Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 2 maggio 2011

LA MATURAZIONE POLITICA DELLA LEGA. L’IMBARBARIMENTO DELLA SINISTRA ITALIANA


Avendo la Lega un acuto senso politico – non arrivi a rappresentare una così cospicua porzione di popolo di un Paese come il nostro senza possedere alcuni fondamentali  requisiti - essa conosce l’arte di ottenere il massimo vantaggio dalle elezioni amministrative prossime. Seguendo un notevole “ senso dello Stato” – basta osservare il Ministro Maroni o il Ministro Tremonti - sa bene che assumersi la responsabilità di una crisi istituzionale, peraltro sulla politica internazionale ed alla vigilia di elezioni amministrative peraltro anche significative non solo danneggerebbe la Lega stessa –ricacciandola nell’isolamento di una sterile posizione estremista - ma darebbe un colpo complessivo all’immagine ed alla credibilità dell’intero paese. Per questo elementare motivo , chi ha creduto e sperato nella rottura politica del Carroccio ha dunque compiuto un errore incredibile. Un errore che, sia chiaro, risulta con evidente chiarezza essere il risultato di un incivile e razzista rifiuto – commesso dalla sinistra intera – di esaminare con equilibrio e con la dovuta serenità il fatto come ormai la Lega sia diventata una forza politica di governo, provvista di un forte senso di responsabilità , dotata di una investitura popolare minuziosa e molto attenta, una forza democratica che ha conquistato una credibilità nella gestione della cosa pubblica che l’ha resa ormai un partito fondamentale per gli equilibri politici nazionali. Questa sottovalutazione culturale della Lega , retaggio schizofrenico ed anticulturale della sua demonizzazione d’antan, va addebitato anche a Silvio Berlusconi, colpevole di non aver consultato ed informato Bossi prima di definire gli accordi con Sarkozy. Ma che ricade in proporzione decisamente maggiore sulle spalle di una opposizione che, proprio nel compiere un errore così marchiano, mostra ancora una volta di non riuscire a comprendere la realtà politica in cui si trova ad operare. Perché presentando mozioni in Parlamento sulla guerra in Libia nel tentativo di approfondire la divisione tra Pdl e Lega per aprire la crisi di governo, i vari Bersani, Casini e Bocchino hanno messo in mostra una incredibile dose di disprezzo politico e culturale verso la Lega - sulla quale questi “ sedicenti giganti della politica di centrosinistra” contavano come polli - la quale Lega , secondo questi “ soloni”, si sarebbe data da sola una martellata sulle palle per fare – come un utile idiota – il classico “ dispetto alla moglie” e cioè il “lavoro sporco” di liquidare questo anche suo Governo, questa anche sua maggioranza e Silvio Berlusconi per fare un bel favore a lor signori. Al solito: i soloni del centrosinistra che credono che tutti gli altri siano solo degli imbecilli e dei dementi, se non peggio.

Bersani, D’Alema, Casini , Di Pietro, Vendola e Fini (Bocchino è solo un pupazzo nelle mani del puparo di Montecarlo) giudicano Bossi come tutti fossimo ancora nel ’95. Come se Bossi fosse un demente, un handicappato. Invece il leader leghista è andato avanti, è cresciuto, è maturato, si è adeguato ai tempi. Sono loro ad essere rimasti culturalmente e politicamente fermi ad un’epoca inesorabilmente passata. Come dimostra il fatto che continuano ancora e sempre a sperare, come allora, che ci sia sempre un qualcuno (Quirinale, magistratura, Lega, invasioni islamiche, odorazioni scalfariana di mutande, mignotte varie, ecc ) , chiunque esso sia, anche una prostituta, anche un minorenne , disposto a svolgere il compito politico che loro dal 1994 non sono più in grado di realizzare.

Dedicato alle care anime belle : il governo non cadrà per il senso di responsabilità della Lega. E l’opposizione si rivelerà ancora una volta non solo ridicola ed inadeguata, ma anche inconcludente e profondamente divisa tra i pacifisti di Di Pietro e Vendola e gli “interventisti” filo-francesi o semplicemente seguaci del Quirinale.

Dedicato al Pdl.: chi rinfaccia giustamente alla sinistra di farsi dettare la linea politica da “La Repubblica” , da “Il Fatto” , da qualche “ collaborante di giustizia “ diffamatore e pataccaro conclamato o dalla prima mignotta che si fa avanti, non può poi farsi suggerire la propria linea politica da chi si preoccupa di vendere più copie possibile. Una classe politica responsabile deve sempre fare il proprio percorso perseguendo un interesse diverso, più alto e nobile , che riguarda tutti gli italiani, non solo gli elettori del centro destra.

La sinistra non lo sa e il centrodestra dovrebbe ormai ben saperlo: la democrazia funziona solo se stampa e classe politica sono autonomi ed indipendenti uno dall’altra.


Bin Laden: troppo alla Far West. Sarebbe stato meglio un bel processo

Leggo che Bin Laden è morto, nel corso di una operazione di intelligence condotta dagli americani. Dopo 10 anni, lo hanno trovato e giustiziato, anzi ucciso. Molti diranno che giustizia è fatta e che ha avuto quello che si meritava. D’altra parte, se è responsabile di quei vili attentati, non possiamo certo dire che un brav’uomo è stato ucciso dagli imperialisti. Sarebbe ingiusto, prima di tutto verso le vittime di quegli attentati e verso tutti coloro che, a causa sua, hanno sofferto. Quindi, non piango. Ma neppure gioisco, quantomeno per due buone ragioni, valide a condizione che la cattura fosse tra le opzioni concretamente possibili.

La prima. Per quanto gravi siano le colpe di un uomo, io non credo che debba essere ucciso, giustiziato, condannato a morte. La forza di una democrazia liberale sta proprio nella capacità di risparmiare la vita a chi, con gesti vigliacchi, la toglie agli altri.

La seconda. Io credo che dovesse comunque e quantomeno essergli riconosciuto il diritto a difendersi in un processo, pubblico e imparziale.

Sento l’obiezione e lo so e vi capisco: lui non ha riconosciuto a nessuna delle sue migliaia di vittime civili ed inermi questi due diritti , quello alla vita e quello alla difesa .Ma noi non siamo come lui. Noi, da Norimberga in poi, abbiamo accettato che nessuno, qualunque cosa abbia fatto, può essere sottratto ad un processo, quale che sia la pena che gli verrà inflitta ed il reato del quale è accusato.

Ciò, non soltanto perché abbia così la facoltà di esercitare l’inviolabile diritto alla difesa, ma anche perché senta con le sue orecchie e veda con i suoi occhi quanto grave è la colpa di cui si è macchiato e possa riflettere nel tempo che gli resta da vivere.

Faccio presente che Hamas ha fatto sapere di considerare Bin Laden un “ martire”, una sorta di eroe per Hamas. Ricordo che un tale D’Alema, peraltro a quel tempo e purtroppo anche Ministro degli Esteri Italiano, due anni fa, andava per Beirut a braccetto con esponenti di Hamas.

Io sono fermamente convinto che chiunque – anche Bin Laden – debba essere giudicato, perché la sua pena abbia una legittimazione anche formale e perché, attraverso il processo, sia costretto a comprendere che, comunque sia, la giustizia non è vendetta e i processi servono, oltre che ad accertare la verità, a dipanare i fili ( a volte troppo intricati) della nostra Storia.



IPOCRISIA A TONNELLATE A SAN PIETRO PER WOITYLA


Ho sentito Valter Veltroni, faccia tosta da puffo viola, intervistato per la beatificazione di questo Papa. Altro che “ inno alla gioia”, è stato uno stomacante “ inno alla ipocrisia”. Spiego. Era il 13 maggio 1981, Ali Agca, su disposizione di Mosca e della Bulgaria, aveva l’ordine di ammazzare il Papa Polacco. Guardate le carte del processo, questa e non altra è la verità. Quel Papa polacco conosceva bene il comunismo e la sua missione di Cristo in Terra, la sua opera di Papa rischiava di compromettere ancor di più il potere dell’Unione sovietica e del Regime comunista. Il Papa doveva essere ucciso per questo motivo. Maggio 1981: cosa faceva Valter Veltroni? Nel 1981 era Consigliere Comunale di Roma nella lista del PCI, lo stesso partito che dipendeva da Mosca. Ha detto che “ lo ricorda con commozione” e che la figliola , quella che ora veleggia nel suo loft di New York facendosi strada nel cinema ( il padre è stato Ministro della Cultura ! ricordate i FUS a pioggia per tutti? ) degli amici Verdone, De Sica, Parenti, Vanzina, ecc. Con commozione, capito? Forse perché quell’imbecille di Agca non è riuscito a freddarlo come un cane da tre metri, ‘st’imbecille!



Roma lunedì 2 maggio 2011



Gaetano Immè

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