Gaetano Immè

Gaetano Immè

giovedì 2 giugno 2011

IL SABATO DEL VILLAGGIO DEI VILLANI DEL VILLAGGIO DELLA SINISTRA.

Sento e vedo esagerate e ridicole roboanti feste degne del sabato del villaggio, degne di chi s’accontenta do quel poco che lo mantiene in vita, degni di chi considera già un miracolo il fatto di esistere, di respirare, di vivere. PdL , Lega , Centro e PD hanno perso le elezioni amministrative. Il Centro, il così detto Terzo Polo non solo non ha vinto, non solo ha perso, ma è chiaro a tutti ora che l’unica mira politica cui può aspirare è quella - tutta rancore, bile e fiele personale - di impedire a Berlusconi di vincere , potrà dannarsi per farlo annegare ( come ha sempre fatto Fini dal 2008 ad oggi, specie sul tema della riforma della Giustizia, impedendo di fatto al Governo di andare avanti ). Punto e basta. Un programma politico veramente “ nobile “! Se Berlusconi, se il centrodestra dovesse scomparire non si capisce bene dove andrebbe da solo questo Terzo Polo , considerato che la sinistra ha già altri alleati - e che alleati ! - con i quali fare dolorosi conti. A sentir loro, quelli del Terzo Polo, sono soddisfatti già così, perché per loro l’importante è “ esistere” ( ricordate Franza o Spagna, purché se magna??) , solo “ deinde , filosofare”!
L’ho già scritto ieri l’altro, queste elezioni amministrative hanno certificato che è stato commesso un omicidio costituzionale, l’uccisione “ del regolare funzionamento degli organi costituzionali “ ordito da diciassette anni da quella ben nota fazione politicizzata della Magistratura che ha avuto la complicità di tutta la sinistra e come vittima il centrodestra. Certo, la vittima ci ha messo del suo, perché si è fatta irretire da scandali , da inchieste, da rinvii a giudizio, da Fini, da invocazioni plurime invece di non curarsi di loro ed andare avanti con il suo programma.Chi sostiene che Berlusconi abbia ecceduto con i Magistrati politicizzati dice una emerita coglionata, dice appunto quel che ripetono a pappagallo i terzo polisti. L’attacco continuo di questa fazione di Magistrati , fattasi fazione politica violando la Costituzione nel silenzio infame di un Colle infame, complice interessata una sinistra ormai schiava dell’OPA lanciata da Di Pietro e da Vendola ed una rancorosa e biliosa serpe in seno, qual è stato fin dal 2008 Fini, ha costretto il centrodestra a perdere tempo ed energie per difendersi da false accuse, tralasciando colpevolmente l’attuazione del suo sbandierato programma. Se il partito dei Magistrati è l’assassino , il reo che ha ordito svariati attentati contro il funzionamento delle istituzioni democratiche ( consultare il codice penale, please, dato che non sta scritto in nessuna parte che sia legittimo, in politica, combattere l’avversario politico con ogni mezzo, anche con gli attentati agli organi costituzionali) occorre denunciarlo al Paese ed alla stessa Magistratura perché la sua esistenza non è soltanto un pericolo per Berlusconi, non è solo un pericolo per il centrodestra, ma è un pericolo per tutti, per la costituzione in primis, per chi vuole che l‘Italia rimanga una Repubblica e non sia trasformata in una oligarchia di Magistrati. E dunque, sotto con la riforma della Giustizia, senza sentire più il ridanciano Bersani, il ridicolo Franceschini, il finto serioso Latorre, la finta indignata Finocchiaro, senza dare più ascolto alle ridicole fregnacce sulla impossibile ed inesistente “ massima condivisione della riforma” che rotolano rumorosamente come barattoli vuoti giù da un Colle da tempo ( Scalfaro, Ciampi, Napolitano, sono ventuno anni!) in vena di clamorose prese per il culo per il popolo , senza soffermarsi sulle inutili e corporativistiche starnazzate della ANM, sulle medioevali pretese castali del CSM. Certo non si può impunemente annunciare da quindici anni una riforma della Giustizia che poi non viene fatta, non si può impunemente guastare una saggia politica estera facendosi spingere, da un Napolitano stranamente guerrafondaio , a partecipare malamente ad una guerra libica che mai è stata una “ rivolta del popolo in cerca di democrazia “ ma solo una guerra interna e fratricida fra le due anime della Libia ( Cirenaica e Tripolitania) per il potere sul petrolio, non si può impunemente lasciare solo un ottimo Ministro degli Interni alle prese con un’ondata immigratoria senza precedenti, non si può impunemente ammettere che un Governo liberale non abbia fatto una sola fra le tante sbandierate liberalizzazioni a costo zero, quale è p.e. l’abolizione degli ordini professionali o l’abolizione del valore legale del titolo di studio. Che il centrodestra rivendichi a viva voce e pubblicamente di essere un partito moderato e liberale, senza paure, senza infingimenti, senza tentennamenti, senza se e senza ma e che denunci alla gente l’esistenza di questo omicidio costituzionale compiuto da sinistra e dal partito dei Magistrati di cui è rimasto vittima per troppa educazione e troppo rispetto altrui nonché questo ormai ridicolo “ compromesso storico” che questi vecchi arnesi democristiani e comunisti , ora mascherati da nuovi ridicoli bardi papalini , indegni ed infingardi corifei di ideali da “ Dio, Patria e famiglia “ (ora sbandierati con sprezzo del ridicolo dopo una vita passata a pisciare sopra a questi stessi ideali e ad un tricolore sempre sputazzato a favore della bandiera rossa la trionferà ), che questa consorteria di gaglioffi ci vuole imporre, sempre senza interpellarci.


Pensateci bene, signore e signore, perché questa sconfitta non è salutare, ma è addirittura “ salubre”. State certi che le odierne vittorie della sinistra radicale, dei Pisapia, dei Vendola, dei De Magistris che rendono il ridanciano Bersani prigioniero di due pensati OPA lanciate contro il PD dalla sinistra antagonista, saranno, a Milano ed a Napoli, vittorie di Pirro. Che siano dunque benvenute queste elezioni amministrative del 2011, perché esse saranno il miglior viatico per una vittoria elettorale alla grande del centrodestra nelle elezioni vere, quelle che contano davvero: quelle politiche del 2013. Vedi Zapatero in Spagna, vedi Obama in USA, vedi PdL alla prossima votazione.



REFERENDUM DEL 12 E DEL 13 GIUGNO 2011

Un po’ di confusione , grazie alla Cassazione, sui referendum, facciamo chiarezza. Un referendum è e resta un referendum, una perla della nostra Costituzione, offuscata da un uso et abuso storico nonché da una serie di vittorie popolari che il “ palazzo” ( quello democristiano e comunista ) ha sempre provveduto a cancellare, in perfetto stile stalinista ( RAI privata, responsabilità dei giudici, ecc). Dunque quesito sul nucleare, sull’acqua e sul legittimo impedimento. Che l’esercizio della democrazia si attui e si mostri in tutto il suo splendore e che la qualità della risposta popolare sia e resti l’unica misura della forza referendaria. Questo non significa però che i promotori possano impunemente trasformare i referendum sui tre punti in uno su Berlusconi o sul centrodestra. La solita squallida manovra anticostituzionale ed antidemocratica della sinistra che pretenderebbe, con la stampa asservita, di celebrare in una pubblica piazza, parlando di altri problemi, un dibattito che si deve tenere solo in Parlamento ed al quale, Costituzione alla mano, partecipano solo i parlamentari.

Quanto ai tre quesiti, sul nucleare il centrodestra lascia ampia libertà di coscienza e di voto. Ma se domani si vota “ si”, non venite poi a frantumarci i coglioni quando le vostre bollette di energia in famiglia saliranno del trenta , quaranta per cento, sia chiaro fin da ora. In quel caso, prego, rivolgersi a Bonelli, Bersani, Di Pietro, Fini , Casini, Bindi, Franceschini, D’Alema, Veltroni,ecc.

Per il quesito sull’acqua - chiariamo: fare entrare i privati , ma in minoranza, nelle società che devono gestire gli acquedotti , restando acquedotti ed acqua beni pubblici - per capire la ridicolaggine dei promotori ( Di Pietro, Bersani, e compagnia di giro) ricordo che Lanzillotta, Bersani, Di Pietro, Amato, Bonino - Governo Prodi 2008 - approvarono un d.d.l., un delega al Parlamento del tutto identica a quella che oggi dichiarano di voler abrogare. Coerenza vo’ cercando ch’è sì cara!

Quanto al legittimo impedimento, ricordo agli organizzatori che una sentenza della Consulta ha già rimodellato il provvedimento. Che c’è da referendare dunque?

Buona astensione.

Cannigione giovedì 2 giugno 2011

Gaetano Immè

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