Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 4 luglio 2011

RIFLESSIONI SU BISIGNANI E DINTORNI


Vista la sudditanza intellettuale che la schiera dei seguaci di Repubblica, de Il Fatto, del Corriere, rinvigorita dall’ indiscutibile successo della “truffa referendaria” (ben organizzata ai danni del popolo italiano da una consorteria affaristico-politica composta da “ poteri forti , Magistratura, sinistra e Chiesa “ (quella che confonde “ assistenzialismo“ con “ statalismo“) nutre nei confronti dei media di sinistra ( non è ,per caso, soprattutto questa, una vera lobby peraltro gigantesca?), ecco una nuova P ( a che numero siamo arrivati?) occupare e preoccupare le menti “altamente democratiche”. Presentata , da un fior fiore di P.M. (del quale andare veramente orgogliosi visti tutti i suoi precedenti ), tale John Woodcock, come una sorta di associazione segreta a delinquere , che tramerebbe per dominare il Paese. Stampa, pensatori e saltimbanchi di sinistra hanno evidentemente così tanto disprezzo per l’intelligenza dei propri simpatizzanti che ancora oggi , nel 2011, hanno la sfacciataggine di continuare a comminare loro ridicoli e stantii arnesi , quali appunto le svariate “P” , al fine di demonizzare “il potere” dell‘avversario. Perché non riuscendo ad agguantare il potere per vie democratiche con elezioni politiche , altro non sanno fare da diciassette anni che demonizzare il potere che il popolo ha osato assegnare agli avversari. La Lobby, come concetto, è demonizzata solo dalla pseudo cultura Italiana , perché i signori della sinistra hanno inculcato nelle labili menti dei loro adepti il concetto che “ lobby” sia sinonimo di qualcosa di losco ed anche di criminale. Invece non è così, perché è la stessa vita dell’uomo che è retta dalle “relazioni”; nulla di strano se , per esempio, avendo bisogno di un Avvocato io chieda ad un amico come sia il suo. Questo vale per tutti e, ovviamente, non solo per gli Avvocati. J.F.Kennedy, un’icona della nostrana sinistra schizofrenica, disse delle lobbies testualmente che “ i lobbisti ci mettono cinque minuti per spiegarmi un problema che per i miei collaboratori avrebbe richiesto cinque settimane”. Non voglio insistere sull’ovvietà che la lobby negli USA è risorsa invece preziosa , un associazionismo naturale e spontaneo , un mezzo che porta nel Parlamento i problemi di ogni “ centro di interesse culturale, sociale, economico ed umano ”, ma solo sottolineare l’ipocrisia di questi “ pret a penser” della sinistra italiana i quali danno da bere ai loro adepti la mega bufala che “ la democrazia sia solo una sorta di insieme efebico-paradisiaco “ invece che “ il sistema che organizza regole e compromessi per attrarre i necessari consensi che verranno poi retribuiti con vantaggi di varia natura, etici, civici, economici, ecc.” . Confondono “ corporazioni” e “ lobby” per evocare scenari fascisti, dimenticando di dire che le “ corporazioni” riguardavano i “ mestieri” mentre la lobby riguarda i “ valori “ e , sopra tutto, che la nostra Costituzione ci ha relegato in un angusto ambito di libertà , ma non talmente angusto da rendere le associazioni illegittime. Perché cosa mai sono, in sostanza, i partiti politici, tutte le organizzazioni politiche, quelle sindacali, i giornali, tutte le Direzioni televisive, la stessa Chiesa, le associazioni gay, i verdi, le stesse famiglie, tutti i Governi del mondo , se non delle pure e semplici lobbies?

Chiamiamoli “ informatori”, chiamiamoli “ osservatori “, chiamiamoli “ amici”, ma è ovvio che ogni partito politico ha i suoi confidenti: la rete poi si allarga ai banchieri, ai giornalisti, agli editori, alla RAI, alle assicurazioni, agli industriali, ecc. Sono uno stuolo, anzi molti stuoli perché ogni fazione politica ha il proprio. Chi non ricorda, per esempio, i “ Banchieri di Prodi” che ostentarono, come Profumo e Mazzotta, pubblicamente il voto alle primarie del PD. ? Perché “ Morichini, Pronzato, Enac, appalti voli per Elba, ecc” secondo la sinistra “ non è una lobby, ma solo compagni che sbagliano, mentre Bisignani è una lobby? Nella valanga di intercettazioni compaiono anche e spesso i nomi di “ amici di Prodi”, da Montezemolo, a D’Alema, a Letta , oltre ad una lunga sfilza di industriali, finanzieri, banchieri che fanno parte del sistema forte della sinistra. Solo una sinistra senza un progetto politico, senza una coerenza politica, senza l’attrezzatura necessaria per essere considerata una credibile ed affidabile forza alternativa di poteva ridursi ad utilizzare, ancora una volta, un Magistrato, questo P.M. Woodcock, per accusare altri di attuare, per supposti fini criminali, spacciati per certi, quel sistema di “ relazioni” che la sinistra stessa non fa che attuare nel suo vivere quotidiano. Non è la prima volta che un P.M. si fa sollecitatore di inchieste/patacca, contando su successive corpose ricompense lobbistiche della sinistra, inchieste comunque utili alla stessa sinistra per accusare l’avversario politico di nefandezze inesistenti , ma che intanto , con una disonestà intellettuale da vomito, le consente di sfruttare quell’immediato processo mediatico , da “ tribunale del popolo”,che la stampa di sinistra officia immediatamente dalle pagine di gazzette di editori svizzeri o di Procure politicizzate. Dopo diciotto anni di similari tentativi falliti - la storia la trovate avanti - solo chi ragiona con le viscere, solo chi non vuole vedere la realtà dei fatti, solo chi tutti quei “ fatti” non è capace di leggerli con i propri occhi e cervello ma se li fa “ confezionare “ dai tanti Goebbels che infestano la stampa di sinistra , non vuole capire qual è la realtà di questo Paese. La storia di tali e tanti “ infiltrati nel sistema giudiziario italiano “ per scardinare il sistema democratico istituzionale , mascherati da Magistrati, è lunghissima .

Per ora prendiamo solo atto che davanti alle fantasmagoriche accuse ipotizzare dai P.M. di Napoli, Woodcock e Curcio, sventagliate sui giornali “ altamente democratici” come fossero reati provati , sono state quasi totalmente respinte ed archiviate dal GIP della Procura di Napoli . “Inesistenti “, sono state definite dalla Magistratura requirente “ le prove “ con le quali che i P.M. anzidetti supportavano alcune fra le più ignominiose accuse , quali “ associazione a delinquere” , “l associazione segreta”. Salvo gli esiti dell’eventuale opposizione che i due P.M. napoletano potrebbe presentare “ contro” la decisione del GIP stesso, per ora resta dunque in piedi solo l’eventuale reato di “ favoreggiamento personale” , per il quale reato, diciamocela tutta, dovrebbe essere indagata tre quarti d’ Italia,. Una bella “ retata” alla RAI, per esempio, dove tutti sanno che sono stati assunti senza concorso e con la regola del “ due democristiani, un comunista, un socialista ed uno bravo”.

Orbene preciso ora , entrando anche nel merito, che questo eventuale reato ( favoreggiamento personale ) sarebbe consistito nell’avere Bisignani avvertito Gianni Letta che vi erano magistrati che stavano studiando come incastrarlo in un processo mediatico giudiziario che avrebbe servito la causa del solito attacco a Berlusconi ed al suo Governo grazie alla complicità di qualche Magistrato impaziente di fare carriera politica . Pensate un po’ su che razza di scandalo “ i sinceri democratici “ hanno pompato l‘indignazione a comando di Repubblica, de Il Fatto, de Il Corrierone, di RAI 3 , ecc. . Mentre loro (la fazione “ sinistra + Magistrati” - sorta l’indomani come “ reazione conservatrice “ di fronte alla inattesa sconfitta politica del 1994 ) da quasi venti anni utilizzano sfacciatamente ed impunemente gli stessi Magistrati per eliminare giudiziariamente l’avversario politico con ipotesi di reato inesistenti ( come esempio paradigmatico basta rammentare il famoso “ invito a comparire” davanti al P.M. Antonio Di Pietro per il 14 ottobre 1995 notificato al Leader di F I per il reato di concorso in corruzione , imputato che il 19 ottobre 2001 la Corte di Cassazione assolse per tutti e quattro i capi d'accusa con la formula “ per non aver commesso il fatto “ ed anche la famosa inchiesta “ Why Not“ dell‘altro famoso P.M. oggi Sindaco di Napoli Luigi De Magistris che nel 2008 condusse alla caduta del Governo Prodi e che fu giudicata “ inesistente“ dalla stessa Magistratura ) senza che nessuno dei tanti falsi “ difensori della Costituzione” che infestano, come parassiti, questo Paese abbiano alzato un ditino in difesa del popolo e della Costituzione ( alludo chiaramente ai tre Capi di Stato, ai tre Capi del CSM e allo stesso CSM ) , non appena un informatore cerca di informare un personaggio del centrodestra su fatti assolutamente secondari ed irrilevanti rispetto ai primi, subito parte lo spaccio in coro del fatterello come un attentato alla Costituzione. E’ la solita, trita e ritrita storiella dei professionisti del grido “ Al lupo! Al lupo!”! Prima o poi chi avrà una dose normale di cervello libero mai più presterà fede a questi “ pataccari”dell’informazione. L’augurio è che basti quanto ricordato per comprendere quale razza di megatruffa, alla faccia della Costituzione ed a quella del popolo sovrano, la fazione “ sinistra + Magistrati “ stia compiendo impunemente e sfacciatamente da circa venti anni . Che reato si cela dietro questa consorteria truffaldina fra Magistrati e sinistra? Basta sfogliare il codice penale e ne trovate quanti ne volete.

Anche il modo prescelto per sollevare questo preteso scandalo ha un suo significato preciso, dato che oggigiorno la politica è talmente fragile, talmente debole , talmente divisa, talmente schiavizzata in modo ricattatorio da questa potentissima lobby (Magistratura militante, sinistra e media che da circa venti anni tenta con arrogante violenza di sostituirsi al popolo sovrano nella scelta della guida del Paese che, di fatto, tenta di “ commissariare” ) da non avere la forza né l’autorevolezza di impedire le “ retate telefoniche da Stato di polizia”. Badate, questa gogna mediatica continua sta letteralmente ammazzando la nostra democrazia e le nostre fondamentali garanzie costituzionali. Chi ormai si ricorda che un “ indagato” è un “innocente” fino a sentenza definitiva? Nessuno ricorda questo sacrosanto principio costituzionale, nemmeno gli ultimi tre Capi di Stato che pure tanto pontificano. Fate attenzione, perché quando uno Stato spia cosa fanno e cosa dicono fra di loro i cittadini, allora il cittadino diventa “ un suddito” e lo Stato diventa “ una tirannia”. Attenzione! Ricordiamo sempre che “ comunismo“,“ nazismo” e “ fascismo” soffocarono con la loro tirannia i popoli servendosi proprio della delazione, che iniziò dietro lo sciagurato slogan “ intercettateci tutti perché non ho nulla da temere” e si cominciò con il famigerato “ caposcala” e si finì con la Stasi, la Gestapo, la polizia segreta italiana.

L’abuso delle intercettazioni è un fatto di una evidenza solare e solo chi intende utilizzarlo per scopi politici fa finta di non vederlo. Guardate che non c’è bisogno di alcuna “ nuova Legge” per evitare questi abusi, per il semplice fatto che la Legge già esiste. Propalare informazioni private e riservate che non hanno alcuna connessione con alcun reato è già un reato sulla base della vigente legislazione ( codice di procedura penale italiano). Circa la pubblicazione delle intercettazioni di fatti privati, dunque, i “ rei colpevoli” non sono affatto i giornalisti . I veri colpevoli sono con chiara evidenza quei P.M. e quei Magistrati che “ per eludere la Legge vigente colorano, come fossero attinenti ai reati, dei fatti che invece a quei reati sono assolutamente estranei”. Sono loro i colpevoli, non i giornalisti che si limitano a fare il loro lavoro, pubblicando intercettazioni che la stessa Magistratura fornisce loro come afferenti ai reati. E non è questa forse una “ notizia di reato” sulla quale la Procura della Cassazione “ dovrebbe indagare “ sulla base famosa dell’obbligatorietà costituzionale dell’azione penale ? Che scemenza pensare che serva una “ nuova Legge” per fare rispettare una “ Legge già esistente”. Roba da manicomio. A tale proposito, vorrei invitare ufficialmente l’esimio Dr. Giandomenico Lepore, Procuratore Capo della Procura di Napoli, ad indagare dentro la sua Procura di Napoli per trovare le “ talpe” anziché limitarsi a dire scontate amenità quali “ Le talpe esistono e danneggiano anche noi”.


Non crediate, poi, scioccamente che il problema riguardi solo il centrodestra. Riflettete: chi , infatti, ha impedito ad una forza economica - come le “ cooperative rosse” ( a proposito di Lobby !)- di acquistare lecitamente la BNL, se non “ le retate telefoniche da Stato di Polizia” ? Chi ha fatto cadere quel già traballante Governo di Romano Prodi con l’Unione, se non il solito sistema di “ intercettazione di Stato di Polizia”, se non lo “ spionaggio di Stato”? La sinistra crede vanesiamente di essere un socio fondamentale nella lobby “ magistratura, sinistra e media” nata nel 1993 , ma si illude , si sbaglia. Sbaglia perché il suo contributo alla lobby si limita a fungere da megafono politico della lobby stessa nel e a attribuire valore politico al momento in cui gli interessi reconditi della Magistratura ed i propri coincidono, si saldano: e questo avviene solo con l’abuso pubblico ed illegale delle intercettazioni. Ma in quella Lobby il dominus resta la Magistratura, la quale, una volta che riuscisse ad eliminare giudiziariamente il centrodestra, metterebbe nel mirino del suo micidiale bazooka proprio la sinistra, perché lo scopo del partito dei Magistrati è quello di “ dominare , comandare e commissariare questo disgraziato Paese “, non quello - come si illude la sinistra- di portare la sinistra a Palazzo Chigi come, tra l’altro comprovato dall’aggressione on il quale la Magistratura ha fatto crollare l’ultimo Governo dell’Unione. Dovreste dirmi per quale mai ragione una Magistratura ideologizzata che arrivasse a dominare un Parlamento “ commissariato” dovrebbe poi cedere quote importanti di questo potere ad un semplice suo “ gregario”, ormai considerato anche un “ peso morto “ e dai cui ricatti la Magistratura dovrebbe poi difendersi ? Perché una micidiale banda armata dovrebbe dividere il bottino con un semplice “ autista” o con un “ palo” della rapina e non eliminarlo eliminando così anche un probabile ricattatore ed un possibile teste ?

E’ dal 1993, da quando fu violentata la Costituzione italiana da quella ben nota consorteria di magistrati ( oggi peraltro sciaguratamente e minacciosamente presenti nello stesso Parlamento ) che, nel compiaciuto e riverente ossequio della sinistra ( appositamente salvata da Mani Pulite dalla stessa Magistratura proprio per farne il proprio politico “ cavallo di Troia”) riuscì a fuggire dal Palazzo con la refurtiva chiusa nel sacco di iuta: era l’articolo 68 della Costituzione la refurtiva e Napolitano, allora tremebondo Presidente della Camera, ligio agli ordini della nascente Lobby “politico-giudiziaria” che stava attentando all’ordine Costituzionale italiano, non mosse neanche un dito a difesa della Costituzione della quale però dal 2006, con un’improntitudine ed una millanteria arroganti , si vanta ignobilmente di essere uno strenuo difensore . Un impostore, un complice di stupratori, altro che un difensore. Da allora quella masnada di “ladri di costituzione “ hanno imposto un vero e proprio “ Stato di Polizia” in luogo dello “ Stato di Diritto” quale era il nostro Paese, grazie proprio al furto con destrezza di quel dono prezioso che i Padri Costituenti ci fecero con l’articolo 68 della Carta. Perché fu proprio da allora che i P.M., non essendoci più alcuna autonomia del potere legislativo rispetto a quello giudiziario - autonomia dei due poteri che è la base della nostra costituzione democratica - poterono ascoltare conversazioni private per poi sparare ipotesi di reato fantasiose ed appariscenti . Sfacciatamente ed arrogantemente ed oltre tutto anche impunemente ( che pacchia questo Paese per chi delinque!), dato che il famoso referendum sulla responsabilità dei Magistrati venne premeditatamente affossato proprio dal PCI, dalla DC e dal PSI di allora, grazie a quella immonda truffa al popolo che fu la famigerata “ Legge Vassalli”. L’Italia ed il popolo italiano sono stati defraudati dunque da questa potentissima lobby sia dell’articolo 68 che anche dell’articolo 15 della Costituzione. Siamo, nel 2011 , una vergogna per tutto il mondo civile . Perché siamo l’unica repubblica democratica al mondo nata sull’eccidio tribale di Piazzale Loreto, con tanto di corpi impalati, impiccati, di corpi mutilati, di cappi e di boia . La nostra Repubblica non fu il prodotto della cultura del popolo, non fu il moto spontaneo prodotto dalla cultura del popolo, ma fu semplicemente la conseguenza di una carneficina, di una cieca mattanza indegna di un Paese civile. Perché siamo nel 2011 l’unico Paese occidentale che si dice democratico ma che è il più spiato al mondo, perché siamo la vergogna della civiltà occidentale , perché siamo ancora schiavi degli “ spioni di Stato” come lo era una DDR con la Stasi. Bisogna fare attenzione, perché costoro ( Magistrati politicizzati) dominano ormai molte città italiane ( Napoli, Milano, la Puglia, oltre le altre Regioni ) con i loro rappresentanti entrati in politica . Costoro sono il segno della degenerazione del sistema legale della politica che ormai è nelle mani di quel partito dei magistrati che si avvale di questa potente lobby , la più potente mai esistita in Italia . Lo scopo di questa rete spionistica ordita dalla Magistratura militante, complice la sinistra ed i media asserviti, non è affatto, per ora, il “ processo giudiziario” ma solo “ costruire capi di imputazione criminali inesistenti “. Così ci si sbarazza, grazie alla immediata sentenza emessa da quella criminale inquisizione del popolo che sono Repubblica, Il Fatto, Il Corriere , TG3, ecc , dell’avversario politico. E’ la fucilazione al muro della libertà politica, è la dittatura peggiore, quella di una oligarchia che nessuno ha eletto. Un altro tradimento alla Costituzione, al suo articolo 1. Ma chi si indigna? Dove guarda quel comunista al Colle?



Se la Costituzione italiana si basa sulla “ divisione e sull’autonomia” del potere legislativo da quello del potere giudiziario e viceversa, com’è possibile che si possa assistere in silenzio allo scempio della Costituzione stessa, scempio che viene invece impunemente consumato dal continuo andirivieni di Magistrati che dal potere giudiziario passano al potere politico , per poi, terminato il mandato politico , tornare al potere giudiziario, come se fra questi due poteri non vi fosse alcuna separazione ed autonomia, ma una semplice porta girevole da albergo ? Albergo, peraltro, ad ore. Il passaggio dalla Magistratura alla Politica, è molto agevole, se ne sono serviti tanti, avvantaggiandosi di impropri privilegi castali e troppi di questi passaggi hanno avuto ed hanno il sapore acre del “ pizzo” pagato per il “ lavoro sporco “ eseguito dalla Magistratura a favore della fazione “ sinistra + Magistratura”+ media“. Luigi De Magistris, per esempio, ha atteso quattro mesi per dimettersi dalla Magistratura quando fu eletto Europarlamentare con l’IDV , quando invece in campagna elettorale aveva spergiurato pubblicamente che si sarebbe immediatamente dimesso dalla Magistratura se eletto. Ricordo la sfrontata arroganza di “ Gigi ‘o floppe” ( nomignolo meritatissimo per questo “ vergognoso Magistrato ”) che rispondeva sprezzantemente a chi gli rammentava quel suo impegno ( tanto poteva contare sia sulla medioevale “impunità “ di cui gode la magistratura italiana sia della “ immunità “ del Parlamento Europeo , dietro alle quali si è ripetutamente nascosto ) con frasi tipo “ i tempi delle mie dimissioni non me li farò dettare da nessuno…”. Parlo di Anna Finocchiaro, Presidente dei Senatori del P.D. e moglie di un medico catanese indagato per truffa alle ASL siciliane per appalti irregolari ottenuti quando era Ministro della Salute la compagna Livia Turco ( che fine ha fatto questa inchiesta catanese ? Andremo a controllare), la quale ha battuto tutti i record: è in “ aspettativa “ dalla Magistratura fin dal 1980, da quando entrò nelle file del PCI siciliano. In tempi recentissimi ( 2010) parliamo di un P.M. barese, tale Lorenzo Nicastro ; costui è diventato assessore della Giunta Vendola dopo aver condotto, come P.M., indagini su Raffaele Fitto, Presidente della Regione Puglia per il centrodestra. Anche a Lorenzo Nicastro il CSM ha concesso “ l’aspettativa “. Mi preme ricordare che l’inchiesta contro Fitto del P.M. Nicastro non portò giudiziariamente ad alcun risultato se non a quello di far vincere due volte Vendola alle Regionali della Puglia, con l’aiuto di un imbarazzante Fini che volle presentare anche l’altra candidata Poli Bortone che tolse i voti al centrodestra . Voglio essere chiarissimo, anche perché tutti costoro potrebbero tornare in Magistratura ed esercitare il loro mandato giurisdizionale proprio sullo stesso territorio dove hanno svolto la loro azione politica. Un ricatto stratosferico al popolo ed alla politica, che tutti fingono di ignorare. Ma la Costituzione , imponendo la sacrosanta “ separazione ed indipendenza” della Magistratura dal “ parlamento” e viceversa, non viene in tal modo sventrata? Parliamo ora di un altro ex P-M- di Bari. Tale Dr. Alberto Maritati, oggi Senatore del P.D. . Costui da P.M. perseguì giudiziariamente il Segretario pugliese del PSI Rino Formica, lo umiliò con anni ed anni di arresti domiciliari, lo distrusse umanamente e politicamente e poi, nel 1997, lo assolse. Formica era ormai sul lastrico, un residuato innocuo. In tal modo Alberto Maritati però collaborò concretamente con i P.M. Antonio Di Pietro e Gherardo Colombo ( quelli della Procura di Milano che in televisione minacciarono ricattatoriamente ed impunemente il Parlamento italiano con “ la Bicamerale è figlia della società del ricatto” ), nella distruzione politica per via giudiziaria della DC e del PSI. Nel 1999 costui inoltre indagò da P.M. anche l’On. Massimo D’Alema . Il P.M. Maritati Alberto archiviò tutte le accuse contro il D’Alema e nello stesso anno - annus mirabilis - il Dr Alberto Maritati venne nominato dal Premier Massimo D’Alema Sottosegretario del Governo D’Alema. Fermandomi sempre in Puglia, Regione dove il dominio del PCI e di D’Alema è arcinoto, Regione dalla quale non a caso lo stesso D’Alema l’anno scorso “ previde”, come un Mago Otelma, le famose “ scosse giudiziarie” contro il Governo Berlusconi per la famosa D’Addario (senza che nessun Magistrato Pugliese o italiano ravvisasse alcun reato nel fatto che D’Alema fosse a conoscenza e propalasse pubblicamente atti non solo coperti dal segreto istruttorio dalla Magistratura pugliese ma oltretutto dichiarati di “ nessuna rilevanza penale“, reato per il quale oggi, invece, la Magistratura Napoletana ha messo sotto accusa svariati personaggi ); la previsione di D’Alema era forse dovuta ai poteri della sua “ sfera magica” , qualcosa che ricorda molto da vicino i famosi “ piattini che volavano “ sul tavolino di Romano Prodi , come ridicolmente costui dichiarò ai Magistrati a proposito del sequestro di Aldo Moro . Si replica, sempre in Puglia, con lo splendente caso di Emiliano Michele, un altro P.M. di Bari. Il quale trovatosi fra le mani l’inchiesta che vedeva imputati D’Alema, Barbieri ed altri per la sparizione degli aiuti umanitari al Kosovo, pensò bene di mettere da parte la toga, di “candidarsi” nella corsa a Sindaco di Bari, di ottenere quel Municipio e di far languire quella indagine che, passata poi ad altro P.M. - tale Dr Scelsi , Procura di Bari che ha ricominciato tutte le indagini daccapo - si è ormai tanto protratta nel tempo da cadere ormai - senza che nessun sincero democratico avesse il minimo “ rodimento dell’intimo” - entro pochi giorni in prescrizione. Il Dr. Michele Emiliano , nell’andirivieni di “ allegri magistrati” fra Magistratura e politica e viceversa, ha seguito il collaudato schema inaugurato , negli anni novanta , dal famoso Giudice spagnolo Baltasar Garzon, l‘uomo che poi, insieme a Zapatero, ha portato la Spagna verso l‘attuale fallimento: quella dell’aspettativa e non delle dimissioni dalla Magistratura. In tal modo il messaggio mafioso e ricattatorio è lampante : state attenti, perché eventuali “ conti in sospeso” potranno essere regolati e saldati più tardi,magari direttamente in Tribunale, una volta rimessa la toga. Il Maestro, in Italia, resta Luciano Violante, altro Magistrato , che fu Giudice istruttore a Torino fino a 1977. Dal 77 al 79 lavora, su segnalazione del ministro democristiano Bonifacio, presso l'ufficio legislativo del Ministero della Giustizia , occupandosi prevalentemente di terrorismo. Fu il Magistrato che riuscì addirittura ad istruire il processo contro Edgardo Sogno che poi, ovviamente, venne assolto da ogni ridicoloa fantomatica accusa. Con tale credenziale in portafoglio, nel I979 si iscrive al PCI e viene subito premiato con un posto da deputato. Non pago di quanto tramato per Sogno, Violante , ancora Magistrato in aspettativa e Deputato del PCI ( impunità ed immunità dunque nella stessa persona) raccolse le deposizioni choc di Buscetta Tommaso ( il quale sostenne l'esistenza del terzo livello della mafia, cioè il legame con il mondo politico). Insomma, un piede in due staffe, alla faccia dell’indipendenza dei poteri e della Costituzione. Il susseguente mega processo contro Giulio Andreotti, durato più di dieci anni, con un incredibile spreco di denaro pubblico ed uno sfarzo mediatico mondiale, si concluse con una sentenza ridicola che assolse Giulio Andreotti vuoi “ per non aver commesso il fatto” vuoi per “prescrizione dell’eventuale reato”. Non dimentichiamo in questo excursus poi il caso, emblematico, del Dr. Narducci, un P.M. della Procura di Napoli, il grande indagatore, il grande accusatore di reati associativi - tutti ovviamente ancora da dimostrare - del coordinatore del centrodestra a Napoli Dr Nicola Cosentino, eliminato così dalla scena politica in base a ipotetiche collusioni camorristiche . Bene questo P.M. napoletano, che ha indagato Cosentino è oggi nella Giunta municipale di Napoli di De Magistris, dopo aver svolto quell’opera che tanto ha giovato all’eliminazione dalla scena politica del competitor PdL napoletano. Senza essersi dimesso dalla Magistratura.

Tutti i Magistrati in aspettativa o gli ex magistrati che ho citato hanno reso concreti servigi “ politici” alla sinistra , ricevendone, in corrispettivo, un posto nel Parlamento . Luciano Violante “ gestisce “ Tommaso Buscetta ed anticipa la distruzione per via giudiziaria della DC mentre è ancora un “Magistrato in aspettativa” oltre che Deputato del PCI e si dimette definitivamente dalla Magistratura solo dopo l’inizio del mega processo di Palermo ad Andreotti, insomma a “ lavoro sporco “ ormai ben avviato. Il Dr Alberto Maritati, P.M. di Bari, indaga da P.M. il craxiano Rino Formica , lo distrugge politicamente con anni ed anni di arresti domiciliari e poi, nel 1997, quando Rino Formica è ormai un ex politico distrutto, lo assolve; nel 1999 indaga anche Massimo D’Alema, ma una volta che archivia, nello stesso 1999, l’inchiesta contro D’Alema , viene nominato “ Sottosegretario” nel Governo presieduto proprio dallo stesso Massimo D’Alema. Il Dr Michele Emiliano era un altro P.M. della Procura di Bari ed anche lui ebbe la fortuna di indagare D’Alema e Barbieri per la famosa “ operazione Arcobaleno” e, nel corso delle indagini, si candidò improvvisamente a Sindaco di Bari. Eletto Sindaco, l’inchiesta sull’operazione Arcobaleno contro D’Alema e Barbieri, passò ad altro P.M. - tale Dr. Scelsi, appartenente alla corrente di Md, sempre della Procura di Bari - il quale ha lasciato che il tempo impunemente trascorresse fino a che, quell’inchiesta se ne è andata in bella prescrizione. E D’Alema e Barbieri sono salvi. Antonio Di Pietro e Gherardo Colombo erano due P.M. della Procura di Milano che nel 1992 gestirono l’inchiesta di “ Mani Pulite”. L’inchiesta - peraltro doverosa e che avrebbe dovuto essere condotta su un piano intellettuale, culturale e politico contro un Parlamento di tutti corrotti - fu condotta dal Di Pietro come fosse un massacro tribale “ contro” la DC, il PSI, il PSDI, il PRI ecc, partiti che costui “ giustiziò” giudiziariamente con operazione da giustizialismo sommario primitivo a livello di Piazzale Loreto ( con manette, riduzione in schiavitù di imputati, abuso di carcerazione preventiva, con svariati cadaveri e suicidi ) e con l‘arma letale del principio del “ non poteva non sapere“ applicato a tutti i Segretari politici dei partiti da abbattere, mentre decise di “ salvare” il PCI , che partecipava alla corruzione del tempo come tutti gli altri partiti politici, fermandosi davanti a tale Primo Greganti, il famigerato “ compagno G” peraltro arrestato ,“ dentro” la sede del PCI di Via Botteghe Oscure , con in tasca un miliardo di lire contanti ( ricevute da Gardini come fetta della megatangente Enimont del PCI ) utilizzando beffardamente il principio opposto, quello secondo il quale solo il vertice del PCI , chissà perché, “ poteva non sapere” delle ruberie del Compagno G. Ancora poi nel successivo 1995 , sempre Antonio Di Pietro, ancora P.M. sempre a Milano, spiccò il famoso “ Mandato a comparire” contro il Capo del Governo eletto dal popolo nel 1994, sulla base di accuse di corruzione per tangenti alla GdF. Quel Governo cadde, fu sostituito , senza elezioni, da Governi di sinistra - che il popolo non aveva votato - e poi nel 2001 si scoprì che tutte quelle accuse formulate dal Di Pietro erano false, tanto che la Cassazione assolse l’imputato “ non aver commesso il fatto”.

Antonio Di Pietro si dimise, giovanissimo dalla Magistratura ( aveva sul collo svariate denuncie pesantissime pendenti presso il CSM , dimettendosi , le eluse) e solo dopo pochi anni, fu premiato da Massimo D’Alema che lo nominò nel Collegio senatoriale del PCI del Mugello , Collegio strasicuro ed entrò nel Parlamento come Senatore del PCI. Non si darebbero certe dimissioni da posti d’oro come quello del Di Pietro senza aver avuto la certezza di una nuova sistemazione. Stessa sorte per l’ex P.M. Gherardo Colombo, che, una volta andato in pensione dalla Magistratura, ha riscosso la sua fetta di premio per il “ lavoro sporco“ fatto con Mani Pulite : un bellissimo seggio da Senatore nel P.D.. Il P.M. barese Lorenzo Nicastro ha distrutto , con le sue indagini (che giudiziariamente non hanno avuto alcun risultato) in Puglia il candidato del PdL Raffaele Fitto: oggi, costui, è parlamentare dell’IDV. Il P.M. napoletano Giuseppe Narducci,ha indagato e distrutto, con accuse di associazione camorristica, - mai provate - il coordinatore campano del PdL Nicola Cosentino. Come premio per aver contribuito alla sconfitta del PdL a Napoli, ecco il posto per Giuseppe Narducci nella Giunta municipale napoletana di Luigi De Magistris, suo primo beneficiato. Conflitto di interessi, lobby gigantesca, truffa costituzionale o come diavolo volete chiamare tutto ciò, signori miei? E se non capite o fate finta di non capire, allora fatevi vedere da un bravo psichiatra.

Luigi Bisignani è un personaggio “ sui generis”, una persona dalle mille e trasversali relazioni, un personaggio molto perspicace ed intelligente che fa un mestiere che personalmente aborro. E’ , costui , il prodotto perfetto della cinquantennale democrazia consociativa e corrotta dell’Italia dal 1948 fino al 1993, quando comandavano quei tre o quattro partiti politici ( la DC, il PCI, il PSI ed altri “ aspiranti commensali”) che si spartivano tutto, appalti, tangenti, RAI ( ricordate ?: due democristiani, un comunista, un socialista ed uno bravo in RAI, era la regola!) posti, Banche, assicurazioni, prebende, ecc. Ebbene costui “ teneva relazioni” trasversali da sempre. Basta pensare che neanche trentenne era già nella lista della P2 di Gelli. Costui ebbe anche la mia totale simpatia quando, in televisione , spavaldamente negò al P.M. Di Pietro di aver messo in sicurezza nelle casse vaticane una parte della tangente Enimont destinata a tutti i partiti interessati ( e cioè , repetita juvant, DC, PCI, PSI e qualche altro “ aspirante commensale “). Ai miei occhi, quell’osceno P.M. - che nel 1995 poi riscuoterà dal PCI la prima rata del corrispettivo a lui dovuto per aver giustiziato i maggiori partiti politici italiani e salvato ignobilmente il solo PCI , quando D’Alema lo impose come capolista per il Senato nella blindata Circoscrizione del Mugello - stava scassinando con arnesi delinquenziali una Prima Repubblica certamente marcita e corrotta ma che avrebbe dovuto essere rinnovata non certo con manette , non da sentenze oscene, non da una miserabile campagna forcaiola sfacciatamente ed impunemente condotta da costui e dai suoi sodali a senso unico, non da suicidi, da vergognose carcerazioni preventive, ma dalla politica e dalla cultura politica, invece che con queste simili vergognose Piazzale Loreto . Con buona pace di tale Alberto Statera il quale, su Repubblica ( e dove, sennò?) ha la faccia tosta e l’improntitudine di ergersi a censore del Bisignani agitando argomenti virtuisti ma usando un giornale edito da un affarista svizzero con un passato affaristico italiano di stampo piratesco e truffaldino da incutere terrore . Eccoli questi giullari del perbenismo ipocrita , questi dispensatori di truffaldine lezioni etiche da bassa sacrestia, gentaglia che nasconde sotto il tappeto la palta di cinquanta e più anni di vita trascorsa a godere di questi intrallazzoni e dei loro intrallazzi , senza mai averli denunciati e che non hanno mosso e non muovono un dito , ma solo lingua e penna, per sconfiggere questo andazzo, eccoli questi fanatici adoratori della casta giudiziaria , che li usa e li protegge ma solo al fine di perpetuare i suoi antidemocratici privilegi , di farsi fazione politica contando sulla sua totale impunità e di negare la vera giustizia alla nazione. Da che pulpito, Alberto Statera e Repubblica , viene la predica!

BERSANI, IL NUOVO GIULLARE ?

Da qualche tempo quell’imitatore malriuscito di Cozza che è ormai diventato l’emiliano in maniche di camicia, come il “ famoso uomo in ammollo”, alias Pier Luigi Bersani, si è dedicato a commenti tinti di sarcasmo. Il sarcasmo in politica non è certo il miglior mezzo per proporre soluzioni alternative credibili per governare un Paese, ma serve solo per cercare di ridicolizzare l’avversario politico, correndo però il pericolo di ridicolizzare subito se stesso. Così le sue reazioni sarcastiche alla manovra finanziaria e alla delega fiscale varate dal Governo non hanno convinto una parte importante del suo stesso partito. Enrico Morando si è infatti giustamente chiesto, scrivendolo su Il Riformista, cosa mai voglia il P.D. Morando , che pure aveva stilato il programma economico dell’Unione di Prodi del 2006, contrappone le dichiarazioni di Prodi e di Letta , che sostengono che il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2014 impostoci dalla UE è cosa sacrosanta, a quelle di Bersani e di Fassina ( responsabile economico del PD) che invece rifiutano quell’obiettivo. Morando, lasciando giustamente il sarcasmo a chi lo sa usare, vuole chiarezza dal suo partito, sbattendo in faccia a Bersani ed ai suoi anche la posizione di Napolitano che non poteva che affermare che “ gli obiettivi ed i tempi concordati nel piano europeo sono “ impegnativi” per qualsiasi governo”. Insomma il maggior partito di opposizione avrebbe uno spazio aperto di intervento qualora proponesse soluzioni ed interventi alternativi soprattutto con misure volte a stimolare la crescita. Se invece si rinchiude in posizioni negazioniste, nichiliste e demagogiche limitandosi a chiedere, come un pappagallo, come unico toccasana, le dimissione del Governo, dimostra la irresponsabilità ed il velleitarismo del suo partito. Finchè c’è Nichi Vendola a sproloquiare di “ macelleria sociale” e simili arcaiche baggianate per sfamare l’astio della minoranza biliosa che costui rappresenta, può anche star bene. Ma che proprio il P.D. - che pure afferma di voler governare questo Paese e soprattutto di essere in grado di farlo con credibilità e con responsabilità adeguate alla bisogna - si vada ad infilare di propria volontà in questo vicolo cieco politico è sconcertante e la dice lunga sulla valenza politica di questa segreteria politica. Non creda Bersani che sia stato sufficiente predisporre inutili lenzuolate di pseudo liberalizzazioni delle quali nulla è rimasto se non l’apertura nel lunedì dei barbieri e la possibilità per le grandi Coop rosse di vendere nei loro supermercati anche i medicinali da banco per essere considerato un uomo da governo. Non basta un po’ di cerone in faccia per far credere che da comunista emiliano uno è diventato un uomo di governo, ci vuole altro, molto altro. Soprattutto ci vuole onestà, caro Bersani, dal momento che costui sa benissimo che se putacaso si trovasse a Governare, dovrebbe rispettare quegli impegni presi con l’Europa e dunque il pareggio del bilancio nel 2014 e dovrebbe dunque rimangiarsi pubblicamente tutte le fanfaronate che ha sparato da giorni. L’opposizione - ditelo a Bersani ed ai suoi amichetti - non è che sia libera di dire cretinate quando si trova all’opposizione per poi fare il contrario quando sale al Governo. E’ già successo in Italia in passato. E’ abbiamo assistito ad uno spettacolo di miserabile infantilismo politico.



DAL CASO DI DSK UNA BELLA LEZIONE PER I NOSTRI MAGISTRATI

DSK è stato ingannato : la donna che lo accusava contava sulla sua nota capacità da sciupa femmine per far soldi, ma pare che lo stupro del Sofitel non esista. La Giustizia americana non è la migliore del mondo, anche loro prendono le cantonate, non sfottano con Amanda Knox che da noi è in carcere mentre forse da loro sarebbe in libertà. Però due schiaffi in faccia i nostri Magistrati se li meritano. Primo: decisione di scarcerazione e di restituzione della cauzione immediata; secondo, il Procuratore che ha sbagliato è stato “ licenziato”!



Cannigione , lunedì 4 luglio 2011



Gaetano Immè

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