Gaetano Immè

Gaetano Immè

giovedì 25 agosto 2011



GENIALATE DELLA SINISTRA DAVANTI ALLA CRISI. SIAMO ANCORA AI TEMPI DI PROUDHON.


Tempo nero di crisi, non si arriva a fine mese e la manovra deve ancora essere discussa. E cosa partorisce quel geniaccio della Camusso? Qual è l’ultima sua genialata ? Un bello sciopero generale, una bella ammucchiata di “ pensionati” iscritti alla CGIL ( oggi costoro costituiscono i tre quarti degli iscritti a questo Sindacato storico, ormai ridotto a melma ), un mucchio di pullman ( per la gioia dei padroncini) ed ecco qua una bella giornata di scialo per le vie di Roma, con colazione al sacco incorporata. Dunque il colpo di genio della Camusso è proprio questo: contro la manovra, che nel frattempo potrebbe anche essere modificata, un bello sciopero generale . Con un comunicato la Cgil ha indetto lo sciopero generale, in tempi molto stretti, "contro, e per cambiare, la manovra iniqua e sbagliata del governo". E' stato eccezionalmente indetto dalla segreteria confederale, al termine della riunione dei segretari generali di categoria e territoriali, bruciando i tempi rispetto alla riunione del direttivo Cgil che era prevista per il 30 ed il 31 agosto. La segreteria aveva già un mandato dal direttivo dello scorso luglio. Le modalità dello sciopero e le proposte della Cgil alternative alla manovra del governo saranno illustrate domani dal segretario generale Susanna Camusso nella conferenza stampa prevista "in piazza, di fronte al Senato" alle 11, in coincidenza con un presidio del sindacato contro la manovra. Per il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, lo sciopero "è la risposta giusta e rapida per agire mentre il Parlamento sta discutendo la manovra, perché l'obiettivo è cambiare questo provvedimento". Simili arroganti pretese neanche passavano per la testa alla CGIL dei tempi d’oro, di Lama, per capirci. Figurarsi oggi, con un Landini ed una Camusso! Landini ritiene che lo sciopero sia "solo l'inizio di una mobilitazione straordinaria che deve andare avanti coinvolgendo tutti i soggetti che si pongono il problema di un cambiamento, che deve essere anche politico". Secondo il modestissimo avviso di questo Blog, invece, l'annuncio della Cgil di indire per il 6 settembre uno sciopero generale è una nuova ma non ultima evidente prova della irresponsabilità di questo sindacato , che separerà la Camusso non solo dagli altri leader sindacali, ma soprattutto dal buon senso della stragrande maggioranza degli italiani, indipendentemente dal loro orientamento politico. Che votino a destra o a sinistra, infatti, tutti comprendono che una strillata e una piazzata, oggi, non servono proprio a nulla. Così, tristemente, uno storico sindacato viene trascinato dalla irresponsabile sua “ governance” nella palude melmosa dei tanti, dei troppi, degli inutili “linguaioli perditempo”, alla “Nichi ma che cazzo stai a dì!”

Ma se Sparta piange, Atene non ride. Così se Sparta/CGIL non ride , non è che opposizione/Atene se la passi meglio. A forza di stare a sentire gente come la Bindi, come Franceschini, come Letta jr, a forza di sentire una Serracchiani che scambia ogni parola fra PD e Governo per “ inciucio” ( come se un partito politico non avesse altro compito che parlare di politica con Governo e nel Parlamento ) ( ma chiedere a gente come la Serracchiani di avere questa visione della politica è come chiedere ad un oste di fare il chirurgo ) , al povero “ similcrozza Bersani “ non resta che presentare una proposta – molto tardiva , ma accettiamola pure e discutiamone - che manda il cattivo odore ( alias “ il fetore”) di un giustizialismo punitivo da quattro soldi. Mentre la maggioranza è obbligata alla concretezza , alla serietà ed alla responsabilità di Governo, l'opposizione non trova altro scenario che quello di rinchiudersi volontariamente nella pura demagogia e nelle solite strumentalizzazioni. I singoli punti presentati da Bersani nella sua enfatizzata “ contromanovra” hanno, come i vini che bevi, un retrogusto che ti lascia la bocca amara. Il problema dell’opposizione, ad oggi, non sono i “ punti” ( dieci o sette che siano ) perché certo , alcuni sono passabili, alcuni da discutere, alcuni semplicemente “ ridicoli”, ma è il loro insieme che sgomenta , la loro, come si usa oggi dire, filosofia politica che disgusta.

Perché “rivedere lo norme sul falso in bilancio così che quel reato sia di nuovo punito severamente “ sta alla manovra come i cavoli stanno alla merenda. Una norma da squadraccia fascista , da spedizione punitiva con olio di ricino pronto, senza alcun nesso logico con la manovra. Insomma il prodotto del solito riflesso pavloviano della sinistra, l’antiberlusconismo viscerale e d’accatto delle varie isteriche prefiche tipo Bindi e Serracchiani. Partorito segnatamente per creare ostacoli insormontabili all’investimento straniero. Amen. Porre annualmente “ all’asta “ le frequenze televisive è una sciocchezza infinita: una RAI, un TIM, una Mediaset che devono programmare investimenti enormi per reggere mercato e concorrenza, che ogni anno deve temere che qualcun altro possa strapparle la concessione è il prodotto di un cervello semplicemente ed irrimediabilmente malato.

Insistere su un’i poi sull' imposta del 15% sui capitali scudati vuol dire far assurgere” l’ inadempimento contrattuale “ da reato civile, da perseguire in un Paese Civile, a “ sistema di gestione “ per guidare uno Stato, uno Stato, ovviamente, di rapinatori e di banditi, di gentaglia inaffidabile alla quale non si può mai concedere fiducia, neanche se firma davanti ad un Notaio. Una proposta vergognosa in punto di civiltà in quanto con la sua “ natura retroattiva” costituisce la “ vera negazione “ dello Stato di Diritto.

Il pezzo forte del citato pacchetto è l'introduzione di una poderosa patrimoniale con la quale il Partito democratico intende ricordare agli italiani che,  come diceva il socialista romantico Proudhon, la proprietà è sempre ed ancora un furto. Pretendere di tassare gli immobili significa sposare acriticamente un’altra “genialata” alla quale questa sinistra ci ha fatto recentemente assistere, mandando avanti a presentarla ( tipo gag dei Fratelli De Rege dove il primo sbuffava contro il secondo con un famoso” vieni avanti….cretino!”) il volto falsamente rassicurante di uno dei tanti baroni universitari e bancari, quel tale Professor Pellegrino Capaldo che aveva proposto di colmare il nostro debito pubblico ( 1.900 miliardi di Euro) imponendo su tutti i proprietari di casa ( l’80% degli italiani ) una bella tassa del 15% circa da calcolarsi sul “valore di mercato” dei loro immobili, da pagarsi, bontà sua, in tre anni. Traduco per chi non capisse il parlare dei lestofanti : gli stessi ladroni che dal 1948 al 1994 ci hanno derubato 1.900 miliardi di euro spendendoli con i loro amichetti e sodali per comprarsi clientele e voti, oggi – fingendo come fa Napolitano di non aver fatto parte di quella ciurma di briganti e di rapinatori da valico – ci dicono di sganciate ancora questa tassa ( da paura un 15% su una casa normale, oggi valutabile circa Euro 500.000,00, pari ad Euro 75.000,00!) per ripagare ( NOI! I derubati da loro!) la refurtiva che LORO si sono fregati dalle nostre casse. Che intelligentoni! Che raffinatezza! Che senso di equità e di giustizia!

Come la mettiamo con le proposte su “ lavoro “ e su “ mezzogiorno” che paiono compilate da mani democristiane vintage anni settanta, quando regnavano “ mezzogiornismo a pagamento della Cassa del Mezzogiorno” e “ fiattizzazione delle maestranze disoccupate “ a spese “ nostre”? Quelle esposte da Bersani su questi temi sono idee da rigattiere politico, non da politico.

Perché altre proposte non sono da escludere ( ben vengano le liberalizzazioni, ad esempio, ma come fidarsi del P.D. che si è battuto alla grande fino a ieri per il referendum che invece abrogava alcune liberalizzazioni?) ben vengano alcune restrizioni valutarie (se conformi alle regole imposteci dall’Europa monetaria)ma che così come presentate appaiono da Stasi e da DDR, ma come la mettiamo con le improponibili dismissioni immobiliari sulle le quali questo blog non concorda assolutamente? Se il nostro complessivo patrimonio immobiliare demaniale disponibile – Colosseo escluso per gli spiritosi e per gli scemi – è valutato 200 miliardi di Euro ed il nostro debito pubblico è di Euro 1.900 miliardi, è chiaro che l’operazione sarebbe dissennata. Infatti ridurrebbe in misura minima il nostro debito ( da 1.900 a 1.700 miliardi di Euro ) ma lascerebbe i nostri “ bond” ( CCT, ecc) alla mercé della speculazione perché , non potendo offrire più la garanzia immobiliare, figurarsi dove schizzerebbero gli interessi richiesti!

Una sorta di demagogico libro dei sogni in cui, tuttavia, c'è un filo conduttore: far piangere i ricchi, secondo un'antica vacazione radical-comunista, tartassare tutti gli altri e soffocare il sistema con il metodo della cosiddetta tracciabilità applicato in modo assurdo fino a pagamenti di 300 euro. Ecco quindi una “ contromanovra” mirata , con sfacciata visceralità, solo a far pagare “ gli altri”, per demonizzare il risparmio, per spacciare per sterco del demonio il denaro ( quello degli altri, s’intende), per riempirsi la bocca con la consueta favola della “ caccia agli evasori” , roba degna delle “ gride manzoniane”, come se la Bindi o il Bersani sapessero come fare a scovarli questi stramaledetti “ evasori” ed anzi ne avessero anche l’elenco, con nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza, codice fiscale, indirizzi e telefoni, pronto da consegnare alla GdF; sempre, cioè, impegnati, questi della sinistra, a veicolare un messaggio psicologico subliminale vergognoso e da populista d’accatto. Cioè che “ i sacrifici “ li devono fare sempre e solo “gli altri”, che esiste sempre qualche capro espiatorio. Come nella giustizia ideologizzata esiste sempre un “ potere occulto” ( non si sa quale e chi sia), c’è sempre un “ antistato” , ci sono sempre “ le oscure forze della restaurazione” e simili cretinate , colpevoli delle stragi causate dalla sinistra. Come sempre chi delinque non delinque perché delinque, ma delinque perché a ciò costretto ( sic!) dalla “ ingiusta società”. Tutto questo, in conclusione, corrobora l'impressione, se ce ne fosse ancora bisogno, che il Pd è un partito che basa la sua filosofia di governo, in un'ottica di riequilibrio della finanza pubblica, sul duplice binario di un deciso inasprimento del prelievo e di un forte aumento dei controlli capillari sulle attività economiche e le transazioni di qualunque rilevanza e natura.

In sostanza, un vero partito statalista coi fiocchi il cui trionfale ingresso nella stanza dei bottoni non potrebbe che accelerare notevolmente il processo, peraltro già in atto, di disfacimento della nostra organizzazione economica. Insomma, roba da fondaco del 1960 , secolo scorso, regimi autoritari comunisti, altro che da Parlamento di un Paese democratico



Roma giovedì 25 agosto 2011



Gaetano Immè.





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