Gaetano Immè

Gaetano Immè

domenica 31 luglio 2011

 E’ SOLO QUESTIONE DI TEMPI ?


L’inchiesta che coinvolge Filippo Penati, ex sindaco della Stalingrado d’Italia ed ex capo della segreteria di Pierluigi Bersani, avrà conseguenze pesantissime sul Partito democratico. Non penso alla cosiddetta “questione morale “ né .alle lotte interne al Pd, sempre più diviso su tutto e sempre meno in grado di guidare un’alternativa seria e concreta all’attuale maggioranza. Né mi meraviglia il silenzio e la confusione mentale dello stesso Bersani, reduce da una disastrosa e ridicola campagna giustizialista contro Papa e da ignobile accondiscendenza per il suo ex compagno Tedesco e che, per reati minori il primo rispetto al secondo, ha mandato in cella Papa e salvato il secondo. Ricordo che il dalemiano Tedesco era stato mandato in Senato – con un’abile manovra – proprio dopo le dimissioni da assessore regionale della giunta Vendola in quanto sfiorato dalle indagini. Del caso Penati mi colpisce maggiormente la tempistica. Egli lasciò la poltrona di sindaco di Sesto San Giovanni nel 2002: ad allora risalgono dunque gli avvenimenti per cui è indagato. In questi dieci anni scarsi, molti giornali si sono occupati delle vicende urbanistiche di Sesto San Giovanni e del relativo, vorticoso giro d’affari. Eppure la magistratura si è mossa soltanto negli ultimi mesi, con un ritardo di almeno otto se non di nove anni. Come mai tanto ritardo davanti ad una prescrizione decennale?

Da quando Silvio Berlusconi è entrato in politica, la sinistra ha avuto un solo collante, un solo pensiero fisso , una sola occupazione: è stata il partito asservito alle procure. Frastornata dall’inattesa disfatta del 1994, povera di risorse umane nuove e di idee politiche vere, la sinistra italiana, composta sempre dagli stessi personaggi che erano nel Parlamento della Prima Repubblica con i soliti partiti PCI, DC e PSI, ha affidato allo strapotere dei pm - colpevolmente aumentato con il golpe costituzionale del 1995 - il compito di dettare i tempi e i modi della sua strategia politica. Ha puntato a rovesciare il Cavaliere per la via delle inchieste giudiziarie, poi attraverso il gossip giudiziario (le intercettazioni su Rai e Ruby o le registrazioni della D’Addario), quindi con le sanzioni pecuniarie giudiziarie (lodo Mondadori), ultimamente con le inchieste giudiziarie a margine (le varie P3 e P4 colpiscono uomini del Pdl ma ultimamente puntano a Berlusconi). Il pallino, dunque, non è mai stato in mano al centrosinistra, ma sempre alla magistratura. Che oggi, mentre ritorna l’infuocato clima dell’anti-politica, dell’anti-casta, si sente le spalle coperte non più dal PCI - Pds-Ds-Pd, ma dalla stessa opinione pubblica più esasperata, da altri movimenti politici e da parte del sistema mediatico. E perché sia ben chiaro chi detiene il vero potere, mette nel mirino lo stesso Pd. Bersani tace perché gli viene meno il principale strumento di lotta politica degli ultimi anni. E perché sa che lo tsunami-Penati terremoterà l’intero partito.


E torniamo per un momento alla domanda iniziale, quella sui tempi impiegati dalla Magistratura per concludere le indagini e spiccare gli eventuali rinvii a giudizio. Le inchieste su Berlusconi e su Mediaset hanno avuto inizio “ non appena” F.I. sbaragliò alle elezioni politiche del 1994 il PCI di Occhetto. L’inchiesta che costò a F.I. ed a Berlusconi le sue dimissioni , quella del 1995 sulle “ Tangenti alla GdF” fu istruita dalla Magistratura milanese in pochi mesi: le elezioni furono di Aprile 1994 e il famoso “invito a comparire” fu di settembre del 1995, dunque un anno e qualche mese. Lo stesso per tutte le altre inchieste che hanno investito il Leader del centrodestra. E in questa sede neanche voglio sfiorare un altro fatto paradigmatico e che cioè almeno alcune delle accuse rivolte dalla Magistratura al Leader del centrodestra si sono poi rivelate, dopo il regolare processo, del tutto “ inventate”. A tale fine voglio solo ricordare che proprio per il processo denominato “ Tangenti alla GdF” che determinò l’uscita della Lega dalla coalizione vincente alle elezioni e la caduta del Governo Berlusconi I , la sentenza definitiva dichiarò l’imputato “ assolto per non aver commesso il fatto”. Insomma tutte le inchieste sono state costruite dalla Magistratura – salvo quella su Mondadori e CIR che preesisteva – entro un anno, due anni dalla vittoria di F.I. del 1994. La tesi opposta, supportata da coloro che invece sostengono che tutti i processi a Berlusconi abbiano avuto inizio per la Magistratura “ prima” della così detta “ discesa in campo politico “ non hanno nessuna prova che conforti e certifichi tale loro assunto, tanto che i teoretici di tale falsità storica hanno bisogno di puntellare il loro assunto invece che sulla base di certezze – come stiamo facendo noi – ma sulla base di affermazioni apodittiche e viscerali ( tipo “ è sceso in politica per salvare le sue aziende che erano sull’orlo del fallimento” ecc) che possono convincere solo chi non ragiona col cervello, ma con l’odio.

Invece, se andiamo a spulciare le storie giudiziarie che miravano a personaggi della sinistra, scopriamo come i Magistrati abbiano avuto tutt’altro atteggiamento, rispetto ai “ tempi” necessari per concludere le loro indagini e per spiccare precisi capi di imputazione. Di Penati abbiamo già accennato in apertura, dal 2002 ad oggi la Magistratura non ha fatto assolutamente nulla. Si tratta di otto anni e credo che questo era lo scopo della Magistratura: quello di ignorare i reati di Penati per fare avvicinare la prescrizione decennale. E non è il solo caso.

Prendiamo, per esempio, l’inchiesta sulla “ Missione Arcobaleno” che vedeva come imputati anche D’Alema, allora Premier e l’Ing. Barbieri Franco, allora capo della Protezione Civile. L’inchiesta inizia nell’anno 1999, la Procura quella di Bari, il P.M. il Dr Michele Emiliano. L’inchiesta sonnecchia fra carte e rinvii. Nel 2003 , improvvisamente, il P.M. Emiliano sente la necessità di candidarsi a Sindaco di Bari con il centrosinistra. Lascia dunque l’inchiesta Arcobaleno che passa ad altro P.M. che ricomincia tutta l’inchiesta daccapo. Oggi quell’inchiesta viaggio ormai come un treno veloce, verso la completa prescrizione.

Prendiamo ancora l’inchiesta sugli imbrogli della Sanità pugliese, quella che ha coinvolto il Senatore del P.D. Tedesco e su Frisullo. Quell’inchiesta era una vera bomba che doveva coinvolgere non solo Tedesco e Frisullo, ma anche – come si evince dalle registrazioni pubblicate – anche lo stesso Vendola, anche Emiliano ed altri. Tedesco entrò nella Giunta Vendola, la prima, nell’anno 2005, l’inchiesta su di lui prese il via nel 2007. Sono passati quattro anni durante i quali Tedesco è stato messo dal P.D. a forza nel Senato, per consentirgli godere di qualche immunità e di evitare l’arresto. La richiesta vdella Magistratura è arrivata solo oggi, nel 2011. Quattro anni buttati via o c’è qualcos’altro? Ripeto la mia domanda rivolta ai Signori Magistrati: come mai?

Poi leggi l’intervista di un alto Magistrato, il Dr Giancarlo Capaldo , ma ti rendi conto, leggendola, che costui ora parla non per il bene della Giustizia o per svelare come farla funzionare meglio per il cittadino ma solo perché teme di perdere il posto che credeva di occupare alla Procura di Roma, quello di Capo della stessa, al posto del Dr Ferrara. E poi, ditemi un poco, ma è più grave una riunione tra potenti ( Capaldo, Tremonti,ecc) per stabilire chi dovrà andare ad occupare la carica di Capo della Procura di Roma ( per la quale scatta subito la “ Santa inquisizione” e giù a sparlare si “ sistema” di “ lobby” e via cretinando), o una riunione fra “ poteri forti” potenti e dominanti il Paese i quali, fuori del Parlamento vogliono stabilire chi deve essere il Presidente del Consiglio( per il quale “ reato penale” – attentato o cospirazione contro gli organi democratici – nessun Magistrato pare avere tempo) ? Poi rifletti bene e ti rendi conto che in Italia ci sono troppi magistrati in Parlamento, che sono troppi quelli che sono andati da una Procura fino al Palazzo, ti accorgi che un Di Pietro s’è guadagnato una bella carriera politica dopo il famoso “ io quello lo sfascio”, che troppi uffici giudiziari sono diventati sedi di partiti d’opposizione, che troppi Magistrati perseguono , nello spazio di un fulmine, reati o presunti reati imputabili a politici di centrodestra – vedi lo sfogo di Tremonti e l’immediata inchiesta della Procura di Roma – mentre accuse contro persone del centrosinistra vengono lasciate marcire o fatte proprio marcire con promozioni sospette. Ed allora, quando non trovi una ragione logica che spieghi per quali meriti politici la sinistra abbia promosso in Parlamento tanti Magistrati ( vedi Casson, Violante, Maritati, Emiliano, Tedesco, D’Ambrosio, De Magistris, ecc), quando poi ti accorgi che , gira e rigira, ciascuno di costoro ha condotto nel suo passato da Magistrato inchieste che hanno consentito alla sinistra stessa o di non essere incriminata o di sbarazzarsi per via giudiziaria dei propri avversari politici, allora finalmente ti chiedi:” ma costoro, ma questi Magistrati, sono veramente persone che lottano per affermare la Giustizia oppure sono dei volgarissimi funzionari statali che tradiscono il loro dovere di imparzialità per fare politica e per sistemarsi nel palazzo?


SIGLE , SOLO SIGLE E BASTA . MA IL CERVELLO, DOVE LO AVETE ?

Processo breve, processo lungo, quelle sigle che mi rimandano agli anni cinquanta e sessanta, quando il PCI parlava di “ legge Truffa” come sinonimo della Legge elettorale, quando Leone Piccioni fu condannato dal PCI ad essere per forza l’assassino di Wilma Montesi non per aver commesso il fatto, ma per essere il figlio di un Ministro democristiano, quando lo stesso PCI parlava di “ Antilope Klober” per intendere l’innocente Giovanni Leone e diffamarlo con la Cederna in testa e Napolitano dietro di lei, quando Cossiga era “ il pazzo” da rinchiudere in manicomio perché criticava la Costituzione, ti cascano le braccia a pensare che nel 2011 la sinistra va avanti ancora con queste menzogne . Processo lungo? Vediamo come stanno veramente le cose.

La Legge in questione nasce alla Camera il 30 Aprile 2008 come “ Modifica dell’articolo 442 del c.p.p.: inapplicabilità del procedimento abbreviato ai delitti puniti con la pena dell’ergastolo”. Viene licenziato dalla Commissione Giustizia della Camera e trasmesso quindi al Senato dove alla Legge in questione vengono aggiunte altre due modifiche del codice e precisamente all’articolo 190 ed all’articolo 238-bis . Si tratta dei criteri per l’ammissibilità dei testi e per l’uso di sentenze come elementi di prova. Sul primo dei due punti, si è cercato semplicemente di adeguare nei fatti quella disposizione del c.p.p. alla superiore disposizione recata dal terzo comma dell’articolo 111 della Costituzione, nella formula come modificata nel 1999 con la sinistra al Governo. Non si tratta dunque di agevolare Berlusconi per il processo Mondadori, ma di consentire che quel terzo comma dell’articolo 111 della Costituzione venga finalmente integralmente recepito nelle disposizioni del codice di procedura penale, al fune di raggiungere il giusto e ragionevole processo. Appare proprio ridicolo questo stracciarsi le vesti della sinistra, che accusa col solito ritornello il Governo di aver voluto creare un’altra “ legge ad personam”. Ma insomma, la volete rispettare la Costituzione o volete solo dire d’amarla o la volete solo sventolare come un Totem? E poi a questi ridicoli bugiardi ricordo sommessamente – ma tanto la figura dei cretini la fanno ugualmente – che comunque l’applicazione della legge approvata anche da Senato sarà applicata sempre da un Magistrato, non certo da Berlusconi o da Mediaset.



LE CRETINATE DA OSCAR



Nel suo goffo tentativo di nascondere le mani sporche di marmellata e di tangenti, P.L.Bersani raggiunge il massimo della comicità e della scempiaggine, chiedendo, pubblicamente, una legge contro la corruzione. Di chi? Dei suoi o di quella di tutti gli altri? E poi, che significato avrebbe una nuova Legge contro i ladri? Avrebbe, aggiungo io, l’unica interpretazione che , se non ci fosse questa nuova Legge, rubare , in Italia, anche in Comune, in Regione, in Parlamento, è permesso e lecito. Della serie : una idiozia tira l’altra.

Cercavano di far passare una legge con la quale introdurre nel Codice una disposizione aggravante per chi offende un omosessuale. Sarebbe questo lo spirito della legge sulla “ omofobia”. Cioè gli omosessuali sono talmente disuguali agli altri cittadini da necessitare una apposita legge per difenderli dalle diffamazioni. Una vera cretinata. Tutti uguali davanti alla Legge, ci ripetono sempre i signori Ottimati di casa nostra, i Magistrati e noi che vorremmo fare? Introdurre una legge “ razziale”, ( la “ razza dei froci” , la “ razza delle lesbiche”, la “ razza dei transessuali”, ecc) che creerebbe una sorta di “ razza protetta” o “ superprotetta. E noi poveri etero? Tutti ci possono diffamare ed offendere, con dileggi tipo” sto schifoso corteggiatore di donne!” e nessuna Legge ci difende! Neanche una qualche Ministra delle “ Pari opportunità”! Come diceva la canzone di Manfredi? “ Pe fa la vota meno amara, me so comprato ‘na chitara e quando er sole scenne e more, me sento er core cantatore …”.



Roma domenica 31 luglio 2011

Gaetano Immè

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