Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 16 agosto 2011


LA CRISI COINVOLGE TUTTO IL MONDO OCCIDENTALE MA IN ITALIA LA SINISTRA FINGE DI IGNORARLO E SI RICONSOLA CON I SOLITI RITI DA PRIMA REPUBBLICA .

Irresponsabilmente non preoccupato dalla bufera finanziaria che si accanisce contro gli USA e l'UE, cioè contro, rispettivamente , il dollaro e l'Euro ,  invece di  riflettere su queste vendite che la speculazione internazionale  attua per  abbassare il rating dei debiti sovrani di questi Stati ( basta pensare al crollo delle borse americane ed a quello di quelle europee ) , il " Corriere della Sera" pretende di essere ancora preso sul serio e di portare i suoi lettori  a spasso fra le amenità di un Professor Giavazzi il quale, da illustrissimo Professore di Economia,  finge di ignorare l'incendio che sta per divorare tre quarti del  mondo occidentale , per riconsolarsi, beato lui, con il
" commissariamento da parte della BCE" del Governo Berlusconi.  Il Professor Giavazzi è da scusare e da capire: al guinzaglio di padroni svizzeri si deve solo  ubbidire, lo stipendio è sacro. Il suo compito non era certo quello , onesto e corretto, di esaminare i motivi della crisi per contribuire a superarla in nome del bene supremo del Paese,  ma  semplicemente quello, - da botteguccia , da fondaco di rigattiere della politica -   di approfittare di un eventuale disastro del Paese ( sempre dietro  lo stesso slogan del PCI di Togliatti" Tanto peggio, tanto meglio", i nanetti dell'ideologia comunista non cambiano mai ) per scatenare e di rafforzare una nuova Piazzale Loreto contro il Governo in carica , onde  sperare di raggranellare una manciatina di voti in più. Un'operazione  di sopraffina intellettualità, di miserabile disonestà intellettuale quella di riportare in Italia l'odio degli anni del dopo guerra, per scatenare altre Piazzali Loreto per abbattare un Governo eletto dal popolo. Complimenti vivissimi al Corriere, al Professor Giavazzi per l'opera meritoria: dare la caccia all'"uomo", cercare  un colpevole, creare  la soddisfazione viscerale del fazioso di parte, del tutto indifferente al crollo dell'Europa e degli Usa.  Una volta, once, semel, quando leggevo il Corriere della Sera, davanti ad alcuni fondi ( qualciuno di voi ricorda  un certo Missiroli, per esempio?) mi chiedevo " cui prodest"? E spesso, seguendo questa traccia riuscivo a comprendere le motivazioni , politiche e sociali, di quell'articolo. Da anni ormai, quella domanda è diventata  assolutamente inutile, esattamente da quando gli azionisti del Corriere  ( parlo dei banchieri, parlo "  degli scarpari e  dei borsari " , parlo degli industriali,  dei parlo insomma dei padroni dell'Italia ante 1994, di  quella lobby corporativa e fascista che mira alla restaurazione della politica della Prima Repubblica che li vedeva  dominare l'Italia) vittime  consapevoli della Sindrome di Stoccolma, hanno consegnato le chiavi del Corriere ad  ultraricchi borghesi ex brigatisti  . Tipo Paolo Mieli. O Ferruccio De Bortoli.


Questa è la gente del Corriere della Sera, la gente della lobby che pretende di  dominare l'Italia senza averne il consenso popolare, una lobby alla quale sono iscritti di diritto non solo i soliti noti ma ora anche un Bersani con suo PD, un Di Pietro, una CGIL, un Montezemolo. La loro miopia è abominevole, come lo Yeti. Come la loro ipocrisia. Il vero problema di tutti questi Paesi, Usa compresi da quando governa  Obama, è il loro debito sovrano, cioè le montagne, le Himalaye di quattrini sperperati negli anni dai loro Governi per mantenere il maggior numero di " clienti"con soldi pubblici per assicurarsene il voto. Da noi è storia recente: basta riandare ai tempi di Forlani, di Goria, di De Mita,  di Fandani, d Craxi, di Spadolini,  di Andreotti, di Amato, di Ciampi come Presidenti del Consiglio per controllare che si spendavno 100 lire mentre se ne incassavano 20 lire. Costoro ed i loro partiti hanno truffato gli italiani presenti e futuri, perché hanno sperperato le loro imposte e li hanno anche riempiti a loro insaputa  di debiti ma solo per pagare  i loro interessi clientelari ed assistenziali.   Così l'Italia deve vendere sul mercato finanziario i suoi titoli pubblici a chi li può comprare. E chi sono costoro? Presto detto: tedeschi, cinesi, francesi, qualche inglese e un poco anche risparmiatori italiani. E costoro  impongono anche il tasso: vuoi i soldi? Bene: paga il tot per cento. Lo hanno fatto anche con la Grecia di Papandreu, lo hanno fatto con il Portogallo di Soares, con la Spagna di Zapatero. Così noi abbiamo un debito di 1.900 miliardi di Euro: se chi li ha comprati li rivende , il prezzo crolla e noi dobbiamo pagare interessi maggiori. Insomma, da trenta anni nessuno cerca di dare la solzione a questo, che è al problema dei problemi.


Perchè la soluzione del problema del defict sovrano è semplice e maledetto. Semplice :  basta non spendere più soldi di quelli che sono stati incassati ( legge di copertura ) . Ma questa legge, sacrosanta,  è stata distrutta dalla Consulta ( quella ormai frutto degli interessi politici , quella nella quale  cinque membri su quindici vengono nominati - come fosse un Monarca , un Re -  dal Capo dello Stato a sua volta scelto dal " palazzo e non dal popolo) .    La quale  Consulta ha decretato che è " costituzionalmente corretto finanziare una legge con il deficit ".  Clientelismo puro, ecco perchè oggi si parla di introdurre nella Costituzione ( articolo 81) il principio del pareggio di bilancio.  Questo blog ha già espresso, in merito, parere negativo, perché questa eventuale norma sarebbe un boomerang che consentirebbe alla sinistra di aumentare a dismisura le " belle tasse" per fare spendere allo Stato sempre di più: occorre inserire in Costituzione , invece, la previsione della " massima pressione fiscale" o chiamatela come vi pare. Maledetto: perchè occorre ridurre quel deficit , non solo per rispetto delle norme europee ( lo stiamo facendo da anni per Maastricht) ma anche per ridurre quel deficit sovrano. Una tale opera è da " maledetti" perché signficherebbe introdurre una tale tassazione esasperata che forse potrebbe anche ridurre col tempo quel deficit spaventoso, ma porterebbe al fallimento la parte politica che l'adotta. Governi passati e di sinistra  hanno preferito svendere o regalare  ad amici francesi, tedeschi, inglesi ed anche italiani ( vero Professor Prodi ? Vero famiglia Agnelli ? Vero De Benedetti Carlo? ) gioielli di Stato come SME, come Unilever, come Telecom, come Alfa Romeo, come ora vorrebero fare con Eni, con la Tecna, ma senza alcun vantaggio per il Paese, anzi. Potremmo forse vendere gli immobili pubblici? Ma esistono leggi a favore degli inquilini da spaventare qualsiasi proposito, basta riflettere su quanto è successo a Roma ed altrove con gli immobili dei Comuni, con quelli della ex INA, con quelli  dell'INPS e di altri Enti Pubblici, finiti in buona parte ad " amici degli amici" a prezzi da scandalo. L'unica soluzione appare dunque quello di non fare aumentare il deficit sovrano e per ottenere questo risultato occorre che il bilancio sia in pareggio: tanto si incassa e meno si spende. Ecco perché il dilemma di oggi è: aumento le tasse? Diminuisco le spese? La sinistra non vuole la diminuzione delle spese. Allora vuole l'aumento delle tasse. E si fa scudo delle solite menate sull'evasione. E allora lì , noi pazientemente , a ripetere che l'evasione fiscale è direttamente proporzionale all'altezza delle imposte e che ad imposte mitigate corrisponde storicamente evasione mitigata. Cosa ha detto ieri, prendiamone uno a caso, Bersani ? " Berlusconi - ha detto  Bersani - sappia che se governo e maggioranza vogliono davvero discutere con noi in parlamento, dovranno tenere conto di due condizioni: questa volta il contributo di solidarietà devono darlo gli evasori; questa volta ci deve essere nella manovra qualche cosa di strutturale per l'equità fiscale e per la crescita e il lavoro. Se non c'è questo, faranno da soli e con una opposizione che si farà sentire". Semplice: la solita solfa della sinistra, parolaia e senza costrutto. E' ormai noto anche ai lattanti ed ignoto solo ai " sordi, ai ciechi ed ai muti " che pretendere di contare  con certezza su un recupero dell'evasione nel nostro Paese è semplicemente assurdo. E ridicolo. L'evasione fiscale , lo  sanno tutti tranne il Segretario del P.D. , non offre un gettito certo sul quale poter fare affidamento. E dunque, Onorevole Bersani, come facciamo a fare pagare da illustri sconosaciuti ( che la GdF, non certo il Governo, devono prima scovare, poi indagare, poi verificare, poi accertare, poi escutere e gli anni passano ) il " tributo di solidarietà"? Per arrivare poi a creare " qualcosa di strutturale per l'equità fiscale  e per la crescita del lavoro" ci sarebbe così tanto da fare che credo sia molto meglio lasciare Bersani ed il suo partito alla sua deriva populista anni sessanta ed al suo destino di falliti della politica, come lo sono stati della storia. " A Bersà, ma che stai a di!".


Repubblica, invece, di concerto con Il Corriere della Sera , punta l'indice accusatorio sul fatto che la prima manovra è di un mese fa e che fare una successiva manovra dopo appena trenta giorni sarebbe, secondo questi intelligentoni, indice di irresponsabilità del Governo. Ma solo di quello di Berlusconi, perchè la stessa Repubblica, ignora o finge di ignorare che tutti i Paesi europei hanno dovuto fare ricorso a due distinte manovre. Una ( la prima) di circa un mese fa per rispondere alle esigenze dei Trattati europei; la seconda, questa in corso, per arginare il crollo finanziario che , proveniendo dagli Usa di Obama - del loro idolo progressista, quello che oggi si trova sotto lo schiaffodel suo fallimento politico interno, sia sotto gli sganassoni che la Cina gli potrebbe rifilare costringendo gli USA al default- viene ignobilmente passato sotto silenzio. La stessa scena si ripete in Europa, gli attori son sempre gli stessi. E' sempre la Cina che possiede la massima parte dei titoli di Stato europei, sempre la Cina che ha riserve di dollari e di euro tali da mettere in ginocchio in un solo giorno usa ed eu. Davanti a questo pericolo, cosa dicono i Bersani, i Di Pietro, i Vendola, le Camusso, i Montezemolo, i Giavazzi, le Marcegaglia , questi arroganti paladini delle cause perse ? Bersani  chiede che Berlusconi - che conta una maggioranza accettabile in Parlamento - si dimetta - non si sa per quale motivo politiico costituzionale - per far posto ad un tale P.L. Bersani che non è in grado neanche di assicurare una minoranza numerica decente. Pensate a quali valori salirebbe lo spread fra titoli pubblici tedeschi ed italiani se qualcuno prendesse sul serio i vaneggiamenti del Segretario del P.D.  Vendola parla di " atti di guerra del governo italiano" , incapace com'è di scoprire i ladroni che prosperano nella sua Giunta pugliese, cerca di distogliere altrove l'attenzione con le sue solite sparacchiate; la  Camusso prepara un bello sciopero che, secondo la intelligentona risolverebbe  il problema finanziario planetario , crede che uno scioperetto da quattro baiocchi farebbe scappare chi vuole mangiarsi ancora l'Italia come fece contando sulla complicità del Prof. Prodi e dei govenri di centrosinistra della fine degli anni ottanta; Montezemolo  propone " patrimoniali" a go go , tanto per far pagare ancora quelli che hanno già pagato , come Amato, come Capaldo, come tanti altri. Insomma, il Governo ci mette la faccia , noi ci mettiamo i nostri soldi, ed i Signori che ci mettono ? La risposta, non siate volgari per favore, ai lettori. Qualcuno vede per caso in queste irresponsabili dichiarazioni, in queste sceneggiate da pupazzi una qualche strategia degna di uno Stato che si debba difendere da una catastrofe come quella che si sta abattendo sul mondo occidentale?



CHE FINE HA FATTO LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA ?

Non fate i finti tonti e non fate gli occhi da matti, inutile che li  strabuzziate come se questo blog dicesse cose sensa senso e non vere. Le Procure Italiane sono tutte piene zeppe di Magistrati comunisti, figli e nipoti di magistrati comunisti, dato che l'accesso alla carriera della Magistratura è sempre stata " cosa loro", con concorsi tenuti ed amministrati da loro. Il macellario del PCI ed il macellario della DC, rispettivamente Enrico Berlinguer e Giulio Andreotti ( ma con lui anche Moro, Fanfani e tutta la DC di sinistra) . E' da quel maledetto 1976 che le cose vanno avanti in questo modo, dall'epoca di quello scellerato e delinquenziale accordo fra quei due macellai dell'Italia che va sotto l'epiteto di " compromesso storico". E ficcatevi bene in mente che finchè ci sarà in Italia una sua consistente parte che ha depositato il cervello all'ammasso ed ha concesso " procura notarile al ragionamento " a favore della sinistra , la situazione non cambierà di una virgola. Ricordate che quella indicata precedentemente , nella quale molta gente non usa il proprio cervello ma il prodotto del cervello di altri, è la strada maestra che porta, dritto dritto, alla " schiavitù", prima intellettuale e poi anche politica ed istituzionale: vedi Hitler, vedi Mussolini, vedi Stalin e tutti i dittatori comunisti. Non si tratta di "\fare la riforma della Giustizia", ma, prima della riforma, di fare " semplicemente opera di pulizia e di chiarezza". Comincio per un semplice abbozzo: via l'unico CSM, via le correnti politiche dalla Magistratura, via le promozioni tramite il CSM, via ai doppi incarichi per i Magistrati, divieto per un Magistrato di entrare in Politica, il Magistrato che si candida venga espulso dalla Magistratura, abolizione dell'aspettativa nella Magistratura, responsabilità oggettiva del Magistrato incaricato per tutte le fughe di notizie che appaiono sui giornali, concorso per entrare in Magistratura gestito direttamente dallo Stato ( la Magistratura è un suo organo costituzionale) con la semplice " collaborazione" di Magistrati esperti, durata massima di un processo civile, durata massima di un processo penale, abolizione del secondo e del terzo grado di giudizio , la Polizia giudiziaria va scissa dal dominio della Magistratura, responsabilità civile e penale dei Magistrati per gli errori con dolo e colpa.

DISCORSO BREVE SUGLI INTELLETTUALI  ORGANICI ALLA SINISTRA

Santoro, Travaglio, Gabanelli, Benigni, Dandini, Saviano, ecc, tutti i così detti - anche " sedicenti" -  intellettuali " de sinistra", sia che scrivano, sia che parlino o che vadano in televisione, hanno tutti un " comune denominatore": loro " accusano", loro hanno come compito quello precipuo di produrre capi d'imputazione a carico di tutto quello che è liberale, anticomunista. Come la libertà del mercato, come il capitalismo.Fateci caso, quando costoro non hanno obiettivi concreti e precisi, ecco che pongono sul banco degli eterni accusati, lui, il capitalismo, il libero mercato. A costoro nulla importa del processo della produzione, nulla importa di coloro ai quali spetta la " produzione della ricchezza", a loro importa prima di tutto consumarla, impossessarsene e poi studiare ogni possibile accusa contro ogni forma di liberismo, sia esso economico che intellettuale che politico. Un vero " must " della cultura " de sinistra" è l'accusa che lo stesso Marx lancia nel 1868 quando scrive che " il  vero problema della società borghese è che essa non possiede il controllo della produzione." Cioè la " produzione delle condizioni materiali ( dell'uomo) sfugge al suo controllo. Ecco perché l'intellettuale, organico all'idea comunista, deve studiare per imparare come " dominare il capitalismo, come renderlo meno iniquio, come ribaltare i rapporti di produzione ". Ecco sorgere, dunque, il " mito del controllo", il mito delle " decisioni delle illuminate burocrazie pubbliche " che devono ssolutamente prevalere, con le buone e con le cattive, sui milioni e milioni di individui che agiscono sul libero mercato. Ma " controllo" è " potere". Si oppone loro l'idea di una società che va avanti per conto suo, di una società nella quale milioni di individui interagiscano sul libero mercato ridimensionando brutalmente il potere ed il ruolo delle " oligarchie burocratiche". Ecco il vero nemico di costoro, una società di liberi ed autonomi nella quale questi intellettuali perderebbero il potere ed il prestigio ed i privilegi che invece la società da loro dominata " con le buone o con le cattive" fornisce loro abbondantemente. In una società di individui liberi questo tipo di intellettuali perderebbe prestigio e preminenza e - orrore orrore!- li costrimngerebbe a trovare i mezzi per la loro sopravvivenza non più tramite i privilegi elargitivi delle nomenclature oligarchiche dominanti, ma offrendo ai consumatori di cultura un prodotto competitivo e di loro è gusto. Cioè, in una parola, " il merito". Che è come "l'aglio" per " Dracula".


Roma martedì 16 agosto 2011

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