Gaetano Immè

Gaetano Immè

domenica 24 luglio 2011

  UNA VERGOGNA TUTTA ITALIANA


Quella vergogna che il Parlamento italiano ha mandato in scena mercoledì scorso, con la Camera che ha mandato in galera ( prima del processo) l’on. Papa e con il Senato che ha salvato dalla galera ( sempre prima del processo) il Senatore Tedesco è il frutto di un Parlamento bacato, marcio, maleodorante, meschino, vile, intimorito, in putrefazione. La vergogna ha dimostrato senza necessità di ulteriori prove, che in quella sede c’è disgraziatamente un solo partito che rispetta la Costituzione e questo è il PdL. Tutti gli altri partiti se ne fregano altamente della Costituzione. Come scritto nel suo manifesto elettorale, come convenuto nel patto con i suoi elettori, solo il PdL ha votato coerentemente sempre “ contro” l’arresto, sia per Papa sia per Tedesco, perché la civiltà del “ garantismo” , la civiltà del rispetto totale della Costituzione che prevede – vedere articolo 27 – che “ L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva “ - è una ed una sola: niente carcere per nessuno sino ad una sua condanna definitiva, qualora ovviamente non ricorrano le condizioni richieste dal Codice Penale per le misure cautelari e che sono assolutamente estranee a questi due casi . E dunque solo il PdL ha mantenuto fede al suo proclama elettorale, al suo garantismo endemico, al suo rispettare sempre e comunque la Costituzione. La sinistra, invece, ha definitivamente perso ogni briciolo di credibilità salvando Tedesco e condannando Papa, perché ha dimostrato come se ne sbatta altamente di quella Costituzione che a chiacchiere dice di difendere. Che squallore morale, che vergogna: la sinistra, sapendo che il PdL avrebbe sempre votato contro gli arresti, invece di fare una battaglia di civiltà e di difesa della Costituzione, ha fatto solo quello che le è convenuto. Se il PdL fosse stato più furbo, avrebbe fatto uscire i propri Senatori dall’Aula prima della votazione su Tedesco per svergognare, ancora di più tutti i giustizialisti della sinistra forcaiola. A questi assertori del linciaggio mediatico e giudiziario consiglierei di leggere – in luogo di Repubblica, de Il Fatto, de L’Unità, ecc – almeno una volta nella loro vita un libro , non certo di Eco o di Garimberti o di Carofiglio, ma di “ Storia della filosofia del Diritto” e di leggersi anche il testo dell’articolo 27 della Carta che costituisce – come essi stessi pappagallescamente ripetono accodandosi acriticamente ai loro truffaldini suggeritori – la base della nostra Repubblica . La sinistra ha dimostrato dunque di pensare non al rispetto della Costituzione ma solo ad attuare la tattica del vetero-comunismo che sapeva solo criminalizzare l’avversario politico. L’ipocrisia dei vari Di Pietro, Casini, Fini, Vendola, Franceschini, Bindi, Bersani, Veltroni ecc. è abissale e solo chi è cieco non sa la vedere. Costoro solleticano l’ira del popolaccio organizzando piazzate contro la “ casta” e provocando così l’applauso dei forcaioli assetati di sangue e senza cervello, fingendo di dimenticare che essi stessi fanno parte e che si sono fatti ricchi proprio usando tutti i privilegi di quella che a chiacchiere definiscono “ casta” ma che in effetti è stata la loro unica fonte di guadagno da una vita. Che altro hanno fatto nella loro vita costoro se non vivere di politica ? Come mai costoro sono sempre “ distratti” quando la casta si vota aumenti di stipendio? Come mai hanno voluto affossare la riforma costituzionale del Governo di centrodestra, con il referendum confermativo del 25 e del 26 giugno 2006, che prevedeva tra l’altro anche la riduzione dei parlamentari e dei senatori? Una massa di cialtroni, ecco cos’è diventata la sinistra italiana.


Ma come si può commentare una vergogna? Questo blog è sempre stato contro l’arresto di qualsiasi eletto – salvo che per i reati penali per i quali esistevano i pericoli che comportano necessariamente la galera prima del processo – perché è la Costituzione che lo ordina, senza prima guardare la tessera del suo partito. Perché tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, ma un “ eletto” è ovviamente più “ uguale “ degli altri perché ha avuto “ anche” il mandato popolare , elemento che tutti gli altri non hanno e che quindi mette gli eletti non del tutto sullo stesso piano giuridico di tutti gli i altri. Il voto di mercoledì scorso è stato una vera infamia, uno scandaloso scambio tra la coscienza e l’interesse, con il quale i deputati ed i senatori della sinistra e della Lega Nord hanno letteralmente disonorato l’istituzione nella quale siedono, consegnandola alle bramosie manettare della Procura di Napoli. Perché Papa è non solo un “ indagato” pur sempre titolare del diritto costituzionale previsto dall’articolo 27 della Costituzione, ma anche un eletto, un parlamentare. Le autorizzazioni che il nostro Stato di diritto aveva fin’ora concesso nella sua storia dal 1948 ad oggi sono state solo quattro e tutte legate a crimini contro la persona. Ricordate quel criminale di Moranino , quell’assassino partigiano comunista salvato poi da Togliatti che lo spedì in Cecoslovacchia, quei due criminali di destra , Saccucci e Abatangelo e quel Toni Negri di recente e infausta memoria? Papa come Tedesco, poteva e doveva essere processato per tutta una serie di indizi di reato che disgustano senza ombra di dubbio la nostra coscienza, ma la galera preventiva ad un parlamentare indagato è solo la meschina partecipazione dei partiti al banchetto disgustoso di una giustizia tribale. Tedesco si salva in Senato perché la coscienza garantista del PdL è più ferma della forca leghista e dei boia della sinistra. Ma capisco pure come quelle votazioni si siano svolte in un clima di terrore, con tutti i forcaioli ed i manettari leghisti e della sinistra che temevano di essere inseguiti coi forconi se avesse avuto l’ardire di votare, secondo Diritto, contro il partito delle Procure. Si tenta di imporre in tal modo il principio secondo il quale la preoccupazione, sacrosanta e doverosa per rispetto della Costituzione, che la Magistratura faccia un uso politico del suo potere sia un timore illegittimo, avvallando così la pretesa di assoluta impunità per la casta dei Magistrati. Insomma i prezzolati “ opinion makers “ della sinistra stanno organizzando una truffa contro il popolo, tentando di spacciare come illegittima la giusta difesa della politica contro l’arroganza incostituzionale della Magistratura. Questo scempio della verità faciliterà gli appetiti eversivi di coloro che vogliono sovvertire l’ordine dei poteri sanciti dalla costituzione, relegando il primo ( cioè la sovranità politica del popolo) nello scantinato dei rifiuti. Una sinistra ed una Lega, uniti dal giacobinismo manettaro, hanno preferito la resa vigliacca alla giusta rivendicazione della propria sovranità costituzionale; è la paura dei servi verso i padroni, la paura della sinistra e della Lega verso i Magistrati. Ricordate quello che dava da mangiare al coccodrillo? Lo faceva perché sperava che la bestia non lo divorasse subito, ma “ dopo” aver divorato tutti gli altri. Basta guardare l’Inghilterra di oggi per capire qual è la differenza fra un Paese “ democratico” ed un Paese “ magistratico”. In Italia le intercettazioni sono alla base di tutte le inchieste e mentre a Londra si dibatteva sullo scandalo delle intercettazioni dei giornalisti di Murdoch, in Italia partiva l’ennesima inchiesta su Berlusconi basata su una telefonata del Premier sul solito Santoro ( illegalmente intercettata) con l’ennesima ridicola accusa per “ abuso d’ufficio”.



E non è la prima volta che questo schifo succede, perché questa sottomissione al partito dei Giudici è la ripetizione di quella che portò i magistrati del Pool di Milano ad appellarsi per televisione al popolo inferocito contro il famoso Decreto Biondi in quel fatale 1994 basando quell’appello anticostituzionale sulla necessità della carcerazione preventiva da utilizzare come ordinario mezzo di indagine. Davanti a questa vergogna , la Senatrice del P.D. Finocchiaro ha avuto la improntitudine di parlare di “ onestà” , proprio Lei che ancora deve darci conto dell’inchiesta per truffa alla ASL di Catania che ha coinvolto suo marito; il Segretario del maggior partito della sinistra non ha saputo trovare di meglio che sottolineare che “ la maggioranza si è divisa”. Una cretinata da bassa politica da bar, dove qualsiasi stronzata va bene per sviare l’imbecille elettore che ti sta a sentire .Così forse pochi si accorgeranno che il vero scempio compiuto da questi cialtroni della sinistra è di aver consegnato il simbolo della nostra democrazia, cioè il Parlamento, con mani e piedi legati ed anche incaprettato, ad un P.M. fallito e squallido come questo John Henry Woodcock . E’ il segno palpabile della irrilevanza della sinistra , della sua cialtroneria , che non le consente se non di sopravvivere nell’ignavia. Così davanti alla morte del “ garantismo costituzionale “ avvenuta mercoledì scorso, quello che lascia perplessi e sconcertati è, soprattutto, l’atteggiamento prevalente del P D che insegue una vittoria parlamentare anche a costo di rinunciare ai principi elementari della costituzione e del suo preteso riformismo. Bersani balbetta qualche idiozia sulla presunzione di innocenza quando si tratta di Penati e poi si contraddice quando si parla di Papa. Dice di avere proposte per la riforma della giustizia e per le intercettazioni, ma poi si sottrae vilmente al confronto anche sulle sue stesse proposte con la scusa che “ non si può dialogare con questo Governo e con questa maggioranza”. La verità è una sola : Bersani e tutta la sinistra sono una massa di pavidi , che non hanno il coraggio di sfidare il giustizialismo ed il partito delle Procure in nome dei principi di giustizia e di garanzia. Questo Parlamento, fatta eccezione dunque per il solo PdL, soggiace supinamente al banchetto della giustizia sommaria e, dopo quasi venti anni di “ captività” - prodotta dallo squilibrio dei poteri costituzionali determinati dallo stupro della Costituzione del 1994 - si dimostra ancora una volta , nella sua maggioranza numerica assolutamente incapace di affermare l’autonomia della politica rispetto alle ambizioni politiche del partito delle Procure militanti.



La verità è che dal 1994 in poi un P.M. qualsiasi può tranquillamente ordinare intercettazioni senza che gli interessati – che diventano “ indagati” – ne siano a conoscenza per via dell’obbligatoria “ informazione di garanzia”. E’ la raccolta illegale delle prove. Ai giustizialisti che rispondono che “ se li si informa, smettono di parlare” replico semplicemente “ ma vale una prova raccolta illegalmente”? Vale solo in un Paese manettaro come il nostro, vale solo in uno “ Stato di Polizia” non certo in uno “ Stato di Diritto”, vale solo dove si concede credibilità ai soliti soloni che pensano di essere i “ soli bravi” e che i cattivi sono sempre “ gli altri”. In nessun altro Paese accade quello che sta accadendo in Italia. Se questo signor Woodcok ha delle prove, le porti in Tribunale, le presenti al GIP e lasci che si celebri un processo serio e dentro il Tribunale invece che elargire notizie di reato tenendo nascoste le prove per far celebrare un processo politico sui giornali. Quei cialtroni che una volta sbraitavano a Berlusconi “ difenditi nel processo” ora , con la loro logica da cialtroni accusano e condannano il nemico politico “ fuori del processo”.



E’ stato l’ispiratore della dittatura imposta al Paese dalla Magistratura dal 1994 fino al 2006 e poi dal 2006 ad oggi il Capo di tutti i Magistrati ed il loro “ palo” sul Colle e solo giovedì scorso, Napolitano spende una parola, tardiva e ridicola , contro questa dittatura che soffoca il Paese. Chi, come questo blog, da molto tempo esprime le proprie preoccupazioni per l’indebita intromissione delle Procure nelle vicende politiche del Paese, per l’uso spregiudicato dei poteri giudiziari a cominciare da quello delicatissimo di privare della libertà personale persone ancora non giudicate, credeva di aver trovato conforto nelle sue parole di mercoledì scorso. Di questo conforto se ne sentiva da tempo immemore il bisogno, ma si è invece avuto solo silenzio acquiescente dal Colle. Perché lui lo sa benissimo, anche se finge di non accorgersene, ma in Italia è stata instaurata dal 1994 una vera e propria “ dittatura della Magistratura. Le prove sono ormai innumerevoli, stanca ripeterle. Gli ultimi segnali sono preoccupanti. Basta pensare che la Procura di Milano ha avuto la faccia tosta di muoversi contro “ Libero” per una vignetta. Come D’Alema, allora Premier, contro Forattini. Ma D’Alema non era un Magistrato. Ora per un vignetta si muove la Procura, torna la Stasi, torna il codice Rocco, torna il “ reato di opinione”, torna la “ vigilanza sulla libertà di
stampa”. Eccola la dittatura. Dopo diciassette anni durante i quali i dittatori/magistrati ed i loro camerieri si sono almeno celati dietro farsesche inchieste giudiziarie che comunque avevano i burocratici lineamenti della giurisdizione, oggi il partito delle Procure ha deciso di gettare la maschera e di sfidare apertamente l’istituzione democratica. Ecco la Procura di Milano che si getta su “ Libero” per una vignetta. Questa dittatura colpisce sempre più duro, non concede respiro, sa di non dover render conto a nessuno, sa di godere di una totale impunità penale e civile e se ne avvale sfacciatamente, con la interessata compiacenza dei suoi reggicoda che da questa dittatura sperano di avere un poco di potere in regalo. Non ci sono differenze fra questa dittatura e quelle che hanno dominato in tanti regimi dittatoriali che si sono retti per decenni su apparati di polizia e su giudici e su sentenze compiacenti. E il vero Capo di tutto questo siede sul Colle.

Roma domenica 24 luglio ’11

Gaetano Immè

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