato che il loro programma è stato stigmatizzato proprio da Fini per il quale conta solo la vendetta personale, conta solo che Berlusconi sia finito. Del Paese, gliene frega nulla.

Ma perché tutto questo mentre il Governo centrale del centrodestra è ancora saldo in sella?

Le cause

La " motivazione", invece, di questa sconfitta è  sola una , una sola, brutale e lapalissiana: il popolo di centrodestra  è stufo di aspettare che il Governo, eletto per governare, governi davvero, che decida le riforme da varare e le vari, che indichi le strade da seguire e le faccia imboccare al Paese.  Al diavolo le campagne di fango, al diavolo il Capo dello Stato esagitato, a quel paese la Corte Costituzionale sbilanciata, le Authority, i Magistrati, ecc. Il centrodestra è stato al Governo , nel nuovo millennio, per otto anni su undici , ma le uniche riforme , tanto necessarie al Paese e tanto sbandierate, che io ricordi sono  quella del federalismo,  della Scuola e dell'Università. Non è stata solo l'talia a dover fare i conti con la crisi economica mondiale, dunque contenerla - seppure bene, come ha fatto il Governo Berlusconi - non è un merito, ma un  elementare dovere. Ma sono la bellezza di otto anni che invece sentiamo prometterci riforme epocali, riforme vere, quelle delle quali il Paese ha bisogno come dell'aria: volete un elenco ancorché non esaustivo? Eccovi sistemati in ordine sparso : le necessarie modifiche della Costituzione , la riforma dell'articolo 18 dello tatuto dei Lavoratori, la riforma del sistema pensionistico, la privatizzazione delle oste, quella della RAI, la  riforma fiscale, la riforma della Giustizia, le liberalizzazioni dell'economia a partire dall'abrogazione di istituti fascisti o comunisti quali le Provincie , la completa digitalizzazione dei rapporti fra lo Stato ed il cittadino. Mi fermo per carità di patria. Dove stanno queste riforme ? Invece per otto anni abbiamo assistito all'inverecondo spettacolo di un centrodestra talmente idiota da farsi soggiogare , da farsi irretire da argomenti futili, inventati dall'opposizione nel cui inganno istituzionale il Governo Berlusconi  è caduto in pieno, come un allocco. Siamo stanchi di sentirci dire " non mi fanno governare", basta fare le vittime dell'opposizione, vogliamo sentire la forza di governo dei nostri diciassette milioni di voti Perdio! Il centrodestra ha perso tempo, insomma, per difendersi da sciocche e pretestuose accuse invece che " non ti curardi loro " e " governare". Cosa diavolo  importa ancora a noi di Mills, di Ruby, di Agrama, di un Fini ,  quando abbiamo ormai  in mano la prova provata di venti processi penali, sui ventisei appiccicati addosso a Berlusconi Capo del Governo da una parte ben precisa della Magistratura, venti processi dietro ai quali abbiamo perso tempo ed energie e che poi si sono rivelati come  costruiti su falsi clamorosi? Farsi irretire da una campagna mediatica che quasi ogni giorno s'inventava qualche pretesto, cadere come polli nella rete tesa da questi attentatori al funzionamento delle istituzioni democratiche non è titolo di merito. Ma se c'è un  cadavere, quello del centrodestra, bisogna trovare  anche l'assassino, ovvero quella fazione politica che invece che pensare al bene del Paese ha pensato solo a bloccarlo il Paese, quella fazione politica che s'è fatta beffe della Costituzione inventando pretesti d'ogni risma non solo per delegittimare un governo eletto dal popolo ma sopra tutto per non farlo funzionare e dunque costruendo, ancora  impunita, tutta una serie di " attentati agli organi costituzionali" ; quella fazione politica che , in aperta combutta con una ben nota parte della Magistratura, ha tentato ripetutamente, nel vergognoso silenzio del Colle , scalfariano, ciampiano e napolitano, di materializzare capi d'imputazione penali tutti contro Berlusconi,  poi dimostratisi del tutto inesistenti ( venti procedimenti su venticinque con Berlusconi assolto anche per prescrizione) per eliminare l'avversario politico senza ricorrere al benestare del popolo sovrano. Insomma se Sparta piange, Atene non ride. Dive sta scritto, signori e signore, che sia legittimo che un'opposizione politica utilizzi menzogne per bloccare un Governo eletto dal popoo? Da nessuna parte sta scritto, anzi basta guardare il codice penale per trovare una norma che nessun Magistrato ha sbattuto in faccia all'opposizione: chi attenta agli organi costituzionali commette un reato, non un peccato nè , come dicono gli imbecilli e gli ignoranti, un reato penale è il compito di un'opposizione democratica.

NAPOLI FA STORIA A SE

A Napoli succedono cose stranissime: dopo venti anni di malaffare e di mala gestione del centrosinistra sia bassoliniano che della Jervolino, succede che De Magistris, un P.M. professionalmente fallito e contestato dalla sua stessa corporazione , un uomo dell'IDV che ha fatt sempre parte della Giunta napoletana e che quindi è complice e coautore del fallimento del Comune di Napoli, si presenti come una novità assoluta e stravinca le elezioni, sbaragliando il PD, sbaragliando il SEL, sbaragliando il PdL. Personalmente ritengo De Magistris a Napoli come Dracula custode della Banca del sangue e così è perché, ripeto, l'IDV ha governato Napoli sia con Bassolino che con la Jervolino e non bastano a cancellare dubbi e sospetti dimissioni di facciata De Magistris è napoletano ed evidentemente conosce bene i suoi polletti, molto meglio di Lettieri ed ha giocato con codesti creduloni la carta truccata dell'antipolitica, presentandosi come elemento di rottura con le liturgie del passate e con quelle che Lettieri sostenteva. Mai dire mai vale anche in politica. Gigetto sarà osservato speciale, vedrò come farà a imporre ai napoletani di fare la raccolta differenziata per il settanta per cento, vedremo. Vedremo pure la sua Giunta, come sarà composta, a chi consegnerà le chiavi del Municipio, a chi aprirà invece le manette. Vedremo. Ma la valanga di voti che ha preso non provengono dai giovani e dai grillini e da chi vuole esprimere un voto di protesta. C'è dell'altro. Non dimentichiamo che a Napoli, come a Palermo, il cittadino è sempre condizionato dalla malavita, si chiami mafia, si chiami camorra. Perché dunque alla camorra il ventilato programma di Gigietto non dispiace?


Cosa fare ora?

Semplicemente fare quello che avrebbe dovuto essere stato fatto fin dal 2009: governare. Fare le necessarie riforme cui abbiamo accennato, senza più perder tempo ed energie appresso all'opposizione. Berlusconi compia finalmente un'azione di ringraziamento per quei diciassette milioni di voti che tutti noi gli abbiamo dato dal 1994 ad oggi e la smetta di fare la vittima dei giudici, di gridare al lupo al lupo. Alle accuse risponda con i fatti: ai giudici risponda come sta facendo ridicolizzandoli nei tribunali, al Paese risponda con le riforme promesse, all'opposizione non risponda più, mai più. E non sprechi altro tempo: gli restano solo due anni.  Intanto il PdL rifletta bene cosa fare nell'immediato futuro. Su duscute di  primarie , di non primarie, di coordinatori o di coordinatore unico, ma non è la strategia, non la procedura che premia un partito, ma il suo programma, le sue riforme, il legame con il Paese e con i suoi reali problemi. Una preghiera: oltre a quelle indicate, urge la riforma istituzionale, la riduzione dei parlamentari, la cancellazione dei loro privilegi, una nuova etica istituzionale. Cosa aspettiamo?



MAGISTRATURA E GIUSTIZIA


Chi non ricorda l’abiura che, secoli orsono, fu imposta dalla Giustizia inquisitoria di quei tempi a Galileo la cui colpa fu quella di essere andato contro le “ credenze popolari” in tema di cosmologia dell’epoca? Il Tribunale dell’Aquila , attualizzando ai tempi d’oggi l’orrore ed il fastidio per la sua fastidiosa invadenza priva di ritegno, ha sentenziato che il Professor Briaschi e gli altri sei membri della “ Commissioni Grandi rischi” si debbano difendere in giudizio dall’accusa “di aver fornito informazioni imprecise, incomplete e contraddittorie sulla pericolosità dell’attività sismica , vanificando le attività di tutela della popolazione”.

Nel Paese dove prosperano pataccari, guaritori, maghi, sensitivi , ciarlatani, imbonitori, – ricordiamo di mettere in questo conto anche quel farfuglione di Presidente del Consiglio dei Ministri degli ultimi due Governi del centrosinistra , l’esimio Professor Romano Prodi, il quale dichiarò ( in un Tribunale non in un’osteria e senza alcuna remora per il ridicolo) che “ nel corso di una seduta spiritica fu un piattino che si muoveva a comunicargli che Aldo Moro era tenuto prigioniero a Gradoli “ e d anche lo stupefacente fatto che fu anche creduto dai Magistrati e dai lettori di Repubblica, de Il Corriere della Sera, ecc !- come meravigliarsi ancora di una Magistratura che , ma solo dall’Aquila sia chiaro, solo dal terremoto dell’Aquila, quello dell’era berlusconiana, pretende, per la stucchevole teoria dello stato complottardo , che “le tremblement de terre” abbia dei “ rei”? Colpevoli di terremoto, per aver fornito informazioni imprecise, incomplete e contraddittorie sulla pericolosità dell’attività sismica , vanificando le attività di tutela della popolazione. E’ una strano caso, ma i Magistrati dell’Aquila intendono perseguire solo la Commissione Grandi rischi per il terremoto dell’Aquila, anno 2009 dell’era berlusconiana. Tutto prescritto, ritengo, con buona pace di tutti questi ridicoli sinceri democratici, per il terremoto di Messina, per quello del Friuli, per il crollo del Vajont, per il terremoto dell’Irpinia, per quello del Belice, per quello di Napoli, per quello dell’Umbria ed anche per lo tsunami del Giappone.

Antonio Fazio, ex Governatore della Banca d’Italia, era convinto che fosse cosa buona e giusta salvare la BNL dalle grinfie di gruppi stranieri : era la famosa “ italianità”, un punto di vista che spinse Fazio ad agevolare la creazione di una cordata – un po’ ridicola, alla “ Banda degli onesti” o ai “ I soliti ignoti” – composta da un banchiere di Lodi, Fiorani, dall’Unipol delle Cooperative rosse di Consorte e da altri finanzieri più di nomea che di sostanza. Massimo D’Alema tifò apertamente per la combriccola , lasciando anche stavolta il segno della sua jattura: la cordata fallì. Grattarsi sempre quando si parla di D’Alema. Il fallimento di quell’operazione determinò le dimissioni di Fazio. Chi sbaglia paga. Ma la Magistratura ha ora sostenuto che la scelta di sostenere quella cordata è per Fazio –non per D’Alema, caso strano – non un errore ma bensì un reato penale, condannandolo in primo grado. Al di là della vicenda penale, resta lo sbigottimento ed il fastidio dell’invadenza impudica dell’iniziativa giudiziaria che tende a farsi arbitro, attraverso un’anomala estensione del reato penale, di scelte che spettano di diritto alla responsabilità ed alla discrezionalità ( discrezionalità che non è un reato penale) di autorità istituzionali di alto livello. Non discuto della sentenza, trattandosi poi di un primo grado, discuto invece della tendenza che essa rappresenta ed incarna: la discrezionalità propria delle cariche istituzionali messa sotto il controllo della lente giudiziaria. Si sta delineando un Paese schiavo della Magistratura, una sorta di Stato di Polizia Magistrale, incamminato verso un immobilismo assoluto nel timore di iniziative giudiziarie contro le proprie discrezionalità. In un Paese come il nostro, già fermo ed ingessato da catafalchi sindacali ed istituzionali, non si sentiva certo il bisogno di una spinta all’immobilismo, alla deresponsabilizzazione, al quieto vivere. Ci avviamo dunque in un clima di paura e di sospetto degno della Stasi, al governo minimo dell’esistente, senza la minima possibilità di innovazione.

Cannigione martedì 31 maggio 2011


Gaetano Immè

domenica 29 maggio 2011

UN COMICO DI NOME P.L. BERSANI

Dalla scorsa settimana, quella delle votazioni amministrative perr intenderci, assisto ad uno spettacolo comico da sganasciarsi dal ridere, con un capo comico, veramente degno erede di un Proietti . In realtà si tratta di Bersani, di P.L. Bersani il quale dalla scorsa settimana recita la parte principale in una commedia comica dal titolo antico " E Pippo Pippo non lo sa, che quando passa ride tutta la città.....!" Bersani è il Segretario del PD e, alle elezioni amministrative, il suo partito ha perso un sacco di voti, oltre centomila, ma il capocomico mette in scena, per i lobotomizzati adepti , uno spettacolino "de periferia" dove con fare da pura oca giuliva starnazza  sempre  " ho vinto, ho vinto!!!". Siccome Bersani è a capo - almeno, così dicono , ma io ho delle grosse riserve in merito -  di un partito come il PD che dovrebbe essere importante nella vita istituzionale italiana ( importante certo, ma nè serio nè decisivo)  allora capisco tutto. Bersani crede che il Bari abbia vinto ques'anno  lo scudetto, che Carlo Ancelotti sia dimagrito, che Saviano sia uno scrittore, che Santoro sia un giornalista " ingaggiato" dalla RAI. Bersani è  dunque così ignaro della realtà, che scambia le botte prese per quelle date, come un bambino. Tanto per dire: dice " abbiamo vinto noi", perché Pisapia a Milano ha ottenuto una maggioranza su Moratti e perché De Magistris, a Napoli, ha avuto un exploit considerevole, ma non si capisce perché dica " abbiamo vinto noi!" Non solo perché ancora nessuno ha vinto o perso, ma perché - forse Bersani è vittima di qualche amnesia - a Milano il suo PD  è stato sbaragliato ( suo candidato Boeri , trombato)  dal SEL di Pisapia, con il quale il PD dunque non c'entra proprio niente. Idem a Napoli, dove il suo PD candidava altri , proprio come a Milano,beccandosi un manrovescio in bocca, tanto che mentre è sparito il candidato sindaco di Napoli propostodal PD, ha trionfato proprio quel De Magistris la cui IDV ha praticamente lanciato un'OPA sul PD onde rilevarlo ed annetterlo, come una depandance. Ma Bersani ha deciso di esagerare, così svanvera che Pisapia e De Magistris sono " il nuovo che avanza". A me risulta che Pisapia con la sua SEL sia una cariatide politica proveniente da Rifondazione Comunista, quel movimento che nel 2008 fu cacciato dal Parlamento tanto era inaffidabile e che De Magistris a Napoli  altro non sia che una scandalosa e preoccupante continuità con le follie del centrosinistra bassoliniano, perché l'IDV di De Magistris è stata parte attiva della Giunta Bassoliniana e poco incide il fatto che l'IDV abbia lasciato la giunta a pochi giorni dalla consultazione. Ma quale nuovo che avanza! De gustibus non est sputazzandum.

Caso Napoli

C’è una strategia che all’uomo di strada sfugge  e che i " giornali altamente democratici " si guardano bene dall'evidenziare: de Magistris, ritengo senza esserne al corrente e senza certamente cercarne l’appoggio, riceve voti da ambienti vicini alla camorra. Quest’ultima, in un’ipotesi non reale ma quantomeno ipotizzabile, voterebbe a sinistra per evitare che venga eletto e premiato Lettieri, uomo del Pdl, quindi di Berlusconi.

La camorra (al pari di mafia e ’ndrangheta) non perdona infatti al governo i tanti arresti, sequestri di beni di provenienza mafiosa e, soprattutto, non aver lavorato ad un’amnistia generale. Così de Magistris potrebbe vincere sorprendentemente la poltrona da sindaco di Napoli. Ma ad appoggiare de Magistris ci sono anche altri nemici del Cavaliere, è il caso di Futuro e libertà per l’Italia: il partito di Fini appoggia l’uomo dell’Idv, soprattutto a Napoli è forte l’intesa tra i futuristi Italo Bocchino e Fabio Granata. I due vertici nazionali dell’Idv hanno pattuito con de Magistris l’intesa su Napoli, in cambio de Magistris ha offerto la presidenza del Consiglio comunale a Raimondo Pasquino (uomo di Fli trombato alle amministrative).Con de Magistris sindaco si avvantaggerebbe anche Roberto Saviano: infatti lo scrittore verrà coinvolto con ruoli culturali nella futuribile giunta. Lo scrittore di Gomorra ha pubblicamente dichiarato di appoggiare de Magistris al ballottaggio. E de Magistris lo ha coinvolto al pari del professor Pasquino. E poi come potrà de Magistris estromette dalla sua gestione i vari pezzi della sinistra napoletana, in un recente passato collusi con le cattive gestioni prima di Bassolino e poi della Jervolino. Certamente l’appoggio del Pd nei ballottaggi avrà pure un prezzo, quanto meno la promessa di non creare forti discontinuità con le precedenti gestioni.

Caso Milano
 
Per Milano , spiegare come sia potuto accadere che Pisapia possa aver superato la Moratti non è semplice nè comodo. Ma anche per Milano c'è una spiegazione che sfugge non solo al così detto uomo di strada, ma anche ai soloni commentatori, ai giornali altamente democratici, ai ricchi imbecilli che votano Pisapia del quale non conoscono il programma - Pisapia è scappato come un coniglio davanti al confronto  Sky 24 di Carelli conla Moratti faceno una figura di merda di notevole portata - solo per un sentimento viscerale di antiberlusconismo d'accatto. Mi rivolgo al ardinale Tettamanzi, nell'occasione, proprio a lui. Perché le sue uscite a sostegno di Pisapia non hanno una logica. Com'è possibile che la Chiesa si schieri così smaccatamente con chi vuole combattere i principi ecclesiali? 'è una sola risposta, che è anche l'esame del voto di due domeniche fa per Pisapia.  Quel caso che forse si sarebbe potuto evitare se invece   di dedicarsi alla politica,  le autorità ecclesiastiche avessero pensato più alla morale. Tanto attivismo politico da parte di certi ambienti ecclesiastici è solo una cortina fumogena per nascondere il drammatico caso del prete pedofilo di Genova.Quel caso che forse si sarebbe potuto evitare se invece della politica le autorità ecclesiastiche avessero pensato più alla morale.. Cacciando per tempo ed a calci in culo i ben conosciuti e noti Giuda escariota del " sinite pargulos venire ad me ”.
 
Cannigione Domenica 29 maggio 2011
 
Gaetano Immè

lunedì 23 maggio 2011

IL TEMPO E’ GALANTUOMO, COME LEGGE DEL CONTRAPPASSO



PARTE PRIMA- DSK e Silvio Berlusconi

Il tempo è galantuomo, basta avere la forza, morale e politica, di aspettare. Ed il tempo è stato, anche stavolta, galantuomo. Parlo di DSK e di Silvio Berlusconi, parlo di osservazioni che li riguardano e che non trovate certo sul Corriere della Sera, su La Repubblica, su Il Fatto, nei telegiornali schierati e faziosi, dai mezzibusti che attaccano il somaro dove il padrone ordina, insomma non li trovate se non qui, che non suoni da autosbrodolamento. Perché quanto è successo a DSK ha praticamente messo in naftalina, riposto in archivio, nascosto dentro la stanza dei segreti e dei ricordi, l’aggressione volgare, pruriginosa, guardona, papalina e moraleggiante che per due o tre anni ha investito Silvio Berlusconi e di riflesso tutta la sua parte politica accusata, dai nuovi bardi papalini e dai mozzorecchi , dai novelli Mastri Titta della sinistra - sulla base di una inesistente “ proprietà transitiva” o ignorando che la “ sineddoche” è solo una figura grammaticale – di essere gli untori di una sorta di corruttiva “ dipendenza dal sesso”. Come possiamo e come potete dimenticare la più imponente congiura di ignobili moralisti e di guardoni falsi puritani, ben camuffati da inquisitori del neopuritanesimo del terzo millennio, che la storia repubblicana italiana ricordi, alla quale la stampa estera di sinistra ha tenuto pedissequamente bordone, ordita per dileggiare non solo Silvio Berlusconi, ma anche il Governo dell’Italia e con esso anche tutto il nostro Paese, nel compiaciuto riciclaggio di peccati in reati? Ma come sempre, chi la fa l’aspetti, il tempo è galantuomo ed ecco che i veri puritani, gli americani , quelli che sbranarono Clinton non perché importasse molto un pompino alla Casa Bianca, ma perché aveva giurato il falso ( spergiuro è reato penale da quelle parti, non come da noi, dove gli spergiuri vengono acclamati e resi ricchi e famosi dalla cultura della sinistra ), spietati con i reati penali e noncuranti con i peccati altrui, ci hanno ricompensato e vendicato di tutta quella paccottiglia di “annusa mutande “, di spioni da buco di serratura, di allupati falsi moralisti alla Alberto Sordi, di tutti quei gaglioffi pipparoli da sacrestia , che per tre lunghi anni hanno spacciato, come droga dell’animo e della mente, desideri sessuali o peccati cristiani di carne come fossero dei veri reati penali.

DSK, che deve essere comunque ritenuto innocente fino a definitiva sentenza di condanna ( come dovrebbe essere per tutti, vero Lerner, vero Santoro, vero Mauro, vero comici, attorucoli, nani e ballerini parlanti?) è un ricchissimo esponente politico francese della più classica “ gauche caviar”, uno che ha tifato per la “ revolucion” sessantottina ma restando sempre ben acquartierato negli attici dorati delle sue residenze parigine o alsaziane o delle capitali della vecchia Europa , in amicizia culocamiciesca e lobbistica con i grandi banchieri e con la potente rete finanziaria franco germanica, il prodotto di un establishment corrotto, avariato dal potere giudiziario-economico , coccolato , vezzeggiato, rianimato – scandalo dopo scandalo – da una forza lobbistica che vive ormai, come una cariatide , sotto l’insegna di “ la legge è uguale per tutti gli altri”, dotato di un talento mai dimostrato nei fatti ma sempre attribuitogli, ma costruito , montato, pezzo per pezzo, nelle officine delle amicizie d’alto bordo , nelle garconniers frequentate dal vero potere franco tedesco .Ebbene tutti questi boia che hanno calzato le scarpe ferrate della diffamazione con le quali hanno passeggiato impunemente finora sul corpo di Berlusconi, sul corpo del centrodestra e su quello dell’intero Paese, mostrando, come fosse un pregio, il disprezzo pur in assenza reato per un leader politico e per una maggioranza del popolo italiano sui quali ciascun boia , ciascun gaglioffo, ciascun infame si è sentito per questo autorizzato a scatarrare, vestono ora sdrucite palandrane vaticaniste e pretesche , farisaiche, perbeniste, talebanamente crociatesche pur di propalare , dalle compiacenti e garantiste prime pagine di La Repubblica, Il Corriere della Sera, Il Fatto, ecc, il testo della assoluzione del loro Tribunale del popolo per questo ricco, sfrontato, arrogante, ma solo “indagato” banchiere della “ gauche caviar” dalla solidissima e conclamata nomea di “ acchiappatore”, di “ predatore” non certo di “ conquistatore” di donne. Il tempo, che il Sommo Poeta invocava quando sussurrava “ non ti curar di lor , ma passa e vai!”, ha realizzato, per la confezione di questa perla di celestiale “ legge del contrappasso”, una specularità da brividi, da Rupe Tarpea: ha dimostrato, cioè, che i peccati ed i peccatucci privati ( ben noti e conclamati in DSK) ( presunti ed immaginifici in SB) restano tali , essendo da infami e da indegni tentare di spacciarli e trasformarli in reati penali presunti. Il tempo e questa sfortunata vicenda dimostrano ancora che una cosa sono i trastullamenti più o meno senili, il divertimento più o meno scosciato ed una cosa ben diversa sono lo stupro, la violenza, la vis, l’attitudine conclamata all’istinto predatorio sul corpo di donne il cui corpo andrebbe sempre difeso ( vero Concita De Gregorio?). A Carmen Llera per esempio, vedova di Alberto Moravia, questa aggressività di DSK è addirittura molto piaciuta, tanto da farle scrivere un apposito libro, veloce come una sveltina , dedicato proprio a “ Gaston” DSK. Da non credersi! L’apologia dello stupro come atto sessuale che dona alla donna, alla femmina il “ piacere puro “. Corradino Mineo, invece, si sforza in tutti i modi per non affrontare il problema DSK rifugiandosi , con la sua consueta sottile vigliaccheria, dietro il solito meschino e ridicolo paravento dello stantio “ sarà difficile che venga fuori la verità” da consumato mezzobusto spacciatore di patacche qual’ è. Ma il campionario delle incredibili indulgenze ideologizzate e cretine è vastissimo: “ il salvatore della Grecia, del Portogallo, dell’Irlanda, dell’Europa Intera” e perché no del mondo intero, sviolina servilmente tale Anais Ginori , con “ gli eventi che hanno deciso per lui”. Gli eventi, capite, gli eventi, non l’arroganza dello DSK che incredibilmente , dopo il “ presunto “ stupro, scappa come una lepre dal Sofitel, non la spocchia del potente che si ritiene e che è da una vita un vero e proprio “ intoccabile”, alla Puzo. Capito che roba, capito che finezza, capito che sciccheria, che spirito alto? Qualcuno sostiene che il mistero sollevato dal caso di Ophelia e dal libro di Carmen Llera riapra un dilemma antico. Fino a che punto la “violenza ” “piace alle femmine ” e fino a che punto la gente di sinistra è nata per essere asservita e schiava di un dittatore? Ma forse questo dilemma vale ancora solo in Francia o in Italia e solo per le femmine – non per le donne - di sinistra. Nel resto del mondo e, sopra tutto, per le cameriere d’albergo, specie se negre o portoricane o messicane e povere da sembrare “ carne fresca”, la risposta è una sola : al termine del processo, cinquanta anni di galera al colpevole!


Perché solo un cieco può non vedere come il francese rapina con arroganza, mentre l’altro corteggia; il primo disprezza la donna , l’altro valorizza la donna. Spero, ma non ci credo, che se ne accorgano anche tutti quei ribaldi e gaglioffi nuovi bardi papalini che subito dopo aver condannato senza alcuna garanzia costituzionale il “corteggiatore italiano”, ora pretendono di difendere con ogni mezzo l’ influente amico d’oltralpe , in nome dell’appartenenza politica in luogo del civile e democratico garantismo. Questo naturale e spontaneo paragone, che bolla come una “ pura mascalzonata” il famoso “ caso Ruby” ,scivola fatalmente anche sul tema della giustizia. Perché abbiamo sempre sostenuto, gridato, urlato che la “promenade “ organizzata , davanti alle telecamere, dell’indagato potente o noto, in manette o ridotto in schiavettoni di dipietresca memoria o le paginate di Repubblica costruite sui peccati spacciati , dal Tribunale di De Benedetti, per reati, per far bella mostra della forza divina della “ giustizia del popolo ” è una pratica mostruosa e medioevale, un intollerabile abuso civico per le nostre coscienze che solo la droga dell’odio politico e dell’ideologia riesce a farla metabolizzare, agli assuefatti ed ormai schiavizzati lettori di La Repubblica, de Il Corriere della Sera, de Il Fatto, dell’Unità, ecc, come “atto dovuto” . Così come è semplicemente “troglodita ed indegno”, per un Paese libero e civile, l’uso politico del pentitismo calunnioso, tipico dei regimi totalitari comunisti e fascisti – Stasi ed Ovra rammentino – dove “ l’antipatia personale “, la “ supposizione “, “ il sospetto” ed infine la “delazione” diventano poi strumenti di quotidiana umana tortura per la vittima e di carriera politica per il delatore , (come questo sciagurato e criminale “ patto fra mafia e parte della magistratura italiana ” che umilia la seconda e tutto il Paese a sporcarsi le mani immergendole nella merdosa melma delle truffaldine cazzate di un Ciancimino Jr o di un Brusca o di uno Spatuzza , spocchiosamente e pervicacemente gestito e guidato da sedicenti P.M. che gettano sulla restante “ magna pars” della Magistratura italiana la vergogna della loro incostituzionale “asservita ideologizzazione”, dei troppi casi di malagiustizia , esibendosi, oltre tutto, in pose maramaldeggianti , come fossero consumati attori che recitano in un qualche film di Marco Bellocchio , come icone nel circo mediatico . Ed eccoli dunque i P.M. comizianti ed il loro stridulo codazzo, i politici che vivono di “ antiberlusconismo militante” anziché di progetti politici per il popolo, gli scriba alla corte di un padrone, adusi ad annusar mutande e letti sfatti per captare olezzi peccaminosi da trasformare – come ridicoli e miserabili Maghi Silvan – in roboanti e spropositati reati penali, gli stessi che con maniacale e inquisitoria persecuzione per anni hanno goduto - come maniaci necrofori - a massacrare le carni vive di Silvio Berlusconi e di chi lo vota per una telefonata di cortesia spacciata per concussione ( ma senza un concusso )( per il semplice fatto che non esiste) , per festicciole osè con amici ed amiche entusiaste spacciate per fatti di prostituzione anche minorile(mai accertata né da alcuno denunciata ). Eccoli questi “ nuovi mostri” da “Striscia La Notizia” che non sanno che pesci prendere, non sanno cosa dire , sopra tutto non sanno cosa pensare davanti ad un arresto dovuto ad una denuncia di tentato stupro di un vero uomo di potere e di lobby giudaico bancaria che la giustizia americana tratta come un cittadino qualunque, senza riguardi o cortesie ideologiche, umiliato per sua grave anche se presunta colpa, in un giusto processo appena appena cominciato e che questo blog si augura – essendo lo stupro un crimine abominevole da chiunque compiuto – si concluda bene, ma nel solo interesse della Giustizia e della verità.

Resta, eclatante, la dura lezione , la bastonatura, la vendetta a sangue freddo, lo “ strano gioco del destino” che si fa beffe di tutti questi inquisitori e papalini torturatori di Silvio Berlusconi , ricacciati dalla forza del destino e da una impareggiabile “ legge del contrappasso” , dal cerchio dei “ gaudenti “ nel cerchio “ dei dannati”, messi in mutande da una verità conosciuta e colpevolmente e mafiosamente taciuta. La verità è che su Berlusconi non esiste nulla, non è emerso neanche un indizio incriminante che non sia un dettaglio della sua vita privata spiata e spiattellata di fronte al mondo intero con una persecuzione maniacale ed inquisitoria , non c’è neanche lontanamente il sospetto di prevaricazioni, di coercizioni sessuali. Eppure costui da tre anni deve difendersi da “ nemici” affetti da evidenti turbe psichiche sessuali e da una accecante e squallida faziosità politica. Invece su GDSK ci sarebbe stato molto ma molto da dire, ancor prima della mattinata di presunta follia stuprante nell’elegante e costosa suite del Sofitel di N.Y. , c’era tanto e tutto da dire, perché tutti sapevano, tutti conoscevano le comprovate tendenze sessuali di GDSK. Ma , come si usa a sinistra, fra compagni, come fu con Stalin, poi con Togliatti, poi con Krusciov, poi con Pol Pot, poi con Mao Tse Tung, poi con Arafat, poi con Mugabe, poi con Hussein, poi con Ahmadinejah ed ora con il dittatore Siriano che stermina con la repressione il suo popolo, tutti zitti e prostrati, in adorazione di un uomo, che è certamente ancora solo indagato, ma che è stato indegnamente coccolato, vezzeggiato , protetto dalla sinistra francese e da quella asservita italiana , dove da quaranta e più anni ha regnato, su GDSK, l’omertà del potere della ricchezza, la colpevole e meschina complicità della cerchia degli amici, del privilegio e dell’appartenenza politica.

PARTE SECONDA

Marcello Dell’Utri

Il tempo è galantuomo, anche se, francamente, dodici anni sono effettivamente proprio troppi . Tanto ci è voluto affinché la Magistratura, quella parte di essa che si è fatta, con la complice ed interessata omertà del PD, dell’IDV, della sinistra restante, del Capo della Magistratura, del CSM, della Corte Costituzionale, dei politologi, della stampa e dei politici asserviti, “ fazione politica” sbattendosene altamente di Napolitano, della Costituzione e del Popolo, fosse “ sbattuta al muro “, “costretta” , dall’evidenza dei fatti concreti, delle prove , dei documenti a dichiarare , per voce della Corte d’Appello di Milano, Marcello Dell’Utri “ innocente perché il fatto non sussiste”. Ricordo, ai tanti smemorati di Collegno e del resto d’Italia , che Marcello Dell’Utri , amico e collaboratore di Silvio Berlusconi nella nascita di Forza Italia del 1994, era stato già condannato , in primo e secondo grado, a sette anni di carcere per “ concorso esterno in associazione mafiosa”, quel famoso e famigerato inesistente reato penale, dalla consueta Procura di Palermo ed era stato poi accusato, insieme ad un noto boss mafioso ancora rinchiuso in carcere (perché condannato per altri reati ad una lunga pena detentiva) , di avere esercitato “una estorsione mafiosa” ai danni dello sponsor della squadra di basket di Trapani. .

Ebbene questo fatto criminoso, che la Procura palermitana supportata dai soliti giornali asserviti alla sinistra, dai mezzobusti televisivi proni alla sinistra, dai poteri forti ( sempre speranzosi in un governo amico da parte della sinistra che elargisse quel poco a tutti così da rafforzare il loro monopolio in Italia senza starsi tanto a misurare – fatica immensa!- con il mondo intero sul libero mercato )aveva per dodici anni dodici esposto, nel loro circo Barnum mediatico giudiziario, utilizzato per criminalizzare Forza Italia e dunque non solo Silvio Berlusconi ma tutti coloro che votano centrodestra di non meglio identificata mafiosità. A tutti questi infamoni, che al primo refolo di ipotesi di reato sono lesti ad apparecchiare all’angolo di ogni strada il proprio postribolare patibolo con boia incorporato la Corte D’Appello di Milano dice semplicemente che “ quel reato” non esiste, non è mai esistito, mai, mai, mai.

L’assoluzione, per giunta e per sommo “ scuorno” di tutti coloro che per dodici anni dodici hanno guadagnato e si sono arricchiti con queste miserabili menzogne, con la stessa motivazione de “ il fatto non sussiste”, riguarda anche quel boss mafioso in carcere per altre vicende. Un crollo fragoroso, un vero e proprio tsunami di un fatiscente e falso impianto accusatorio , sorretto per dodici anni con spasmodici lavori di puntellamento ad opera di manovali del pentitismo mafieggiante , utilizzati dalla Procura palermitana come extracomunitari ai quali promettere premi e benefits in cambio di patacche utili alla diffamazione perpetua , che è avvenuto puntuale, deciso, secco, come il crollo del muro di Berlino del 1989. Vengono così spazzati via, sebbene dopo dodici anni dodici, tonnellate di titoli giornalistici falsi, quintalate di articoli a firma di miserabili scribi prezzolati che non sanno cosa sia vergogna e dignità, kilometrate di servizi televisivi di farabutti e gaglioffi mezzibusti asserviti al soldo del mandante pur se mantenuti coi soldi della RAI pubblica, gentaccia che non avrebbe lavoro in TV se non si rivolgesse agli amici e complici giudici del lavoro, tutta “ munnezza “, tutto “ merdoso percolato “ spacciato, per dodici anni dodici , per “ oro colato” dai soliti noti. Chi paga? Nessuno, ovviamente. Anzi: paghiamo noi, noi contribuenti italiani che manteniamo questi arlecchini gaglioffi, camuffati con ermellini da Giudici, noi che permettiamo loro, mettendo nelle loro tasche immeritati e lautissimi stipendi, di farsi fazione politica non facendo il lavoro per il quale sono pagati, non rispettando la Costituzione che a chiacchiere dicono di amare, di adorare, di sventolare , come fosse un totem, una flag, qualcosa da sbandierare come il famoso libretto rosso di Mao. Questa sentenza della Corte, emessa peraltro anche senza rinvio, chiude questo capitolo in una bara postribolare e mefitica , alla quale ha buon diritto insieme con quel che resta della dignità e della credibilità di tutti quei Magistratoni, di quei falsi P.M., di quei compiacenti e tremebondi GIP che non hanno mai avuto il coraggio di sfidare, in nome della verità, le tesi inventate, fasulle, gaglioffe di questa piratesca consorteria di Magistrati palermitani.

Ora sono letteralmente “ cazzi loro “ , letteralmente sono “ cazzi loro “. Perché la legge del contrappasso ha colpito ancora ed ora sono loro ad essere ridotti in mutande davanti all’opinione pubblica italiana e mondiale, sono loro ad avere fatto credere chissà cosa non avendo in mano nulla, ma un nulla così sconvolgente da essere bollato , dalla Corte , come “ un fatto inesistente”. Così ora si apre uno scenario che pareva lontanissimo, anche sul processo principale a carico di Dell’Utri, quello di “ concorso esterno “ perché non potrà quel Tribunale non riflettere, non trarre ovvie conclusioni da questa sentenza dell’Appello milanese. Dal 1994 Dell’Utri viene martorizzato per amicizie dubbie, per sospetti giri di lavoro, per opinabili frequentazioni con un piglio inquisitorio, da parte della “magna pars” della Procura palermitana come fosse colei che giudica chi abbia diritto di parlare e chi no. Frequentazioni, sospetti, amicizie di lunga data, conoscenze di piccolo centro, parentele sconosciute , tutto questo, scekerato con la bile dell’antiberlusconismo, è la brodaglia legale sulla base della quale Marcello Dell’Utri è stato condannato in primo e secondo grado, per quell’inesistente reato che è “il concorso esterno in associazione mafiosa”. E’ venuto dunque il momento del confronto con la prima parte della verità. Ne vedremo delle belle. Non esiste paese, talebano, tribale, ancestrale, sperduto al mondo dove questo reato esista; non esiste giurista al mondo e nell’universo mondo che voglia sputtanarsi nel difendere questo “ reato da Santa Inquisizione”. In questo processo contro Dell’Utri, gli stessi P.M che si danno ai comizi politico-insurrezionali e contrari alla Costituzione che costoro si limitano ad “ agitare” come un breviario anziché a “ conoscere e rispettare”, gli stessi P.M. ( eccoli i nomi: Ingroia, Messineo e Di Matteo sopra tutti ) che hanno consentito , con la loro triennale gestione gaglioffa e ideologizzata del pentitismo, che un pataccaro conclamato come Ciancimino Jr. diventasse non solo una icona dell’antimafia ma che continuasse impunemente a “mascariare” le più alte cariche dello Stato, ebbene costoro hanno avuto la sfrontatezza e la temerarietà di affermare, in nome del popolo italiano per giunta, che “ il fatto mafioso, in realtà, esiste” e che “quell’unico fatto era rappresentato dal tentativo di estorsione che il Dell’Utri aveva commesso ai danni dello sponsor della squadra di pallacanestro di Trapani, nel 1991 in combutta con un bosso mafioso”. Ebbene, egregi P.M. comizianti , eccovi serviti di barba e capelli: quel fatto , semplicemente, ve lo siete inventato. NON ESISTE.

PARTE TERZA


GDSK e Silvio Berlusconi, Dell’Utri ( e dove mettiamo poi gli Andreotti, i Mannino, i Tortora, i Carnevale, i Greganti, i Moroni, i Citaristi, i Balzamo, ecc) : su di essi tutte soperchierie, tutte menzogne , sparse, vomitate , diffuse ed avallate da soliti e ben noti cenciosi P.M. comizianti , che si nascondo pure, da perfetti pusillanime , dietro il paravento del “ in nome del popolo italiano”. Sono costoro il vero cancro del Paese, costoro e chi tiene loro bordone, per interesse, per paura, per correità , nell’informazione, nella politica, nei media. Il tempo ha dimostrato di essere un galantuomo, fa apparire le menzogne per quello che erano e che sono e che valgono: un nulla, uno zero, una petecchia . E come su quel nulla qualcuno abbia costruito il suo bel castello, marcondirondirondella, di carta straccia, anzi di carta igienica, spacciando il tutto al mondo intero come verità sacrosante e distruggendo persone, famiglie, imprese, carriere, ricchezze, lavoro. E dimostra come essere un P.M. in Italia è ora troppo, troppo , troppo comodo. E’ comodo perché prendi uno stipendio da favola, anche se fai ben poco; è comodo perché non rispondi né civilmente né penalmente dei tuoi errori, come invece accade a tutti gli altri italiani; è comodo perché un P.M. “ è fuori della Costituzione” perché è l’unico italiano al quale non si può applicare l’articolo 3 della Costituzione, come fosse “ un Re”; è comodo perché è l’unico in Italia che sfrutta il suo lavoro come mezzo di campagna elettorale ( non credo servano esempi, perché ne è pieno il Parlamento italiano ed europeo di codeste sanguisughe ); è comodo perché è l’unico che può diffamare chicchessia senza averne le prove e senza rispondere poi delle sue diffamazioni; è comodo perché questi “ petits princes” ermellinati e mascherati da persone serie, costituiscono una potentissima lobby che domina ogni altro potere con il ricatto, con la paura delle ritorsioni, avendo arraffato , rubandolo alla Costituzione con un golpe del 1995, un potere tale da dominare, da condizionare, da rendere complici, compiacenti e sudditi tutti gli altri Magistrati, siano essi requirenti, siano essi GIP o GUP che mai o raramente contraddicono le richieste del P.M.; è comodo perché , come insegnano un Di Pietro, un De Magistris, un Maritati, un Violante, un Emiliano, un Tedesco, un Colombo ,ecc i loro servigi sono ricompensati lautamente da chi è stato da costoro agevolato con fatti, opere ed omissioni. Insomma, il tempo è galantuomo e lo sta dimostrando, ma la giustizia, questa giustizia , proprio non lo è.



A PROPOSITO DI INTERCETTAZIONI

Le intercettazioni indirette dei parlamentari, quelle cioè in cui il membro di Camera o Senato parla con un suo amico o congiunto, ma effettuate sull’utenza di quest’ultimo, continueranno ad essere assoggettate alla disciplina di autorizzazione dell’articolo 68 della Costituzione per essere utilizzate nei processi.Lo ha deciso la Consulta con la sentenza 171, relatore Giorgio Lattanzi, chiamata a decidere su la questione sollevata dal gip di Napoli nell’ambito di un processo a carico di Clemente Mastella per concussione. Nessuna incostituzionalità, quindi, della norma introdotta con il Lodo Schifani che prevede debba essere richiesta l’autorizzazione alla Camera di appartenenza anche per intercettazioni a cui casualmente un parlamentare abbia preso parte, disposte cioè in procedimenti riguardanti terzi. La Corte costituzionale ha respinto per manifesta inammissibilità le istanze del gip di Napoli. Secondo il quale, in questi casi l’autorizzazione non solo non sarebbe giustificata, ma sarebbe addirittura vietata dall’articolo 68 della Costituzione, che riguarderebbe le sole intercettazioni a carico del parlamentare o comunque finalizzate a captare le sue conversazioni, perchè solo per esse si potrebbe manifestare un fumus persecutionis da parte dell’ autorità giudiziaria che la Camera deve valutare ai fini della sua autorizzazione.“La Consulta non è però potuta entrata nel merito della questione sollevata perchè”, spiega nella sua ordinanza, “il gip di Napoli non ha motivato adeguatamente la sua ordinanza per dimostrare la natura casuale delle intercettazioni in cui era incappato Mastella e dunque per poter escludere con esaustività che si sia trattato in realtà di uno strumento impiegato dai magistrati proprio per acquisire elementi di prova a carico del parlamentare”.

Roma lunedì 23 maggio 2011

Gaetano Immè

giovedì 19 maggio 2011

L'EUFORIA  GIOCA BRUTTI SCHERZI

Forse indotto dall'apparente vittoria di Pisapia a Milano, un comico , tale Claudio Bisio - un viso ed un humor prestato a Berluconi ed alle sue televisoni che pagano bene e lasciano liberi di pensiero - ha voluto fare un outing del quale non credo ci sia al mondo chi ne sentisse la necessità. Il mondo e l'Italia poteva anche farne a meno , sia chiaro. Dunque Bisio, che da giovane faceva parte di " Avanguardia Operaia", dopo aver notificato, non richiesto sia chiaro da alcuno,  al mondo che avrebbe appoggiato Pisapia a Milano , ha anche aggiunto che la Moratti è una  " estremista". Posto dunque che Bisio da giovane. come anche il riccastro figlio di papà Pisapia, avevano da giovani gli stessi gusti, di andare in giro in eskimo e con chiavi inglesi in mano,  per spaccare la testa chi non la pensava come loro, posto poi che lo stesso Bisio,  essendo un comico , " deve far ridere", Bisio soggiunge, bontà sua , che Milano è " iniviviibile  per bambini, anziani, ciclisti, pedoni, pendolari, ecc". A me le statistiche ufficiali dicono che Milano vanta il record dei posti ceati negli asili nido, il record di minore imposizione fiscale. Quindi invito il comico avanguardiaoperaista del terzo secolo e fatto ricco da Mediaset ad andare a vivere a Napoli, lì dove da venti e passa anni lasua sinistra amministra Comune e Regione. Così potrà constatare come la sua parte politica in tutti questi anni ha saputo endere Napoli una città " amabilmente vivibile pr anziani, bambini, ciclisti, pedone, pendolari,ecc.



DSK

Dominique Strauss  Kahan,  dice l'accusa, ha tentato di stuprare e di costringere una cameriera di 32 anni che lavorava  all'Hotel Sofitel di New York , dove DSK era ospite in una suie da milionari, la vittima anche ad un rapport sessuale orale. Da  qualche giorno DSK , una icona della sinistra francese ed nternazionale, è il detenuto numero 0913366L del carcere di Rikers Island, fra Bronx e Queens. Oltre alle tremende accuse che gli vengono imputate, oggi DSK deve anche convivere con l'incubo dell''AIDS. Infatti la sua vittima è ospite di un palazzo di Harlem che l'Harlem Community  aids United concede solo a persone sieropositive o affette conclamate di AIDS. La maggioranza dei francesi, secondo l'agenzia transalpina CPA, ritiene che DSK sia vittima di un complotto , tanto che si teme che lavittma possa essere addrittura " comprata" da chi avanza questi sospetti che, sia chiaro, no n hanno alcuna prova. Per sorreggere tali tesi Liberation, un giornale francese di sinistra, arriva persino a pubblicare una specie di " profezia" dello stesso  DSK che, nel corso di un'interista che, però, non fu mai, chiassà perchè  pubblicata , teorizzò un complotto a sfondo sessuale contro di lui. Che DSK fosse un assatanato donnaiolo eraa tutti arcinoto. Resta il fatto che , in barba al garantismo che rende tutti innocenti, anche gli indagati, fino na sentenza definitiva, la altamente deocratica Amministrazione Obama,  lo stesso Board dell'altamente democratico FMI ed anche altri signori, sempre altamente democratici, hanno scaricato brutalmente il DSK.

Ma non manca chi ha fatto di peggo. Prendi per esempio  Vittorio Zucconi, su Repubblica. Più leggi quell'articolo e più ti soffoca quel senso di pofondo fastidio, di disagio che ti inonda mentre leggi come Zucconi maramaldeggia gaglioffamente con un uomo che non può difendersi perché privato della libertà personale. Con un uomo " indagato" e non certo condannato, neanche in primo grado.

Zucconi, che prima della caduta onorava DSK, ne tesseva gli ipocriti elogi, che ignobilmente fingevadi non sapere quel he tutti sapevano e che DSK era un donnaiolo violento e arrogante  ( così come ignobilmente lo stesso Zucconi e la stessa Repubblica finsero di ignorare i noti vizi sessuali di Piero Marrazzo e, per una manciata di voti in più,  lo sacrificarono esponendolo  al pubblico ludibro dei suoi personali e ben noti istinti sessuali privati, ) fa da portavoce  di questa feroce massa di falsi moralisti che vorrebbero che il Direttore Generale del FMI alloggiato invece che nel lussuoso Sofitel di Manhattan ala pensione Flowers nel Bronx. La violenza che si scatena dalla vigliaccheria del " ben pensante ipocrita"e che Repubblica spala a quintalate firmateda Vittorio Zucconi è un'atrocità indegna di un Paese civile. La Costituzione ammonisce ed obbliga, in nome dei diritti umani e civili e politici, ad avere rspetto per chiunque fosse indagato, a chiunque fosse arrestato, a chiunque fosse anche condannato in primo ed in secondo grado ed anche per chi fosse poi condannato con sentenza definitiva. La pena è il corrispettivo del delitto, il rispetto è per l'uomo. Ma la Costituzonem, per Zucconi ed anche per Repubblica, va rispettata solo quando conviene a loro.


Roma giovedì 19 maggio 2011

Gaetano Immè

martedì 17 maggio 2011

 NAPOLITANO CHIEDE MODIFICHE COSTITUZIONALI. LE STESSE CHE CHIEDE  BERLUSCONI !!!


Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in visita in Israele, ha detto una sacrosanta verità, quando ha parlato della sua mancanza di quei “ poteri esecutivi “ che la Costituzione di questa nostra repubblica parlamentare, come la nostra, nega alle cariche istituzionali, specie a quelle elette direttamente dal popolo. Non sfugge, però, quale sia il senso politico che sta dietro quelle parole pronunciate davanti al presidente di Israele Shimon Peres. Il “ lamento di Giorgio “ , quale “ voce dal sen fuggita “ ha lasciato capire quanto ma quanto quegli effettivi e maggiori poteri che la Costituzione nega alle singole cariche elettive , siano invece ritenuti ed ormai sentiti come assolutamente necessari.

Giunto al traguardo dei suoi primi cinque anni di carica, il capo dello Stato si pone ora, con tale sua pubblica affermazione , in una nuova prospettiva istituzionale , assai diversa da quella tradizionale osservata dai suoi due predecessori ( Scalfaro e Ciampi) che condividiamo pienamente e che spero significhi l’avvio del suo ultimo biennio sul Colle che gli resta richiedendo per l’assetto istituzionale del Paese e per sé stesso un peso politico assai più riformista ed al passo con i tempi di quanto non sia stato il suo primo quinquennio passato al Quirinale. C’è da notare , però, che l’auspicato maggiore impegno “per la marcia della democrazia” che Napolitano invoca e la sua utilità al paese Italia, restano però insabbiate nelle strettoie costituzionali dal 1948 che delimitano il suo ruolo e quei poteri che il capo dello Stato vorrebbe in cuor suo irrobustiti nella compiacente ed ebete accondiscendenza di giornali e televisioni e professionisti della stantia difesa della Costituzione.

Non so se l’On. Napolitano abbia veramente percepito l’essenza politico istituzionale di quei suoi “lamenti di Federico” , dal momento che un tale disegno, invocato da anni dalla governance di centrodestra ed osteggiato belluinamente da tutto il variegato mondo del centrosinistra, implicherebbe la trasformazione della nostra forma istituzionale e costituzionale da democrazia parlamentare a democrazia presidenziale. Pare impossibile, eppure nessun osservatore , nessuno dei tanti, dei troppi “ maitre à penser “ , politologi, divinità, pensatori, ha rilevato che l’unico modo di operare un tale rafforzamento di poteri sarebbe quello di modificare la carta costituzionale. Nessun accenno alla questione, ovviamente, da parte di Repubblica, de Il Fatto, mentre il Corriere della Sera non ha trovato di meglio che appiattirsi sulle parole di Napolitano , dal momento che a rammaricarsi della sua assenza è, appunto, il presidente Napolitano e non altri. Insomma è stata tutta una gara a chi è più ipocrita , fariseo e Ponzio Pilato, dal momento che da tempo, non solo da questa Legislatura, tutto il centrodestra non ha fatto altro che lamentarsi della scarsezza dei poteri di governare che la nostra Costituzione attribuisce alle cariche “popolari elettive”. Perché, fra l’altro, rivendicare maggiori poteri costituzionali da parte di chi è eletto direttamente dal popolo per governare un Paese è una forma trasparente e democratica rispetto a quella di attribuire questi maggiori poteri ad una carica che non è “ eletta dal popolo” , ma dal “palazzo”, com’è quella del Capo dello Stato, che è votato dal Parlamento e non dagli elettori.

In fondo, il tacito ed insieme esplicito auspicio di Napolitano per un irrobustimento del potere esecutivo altro non è che la stessa richiesta ripetutamente avanzata dal premier Silvio Berlusconi di un aumento dei poteri del Presidente del Consiglio, ancor più oggi che, in una repubblica bipolare la legge elettorale ha introdotto di fatto, da svariati quinquenni, una forma , ancorché surrettizia ma fattuale, di “ premierato” almeno votato direttamente dal popolo sovrano . Ma questa ovvia considerazione cozza con l’assoluta incoerenza di tutto il centrosinistra, con il viscerale ed inconcludente “ antiberlusconismo” che è la sola idiozia che unisce il variegato mondo del centrosinistra per il quale scatta puntualmente la solita forsennata e trita denuncia di protagonismo, di vocazione cesarista e di attentato alla costituzione se ad invocare i maggiori poteri è il centrodestra , mentre tutto andrebbe bene se ad invocarli o addirittura a “ pretenderli” è il Colle, organo peraltro neanche eletto dal popolo e che dunque possiederebbe in sé medesimo un assai scarso “ intuitu democratiae “. Se, con questo assetto istituzionale, il Colle godesse di questi maggiori poteri esecutivi, non solo saremmo di fronte ad un vero e proprio furto di sovranità al popolo , ma saremmo davanti alla medesima immissione di elementi di presidenzialismo , in una repubblica parlamentare, prefigurati dal ‘presidenzialismo del centrodestra. E perché mai, dunque, quest’ultimo sarebbe da considerarsi una disgrazia costituzionale, una “ deriva cesarista” e sciocchezze del genere, rispetto a quello, invece auspicabile e presentabile, di Napolitano?

ESAME DEI RISULTATI ELETTORALI SENZA DOVER PER FORZA FAR VINCERE QUALCUNO O FAR PERDERE QUALCUN ALTRO.

Gli spunti che i risultati di queste amministrative mettono in luce e che meritano di essere giustamente esaminati sono diverse. Necessario preambolo è che ragionare sui risultati di queste elezioni amministrative senza avere il compito se non addirittura il dovere di trovare scuse più o meno valide per chi è stato sconfitto è l’unico modo per fare , dei risultati stessi , un esame coerente con il bene del Paese, contribuire a fare chiarezza sul panorama politico cercando di capire quale società oggi è quella che vive e che vota in Italia. Bene: questo esame non può farlo nessun giornale italiano, né, per esempio, Repubblica, né Il Fatto, né Il Giornale. Ognuno tira l’acqua al proprio mulino o, se preferite, ognuno attacca il somaro dove vuole il padrone. Questo blog non ha finanziatori, non ha dunque padroni, né finanziari, né intellettuali.La sintesi di questi risultati è, secondo me, questa: il PdL ha perso le elezioni, il PD è uscito triturato e ridotto ad un colabrodo, il così detto “ Terzo Polo” resta impalpabile ed hanno invece vinto i giustizialisti mozzorecchi dell’IDV, i grillini della protesta a parolacce, i vendoliani parolai.

Il ballottaggio fra Pisapia e Moratti a Milano è già di per sé stesso la “ smoking gun” della sconfitta del PDL. Cercare ora le motivazioni di questa sconfitta è necessario, ma certo che la spinta verso la conflittualità e la estremizzazione del voto milanese, alla quale ha contribuito purtroppo anche lo stesso centrodestra, è stata senza dubbio una delle principali cause della sconfitta . La radicalizzazione e l’estremizzazione dello scontro politico ha premiato dunque l’estremismo politico che sostiene Pisapia, che, come è noto, trova il suo perfetto brodo di coltura , trova il suo miglior habitat proprio quando lo scontro politico si fa violento . Disgraziatamente a Milano il centrodestra invece che mantenersi sui temi squisitamente politici e progettuali, ha commesso il gravissimo errore di scendere su campi assolutamente estranei alla propria politica progettuale facendosi trascinare man mano verso lo scontro ideologico violento nel quale l’ideologia prende il sopravvento sulla ragion politica, nel quale l’arrogante prepotenza e la violenza dei centri sociali e dell’antagonismo soffocano e zittiscono, con metodi fascisti e squadristi, la logica e la coerenza politica liberale. Dunque, mai più accettare sfide improprie, mai più mettersi con la coerente logica politica contro la violenza squadrista, contro una coalizione che tiene in sé stessa anche i massimalismi più estremi della sinistra , contro la quale “ ragion non vale”, perché non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Dunque, correzione immediata di rotta, azione politica raffinata e concreta, nessun cedimento allo scontro frontale ed ideologico, apparentamenti corretti sotto il profilo della logica politica, un occhio attentissimo al più che opportuno rifiuto di contare sull’eventuale appoggio, nel ballottaggio, dei cascami del FLI , dentro il quale F L I già emergono segni di diaspore portatrici solo di disgrazie e di opacità fatali o del presunto Terzo Polo. Certi apparentamenti sono dei veri e propri “ patti col demonio”: dico che al limite è meglio perdere Milano, è meglio far bruciare Pisapia con le sue mani con le sue moschee, con i suoi gay, con le sue massimizzazioni ed estremizzazioni politiche che scendere a patti col demonio. L’esperienza immobilizzante ed imprigionante di Casini e Follini negli anni dal 2001 al 2005 e quella di Fini nel 2008 fino a ieri, debbono fare da monito e da faro. Perché chi vince il ballottaggio deve poi “ governare”: questo chiede l’Italia e Milano. E come si potrebbe dunque “ governare” con le idee liberali del centrodestra se devi pagare il pizzo a chi non vede l’ora di metterti i bastoni fra le ruote?

Il PD esce da queste consultazioni amministrative a sua volta sconfitto, frantumato, superato a sinistra, nebulizzato. Inutile , mistificatorio e degno dei peggiori metodi da “ Pravda” di staliniana memoria innalzare il trofeo della conquista immediata di Torino come emblema di vittoria. A Torino il PD deve accendere un cero all’opera di un encomiabile Chiamparino che ha sempre goduto della mia personale stima. L’effetto “ traino” ha funzionato anche con Fassino. Senza dunque mistificazioni pravdiane , il PD esce da questa tornata elettorale suonato come una zampogna o come un pugile sul viale del tramonto. In nessun centro il PD da solo è riuscito ad essere forza trainante e vincente, dunque un addio alla sua leadership sul centrosinistra, che subisce invece una pesantissima OPA ostile da parte di un assembramento troppo variegato per poter essere una vera forza di governo. A Torino Fassino ha goduto del traino dell’IDV e del SEL; a Bologna Merola ha avuto bisogno dell’IDV, del SEL, della Federazione della sinistra per superare Berardini; a Napoli, poi, il candidato del PD , Mario Morrone è letteralmente scomparso, ha dovuto cedere il passo non solo al candidato del PdL Lettieri, ma anche al candidato dell’IDV Luigi De Magistris . In parole povere, il PD dove non ha avuto l’appoggio dell’IDV e del SEL è uscito disastrato, come a Napoli, da queste elezioni amministrative. Insomma il centrosinistra non piazza nessuno dei propri uomini, se non Fassino a Torino, sul podio; ma solo uomini di Grillo, di Di Pietro, di Vendola. Dunque mi pare da irresponsabili festeggiare come sembra fare Bersani. Festeggiare cosa? La sua sconfitta?

La Lega non vince e non perde, ma sicuramente soffre, perché la sua radicalizzazione sul territorio prometteva risultati migliori di quelli ottenuti. Eppure la Lega ha portato a casa il federalismo, ma sembra non sia stato sufficiente questo splendido incasso politico per consentire alla Lega la crescita di consenso sulla quale Bossi contava di sicuro. Non so se a Via Bellerio sceglieranno di addossare al solito Berlusconi tutte le responsabilità di questa stasi consensuale o se avranno la forza e l’onestà di cercare le cause vere di tutto questo. Non chiedo certo a Bossi di fare la figura che fa Bersani che spaccia per vittoria quello che è una sua sconfitta , ma pretendo dal segretario della Lega di dimostrare la sua coerenza nel cercare le cause del suo stop dentro casa sua.

Impalpabile il ruolo del così detto “ Terzo Polo”, quello che amo definire un “ armadio di vecchi abiti lisi e consunti”, tutta roba nata ed indossata nella Prima Repubblica, composta da attempati portaborse di democristiani corrotti, come Casini – nato come portaborse di Forlani - , come Rutelli, nato anch’esso come portaborse di Pannella e come Fini, anch’esso nato come portaborse di Michelini. Dire che questo fantomatico Terzo Polo si sia attestato in media su un cinque per cento non dice poi nulla. Perché assolutamente farfalleschi sono i contributi che sia Rutelli che Fini portano a questo risultato medio. A disdoro del FLI pesa come un macigno la ridicola sconfitta subita a Latina, dove il tentativo di Pennacchi, che portava avanti una coalizione fascio comunista tipo Olbia, ha raggiunto livelli ridicoli, tipo una farina zero virgola qualcosa. Al di là dunque dei consueti proclami di Casini – che sostanzialmente confermano come lo scopo del Terzo Polo altro non sia che “ vendersi al miglior offerente “ chiunque esso sia -, resta un solo fatto concreto. Inesistente questo Terzo Polo a Milano, decisamente bene a Napoli, dove saranno forse decisivi nel ballottaggio. Il problema sarà però decidere chi appoggiare a Napoli: se De Magistris o Lettieri, se , cioè, mettere la pagnotta cruda nel forno a destra o nel forno a sinistra. Si vedrà, ma quel che conta, in sostanza, è che per questo Terzo Polo, la politica equivale, al di là delle chiacchiere da Prima Repubblichetta, ad una panetteria. Ed ho detto tutto, come ridicolmente asseriva, nelle commedie, Peppino De Filippo .

Vincono invece queste elezioni amministrative tre formazioni: l’IDV di Di Pietro, le Cinque Stelle di Grillo e la SEL di Vendola. Tutti questi personaggi sono protagonisti di una scombinata e spettacolare marcia di conquista, utilizzando un crescente consenso protestatario. Ma decisamente troppo radicalizzato ed apolitico. I manettari alla Di Pietro, i “ parolacciai” alla Grillo e gli pseudo poeti aedi di un comunismo demodè da un secolo come Vendola e Pisapia, rappresentano una mescolanza di pulsioni estremizzanti difficilmente coagulabili: dal giustizialismo ridicolo e rigoroso contro gli altri sempre combinato con il garantismo più assoluto per se stessi ( con uso di prerogative immunitarie incorporate per salvare se stessi ) come De Magistris ; alla politica fatta di invettive , di vaffanculo, di cazzi e di sola protesta, fatta da chi parla come fosse un legalitario ed un ecologista e che invece ha pronta dietro al palco la sua Ferrari ; da chi scorazza per il Golfo del Tigullio con il suo megayatch che inquina il mare ; da chi grida “ fuori gli indagati dal Parlamento” dimenticandosi di essere stato condannato per omicidio colposo di due amici come Grillo stesso ; da chi si diletta in sermoni puritani ed ecologisti ma che poi sbanca intere colline verdi per costruirci la sua megavilla in Brianza come Celentano ; all’esibizione svergognata delle  malefatte nella Sanità pugliese dove solo una Magistratura da inchiesta penale sta salvando Vendola - che ha le spesse colpe di quel Senatore PD Tedesco del quale invece la stessa Magistratura pugliese ha chiesto addirittura l’arresto - ; alla logorrea soporifera di chi vorrebbe sentirsi poeta mentre invece non fa altro che spacciare come novità merce avariata e stantia come certe posizioni economiche di Keynes come vorrebbe Vendola che vede “ nel moltiplicarsi delle bocche da sfamare il motore che metterebbe in moto il processo di produzione dei beni”. Una mescolanza di “ santonismo”, di “ profetismo”, di “ oracolismo” , di “ terzomondismo”, di “ antagonismo” , che nulla hanno a che vedere con una coalizione che deve Governare. Ma c’è anche un’Italia che irresponsabilmente vota questa ciurmaglia politica, che mai ha governato nulla, se non il proprio portafoglio, troppo spesso gonfio di quattrini spillati dallo Stato assistenzialista. Che ne dite? C’è da preoccuparsi? Io credo proprio di sì. Quando una Moratti, la Milly, mette a disposizione di un Pisapia – che le sequestrerebbe il ricco patrimonio in un baleno – i suoi miliardi odorosi di accise e di benzina , qualcosa che non torna in Italia c’è di sicuro. Fosse anche solo la carenza di uno strizzacervelli che si prenda cura di questi signori che votano questa congrega di falsi profeti.

Roma martedì 17 maggio 2011

Gaetano Immè

domenica 15 maggio 2011

  

DALL’USO POLITICO DELLA GIUSTIZIA ALLO SFRUTTAMENTO DEI CADAVERI DEI GIUDICI MASSACRATI DAI LORO STESSI COMPAGNI.


Chissà cosa ritengono di aver fatto tutti quei media compiacenti che hanno inneggiato alla decisione del Presidente del Tribunale di Milano Livia Pomodoro di srotolare sulla facciata del Tribunale milanese le gigantografie di due Magistrati e di un legale ( voglio ricordarli: il Pm Emilio Alessandrini, il giudice Guido Galli e l’avvocato Giorgio Ambrosoli) che i terroristi di Prima Linea ( nella quale militava anche tale Giuliano Pisapia , ricco figlio di noto avvocato milanese , insieme al figlio di tale Donat Cattin , ricco e potente Ministro del Lavoro della DC conservatrice ) ed i mafiosi amici di Michele Sindona uccisero, a cavallo degli anni 70-80, nel capoluogo lombardo. Ricordare ed anche esaltare le vittime della cieca violenza di chi considerava la legge ed i magistrati il “ braccio armato del regime democristiano e della classe borghese “ e pensava che colpendo alcuni di loro si colpisse il cuore dello Stato, non solo è giusto, ma anche doveroso. Un paese, infatti, che non abbia la corretta percezione del proprio passato, non può affrontare seriamente il proprio futuro. Non sto quindi discutendo o criticando la decisione del Capo dello Stato di dedicare una giornata della memoria degli uomini di Legge uccisi dai terroristi e dai mafiosi e tanto meno il legittimo orgoglio della Magistratura di esaltare i propri martiri sacrificati dai terroristi nel nome di quell’ideologia pazza e farneticante che venne e che viene ancora cullata e vezzeggiata da una minoranza elitaria , snob e piduista della stessa Magistratura , minoranza che ha anche la sfrontatezza di ripresentarsi, oggi, per proporre un suo mai pentito corifeo alla guida di Milano. Insomma il vero problema è un altro.

E va sollevato e posto anche se il clima non favorisce una discussione aperta e priva di pregiudizi. Il vero problema è che quelle gigantografie non vengono esaltate come esempi degli orrori degli anni di piombo, come rimorsi sulle coscienze dei colpevoli, come monito per i nuovi brigatisti in pectore per evitare analoghe situazionni.e come strumenti culturali per le giovani generazioni. La semplice e pedissequa esaltazione di due vittime del terrorismo comunista e di una vittima della mafia non svolge alcuna funzione didattica verso le giovani generazioni , ma rappresenta invece una vera truffa ideologica, una volgare mistificazione culturale, un’operazione da puro Minculpop , tesa all’esibizione delle vittime della violenza fisica e politica di movimenti extraparlamentari come Prima Linea e mafia che dentro i cenacoli di Magistratura democratica di quegli anni settanta avevano trovato brodo di coltura, un ignobile e mistificatorio tentativo di spacciare come proprie icone coloro che sono stati invece proprio le loro vittime. Tre cadaveri uccisi dall’ideologia comunista di Prima Linea negli anni di piombo e che oggi , con una infame azione di mistificazione mediatico-politica, vengono acclamati come vittime di ignoti.

Non posso credere che una persona colta come quella che presiede un Tribunale importante come quello di Milano, non abbia capito tutto ciò. Credo che invece si sia trattato di una operazione di meschina macelleria mediatica , di utilizzare e trasformare proprio “quelle “ vittime in grandi ed inespugnabili barriere difensive, contro ogni tentativo di riforma, innovazione, cambiamento della Giustizia.
E’ dunquepiù che probabile che le intenzioni del Presidente del Tribunale di Milano Livia Pomodoro fossero proprio queste, fosse la volontà di usare le immagini di Alessandrini, Galli ed Ambrosoli non come le vittime dei brigatisti rossi e della mafia quali sono , ma come ostacoli putrefatti con cui blindare e proteggere anche i magistrati politicizzati rinchiusi nel palazzo milanese e chiusi a riccio a difesa delle proprie medioevali prerogative e del sistema giudiziario esistente.

Titoli e resoconti di giornali e di televisioni avallano e confermano questa mia impressione. Perché non è difficile che chi è incline a venir meno ai propri doveri costituzionali per fare un uso politico della giustizia, come una parte ben nota dei Magistrati di Milano, di Palermo, di Firenze, ecc, possa poi cedere alla tentazione – nella delirante onnipotenza , poi, della propria impunità assoluta - dell’appropriazione e dell’uso politico dei cadaveri dei martiri dei mitra dei propri cari “ compagni che sbagliavano” , per creare gaglioffe e mistificatorie trincee morali e barriere psicologiche inespugnabili contro la riforma della giustizia. Chi non ricorda le macabre e lugubri esposizioni che avvenivano sulla Piazza Rossa di Mosca dove quel malefico regime comunista “ esibiva” , fingendo di onorarli pubblicamente, proprio i cadaveri di quelle persone che lo stesso regime aveva deciso di uccidere? Devo aggiungere, a disdoro di tale
ignobile iniziativa, che l’esaltazione delle vittime in funzione politica di lotta a qualsiasi iniziativa riformatrice della giustizia , produce anche un effetto collaterale e più grave: quello di spingere ad una sorta di militarizzazione l’intera categoria dei magistrati e costringerla ad impugnare le armi contro i presunti nemici, cancellando al suo interno ogni tentativo di discussione, ogni accenno o sospetto di confronto, di dibattito sulla necessità o meno di un qualche cambiamento.

Risibile, ridicola , meschina e moralmente indecente la tesi , sostenuta dalla figlia del giudice Galli , che sta dalla parte di chi gli ha barbaramente trucidato il padre ( non è la sola, anche un figlio di Calabresi, anche una figlia di Valter Tobagi si sono schierati per gli assassini dei loro padri, si chiama, usando un lessico “ delicato” “sindrome di Stoccolma”), secondo la quale “ a provocare questo effetto sia chi aggredisce e delegittima i magistrati da anni ed anni a questa parte e li spinge, a rinserrarsi a difesa della corporazione “. Ricordo a questa Tafazzi di turno che Berlusconi ed il centrodestra , ai quali Lei allude , non hanno mai né aggredito né tanto meno delegittimato “ la Magistratura”, ma solo “ quella sua piccola ma violenta ed arrogante parte che, violando la Costituzione, si è fatta fazione politica , che applica una giustizia frutta della propria ideologia anziché quella delle leggi dello Stato”. Imparino una buona volta le troppe Galli e tutti coloro che non vogliono capire questa realtà – per cecità intellettuale , per essere prigionieri di falsi teoremi smerciati da chi guadagna dallo smercio di tale droga mentale – ad attenersi alla verità dei fatti, ad avere uno scatto di responsabile dignità. Ed è ancora e più drammaticamente vero e difficilmente contestabile che in tutti questi lunghissimi anni ( sono diciotto, dicasi diciotto!) di dura contrapposizione tra il centrodestra ed alcuni settori della magistratura non un segnale, che sia “uno”, sia mai venuto da questa frangia ideologizzata dei Magistrati e dagli organismi rappresentativi dell’intera categoria. Del CSM e dell’ANM che ne parliamo a fare ? Questi organismi, al contrario, forti del complice silenzio del Colle ( ma esiste ancora il reato di “ culpa in eligendo”?) e del consenso dei media sostenitori ( sia per interesse, sia sopratutto per paura di pesanti ricatti ), l’unica scelta di questi due organismi – dicevo - è stata ,per la bellezza di diciotto lunghissimi anni, solo quella di escludere, di sottrarsi, di eludere, ogni forma di confronto, di dialogo, di riflessione. Ora, travalicando ogni limite di decenza , arrivano pure a riesumare i cadaveri delle vittime dei loro cari “ compagni che sbagliarono “ ( le Brigate Rosse) per mascherarli ed usarne i miseri resti alla maniera staliniana e carnevalesca. Mi pare di rivedere quei film western degli anni cinquanta, quando i morti venivano ammucchiati come sacchetti di sabbia uno sopra l’altro, per costruire un muretto di carne umana dietro la quale ripararsi da pallottole e da frecce . Uno “ sfruttamento di cadaveri” , uno spettacolo indecoroso e lugubre, assolutamente indegno di gente civile.

A PROPOSITO DI PD E DI S E L

In merito alle sue proposte per rilanciare l’economia del Paese, il governatore della Puglia Vendola , al di là delle chiacchiere più o meno poetiche e dunque nella sostanza del problema , ha dichiarato: “Io penso che per fare ripartire l’economia bisogna uscire dall’angolo della superstizione liberista, in cui si canta il ”de profundis“ della spesa pubblica e si considera l’abbattimento del debito come una specie di dio pagano a cui sacrificare i poveri, le famiglie, le partite Iva, il welfare, e anche un pezzo di civiltà europea. Penso che oggi occorre -indicativo testuale- sostenere la domanda interna, dare ossigeno ai ceti medio-bassi, aumentare l’area di consumo, sbloccare la spesa degli enti locali ibernata dalle ridicole penalità delle norme sul patto di stabilità”. Leggere bene il tutto, specie la parte sottolineata. Ecco, questo è il pensiero del leader della più consistente forza politica con cui il Partito democratico si appresta a presentarsi al Paese come valida alternativa alla maggioranza che governa dal 2008. Un pensiero totalmente ispirato ad una demagogica irresponsabilità, ancorato ancora a sogni marxisti che la storia ha distrutto già dal secolo scorso, che Vendola vorrebbe poi riesumare in una fase molto difficile dell’economia mondiale, la quale sta mettendo in forse la stabilità finanziaria di molti Stati europei, costretti per salvarsi dalla bancarotta a operare un forte ridimensionamento della relativa spesa pubblica. Una spesa pubblica che in Italia, proprio a causa della grave recessione attraversata, è giunta a sfiorare il 54% del Pil, ovvero una quota che un sistema economico non può sopportare a lungo. Tant’è che, oltre agli unanimi apprezzamenti ricevuti dal governo in carica per l’opera di contenimento realizzata in questi difficili frangenti espressi dalla Bce e dai più importanti organi comunitari, dalla stessa Europa, ci viene ricordato che occorre proseguire con maggiore energia lungo la strada del ridimensionamento della spesa, puntando nel contempo ad una sua sostanziale riqualificazione della spesa pubblica. Esattamente l’opposto di ciò che Vendola, al netto della logorrea che lo caratterizza, propugna e sostiene. Egli continua pericolosamente a cullarsi nell’illusione che si possa continuare a spendere e distribuire risorse senza averle prodotte e guadagnate , generando quella perversa spirale keynesiana secondo la quale basterebbe aumentare il numero e l’appetito delle “bocche” che mangiano a sbafo ( per le anime belle e cretine che pensano subito che questo blog voglia ghettizzare il welfare o simili imbecillità tardo ottocentesche, replico che invece di pensare cretinate, si vadano a rileggere quello che è accaduto nella Germania dell’Ovest – tanto per ricordar loro qualcosa di cui possono verificare facilmente senza farsi indottrinare da Repubblica o da Il Fatto - e chiedano ad un tedesco cosa è significato per loro il 1989 e gli anni seguenti!) per stimolare automaticamente l’aumento della ricchezza generale. Una vera e propria follia di stampo comunista e collettivistico. Eppure Bersani non prova alcun disagio , non sembra abbia intenzione di prendere le distanze , nel rapporto politico, con questo tardo ottocentesco apprendista stregone dell’ economia. Pensate alla Sanità pugliese, la peggiore del mondo, per deficit e per scandali , per avere una minima misura delle capacità di questo Vendola. Pensate cosa diventerebbe poi l’Italia - una Puglia totale - nel malaugurato caso che il centro-sinistra dovesse tornare insieme a Vendola nella stanza dei bottoni.

LE CONSUETE FREGNACCE DEL PD E DI REPUBBLICA

Per fotografare la correttezza dell’informazione di Repubblica, che il 6 maggio scorso recava in prima pagina un articolo di tale Giovanni Valentini dal chiaro titolo “ Spiagge, regalo ai privati”, che fa intendere come l’allungamento della concessione dagli attuali sei anni ad un periodo più lungo per facilitare gli investimenti turistici sia stato utilizzato dal Governo per fare qualche regalo a non meglio identificati “ soggetti privati” ( come se , non dico in Italia, ma in qualsiasi altra parte del mondo si abbia notizia di “ stabilimenti balneari di proprietà dello Stato! ) , riporto di seguito uno stralcio della mozione sull’argomento presentata dal PD al Senato e che l’aula ha accolto nella successiva delibera .
 
                                                          MOZIONI SUGLI STABILIMENTI BALNEARI






FINOCCHIARO, ZANDA, LATORRE, CASSON, GRANAIOLA, MERCATALI, AMATI, ANDRIA, ARMATO, BARBOLINI, BUBBICO, CABRAS, DE LUCA, D'UBALDO, LEGNINI, FIORONI, GARRAFFA, GASBARRI, GIARETTA, INCOSTANTE, LUSI, MARCUCCI, PINOTTI, RANUCCI, ROSSI Paolo, SANGALLI, SBARBATI, TOMASELLI, MAGISTRELLI - Il Senato,


premesso che:…………………


considerato che:…………….


impegna il Governo:

a proporre, al più presto e comunque non oltre il 28 dicembre 2011, alla Commissione europea modifiche volte a escludere le concessioni demaniali ad uso turistico-ricreativo dalla direttiva servizi o a prevedere per esse un'apposita deroga, sulla base della procedura prevista all'articolo 41 della direttiva medesima (clausola di revisione), in virtù della specificità del settore delle concessioni demaniali fortemente caratterizzato da rilevanti investimenti materiali e occupazionali………………………..



Stesso discorso sulla “ SQUOLA” e sui test dell’INVALSI. A sentir loro un fallimento, milioni di studenti che si sarebbero addirittura rifiutati di fare i test, insomma una vera e propria Caporetto. Veloce controllo dei dati del Ministero della P.I. , trasmessi al Ministero dalle singole SQUOLE e dunque verificati dai distretti scolastici, ecc. I test sono stati eseguiti dal 98% degli studenti interessati. Eccolo il vero PD: fanno loro la legge e poi su Repubblica urlano contro il Governo che la fa propria o raccontano fregnacce. Un preclaro esempio della coerenza e dell’onestà intellettuale del centrosinistra. Una presa per il sedere per i loro affezionati lettori. Lettori? O semplicemente “ adoranti ed imbelli seguaci”?


MOLTA CONFUSIONE A MILANO E I POTERI FORTI INTRIGANO…..

Dietro le quinte della sfida milanese tra Giuliano Pisapia e Letizia Moratti sembrerebbero agire potentati e poteri forti industriali, bancari, immobiliari. Nell’alta borghesia milanese, infatti, aleggia il timore che il comunista Pisapia possa assurgere a nuovo sindaco di Milano. Però è anche vero che una certa classe imprenditoriale vorrebbe far fuori Letizia Moratti più che altro per colpire suo marito, Gianmarco Moratti (tra i più importanti petrolieri italiani).

Alla scaramuccia tra Letizia e Giuliano, nonché ad offese e querele, non bisognerebbe dare grande peso. Pisapia potrebbe anche ritirare la querela contro la Moratti: non è certo un mistero che Milly Moratti (nota consigliera comunale di sinistra) sia cognata di Letizia, poiché ha sposato Massimo Moratti. Milly fa il tifo per Pisapia e, a baruffe elettorali passate, potrebbe fungere da paciere tra Giuliano e Letizia. C’è anche chi ipotizza il salotto buono dell’economia milanese sia diviso tra chi vorrebbe affossare Letizia per colpire il marito Gianmarco, e chi spinge il Corriere della Sera ad attaccare la Moratti e parteggiare per Pisapia solo per trattare all’ultimo minuto con la candidata del Pdl. Non si può ignorare che queste sfumature siano rappresentate nel patto di sindacato siglato tra i 13 maggiori azionisti del Corriere della Sera. Il patto di sindacato fonde regole complesse e rapporti oscuri tra i soci del Corsera: i bei nomi dell’economia vengono invitati ad acquistare azioni del Corriere a seguito di consultazioni segrete tra gli storici soci. E, dopo che l’azionista novello è entrato in possesso delle azioni, viene tenuto a bagnomaria per almeno tre anni prima di poter accedere al salotto del patto di sindacato. E’ in quest’ultimo che si definiscono fortune e morte d’imprenditori, banchieri ed immobiliaristi.

Il patto prevede che su ogni delibera vi sia il voto favorevole della maggioranza assoluta dei membri in carica, e qualunque sia la percentuale di azioni che ognuno di essi rappresenta. I partecipanti al patto di sindacato devono mettersi d’accordo ogniqualvolta si prende una decisione, e non deve mai emergere un dominatore, un vincitore.

Si può facilmente asserire dunque che la candidatura di Letizia Moratti non trovi il consenso unanime dei partecipanti al patto del Corriere della Sera, stesso discorso vale per Pisapia. Azionisti del Corriere sono il re della sanità milanese Giuseppe Rotelli, le famiglie Pesenti, Agnelli, Della Valle, Pirelli (Tronchetti Provera), Ligresti, Toti, Benetton, Lucchini e Merloni. E poi le grandi banche come Mediobanca, Intesa Sanpaolo, Assicurazioni Generali, Banco Popolare e Gruppo Ubs. Dietro i gruppi e le banche comunque s’annidano gli interessi delle grandi famiglie e si bisbiglia che la gestione Moratti non abbia messo soddisfatto all’unanimità tutti i partecipanti al patto di sindacato. Viene spontaneo chiedersi cosa abbiano chiesto alla Moratti durante la sua amministrazione, soprattutto cosa mai la Moratti abbia loro negato per inimicarseli.

Certo la vittoria di Giuliano Pisapia non porterebbe buone nuove, gli immobiliaristi sanno bene che una forte sinistra radicale imporrebbe all’amministrazione di Milano un tangibile aumento della tassazione comunale. Perché da un forte aumento di Ici ed altri balzelli si potrebbero indirizzare risorse verso il sociale, ricetta certamente estranea alla gestione del Pdl. E non dimentichiamo che nel Consiglio d’amministrazione di Rcs siedono noti avversari di Silvio Berlusconi, imprenditori che vorrebbero la Moratti venisse sconfitta per colpire il governo del Cavaliere. Il salotto buono schierato con i Moratti reputa Pisapia debba perdere, e perché verrebbe votato solo da una parte della sinistra. Una certa Milano chic sente Pisapia più vicino, più gradito a certe aristocrazie. E non s’esclude che alcuni ambienti del Pd votino Moratti per colpire il partito di Vendola, il Sel, a Milano rappresentato da Pisapia. Insomma, molta incertezza e confusione.

Roma lunedì 16 maggio 2011

Gaetano Immè

venerdì 13 maggio 2011

SONO SPARITI TUTTI, PER VERGOGNA O PER VILTA’?


E’ da martedì scorso che cerco disperatamente la continuazione di quei tantissimi articoli che dal lontano 2008 tutti gli “ opinion leaders” “altamente democratici “ , che scrivono su giornali altrettanto “altamente democratici “( tipo Repubblica, tipo La Stampa, tipo Il Corriere della Sera, tipo Il Fatto Quotidiano, tipo L’Unità, ecc ) hanno scritto per incoraggiare, coccolare, consigliare, circuire, sbaciucchiare, slinguazzare , leccare, gonfiare, pompare, vezzeggiare gli Spatuzza, i Ciancimino Jr., i Brusca . Ma dove si sono nascosti tutti quei super “ mafiologi” , tipo idraulici, di “ pronto intervento” , che fino a martedì scorso sbavavano ed ululavano per avere una carta, una fotocopia , insomma una “ patacca” da poter spacciare e millantare come verità assoluta ? Giornalisti, scribacchini, scriba, copia lettere, pennivendoli, analisti, commentatori, mezzibusti televisivi ( la loro parte di sotto of course!) che dal lontano 2008 non hanno lesinato trasmissioni televisive, cenacoli, vernissage, articolesse, invettive, libri, interviste, presentazioni di libri, introduzioni letterarie, fatica fisica , alcuni anche “ mistiche sedute profetiche ed oracolistiche “ su canali pagati dalla TV pubblica, comici, saltimbanchi, ballerini, nani, figuranti che si credono attori, bei culi che si credono attrici, culi esposti che si credono direttori di giornali che furono – ahimè ! – di Gramsci, registi, donne cannone, mignotte, santemariagoretti, verginicuccie, politici comici alla Vendola, comici politici alla Grillo - con Ferrari ad aspettarlo dietro il palco - comici e basta alla Bersani , comici ex magistrati alla Di Pietro, psicologi, gay orgogliosi, lesbiche dignitose, madri eterologhe, padri pipparoli, settantenni rimasti col cervello ai venti anni alla Zagrebelsky, vecchie carampane vissute di partegianesimo ereditario riccamente e lautamente sovvenzionato dallo Stato cattocomunista , “mezzi uomini” distrutti da un “pelo di fica” alla Fini, una consorteria , una ciurmaglia tutta soperchieria, tutta menzogna, da schiuma dei sette mari e da cloaca massima che dal 2008 non ha perso occasione, incontro, ripresa televisiva, intervista, articolo, intervento, riunione salottiera, serata su terrazza romana con flut di brut a volontà per santificare non solo tutti questi mafiosi assassini che sfornavano per loro tutta una serie di patacche, vendute e credute per verità assolute , ma anche tutti quei Magistrati coraggiosi ( ma de che? Qual’era , signori, il pericolo?) tipo Ingroia, tipo Di Matteo, tipo Messineo, tipo Spataro e ieri tipo Violante, tipo Caselli, tipo De Magistris, tipo Woodcock, tipo Angus, tipo Boccassini, tipo Colombo, tipo Davigo, tipo Di Pietro, tipo Mariatati, tipo Emiliano che di questi assassini pataccari, di questi diffamatori ne hanno fatto delle icone della legalità, dell’antimafia offrendo loro palchi teatrali, palcoscenici perugini ed ogni altro scranno per “ bere con voluttà le loro fregnacce pataccare”?


Quante lezioni di nuova morale da quella incredibile cattedra cianciminiana, elevata da furbi spacciatori di fumi oppiacei televisivi. E quanta audience acquisita dall’ordalia scatenata, dividendo i beati dai dannati (dell’antimafia), invocando punizioni esemplari e, soprattutto, riscrivendo gaglioffamente pezzi della nostra storia. E quanti giovani si sono fatti abbindolare da queste narrazioni false e bugiarde, elevando sul piedistallo dell’idolo moderno, del figlio in rivolta verso il padre, uno spregiudicato pataccaro che invece celava dietro le patacche i propri tesori mafiosi ? Già da allora prevedevamo , in molti, dei pericoli di una simile procedura mediatica, dei rischi per la verità, del precipizio su cui si dirigevano quelle parole in libertà, senza verifica, senza filtri, senza neppure un’ombra probatoria ma con tanta carica diffamatoria nei confronti dei supposti complici della politica e delle istituzioni. Fu Barbara Palombelli che suggerì condivisibilmente agli Ordini professionale una qualche via percorribile per uscire dalla fanghiglia informativa che saliva. E come non sorprendersi dolorosamente della presenza di un eroe come Mario Mori dietro le sbarre, mentre il “coraggioso figlio ravveduto” estraeva dal cappello un coniglio dietro l’altro? Come non diffidare di quelle rivelazioni a “stop and go” che hanno sfregiato Prima e Seconda Repubblica con vere e proprie invenzioni utili specialmente a teoremi accusatori e ipotesi investigative della durata di una mattino, ma così durature e inquinanti nella mente dello spettatore catapultato nel mondo alla rovescia dalle fiabe televisive, con i suoi buoni e cattivi, con le sue fate e i suoi demoni, con gli orchi e le vittime, con quell’improbabile Cappuccetto Rosso in cui il Lupo s’era trasformato? Implacabili, gli spettacoli sono andati avanti, puntata dopo puntata, calunnia dopo calunnia. Puttanata dopo puttanata.


Come diceva Alberto Sordi: Aho! Ma mo’, ‘ndo state? Ma mo’, ‘ndo ve siete niscosti? Repubblica, per esempio, Il Corriere della Sera, Il Fatto padellaro, da martedì scorso “ se so’proprio dati”, spariti, scomparsi, desaparecidos. Neanche una riga in prima pagina sullo scandalo che avvolge Ciancimino Jr e chi lo ha etero diretto, come questa specie di pseudo Magistrati di Palermo che per la bellezza di quasi quattro anni gli hanno ridicolmente consentito di mascariare, di diffamare , di falsificare quello che riguarda le più alte cariche di questo Stato. Neanche una riga su Repubblica , quella dei coraggiosissimi Mauro, D’Avanzo e Scalfari, quelli bravi solo ad annusar mutande e a perdere tutte le battaglie politiche da sempre, quelli bravi a dar lezioncine di pseudo moralità da quattro soldi e che come bravi manzoniani sanno solo eseguire gli ordini nefasti del loro editore Carlo Don Rodrigo. Cos’ è questo silenzio ridicolo ? Vergogna, rimorso, vigliaccheria, pusillanimeria, miseria intellettuale, prostituzione intellettuale, marchettaggio giornalistico ?


MA QUALI SCUSE !!!!

Scusarsi ? Scusarsi con Pisapia? E di cosa? Per aver citato una sentenza di primo grado che condannava il Pisapia , ignorando che una sentenza successiva lo assolveva dai reati penali dei quali era stato accusato? Ah Ferrara? Ma che stai a dì!!!!! Ma neanche per sogno, neanche per acquisire un “ credito escusativo” con la premiata ditta degli “ spargimerda”, molto attiva e produttiva in Italia. Per il semplice fatto che una cosa sono “ gli aspetti penali” di una persona, altra cosa è invece “ l’aspetto politica “ della stessa persona. Non ce lo hanno inzufflato da venti anni i “ maitre a penser” della sinistra? La verità è che sia Giuliano Pisapia che Stefano Boeri sono stati due simpatizzanti, forse anche due militanti, sicuramente due “intellettualmente complici” delle B.R. E di questo devono render conto politicamente ai milanesi. Non penalmente, ma politicamente. Erano e sono due figli di papà, due “ riccazzi” che hanno giocato a far
la guerra coi soldi di papà e sulla pelle di tanti innocenti. Non per niente questi due erano culo e camicia con altro figliolo, anche lui ricchissimo, un Donat Cattin, il democristiano di sinistra con figlio bamboccione ante litteram. I milanesi, il PD, i comunisti di oggi, i democristiano di oggi vogliono che Milano sia governata da due aderenti brigatisti ? Vogliono che sia governata da un Pisapia che ha tolto una casa del PAT ad un bisognoso per farla dare, con sotterfugio, alla sua donna di sinistra ? Che vuole costruire a Milano le moschee ? E sapete chi è che difende i due ex di Prima Linea? I ricconi, tipo Milly Moratti, la moglie di Massimo Moratti quel signore che di professione fa il Presidente di una squadra di calcio e che parla mangiandosi parole . Eccoli, i ricchi scemi, quelli che si danno le martellate sulle palle da soli. Affari loro. Non c’è né da gridare allo scandalo né da chiedere scusa a nessuno: la verità è una sola, non come insegna Repubblica/Pirandello, una nessuna centomila. E’ dal 1993 che la sinistra, i giornali, le televisioni, i giornalisti, gli “ opinions leaders”, i mezzibusti televisivi, i politologi, ecc urlano e vomitano accuse e nefandezze contro gli esponenti del centrodestra, non solo contro Berlusconi. Volete una prova? Serviti: partiamo da lontano, è meglio. Parliamo di Piero Piccioni, di  Giovanni Leone, di  Francesco Cossiga, di Scajola, sepolto da diffamazioni , fatto dimettere da Ministro e poi risultato estraneo ai fatti addebitategli. Ancora? Parliamo di Carnevale Corrado, di Mannino, di Tortora, di Lodigiani, di Andreotti, di Berlusconi, di Dell’Utri , ecc? Pronto a ricordare tutto il fango che la sinistra ed anche il Colle – più con “ omissioni e silenzi” che con “ fatti ed opere “ – hanno riversato sul centrodestra dal 1993. Qualcuno ha sentito qualcuno scusarsi? Scalfaro, Ciampi e Napolitano compresi?

Roma venerdì 13 maggio 2011

Gaetano Immè