Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 11 giugno 2011

 LA PARODIA DI UN CAPO DI STATO ED ALTRE GAGLIOFFERIE SUL REFERENDUM



Se si deve dire solo la verità, niente altro che la verità, allora diciamo che se doversi sorbire una parodia di Presidente della Repubblica, come l'On Napolitano, per sette anni non è solo una ferita alla Costituzione, ma un vero stupro della democrazia costituzionale ed anche una vergogna mondiale. Seguitemi, per favore. Questo vecchio arnese comunista , mai pentito , mai pubblicamente dissociatosi dai troppi crimini contro l'umanità che l'ideologia da lui sempre servita ha seminato in Italia e nel mondo intero, è stato eletto dal Parlamento italiano con la maggioranza semplice dei votanti e con il voto favorevole della " sola sua parte politica". Poichè la Costituzione Italiana, quella che tanti comunisti oggi dicono di amare ma che nessuno di loro ha mai rispettato ed oggi rispetta, - non diciamo cretinate Signori e Signore, quelli che sono stati Comunisti sempre comunisti sono rimasti , niente balle! - sancisce che il Presidente della Repubblica rappresenti ed incarni " l'unità nazionale" e che sia " il Presidente di tutti gli italiani", dignità avrebbe preteso che, vistosi " imposto" con la forza dai suoi soli compagni , riciclato come " il Presidente di tutti gli italiani", Napolitano avesse rifiutato di prestarsi a recitare la parte del burattino. Ripeto per l'ennesima volta: in Italia era successo solo due volte che un Presidente della Repubblica fosse eletto con i soli voti dei suoi amici di partito, con Segni Antonio e con Giovanni Leone. Ma quelle due nomine avevano ed hanno, nella loro contestualizzazione storico-sociale, più di una motivazione. Spiegazione, fra l'altro, semplicissima, perché essendo quelli tempi di terrore, tempi in cui il la DC non poteva nulla concedere al PCI per i noti problemi di terrorismo, parve lecito alla DC stessa di imporre, inascoltata altera parte, un proprio uomo al Colle. Ma nel 2006 non esistevano questi motivi d'ordine pubblico e Napolitano altro non fu che " il presentabile canuto" da appoggiare sul Colle per sette anni, nella piena consapevolezza che la maggioranza del popolo italiano non lo avrebbe mai voluto, ma che avrebbe comunque dovuto rendere ai suoi " sediari elettori" inestimabili piaceri corrispettivi.

Avendo poi l'aggravante di ritenersi un " ottimo presidente" - siamo al " chi si loda si sbroda" - , richiesto giorni orsono se andrà a votare per il referendum, il " parodiante" non ha trovato niente di meglio che replicare un "..sono un cittadino che fa sempre il proprio dovere". Come se il voto nei referendum fosse un obbligo, un dovere civico, come lo è nelle elezioni politiche. E' noto a tutti , anche ai " parodianti", che invece per l'articolo 75 della Costituzione, il voto referendario non è assotuamente un obbligo ma semplicemente un " diritto", un diritto che il cittadino può utilizzare o rifiutarsi di utilizzare. Come gli succede ormai troppo spesso, questo " parodiante", questo "imitatore" di un Capo di Stato, ha tradito la Costituzione ( a sentir lui sarebbe l'unico difensore della Costituzione , quando si dice i danni che con l'età porta con sè la schizofrenia !)( pretendere di fare il maggiordomo di una fazione politica e di ricoprire anche una carica " super partes" è schizofrenia politica) e tentato per l'ennesima volta di turlupinare il popolo italiano. Per reazione contro simili gagliofferie presidenziali è nato addirittura anche un " Comitato per il non voto al referendum del 12 e 13 giugno 2011"che tramite l'adesione via E-mail a :magdicristiano.allam@europarl.eu darà voce a tutti coloro che non solo ritengono indegno e fazioso lo sproloquio presidenziale , ma che evidenziano anche l'assurdità di un istituto ( referendum abrogativo) con il quale, stuprando i principi basilari della democrazia, una minoranza elitaria ( la maggioranza sul 50,01% - quorum valido - è proprio un italiano su quattro) vorrebbe avere la pretesa di cancellare leggi approvate dal Parlamento appositamernte eletto dal popolo sovrano e promulgate dal Capo dello Stato. Svergognando così pubblicamente anche tutti quei finti tonti , tutti quei politicanti truffaldini e vigliacchi che non avendo il coraggio delle proprie azioni si nascondono dietro " vado a votare ma voto no" così contribuendo fattivamente alla realizzazione di quel colpo di Stato condotto da questa minoranza elitaria ai danni del popolo sovrano. Uno spunto ulteriore per criticare il referendum come istituto costituzionale truffaldino: se le schede sono quattro, ma il registro dei votanti è uno solo, cosa succede se Tizio va a votare per un solo quesito? Semplicemente e truffaldinamente che la sua presenza al voto contribuirà a costituire il 50,01% anche per i tre quesiti che Tizio non ha voluto votare. Che cosa devo poi pensare di quei soloni della FIOM e della CGIL che oggi sostengono l'importanza del referendum per decidere su acqua, nucleare e legittimo impedimento ma che non rispettano gli esisti del referendum sul lavoro sugli accordi FIAT e Bertone?


ELOGIO DELL’INCOERENZA

Ricapitoliamo e ricordiamo. Nel 2006 P.L. Bersani, allora Ministro nel Governo Prodi – Unione ed oggi Segretario del PD, presentò un lungo disegno di Legge ( Prodi, Lanzillotta, Bersani, Amato) per “ promuovere la concorrenza”, Poi nel 2008, nell’imminenza della caduta di quel Governo Prodi / Unione, lo stesso P.L. Bersani sosteneva che la gestione dell’acqua da parte dei privati era auspicabile così “ da non dispenderne neanche una goccia che , essendo di Dio, è di tutti “. Ancora nel 2010 , esprimendosi sul referendum da tenersi appunto il 12 ed il 13 giugno, sempre lo stesso P.L. Bersani affermava che “ la consultazione abrogativa, abrogando, non offre una normativa utile”. Oggi però sempre lo stesso P.L. Bersani sostiene il “ sì” all’abrogazione del Decreto Ronchi- Fitto che avrebbe aperto la gestione dell’acqua, previa gara pubblica, anche ai privati. Se poi leggi dalle parti di Rifondazione Comunista e del SEL, allora resti basito. Ho letto pochi giorni opereorsino, sul Manifesto, un titolo “ Futuro, natura, lavoro? La soluzione esiste! Tagliare le centrali nucleari e le grandi  opere”. E perché, vorrei aggiungere, non ci tagliamo pure le palle? Un programma che è una castrazione collettiva, ridurre per sempre il nostro futuro e quello dei nostri figli e nipoti ad una miseria di vita , anzi di pura e miserabile sopravvivenza con quel poco che c’è, in attesa della morte. Un programma funesto, ridicolo, iettatorio. Perché poi non ricordare che De Magistris (IDV) e la Serracchiani (PD), oggi inflessibili fautori del “ si” abrogativo del piano nucleare del Governo ( peraltro dal Governo da tempo , dopo la tragedia giapponese , rinviato) nel 2009 al Parlamento europeo votarono a favore della costruzione di centrali nucleari in Europa? Su un argomento così delicato, P.L. Bersani e tutto lo schieramento del centrosinistra ed il P.D. in particolar modo, evidenzia una incoerenza abissale e ridicola, dimostrando così di sostenere il “ sì” referendario solo come mezzo ipotetico per indebolire la maggioranza, ma dunque non certo perché migliorerebbe i servizi pubblici per il popolo. Un opportunismo cinico e ributtante ma non certo unico. Perché, dato che il detto afferma “ Dio li fa e poi li accoppia”, ecco un ridicolo L.C.d. Montezemolo ( corteggiato da P.L. Bersani e ricambiato calorosamente ) offrire , pochi giorni fa, al Ministro Tremonti “ il più sincero sostegno” in quanto contrario a riforme del fisco nell’immediato perché incompatibili con l’equilibrio dei conti e poi, dopo qualche giorno appena, sostenere che “ ridurre le imposte era un imperativo “. Questi due ingeriscono dosi industriali di xamamina. Direte, tutto qui? Certo che no! Bignamino pronto. Marchionne, in America , da Obama, osannato e ringraziato, da noi insultato, minacciato,deriso. Un Magistrato di L’Aquila incrimina scienziati e tecnici per non aver saputo prevedere il terremoto. Il P.D. , ormai un vero comico, degno di uno dei fratelli De Rege ( quelli di “ vieni avanti, cretino!”) che sostiene con le vene del collo gonfie il “ sì” all’abrogazione, tramite il prossimo referendum, delle disposizioni che aprivano ai privati sulla gestione dell’acqua , disposizioni che erano state introdotte  nel 2008 dallo stesso P.D.. Se vengono catturati i mafiosi non è mai merito, non dico del Governo, ma dei Carabinieri, ma dei Magistrati, di questi eroici Magistrati che, abbandonando per qualche ora la dura lotta senza quartiere e senza sosta contro il nemico pubblico numero uno ( alla fine, con la distribuzione delle caramelle, vi dirò anche chi è) trovano anche il tempo ed il modo per far arrestare i delinquenti. Chissà però perché quando , poi, la Cassazione, tutta occupata per facilitare i referenda presentati dal collega ed amico Di Pietro tralascia di depositare una sentenza e fa liberare quattro collaboratori mafiosi di Provenzano, ecco spuntare il partito della legalità nonché sedicente unico depositario dei valori della Costituzione ( che magari potrebbero anche studiare a tempo perso oltre che evocarla come in una seduta spiritica alla Romano Prodi e sbandierarla come fosse il “ Libro rosso di Mao”) intimando ridicolmente al Governo di “ venire con urgenza a riferire in Parlamento”. Ma perché spendere i soldi per andare al cinema per ridere? Basta osservare la sinistra.


SCAMPIA , NON CI PASSA SOLAMENTE E CHI CI RACCOGLIE TANTISSIMI VOTI



Pensierino della notte: Mario Balotelli passeggia per Scampia e la stampa “ molto democratica” s’inventa lo scandalo calcio / camorra. De Magistris non solo ci passeggia, ma raccoglie qualcosa come il 67% dei voti. Nessuno ha qualcosa da ridire? Camorra sparita ? Dice niente , poi, che un P.M. di Napoli, tale Dr Giuseppe Narducci, un Magistrato di Napoli che ha indagato a lungo per quel reato inesistente che è “in concorso esterno in associazione mafiosa” il coordinatore campano del PdL Dr Cosentino, abbia ottenuto da De Magistris – come premio per “ quel lavoro”? - un posto nella Giunta del Comune di Napoli?

Cannigione sabato 11 giugno 2011

Gaetano Immè

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