Gaetano Immè

Gaetano Immè

giovedì 5 maggio 2011

LA MAGISTRATURA: UNA VERA COMMEDIA ALL'ITALIANA, ANZI UN CINEPANETTONE

 Giovanni Brusca, ieri, ha accusato di collusione con la mafia praticamente tutta la classe politica. Le denunce (degne , direi , di un mercatino rionale ) e del tipo " merce udita e gradita" (  insomma all’ingrosso ) del  mafioso non hanno risparmiato quasi nessuno: “Nel ’92, Cosa nostra aveva rapporti con la sinistra, con politici locali, con Lima e, a livello nazionale, con Andreotti”, ha detto Brusca, secondo il quale “Marcello Dell’Utri e Vito Ciancimino volevano portare a Riina proprio la Lega nord e un altro soggetto politico che non ricordo”.

Non è farina del sacco di Brusca, la sua improvvisa voglia di esternare è semplicemente il motriciattolo nato  dalla logica innescata dalle procure. Il “‘pentitismo’ nasce da un abuso dei magistrati, che assicurano ai delinquenti premi che sono “ fuori dalla Legge” ( eccola la vera trattativa fra Stato/Magistratura e Mafia, eccoli i responsabili, altro che cercare chissà dove!) in cambio delle loro rivelazioni. I magistrati dicono: ‘Trattiamo noi con i mafiosi arrestati’. Una delle assurdità del nostro codice di procedura penale è il fatto che un P.M. possa indagare non perché già esista un reato, ma perché costui va alla ricerca di notizie di ipotetici e presunti reati. In sostanza, il P.M. indaga sulle ipotesi di reato ed usa i pentiti come mezzi di prova, li istiga a rendere le loro confessioni sempre più clamorose. E per di più, invece che " il tintinnar di manette" - che spesso questa Magistratura da cinepanettone  ha usato solo " contro " servitori dello Stato - ecco i Magistrati far assaporare, fare intravedere ai " pentiti o collaborati" tutto il menù dei ricchi premi e cotillons che li aspettano al termine delle loro dichiarazioni.

Ricordo , per la cronaca e per la storia di questo disgraziato Paese, che allorquando esplose il caso Tortora , con i suoi Melluso ad aprire bocca e dargli fiato , non c’era la legge che premiava il “ pentitismo” . Allora valse il detto tutto italiano “ fatta la Legge, trovato l’inganno”: chi meglio dei Magistrati era in grado di escogitare l’aggiramento legale della Legge? Così i Magistrati premiavano i familiari di chi parlava e pian piano venne in uso e si affermò lo scellerato scambio , non certo dissimile concettualmente dallo sciagurato progetto che uno Stato si metta d’accordo con la malavita . ( Moro docet), tra il materiale che il pentito offriva  a chi conduceva le indagini e la concessione di favori, soldi, impunità. Il pentito si ritrova corteggiato da Magistrati, dalla stampa, dalle televisioni, dagli editori. Diventa persino un'icona ed anche ricco, scrive libri, tiene conferenze, fa comparsate televisive. Così viene indotto a svelare contorni similveri, così viene spinto,  quando serve , a giocare di malizia e d’astuzia , a valutare se è meglio condurre la danza oppure lasciarsi guidare nel valzer delle dichiarazioni dagli stessi Magistrati. Basta un semplice sguardo ai verbali egli interrogatori dei pm Antonio Ingroia e Antnino Di Matteo a Ciancimino Jr., in quanto Ciancimino Jr. racconta sempre fatti “ de relato”, riporta ricordi di parole del padre morto, ma sempre su sollecitazione, direi quasi su imbeccata dei suddetti due P.M.

Insomma, se c’è qualcuno in Italia che ha trattato di sicuro con i mafiosi questi sono i magistrati. Perché non applichiamo a costoro lo stesso trattamento che costoro hanno riservato ai servitori dello Stato come Contrada, come Mori, come Andreotti, come Mannino ecc?  Semplice: perché NON ESISTE UN'AUTORITA' CHE POSSA ESAMINARE IL COMPORTAMENTO, LE ZONE GRIGIE, I COMPROMESSI, GLI SCEMPI, GLI ERRORI, LE COLLUSIONI , GLI STESSI REATI PENALI (quali quelli riconducibili all'articolo 289 del codice penale relativo all'attentato all'ordine costituzionale ) che hanno commesso e commettono i Magistrati . Eccola la loro potenza, la loro prepotenza, la loro arroganza, la loro totale, completa impunità, la vera, unica, totale, medioevale, anticostituzionale impunità.
Per i magistrati di Palermo,  Caltanissetta e di Firenze che indagano sui presunti mandanti delle stragi di mafia, se lo stato ha trattato con i mafiosi, va processato. E per quale motivo lo Stato, un qualsiasi Stato, non deve essere libero di trattare con chi gli pare e piace? Perché uno Stato non deve trattare anche con dei criminali se tutto questo vien fatto per il benessere dei cittadini? Quale sarebbe, insomma, il reato penale che viene commesso da uno Stato che patteggia , per esempio, con una mafia per far cessare le stragi di innocenti ?

Il reato non esiste, semplicemente NON ESISTE .

Tutto questa brodaglia altro non è che il mostriciattolo che è stato partorito da quella cultura post sessantottina , secondo la quale “ i P.M. sarebbero gli avamposti della legalità” e “lo stato un traditore”. E così, lentamente, gli atti di elaborazione concettuale di Magistratura democratica sono passati nel sangue di questa  magistratura corporativa e fascistoide ed ora che la politica prova a tirare le briglie -che ha lasciato colpevolmente e troppo a lungo sciolte - il cavallo della magistratura si imbizzarrisce. E reagisce, non ritenendosi più un pezzo delloStato , ma espressione ormai di un qualcosa che sta , al contrario di quello che stabilisce la " sacra" Costituzione , al di sopra del  potere politico . Sono un’elite dotata di un potere anticostituzionale , di un potere che per definizione non è elettivo; di un potere che si compra superando un semplice concorso .Roba da matti.


CARO MACALUSO, UNA GAFFE IL TUO ESORDIO A IL RIFORMISTA

Partenza col piede sbagliato de Il Riformista, formato Macaluso. Perché dal titolo e per la carriera “ migliorista” del Direttore, per la sua bella età per la quale pensi che l’ideologia e gli stereotipi non abbiano più presa sulla ragione, ti aspetti molto ma molto di meglio di quello che un Federico Fornaro ha scritto su Il Riformista del 30 Aprile 2011.

Non capisco perché Fornaro Federico abbia così tanto in odio la Lega, tanto da ridurla alla solita parodia stantia , miserabile, demenziale delle quattro uscite di un Borghezio o le ormai remote urla secessioniste. Da un intellettuale del suo calibro, da un simile giornale che vanta un titolo tanto impegnativo, ci si aspetta qualcosa di onesto, qualcosa di credibile, qualcosa che abbia sostanza di argomentazione e non la solita solfetta romano centrica che spera così, con il semplice dileggio, di coprire il successo politico enorme della Lega che dal 1993 ad oggi si è incrementata molto di più di tutti gli altri partiti politici, compreso anche il PDL e che sicuramente ha schiacciato il PD ad un target che è sceso dai tempi belli del 32% al suo odierno 25%. Capisco la rabbia ed il rancore di chi , come un fascista che si rispetti, non fa altro che ricordare “ i tempi belli”, ma credevo e ritenevo che Il Riformista fosse un giornale dove si dibattesse in punta di politica e che non si prostituisse a diventare – per far concorrenza a Il Fatto – una sorta di gazzetta delle osterie . A Fornaro faccio presente che è sciocco ed inutile cercare di confutare le politiche della Lega ricorrendo sempre ad un Borghezio da tirare in ballo o alla secessione , senza controbattere le politiche con argomenti politici, ma buttandola, come tutti gli altri giornali di sinistra, in caciara.

A Fornaro forse sfuggono gli argomenti validi da porre sul tappeto: se li faccia prestare da qualcuno che conosce meglio di lui la vita e l’ideologia della Lega Nord. Se la Lega teme che le bombe sulla Libia provochino un’ulteriore ondata di migrazione a carico dell’Italia, come dimostra la prima fase della guerra in Liibia che ha prodotto arrivi clandestini di circa ventimila derelitti, esprime un’opinione legittima; se la Lega sostiene che di conseguenza tutto ciò graverà sulle spalle dei contribuenti italiani e che la maggior parte del peso finanziario spetterà certamente al Nord Est che già oggi ricopre da solo la metà del PIL di tutta l’Italia, non è che un dato di fatto riscontrabile da chi sappia leggere e scrivere; se la Lega poi conteggia in cinquanta miliardi di Euro l’assegno che ogni anno il Nord Est paga a tutto il resto dell’Italia, somma che da sola riesce a mantenere quasi tutte le Regioni del sud, anche questo è un dato ISTAT, lo si legge con o senza occhiali. Se la Lega vede male questa Europa dei burocrati e dei tecnocrati e sogna un’ Europa dei popoli, un’ Europa che faccia salve le sacrosante autonomie nazionali, non fa altro che esprimere i principi che l’hanno condotta ad essere il terzo partito politico italiano in venti anni . La verità, cantava la Caselli, ti fa male, lo so.


DEDICATO A VALTER VELTRONI E CHE PIROSO SI ALZI DALL'INGINOCCHIATOIO!!!!

Ho sentito sere orsono , a LA7, nella trasmissione “ Niente di personale” condotta da Antonello Piroso, l’On. Veltroni ribadire alcune cosette che vale la pena di ridiscutere.

In primo luogo l’On Veltroni pare non abbia alcuna intenzione di prendere le distanze da quella iniziativa, denominata “ “Flotilla 2 “, iniziativa che arriverà al Parlamento europeo nei prossimi giorni, dettata da una esplicita solidarietà con Hamas e da altrettanto esplicita ostilità contro Israele. Si tratta di una manifestazione organizzata con una ventina di imbarcazioni provenienti da una quindicina di Paese, tra i quali vi è anche l’Italia, che salperanno a fine mese. Veltroni è comunque in buona compagnia, perché hanno aderito all’iniziativa anche personaggi come la Bindi, come Vendola, come Pisapia, come Bersani solita compagnia di giro, compreso quell’ex nostro Ministro degli Esteri del 2008 , governo Prodi Unione, che andava a spasso a braccetto con assassini di Hamas a Beirut , come se invece di rappresentare l’Italia intera, stesse in una gita di Pasquetta “ for de porta”!. A questa “ Freedom Flotilla 2 “ ciascuno è libero di aderire, sono fatti suoi e della sua coscienza. Certo che proporsi, come fa sempre Veltroni come una sorta di oracolo di Delfo che svela, bontà sua , al popolo rozzo e stolto quale sia la vita da seguire per salvare l’Italia dal disastro berlusconiano, appoggiando sfacciatamente la politica assassina di Hamas contro l’unica vera democrazia del medio oriente specie dopo che la stessa Hamas ha innalzato Osama bin Laden sull’altare di una divinità, lo trovo vomitevole ed indegno di una persona equilibrata. Impossibile significare qualcosa di positivo se si vuole inseguire il falso arrogante violento squadrismo pseudo-pacifista del povero Arrigoni. Da parte di Piroso ,davanti a Veltroni , sull’argomento, silenzio, nessuna domandina " scomoda", per caità!. Ricordo che LA7 è della Telecom e che la Telecom fu venduta “ ai capitani coraggiosi” cari a D'Alema ( che se la presero dall’IRI di Prodi a quattro soldi) con quattrini presi delle nostre Banche ( dunque non loro)  e che fu poi rivenduta a qualche allocco  di " elegante e distinta presenza, ben brizzolato, molto " à  la page" , dotato di bella moglie tunisina  d'ordinanza  e di quattrini a palate e che quella cessione determinò tangenti miliardarie sulle quali ancora non è stata fatta luce. Una per tutti: cinquanta milioni di Euro nella disponibilità estera di Consorte, presidente dell’Unipol. Insomma Piroso, sola educazione pelosa e fuori posto o chiaro esempio di evidente servilismo?

Identica posizione, tipica di chi dice “ yes we can” o “ ma anche “, Veltroni l’ha riservata ad una iniziativa che definire “ idiota” mi pare poco. Metti tutta una serie di “riccazzi” altamente democratici ( allora: intanto il Baricco, quello che scrive romanzi da quindi paginette, poi Odifreddi quello che capisce tutto lui e gli altri sono solo merdaccia, poi ci metti Faletti, che deve tenersi buoni i suoi lettori di sinistra, Lellina Costa, Riccardo Illy, Matteo Marzotto ed altri ) , tutti insieme su un meraviglioso veliero da venticinque metri, ospiti di u n tale Oscar Farinetti, il fondatore di “Eataly “, a navigare verso New York dove arriveranno verso la fine del mese, dopo trenta giorni di cene, fluts ghiacciati, risatine, occhiatine d’intesa e stronzate del genere. Nel contempo – udite udite – essi scriveranno, come Mosè sul Sinai, tra manicaretti e champagne brut le “ sette regole sette “ che l’Italia dovrà adottare per salvarsi dall’imminente tracollo causa Berlusconi. Queste regole, scritte forse sulle Tavole( non della nave, ma scese dal cielo) , saranno poi a New York consegnate al Console italiano che, certamente, le custodirà in una teca messa sotto la sorveglianza di venti o trenta componenti della Seal Navy americana. Come una copia originale del Vecchio testamento, della Bibbia, del Vangelo, del Nuovo Testamento, della Dichiarazione d’Indipendenza americana verrà traslata con un superprotetto “ Special Force One” in Italia, dove verrà forse messo su un altare al centro del Parlamento e dove tutti dovranno inginocchiarsi per rendere grazie a questi “ ricchi idioti”. Nulla da dire anche da parte di Piroso. Forse è un seguace del detto “ il silenzio è d’oro”.

Ridicola,incredibile ed indifendibile  è poi la posizione di Veltroni sulla questione della storia del nostro Paese degli anni 1992 e 1993. Perché l’ex sindaco di Roma ha detto testualmente “ chiedo al Presidente dell’Antimafia di convocare Berlusconi per capire se è stato contattato – come sostiene Brusca - con quali richieste e in quali circostanze”. Forse non tutti l’hanno pensato, ma la ridicolaggine del “ pentitismo” ondivago , quello che va in onda nelle Procure di Palermo, di Caltanissetta e di Firenze, è giunto allo zenith. Pensate: bruciato ed anche incarcerato quel Ciancimino Jr ( un diffamatore ed un falsario conclamato, che ha preso per i fondelli le due Procure siciliane, quella Toscana, gli Annozero dei Santoro e dei Trahvaglio e delle Borromeo, i Ballarò dei Floris e dei sinistri, i Fazio e i Savano dei “ vieni via con me”, le Littizzetto , le ridanciane e grassocce Dandini, i Vergassola, i Benigni, e ) sul quale la sinistra e la Magistratura politicizzata alla Ingroia contava per addossare a Berlusconi “ anche” le colpe dello stragismo degli anni 92/93 – mentre peraltro la Commissione nazionale Antimafia ha accertato che gli accordi fra Stato e Mafia furono invece opera di Conso, di Scalfaro e di Ciampi , cioè tutto nel  centrosinistra - , bruciato dicevo Don Massimino ,  ecco il “ pentitismo” lanciare una vera e propria OPA ( vuol significare Offerta Pubblica di Attenzionamento , roba da mafia ) con un pronto sostituto. Brucia Ciancimino Jr? Ed ecco pronto un Giovanni Brusca per  sostituireil diffamatore e pataccaro arrestato, morto uno sotto un altro. Non uno qualsiasi, uno da centocinquanta  omicidi, uno che ha sciolto nell’acido un bambino, uno che ha schiacciato il bottone per fare esplodere il tritolo che ha sterminato a Capaci , insomma una persona proprio giusta, proprio un protagonista credibile per dare il cambio, per fare la staffetta con il pataccaro incarcerato. E Piroso? Zitto e prono; il silenzio è d’oro e serve pure al portafoglio quando uno “ tiene famiglia”, più o meno allargata. Dunque Veltroni non capisce che per apparire – almeno apparire – responsabile un politico che aspira ancora a dire la sua sul PD deve anche essere credibile. Glielo ha ricordato anche il " compagno" Napolitano, dall'alto del Colle. E come si fa ad essere credibile se Veltroni poi crede ad un Brusca? Crede a chiacchiere, ad opinioni, a racconti, a cose e parole riportate “ de relato”, ma che non hanno  avuto uno straccio di verifica. Una classe politica che abbia almeno il minimo rispetto di sé stessa e  sopratutto delle Istituzioni, ma neanche lontanamente può pensare di prendere in seria considerazione , direi quasi come se fosse una accertata verità , le chiacchiere non riscontrate né riscontrabili di un pluriomicida, di uno che era soprannominato “ lo scannacristiani” . Una classe politica che sappia farsi rispettare, una classe politica che abbia veramente gli attributi e le capacità per combattere con lealtà e con sistemi democratici l’avversario politico ( che non è il nemico), nonè tanto igorante o tanto infingarda da  affidare  la scrittura della Storia del Paese ( quella degli anni 1992 e 1993) né ad uno scanna cristiani né tanto meno ad una Magistratura, della cui invadenza anticostituzionale si rende così meschino ed asservito complice, né può ritenere che la storia del Paese debba seguire un preciso tracciato ideologico invece che la via dlla sola verità. Prima di fare parlare e far dire cose senza riscontro a questo scanna cristiani forse era doveroso, per chi avesse un minimo senso di responsabilità e di onestà, fare le dovute verifiche ed i necessari riscontri. Che non sono stati fatti. Ma che razza di politico è Veltroni? E che razza di giornalista è Piroso? E che razza di trasmissione è la sua " NdP"?


PRIMO MAGGIO E SOLITE CRETINATE DI MARCORE’.

Mai vista in giro tanta Giustizia, i magistrati stanno dappertutto, sembra di essere sotto la Stasi e  direi quasi che ormai i ricchi ed impuniti Magistrati, i ricchi cantanti, gli opulenti saltimbanchi, hanno ormai okkupato il palco in occasione del primo maggio. Segno dei tempi: la festa che dovrebbe celebrare “ il lavoratore” – quello che tira avanti con milletrecento euro al mese con fitto, moglie e due figli da mantenere e che poi diventa il pensionato che deve tirare a campare con mille euro al mese, insomma il solito Tafazzi - è invece tutta dedicata alla ricca elite che pretende la guida del Paese senza vincere alcuna elezione popolare. Dico io: a San Giovanni Gherardo Colombo con Neri Marcorè – non certo due proletari – Armando Spataro che commenta Dylan su Il Fatto Quotidiano, Piercamillo Davigo nuova Paolina Bonaparte mollemente disteso sul divano della trasbordante e ridanciana Serena Dandini e del finto tonto Vergassola, credo che mi sono perso altre chicche, ma basta così.

E giù “ minchiate” a gò gò, da far rabbrividire chi, come il sottoscritto , non essendo né un’”anima bella” né un “ sincero democratico” e non avendo quindi messo il proprio cervello in cantina ( essendo quindi uno che ragiona di suo, con la sua di testa e non con quella dei “ maestri del pret a penser” come la Spinelli, come Scalfari o come tale Michele Serra) ( quello che cambia travestimento ad ogni piè sospinto, così ieri su La Repubblica si è presentato mascherato da “ cattolico apostolico romano” dopo tanta vita da mangiapreti ) , esamina quello che sente e quello che vede . Così ho sentito Marcorè, Neri Marcorè  chiedersi pleonasticamente, con la sua faccetta un po’ da finto ebete , alla Fazio ( come quelli insomma che non hanno  il coraggio delle proprie opinioni e che si limitano a lanciare il sasso nascondendo la mano  sperando che il compare di battuta  -  Saviano o Littizzetto o Colombo - faccia poi il lavoro sporco ) , davanti ad un compiaciuto Gherardo Colombo, “ …chissà come mai i referendum elettorali vengono sempre fissati in periodi come metà giugno e come mai nella storia d’Italia non siano mai stati fissati, per esempio, a metà febbraio o a metà novembre…”. Chi
“ ignora” ed è quindi “ ignorante” capisce una sola cosa: che il “potere” vuole così impedire che il popolo esprima la sua voce chissà per quali reconditi ed abietti fini! . E Colombo, Gherardo Colombo, un Magistrato, anzi “ nu Magistratone”, zitto, a sorridere, senza aprire bocca, inginocchiato, servile, disonesto, ignobile, miserabile. Una scena disgustosa. Perché le date dei referendum non le decidono i governi, Signor Marcorè, ma una legge, una legge vecchissima, la legge numero 352 del 25 maggio 1970, che Marcorè evidentemente neanche immagina che esista ( ma perché non si informa prima di sparare cazzate per fare scena ed effetto su poveri ignoranti approfittandosi della loro plebea ignoranza?) ma che un Magistrato ( come diceva un altro grande “ magistratone”, tale Antonio Di Pietro, quando parlava di partiti politici di centrodestra ) “ non poteva certo non sapere”. Eccovela.

                                                                              Legge 25 maggio 1970, n. 352


              
                                Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo


(                                                                       G.U. n. 147 del 15 giugno 1970)


(estratto)


34. - Ricevuta comunicazione della sentenza della Corte costituzionale, il Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei Ministri, indice con decreto il referendum, fissando la data di convocazione degli elettori in una domenica compresa tra il 15 aprile ed il 15 giugno.





I MAGISTRATI HANNO RIESUMATO IL CODICE FASCISTA ROCCO, MA SOLO CONTRO LASSINI

Con un’iniziativa che ha dell’incredibile, la Procura di Milano ha incriminato Roberto Lassini ( quello dei manifesti con scritto “ fuori le B.R. dalle Procure”) per il reato di vilipendio . Lassini aveva fatto stampare quei manifesti per esprimere una sua opinione politica, un pensiero ed una opinione che rientra nel novero di un sano e democratico dibattito politico in quanto anche suffragato, nella storia del nostro Paese, da fatti e scritti degli anni settanta. Dunque siamo certamente al vero e proprio “ regime”, quello dei Magistrati, che vogliono imporre la loro volontà al popolo italiano senza esserne stati eletti, che vogliono fare e disfare le Leggi fregandosene della Costituzione che conferisce questo potere solo al Parlamento e che oggi rispolvera ed applica, con mano pesante, lo spettro del “ reato d’opinione” contro Lassini. Roba da Unione Sovietica, roba da Regime fascista, roba da regime hitleriano: e tutti zitti. Zitte le anime belle, zitti i giornalini democratici, zitto Travaglio, zitto il Corriere della Sera, zitta Repubblica, zitti insomma tutti quelli che manganellano come fascisti quando le opinioni sono di centrodestra e che le ignorano e le esaltano quando le opinioni provengono dal centrosinistra. Davigo docet, Davigo un Magistratone che dice " I politici sono come le B.R." non è vilipendio. Ma ormai in questa Italia non ci resta che sperare in questo benedetto Berlusconi, per rivoltare questo Paese talebano come un calzino e togliergli da dosso tutta la muffa cvomitevole he lo ricopre e lo soffoca . Riforme! Riforme! Riforme!



Roma giovedì 5 maggio 2011

Gaetano Immè

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