Gaetano Immè

Gaetano Immè

giovedì 18 agosto 2011

 UN COMUNISTA AL GIORNO, TOGLIE LA SINISTRA DI TORNO.




a) L’idiota colorata di nero

Dacia Valent è stata una parlamentare italiana ed una europarlamentare, eletta con Rifondazione Comunista. Dunque costei , pur prendendo palate di soldi dai cittadini italiani, un bel giorno sul suo blog è riuscita a scrivere un post dal titolo "Italiani di merda, italiana bastardi", impressionante delirio razzista nei confronti degli italiani e addirittura dei "bianchi" in generale. Non contenta , la Signora ha pensato successivamente di riproporsi pubblicando un altro post scritto il giorno della morte di Oriana Fallaci. Il titolo, eloquente e raccapricciante, era "Tumore 1-Oriana 0". Vale la pena proporre anche il testo:
"Suppongo che tutti, anche i suoi critici più feroci, osserveranno, il canonico minuto di silenzio, si spremeranno le meningi per trovare qualcosa di carino da dire su questa vecchia, FINALMENTE SCHIATTATA dopo un lustro di sofferenze inflitte alla comunità musulmana e alla comunità nera. Verranno scritti chilometri di coccodrilli che tenteranno di minimizzare l'odio e ricordare la mediocre scrittrice, nota soprattutto per la promiscuità nella quale indulgeva con i suoi intervistati. Quando ancora se la poteva permettere. Ma siccome il coccodrillo era lei, e tra i più feroci, PER ME CHE TIFAVO "TUMORE" è una gran bella giornata. Solitamente dei morti non si dicono cose antipatiche, soprattutto perché è scortese criticare qualcuno che non ha la possibilità di rispondere o di difendersi. Ma nel caso della nostra new entry tombale, questo era il suo sport preferito: quanti somali potevano risponderle mentre lei prometteva di "bruciarli vivi nelle loro tende" dalle pagine del Corriere? E dov'era il diritto di difesa delle "minchione musulmane" ai suoi insulti lanciati dalle prime pagine della corazzata mediatica di Italia? E quanti "fottuti-figli-di-Allah" godevano di diritto di replica alle minchiate che prima De Bortolis e poi Mieli amavano pubblicare? A chi mi ha odiato fino all'ultimo respiro - come nera, comunista, musulmana e somala -, a chi ha insegnato ad altri l'odio per la gente come noi per via della nostra religione, del nostro colore, della nostra fede politica e la nostra origine nazionale, POSSO SOLO AUGURARE una crudele strada in discesa e un'eternità di fiamme e dolore. Stikazzi."

Queste le testuali parole pubblicate sul blog della Signora Dacia Valent. Elementare vergognarsi che l'Italia sia stata rappresentata in Europa da una europarlamentare che non meriterebbe neppure di essere definita “signora”. Ma stia tranquilla Dacia Valent, nessuno la odia, tanto meno perché è " nera, comunista, musulmana e somala". Forse è a Lei che questo piacerebbe tanto . Ma non è così, nessuno se la fila, nessuno la conosce, nessuno “ se la copre” e quindi non c’è motivo di odiare una “ Carneade qualsiasi”. E poi sappia la Signora Dacia Valent che lei, lungi dal suscitare odio ( negazione dell’amore e quindi sentimento forte ) in chi ha la sventura di incontrarla , prova per lei solo pena, schifo e ribrezzo ( sensazioni del tutto uguali a quelle che viviamo quando incontriamo uno scarafaggio).


b) TURONE , UN MAGISTRATO NEL PALLONE

La faccia tosta dei personaggi della sinistra non ha limite, è risaputo.Ma arrivare a dichiarare candidamente che se non ci fosse stato Berlusconi l’estradizione di Battisti avrebbe avuto un esito diverso dovrebbe apparire troppo anche per lorsignori. Il fatto accade nella puntata di sabato 16 luglio 2011 di Bookstore, una trasmissione mattutina che va in onda su LA7 e che ”avrebbe” lo scopo di commentare e recensire le novità dello sconsolato e sempre più miserabile panorama letterario italiano.

Il magistrato Giovanni Turone, che come unico titolo di merito ( o di vergogna?) ha quello di aver seguito l’inchiesta sulla P2, ha recentemente pubblicato un –diciamo- “libro”, nel quale si chiede se il Battisti non sia in realtà un perseguitato politico piuttosto che un
assassino che durante gli anni di piombo nel nome degli ideali di una certa sinistra uccise numerose persone. E invece di tirar fuori “ palle e idee”, invece di intavolare un serio discorso sul “ Teorema padovano” e sulla Magistratura d’emergenza di quei tempi, sulla sua correttezza , questo Turone fa l’unica cosa che costui ha dimostrato di saper fare: diffamare qualcuno senza prove ( tanto lui gode della più totale impunità ), come una volgare “portinaia” (altro che “ Magistrato”) , attribuendo la colpa della mancata estradizione dal Brasile di Battisti solo a Berlusconi il quale, guarda caso, sta per riformare tutti i privilegi castali di quella fallimentare Giustizia di cui questo Turone è tanta “ magna pars” e nella quale ha “ magnato tanto “. E’ noto che quando non si hanno argomenti prodotti dal cervello, non resta che insultare e diffamare – alla fine anche menare le mani e manette e schiavettoni - per sperare di restare al centro dell’attenzione. Ma dei  soli cretini, ovviamente. Tali coloro che seguivano LA7, in quanto il tutto è ovviamente avvenuto senza un minimo di contraddittorio e con la sorridente ed ebete compiacenza di un servile conduttore .

c) UNA FAMIGLIOLA DABBENE ED IL SUO DEGNO FIGLIOLO

Ebbene sì, il figlio del premio Nobel Dario Fo, Jacopo Fo, appunto perché cresciuto con cotanti genitori democratici, civili, intelligenti , con la sua miseria intellettuale ed umana è riuscito anche ad ironizzare persino sul famoso rogo di Primavalle, la famosa spedizione punitiva dei comunisti romani degli anni '70, costata , ricordo, la vita ad un ragazzo di 22 anni e ad un bambino di soli 10. Oltre alla mobilitazione del solito "Soccorso Rosso", di cui facevano parte gli “intelligenti” Dario Fo e Franca Rame, il figliolino Jacopuccio ha sostenuto la tesi del "rogo a porte chiuse", ossia della "sceneggiata". Ma senza argomenti, lo ha fatto disegnando vignette satiriche nel suo libretto "Se ti muovi ti Stato", un opuscolaccio uscito nel 1975 in cui “ cotanto figliolino di cotanta intelligenza democratica “prendeva le difese “ del terrorista delle Br Roberto Ognibene, già autore all'epoca di svariati omicidi ( ricordo i carabinieri Mazzola e Giralucci e il maresciallo Felice Maritano ) Jacopo Fo sosteneva che il "povero" Ognibene fosse vittima di una macchinazione oscura dei servizi segreti italiani. Ma non c'è solo l'accorata difesa di Ognibene: in "Se ti muovi ti Stato", il giovane Fo ha pubblicato un fumetto satirico su Primavalle, non rassegnandosi all'evidenza che i reali colpevoli fossero i "compagni" di Potere operaio Achille Lollo, Manlio Grillo e Marino Clavo. Anzi, era convinto fosse tutta una macchinazione, come si può notare osservando il fumetto che alleghiamo qui sotto: i disegni raffigurano un agente dei servizi segreti che prepara la tanica, un regista occulto che telefona ad un commissariato per informare sul corretto svolgimento del dramma, addirittura, nelle ultime vignette, un inconfondibile signore con i baffi che telefona per sapere se ci sono "stati i morti": Giorgio Almirante. Proprio lui, che gioisce per i morti di Primavalle.

Né Jacopo Fo né i suoi genitori hanno mai chiesto scusa, nemmeno dopo che è stata accertata la responsabilità dei "compagni", altro che macchinazione. D'altra parte, se gli "intellettuali" del Soccorso Rosso sono arrivati a pubblicare vignette satiriche sulle stragi, ironizzando pure sulle vittime del Msi e della destra (anche se giovani o bambini, come nel caso del rogo di Primavalle), non ci si può stupire di nulla. Come del fatto che l’Italia si debba sopportare un Presidente della Repubblica che aizzava i carri armati sovietici a sparare sui giovani della rivolta di Budapest nel 1956: lo avete per caso mai sentito chiedere scusa e perdono di questo suo crimine? Mai! Anzi, oggi pretende pure di farci lezioni di morale!

Il vero problema per l’Italia è che, crisi o non crisi, ancora oggi, a decenni e decenni di distanza, individui del genere continuino ad arringare folle di idioti e di dementi in piazza, con le loro lezioni di "democrazia" senza essere abbattuti a forza di calci in culo.



PER FAVORE, POLITICI DI SINISTRA, UN POCO DI SERIETA’

Quando si parla di crisi, disgraziatamente in Italia parlano tutti, anche chi dovrebbe tacere. Prendiamo lo spunto da una delle troppe richieste che i parolai i professione “ producono in quantità industriali” per assicurarsi qualche visibilità altrimenti sognata Quello di una riforma costituzionale che riduca della metà il numero dei parlamentari. La proposta non poteva che partire dal maestro di “ chiacchiera”, Walter Veltroni, colui che con le chiacchiere s’è fatto ricco ed è stata fatta propria, con incredibile e ridicolo entusiasmo da un altro che ha fatto delle chiacchiere inutili il bastone di tutta la sua vita, Pierluigi Bersani. E l'intero Pd l'ha subito trasformata, insieme con la richiesta di nuova tassazione sui cosiddetti “scudati”, nel nucleo centrale della manovra presentata in alternativa a quella governativa. I famosi “ sette punti sette”, come i fratelli di quel famoso film che Bersani, oplà, come Mago Otelma, ha tirato fuori dal suo cilindro di chiacchiere . Una chicca per volta, andiamo con ordine.

In apparenza l'idea di dimezzare con la scure il numero dei parlamentari è più che accettabile. Fornisce una risposta immediata e convincente alla pressante domanda di drastica riduzione dei costi della politica che proviene dall'opinione pubblica. Ma, a dispetto di queste considerazioni, essa rappresenta l'esempio più eclatante di un mostriciattolo prodotto dall’incesto fra tre criminali : la premura, il peggior populismo d’accatto e la pura cretineria. Poco importa il fatto che tagliare a metà il numero dei deputati e dei senatori non serva granché a tagliare i costi della politica, perché, fatti i doverosi conti, il risparmio sarebbe solo simbolico. Al limite potrebbe essere proprio il carattere puramente simbolico della proposta ( di dimezzare i parlamentari ) a costituirne, invece , il suo unico valore.

Quello che mi ha stupito, invece, nasce dalla sconvolgente constatazione che chi ha formulato la proposta e chi la prende in considerazione non ha minimamente preso in esame le conseguenze istituzionali e politiche di una misura del genere. E di come la sinistra
tratti la Costituzione – che a parole dice di difendere – come la pelle delle palle, che la puoi tirare da tutte le parti. Quando i costituenti fissarono nella Costituzione l'attuale composizione numerica della Camera e del Senato volevano difendere e affermare il principio della rappresentatività. Ad ogni comunità e territorio doveva corrispondere una adeguata rappresentanza politica, donde la definizione dei collegi del Senato su base regionale e delle circoscrizioni per la Camera non eccessivamente grandi (come quelle delle elezioni europee) che avrebbero dovuto assicurare un rapporto diretto tra elettori e parlamentari. Dimezzare dunque il numero dei parlamentari, allora, significa “allargare” le circoscrizioni ed i collegi. Cioè comprimere e ridurre al massimo quel principio di rappresentatività che domina lo spirito della nostra Costituzione ed annacquare il rapporto tra cittadino e rappresentati politici. Significa, di fatto, prefigurare una legge elettorale diversa da quella proporzionale, diversa dal Mattarellum ed ispirata, paradossalmente, a quel “porcellum” che viene giustamente accusato di cancellare la rappresentatività ed a riempire il Parlamento di “nominati”. Ma, si badi, ridurre i costi della politica ed assicurare la rappresentatività ed il rapporto tra elettori ed eletti non è affatto impossibile. Basta elaborare una nuova legge elettorale inserita in un progetto organico di riforma istituzionale. Come si fa, ad esempio, a conciliare il dimezzamento con il progetto del Senato delle regioni? Ma il dramma del Pd è che i suoi dirigenti non riescono a trovare una linea comune sulla riforma elettorale e su quella istituzionale. Si dividono tra bipolaristi ed proporzionalisti. E per coprire questa incolmabile frattura non trovano di meglio che lasciarsi prendere dal più uterino e squallido populismo d’accatto e tirare fuori dal cilindro la pericolosa sciocchezza dell’immediato dimezzamento dei parlamentari.

Andiamo ora alla richiesta di nuova tassazione sui cosiddetti capitali “scudati”. Io mi chiedo se un partito che avrebbe anche la pretesa di governare il Paese può fare proposte assurde e da rapinatori di valico come questa e continuare a ritenersi un’alternativa credibile per il governo del Paese. Lo scudo fiscale fu deliberato dal Parlamento due anni orsono con un patto ben preciso: riporta a casa i tesoretti che hai fuori Italia e noi ti chiediamo un tot. Cosa vorrebbe ora il P.D.? Cosa vorrebbero fare oggi gente come la massimalista Bindi o il “similCrozza Bersani”? Sconfessare quel patto ? Un’idea che può solo essere figlia del finto moralismo a corrente alternata di gente , appunto, del tutto inaffidabile a governare un Paese, come la nomenclatura del P.D.

Invece che sparare assurdità , vogliamo cominciare a pretendere che i politici siano seri?

OMICIDIO STRADALE : REATO NUOVO O GIA’ PREVISTO NEL NOSTRO PLETORICO DIRITTO PENALE?

Ilir Beti è quel trentacinquenne ( che sia anche albanese non importa perché esserlo, nei Paesi civili, non costituisce reato né aggravante ) imprenditore edile , residente ad Alessandria, al quale era già stata ritirata la patente, per un mese, nel 2006, per guida in stato di ebbrezza. Aveva inoltre avuto un violento diverbio con un automobilista sulla A26, quando ancora guidava nella direzione giusta, da Genova ad Alessandria. Bene, costui , alla guida del suo Suv, guidando contromano e ubriaco sulla A26 Voltri-Sempione, sabato scorso 13 agosto ’11 ha ucciso quattro giovani turisti francesi, in viaggio verso la Slovenia. Nell’incidente era rimasto ferito anche un automobilista di Broni.

Fino a oggi , a Beti è stata contestata l’accusa di omicidio volontario plurimo aggravato, ma era stato rimesso subito in libertà. Sono stati questi or ora ricordati i nuovi elementi e le nuove testimonianze raccolte in collaborazione dalla Squadra Mobile della Questura di Alessandria con la Polizia stradale di Alessandria e Ovada, oltre che il rischio di una eventuale reiterazione del reato, di fuga e inquinamento delle prove, a convincere solo oggi il P.M. Dr. Riccardo Ghio a chiedere l'ordinanza, e al GIP Dr. Stefano Moltrasio di emettere, l'ordinanza di custodia cautelare in carcere con l'accusa di omicidio volontario plurimo aggravato ? Dopo una settimana. Prima a piede libero e poi in carcere. Aspetto con impazienza che i Magistrati , con una preannunciata conferenza stampa ( che credo si debba tenere oggi stesso) ci spieghino come mai , per quali motivi giuridici, abbiano cambiato repentinamente la loro decisione. La faccenda mi disgusta profondamente per tantissimi motivi, ma soprattutto perché temo che la verità sia molto semplice. L’indignazione suscitata dal mancato arresto e l’irresponsabile uso populista che anche qualche Ministro ha fatto del caso invocando la previsione di nuovi tipi di reato penale quale l’”omicidio stradale”credo che abbiano avuto un ruolo determinante . La giustizia non si fa a furore di popolo, né in base al grado di indignazione dei parenti delle povere vittime, ma ancor di meno facendo leva su squallidi populismi politici . A parte il fatto che , troppi – anche seduti in Parlamento –ignorano che in quell’ufficio giacciono da anni cinque proposte di legge apposite.

Roma giovedì 18 agosto ’11
Gaetano Immè



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