Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 13 maggio 2011

SONO SPARITI TUTTI, PER VERGOGNA O PER VILTA’?


E’ da martedì scorso che cerco disperatamente la continuazione di quei tantissimi articoli che dal lontano 2008 tutti gli “ opinion leaders” “altamente democratici “ , che scrivono su giornali altrettanto “altamente democratici “( tipo Repubblica, tipo La Stampa, tipo Il Corriere della Sera, tipo Il Fatto Quotidiano, tipo L’Unità, ecc ) hanno scritto per incoraggiare, coccolare, consigliare, circuire, sbaciucchiare, slinguazzare , leccare, gonfiare, pompare, vezzeggiare gli Spatuzza, i Ciancimino Jr., i Brusca . Ma dove si sono nascosti tutti quei super “ mafiologi” , tipo idraulici, di “ pronto intervento” , che fino a martedì scorso sbavavano ed ululavano per avere una carta, una fotocopia , insomma una “ patacca” da poter spacciare e millantare come verità assoluta ? Giornalisti, scribacchini, scriba, copia lettere, pennivendoli, analisti, commentatori, mezzibusti televisivi ( la loro parte di sotto of course!) che dal lontano 2008 non hanno lesinato trasmissioni televisive, cenacoli, vernissage, articolesse, invettive, libri, interviste, presentazioni di libri, introduzioni letterarie, fatica fisica , alcuni anche “ mistiche sedute profetiche ed oracolistiche “ su canali pagati dalla TV pubblica, comici, saltimbanchi, ballerini, nani, figuranti che si credono attori, bei culi che si credono attrici, culi esposti che si credono direttori di giornali che furono – ahimè ! – di Gramsci, registi, donne cannone, mignotte, santemariagoretti, verginicuccie, politici comici alla Vendola, comici politici alla Grillo - con Ferrari ad aspettarlo dietro il palco - comici e basta alla Bersani , comici ex magistrati alla Di Pietro, psicologi, gay orgogliosi, lesbiche dignitose, madri eterologhe, padri pipparoli, settantenni rimasti col cervello ai venti anni alla Zagrebelsky, vecchie carampane vissute di partegianesimo ereditario riccamente e lautamente sovvenzionato dallo Stato cattocomunista , “mezzi uomini” distrutti da un “pelo di fica” alla Fini, una consorteria , una ciurmaglia tutta soperchieria, tutta menzogna, da schiuma dei sette mari e da cloaca massima che dal 2008 non ha perso occasione, incontro, ripresa televisiva, intervista, articolo, intervento, riunione salottiera, serata su terrazza romana con flut di brut a volontà per santificare non solo tutti questi mafiosi assassini che sfornavano per loro tutta una serie di patacche, vendute e credute per verità assolute , ma anche tutti quei Magistrati coraggiosi ( ma de che? Qual’era , signori, il pericolo?) tipo Ingroia, tipo Di Matteo, tipo Messineo, tipo Spataro e ieri tipo Violante, tipo Caselli, tipo De Magistris, tipo Woodcock, tipo Angus, tipo Boccassini, tipo Colombo, tipo Davigo, tipo Di Pietro, tipo Mariatati, tipo Emiliano che di questi assassini pataccari, di questi diffamatori ne hanno fatto delle icone della legalità, dell’antimafia offrendo loro palchi teatrali, palcoscenici perugini ed ogni altro scranno per “ bere con voluttà le loro fregnacce pataccare”?


Quante lezioni di nuova morale da quella incredibile cattedra cianciminiana, elevata da furbi spacciatori di fumi oppiacei televisivi. E quanta audience acquisita dall’ordalia scatenata, dividendo i beati dai dannati (dell’antimafia), invocando punizioni esemplari e, soprattutto, riscrivendo gaglioffamente pezzi della nostra storia. E quanti giovani si sono fatti abbindolare da queste narrazioni false e bugiarde, elevando sul piedistallo dell’idolo moderno, del figlio in rivolta verso il padre, uno spregiudicato pataccaro che invece celava dietro le patacche i propri tesori mafiosi ? Già da allora prevedevamo , in molti, dei pericoli di una simile procedura mediatica, dei rischi per la verità, del precipizio su cui si dirigevano quelle parole in libertà, senza verifica, senza filtri, senza neppure un’ombra probatoria ma con tanta carica diffamatoria nei confronti dei supposti complici della politica e delle istituzioni. Fu Barbara Palombelli che suggerì condivisibilmente agli Ordini professionale una qualche via percorribile per uscire dalla fanghiglia informativa che saliva. E come non sorprendersi dolorosamente della presenza di un eroe come Mario Mori dietro le sbarre, mentre il “coraggioso figlio ravveduto” estraeva dal cappello un coniglio dietro l’altro? Come non diffidare di quelle rivelazioni a “stop and go” che hanno sfregiato Prima e Seconda Repubblica con vere e proprie invenzioni utili specialmente a teoremi accusatori e ipotesi investigative della durata di una mattino, ma così durature e inquinanti nella mente dello spettatore catapultato nel mondo alla rovescia dalle fiabe televisive, con i suoi buoni e cattivi, con le sue fate e i suoi demoni, con gli orchi e le vittime, con quell’improbabile Cappuccetto Rosso in cui il Lupo s’era trasformato? Implacabili, gli spettacoli sono andati avanti, puntata dopo puntata, calunnia dopo calunnia. Puttanata dopo puttanata.


Come diceva Alberto Sordi: Aho! Ma mo’, ‘ndo state? Ma mo’, ‘ndo ve siete niscosti? Repubblica, per esempio, Il Corriere della Sera, Il Fatto padellaro, da martedì scorso “ se so’proprio dati”, spariti, scomparsi, desaparecidos. Neanche una riga in prima pagina sullo scandalo che avvolge Ciancimino Jr e chi lo ha etero diretto, come questa specie di pseudo Magistrati di Palermo che per la bellezza di quasi quattro anni gli hanno ridicolmente consentito di mascariare, di diffamare , di falsificare quello che riguarda le più alte cariche di questo Stato. Neanche una riga su Repubblica , quella dei coraggiosissimi Mauro, D’Avanzo e Scalfari, quelli bravi solo ad annusar mutande e a perdere tutte le battaglie politiche da sempre, quelli bravi a dar lezioncine di pseudo moralità da quattro soldi e che come bravi manzoniani sanno solo eseguire gli ordini nefasti del loro editore Carlo Don Rodrigo. Cos’ è questo silenzio ridicolo ? Vergogna, rimorso, vigliaccheria, pusillanimeria, miseria intellettuale, prostituzione intellettuale, marchettaggio giornalistico ?


MA QUALI SCUSE !!!!

Scusarsi ? Scusarsi con Pisapia? E di cosa? Per aver citato una sentenza di primo grado che condannava il Pisapia , ignorando che una sentenza successiva lo assolveva dai reati penali dei quali era stato accusato? Ah Ferrara? Ma che stai a dì!!!!! Ma neanche per sogno, neanche per acquisire un “ credito escusativo” con la premiata ditta degli “ spargimerda”, molto attiva e produttiva in Italia. Per il semplice fatto che una cosa sono “ gli aspetti penali” di una persona, altra cosa è invece “ l’aspetto politica “ della stessa persona. Non ce lo hanno inzufflato da venti anni i “ maitre a penser” della sinistra? La verità è che sia Giuliano Pisapia che Stefano Boeri sono stati due simpatizzanti, forse anche due militanti, sicuramente due “intellettualmente complici” delle B.R. E di questo devono render conto politicamente ai milanesi. Non penalmente, ma politicamente. Erano e sono due figli di papà, due “ riccazzi” che hanno giocato a far
la guerra coi soldi di papà e sulla pelle di tanti innocenti. Non per niente questi due erano culo e camicia con altro figliolo, anche lui ricchissimo, un Donat Cattin, il democristiano di sinistra con figlio bamboccione ante litteram. I milanesi, il PD, i comunisti di oggi, i democristiano di oggi vogliono che Milano sia governata da due aderenti brigatisti ? Vogliono che sia governata da un Pisapia che ha tolto una casa del PAT ad un bisognoso per farla dare, con sotterfugio, alla sua donna di sinistra ? Che vuole costruire a Milano le moschee ? E sapete chi è che difende i due ex di Prima Linea? I ricconi, tipo Milly Moratti, la moglie di Massimo Moratti quel signore che di professione fa il Presidente di una squadra di calcio e che parla mangiandosi parole . Eccoli, i ricchi scemi, quelli che si danno le martellate sulle palle da soli. Affari loro. Non c’è né da gridare allo scandalo né da chiedere scusa a nessuno: la verità è una sola, non come insegna Repubblica/Pirandello, una nessuna centomila. E’ dal 1993 che la sinistra, i giornali, le televisioni, i giornalisti, gli “ opinions leaders”, i mezzibusti televisivi, i politologi, ecc urlano e vomitano accuse e nefandezze contro gli esponenti del centrodestra, non solo contro Berlusconi. Volete una prova? Serviti: partiamo da lontano, è meglio. Parliamo di Piero Piccioni, di  Giovanni Leone, di  Francesco Cossiga, di Scajola, sepolto da diffamazioni , fatto dimettere da Ministro e poi risultato estraneo ai fatti addebitategli. Ancora? Parliamo di Carnevale Corrado, di Mannino, di Tortora, di Lodigiani, di Andreotti, di Berlusconi, di Dell’Utri , ecc? Pronto a ricordare tutto il fango che la sinistra ed anche il Colle – più con “ omissioni e silenzi” che con “ fatti ed opere “ – hanno riversato sul centrodestra dal 1993. Qualcuno ha sentito qualcuno scusarsi? Scalfaro, Ciampi e Napolitano compresi?

Roma venerdì 13 maggio 2011

Gaetano Immè

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