Gaetano Immè

Gaetano Immè

domenica 1 maggio 2011

DEDICO QUESTO NUMERO A



PAPA WOITYLA, L’UOMO CHE I COMUNISTI VOLLERO UCCIDERE PER MANO DI ALI AGCA E CHE HA FATTO CROLLARE IL LORO CRUDELE REGIME, IL PEGGIORE DEL MONDO. SIA GRAZIE E ONORE A LUI , DAL SOTTOSCRITTO LAICO RISPETTOSO, ANCHE SOLO PER QUESTO SUO INESTIMABILE DONO FATTO ALL’UMANITA’ INTERA.


LAMBERTO SPOSINI , CHE STA COMBATTENDO UNA SUA BATTAGLIA PER LA VITA. FORZA LAMBERTO! VOGLIO RIVEDERTI PARLARE IN TELEVISIONE CON L’EDUCAZIONE E L’EQUILIBRIO DI SEMPRE.






UNA GIUSTIZIA PATACCARA

Scoperto che il “ pizzino” di Ciancimino Jr – sul quale si basa tutto il processo della Procura di Palermo guidata dai due P.M. Di Matteo e Ingroia contro Mori, Berlusconi, Dell’Utri, De Gennaro, Mancino , ecc. sulla famigerata trattativa Stato - Mafia del 1993 ( e non ostante la Commissione Antimafia abbia nel frattempo messo alle strette i veri responsabili istituzionali di quell’accordo scellerato promosso da Ciampi, da Scalfaro e da Conso , salvo altri, almeno fino ad oggi ) ( e non ostante ancora che già da circa un anno la Procura della Repubblica di Caltanissetta avesse già dimostrato che quel famoso “ pizzino” presentato da Ciancimino Jr fosse un clamoroso falso )- scoperto , dicevo, che quel famoso pizzino “by Ciancimino Family” è una esemplare “ patacca”, un imbroglio, un documento artefatto e costruito in vitro chissà se anche su ordinazione;davanti ad una misura tanto severa che la Magistratura ha dovuto adottare contro questo “diffamatore” professionale ( che da tre anni spara “ diffamazioni e mascariamenti mafiosi” tratti sempre - è istruito bene il Ciancimino!- de relato da confessioni di quell’altro autentico ed esemplare galantuomo che fu il di lui “ babbo” Don Vito Ciancimino, noto mafioso del gruppo corleonese, Sindaco mafioso e colluso di Palermo per una vita, autore del sacco edilizio della città nell’assordante silenzio del PCI e della DC di allora, rappresentati da gente che oggi milita come se nulla fosse nel PD bersaniano ) come quella dell’arresto;

davanti alla scoperta che a casa del Ciancimino Jr c’era una dose industriale di tritolo con micce ed altre carinerie del genere tali da far saltare in aria diversi palazzi;

davanti ad un simile dirompente sputtanamento che travolge , inatteso come uno tsunami, non solo il “ Ciancimino vivens et orans “ ma anche un certo “ Torrealta scribens “ ( scrittore di “ un libro di pure minchiate” sul preteso quarto livello della mafia, libro costruito tutto su quel pizzino fasullo ) nonché lo stesso P.M “. Ingroia introducens “ ( autore di una entusiastica prefazione del libro di Torrealta nella quale l’introducens fa sfoggio di assoluta certezza sulla validità e sulla probatività del famoso “ pizzino “ );

davanti a queste cose , quando senti il P.M. Ingroia e le varie “ veline delle Procure “, quali Repubblica ed Il Fatto, dire “ sospettavo che Ciancimino Jr potesse anche raccontare frottole, ma non potevo fermarlo perché proprio questo è stato il modo per inchiodarlo alle sue eventuali responsabilità” ( che è come se il P.M. Ingroia, davanti ad un assassino, avesse detto “ sospettavo che costui fosse un assassino ma non l’ho fermato allora perché volevo che uccidesse ancora per avere la certezza che si tratti di un assassino” );

davanti ad una P.M. come la Boccassini che ha erroneamente – con o senza dolo? - attribuito ad Emilio Fede alcune telefonate fatte da Ruby a Lele Mora, con prove documentali talmente inoppugnabili che non solo dimostrano la estrema leggerezza e la estrema fragilità dell’intero impianto accusatorio del processo “ Ruby” contro gli imputati, ma che anticipano un clamoroso “ proscioglimento “ di Emilio Fede dall’accusa contestatagli dalla P.M. Boccassini di “ induzione e sfruttamento della prostituzione anche minorile “ suffragata da quelle telefonate;

allora ci si rende conto della pura pazzia di questa sottospecie di giustizia da avanspettacolo, roba da quarto mondo, roba da istituire una visita psichiatrica mensile obbligatoria per tutti i Magistrati.


Appare dunque pelosa, puzza di bruciato, certo doverosa ma assolutamente tardiva e completamente inaffidabile l’iniziativa, assunta solo ieri, solo dopo il clamoroso arresto di Ciancimino Jr, solo , dunque, perché non poteva ormai farne a meno ( ma dopo anni ed anni di scandalosi silenzi e di scandalose complicità ,da parte di un CSM inguardabile e privo di una guida certa e costituzionale, con fantasiosi teoremi sostenuti dalla Procura di Palermo e dai due citati P.M. Di Matteo ed Ingroia), l’ iniziativa assunta, dicevo, dal CSM , due giorni fa di aprire un’inchiesta sulla faccenda di Ciancimino Jr.

Figurarsi poi se posso riporre la minima fiducia nel CSM, un organo che fa della violazione della Costituzione la sua caratteristica peculiare, che si è attribuito - con la vergognosa complicità di tre Capi di Stato: Scalfaro, Ciampi ed oggi Napolitano - compiti e poteri che la Costituzione non gli attribuisce; CSM che, dopo essere stato messo in riga dal solo compianto Presidente Cossiga con la famosa minaccia dei carabinieri ( episodio clamoroso e paradigmatico dell’ormai antica urgenza di interventi modificatori e sistematori della Carta, mirati al ripristino dell’equilibrio e dell’autonomia fra i poteri dello Stato, principi basilari della democrazia e che la l’arrogante e prepotente violenza anticostituzionale del CSM stesso, a guida Scalfaro, Ciampi e Napolitano, ha disgraziatamente deteriorato e compromesso , nel silenzio e nella compiacenza di quelle forze politiche di sinistra che, a chiacchiere, di dipingono come difensori della sacralità della Carta che poi la stuprano impunemente ogni giorno ), ha continuato a dilagare dal suo argine costituzionale fino ad arrogarsi – complici sempre quei tre Capi di Stato e tutta la sinistra – compiti e poteri che la Carta invece attribuisce al solo Parlamento. Figurarsi se posso concedere il minimo credito a questa consorteria di gaglioffi mascherati con la toga, a questa piddue che difende solo i propri privilegi medioevali e la sua totalitaria pretesa di commissariare sia il Parlamento sia il popolo sovrano !

Troppo facile cercare di coprire “ questo schifo della Magistratura “ sotto la risicata copertina del conflitto istituzionale fra due Procure, quella di Palermo – dei Messineo, dove ha regnato un Caselli, degli Ingroia, dei Di Matteo, del mega processo a Mannino, ad Andreotti, del processo al Generale Mario Mori, del processo a Contrada, ecc! – e quella di Caltanissetta! Vediamo di non farci prendere per i fondelli e di vedere e scrutare oltre quella nebbia fitta ed ipocrita che la stampa democratica tenta di imporci.

Il primo rilievo che mi viene è conseguenza di una “ gestione” dei pentiti e dei collaboranti da parte della Procura di Palermo e di molti suoi PM che “ deve essere chiarita” in tema giudiziario e di responsabilità. Voglio seguire proprio quello che recentemente ha detto Napolitano, forse non immaginando che quelle sue parole potessero essere usate proprio “ contro” i Magistrati dei quali è il Capo del CSM: “ occorre, oltre alla riservatezza, una buona indagine, specie se si va ad insinuare nel sentiero delicato dei rapporti fra politica e giustizia . “ Dunque un richiamo ad una gestione consapevole e responsabile da parte dei Magistrati di ogni fonte di indagine, pentiti e collaboranti compresi, nonché l’invito agli stessi Magistrati inquirenti ad un sano ed onesto accertamento e valutazione del quadro indiziario. E invece la gestione di Ciancimino Jr da parte della Procura di Palermo – segnatamente da parte dei P.M. Ingroia e Di Matteo - , gestione che possiamo datare dall’aprile del 2008 al 21 aprile del 2011 – si tratta della bellezza di tre anni tre – è esattamente il contrario di quanto ha raccomandato il Capo dello Stato. E’ responsabilità diretta della Procura di Palermo se Cincimino Jr è stato incoronato per tre anni come una star mediatica, come un’icona politica della sinistra e del giustizialismo più becero e infame; è responsabilità diretta della Procura di Palermo, di Santoro e della RAI, di Fazio, di Saviano, della Dandini,di Repubblica, de Il Fatto, de L’Unità , del Corriere della Sera se questo emerito imbroglione , figlio di mafioso, se questo miserabile delinquente, al quale per le sue panzane la Magistratura ha sospeso la pesante accusa di riciclaggio – che gli sta permettendo di mettere al sicuro tutti i miliardi di provenienza mafiosa che il padre gli ha lasciato –insieme al suo degno compare Gaspare Spatuzza , sono stati promossi oracoli della sinistra politica e nella gestione delle loro dichiarazioni mai hanno mostrato né prudenza né responsabilità. Anzi, questi due oracoli erano come juke box , più parlavano, più spacciavano cose e fatti indimostrabili , inverificabili e sopra tutto inverificate ed indimostrate, più andavano avanti con accuse sempre più spericolate e pericolose, più questi P.M. e questa Procura e quei personaggi indicati gli attribuivano le false stimmate del testimone capace di sputtanare pubblicamente e senza prova alcuna l’universo mondo, dal Presidente del Consiglio, a responsabili dei Carabinieri, a istituzioni onorate. Ma guarda caso, gli sputtanati non erano mai né sono mai stati riconducibili al centrosinistra, alla sinistra! Ma guarda caso davanti alle panzane, alla grande calunnia, alle infamità ripetute degli Spatuzza, dei Ciancimino Jr, degli Ingroia, dei Di Matteo, sempre schierati a sinistra, oggi c’è la concreta e ferma dimostrazione da parte della Commissione Nazionale Antimafia che invece gli autori responsabili di quella strategia della tensione e dell’accordo con la delinquenza mafiosa furono proprio uomini e governi del centrosinistra. E cioè Ciampi, Conso e Scalfaro, salvo altri

Il secondo rilievo è l’assurdità della tesi che la Procura di Palermo ed i suoi giannizzeri togati vorrebbe avallare e determinare: proprio coloro che sono i veri eroi dell’antimafia dell’azione, che sono entrati per il bene supremo del Paese dentro le sue maglie, rischiando vita e famiglia per poterla combattere dall’interno, proprio costoro ( vedi Mori, vedi Capitan Ultimo, vedi De Gennaro, vedi Contrada, ecc), proprio costoro che ovviamente non potevano non conoscere e non contattare i mafiosi per ragioni di servizio, bene proprio costoro sarebbero gli artefici dello scellerato e vergognoso accordo fra Stato e Mafia. Anche queste persone sono tutte fuori dall’area politica del centrosinistra. Ma guarda caso!



NAPOLITANO! COMINCI UNA BUONA VOLTA A TRIBUTARE E A FAR TRIBUTARE IL DOVUTO RISPETTO PER IL POPOLO ITALIANO!

“Servono tante cose “ – indica il Capo dello Stato On. Napolitano – “ Tutte orientate ad una sempre maggiore coesione dell’unità nazionale “. Da semplice “ street’s man “, “ uomo della strada”, dotato, però, di cervello autonomo – come il riscaldamento di casa - mi domando, sgomento “ ma che vor dì?”. Leggo le parole di Napolitano: “ bisognerebbe smetterla con lo scontro, bisognerebbe avere maggiore responsabilità nazionale ..” Manca qualcosa, Signor Presidente: le parole sono belle, ma a chi sta parlando? Al centrodestra? Al centrosinistra? Al centro? All’ala destra? All’ala sinistra? Mai una volta che questo “minipresidente”, formato “viadellebottegheoscure”, abbia il coraggio di piantarla di parlare a chi non si sa , ma di parlare “ alla popolazione”. Siccome lui dice di conoscere bene, di amare , di rispettare e di voler far rispettare la Costituzione, allora saprà a menadito il suo articolo primo e avrà metabolizzato – dopo ventidue anni dal crollo del Muro di Berlino e del sistema comunista mondiale alla cui costruzione lui ha contribuito alla grande – che la sovranità politica non spetta più al “ soviet”, come ai bei tempi di Stalin, di Krusciov e successori , ma a tutto il popolo italiano, nessuno eccettuato o escluso. Capisco che per uno che ha servito per una vita un Togliatti ( per il quale era motivo d’orgoglio sentirsi “ cittadino sovietico” invece che un “ miserabile mandolinaro italiano” ) deve essere stata dura digerire che il popolo conta più della nomenclatura comunista, ma spero che abbia capito il cambiamento e che lo abbia anche accettato. Allora Signor Presidente, perché non impone alle istituzioni di rispettare il popolo, di rispettarci? Perché non impone loro che la smettano di offenderci, che la smettano di considerarci solo un branco di stronzi , di idioti o di dementi ? Perché non impone a quei poteri che non sono mai stati eletti ed ai quali nessuno ha concesso speciali poteri di starsene buoni buoni nell’orticello che la Costituzione ha riservato loro , senza inseguire sogni di potere che son loro vietati dalla stessa Costituzione? Lei parla e sparla di “ responsabilità”, di “ rispettabilità”, ma lo sa Signor Presidente che la responsabilità, la rispettabilità non si impongono con Legge o con Decreto o per via parlamentare ma le si devono conquistare ?. Sono passati, Signor Presidente, i tempi dei Papi, degli Imperatori, dei Duce, degli Hitler, degli Stalin, dei Pol Pot : mi faccia sentire la sua voce in difesa del popolo invece che starnazzare contro chissà chi ed a favore di chissà chi. So di chiederle troppo, Lei è fatto così: cercare coraggio o coerenza nella sua vita politica pubblica è letteralmente impossibile. Non voglio rinfacciarle tutti i suoi sbagli anche clamorosi, tutte le volte che Lei si è schierato “ contro” il popolo ed a favore dei Dittatori, lasciamo stare. Voglio darle un minimo di credito. Vediamo se Lei è capace, alla sua veneranda età, di un simile scatto di dignità. Non ci credo, ma ci spero.


A PROPOSITO DI EUROPA

La Corte di giustizia della Ue ha bocciato la norma italiana che prevede il reato di clandestinità, punendo con la reclusione gli immigrati irregolari. La norma, secondo i giudici, è in contrasto con la direttiva europea sui rimpatri dei clandestini. Il caso è quello di tale Hassen El Dridi, un algerino condannato alla fine del 2010 ad un anno di reclusione dal tribunale di Trento per non aver rispettato l’ordine di espulsione. Orbene secondo la Corte europea di giustizia del Lussemburgo, “una sanzione penale come quella prevista dalla legislazione italiana può compromettere la realizzazione dell’obiettivo di instaurare una politica efficace di allontanamento e di rimpatrio nel rispetto dei diritti fondamentali”. Una decisione decisamente sorprendente e destabilizzante. Il reato penale di clandestinità esiste anche in altri Paesi Europei ai quali la Commissione di Giustizia nulla ha mai eccepito. Infatti si tratta di Francia e Germania, ossia delle due potenze europee alle cui esigenze e pretese è stata costruita questa Europa. Per dimostrare e suffragare questa tesi senza andarsi ad imbarcare in una storia infinita, bastano tre soli esempi recenti che sono nell’ordine: il salvataggio della Grecia – la decisione dell’Europa che la Francia non rispetti i “ permessi temporanei” concessi dall’Italia – questa decisione della Corte Europea di Strasburgo.

Quando si trattò di salvare la Grecia dalla bancarotta, l’Europa decise di finanziarla con una cifra tale – posta a carico di tutti i Paesi dell’Europa – che le permettesse di far fronte anche a tutti i propri titoli-spazzatura, che erano stati acquistati dalle Banche tedesche , dietro corresponsione di interessi annuali da usura. A nulla sono valse le proteste dell’Italia e di qualche altro Paese europeo che chiedevano legittimamente che quei titoli greci fossero sicuramente pagati ma che almeno le Banche tedesche ricevessero solo una parte degli esosi interessi pretesi. Proteste vane.


Quando, poche settimane orsono, l’Italia , colpevolmente cedendo al piagnisteo buonista di tutte le anime belle sia italiane che europee, concedette ai tunisini clandestini che avevano raggiunto Lampedusa un “ temporaneo permesso di soggiorno” derivante dall’articolo 4 della Legge Turco- Napolitano, l’Europa si è addirittura genuflessa davanti alla pretesa della Francia di Sarkoszy – che deve fare i conti con le ormai prossime elezioni politiche e con la minaccia che Marie Le Pen sta rappresentando per il Presidente, cavalcando proprio il problema del controllo della clandestinità – fino ad arrivare ad accettare che l’efficacia del Trattato di Schenghen venisse messo in discussione. Grazie a tutto ciò, la Francia , senza incorrere in alcuna reprimenda europea, applica le regole a modo suo , alla faccia dell’Europa.

Infine questa decisione della Corte di Giustizia di Strasburgo: una legge approvata dal nostro Parlamento che viene respinta e bocciata dall’Europa per i motivi esposti. Come mai la stessa bocciatura non è stata mai emessa da questa Corte contro il “ reato di clandestinità” – identico al nostro – presente anche nelle Leggi di altri Paesi Europei?

Insomma, questa vicenda dovrebbe e potrebbe servire ad una causa superiore, perché davanti ad essa non posso non pormi svariate domande. Come mai, prima domanda, un reato è tollerato se lo compie la Francia, se lo compie la Germania ( Paesi nei quali la “ clandestinità” è un reato ) ed invece va bocciato e respinto con tanto di reprimenda se lo stesso reato viene introdotto in Italia?

Come mai , seconda questione, abbiamo dovuto accettare supinamente non solo l’opera buona e doverosa di salvare la Grecia, ma anche quella di versare montagne di euro che sono servite a pagare interessi usurari ai prestiti che la Germania aveva concesso alla Grecia?

Come mai, terza questione, un Trattato sulla libera circolazione degli uomini in Europa viene improvvisamente “ sospeso”, “ criminalizzato”, “ applicato in senso univoco “ dalla Francia per 5.000 circa tunisini muniti di un italianissimo e validissimo “ permesso di soggiorno temporaneo” quando è ormai pacifica la sua applicazione ? Ed aggiungo, ad abundantiam, come mai circa trecento persone italiane , munite di regolare carta di identità o di passaporto, sono state respinte dalla frontiera francese di Menton senza il minimo motivo e senza che nessuna Corte di Giustizia, nessuna istituzione europea o nessuna anima bella italiana facesse le sue doverose rimostranze?

Ma cos’è dunque questa Europa, credo che sia doveroso chiederselo, interrogarsi sulla correttezza di una struttura sovranazionale che – occorre ben ricordarlo – nessun italiano ha mai votato e forse neanche mai voluto. Vero che la nostra Costituzione non ci consente un voto referendario sui trattati internazionali, ma come mai la stessa cosa è invece consentita, per esempio, in Francia, in Irlanda, in Olanda, ed in altri Paesi? E come mai in quei Paesi ci sono state consultazioni referendarie addirittura sulla “ Costituzione Europea”, con sonore sue bocciature che non hanno poi scalfito l’Europa stessa ? E non è forse questo divieto costituzionale una norma - voluta o nel 1948 proprio dalla DC per evitare che il PCI tentasse la carta referendaria contro un Patto Atlantico o contro il Piano Marshall – proprio il segno della ormai comprovata inadeguatezza ai tempi, alla cultura, alla storia della nostra Costituzione?


Ma la sinistra italiana ormai non ragiona più col cervello, ragiona solo con le viscere e con l’odio personale e con la violenza e dunque anche in questa circostanza , come in altre circostanze, ha messo in mostra il peggio di se stessa. Cominciando con un impresentabile Gad Lerner che ha trovato la solita Repubblica pronta a pubblicare un suo articolo , nel quale , questo bilioso e rancoroso “ mezzo busto da postribolo televisivo” , nulla dice di tutto quello che , un vero uomo politico ed un vero giornalista, avrebbe potuto dire, limitandosi solo, con sorrisetto ebete d’ordinanza, a gioire perché “ la sentenza della Corte smantella il principio leghista ….”. Ma Gad Lerner si sa, non possiede capacità intellettuali che gli consentano di vedere il problema se non entro le mura della sua miserabile botteguccia , non é altro che un rancoroso conduttore di una mediocre trasmissione televisiva, peraltro su un canale pagato da una Telecom che dovrebbe rappresentare essa stessa uno scandalo universale col suo recente passato tangentizio ancora coperto da un velo di ipocrisia e col suo immenso patrimonio immobiliare ( era di tutti gli italiani quel patrimonio, perché la Telecom era dell’IRI prima che la “ prima merchant bank che parlava pugliese “ riuscisse ad impossessarsi nottetempo delle chiavi di Palazzo Chigi e riuscisse a vendere “ ai capitani coraggiosi” quel gioiello ) venduto chissà a chi e chissà come , cose sulle quali il nostro “ ricco rifondarolo” si guarda bene dall’indagare , preferendo esibirsi nella sola cosa che sa fare : annusare mutande e lenzuola usate . Mi dispiace per la sua faccia da rancoroso invidioso, ma , con buona pace dei suoi già sconquassati fegato e cistifellea, deve rassegnarsi : la Lega sbaraglierà alle elezioni politiche. Chissà che non riesca a superare anche quota 20% ?

Dopo l’annuncio dell’Ue non si son fatti attendere i commenti al vetriolo nei confronti della Corte di Giustizia. “Contavamo che l’Europa esercitasse quel ruolo di organismo sovranazionale capace di attuare una politica di aiuto e solidarietà nei confronti di tutti i Paesi membri, ma la nostra legittima aspettativa si è rivelata un’illusione - ha detto il presidente del Veneto, il leghista Luca Zaia - Oltre al danno la beffa: non solo siamo stati lasciati soli, adesso veniamo anche penalizzati da una sentenza che cancella una legge che ci consentiva di fronteggiare e scoraggiare questo fenomeno al quale l’Italia è il Paese europeo più esposto.

Vedo un tempismo sospetto in questa sentenza, un intervento a gamba tesa, da rosso immediato, nei nostri confronti che avvalora la mia considerazione di un’Europa cieca e sorda alle nostre richieste di collaborazione e invece prontissima a cogliere ogni appiglio, ogni opportunità per mettere in discussione, se non addirittura criminalizzare, le norme attraverso le quali una nazione cerca di difendersi. Piena solidarietà al Ministro Roberto Maroni .Penso che la brutta figura non la fa chi sostiene gli interessi di un Paese, ma chi li svende in cambio di una ideologia o di un pugno di voti”.

“Il no della Corte Ue di Lussemburgo alla reclusione per i clandestini prevista della legge italiana - ha spiegato Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd - da sollievo e conferma quanto fossero a suo tempo fondate le obiezioni da parte dell’opposizione alla normativa del governo imposta dalla Lega “. Una frase che arriva in un momento molto particolare, con il tema dell’immigrazione che si mischia ai drammatici eventi che interessano la sponda sud del Mediterraneo, che fa riflettere chi, anche in queste ore, affronta un tema così delicato per il nostro futuro come l’integrazione in termini esclusivamente elettorali e demagogici.


MA CHE COMBINA IL PD SULLA LIBIA?


Una crisi di governo sulla politica estera in questo momento , in mondovisione, sarebbe una follia . Ma sarebbe anche un’altra cosa: la definitiva e plateale condanna dell’operato di Giorgio Napolitano. Oltre a lanciare esplosivi e bombe mirate sulla Libia , stanno sganciando bombardano a più non posso sulla nostra Costituzione. L’intera faccenda è stata gestita in modo sballato, ma la divisione fra il Pdl e la Lega ha prodotto un’immediata conseguenza sul fronte opposto: si dividono il Pd ed il Quirinale.

L’occidente è stato trascinato nella guerra libica dall’iniziativa di francesi e inglesi. Gli stessi statunitensi si mostravano scettici, mentre i loro vertici militari erano contrari. In Italia la posizione defilata del governo, evidentemente non favorevole all’intervento armato a motivo anche degli enormi interessi con quel Paese, ha avuto un’ incostituzionale invasione nell’azione politica da parte di Napolitano, fin dall’inizio favorevole agli insorti. Che mai sono stati degli “ insorti” ma che erano – e lo sapevano tutti – tre o quattro tribù della Cirenaica , guidati da un ex Ministro di Gheddafi, che volevano togliere il potere del petrolio alla famiglia del Rais, non cercavano nessuna “ democrazia “ , ma solo soldi, soldi, soldi. Facendo un favore agli americani, s’è riusciti a portare il comando in sede Nato, emarginando l’invadente protagonismo guerrigliero di Sarkozy che ha visto nella Cirenaica e nel sostegno alla sua separazione, il modo per accaparrarsi quel petrolio e quelle commesse che erano di competenza dell’Italia così recuperando mezzi e ricchezze che la Francia aveva dovuto abbandonare con Saddam e l’Irak. Nel frattempo ci siamo beccati sui denti un’ondata di clandestini, innanzi alla quale l’Unione Europea ha mostrato la propria consistenza politica: una ricottina tremula e senza gusto . Ci si è accorti in fretta che la guerra non sarebbe stata né breve né facile, nel mentre le supposte ragioni umanitarie venivano ridicolizzate dal silenzio e dalla distrazione con cui s’è accompagnato il massacro dei manifestanti in altri Paesi, in primis nella Siria. Non occorre essere laureati in strategia militare per capire che le guerre si fanno per convenienza, non in base ad astratti criteri di giustizia e umanità. Se ipocritamente s’invocano questi ultimi criteri, come han fatto le anime belle di casa Italia, poi ci si trova “in troubles” , nei guai. E ci siamo in pieno.


I nostri interessi in Libia sono molti, siamo i più esposti. Petrolio, gas, controllo dei clandestini, commesse per la costruzione della Libia, avrebbero pareggiato e sopravanzato le somme che dovevamo al Rais per i famosi danni del colonialismo. Ma una volta abbandonato Gheddafi, e una volta scoperto che i suoi oppositori non sarebbero andati da nessuna parte, se non sostenuti dalle armi francesi ed occidentali, è comparso un pericolo, creato dalla Francia: la divisione della Libia. Per noi sarebbe una tragedia: la gran parte dei pozzi petroliferi infatti si trovano in Cirenaica dove è divenuta forte l’influenza di francesi e inglesi, mentre dal lato della Tripolitania, dove sopravvivrebbe Gheddafi, noi saremmo, grosso modo , dei traditori.

Questa sarebbe la fine che faremmo se ci attenessimo, come vorrebbe un ridicolo Pier Luigi Bersani, al solo compito di difendere la pelle dei ribelli , che ribelli, poi, non sono. Quindi, una volta constatata l’incapacità americana di porsi alla guida dell’occidente (ed è questo il vero problema), non restava che unirsi ai bombardamenti e cercare di chiudere la partita. Sarà c realismo, ma non c’è altro modo di descrivere le cose.

Ma ancora una volta Napolitano ha voluto essere in prima linea, intestandosi la scelta. La solita pipì fuori dal vaso. Ha preteso di essere il vincitore. L’unico modo per far finta di non vedere che tutto ciò fa a pugni con la Costituzione , consiste nel far valere la tesi che si tratta del “naturale sviluppo della missione, nel solco del voto parlamentare di marzo”. E, difatti, sono le testuali parole del Presidente della Repubblica. Capita, però, che Umberto Bossi , essendo persone sveglia e senza obblighi istituzionali, non ci stia e punti i piedi, mentre il fronte cattolico fa il suo mestiere di sempre, dicendosi contrario alle armi. A questo punto la sinistra fiuta la possibile crisi e Bersani chiede che ci sia una discussione e un voto parlamentare. Il poveretto ha ragione, ma è l’esatto contrario di quel che sostiene Napolitano, fin qui unica stella fissa nel firmamento della sinistra. Lo ha capito bene la Lega, che ne approfitta e rincara la dose. Non è una tragedia se un governo perde la sua maggioranza e va a casa. Ma cosa capita ad un Presidente della Repubblica che si trova sbugiardato dal Parlamento? Il governo ha avuto, è vero, posizioni oscillanti, ma quella che verrebbe bocciata sarebbe la così detta linea ferma tenuta dal Colle. Ma ci ha pensato, se n’è accorto Bersani? Sarà ridicolo vederlo invocare una crisi contro il Quirinale.

La sinistra finge di non vedere che i problemi sono due: una guerra aperta al buio ed un deragliamento costituzionale. Far finta che sia solo un problema del governo o di chi lo guida è un suicidio.

Roma Domenica 1 maggio ’11

Gaetano Immè

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