Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 14 giugno 2011

NON HA VINTO LA SINISTRA, HA VINTO IL POPOLO, VINTO DALLA PAURA.


Ha vinto ancora il populismo, hanno parlato alla pancia della gente, di gente non informata adeguatamente, di gente che esegue gli ordini impartiti dai loro giornali di riferimento, hanno sfruttato l’ignoranza della gente, e così dopo Guglielmo Giannini dell’Uomo Qualunque del 1948, dopo Grillo delle cinque stelle, eccoci al nuovo populismo referendario del 2011 . Come nel referendum del 1987, indetto subito dopo quel disastro di Cernobyl, se tu chiedi alla gente di votare per “ l’acqua pubblica contro l’acqua ai privati”, se gli chiedi se preferisce l’energia pulita o le scorie nucleari subito dopo la tragedia di Fukuschima, se chiedi se “ la Legge debba essere uguale per tutti “, quando agiti le paure , quando metti in pericolo di bisogni elementari e lasci il popolo nell’ignoranza più totale nel merito dei singoli quesiti, è ovvio che la gente abbia queste reazioni e che voti in quel modo. Se ti inventi, Cassazione compiacente, il referendum contro “ la privatizzazione della moneta”, per dire, come credi che voterebbe il popolo? Certo, la gente avrebbe pure potuto informarsi meglio, ma dove? Non certo leggendo giornali schierati e che fanno solo disinformazione propagandistica anziché informazione. Non certo ascoltando programmi televisivi che producono ideologia e partigianeria e non cultura. Così non è stato difficile per i promotori portare a compimento la “ mega truffa referendaria” del 2011 e raccogliere a mani basse in quella “ vigna di coglioni” che è e resta il popolo italiano disinformato ed impaurito. Certo, l’espressione è un po’ forte, ma rende bene l’idea di quello che è successo. Può non piacere, può infastidire il modo infame e gaglioffo con cui il popolo italiano è stato preso per il culo, ma , pur restando ferme tutte le riserve che questo blog ha mosso nei giorni scorsi contro l’istituto referendario – continuo a sostenere che debba essere rivoltato di sana pianta come un calzino vecchio perché ormai è solo un’arma in mano alle potenti lobby politico-economico-mediatiche per delegittimare e truffare la sovranità popolare – del risultato occorre tenerne conto eccome. Non è certo corretto sostenere che i referenda vanno bene quando ci piacciono e sono da disattendere quando non ci piacciono. Vanno bene sempre, salve le nostre riserve di fondo sull’istituto. E’ la democrazia, bellezza! Non importa ormai star lì ancora a sottolineare come Bersani si sia rimangiato tutto quello che affermava il 18 settembre del 2008, non importa neanche sottolineare che per Bersani e per i suoi seguaci non importa nulla che il P.D. abbia dovuto rinnegare le proprie convinzioni per non restare tagliato fuori dal “ tutti contro Berlusconi e basta”. Né ha ormai alcuna importanza sorridere di commiserazione davanti al miserabile spettacolo di un FLI che si accoda servilmente alle posizioni del “ sì” all’abrogazione di Leggi che lui stesso aveva fatto. Mi sono anche stancato, voce unica nel deserto i una disinformazione incredibile, di ricordare come nel 1996, da Ministro,lo stesso Di Pietro urlava auspicando ed intimando “ di trasformare l’Acquedotto Pugliese da Ente Pubblico a SpA aperta ai privati”. Sapeste quante bugie vi hanno detto in questi giorni! Capisco che essere tacciati come una “ vigna di coglioni” possa dispiacere ed indispettire, ma scusate, perché non smettete di leggere Repubblica, Il Corriere della Sera, La Stampa, Il Fatto, l’Unità, Il Giornale, Libero,( mi fermo per contenutezza, non certo per esaustività), perché non smettete di stare a sentire i “ ricchi martiri” della televisione e vi informate dei fatti nel concreto, leggete libri, usate il web, perché insomma non imparate ad usare la testa vostra anziché quella dei maitre a penser? Faccio un solo esempio di come vi prendono per il culo, riguarda Stefano Fassina, responsabile Economia del P.D., non un pisquano qualsiasi. Ebbene in una intervista a “ Il Massaggero” ( ricordate, Il Messaggero è di F.G. Caltagirone, suocero di Casini e dell’UDC) costui ebbe la faccia tosta ( o l’ignoranza ?) di dire “ E’ stata l’OCSE che affermò che le liberalizzazioni proposte dal Governo Prodi e da Bersani avrebbero prodotto un incremento del PIL italiano dell’1%”. Ebbene era TUTTO FALSO. Semplicemente una fregnaccia, una patacca, una coglionata, una presa per il culo del lettore ignaro, ma…chi se ne accorge se Il Messaggero fa finta di niente ? Su Fassina puntualizzo brevemente: 1. La previsione di quell’aumento del PIL fu della Banca d’Italia e non dell’OCSE; 2. Quelle affermazioni non si riferivano a tutte le famose “ lenzuolate” liberalizzatrici di Bersani, ma specificatamente alle liberalizzazione dei servizi pubblici ( acqua, trasporti, rifiuti, ecc) dei quali quella legge Bersani toccò una parte infinitesimale; 3. Chicchetta finale. L’OCSE, caro Fassina, caro Messaggero e cari lettori letteralmente presi per il culo, disse proprio che “ in Italia bisogna liberalizzare l’acqua”.

Almeno per l’acqua , riprendiamo la legge che avevano proposto nel 2008 Prodi, Bersani, Amato, Franceschini. Si tratta di una fotocopia della Legge Ronchi-Fitto or ora abrogata dal referendum. Prevedeva anche e sopra tutto l’inserimento dei privati nella gestione idrica, prevedeva una dovuta remunerazione del profitto, prevedeva anche l’eliminazione degli affidamenti “ in house” che sono la fonte del malcostume clientelistico delle sinistre. Costringiamo dunque la sinistra al confronto su un testo che è il “ loro”. Fino a quando la sinistra potrà nascondersi dietro l’antiberlusconismo e sottrarsi al dibattito ed al confronto??

A proposito: sulle schede del referendum i quesiti erano quattro non il solo “ votate per fare il contrario di quello che fa Berlusconi” . Ne prenda atto Repubblica e tutti i suoi sostenitori, tutta la pletora di asserviti lettori.



Cannigione martedì 14 giugno 2011

Gaetano Immè

domenica 12 giugno 2011

SE VOLETE LA VERA DEMOCRAZIA BASATA SUI DIRITTI INALIENABILI DEL POPOLO SOVRANO, NON ANDATE A VOTARE AL REFERENDUM, NON FATEVI COGLIONARE DALLA SOLITA SINISTRA INAFFIDABILE E BUGIARDA.



Questo blog invita e non votare, né oggi, né domani per i referenda di oggi e di lunedì prossimo, perché si tratta di una doppia “ truffa aggravata e continuata ”, ordita dai soliti noti con varie complicità istituzionali e mediatiche , non solo sugli singoli argomenti dei referenda, ma soprattutto, tenuto conto allo sbandierato fine dei promotori di scippare ( sarebbe meglio dire “derubare”, renderebbe meglio l’idea della loro “ cultura della legalità” della quale costoro si riempiono sfacciatamente la bocca e le tasche ma della quale se ne fregano altamente ) la sovranità politica del popolo e distruggere quindi l’essenza della democrazia vera, sull’essenza stessa del risultato referendario. Le complicità istituzionali e mediatiche sono note, avendole questo Blog già stigmatizzate nei giorni scorsi, inutile tornarci sopra. Esse passano dal Quirinale alla Corte Costituzionale, dagli “ avanzi” di quel che fu il Corriere della Sera alla greppia debenedettiana di Largo Fochetti, dai truffatori referendari agli speculatori sulle pelle dell’ignoranza altrui. Andiamo oltre a queste miserie.

UNA PRIMA TRUFFA

La prima truffa consiste nel fatto che questi referenda sono organizzati, a spese di tutti gli italiani, su menzogne , su argomenti inesistenti e su bugie.

Quello sul nucleare , organizzato per trarre vantaggio dalla paura e dall’ignoranza della popolazione - tenuta all’oscuro da serie ed approfonditi studi scientifici che potessero rendere edotti tutti sui veri rischi e sui veri vantaggi della scelta nucleare - ed indetto non ostante che il Governo abbia già tempestivamente “ congelato, per anni” ( non per qualche mese o giorno) ogni iniziativa sull’energia nucleare, iniziata – è bene ricordarlo – con il precedente Governo Prodi Unione e proseguito dal presente Governo - dopo la tremenda sciagura del Giappone. Si chiamano dunque gli italiani per “eliminare qualcosa che non esiste”.

Impossibile privatizzare l’acqua, come ridicolmente mentono i sostenitori del “ sì”, perché l’acqua è un “ bene indisponibile” e “ pubblico” e nessuno può acquistarlo. La rete idrica italiana , sotto le storiche grinfie delle municipalizzate , che sono degli stipendifici a disposizione della sinistra per pagare con soldi di tutti noi le loro belle “ clientele” che poi la votano, fa acqua da tutte le parti. Mantenere, come vogliono coloro che incitano a votare “ sì” questo “ stato di cose”, che fra l’altro, consente a tutta la malavita organizzata ( Sacra Corona in Puglia, ‘Ndrangheta in Calabria ed in Basilicata, Camorra in Campania e nel Lazio, Mafia in Sicilia, ecc) di schiacciare agricoltura ed industria sotto i loro ricatti, vuol dire non solo “ favorire” la malavita organizzata, ma sopra tutto ,da parte della sinistra, pretendere di continuare a pagare i suoi “ mantenuti e le sue clientele” con soldi pubblici .

Il Legittimo impedimento, poi, che avrebbe permesso solo un semplice “ rinvio delle udienze”, per motivi di improcrastinabili impegni istituzionali per processi aventi come imputati Ministri e Premier con relativa sospensione dei termini di prescrizione, è stato già praticamente annullato dalla Corte Costituzionale la quale ha rimesso ogni singola decisione e valutazione, da farsi non più in via generale, come avrebbe voluto la Legge, ma caso per caso , alla Magistratura stessa. Quindi anche in questo caso si è chiamati a votare su qualcosa che è stata già annullata.

LA SECONDA TRUFFA

Ma c’è anche un’altra truffa, la seconda e la peggiore, ordita dalla solita elite oligarchica , stalinista ed antidemocratica della sinistra , che pretende di spacciare questi referenda , su quei tre pseudo argomenti, come una sorta di “ fiducia del popolo sul governo attuale”. Qui la truffa è semplicemente ridicola e coloro che ci credono oltre che stolti fanno anche la figura di coloro che sono stati piantati nelle vigne dei coglioni.

Ma dove sta scritto che un referendum, ammesso che trovi il quorum, valga come abrogazione del governo eletto dal popolo? Non sanno questi mistificatori che esiste un luogo chiamato Parlamento dove si dibattono fiducie e sfiducie politiche ? Incredibile che ci possa essere gente che creda a queste corbellerie della sinistra. Non ostante la loro deleteria presenza, in Italia vige ancora la democrazia parlamentare e le sfiducie popolari via referendum non esistono nella nostra Costituzione e quindi rincorrerle we cercarle significa compiere azioni anticostituzionali, significa tentare un golpe costituzionale, significa attentare con la violenza al funzionamento degli organi e del sistema democratico e costituzionale italiano. A meno che questa elite di oligarchi, questo venti/ venticinque per cento del popolo italiano che pretende di arrogarsi il diritto forse divino di decidere per gli altri non abbia in mente tutta un’altra cosa, una sorta di insurrezione popolare, un golpe militar-popolare innescato per provocare il maggior numero di vittime, come successe ai tempi di Tambroni. In quel caso saremmo su un altro pianeta, quello della rivolta contro il sistema democratico, reato che prevede contromisure giudiziarie e non certo politiche. Insomma ammesso pure che si raggiunga il quorum e che vincano i “ sì” abrogativi non è dato, dalla Costituzione stessa, distruggere una maggioranza politica eletta dal popolo con alcune patacche referendarie riciclate miserabilmente come strumento – a spese di “ tutti” i contribuenti – per dire si o no alla continuazione di un Governo eletto costituzionalmente dal popolo sovrano. Lor signori dimenticano che per abbattere un Governo ci vuole, contando sui giochetti di palazzo, come minimo una maggioranza politica alternativa ma ancora più democraticamente è necessario presentare un programma politico credibile, che siano indette nuone elezioni politiche e, alla fine, avere anche i numeri per vincerle. Troppo per questa elite di sinistra che crede che gli elettori siano tutti degli emeriti idioti e che crede di rivoltare la democrazia come meglio le aggrada. Non bisogna andare a votare: è un DIRITTO di ciascuno di noi, non fatevi coglionare non solo dalla sinistra e da quella parodia di Presidente della Repubblica che è Napolitano o da tutti quei farabutti, vigliacchi ed ipocriti che dicono di andare a votare ma di votare “ no”: solo un imbecille non capisce che andando a votare , anche a votare un “ no” , significa contribuire alla formazione del “ quorum” e dunque significa spianare la strada ai truffatori facendo la figura del coglionazzo. La storia è zeppa di tanti delinquenti che , prima di questo manipolo di gaglioffi oligarchi, conquistarono il potere con la forza instaurando orribili dittature . Si chiamavano Stalin¸ Hitler, Mussolini, Pol Pot, Castro, Mao Tse Dung ed hanno fatto la fine che hanno fatto. Un fallimento storico. Insomma, in caso di vittoria dei “ sì” e di validità dei referenda l’unico che ci rimetterà sarà solo il Paese che si troverà per altri cinquanta anni ancora con acquedotti bucherellati e con malavita che fa affari d’oro con l’acqua “pubblica” e con le sinistre contente perché continueranno a sistemare, come da sempre fanno, tutte le loro pletoriche “ clientele” nelle varie municipalizzate e negli ATO scaricando sul sistema Paese una incredibile massa di “papponi” da mantenere.


SE GLI ITALIANI SONO TUTTI COME MARIO CALABRESI…..


Se gli italiani sono tutti della stessa risma di un Mario Calabresi, che ha venduto la propria anima, per brama di potere, a quella sinistra che negli anni settanta sosteneva ed aizzava chi voleva uccidere, senza motivo, suo padre Luigi, allora è bene che Battisti ( sul quale Pisapia si è rifiutato di rispondere per non disturbare coloro che lo hanno votato , cominciamo bene!) se ne resti libero in Brasile. Il rischio, con italiani del genere, è che non solo Battisti, ma anche tutti gli altri delinquenti scappati all’estero ( Giorgio Pietrostefani,Marina Petrella,Sergio Tornaghi, Enrico Villimburgo, Roberta Cappelli rifugiati in Francia e quelli sparsi tra Brasile e Giappone come Zorzi ) una volta rientrati o fatti rientrare in Italia , non vengano tramutate in “ icone” culturali e politiche con tanto di appannaggio a nostro carico, vuoi in Parlamento, vuoi nella televisione, vuoi nei giornali, vuoi nelle Università, ecc.

L’ECONOMIST E IL VIZIO ANTICO DELLA SINISTRA MANEGGIONA

John Prideaux, un giornalista di soli 32 anni , che in passato ha visitato il nostro paese solo un paio di volte come turista e che è stato per due anni corrispondente dell’Economist dal Brasile, è l’autore del reportage sull’Italia dell’Economist. Costui arriva nel Bel Paese e nel giro di un mese intervista un ministro ( la Gelmini) , il Presidente di Confindustria ( Marcegaglia), il numero uno di Fiat (Marchionne), assiste ad un comizio (di Niki Vendola) , visita Roma e Milano, partecipa a Treviso ad una delle manifestazioni del 150° anniversario dell'unità nazionale ( quella alla quale il sindaco leghista non presenzia). Tutto qui. Il risultato di questi trenta giorni di lavoro è un reportage di 14 pagine dell'autorevole settimanale inglese in cui Prideaux non si limita a descrivere il volo d'uccello compiuto su un paese del tutto sconosciuto, ma si permette di emettere una sentenza di condanna irreversibile del paese stesso e, naturalmente, di chi lo governa in questo momento. Di fronte ad un servizio giornalistico del genere , oltre a dimostrare la più totale indifferenza, altro non si dovrebbe fare che considerare sconsolatamente come sia caduto in basso il livello del giornalismo considerato una volta per tradizione uno dei più autorevoli del mondo.

Quello che invece non mi ha stupito affatto, conoscendo i soggetti, è la reazione di grande attenzione, di grande considerazione, di grande compiacimento alla emissione della sentenza da parte di uno pressocchè neofita .Grande considerazione, da parte della sinistra solita, non tanto per la condanna al declino, ma per l'ennesima bocciatura che attraverso Prideaux “L'Economist” fa del governo di centro destra e del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi definito sprezzantemente e volgarmente come l'uomo “che ha fregato un intero paese”.

Il comportamento del settimanale inglese non è solo un esempio di giornalismo di infimo livello ma è soprattutto un esempio di giornalismo al servizio di un precisi interesso economici. Non è cosa nuova come sia dall'inizio degli anni '90 che molti banchieri e molti finanzieri della City sono interessati a favorire la destabilizzazione del nostro paese perché decisi a giocare partite speculative sulle nostre disgrazie o ad acquistare a prezzi di saldo alcuni delle nostre migliori aziende.Ed è sempre dall'inizio di quegli anni novanta che “L'Economist” si fa portavoce di questi interessi colpendo in qualsiasi maniera chi si oppone alle manovre dei poteri forti della City e sostenendo chi li vuole favorire. Insomma “L'Economist” che fa il solito killer economico anche se questa volta lo fa anche in maniera ridicola, giovanilistica e grossolana.

E’ invece la rancorosa soddisfazione con cui gli ambienti politici e culturali della sinistra italiana reagiscono a queste sberle mediatiche che fa cadere le braccia. Non si tratta solo di inguaribile provincialismo e di sudditanza psicologica nei confronti di chi viene considerato l'espressione massima ed inarrivabile del potere finanziario europeo. Si tratta di molto peggio, di una tragica ricaduta, proprio nell'anno di celebrazione del 150° anniversario dell'unità nazionale, di quell'antico vizio degli italiani preunitari di non esitare ad allearsi con qualsiasi potere straniero, pur di colpire il proprio avversario cittadino o regionale.

Sarà il caso di riflettere su questo punto. Sempre e soprattutto in questo anno di celebrazione e di ricordo di chi nell'Ottocento ha dovuto battersi innanzi tutto contro questo vizio prima di pensare a costruire politicamente l'unità del paese. Qual è, infatti, il vero germe della malattia che minaccia di sfarinare l'Italia? È il secessionismo latente del sindaco leghista di Treviso raccontato dall'inviato de “L'Economist” o lo spirito di fazione che spinge la sinistra politica e culturale a prostrarsi anche di fronte ad una puttanata pur di danneggiare il proprio nemico? Che me pensa di questo vizio preunitario, di questo ceffone in faccia da parte proprio di chi lo ha depositato sul Colle, il sedicente garante dell'Unità Nazionale , la parodia di Capo di Stato, cioè Giorgio Napolitano?

MARCHIONNE, BASTA CON LE LAMENTALE ORA. PASSARE AI FATTI.

I conti in tasca a Sergio Marchionne, li ha fatti , molto bene, Massimo Mucchetti sulle colonne del Corriere della Sera. L’amministratore delegato di Fiat si è spesso e volentieri lagnato che, mentre oltreoceano gli fanno ponti d’oro, in Italia non vengono apprezzati i suoi sforzi per rilanciare la casa automobilistica torinese. Può anche darsi che gli italiani siano scettici nei confronti del piano denominato “Fabbrica Italia”, ma è italiano il detto “ è meglio aver paura che buscarle”. Questo blog è stato fra i primi a riconoscere che la svolta impressa dal manager e dalla nuova generazione ai vertici del Lingotto, almeno sulla carta, offre delle chances a un gruppo che altrimenti si sarebbe avviato verso un lento e progressivo declino. Ma la cura Marchionne fin dagli esordi è risultata impegnativa sia per le maestranze sia per gli istituti di credito che la finanziano. Agli operai è stato fatto digerire, attraverso un referendum, un accordo che ha modificato profondamente i tempi e i modi del lavoro. Modernizzandoli certamente, ma cancellando quelle che, forse un po’ pomposamente, i sindacati chiamano le conquiste della classe operaia. E non a caso Marchionne ha scelto, per cominciare, di chiudere il sito di Termini Imerese, e poi di mettere mano all’organizzazione del lavoro nello stabilimento di Pomigliano, ovvero in quello che era considerato l’anello debole. Forte dei primi due successi, ha portato il suo “attacco” al cuore storico dell’aristocrazia operaia e, anche qui, l’ha spuntata. Il fatto che ieri abbia ribadito ancora una volta e proprio a Torino che l’impegno del gruppo per l’Italia è immutato e che i vertici stanno cercando di fare del loro meglio non modifica la questione di fondo che è la seguente: ma quand’è caro Sergio che passerai dalle promesse ai fatti? Finora per quanto egli se ne dolga a parole, nessuno ha “disturbato il manovratore”. Non lo hanno fatto i sindacati, non ci ha provato fino in fondo la Confindustria, né tanto meno il governo che non è intervenuto nella questione. I sindacati hanno ritenuto che fosse meglio cercare di salvare il salvabile, cioè l’occupazione, anche a costo di qualche rinuncia sull’organizzazione del lavoro, dei turni, delle pause, degli straordinari.

Confindustria, con Emma Marcegaglia a fine mandato, ha fatto la voce grossa ma non può impedire a Fiat di uscire dall’organizzazione soprattutto se, invece che a Torino, le decisioni saranno prese a Detroit. Il trasloco della sede centrale oltreoceano è un’incognita che Marchionne si ostina a non voler sciogliere per ora, consapevole che la vaghezza è un asso nella manica.

Ma l’analisi svolta da Mucchetti si sintetizza nel concetto che “I governi americano e canadese, per capirci, sono stati rimborsati facendo nuovi debiti con le banche americane” e, si noti, prima di Natale le banche italiane “hanno aperto nuove linee di credito per 3,5 miliardi di euro, oltre a rifinanziarne di vecchie per un miliardo”. E allora, che facciamo? Debiti da una parte per tappare in buco dall’altra? Un giochetto da finanziere, da prestidigitatore di bilanci, non buono.

Insomma se la scommessa si regge su un debito gigantesco , potrebbe finire con un aumento di capitale in capo alla risorta società americana in grado poi di fagocitare quella italiana. Francamente di una difesa campanilistica dell’italianità del gruppo non ce ne frega granché.

Il punto non è disquisire dove stanno la testa o il cuore di un’azienda. Quello che importa è che produca dei beni che il mercato vuole comprare e che remuneri adeguatamente i suoi dipendenti. Il resto è pura retorica e confusione ideologica. Allora, visto che il comunismo non si rivelò il paradiso della classe operaia bensì un inferno e che il capitalismo ha sperimentato varie crisi non ultima quella che ci stiamo lasciando alle spalle, sarebbe preferibile affrontare “ laicamente” i problemi economici con un occhio sempre attento alla sostanza dei fatti invece che rincorrere ideali e ideologie.

E allora all’amministratore delegato di Fiat che si lagna della scarsa comprensione che gli si riserva in Italia si potrebbe suggerire di passare finalmente dalle lamentele ai fatti anche da noi. Gli abbiamo promesso veri applausi se manterrà le promesse.


Cannigione domenica 12 giugno 2011

Gaetano Immè

sabato 11 giugno 2011

 LA PARODIA DI UN CAPO DI STATO ED ALTRE GAGLIOFFERIE SUL REFERENDUM



Se si deve dire solo la verità, niente altro che la verità, allora diciamo che se doversi sorbire una parodia di Presidente della Repubblica, come l'On Napolitano, per sette anni non è solo una ferita alla Costituzione, ma un vero stupro della democrazia costituzionale ed anche una vergogna mondiale. Seguitemi, per favore. Questo vecchio arnese comunista , mai pentito , mai pubblicamente dissociatosi dai troppi crimini contro l'umanità che l'ideologia da lui sempre servita ha seminato in Italia e nel mondo intero, è stato eletto dal Parlamento italiano con la maggioranza semplice dei votanti e con il voto favorevole della " sola sua parte politica". Poichè la Costituzione Italiana, quella che tanti comunisti oggi dicono di amare ma che nessuno di loro ha mai rispettato ed oggi rispetta, - non diciamo cretinate Signori e Signore, quelli che sono stati Comunisti sempre comunisti sono rimasti , niente balle! - sancisce che il Presidente della Repubblica rappresenti ed incarni " l'unità nazionale" e che sia " il Presidente di tutti gli italiani", dignità avrebbe preteso che, vistosi " imposto" con la forza dai suoi soli compagni , riciclato come " il Presidente di tutti gli italiani", Napolitano avesse rifiutato di prestarsi a recitare la parte del burattino. Ripeto per l'ennesima volta: in Italia era successo solo due volte che un Presidente della Repubblica fosse eletto con i soli voti dei suoi amici di partito, con Segni Antonio e con Giovanni Leone. Ma quelle due nomine avevano ed hanno, nella loro contestualizzazione storico-sociale, più di una motivazione. Spiegazione, fra l'altro, semplicissima, perché essendo quelli tempi di terrore, tempi in cui il la DC non poteva nulla concedere al PCI per i noti problemi di terrorismo, parve lecito alla DC stessa di imporre, inascoltata altera parte, un proprio uomo al Colle. Ma nel 2006 non esistevano questi motivi d'ordine pubblico e Napolitano altro non fu che " il presentabile canuto" da appoggiare sul Colle per sette anni, nella piena consapevolezza che la maggioranza del popolo italiano non lo avrebbe mai voluto, ma che avrebbe comunque dovuto rendere ai suoi " sediari elettori" inestimabili piaceri corrispettivi.

Avendo poi l'aggravante di ritenersi un " ottimo presidente" - siamo al " chi si loda si sbroda" - , richiesto giorni orsono se andrà a votare per il referendum, il " parodiante" non ha trovato niente di meglio che replicare un "..sono un cittadino che fa sempre il proprio dovere". Come se il voto nei referendum fosse un obbligo, un dovere civico, come lo è nelle elezioni politiche. E' noto a tutti , anche ai " parodianti", che invece per l'articolo 75 della Costituzione, il voto referendario non è assotuamente un obbligo ma semplicemente un " diritto", un diritto che il cittadino può utilizzare o rifiutarsi di utilizzare. Come gli succede ormai troppo spesso, questo " parodiante", questo "imitatore" di un Capo di Stato, ha tradito la Costituzione ( a sentir lui sarebbe l'unico difensore della Costituzione , quando si dice i danni che con l'età porta con sè la schizofrenia !)( pretendere di fare il maggiordomo di una fazione politica e di ricoprire anche una carica " super partes" è schizofrenia politica) e tentato per l'ennesima volta di turlupinare il popolo italiano. Per reazione contro simili gagliofferie presidenziali è nato addirittura anche un " Comitato per il non voto al referendum del 12 e 13 giugno 2011"che tramite l'adesione via E-mail a :magdicristiano.allam@europarl.eu darà voce a tutti coloro che non solo ritengono indegno e fazioso lo sproloquio presidenziale , ma che evidenziano anche l'assurdità di un istituto ( referendum abrogativo) con il quale, stuprando i principi basilari della democrazia, una minoranza elitaria ( la maggioranza sul 50,01% - quorum valido - è proprio un italiano su quattro) vorrebbe avere la pretesa di cancellare leggi approvate dal Parlamento appositamernte eletto dal popolo sovrano e promulgate dal Capo dello Stato. Svergognando così pubblicamente anche tutti quei finti tonti , tutti quei politicanti truffaldini e vigliacchi che non avendo il coraggio delle proprie azioni si nascondono dietro " vado a votare ma voto no" così contribuendo fattivamente alla realizzazione di quel colpo di Stato condotto da questa minoranza elitaria ai danni del popolo sovrano. Uno spunto ulteriore per criticare il referendum come istituto costituzionale truffaldino: se le schede sono quattro, ma il registro dei votanti è uno solo, cosa succede se Tizio va a votare per un solo quesito? Semplicemente e truffaldinamente che la sua presenza al voto contribuirà a costituire il 50,01% anche per i tre quesiti che Tizio non ha voluto votare. Che cosa devo poi pensare di quei soloni della FIOM e della CGIL che oggi sostengono l'importanza del referendum per decidere su acqua, nucleare e legittimo impedimento ma che non rispettano gli esisti del referendum sul lavoro sugli accordi FIAT e Bertone?


ELOGIO DELL’INCOERENZA

Ricapitoliamo e ricordiamo. Nel 2006 P.L. Bersani, allora Ministro nel Governo Prodi – Unione ed oggi Segretario del PD, presentò un lungo disegno di Legge ( Prodi, Lanzillotta, Bersani, Amato) per “ promuovere la concorrenza”, Poi nel 2008, nell’imminenza della caduta di quel Governo Prodi / Unione, lo stesso P.L. Bersani sosteneva che la gestione dell’acqua da parte dei privati era auspicabile così “ da non dispenderne neanche una goccia che , essendo di Dio, è di tutti “. Ancora nel 2010 , esprimendosi sul referendum da tenersi appunto il 12 ed il 13 giugno, sempre lo stesso P.L. Bersani affermava che “ la consultazione abrogativa, abrogando, non offre una normativa utile”. Oggi però sempre lo stesso P.L. Bersani sostiene il “ sì” all’abrogazione del Decreto Ronchi- Fitto che avrebbe aperto la gestione dell’acqua, previa gara pubblica, anche ai privati. Se poi leggi dalle parti di Rifondazione Comunista e del SEL, allora resti basito. Ho letto pochi giorni opereorsino, sul Manifesto, un titolo “ Futuro, natura, lavoro? La soluzione esiste! Tagliare le centrali nucleari e le grandi  opere”. E perché, vorrei aggiungere, non ci tagliamo pure le palle? Un programma che è una castrazione collettiva, ridurre per sempre il nostro futuro e quello dei nostri figli e nipoti ad una miseria di vita , anzi di pura e miserabile sopravvivenza con quel poco che c’è, in attesa della morte. Un programma funesto, ridicolo, iettatorio. Perché poi non ricordare che De Magistris (IDV) e la Serracchiani (PD), oggi inflessibili fautori del “ si” abrogativo del piano nucleare del Governo ( peraltro dal Governo da tempo , dopo la tragedia giapponese , rinviato) nel 2009 al Parlamento europeo votarono a favore della costruzione di centrali nucleari in Europa? Su un argomento così delicato, P.L. Bersani e tutto lo schieramento del centrosinistra ed il P.D. in particolar modo, evidenzia una incoerenza abissale e ridicola, dimostrando così di sostenere il “ sì” referendario solo come mezzo ipotetico per indebolire la maggioranza, ma dunque non certo perché migliorerebbe i servizi pubblici per il popolo. Un opportunismo cinico e ributtante ma non certo unico. Perché, dato che il detto afferma “ Dio li fa e poi li accoppia”, ecco un ridicolo L.C.d. Montezemolo ( corteggiato da P.L. Bersani e ricambiato calorosamente ) offrire , pochi giorni fa, al Ministro Tremonti “ il più sincero sostegno” in quanto contrario a riforme del fisco nell’immediato perché incompatibili con l’equilibrio dei conti e poi, dopo qualche giorno appena, sostenere che “ ridurre le imposte era un imperativo “. Questi due ingeriscono dosi industriali di xamamina. Direte, tutto qui? Certo che no! Bignamino pronto. Marchionne, in America , da Obama, osannato e ringraziato, da noi insultato, minacciato,deriso. Un Magistrato di L’Aquila incrimina scienziati e tecnici per non aver saputo prevedere il terremoto. Il P.D. , ormai un vero comico, degno di uno dei fratelli De Rege ( quelli di “ vieni avanti, cretino!”) che sostiene con le vene del collo gonfie il “ sì” all’abrogazione, tramite il prossimo referendum, delle disposizioni che aprivano ai privati sulla gestione dell’acqua , disposizioni che erano state introdotte  nel 2008 dallo stesso P.D.. Se vengono catturati i mafiosi non è mai merito, non dico del Governo, ma dei Carabinieri, ma dei Magistrati, di questi eroici Magistrati che, abbandonando per qualche ora la dura lotta senza quartiere e senza sosta contro il nemico pubblico numero uno ( alla fine, con la distribuzione delle caramelle, vi dirò anche chi è) trovano anche il tempo ed il modo per far arrestare i delinquenti. Chissà però perché quando , poi, la Cassazione, tutta occupata per facilitare i referenda presentati dal collega ed amico Di Pietro tralascia di depositare una sentenza e fa liberare quattro collaboratori mafiosi di Provenzano, ecco spuntare il partito della legalità nonché sedicente unico depositario dei valori della Costituzione ( che magari potrebbero anche studiare a tempo perso oltre che evocarla come in una seduta spiritica alla Romano Prodi e sbandierarla come fosse il “ Libro rosso di Mao”) intimando ridicolmente al Governo di “ venire con urgenza a riferire in Parlamento”. Ma perché spendere i soldi per andare al cinema per ridere? Basta osservare la sinistra.


SCAMPIA , NON CI PASSA SOLAMENTE E CHI CI RACCOGLIE TANTISSIMI VOTI



Pensierino della notte: Mario Balotelli passeggia per Scampia e la stampa “ molto democratica” s’inventa lo scandalo calcio / camorra. De Magistris non solo ci passeggia, ma raccoglie qualcosa come il 67% dei voti. Nessuno ha qualcosa da ridire? Camorra sparita ? Dice niente , poi, che un P.M. di Napoli, tale Dr Giuseppe Narducci, un Magistrato di Napoli che ha indagato a lungo per quel reato inesistente che è “in concorso esterno in associazione mafiosa” il coordinatore campano del PdL Dr Cosentino, abbia ottenuto da De Magistris – come premio per “ quel lavoro”? - un posto nella Giunta del Comune di Napoli?

Cannigione sabato 11 giugno 2011

Gaetano Immè

lunedì 6 giugno 2011

REFERENDUM, SPUNTI, OSSRVAZIONI


Solo da 1990 ad oggi sono stati ventuno i referenda che non hanno ottenuto l’aspirato “ quorum”, cioè il famoso cinquanta virgola uno per cento degli italiani che va a votare, non importa come. L’aria referendaria elettrizza la sinistra, la spinge come il vecchio “Carosello” a regalare i punti premio VDB ( chissà, forse non c’eravamo accorti che la famosa sigla commerciale era l’acronimo di “vittoria di Bersani” ecco perché nessuno ha mai vinto niente con quei punti!) a chi va a votare , i loro “ paraculi” concionano sulla consultazione come “ oracoli” di Delfo o di Largo Fochetti poco importa. Fedele e coerente con quanto scritto nei giorni scorsi, rispetto l’istituto referendario ma , al contrario dei vari Scalfari, Galli della Loggia, Santoro, Floris, Mentana e codazzo di Maghi Otelma al seguito, non utilizzo il referendum alle mie esigenze ideologiche, come fanno tutti i nominati “ pensatori” , ma lo esamino e lo scruto solo in funzione della sua portata e del suo significato costituzionale.

Scalfari ieri s’è dato al solito sermone domenicale, ma ormai sta dando il peggio di se stesso, solo i suoi adoranti fans, quelli che ragionano con le viscere e con l’odio antiberlusconiano, quelli che hanno dato il loro cervello in “ comodato d’uso” al partito di Repubblica, possono digerire e trovare sensate le sue menzognere elucubrazioni. Ieri ha decantato una fila ordinata di venticinquemila persone magnificandola come “ l’incarnazione del popolo sovrano”. Popolo sovrano ? Visto che a votare, al ballottaggio milanese, sono andati in 670.000 persone circa , com’è possibile che per Scalfari solo una sua ristrettissima cerchia, solo una sua “ elite” possa incarnare il “ popolo sovrano”? Scalfari s’è tradito! Eccola la sua democrazia, la “ loro “ democrazia!! La solita “ elite”, quella degli “ ottimati”, quella dei “ magistrati”, quella degli “ oligarchi” che , “ per dono divino”, deve decidere per tutti gli altri, per quel popolaccio bue , rozzo e stronzo che , se non ridotto in schiavitù e servaggio, potrebbe anche ardire di votare “ secondo la propria opinione”, anziché secondo quanto ordina Scalfari! Così questo saccente e ridicolo Mago Otelma di Largo Fochetti prosegue a pisciare in testa il popolo bue , perché , sognando che quei venticinquemila “ ottimati” diventino, ai referenda prossimi, 25 milioni ( 50,01% famoso), allora “ vorrà dire che il vento è proprio cambiato e che ci vuole un Governo nuovo di zecca per terminare questa legislatura…ecc..”. Vorrei chiedere al gran paraculo, al Santone ed ai suoi lettori: scusate, ma 25 milioni sarebbe “ popolo sovrano” ( perché potrebbe far cadere il Governo) ma quei 37 milioni circa di elettori che nel 2008 hanno votato che il PdL governi fino al 2013, cos’è, una “ minoranza”? E dove li mettete?

Il referendum è una delle peggiori forme di “ dittatura oligarchica” che possano esistere. In poche parole: la maggioranza del 50,01% abroga una legge. Insomma se venticinque persone su cento italiani – un quarto del popolo – la pensa in un modo, con l’utilizzo della norma referendaria, di questa norma referendaria, quella minoranza impone la sua dittatura sulla stragrande maggioranza del popolo. Senza contare, come è poi ben noto ed intuibile, che le minoranze elitarie, culturali, politiche ed economiche sono ristrette da vincoli di appartenenza assolutamente cogenti , per cui il pericolo che tramite questo istituto referendario la “” democrazia” sia stuprata da una “ dittatura di una minoranza” è vivo, vero e reale. E da combattere, se si ragiona per il bene del Paese anziché solo per il proprio miserabile tornaconto.


NAPOLITANO ED IL DUE GIUGNO

Mi sono riletto molto bene il discorso di Napolitano per il 2 giugno scorso. C’era di tutto, il solito ventennio fascista, l’emigrazione degli italiani in America ( che era precedente al fascismo, per la verità), la prima guerra mondiale, la seconda guerra mondiale e l’Italia che ne esce brillantemente inserendosi in Europa. Onorevole Napolitano, come mai nel suo bel discorso è mancato il seppur minimo accenno a tale Alcide De Gasperi? Le fornisco la mia spiegazione: perché fu solo grazie a costui che l’Italia si salvò dalla morsa assassina e mortale del comunismo di Stalin e di Togliatti, dove Lei in prima persona , Onorevole Napolitano, voleva rinchiuderci. Ecco perché tace vilmente. Grazie per questa sua lampante dimostrazione di “ NON ESSERE IL PRESIDENTE DEGLI ITALIANI, MA DI ESSERE L’OCCUPATORE DEL COLLE PER CONTO DEGLI STESSI COMUNISTI DI ALLORA”. Lo dico a voce altissima: mi vergogno di avere un personaggio come Lei sul Colle, anche se Lei non ospita belle ragazze, ma ho orrore della sua anima , della sua mente e del suo passato da comunista. Nulla di personale, ma se c’è qualcuno che è veramente “ unfit to lead my country” questi è solo Lei, peraltro eletto con i giochi di Palazzo e non dal popolo.



SE CAMBIA L’ARIA, HURRICANE PER DE MAGISTRIS!

Se Michele Mastrosimone fa sul serio, l’aria cambierà sul serio, e di brutto. Ma per De Magistris. La costituita Associazione “ Vittime di De Magistris “ il 20 giugno prossimo presenterà una richiesta di danni alla Stato italiano per decine di milioni di Euro, per danni che l’ex P.M. di Catanzaro ha provocato con le sue incontrollate scorribande giudiziarie . La questione di “ Marinagri” , un porto turistico in provincia di Policoro, in Basilicata, è emblematico. Fu tutto sequestrato, dissequestrato e ri sequestrato, per circa tre anni perché, sosteneva De Magistris, tutto era stato costruito nel letto di un fiume e ci sarebbero stati migliaia di morti per frane e smottamenti. Tutte fregnacce, niente era vero. Marinagri sarà inaugurato proprio il prossimo 20 giugno e la richiesta di danni che presenterà allo Stato italiano non sarà cosa da poco. Cerchiamo di capirci: 500 milioni di investimenti, 1800 le persone interessate, 430 lavoratori diretti, 50 le aziende locali dell’indotto, 1.000 i dipendenti dell’ondotto, 200 giovani assunti, circa 300 gli acquirenti di posti barca e case, sia italiani che stranieri. Siccome l’Italia è l’unico Paese al mondo dove un Magistrato gode di una impunità degna di un Creso, Di Magistris non pagherà un tubo per “ le gravi ed inaudite condotte colpose dell’ex P.M.”- che hanno tramortito tutta l’economia locale - ma pagheremo, come al solito, noi contribuenti italiani. De Magistris oltre che Sindaco di Napoli è ancora eurodeputato dell’IDV e come tale, incassa ancora 27.000 Euro al mese che spettano a chi bruca l’erba di Bruxelles per qualche giorno al mese, oltre, s’intende, quella “ immunità” che è “ un ribrezzo se compete al centrodestra” ma che è una “ risorsa lecita” se compete al centrosinistra ( vedi anche D’Alema). Sono aperte le scommesse sulle dimissioni di De Magistris dall’Europarlamento.



Cannigione lunedì 6 giugno 2011

Gaetano Immè

domenica 5 giugno 2011

QUALCHE DEDICA, QUALC HE SASSOLINO TOLTO DALLA SCARPA, QUALCHE DOVEROSA REPLICA


Siamo al “ sabato del villaggio”, non però come sostenevo la volta passata, nel senso profondo e metafisico del significato intimo dei versi leopardiani, ma ormai nel crudo e dispregiativo significato de “ il sabato del Villagio” nel senso dell’attore, ossia tutti i deprimenti, meschini, vigliacchi, mistificatori Ragionieri Filini e Fantozzi della cultura italiana che, dagli ultimi venti, hanno pure la pretesa, la faccia tosta, l’ardire, l’improntitudine di volerci anche insegnare qualcosa.

Al tenero Gad Lerner - ho sempre paura di fargli male solo a guardarlo negli occhi, che lui tiene sempre debitamente bassi, come s’usa dalle parti arabe a lui sì care, solo a ricordare chi sia stato e chi sia , solo a ricordargli le sue innumerevoli prove da vero “ cuor di leone” - che , infantilmente ridanciano, saltella e scribacchia sulla “ Milano liberata” - tacendo ben bene, com’è abituato visto il suo grande equilibrio e il suo ben noto coraggio civile , di Napoli - dico due sole paroline, di più non ne vale proprio la pena. Quello che disse ( Roma-Juve:4-1) Totti a Furino :pja, pesa, incarta e porta a casa quattro pallini ! Contegno Gad, contegno. Gli sfottò della sinistra di oggi, potrebbero diventare fra due anni lacrime di sangue ! Ricordati di Icaro !

Alla sinistra tutta, i miei complimenti e le mie congratulazioni. Ci sono voluti settanta anni ma, finalmente la sinistra ha scoperto che esiste una Patria, una Patria che non se ne va a zonzo per il mondo, che si chiama Italia e che ha una bandiera con tre colori: verde, bianco e rosso. Oggi sono tutti come i fascistoni di ieri, tutti “ dio, patria e famiglia ( anche gay)“, dopo settanta anni passati a pisciare sopra il tricolore, osannando la rossa bandiera dell’URSS, dopo settanta anni a bollarti come fascista se solo ti usciva dalla bocca il sostantivo “ patria”, dopo settanta anni di loro miserabile servaggio per l’Unione sovietica, per i loro missili, per le loro invasioni, insomma finiamola qua, oggi vedo la sinistra ravveduta e umanamente ed intellettualmente me ne compiaccio. Vorrei che completassero l’opera però, con poche ma significative “ canosse”, che chiedessero scusa agli avieri italiani trucidati in Congo nel 1958 e da loro infangati come “ burattini americani”, agli eredi di Quattrocchi, che fu ucciso in Irak e che morì gridando in faccia ai suoi assassini “ Vi faccio vedere io come muore un italiano!” e che la sinistra bollò con sussiego e con disgusto come un “ miserabile mercenario”, ai tredici morti a Nassirya durante i funerali dei quali la sinistra sbandierava patriottici cartelli con su scritto “ dieci, cento, mille Nassirya!” e mi fermo qui per amor di Patria. A guardarli oggi, tutti ossequiosi di Santa Romana Chiesa, tutti proni davanti al tricolore, sembra di vedere tutte quelle vecchie zoccole da marciapiede che , dopo una vita da battone, imboccano il vecchio rimba che se le sposa e recitano, malamente, il ruolo di “ signore”….Perciò, cari Napolitano, D’Alema, Bersani, Nichi, Ferrero, ecc, non siate ridicoli come vecchie mignotte rifatte, un po’ di contegno, giù quei ditini e se proprio volete tenerli dritti, i vostri benedetti ditini, sapete dove dovete metterveli.

Al TG3 , alla Berlinguer ed a Mannoni, due intellettuali veramente tutti d’un pezzo, mai proni, in ginocchio giammai, sdraiati non se ne parla proprio, due giornalistoni cresciuti a “ pane e coerenza”, non credo che stiano a RAI3 perché raccomandati, quando mai! Roba seria insomma. Martedì sera al TG3 Notte, parlavano di “ Napoli liberata”, ma si guardavano bene dal dire da chi Napoli fosse stata liberata. Da venti anni di amministrazione di sinistra ( Bassolino e poi Jervolino), dalla recente Giunta degli ultimi cinque anni della Jervolino nella quale ha sempre seduto l’IDV di De Magistris,, quello che oggi “ ha liberato Napoli”, secondo Mannoni. Ma da chi non si deve sapere, per Berlinguer e Mannoni. E poi, la chicca, sui referendum! Quando Leoluca Orlando Cascio, non sapendo cosa replicare a chi contestava l’inutilità dei referendum, non ha trovato di meglio - poverino, ogni botte dà il vino che ha - che dare una perla della saggezza sua farfugliando “ ….è sempre bene che il popolo dica la sua opinione su argomenti importanti come quelli…”. Insomma, secondo questo “ scienziato della politica italiana” quando un partito desidera conoscere cosa pensi il popolo di un certo argomento non spende i suoi soldi per un’inchiesta, no! Organizza a spese nostre un referendum! Una chicca della democrazia secondo Berlinguer e Mannoni e il TG3: quello che è tuo ( soldi) è mio.

Dedica particolare a Massimo Gramellini ( Il Corriere della sera)  ed a Michele Serra ( Repubblica. I due scrivono, proprio lo stesso giorno, su due giornali diversi, praticamente lo stesso articolo nel quale affermano che - dopo la vittoria a Milano di Pisapia e di De Magisteri a Napoli - “ sono finiti gli anni ottanta”. Michele Serra , che è un “ professorone” oltre che un uomo d’onore, scrive che “è finita la politica del cerone, delle facce rifatte, delle escort, delle olgettine…..è finita la fiction!”. Massimo Granellini scrive che gli anni ottanta sono “ la tv commerciale, luccicante, ma soprattutto volgarmente liberatoria”. Costoro vorrebbero dare ad intendere all’ignaro ed ignorante lettore che tutto ciò che è accaudto in Italia, dopo la fine della guerra ideologica degli anni settanta , compresa la rinascita di Milano, sia stato tutto un disastro, una frana. Tradotto in soldoni, costoro vi stanno dicendo che un decennio ( dagli 70 agli anni 80) e’ invece un trentennio ( dagli anni 80 agli anni ’10). E così , confondendo un decennio con un trentennio, un lucidissimo Gramellini può scrivere che “ …nel pantheon dei valori supremi l’uguaglianza cedette il passo alla libertà, intesa come diritto di fare i comodi propri , perché da questo egoismo vitale sarebbe sorto il benessere”. La verità che il “ duo scriba” non deve dire - loro sono ben adusi a scrivere quel che il padrone comanda, verità o bugia fa lo stesso, lo fanno da una vita - che in quel trentennio la loro sinistra, quella borghesia che ora canta una forse prematura vittoria, non è stata capace di produrre nulla, non una alternativa politica, non un progetto sociale nuovo, non un giudizio storico che andasse oltre il loro naso, non un’imprenditoria che fosse all’altezza di misurarsi con il mercato . Dove stavano lor signori in quel trentennio? Come mai hanno consentito che Milano diventasse una bella e ricca città grazie all’inventiva imprenditoriale della nuova classe dirigente uscita fuori con l’individualismo berlusconiano? Come mai ne hanno goduto i frutti, ne hanno intascato i lauti guadagni, i medioevali privilegi standosene sempre ben zitti e mosca? Cosa han fatto costoro ed i loro intellettuali durante quel trentennio? Dove stavano in quel trentennio tutti costoro se non ben rifugiati, accoccolati, pasciuti, nelle redazioni della TV pubblica, nei media berlusconiani, nelle case editrici e nei quotidiani ? Dov’era dunque, cari scriba altezzosi e bugiardi, la vostra borghesia dura e pura? L’omissione ridicola dei tre decenni vi serve per servire bene il padrone, vi serve per nascondere le troppe colpe della sinistra. Dove stavano questi famosi “ progressisti” mentre la biliosa magistratura italiana, anticostituzionale, giacobina e gaglioffa massacrava quei partiti politici contrari e salvava solo la sinistra comunista ? Dove vi eravate nascosti negli anni novanta quando in tutta Europa e nel mondo la sinistra faceva i conti con la sua storia ed i suoi fallimenti approdando a baie riformiste e socialdemocratiche ,, mentre in Italia ancora vivevano i sacri mostri del passato e della concertazione? Cari Serra e Granellini, pensare di prendere per il culo i vostri lettori è deplorevole, anche se costoro se lo meritano. Tuttavia se credete che sia sufficiente condannare “ Drive In” per salvare la vostra incapacità siete fuori strada. Scoperti e svergognati.

Dedica affettuosa anche per il Professor Ernesto Galli della Loggia, illustre editorialista de Il Corriere della Sera, altro preclaro esempio di italiche virtù, taciute e nascoste . Spiace che “ il professore” , con un editoriale dei giorni scorsi, umili la sua nota professionalità usando , contro chi non la pensa come lui termini come “ servi”, termine più da servitù domestica o da postribolo che da Corriere della Sera . Spiace e disgusta che “ il professore” scopra solo ora il coraggio di Maramaldo di infierire cioè sul nemico, solo ora , quando vede, o crede di vedere, Berlusconi gravemente menomato e moribondo. Comunque, visto che “ il professore” ha preferito maramaldeggiare anziché ragionare, è bene replicare e chiarire , a proposito di “ servi “:
1. Che Ernesto Galli della Loggia, come Il Corriere della Sera, è tato per venti e più anni al servizio di un
    editore di nome Gianni Agnelli. Non risultano , nel ventennio, prese di posizione dell’editorialista e del
    giornale contrarie all’immonda pratica da “ postribolo industriale “ con la quale lo Stato manteneva la
    FIAT , della quale Gianni Agnelli poi “ socializzava le perdite” (mettendole sul conto dei contribuenti
    italiani ) , mentre privatizzava” così bene gli utili tanto da esportarli all’estero e nascondendoli al fisco
    italiano, come stato recentemente dimostrato;
2. Che lo stesso Professor Ernesto Galli della Loggia è stato poi un fervente craxiano di ferro , un intellettuale
    che aveva sposato totalmente l’ideologia craxiana, almeno fino a quando non è
    apparso all’orizzonte lo scandalo di Mani Pulite;
3. Che lo stesso Professor Ernesto Galli della Loggia si è subito  intellettualmente convertito al “
    dipietrismo”giustizialista finché non apparve nel 1993 Berlusconi
4. Che lo stesso Professor Ernesto Galli della Loggia è stato anche  berlusconiano se non di ferro almeno
    d’acciaio, fino alle elezioni della scorsa settimana.
5. Che il giornale del quale è illustre editorialista ha padroni illustri per i quali deve lavorare e scrivere:
    banche, finanzieri anche d’assalto, assicuratori, scarpari, couturier modaioli, ecc ai quali
   chinare penne , pagine e ginocchia.

Cos’è e come chiamare , esimio Professore, un intellettuale che, anziché seguire le proprie idee, esegue gli ordini dei vari padroni che nella sua vita ha servito? Dia Lei, dall’alto della sua “ cattedra” la risposta.


RIFORMARE IL SISTEMA ISTITUZIONALE O CONFERMARE IL VECCHIO SISTEMA?

Il discorso è molto semplice. E’ importante, però, affrontarlo nella sua semplicità. Così da evitare orpelli che, a volte, producono confusione. Anche se ogni approfondimento sul tema della riforma elettorale è sempre auspicabile e necessario. Facciamo un passo indietro: quando, nel 1994, Silvio Berlusconi scese “in campo”, si inserì nella trasformazione politica e istituzionale caratterizzata dal cambiamento determinato anche dalla nuova legge elettorale per i Comuni.
Insomma, già con la elezione dei nuovi Sindaci nell’autunno precedente , cioè con le consultazioni amministrative del 1993, si era prodotto un sistema costruito sulla logica del maggioritario e l’elezione diretta dei primi cittadini. Un tale mutamento provocò la possibilità di un meccanismo basato sull’alternanza al potere.All’epoca, fu una vera e propria “rivoluzione copernicana”, anche se vanificata dalla partitocrazia, imperante allora come oggi. In più, per le elezioni politiche del 1994, il cosiddetto “mattarellum”, cioè il nuovo sistema elettorale che uscì dal Palazzo in seguito al referendum del 18 aprile 1993, pose i presupposti politici per la discesa in campo di Berlusconi e per l’avvio, anche in Italia, del sistema politico dell’alternanza. Forza Italia nasce su quel presupposto, cioè nella prospettiva di realizzare la politica dell’alternanza attraverso un sistema elettorale maggioritario e uninominale. E’ il suo fondamento. In altre parole, la Riforma che connotò politicamente la discesa in campo di Berlusconi fu quella elettorale, anche se non fu lui a farla, ma la ereditò dal Parlamento precedente. Il merito principale di Berlusconi fu quello di capire, insieme ad Antonio Martino e ai Radicali di Marco Pannella, più e meglio di altri, il cambiamento di prospettiva che il “mattarellum” avrebbe permesso. Infatti, Berlusconi vinse le elezioni. Chi ha vissuto, fin dall’inizio, la nascita di Forza Italia, sa benissimo che quel progetto politico coincideva con la Riforma istituzionale americana o anglosassone, con una legge elettorale in senso maggioritario e uninominale, che fosse accompagnata da una più complessiva riforma presidenzialista o semi-presidenzialista.
Invece, forse annebbiati da chissà quale ambizione personalistica, i dirigenti del centrodestra accettarono di votare il “porcellum”, nel 2006, come espressamente chiesto e voluto dalla Lega e dall’Udc di Casini, con le conseguenze che, oggi, abbiamo sotto i nostri occhi. Ma Forza Italia era nata avviando il processo di Riforma americana del sistema elettorale. Insomma, sul piano politico, Berlusconi nasce con la prospettiva liberale di costruire un meccanismo democratico fondato sul maggioritario e sull’uninominale. Quindi, un sistema elettorale che, come si sente dire in questi giorni, tornasse a reintrodurre quote più o meno ampie di proporzionale, sancirebbe la fine della ragione sociale da cui era nata Forza Italia e, di conseguenza, l’attuale Pdl perderebbe la propria stessa e unica identità. Al contrario, una possibilità di rilancio della “rivoluzione liberale” passa innanzitutto attraverso la Riforma elettorale americana o anglosassone o, comunque, uninominale e maggioritaria. Ancora una volta, il dibattito aperto in tempi non sospetti dal quotidiano l’Opinione, e riguardante la riforma dei partiti, merita ulteriori interventi, analisi, articoli. Perché soltanto così si potrà infondere il “metodo liberale” e promuovere un meccanismo democratico all’interno dei soggetti politici organizzati. La domanda è: secondo quale visione politica? Quella riformatrice o quella conservatrice? Quella uninominale o quella proporzionale? Quella laico-liberale o quella verticistica?



LE VERITA’ DELLA NOSTRA STORIA , NASCOSTE E SCONOSCIUTE

Il due giugno è la festa della nostra Repubblica. Avete sentito tutte le feste, anche da parte di chi ha sempre odiato la Patria ( vero Napolitano, vero Bersani, vero D’Alema?). Ma nessuno vi ha raccontato una perlina che invece io vi voglio raccontare. Vi voglio parlare del così detto “ suffragio universale”. Anche questo suffragio è una leggenda che va chiarita. Perché è vero che in quella occasione votarono per la prima volta anche le donne, ma dovete sapere che , forse per favorire la vittoria della Repubblica , il Governo che dalla caduta del Fascismo al 1948 godeva anche del potere legislativo, emanò il decreto numero 69/46 - votò contro il Re Umberto - con il quale si privarono del diritto di voto tutti gli abitanti della Venezia Giulia, Alto Adige, Dalmazia, Istria e Isole del Dodecaneso , Libia. Un furto ai danni del popolo italiano, altro che suffragio universale . Anche perché questi cittadini non furono poi mai chiamati alle urne!

Cannigione, domenica 5 giugno 2011

Gaetano Immè

giovedì 2 giugno 2011

IL SABATO DEL VILLAGGIO DEI VILLANI DEL VILLAGGIO DELLA SINISTRA.

Sento e vedo esagerate e ridicole roboanti feste degne del sabato del villaggio, degne di chi s’accontenta do quel poco che lo mantiene in vita, degni di chi considera già un miracolo il fatto di esistere, di respirare, di vivere. PdL , Lega , Centro e PD hanno perso le elezioni amministrative. Il Centro, il così detto Terzo Polo non solo non ha vinto, non solo ha perso, ma è chiaro a tutti ora che l’unica mira politica cui può aspirare è quella - tutta rancore, bile e fiele personale - di impedire a Berlusconi di vincere , potrà dannarsi per farlo annegare ( come ha sempre fatto Fini dal 2008 ad oggi, specie sul tema della riforma della Giustizia, impedendo di fatto al Governo di andare avanti ). Punto e basta. Un programma politico veramente “ nobile “! Se Berlusconi, se il centrodestra dovesse scomparire non si capisce bene dove andrebbe da solo questo Terzo Polo , considerato che la sinistra ha già altri alleati - e che alleati ! - con i quali fare dolorosi conti. A sentir loro, quelli del Terzo Polo, sono soddisfatti già così, perché per loro l’importante è “ esistere” ( ricordate Franza o Spagna, purché se magna??) , solo “ deinde , filosofare”!
L’ho già scritto ieri l’altro, queste elezioni amministrative hanno certificato che è stato commesso un omicidio costituzionale, l’uccisione “ del regolare funzionamento degli organi costituzionali “ ordito da diciassette anni da quella ben nota fazione politicizzata della Magistratura che ha avuto la complicità di tutta la sinistra e come vittima il centrodestra. Certo, la vittima ci ha messo del suo, perché si è fatta irretire da scandali , da inchieste, da rinvii a giudizio, da Fini, da invocazioni plurime invece di non curarsi di loro ed andare avanti con il suo programma.Chi sostiene che Berlusconi abbia ecceduto con i Magistrati politicizzati dice una emerita coglionata, dice appunto quel che ripetono a pappagallo i terzo polisti. L’attacco continuo di questa fazione di Magistrati , fattasi fazione politica violando la Costituzione nel silenzio infame di un Colle infame, complice interessata una sinistra ormai schiava dell’OPA lanciata da Di Pietro e da Vendola ed una rancorosa e biliosa serpe in seno, qual è stato fin dal 2008 Fini, ha costretto il centrodestra a perdere tempo ed energie per difendersi da false accuse, tralasciando colpevolmente l’attuazione del suo sbandierato programma. Se il partito dei Magistrati è l’assassino , il reo che ha ordito svariati attentati contro il funzionamento delle istituzioni democratiche ( consultare il codice penale, please, dato che non sta scritto in nessuna parte che sia legittimo, in politica, combattere l’avversario politico con ogni mezzo, anche con gli attentati agli organi costituzionali) occorre denunciarlo al Paese ed alla stessa Magistratura perché la sua esistenza non è soltanto un pericolo per Berlusconi, non è solo un pericolo per il centrodestra, ma è un pericolo per tutti, per la costituzione in primis, per chi vuole che l‘Italia rimanga una Repubblica e non sia trasformata in una oligarchia di Magistrati. E dunque, sotto con la riforma della Giustizia, senza sentire più il ridanciano Bersani, il ridicolo Franceschini, il finto serioso Latorre, la finta indignata Finocchiaro, senza dare più ascolto alle ridicole fregnacce sulla impossibile ed inesistente “ massima condivisione della riforma” che rotolano rumorosamente come barattoli vuoti giù da un Colle da tempo ( Scalfaro, Ciampi, Napolitano, sono ventuno anni!) in vena di clamorose prese per il culo per il popolo , senza soffermarsi sulle inutili e corporativistiche starnazzate della ANM, sulle medioevali pretese castali del CSM. Certo non si può impunemente annunciare da quindici anni una riforma della Giustizia che poi non viene fatta, non si può impunemente guastare una saggia politica estera facendosi spingere, da un Napolitano stranamente guerrafondaio , a partecipare malamente ad una guerra libica che mai è stata una “ rivolta del popolo in cerca di democrazia “ ma solo una guerra interna e fratricida fra le due anime della Libia ( Cirenaica e Tripolitania) per il potere sul petrolio, non si può impunemente lasciare solo un ottimo Ministro degli Interni alle prese con un’ondata immigratoria senza precedenti, non si può impunemente ammettere che un Governo liberale non abbia fatto una sola fra le tante sbandierate liberalizzazioni a costo zero, quale è p.e. l’abolizione degli ordini professionali o l’abolizione del valore legale del titolo di studio. Che il centrodestra rivendichi a viva voce e pubblicamente di essere un partito moderato e liberale, senza paure, senza infingimenti, senza tentennamenti, senza se e senza ma e che denunci alla gente l’esistenza di questo omicidio costituzionale compiuto da sinistra e dal partito dei Magistrati di cui è rimasto vittima per troppa educazione e troppo rispetto altrui nonché questo ormai ridicolo “ compromesso storico” che questi vecchi arnesi democristiani e comunisti , ora mascherati da nuovi ridicoli bardi papalini , indegni ed infingardi corifei di ideali da “ Dio, Patria e famiglia “ (ora sbandierati con sprezzo del ridicolo dopo una vita passata a pisciare sopra a questi stessi ideali e ad un tricolore sempre sputazzato a favore della bandiera rossa la trionferà ), che questa consorteria di gaglioffi ci vuole imporre, sempre senza interpellarci.


Pensateci bene, signore e signore, perché questa sconfitta non è salutare, ma è addirittura “ salubre”. State certi che le odierne vittorie della sinistra radicale, dei Pisapia, dei Vendola, dei De Magistris che rendono il ridanciano Bersani prigioniero di due pensati OPA lanciate contro il PD dalla sinistra antagonista, saranno, a Milano ed a Napoli, vittorie di Pirro. Che siano dunque benvenute queste elezioni amministrative del 2011, perché esse saranno il miglior viatico per una vittoria elettorale alla grande del centrodestra nelle elezioni vere, quelle che contano davvero: quelle politiche del 2013. Vedi Zapatero in Spagna, vedi Obama in USA, vedi PdL alla prossima votazione.



REFERENDUM DEL 12 E DEL 13 GIUGNO 2011

Un po’ di confusione , grazie alla Cassazione, sui referendum, facciamo chiarezza. Un referendum è e resta un referendum, una perla della nostra Costituzione, offuscata da un uso et abuso storico nonché da una serie di vittorie popolari che il “ palazzo” ( quello democristiano e comunista ) ha sempre provveduto a cancellare, in perfetto stile stalinista ( RAI privata, responsabilità dei giudici, ecc). Dunque quesito sul nucleare, sull’acqua e sul legittimo impedimento. Che l’esercizio della democrazia si attui e si mostri in tutto il suo splendore e che la qualità della risposta popolare sia e resti l’unica misura della forza referendaria. Questo non significa però che i promotori possano impunemente trasformare i referendum sui tre punti in uno su Berlusconi o sul centrodestra. La solita squallida manovra anticostituzionale ed antidemocratica della sinistra che pretenderebbe, con la stampa asservita, di celebrare in una pubblica piazza, parlando di altri problemi, un dibattito che si deve tenere solo in Parlamento ed al quale, Costituzione alla mano, partecipano solo i parlamentari.

Quanto ai tre quesiti, sul nucleare il centrodestra lascia ampia libertà di coscienza e di voto. Ma se domani si vota “ si”, non venite poi a frantumarci i coglioni quando le vostre bollette di energia in famiglia saliranno del trenta , quaranta per cento, sia chiaro fin da ora. In quel caso, prego, rivolgersi a Bonelli, Bersani, Di Pietro, Fini , Casini, Bindi, Franceschini, D’Alema, Veltroni,ecc.

Per il quesito sull’acqua - chiariamo: fare entrare i privati , ma in minoranza, nelle società che devono gestire gli acquedotti , restando acquedotti ed acqua beni pubblici - per capire la ridicolaggine dei promotori ( Di Pietro, Bersani, e compagnia di giro) ricordo che Lanzillotta, Bersani, Di Pietro, Amato, Bonino - Governo Prodi 2008 - approvarono un d.d.l., un delega al Parlamento del tutto identica a quella che oggi dichiarano di voler abrogare. Coerenza vo’ cercando ch’è sì cara!

Quanto al legittimo impedimento, ricordo agli organizzatori che una sentenza della Consulta ha già rimodellato il provvedimento. Che c’è da referendare dunque?

Buona astensione.

Cannigione giovedì 2 giugno 2011

Gaetano Immè