Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 14 giugno 2011

NON HA VINTO LA SINISTRA, HA VINTO IL POPOLO, VINTO DALLA PAURA.


Ha vinto ancora il populismo, hanno parlato alla pancia della gente, di gente non informata adeguatamente, di gente che esegue gli ordini impartiti dai loro giornali di riferimento, hanno sfruttato l’ignoranza della gente, e così dopo Guglielmo Giannini dell’Uomo Qualunque del 1948, dopo Grillo delle cinque stelle, eccoci al nuovo populismo referendario del 2011 . Come nel referendum del 1987, indetto subito dopo quel disastro di Cernobyl, se tu chiedi alla gente di votare per “ l’acqua pubblica contro l’acqua ai privati”, se gli chiedi se preferisce l’energia pulita o le scorie nucleari subito dopo la tragedia di Fukuschima, se chiedi se “ la Legge debba essere uguale per tutti “, quando agiti le paure , quando metti in pericolo di bisogni elementari e lasci il popolo nell’ignoranza più totale nel merito dei singoli quesiti, è ovvio che la gente abbia queste reazioni e che voti in quel modo. Se ti inventi, Cassazione compiacente, il referendum contro “ la privatizzazione della moneta”, per dire, come credi che voterebbe il popolo? Certo, la gente avrebbe pure potuto informarsi meglio, ma dove? Non certo leggendo giornali schierati e che fanno solo disinformazione propagandistica anziché informazione. Non certo ascoltando programmi televisivi che producono ideologia e partigianeria e non cultura. Così non è stato difficile per i promotori portare a compimento la “ mega truffa referendaria” del 2011 e raccogliere a mani basse in quella “ vigna di coglioni” che è e resta il popolo italiano disinformato ed impaurito. Certo, l’espressione è un po’ forte, ma rende bene l’idea di quello che è successo. Può non piacere, può infastidire il modo infame e gaglioffo con cui il popolo italiano è stato preso per il culo, ma , pur restando ferme tutte le riserve che questo blog ha mosso nei giorni scorsi contro l’istituto referendario – continuo a sostenere che debba essere rivoltato di sana pianta come un calzino vecchio perché ormai è solo un’arma in mano alle potenti lobby politico-economico-mediatiche per delegittimare e truffare la sovranità popolare – del risultato occorre tenerne conto eccome. Non è certo corretto sostenere che i referenda vanno bene quando ci piacciono e sono da disattendere quando non ci piacciono. Vanno bene sempre, salve le nostre riserve di fondo sull’istituto. E’ la democrazia, bellezza! Non importa ormai star lì ancora a sottolineare come Bersani si sia rimangiato tutto quello che affermava il 18 settembre del 2008, non importa neanche sottolineare che per Bersani e per i suoi seguaci non importa nulla che il P.D. abbia dovuto rinnegare le proprie convinzioni per non restare tagliato fuori dal “ tutti contro Berlusconi e basta”. Né ha ormai alcuna importanza sorridere di commiserazione davanti al miserabile spettacolo di un FLI che si accoda servilmente alle posizioni del “ sì” all’abrogazione di Leggi che lui stesso aveva fatto. Mi sono anche stancato, voce unica nel deserto i una disinformazione incredibile, di ricordare come nel 1996, da Ministro,lo stesso Di Pietro urlava auspicando ed intimando “ di trasformare l’Acquedotto Pugliese da Ente Pubblico a SpA aperta ai privati”. Sapeste quante bugie vi hanno detto in questi giorni! Capisco che essere tacciati come una “ vigna di coglioni” possa dispiacere ed indispettire, ma scusate, perché non smettete di leggere Repubblica, Il Corriere della Sera, La Stampa, Il Fatto, l’Unità, Il Giornale, Libero,( mi fermo per contenutezza, non certo per esaustività), perché non smettete di stare a sentire i “ ricchi martiri” della televisione e vi informate dei fatti nel concreto, leggete libri, usate il web, perché insomma non imparate ad usare la testa vostra anziché quella dei maitre a penser? Faccio un solo esempio di come vi prendono per il culo, riguarda Stefano Fassina, responsabile Economia del P.D., non un pisquano qualsiasi. Ebbene in una intervista a “ Il Massaggero” ( ricordate, Il Messaggero è di F.G. Caltagirone, suocero di Casini e dell’UDC) costui ebbe la faccia tosta ( o l’ignoranza ?) di dire “ E’ stata l’OCSE che affermò che le liberalizzazioni proposte dal Governo Prodi e da Bersani avrebbero prodotto un incremento del PIL italiano dell’1%”. Ebbene era TUTTO FALSO. Semplicemente una fregnaccia, una patacca, una coglionata, una presa per il culo del lettore ignaro, ma…chi se ne accorge se Il Messaggero fa finta di niente ? Su Fassina puntualizzo brevemente: 1. La previsione di quell’aumento del PIL fu della Banca d’Italia e non dell’OCSE; 2. Quelle affermazioni non si riferivano a tutte le famose “ lenzuolate” liberalizzatrici di Bersani, ma specificatamente alle liberalizzazione dei servizi pubblici ( acqua, trasporti, rifiuti, ecc) dei quali quella legge Bersani toccò una parte infinitesimale; 3. Chicchetta finale. L’OCSE, caro Fassina, caro Messaggero e cari lettori letteralmente presi per il culo, disse proprio che “ in Italia bisogna liberalizzare l’acqua”.

Almeno per l’acqua , riprendiamo la legge che avevano proposto nel 2008 Prodi, Bersani, Amato, Franceschini. Si tratta di una fotocopia della Legge Ronchi-Fitto or ora abrogata dal referendum. Prevedeva anche e sopra tutto l’inserimento dei privati nella gestione idrica, prevedeva una dovuta remunerazione del profitto, prevedeva anche l’eliminazione degli affidamenti “ in house” che sono la fonte del malcostume clientelistico delle sinistre. Costringiamo dunque la sinistra al confronto su un testo che è il “ loro”. Fino a quando la sinistra potrà nascondersi dietro l’antiberlusconismo e sottrarsi al dibattito ed al confronto??

A proposito: sulle schede del referendum i quesiti erano quattro non il solo “ votate per fare il contrario di quello che fa Berlusconi” . Ne prenda atto Repubblica e tutti i suoi sostenitori, tutta la pletora di asserviti lettori.



Cannigione martedì 14 giugno 2011

Gaetano Immè

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