Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 6 maggio 2011

CAMILLERI IN POLITICA CON L’UDC SICILIANA, QUELLA DEI CUFFARO, DEI LOMBARDO, DEI CONDANNATI E DEGLI INDAGATI PER ASSOCIAZIONE MAFIOSA




Calogero Firetto dell’ Udc - che in Sicilia vuol dire soprattutto Salvatore Cuffaro, l’ex Governatore della Regione oggi in galera per concorso esterno in associazione mafiosa - che si è ricandidato alla guida della città di Porto Empedocle, ha indicato fra i primi nomi della sua eventuale prossima squadra di amministratori proprio Andrea Camilleri con il quale ha condiviso, in questi ultimi anni, molte iniziative culturali. “Camilleri - dice Firetto - ha accettato con entusiasmo”. Sottolineo che un altro nominativo indicato per la Giunta comunale di quella città sicula è quello dell’ex ministro della Pubblica istruzione, ex senatore sempre dell’Udc, il Professor Francesco D’Onofrio. Insomma, la logica e la coerenza vanno a farsi benedire non appena passi lo Stretto di Messina e arrivi in quella benedetta isola. Solo in Sicilia , oltre che ad Olbia ( sempre di isola si tratta ) possono stare pappa e ciccia, culo e camicia, fascisti e comunisti, come Lombardo ha fatto nella sua Giunta Regionale siciliana. Una vera goduria vedere tornare a guidare una città vecchi squadristi fascisti e trinariciuti pajettini . Ora quel “ laboratorio fascio comunista” siculo sta però per implodere, ma i suoi effetti han fatto breccia nei cuori di chi fascio comunista lo è sempre stato, da una vita. Proprio come lo scrittore Andrea Camilleri, anche se lui finge di non rammentarlo.

Nulla per la verità è stato detto dallo scrittore che potrebbe dunque accettare l’incarico in pectore in attesa delle urne. Nulla da eccepire in linea culturale, molto da controbattere sempre in linea di cultura. Ma molto invece da obiettare in linea di una coerente logica politica. Da sempre considerato di simpatie di sinistra, già fascista militante , poi tesserato col Pci, lo scrittore siciliano è ora pronto ad appoggiare un partito ( l’UDC) che ha prodotto un Cuffaro condannato per associazione mafiosa ? O un indagatoLombardo  per lo stesso reato ? Fatto sta che il celebre creatore del Commissario Montalbano, icona della sinistra ricca ed elitaria, membro fisso della “ghenga di Scalfari” , in odore di sinistra e di anti-berlusconismo militante e viscerale (viste le sue numerose esternazioni passate e recenti) , uno che davanti dice di essere “ per la legalità, senza se e senza ma “, uno che ha urlato come un ossesso “ fuori gli indagati dalle cariche pubbliche “, ora presta la sua faccia, la sua disonestà intellettuale, la sua pelosa rettitudine ( evidentemente solo di facciata ) in cambio di una misera poltroncina comunale, a favore del partito di mafiosi condannati, come Salvatore Cuffaro e di mafiosi indagati, come Lombardo. Bella lezione di legalità in Sicilia. Complimenti vivissimi !


PER FAVORE, METTERE LA MUSERUOLA AI CANI


E’ buona norma mettere la museruola ai cani, specie quando li si lascia liberi. E invece Carlo De Benedetti, l’editore di La Repubblica, svizzero per il fisco ed italiano per raccattar piaceri e soldi, andrebbe multato dalla protezione animali perché ignora questa norma e il suo fidato cane da guardia, tale Ezio Mauro, da vero “ cane da guardia” -anche ben pagato- una volta che ha visto il suo “ padrone” in pericolo s’è lanciato contro “ il pericolo” alla cieca, rimediando una musata contro il muro, una figura barbina. Con ordine. Mesi orsono fu varata una disposizione che consentiva a chi avesse già vinto nelle Commissioni Tributarie di Primo e di Secondo grado contro accertamenti fiscali e simili, di chiudere il contenzioso versando una certa cifra. Sono pratiche da secolo scorso, pratiche che si protraggono da decenni , che costano allo Stato per mantenere Giudici Tributari , che costano alle imprese per foraggiare legali, commercialisti e simili e, sopra tutto, dalle quali lo Stato non riceverà alcun profitto per il semplice motivo che dopo un Primo e dopo un Secondo grado perduto, la Cassazione – ultimo grado del giudizio fiscale – non solo viene ingolfata in misura gravissima da tali incombenze ma difficilmente potrà rivoltare le due precedenti decisioni. Dunque, questo blog lo aveva a suo tempo già scritto, una norma di alleggerimento per le finanze dello Stato, di alleggerimento per le finanze delle aziende interessate e sopra tutto, una norma che permetteva allo Stato di incassare qualcosa invece che niente. Bene. A quel tempo La Repubblica urlò indignata allo scandalo, alla “ legge ad personam” per il semplice fatto che di quella norma avrebbe potuto beneficiare anche qualche impresa riconducibile a Berlusconi. Scrissi a quei tempi che l’ipocrisia non ha fine, perché quella norma poteva essere utile anche a Berlusconi, come a tutti, perché tutti possono anche essere azionisti o proprietari di aziende interessate. Inutile, fiato sprecato, perché Travaglio, Ezio Mauro, Padellaro, De Gregorio, ci dettero dentro alla grande per rappresentare questa norma come uno scandalo che Berlusconi si era cucinato per i “ cazzetti suoi”.Amen!

Passano i mesi, passano anche gli anni e che si scopre? Si scopre che l’editore di Repubblica e dell’Espresso, lui, l’editore svizzero per le imposte ed italiano per gli incassi, ma non ti va ad utilizzare , per i cazzetti suoi, la stessa norma? Ma come, prima lascia sciolto il suo cane da guardia ( Ezio Mauro ) che abbaia alla luna contro questo schifo di norme ad personam, norme che sono la schifezza di questo Paese, che devono essere cancellate , stralciate, strappate e poi, sotto sotto, di nascosto, contando sulla scarsa memoria degli italiani che ti combina? Presenta anche lui la sua brava adesione alla norma, risparmia anche lui tempo e quindi soldi e paga anche lui quello che c’è da pagare. Sarebbe la solita sinistra, quella del “ chiagne e fotti”, quella che la sera in terrazza, davanti al flut di champagne gelato ciarla contro il “ regime berlusconiano” e contro un Governo che non fa nulla per tutta quella povera gente che non arriva alla quarta settimana, mentre durante il giorno frequenta salotti letterari, librerie, redazioni, uffici RAI, partiti politici intascando laute prebende alla faccia di chi non arriva alla terza settimana. La solita solfa. Come si dice: nulla di nuovo sotto il sole.

E invece l’editore svizzero per le imposte da pagare ed italiano per gli imbrogli da fare che ti combina? Dimentica, colpevolmente, di mettere la museruola al suo fidato Fido e questi non trova di meglio che, visto scoperto il suo adorato e ricco padrone colto con le mani nella Nutella che a parole prima aborriva, essendo un cane , con un cervello da cane non ti va ad abbaiare che “ il suo padrone ha solo applicato una Legge Italiana e che altro conto è fabbricarsi una legge per se stesso”? Non cercate la logica, non cercate nulla: di un cane si tratta. Ed anche di un cane scemo. Perché solo un cane scemo si mette ad abbaiare al conflitto di interessi per quella norma, quando il suo padrone si era costruito almeno due belle norme “ ad Carlum “ da fuggire a Timbuctù per non tornare più! Vedi che vuol dire essere un cane ? Vedi che vuol dire ragionare come un cane? Vedi che vuol dire essere ignorante come un cane? Però, dato che io amo i cani, allora glielo voglio dire ad Ezio Mauro, buon cane da guardia. Ehi, Fido Mauro, cuccia e stammi a sentire: tu hai sbagliato padrone, quello lì ti fotte e ti imbroglia e tu gli vai dietro e come un cane scemo imbrogli chi ascolta il tuo abbaio. Ma tu lo sai che il tuo padrone , amico di Prodi - con il quale combinò diversi affari succulenti sulle spalle dell’IRI - ricevette da un Governo di Prodi stesso, in splendido regalo omaggio, con una disposizione nascosta fra l’allora usuale “ mille proroghe”, una bella licenza per salvare la sua Omnitel? Ma tu lo sai che il tuo padrone, quando era a capo della Olivetti, si fece fare dal suo Presidente ( dell’Olivetti!) tale Bruno Visentini , anche Ministro delle Finanze, una bella legge che introduceva l’obbligo per tutti i commercianti dello scontrino fiscale che veniva emesso solo dai registratori di cassa che produceva “ solo” la Olivetti? Le sapevi queste ribalderie del tuo padrone? No? Peccato! Gagliofferie e ladrocini belli e buoni, truffe vere e proprie, queste sì ai danni degli italiani, nel silenzio assordante di tutti i suoi cani da guardia.


UN VERO SCANDALO QUESTA TRATTATIVA STATO MAFIA ORGANIZZATA DALLA PROCURA DI PALERMO. VOGLIAMO LA VERITA’

Inutile girarci intorno: la gestione del pataccaro Ciacimino Jr da parte delle Procure di Palermo e Caltanissetta è ormai oggetto dei lavori di una commissione del CSM, con il consenso esplicito – ce ne congratuliamo – del Capo del CSM e Capo dello Stato. La situazione è, però, un poco confuso ed allora vale la pena cercare di delinearla brevemente. Si parte dal Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso il quale aveva provato a dirimere la discrasia fra le due Procure siciliane, dato che quella di Palermo ( degli Ingroia, dei Messineo, dei Di Matteo) considerava Ciancimino Jr attendibile nelle sue esternazioni “de relato” non ostante che quella di Caltanissetta lo avesse di già mandato a quel paese, scaricato, definito inattendibile e, sopra tutto, indagato per “ calunnia”. Ora nessuno si può più rifugiare dietro comodi paraventi ed alibi fantasiosi: da Palazzo dei Marescialli si vuole, si pretende di sapere come sia stato possibile che la Procura di Palermo riconoscesse dignità e credibilità ad un condannato per riciclaggio il quale ha approfittato dei tre anni durante i quali ha recitato la parte di oracolo di Delfo per i Magistrati palermitani per salvaguardare il suo ingente patrimonio – quello per il quale fu accusato di riciclaggio, proveniendogli dal padre Don Vito Ciancimino , fior di mafioso – con manovre e presta nomi vari sia in Italia che in Romania. Tutti ormai guardano al CSM per sapere come sia mai stato possibile che un pezzo di questo Stato , la Magistratura di Palermo appunto, che andrebbe a caccia di una trattativa fra lo Stato e la mafia in relazione agli anni 1992 e 1993, abbia continuato a credere ed a trattare con questo figlio di mafioso, con questo riciclatore di beni mafiosi, per la bellezza di tre anni, consentendogli di diffamare pubblicamente pezzi delle istituzioni senza addurre prova alcuna se non la sua lingua pluriforcuta , ma capace però di tenere in pugno i magistrati palermitani svelando ed adombrando chissà cosa e magari promettendo loro “ domani vi porto altri documenti”.

Chi mai , se non un pazzo o uno stolto, può ritenere credibile che il tritolo trovato a casa del “pataccaro” fosse veramente una minaccia per lui e per la sua famiglia? Da quando in qua per minacciare qualcuno gli si offrono candelotti di tritolo ed anche metri di miccia? Sappia il CSM, sappia anche il suo Capo on. Napolitano, sappia anche il Procuratore Generale della Cassazione, sappiano tutti questi “ scienziati del diritto e della Costituzione “ che noi tutti ormai vogliamo sapere la verità nuda e cruda e vogliamo anche capire se veramente ci sia un Mangiafuoco che guiderebbe la danza. Vogliamo sapere come mai è stato consentito ad un mafioso pataccaro di infangare il Paese per tre anni, di trasformarsi in una star mediatica grazie ai Santoro, alla RAI, ai Travaglio, ai Padellaro, agli Scalfari, ecc. Insomma signori Magistrati, ritrovate per favore un poco di dignità , fatela finita una buona volta con le sceneggiate alla Mario Merola e diteci come mai vi siete fatti raggirare come citrulli da un pataccaro come Ciancimino Jr, uno già condannato dalla Procura di Caltanissetta, uno che , o marionetta o puparo, vi ha tenuto in scacco ed in pugno con le sue patacche. E siccome voi rappresentate lo Stato del quale siete un Ordine sancito dalla Costituzione, questo vuol dire che la trattativa fra lo Stato e la Mafia siete è proprio questa, siete proprio voi lo scandalo che andate cercando altrove. State vendendo alla Mafia l’onore del nostro Stato per averne in cambio protezione, voti e qualche patacca contro Berlusconi.


LO SCIOPERETTO FARSA

Se persino i rappresentanti di fabbrica della FIOM da Melfi alla Bertone , abbandonano nei fatti concreti la linea della contrapposizione dura e pura e frontale, se tutte le altre categorie della stessa CGIL continuano a stipulare contratti ed accordi in base alle nuove norme concordate con le altre due Confederazioni sindacali ( la UIL e la CISL) , norme che prima della Camusso erano state sdegnosamente respinte; se questo scioperetto era stato programmato per “ fare del male” ( parole della stessa Camusso) e pare non abbia fatto se non un fastidioso solletico sotto le ascelle del Paese; se poi è anche vero che questo scioperetto triste e inefficace lo avete alla fin fine, spinti dalla disperazione e dalla disperazione “ dedicato”, non sapendo che pesci pigliare, ad una mozione generica quale “ una riforma fiscale a favore del lavoro dipendente”, allora vuol solo dire e significare che la CGIL della Camusso altro non è che la riedizione stantia e ripetitiva di una serie di scioperi assolutamente irrilevanti che da anni ormai sforna la CGIL. La verità è che ormai siete stati abbandonati da tutti, siete ormai come i folli giapponesi nascosti dentro la foresta che non sanno che la guerra è finita dal 1945. Siete, insomma, una parodia di un sindacato dei lavoratori, recitate una mascherata per mantenere viva la tradizione del secolo scorso, chiedete magari anche i fondi al FUS visto che ci siete, perché il FUS dovrebbe anche finanziare lo spettacolo che tramanda usi e costumi del nostro passato. Consolatevi con i vostri pensionati che vi seguono per visitare Roma trasportati coi vostri mezzi perché ai giovani non avete la forza di pensare: chi si coccola il vecchiume come voi difende i privilegi castali della politica, della Magistratura, della finanza, delle banche, tutte consorterie che hanno ridotto in schiavitù i nostri giovani. A che servite ?

Roma venerdì 6 maggio 2011

Gaetano Immè

Nessun commento:

Posta un commento