Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 9 agosto 2011


DA CHE PULPITO VIENE LA PREDICA!!


Hanno voluto salvare il PCI da Tangentopoli con scellerati accordi con la Giustizia , hanno ceduto alla Magistratura, come corrispettivo, il potere politico svuotando la Costituzione per via del “ golpe giudiziario” del 1994 ? E’ dunque solo colpa loro se oggi abbiamo una sinistra non solo acritica e succube della Magistratura ideologizzata e politicizzata, ma sopra tutto una sinistra che, non essendosi rigenerata con una completa catarsi, è politicamente inesistente, morta, corrotta , incapace di qualsiasi idea e proposta che possa aiutare il Paese. Così, mentre dalle ceneri lasciate da Tangentopoli sono sorti alcuni partiti che poco hanno a che vedere con la Prima Repubblica, il PCI , divenuto poi DS, PDS ed ora PD conta sempre gli stessi uomini della Prima Repubblica, i Napolitano, gli Occhetto, i D’Alema, i Veltroni, ecc, quelli per i quali l’URSS portava a Roma vagonate di rubli per finanziare il partito che poi, d’accordo con la DC di sinistra, si costruì una bella amnistia “ ad partitum” senza che le anime belle democratiche sentissero “ rodere il loro intimo” davanti a quello scempio della legalità. Basta aver letto i loro due giornali ( mi fermo a “ Repubblica” ed al Corriere della Sera”) in questi giorni per capire quale abisso morale, culturale e politico caratterizzi oggi sia l’opposizione in Parlamento che i suoi seguaci della strada. Per sviare l’attenzione dalla dilagante corruzione nel P.D., il Bersani, bravo nel sollevare polveroni per confondere le idee, trova sponda nel foglietto dell’editore svizzero per disprezzare le misure del Governo – che pure sono approvate e condivise dall’UE – come “ Specchietti per le allodole “( come titola sprezzantemente “ Repubblica “ di sabato scorso ). Ma si ha per caso notizia di qualche loro proposta? Zero. Avete sentito per caso Bersani o Veltroni o la Bindi o la Finocchiaro o Enrico Letta avanzare proposte concrete per superare la crisi? Nulla, lo zero assoluto, solo slogans, solo irrisione, solo nonsenses. Bersani, ormai, è meno di un Crozza, indaffarato nella conta dei condannati e dei corrotti nel suo partito Democratico. Ma, per dire, Veltroni, scovato nei suoi dorati ozii, dice che “ la fragilità di questa politica ha portato a questa situazione….occorrono segnali forti che solo una democrazia più agile riesce ad essere utile agli italiani”. E neanche nomina Obama, vero ed unico colpevole di questa crisi mondiale, crisi scoppiata proprio in America, un Presidente USA da lui stesso tanto acclamato e che oggi è ormai svergognato dal suo stesso popolo, un Presidente che è stato capace di portare l’America a prendere schiaffi dai cinesi, a scendere sotto il rating della tripla A dopo le mirabolanti promesse spacciate dallo stesso Veltroni, da Repubblica, dal P.D. con i famosi “ Yes, we can”, ridicoli epitaffi per un Presidente che passerà alla storia come il peggiore di sempre .

Qualcuno ha capito qualcosa? No? Meglio spiegare alcune cose, allora.

“ Repubblica”, così sempre pronta a condannare ogni seppur minimo cenno di “ conflitto di interessi” riguardo la “ cosa pubblica”, come mai ha condotto per mesi e mesi , alla grande, la campagna per il Referendum contro il nucleare senza “ accorgersi” che stava così facendo gli interessi della Sorgenia, l’azienda di energie rinnovabili del suo editore Carlo De Benedetti?

Per non dire poi del “ Corriere della Sera”, che mercoledì 3 agosto esce con fondo di De Bortoli dal titolo “ Domare subito l’incendio” dove sostiene che “ la misura più urgente è l’anticipo del pareggio di bilancio”, seguito “ da privatizzazioni e liberalizzazioni e da misure eccezionali anche se dovessero comportare sacrifici per imprese e famiglie”. Il giorno dopo, Berlusconi illustra alla Camera le misure adottate. Il “ Corriere”, il giorno dopo, se ne esce con un fondo di Sergio Rizzo, dal titolo “ Le attese deluse”. Perché? Perché, scrive Rizzo “ serve un gesto immediato. Oggi, non domani” . Pare di rileggere “ Repubblica” quando, il mese scorso, Mauro e Scalfari scrivevano che “ rimandare il pareggio del bilancio al 2014 era solo una manovra elettorale per addossare i sacrifici al Governo che verrà nel 2013 “. Il giorno dopo il Governo incontra le parti sociali e stabilisce le misure da adottare, fra le quali emerge l’anticipazione del pareggio di bilancio al 2013. Ma sabato scorso, sempre sul Corriere ecco Sergio Romano che scrive “ Bene, ma non basta”. Ma Romano Sergio, dall’alto della sua inarrivabile politologia non ci svela cosa manca , perché quel suo “ non basta” - che peraltro, pare sia il nuovo Mantra dell’opposizione dove tutti si scoprono “ nonbastisti” dopo anni di milizia “ benaltrista”- è solo un’affermazione apodittica, una semplice e squallida frase ad effetto, uno slogan. Certo i suoi lettori, leggendo quelle parole “ avranno goduto”, perché la gente che ancora ascolta un Bersani, un Mauro, uno Scalfari, un Franceschini, un Veltroni, un Di Pietro, una Bindi hanno il loro massimo godimento intellettuale leggendo o ascoltando slogan apodittici, purché largamente e visceralmente antiberlusconiani.

Ieri, per esempio, anche un altro intellettuale come Mario Monti – trovatemi uno più ammanicato di lui con i poteri forti italiani ed europei, per favore – li ha fatti godere, scrivendo sul Corriere della Sera un fondo , molto deludente ma estremamente arrogante. Secondo questo “ barone”, l’Italia berlusconiana sarebbe “ commissariata ” da un “ podestà forestiero “ e cioè dalla BCE . Il Prof. Monti va ringraziato, per tre validissime ragioni.

La prima è, appunto, l’arroganza con cui è intervenuto nei confronti del governo, sommergendolo di critiche e di contestazioni peraltro già lette, giorni orsono, su “ Repubblica”, per il modo con cui lo stesso Governo ha reagito all’intensificarsi della crisi economica. Sono poi le stesse trite e ritrite “ critiche” che da una decina di giorni si leggono , come dicevo, su “ Repubblica”, su “ L’Unità”, su “ Il corriere della Sera “ , insomma robetta da bar dello sport o da “ Osteria del Curato”. Un personaggio come il Professor Monti , più volte indicato come il più autorevole candidato a guidare un “ governo tecnico “in grado , con la propria autorevolezza e terzietà,di imporre al Paese intero un armistizio tra le opposte fazioni politiche per realizzare quella serie di riforme e quelle misure considerate indispensabili per la salvezza del paese, non usa così tanta saccente arroganza come un “ bravo manzoniano” certo d’essere protetto dal Don Rodrigo di turno. Si tratta, Professore del benessere del nostro Paese, non degli interessi da bottega della fazione politico-economica che la sostiene da tempo immemore , occorrerebbe dimostrare equilibrio, misura, educazione, rispetto, non dovrebbe scendere ad inveire con volgarità, non deve aggredire - per educazione - chi dovrebbe essere sostituito con toni e parole che sembrano fatte apposta per sconfessare la propria natura di” tecnico” al di sopra delle parti. Il fatto è – e questo blog sa benissimo – e lo sanno anche moltissimi italiani - che il Professor Monti non è proprio per niente , non è mai stato “ al di sopra delle parti “ ma è “ il volto accademico e presentabile “ dei “poteri forti”, che si guardano bene dal partecipare a viso aperto al normale ricambio democratico. Mi stupisce che il Professor Monti abbia, invece, nervi così fragili. E che la sensazione di veder sfumata la possibilità di entrare a Palazzo Chigi per la scorciatoia dell’emergenza economica, magari entrando dalla porta dei fornitori anziché dal portone aperto solo dalle elezioni democratiche e popolari ( come i vari Ciampi, Dini o dello stesso Romano Prodi ) lo potesse spingere ad avere una reazione così scomposta, isterica e sgradevole. Il Professor Monti, dunque, va ringraziato perché ha dimostrato di non possedere né il carattere né le capacità umane per guidare il paese in un momento di difficoltà. Ha dimostrato, insomma, di essere “ absolutely unfit to lead my country ".

A questa prima ragione che concerne la grettezza culturale ed umana del personaggio, si aggiunge poi una ragione di sostanza politica. Monti va ringraziato per aver ammesso,da tecnocrate europeista, come abbiano perfettamente ragione quanti, come questo blog, denunciano l’esistenza “ di lobbies e potentati privi di qualsiasi legittimità democratica “ che esercitano un potere illegittimo non solo sull’Unione Europea ma anche su gran parte dei paesi del mondo occidentale. In origine il “governo tecnico sovranazionale“ di cui ha parlato il Professore è stato sicuramente formato da persone designate da governi nazionali sicuramente legittimati da regolari elezioni democratiche. Ma, Monti lo ha confermato, ormai questo ”governo tecnico sovranazionale“ non risponde più a nessun governo democratico. Non solo, ma “ quei poteri forti “ e “ quei potentati e quelle lobbies” sono stati i principali responsabili della crisi economica globale , frutto di decenni e decenni di compiacenti Governi creati e retti da DC e dal PCI solo per rincorrere le loro lobbistiche utilità immediate (devo ricordare forse al Professore le autostrade per la “ Real Casa Agnelli” o la licenza Omnitel regalata da Prodi a De Benedetti o gli appalti assegnati alla Olivetti di De Benedetti da tale Ministro Visentini che era anche nello stesso tempo l’AD della stessa Olivetti? O meglio ancora la famigerata Legge Mosca e tutti i pazzeschi pensionamenti anticipati degli anni novanta creati per avere un ritorno elettorale, alla faccia delle nuove generazioni che solo ora il Professore Monti prova a blandire come “ poveri precari”, forse per un ormai tardivo senso di colpa? ). Con tutto ciò, il Professore Monti pretende oggi di essere l’unico in grado di guidare il colossale disastro che lui stesso ha contribuito per decenni e decenni a creare. Può essere che oggi questo governo sia obbligato da certi vincoli internazionali dettati dalla Banca Centrale Europea che resta, esimio Professore, una entità bancaria , non un organo “ politico”, non è un “ podestà straniero” e, sopra tutto, non ha commissariato nessuno . Ma la speranza è che lo faccia conservando, allargando e recuperando, insieme agli altri governi democratici europei, margini sempre più ampi di autonomia e di indipendenza rispetto a chi, come Lei ed i suoi “ poteri forti”, pretendono di comandare il mondo senza avere altro titolo di legittimazione se non la propria arrogante incapacità. Ringraziamo tutti allora sia il Professor Monti che “ Il Corriere della Sera” per averci fatto scoprire in tempo la incredibile truffa autoritaria che verrebbe consumata, in Italia, con la formazione, sempre lontano dalle urne, di un governo tecnico a sua guida. Ogni Governo è criticabile ma questo, almeno, tenta di perseguire gli interessi del paese, non quelli di qualche burocrate, di qualche “ potentato”, di qualche “ lobby” mai votati da nessuno, che vivono , a spese nostre, nelle costose e privilegiate stanze di Bruxelles, Francoforte, Berlino, Londra e New York .

Ma, aggiungo, devo al Professor Monti, , un altro, un ultimo ringraziamento. Per aver ammesso, candidamente e spudoratamente , di non avere, insieme al governo tecnico sovranazionale ed ai fautori italiani della tecnocrazia al potere, alcun progetto politico, alcuna ricetta, formula, idea, trovata, sotterfugio, escamotages, per uscire da questa crisi mondiale. Perché, non ostante la sua alta cattedraticità, il Professore espone il solito trito e ritrito bocconcino avvelenato, molto usato a sinistra, secondo cui “ basta cacciare Berlusconi dal Governo per far terminare miracolosamente la crisi economica e per far ripartire il mondo”. E così, senza neanche accorgersene, il Professor Monti accende un potente riflettore che rivela il fenomeno devastante del crescente predominio dei “potentati, lobbies,” diretti da privilegiate caste chiuse ed oscure prive di qualsiasi legittimazione democratica, sulla libertà costituzionale dei cittadini. Egregio Professore, non abbiamo alcun bisogno di un “ governo tecnocratico”, prodotto di una misera scorciatoia autoritaria capace solo di soffocare di tasse i cittadini per conservare i propri privilegi.

E stia bene, là , dove l’establishment lo ha messo.

UN POCO DI ORDINE FRA P3, P4….

L' inchiesta P3 è nata a Roma, ed era già scontato che la più giovane P4 la oscurasse. P3 e P4 nascono in differenti procure, e con input assai differenti. Nella Procura di Roma erano arrivate denunce circa una non ben chiara associazione segreta che, prendendo spunto della P2 di Gelli, avrebbe cercato di condizionare pezzi delle istituzioni, nomine, appalti. In silenzio Giancarlo Capaldo (procuratore aggiunto di Roma) ha indagato. Invece a Napoli la cosa è nata perché nella Procura partenopea c’è un magistrato convinto che esista la P4: su presunte trame e dossier imbastiti da Bisignani e Papa ha iniziato ad indagare il pm Henry John Woodcock.

La differenza è abissale: la P3 è stata messa all’attenzione della procura capitolina mentre la P4 è nata anche per dimostrare che Napoli può assurgere a capitale morale d’Italia. Le differenze non finiscono qui. Perché mentre Capaldo ha tenuto l’inchiesta P3 lontano dai riflettori, di contro Woodcock ha fatto della P4 una sorta balcone affacciato sui media.Proprio questo tenere l’inchiesta P3 lontano dai riflettori, non permettendo ai media di processare pubblicamente Flavio Carboni, Pasquale Lombardi e Arcangelo Martino (presunti animatori della P3), nonché il governatore sardo Cappellacci, Denis Verdini, Marcello Dell’Utri e Nicola Cosentino, ha trasformato il procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo in una sorta di nemico della stampa gridata, dei magistrati militanti e schierati, degli anchorman amici di Repubblica, de il Fatto e dintorni.

Per quanto ora Capaldo e il sostituto Sabelli dicano in pieno agosto che l’inchiesta P3 è chiusa e saranno prodotti gli avvisi di chiusura delle indagini, comunque la grande stampa è riuscita ad inserire nell’opinione pubblica il dubbio che Woodcock sia credibile e lavori mentre Capaldo sia abituato a cenare con Tremonti e Milanese (ministro e parlamentare, entrambi berlusconiani).

Il risultato non s’è fatto attendere. Nei giorni passati Capaldo ha dovuto lasciare i fascicoli Enav e Finmeccanica, e perché il Consiglio superiore della magistratura ha aperto sul procuratore aggiunto di Roma una pratica disciplinare per quella cena con Tremonti e Milanese. Tanto è bastato perché la stampa filo Woodcock gridasse che a Napoli s’indaga veramente sulla P4 mentre a Roma si cincischierebbe sulla P3.

Vista la situazione la Procura di Roma ha chiuso l’indagine sulla P3 ed i giornali ne hanno dato notizia, alcuni maliziosamente lasciando intendere che Capaldo avrebbe fatto quest’ultimo atto credendo così di fermare parte della macchina del fango. La verità è altra, e cioè che il procuratore aggiunto di Roma è nel mirino dei giustizialisti dell’Anm, di certi magistrati partenopei e della stampa sinistrata.

Ergo ha chiuso l’indagine P3 permettendo che la verità sia fatta nei processi. Salta agli occhi di tutti che il metodo P4 (giustizia sommaria) ha avuto la meglio sulle silenziose indagini romane sulla P3.

Roma martedì 9 agosto 2011

Gaetano Immè

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