Gaetano Immè

Gaetano Immè

domenica 28 agosto 2011

LA STORIA SI RIPETE, LA SINISTRA DI DIVIDE SU TUTTO, MENO CHE SULLA PRETESA DI VOLER GOVERNARE IL PAESE SENZA AVERNE IL MANDATO.


Sulla prima pagina di Repubblica, Tito Boeri boccia, clamorosamente, la così detta “ contromanovra “ proposta questa settimana dal Partito democratico alla parti sociali. Sempre su Repubblica, dovrebbe rispondere a Boeri Stefano Fassina, responsabile economico del Pd. Intanto, qui, il passaggio più significativo della critica al Pd.
Se non è facile governare in condizioni di emergenza, è ancora più difficile essere all´opposizione in questi frangenti. Bisogna salvare il Paese senza coprire le responsabilità di chi ci ha portato sull´orlo dell´abisso. Purtroppo il decalogo di proposte presentato da Bersani martedì scorso alla stampa e mercoledì alle parti sociali non ha né i numeri, né i contenuti per riuscire in questo intento. Era stato preannunciato come una vera e propria "contro-manovra". Di "contro" nel decalogo c´è molto. Di "manovra" molto meno. Più o meno un decimo di quanto sarebbe necessario. Quasi metà del testo consiste in critiche alla manovra del governo. Il resto del documento è un elenco di titoli generici, più che un insieme coerente e articolato di proposte. Ed è un elenco che trascura del tutto il 90 per cento del nostro bilancio pubblico: non una proposta sulla previdenza (40 per cento della spesa corrente primaria), non una sulla sanità (17%), oppure su istruzione ricerca e cultura (13%), difesa e ordine pubblico (8%) agricoltura, trasporti ed energia (5%), ammortizzatori e assistenza (4%), ambiente e sviluppo urbanistico (2%).”

A “ Similcrozza Bersani” oramai gira la testa e va via la lingua, insomma si rifugia nel dialetto emiliano per tentare di non far capire quello che dice. Gli consiglio di usare la lingua italiana, tanto quello che dice non lo capisce proprio nessuno , neanche se lo dice in siciliano o in danese. Intanto il “ poareto” non ce la fa più: corre di qua e corre di là, insegue Di Pietro, arranca dietro alla Camusso, dice di ni a Di Pietro, dice di so alla CGIL, prende ceffoni da Cacciari, sberle da Scalfari, scarpate in bocca da Renzi, insomma, una vera goduria. Ripagata , però, - tutti i gusti son gusti! - dall’essere riconsolato dalla vicinanza “arrapevole” di una Rosi Bindi, di un Dario Franceschini…. Qualcuno ricordi a Bersani che a forza di tirar la corda si rischia anche una Weimar.

DEDICATA A BOSSI
Caro Senatur, Lei non vuol rendersi conto di avere ormai una certa età…..E una certa età, come sia e come non sia, anche fare sempre sto cavolo di gesto dell’ “ ombrello “ è pericoloso……Lo vede ? Stavolta s’è rotto un gomito, domani chissà…………

GARANTISTI SI, FESSI MAI.

Garantisti si, fessi no , dicevamo ieri a proposito di Penati. E lo riconfermo: rispettosi del dettato costituzionale che comporta l’assoluta presunzione di innocenza di qualsiasi indagato fino a sentenza definitiva, sempre, non a corrente alternata come nella sinistra ; desiderosi che la difesa di ogni imputato abbia gli stessi poteri che ha l’accusa, senza alcuna limitazione, come invece vorrebbe la sinistra; rispettosi delle decisioni assunte dal Tribunale in ogni grado di giudizio, ma anche consapevoli che spesso, specialmente negli ultimi venti anni ( ma non solo, anche prima, molto prima) , la stessa Magistratura ha assunto tutta una serie di decisioni non del tutto basate sull’unico principio che la Costituzione impone alla stessa e cioè sul principio “ dell’applicazione della Legge “, non sulle sue “ interpretazioni basate sui famosi e troppo spesso fumosi liberi convincimenti “ da parte di Magistrati spesso politicamente schierati ed ideologizzati. Insomma da parte mia garantismo assoluto, senza se e senza ma, come direbbero a sinistra, a prova di bomba, a prova, sopra tutto, del’appartenenza politica dell’indagato. Dunque Penati è il vecchio PCI ed il suo nipotino PD, ma questo non deve interessare. Avrebbe dovuto essere così anche per il Senatore  Tedesco, autore di conclamate concussioni e corruzioni nella sanità pugliese, per il quale, invece, un P.D.. schizofrenico ha preteso la libertà invece che la sua carcerazione preventiva come l’ha imposta per il Senatore Papa del PdL. Se per il caso Penati il nostro garantismo ci impone di attendere l’esito dell’opposizione che la pubblica accusa ha prodotto al Riesame del Tribunale di Monza contro la derubricazione dei reati imputati al Penati da “ concussione” a “ corruzione”, con conseguente prescrizione dei reati stessi a favore i Penati, dall’altra parte , trattandosi di atti pubblici e non essendo “ fessi” ma solo “garantisti”, ci siamo presi la briga di spulciare il ricorso dei due P.M. di Monza. Walter Mapelli e Franca Macchia , appunto i due accusatori di Penati non usano mezzi termini nel ricorso al Riesame. Sul punto cruciale se si tratti di “ concussione” oppure di “ corruzione” l’accusa non pare avere dubbi che si tratti del reato più grave. E’ evidente, scrive l’accusa, dagli accertamenti processuali acquisiti, come le due parti – da un lato i politici e dall’altro lato gli imprenditori – non potevano essere sullo stesso piano, in un rapporto criminoso e paritario, in considerazione del fatto che la carica rivestita dall’indagato gli permetteva di incidere sull’atto ( l’approvazione del piano di ristrutturazione dell’ex area Falk ) in assoluta posizione di pubblica preminenza. E non solo, perché abbiamo anche letto di interventi da parte di Penati fatti con la stessa logica di un delinquente matricolato “ ( testuale) , mirati a realizzare quello che la Magistratura definisce “ inquinamento probatorio”. Insomma , fermo il nostro l’assioma “ garantisti sempre, ma fessi mai” che contrapponiamo a quello tipico della sinistra ( “ garantisti sempre ma solo con i nostri, mai con gli indagati di altri partiti”), ripetiamo ancora la frase che meglio s’adatta alla bisogna. Signori Magistrati e cara sinistra, accà nisciuno è fesso . Aspettiamo sviluppi della faccenda, inoltre aspettiamo l’interrogatorio dell’immobiliarista Zunino, dell’imprenditore “ re delle bonifiche “ Giuseppe Grossi, di Marcellino Gavio. Insomma non arriveremo certo a costituire una “ Comitato per la verità su Monza”, come altri hanno fatto con Brescia, con Piazza Fontana, con Bologna con Ustica, con l’Italicus, ecc campandoci pure sopra alla grande e senza fatica se non quella di esercitarsi “ semel in anno” nella moda del più imbecille “antifascismo fischiaiolo da cretinetti ”, ma vigileremo, vigileremo……e la storia insegna che prima poi tutti i nodi vengono al pettine.


MA COME FANNO I NAPOLETANI, CON LE LORO FACCE STANCHE,............
Titolo che è parodia della canzone “ Ma come fanno i marinai, con le loro facce stanche…..). Posso dire che quando vedo in televisione il Presidente del Napoli, mi gusto la sua sceneggiata ma poi mi fracasso gli zebedei? Altro che Mario Merola, questo è un maestro, un professorone di sceneggiatura napoletana, fatto di quel populismo impastato con questi altri ingredienti essenziali: avere tantissimi soldi, decidere di dilapidarli comprando una squadra di calcio, entrare nel consesso dei Presidenti della squadre di Calcio e nella Lega ( l’equivalente della Confindustria ), essere sempre pronti ad inventarsi un qualche complotto ai propri danni, incitare come Masaniello ( toh! Era proprio di quelle parti!) il popolo alla ribellione , avere una bella faccia tosta per imputare agli altri presidenti di essere dei cretini - quando non dei disonesti – salvando sempre se stesso, fregarsene della questione dello scudetto 2006 all’Inter , strappare il microfono dalle mani dell’incauto intervistatore ( che non lo rivedrà mai più), sentirsi bello, sentirsi bravo, sentirsi unico al mondo per aver prodotto tanti cinepanettoni………..insomma una vera goduria di profondo umano squallore. Chissà che direbbe il Dr De Laurentiis se la Federazione gli fregasse due scudetti – vinti sul campo dal suo Napoli – e li facesse dare a chi, guarda caso, non solo combinava le sue stesse porcherie con gli arbitri, ma era anche il proprietario ( Tronchetti Provera Consigliere dell’Inter e A.D. di Telecom ) della società telefonica incaricata di intercettare le telefonate sospette, per giunta guidata da un commissario che era proprio l’ ex AD della stessa Telecom che era di proprietà di Tronchetti Provera che era ed è Vicepresidente della stessa Inter !

MA LO SAPRANNO QUELLO DI CUI STRAPARLANO ?

Proprio strana la gente”, recitava , tempo fa, una commediola di Cinzia Leone. Niente di più vero. Chissà quante persone, tra tutte quelle che dal barbiere, al bar, al supermercato, parlano come niente fosse di PIL, di Bond, di manovra, di deficit, di sciopero dei calciatori, sanno veramente come stanno le cose, almeno per i “pallonari”. Non credo, perché conosco il giornalismo italico e so che tutti i pennivendoli scrivono solo quello che gli ordina il padrone, non la verità. Provo a sintetizzare. La Lega rappresenta i proprietari delle squadre ( una sorta di Confindustria del Calcio) e in accordo con i giocatori e con il loro sindacato, hanno stabilito uno specifico “ contratto di lavoro “ da applicare ai soli giocatori. In questo “ contratto di lavoro” – perché tale esso è – sono pattuite due cose: la prima riguarda il fatto che “ la cifra dell’ingaggio annuo del giocatore si intende come la somma che il giocatore deve incassare”. Insomma il “ netto”. Di conseguenza tutte le imposte e tutti i contributi di quello stipendio devono essere calcolati, gestiti e pagati dal club, come “ sostituto di imposta”. Criticabile, ma lecito. Quando si è cominciato a parlare del “ contributo di solidarietà” della manovra, le parti ( club e giocatori) si sono messi a litigare su chi dovesse pagare questo balzello. Chi la dice cotta e chi cruda, liti, riunioni, casini. Nessuno ha pensato alla soluzione più ovvia , al ricorso al Tribunale del Lavoro. Adìto, un qualsiasi Giudice del Lavoro – perché di questo trattasi, non d altro – avrebbe deciso secondo la giurisprudenza e la legge vigente in Italia , oggi. Non ci interessa la soluzione. Invece hanno scelto di dare spettacolo indecente, Della Valle che strilla “ agli scemi”, Abete che fa proposte pazzesche , De Laurentiis che strilla perché gli altri Presidenti osano discutere le sue decisioni, Moratti che fa lo gnorri, Zamparini che urla . La questione degli “ allenamenti separati” dei così detti “ fuori rosa” va regolata, in mancanza di accordo fra le parti, sempre dal Giudice del Lavoro. E fatela finita i fare i ridicoli ricchi scemi.

domenica 28 agosto 2011

Gaetano Immè

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