Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 27 luglio 2011

PAOLO MIELI COME IL MAGO OTELMA O COME UN VOLGARE IMBONITORE ?


Paolo Mieli , lo si sa, è un uomo d’onore! E aveva previsto che alle elezioni amministrative sarebbe saltato il “tappo” Berlusconi. E , ringalluzzito dall’avere azzeccato la profezia, ne ha subito avanza una seconda, sostenendo che lo svuotamento della bottiglia lasciata libera dal “tappo” saltato impiegherà forse un po’ di tempo ma sarà assolutamente inesorabile. Se avesse voluto interpretare fino in fondo il ruolo di Mago Otelma che si è voluto ritagliato addosso, l’ex P.O. ed ex direttore del Corriere della Sera nonché raffinato stratega della campagna di consunzione del berlusconismo, Mieli Paolo appunto, avrebbe dovuto indicare quale liquido dovrebbe sostituire quello ormai svaporato di Berlusconi e, soprattutto, in quanto tempo il travaso dovrebbe avvenire. Invece l’autorevole giornalista ha scelto di fare il “ mago” solo a metà. Non ha avanzato pronostici su chi e su cosa potrebbero essere l’alternativa al leader del Pdl ed al blocco sociale del centro destra. E, per quanto riguarda i tempi, non è andato oltre la previsione che, a dispetto dello scappamento attuale, il tramonto di Berlusconi avverrà entro qualche mese o forse entro qualche anno. Dispiace che Mieli, che pure è un uomo colto, raffinato, prudente , intelligente e, soprattutto “ d’onore”, si sia lasciato trascinare dal clima di “Annozero” e si sia comportato come certi cialtroni che leggono la mano ed invariabilmente prevedono che in futuro avrai un dolore, farai un viaggio, incontrerai delle persone, seguirai funerali, cercherai l’anima gemella e parteciperai a battesimi e matrimoni. Si può condividere o meno la tesi del “ tappo saltato”. Ma non ha alcun senso in politica un tramonto a cui non corrisponda l’alba di una quale alternativa. Perché nella vita pubblica non esistono vuoti, se non quello che evidentemente ingombra la mente di Mieli. Una fase si chiude solo perché se ne apre contemporaneamente un’altra . E quest’altra, al momento, quale sarebbe? Quella dell’alleanza tra il Pd ed un Terzo Polo che, a dispetto delle montature dei media, si è rivelato essere morta prima ancora di venire elettoralmente alla luce? Oppure è l’Ulivo senza Prodi, spostato tutto a sinistra del vendoliano Giuliano Pisapia ,che copre con il proprio tratto, falsamente mite e signorile, il vuoto programmatico di uno schieramento votato culturalmente all’opposizione? O è forse l’area dei giustizialisti di un De Magistris ? Per questo Mieli non trova il coraggio intellettuale di sbilanciarsi sui tempi del tramonto, sostenendo che può durare qualche mese o qualche anno. Ma il fallimento del “ complottone” del 14 dicembre scorso indica che è molto azzardato immaginare una riedizione a breve di quella operazione. E parlare di tramonto entro qualche anno è come dire che nei prossimi mesi qualche volta ci sarà il sole e qualche volta la pioggia. Una cosa ridicola, da imbonitore, anzi, peggio, da Vanna Marchi. Cioè è come dire che, presto o tardi, Berlusconi uscirà di scena. Come capita, senza eccezione alcuna, a tutti i mortali. Almeno su questo punto Mieli avrebbe potuto e dovuto essere più preciso. Perché non è affatto indifferente se il tramonto dovesse avvenire in due anni o in tre. Perché tra due anni ci sono le nuove elezioni politiche e l’elezione ( finalmente) del nuovo presidente della Repubblica. E un conto è che il sole berlusconiano sia nel frattempo scomparso, un altro che sia ancora alto nel cielo! “A Mieli, ma che stai a di?”


LA MACCHINA DELLE MENZOGNE

Non volevo occuparmi di quel che ha scritto P.L. Bersani, Segretario del P.D., nella lettera che il “ Corriere della Sera “ si è precipitato a pubblicargli, né, tanto meno, occuparmi delle truffe storiche che tale duo “ De Riccardis e Randacio “ hanno pubblicato su “ La Repubblica” ( e dove, sennò?) di ieri, anche se magari solo a pagina quindici. Perché ho deciso di dedicarmi a commentare solo cose serie, tralasciando, come Cecco Angiolieri, “ il vecchio ed il laido, che – ben volentieri - lasserei altrui”. Ma il coro degli idioti melensi che hanno sbavato, imbecilli emuli del peggior Fantozzi, per le minchiate della rinomata ditta“ Corriere Sera / P.D.” o i gridolini arrapati dell’ esercito di lobotomizzati seguaci del giornale dell’editore svizzero , mi hanno indotto a vomitare tutta la mia cena nel cesso dal disgusto e dalla pena che provo per tutti coloro che neanche si accorgono delle menzogne che costoro gli rifilano , come usuali truffaldini “ guaritori “. Si tratta di Papa, di Tedesco e di Penati. A pochi è sfuggita un’osservazione che attiene alla dignità istituzionale e non all’interesse da bo tteguccia: che i sempre troppi Magistrati o ex Magistrati seduti anche in Parlamento, avendo un piede dentro la Magistratura ed uno dentro la politica non solo costituiscono la negazione del sacrosanto principio costituzionale dell’assoluta indipendenza fra i due poteri ( con buona pace del rispetto della Carta ) , ma addirittura sono sempre in grado di reiterare eventuali reati o di inquinare le prove avendo accesso alle Procure. Questo, a ben riflettere ed usando un cervello libero e pensante, li rende tutti immediatamente meritevoli di custodia cautelare. E mentre tutto questo è accaduto per Papa, per Tedesco addirittura questa constatazione è per di più ampiamente avvalorata dal fatto che nessun Tribunale si è mai mosso per richiederne l’arresto se non “ dopo” ( i fatti per i quali Tedesco deve essere processato risalgono ad anni passati ) che lo stesso è stato fatto entrare in Senato. Attenzione dunque a questo passo: Tedesco era già inquisito per gli stessi reati quando il PD lo ha fatto entrare al Senato a scopo “ riparatorio”. Quando dunque P.L. Bersani, Segretario del maggior partito d’opposizione, dal quale dovresti aspettarti almeno un briciolo di onestà intellettuale e non solo servilismo sciatto e mistificatorio ad una ideologia, scrive sul Corriere che “ i parlamentari debbono essere trattati come un qualsiasi cittadino” meriterebbe una pena corporale robusta ed adeguata alla criminale menzogna che tenta di diffondere. Come sarebbe “ tutti uguali”? Dove Papa è stato “ uguale” a Tedesco? Dove Papa è stato uguale a delinquenti ed assassini come Moranino, Abatangelo, Saccucci, Toni Negri? Dove Tedesco è stato “ uguale” a costoro ed a Papa ? Ma il peggio deve ancora venire ed arriva, al galoppo, quando Bersani ha anche la faccia tosta di scrivere che “ aspettando che si faccia chiarezza, chi è indagato si faccia ora da parte per non metterci in imbarazzo”. Ricordo a Bersani ed a tutti gli ipocriti manettari del PD che il signor Tedesco era inquisito per tutti i reati che ora gli sono contestati già da quando era solamente Assessore alla Sanità della Regione Puglia di Vendola, parliamo dunque di otto anni orsono. Rammento a Bersani che questo Tedesco , indagato dalla Procura già da allora, fu letteralmente salvato dall’arresto proprio dal P.D. che lo fece Senatore proprio per sottrarlo all’arresto. Le bugie , Bersani, hanno le gambe corte.

Il duo “ repubblica ” si cimenta nell’insostenibile tentativo di modificare la storia d’Italia e di limitare i fenomeni di corruzione solo dal 1993 in poi, allo scopo di darne la colpa al solito Berlusconi. Il quale, oltre che autore di ogni tipo di reato, stupro ed abigeato per ora esclusi, è ora anche colpevole della corruzione dei suoi avversari politici. Bisognava proprio essere in due e farsi reciprocamente coraggio per trovare la faccia di scrivere tali imbecillità. Al duo republicones rammento solo che lor signori ( sono sempre le stesse persone , anche se hanno cambiato insegna: PCI, PDS, DS,PD ) hanno incassato a piene mani finanziamenti illeciti in rubli dall’Unione sovietica (che venivano cambiati in dollari nelle stanze vaticane dello IOR) e che poi, aiutati dai loro amichetti della DC di sinistra, si sono fatti anche una bella amnestia ad partitum per cancellare tutti questi illeciti. E’ storia d’Italia, allora Berlusconi non esisteva nemmeno, ma a Repubblica non conoscono la storia, loro sanno solo vendere la loro penna per ritirare il loro solito soldo, i soliti tredici denari e servire il loro padrone svizzero. E vorrebbero anche ergersi a censori! Ma andate a lavorare di badile!!!!

Roma mercoledì 27 luglio 2011
Gaetano Immè

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