Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 31 maggio 2011

AMMINISTRATIVE  2011- ESITI

I dati definitivi  dei ballottaggi sono arrivati, i mezzibusti imperversano in ogni canale riempiendoci la testa e le case di parole, spesso al vento. Cosa esce da queste urne? Alcune verità delle quali vale la pena discutere.

CHI HA VINTO E CHI HA PERSO

In primo luogo questa è la vittoria - rivincita della sinistra radicale sul centrodestra e sul centrosinistra: quindi evitino i vari Bersani, Bindi, Franceschini , Letta e compagni di scippare  ai veri proprietari la vittoria elettorale, com'è loro consuetudine. Giù le mani! -  della sinistra   oltre " il PD, di quella manettara dell'IDV , di quella radicale  ed estrema sopra tutto che,  cacciata a pedate dall'arco costituzionale dalle elezioni del 2008, non solo  trionfa in questa consultazione amministrativa ma  che ha anche prodotto  l'altro evidente successo , quello dei " grillini".  

Questa è una  sconfitta del centrodestra, del PD e del terzo polo.

La sconfitta del PdL appare così evidente che diventa  ridicolo camuffarne o sminuirne  la portata.  Spiegarne le  le cause e le motivazioni  invece è opera giusta, perché contribuisce ad indicare le giuste terapie .

Una causa  transnazionale di tutto questo sta indubbiamente nell' evidente parallelo con quanto è già avvenuto in Europa , vedi nelle prospera Germania, dove la coalizione della Merkel ha subito una identica debacle amministrativa, vedi in Spagna, dove Zapatero ed il suo centrosinistra stanno praticamente scomparendo anche a livello locale, ma dove i rispettivi Governi nazionali stanno terminando la loro legislatura. Altra causa sta nell' affluenza  alle urne dei votanti, mai così bassa; questa è poi la " causa " prima  ed indiscutibile della sconfitta del PdL e della Lega. Insomma è la solita storia della " stanchezza del popolo per chi comanda", una legge popolare non scritta ma vera ed anche giusta, se però vista ed inquadrata nel suo giusto ambito di un sistema istituzionale bipolare dove il " ricambio"  al Governo del Paese è un elemento essenziale e fondamentale .Non in Italia, però.

Contando su un target meno sofisticato e più popolare, la Lega Nord ha perso meno del PdL: ha perso Novara, Rho e Desio, ma con qualche sforzo si è riconfermata a  Varese, non ha ottenuto gli sperati consensi a Milano, nè ha conquistato qualcosa altrove. Dunque una  bruttissima battuta d'arresto più che una sonora sconfitta vera e propria.

Il PD esce invece sonoramente sconfitto dalla tornata elettorale sia sotto un profilo numerico che sotto il profilo sostanziale politico. Ha infatti tenuto sia Bologna, con qualche affanno oltre il prevedibile, e si è riconfermato  a Torino, roccaforti storiche. Discrete  " new entry"  sono Cagliari, Trieste e, simbolicamente, anche  Arcore. Fine della vittoria decantata da Bersani. Ma Bersani non  dice mai tutta la verità, perché egli omette la verità fondamentale: e cioè che oggi il PD si tova in una compagnia di " sinistra-centro" dove gli  toccherà l'ingrato ed impossibile compito di presidiare il " centro", di catturare i voti dei " moderati" mentre però dovrà subire le scorrerie piratesche da parte della sinistra vendoliana e dipietrista che faranno inclinare la navicella della " sinistra - centro" sempre di più verso la sinistra radicale. In parole povere, Bersani finge di essere contento, come potrebbe essere contento il proprietario di un'azienda sulla quale Vendola e Di Pietro abbiano lamciato un'OPA d'acquisto. Oggi incasserà un corrispettivo immediato ( vedi appunto Trieste, Torino, Bologna, Arcore ) ma nell'immediato futuro il PD si troverà come pura minoranza nelle mani di SEL e dell'IDV . Tutto questo comporta che una simile coalizione non avrebbe quella affidabilità e quella credibilità che persino Napolitano non le riconosce, non riuscirà a conquistare la maggioranza degli italiani per il governo centrale, non è una questione di strategia politica e di tattica delle alleanze, ma di sostanza politica.  E non solo, perché il PD del ridanciano Bersani non solo dovrà lustrare le scarpe alla sinistra radicale dei Vendola e dei Di Pietro - per non parlare dei grillini, scheggia impazzita - ma dovrà anche sottomettersi all'UDC di Casini ( se non anche agli x fascistoni del FLI) per potersi annettere quel tassello fondamentale per la governabilità del Paese,  rappresentato storicamente dal Ppi nel 1996 ( Prodi) e el 2006 dalla Margherita ( sempre Prodi )  ( e non è certo un puro caso che proprio Prodi è comparso all'improvviso accanto a Bersani, sul palco di Piazza del Popolo a Roma, una sorta di preavviso  di sfratto dai contorni ben delineati). Dunque senza un'alleanza con l'UDC o con il Grande centro( UDC, FLI, API) questa "sinistra-centro" difficilmente potrà conquistare le prossime elezioni politiche . Insomma, i risultati amministrativi ci consegnano, al di là della maschera ridanciana di Bersani, un PD in piena crisi sostanziale e politica, con due insormontabili problemi all'interno di questo " sinistra - centro": resistere all'OPA totale sferrata dal duo Vendola-Di Pietro nonchè riuscire a trovare con l'UDC o con il Centro una soluzione politica che soddisfi Casini. Il compito che si prefigge Casini è quello di risucchiare il centrodestra non certo quello di fare da ciambella di salvataggio per il " sinistra-centro".

Il Terzo Polo: inutile spendere parole, quando manca una direttiva, una coerenza, una logica. Oggi la logica del Terzo Polo è una sola:  o Franza o Spagna, purché se magna. Casini parla apertamente ed orgogliosamente di volere e di avere " le mani libere", di essere pronto allearsi con chi offre di più, fatto confermanato anche da Cesa il quale ha affermato " siamo stati determinanti nei ballottaggi". Più chiaro di così! Su Fini e sul FLI inutile parlare, dato che il loro programma è stato stigmatizzato proprio da Fini per il quale conta solo la vendetta personale, conta solo che Berlusconi sia finito. Del Paese, gliene frega nulla.

Ma perché tutto questo mentre il Governo centrale del centrodestra è ancora saldo in sella?

Le cause

La " motivazione", invece, di questa sconfitta è  sola una , una sola, brutale e lapalissiana: il popolo di centrodestra  è stufo di aspettare che il Governo, eletto per governare, governi davvero, che decida le riforme da varare e le vari, che indichi le strade da seguire e le faccia imboccare al Paese.  Al diavolo le campagne di fango, al diavolo il Capo dello Stato esagitato, a quel paese la Corte Costituzionale sbilanciata, le Authority, i Magistrati, ecc. Il centrodestra è stato al Governo , nel nuovo millennio, per otto anni su undici , ma le uniche riforme , tanto necessarie al Paese e tanto sbandierate, che io ricordi sono  quella del federalismo,  della Scuola e dell'Università. Non è stata solo l'talia a dover fare i conti con la crisi economica mondiale, dunque contenerla - seppure bene, come ha fatto il Governo Berlusconi - non è un merito, ma un  elementare dovere. Ma sono la bellezza di otto anni che invece sentiamo prometterci riforme epocali, riforme vere, quelle delle quali il Paese ha bisogno come dell'aria: volete un elenco ancorché non esaustivo? Eccovi sistemati in ordine sparso : le necessarie modifiche della Costituzione , la riforma dell'articolo 18 dello tatuto dei Lavoratori, la riforma del sistema pensionistico, la privatizzazione delle oste, quella della RAI, la  riforma fiscale, la riforma della Giustizia, le liberalizzazioni dell'economia a partire dall'abrogazione di istituti fascisti o comunisti quali le Provincie , la completa digitalizzazione dei rapporti fra lo Stato ed il cittadino. Mi fermo per carità di patria. Dove stanno queste riforme ? Invece per otto anni abbiamo assistito all'inverecondo spettacolo di un centrodestra talmente idiota da farsi soggiogare , da farsi irretire da argomenti futili, inventati dall'opposizione nel cui inganno istituzionale il Governo Berlusconi  è caduto in pieno, come un allocco. Siamo stanchi di sentirci dire " non mi fanno governare", basta fare le vittime dell'opposizione, vogliamo sentire la forza di governo dei nostri diciassette milioni di voti Perdio! Il centrodestra ha perso tempo, insomma, per difendersi da sciocche e pretestuose accuse invece che " non ti curardi loro " e " governare". Cosa diavolo  importa ancora a noi di Mills, di Ruby, di Agrama, di un Fini ,  quando abbiamo ormai  in mano la prova provata di venti processi penali, sui ventisei appiccicati addosso a Berlusconi Capo del Governo da una parte ben precisa della Magistratura, venti processi dietro ai quali abbiamo perso tempo ed energie e che poi si sono rivelati come  costruiti su falsi clamorosi? Farsi irretire da una campagna mediatica che quasi ogni giorno s'inventava qualche pretesto, cadere come polli nella rete tesa da questi attentatori al funzionamento delle istituzioni democratiche non è titolo di merito. Ma se c'è un  cadavere, quello del centrodestra, bisogna trovare  anche l'assassino, ovvero quella fazione politica che invece che pensare al bene del Paese ha pensato solo a bloccarlo il Paese, quella fazione politica che s'è fatta beffe della Costituzione inventando pretesti d'ogni risma non solo per delegittimare un governo eletto dal popolo ma sopra tutto per non farlo funzionare e dunque costruendo, ancora  impunita, tutta una serie di " attentati agli organi costituzionali" ; quella fazione politica che , in aperta combutta con una ben nota parte della Magistratura, ha tentato ripetutamente, nel vergognoso silenzio del Colle , scalfariano, ciampiano e napolitano, di materializzare capi d'imputazione penali tutti contro Berlusconi,  poi dimostratisi del tutto inesistenti ( venti procedimenti su venticinque con Berlusconi assolto anche per prescrizione) per eliminare l'avversario politico senza ricorrere al benestare del popolo sovrano. Insomma se Sparta piange, Atene non ride. Dive sta scritto, signori e signore, che sia legittimo che un'opposizione politica utilizzi menzogne per bloccare un Governo eletto dal popoo? Da nessuna parte sta scritto, anzi basta guardare il codice penale per trovare una norma che nessun Magistrato ha sbattuto in faccia all'opposizione: chi attenta agli organi costituzionali commette un reato, non un peccato nè , come dicono gli imbecilli e gli ignoranti, un reato penale è il compito di un'opposizione democratica.

NAPOLI FA STORIA A SE

A Napoli succedono cose stranissime: dopo venti anni di malaffare e di mala gestione del centrosinistra sia bassoliniano che della Jervolino, succede che De Magistris, un P.M. professionalmente fallito e contestato dalla sua stessa corporazione , un uomo dell'IDV che ha fatt sempre parte della Giunta napoletana e che quindi è complice e coautore del fallimento del Comune di Napoli, si presenti come una novità assoluta e stravinca le elezioni, sbaragliando il PD, sbaragliando il SEL, sbaragliando il PdL. Personalmente ritengo De Magistris a Napoli come Dracula custode della Banca del sangue e così è perché, ripeto, l'IDV ha governato Napoli sia con Bassolino che con la Jervolino e non bastano a cancellare dubbi e sospetti dimissioni di facciata De Magistris è napoletano ed evidentemente conosce bene i suoi polletti, molto meglio di Lettieri ed ha giocato con codesti creduloni la carta truccata dell'antipolitica, presentandosi come elemento di rottura con le liturgie del passate e con quelle che Lettieri sostenteva. Mai dire mai vale anche in politica. Gigetto sarà osservato speciale, vedrò come farà a imporre ai napoletani di fare la raccolta differenziata per il settanta per cento, vedremo. Vedremo pure la sua Giunta, come sarà composta, a chi consegnerà le chiavi del Municipio, a chi aprirà invece le manette. Vedremo. Ma la valanga di voti che ha preso non provengono dai giovani e dai grillini e da chi vuole esprimere un voto di protesta. C'è dell'altro. Non dimentichiamo che a Napoli, come a Palermo, il cittadino è sempre condizionato dalla malavita, si chiami mafia, si chiami camorra. Perché dunque alla camorra il ventilato programma di Gigietto non dispiace?


Cosa fare ora?

Semplicemente fare quello che avrebbe dovuto essere stato fatto fin dal 2009: governare. Fare le necessarie riforme cui abbiamo accennato, senza più perder tempo ed energie appresso all'opposizione. Berlusconi compia finalmente un'azione di ringraziamento per quei diciassette milioni di voti che tutti noi gli abbiamo dato dal 1994 ad oggi e la smetta di fare la vittima dei giudici, di gridare al lupo al lupo. Alle accuse risponda con i fatti: ai giudici risponda come sta facendo ridicolizzandoli nei tribunali, al Paese risponda con le riforme promesse, all'opposizione non risponda più, mai più. E non sprechi altro tempo: gli restano solo due anni.  Intanto il PdL rifletta bene cosa fare nell'immediato futuro. Su duscute di  primarie , di non primarie, di coordinatori o di coordinatore unico, ma non è la strategia, non la procedura che premia un partito, ma il suo programma, le sue riforme, il legame con il Paese e con i suoi reali problemi. Una preghiera: oltre a quelle indicate, urge la riforma istituzionale, la riduzione dei parlamentari, la cancellazione dei loro privilegi, una nuova etica istituzionale. Cosa aspettiamo?



MAGISTRATURA E GIUSTIZIA


Chi non ricorda l’abiura che, secoli orsono, fu imposta dalla Giustizia inquisitoria di quei tempi a Galileo la cui colpa fu quella di essere andato contro le “ credenze popolari” in tema di cosmologia dell’epoca? Il Tribunale dell’Aquila , attualizzando ai tempi d’oggi l’orrore ed il fastidio per la sua fastidiosa invadenza priva di ritegno, ha sentenziato che il Professor Briaschi e gli altri sei membri della “ Commissioni Grandi rischi” si debbano difendere in giudizio dall’accusa “di aver fornito informazioni imprecise, incomplete e contraddittorie sulla pericolosità dell’attività sismica , vanificando le attività di tutela della popolazione”.

Nel Paese dove prosperano pataccari, guaritori, maghi, sensitivi , ciarlatani, imbonitori, – ricordiamo di mettere in questo conto anche quel farfuglione di Presidente del Consiglio dei Ministri degli ultimi due Governi del centrosinistra , l’esimio Professor Romano Prodi, il quale dichiarò ( in un Tribunale non in un’osteria e senza alcuna remora per il ridicolo) che “ nel corso di una seduta spiritica fu un piattino che si muoveva a comunicargli che Aldo Moro era tenuto prigioniero a Gradoli “ e d anche lo stupefacente fatto che fu anche creduto dai Magistrati e dai lettori di Repubblica, de Il Corriere della Sera, ecc !- come meravigliarsi ancora di una Magistratura che , ma solo dall’Aquila sia chiaro, solo dal terremoto dell’Aquila, quello dell’era berlusconiana, pretende, per la stucchevole teoria dello stato complottardo , che “le tremblement de terre” abbia dei “ rei”? Colpevoli di terremoto, per aver fornito informazioni imprecise, incomplete e contraddittorie sulla pericolosità dell’attività sismica , vanificando le attività di tutela della popolazione. E’ una strano caso, ma i Magistrati dell’Aquila intendono perseguire solo la Commissione Grandi rischi per il terremoto dell’Aquila, anno 2009 dell’era berlusconiana. Tutto prescritto, ritengo, con buona pace di tutti questi ridicoli sinceri democratici, per il terremoto di Messina, per quello del Friuli, per il crollo del Vajont, per il terremoto dell’Irpinia, per quello del Belice, per quello di Napoli, per quello dell’Umbria ed anche per lo tsunami del Giappone.

Antonio Fazio, ex Governatore della Banca d’Italia, era convinto che fosse cosa buona e giusta salvare la BNL dalle grinfie di gruppi stranieri : era la famosa “ italianità”, un punto di vista che spinse Fazio ad agevolare la creazione di una cordata – un po’ ridicola, alla “ Banda degli onesti” o ai “ I soliti ignoti” – composta da un banchiere di Lodi, Fiorani, dall’Unipol delle Cooperative rosse di Consorte e da altri finanzieri più di nomea che di sostanza. Massimo D’Alema tifò apertamente per la combriccola , lasciando anche stavolta il segno della sua jattura: la cordata fallì. Grattarsi sempre quando si parla di D’Alema. Il fallimento di quell’operazione determinò le dimissioni di Fazio. Chi sbaglia paga. Ma la Magistratura ha ora sostenuto che la scelta di sostenere quella cordata è per Fazio –non per D’Alema, caso strano – non un errore ma bensì un reato penale, condannandolo in primo grado. Al di là della vicenda penale, resta lo sbigottimento ed il fastidio dell’invadenza impudica dell’iniziativa giudiziaria che tende a farsi arbitro, attraverso un’anomala estensione del reato penale, di scelte che spettano di diritto alla responsabilità ed alla discrezionalità ( discrezionalità che non è un reato penale) di autorità istituzionali di alto livello. Non discuto della sentenza, trattandosi poi di un primo grado, discuto invece della tendenza che essa rappresenta ed incarna: la discrezionalità propria delle cariche istituzionali messa sotto il controllo della lente giudiziaria. Si sta delineando un Paese schiavo della Magistratura, una sorta di Stato di Polizia Magistrale, incamminato verso un immobilismo assoluto nel timore di iniziative giudiziarie contro le proprie discrezionalità. In un Paese come il nostro, già fermo ed ingessato da catafalchi sindacali ed istituzionali, non si sentiva certo il bisogno di una spinta all’immobilismo, alla deresponsabilizzazione, al quieto vivere. Ci avviamo dunque in un clima di paura e di sospetto degno della Stasi, al governo minimo dell’esistente, senza la minima possibilità di innovazione.

Cannigione martedì 31 maggio 2011


Gaetano Immè

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