Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 19 agosto 2011



LE SETTE PROPOSTE DI BERSANI E DEL P.D. RASENTANO LA TRUFFA O L’ ABUSO DELLA CREDULITA’ POPOLARE.


Nel nostro codice penale oltre l’articolo 640 ( Chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 100.000 (51,65) a 2 milioni (1.032,91) (c.p.649). La pena è della reclusione da uno a cinque anni e della multa da lire 600.000 (309,87) a 3 milioni (1.549,37): 1) se il fatto è commesso a danno dello Stato o di un altro ente pubblico (c.p.32 quater) o col pretesto di fare esonerare taluno dal servizio militare; 2) se il fatto è commesso ingenerando nella persona offesa il timore di un pericolo immaginario o l`erroneo convincimento di dovere eseguire un ordine dell`Autorità (c.p.661). Il delitto è punibile a querela della persona offesa (c.p.120-126), salvo che ricorra taluna delle circostanze previste dal capoverso precedente o un`altra circostanza aggravante (c.p.61) esiste anche l'articolo 661, dove è previsto e punito il reato di "abuso della credulità popolare ". Anche l’articolo 661 prevede che il delitto è punibile a querela della persona offesa. Una vera salvezza per Bersani e per tutta la nomenclatura del P.D. e della sinistra tutta che tutti e due i reati non siano “ perseguibili d’ufficio” – se non in casi rari – ma perseguibili a querela di parte.

Tralascio di esaminare , nel merito, i famosi sette punti del P.D.; basta consultare oggi un qualsiasi quotidiano per trovare dissacrati, svergognati e sputtanati questi famosi sette punti. Ma voglio osservare e fare osservare come essi siano essenzialmente basati su un immediato recupero dell’evasione fiscale ottenuto , oltretutto, con sistemi coercitivi, con norma retroattive, con norme anticostituzionali. Si tratta di proposte indegne di un Paese civile e di uno Stato di Diritto, quale noi ancora siamo, ancorché un Paese sull’orlo di una crisi economica che sta, peraltro, distruggendo la quasi totalità dei Paesi del mondo Occidentale. Oltre dunque che proposte “ irrealistiche” , “ demagogiche” ed anche “ illegali”, colpisce come il loro scopo sia quello di diffondere, disgraziatamente ed irresponsabilmente , l’idea ed il messaggio che non siano affatto necessari sacrifici, che ci sia sempre una non meglio identificata casta di privilegiati o di evasori , tutti ricchi e tutti ingordi, alla quale far pagare il conto. La lotta all’evasione fiscale va condotta con tenacia e con fermezza, ma da un partito che pretende anche di accreditarsi come una responsabile forza di governo ci si attende il rispetto per la verità e non il ricorso ad uno dei due articoli del codice penale sopra riportati , che serve solo a prendere per i fondelli i creduloni. Cito fonti ufficiali: il recupero dell’evasione, in soldoni, realizzato dal centrodestra negli anni 2001/2006 e 2008/2011 ammonta al triplo rispetto a quanto recuperato dal centrosinistra negli anni 1996/2001 e 2006/2008, escludendo poi dal conteggio i recuperi da mafia e camorra, peraltro cospicui anche in termini economici. Chi pretende , come Bersani e soci, di risanare bilanci e deficit con gli introiti della lotta all’evasione è un truffatore o un plagiatore, come lo sono quei costruttori che invece del cemento usano la sabbia per costruire i loro edifici. Sono ladri, bugiardi ed irresponsabili, oltre che delinquenti che truffano il consenso del popolo proprio come indica l’articolo 640 del c.p. Un coro di illusionisti, di Vanne Marchi, di sedicenti guaritori, di Maghi Merlino, di Maghi Otelma che becerano e squittiscono di evasione fiscale solo allo scopo di creare un diversivo per non concentrare l’attenzione sul vero problema del nostro Paese : quello che riguarda la spesa per sanità e previdenza.

PREVIDENZA E SANITA'NON CHIACCHIERE.

Per costruire un bilancio occorrono cifre vere, non sogni, cari compagni. Se non si blocca l’espansione della spesa pensionistica e sanitaria , questa manovra, anche se fatta di lacrime e sangue, non servirà a nulla. Lo dico con estrema convinzione: perché non proviamo oggi a sistemare la nostra azienda Paese, il suo debito pubblico stratosferico, il peso dei settanta miliardi di euro ( se va bene) di interessi passivi annui che dobbiamo pagare, i 140 miliardi di euro che ci costa annualmente questo mastodontico, ingordo, pletorico Stato, perché non eliminiamo le " pensioni di anzianità " che non esistono da nessuna altra parte del Mondo , perché non eleviamo a sessantacinque anni l'ingresso nel sistema pensionistico di vecchiaia come in quasi tutto il resto del mondo, perché non ammoderniamo la sua Costituzione e le sue istituzioni , perché non riduciamo tutto il suo apparato, perché non lo democratizziamo al massimo, eliminando tutti i privilegi, tutte le caste, invece che starci a rompere la testa con misure tampone che possono forse sistemare i conti oggi. Ma senza interventi radicali e decisi , domani saremo daccapo. Perciò l’On Bersani ed il suo P.D. che vengono a squittire spudoratamente con formule illusorie e con un’altra ondata di populista giustizialismo fiscale da quattro soldi o con altre ruberie  sullo stile del Professor Pellegrino Capaldo  ( che vorrebbe che noi pagassimo il 12% del valore di mercato della casa che ci siamo comprati facendoci un mazzo così per tutta una vita - pensa tu che grande Professorone! -  per pagare tutti i debiti  che loro,  i governi di Roma Ladrona della DC e del PCI , hanno fatto dal 1960 al 1993 per comprarsi  clientele e  voti ) , se ne torni, per favore, a casa sua. Dovunque essa sia. E ringrazi Dio che i reati p.e p. dagli articolo 640 e 661 del c.p., scattano solo a “ querela di parte”.

VI SVELO LA VERA MORALITA’ DI GENTE DI SINISTRA COME P.L. CELLI , MONTEZEMOLO, VENDOLA , NAPOLITANO, DI REPUBBLICA, DEL CORRIERE DELLA SERA E DEI LORO LETTORI E SEGUACI.

CELLIADE , DEBENEDETTIADE E MONTEZEMOLIADE


Ricordate ? Correva il 2009, era il giorno trenta di un plumbeo mese di Novembre, c’era il Governo Berlusconi e il campione italiano della più truffaldina ipocrisia dominante, tale Dr. P.L. Celli - peraltro sempre molto “ culo e camicia “ con i massimi privilegi dei “ poteri forti “ , tanto da essere stato, per un lungo periodo addirittura D.G. della RAI lottizzata dalla politica e poi addirittura D.G. dell’Università “ privata LUISS Guido Carli ” ( zitti, compagni, qui non c’è scandalo, va bene così, perché qui “ se magna alla grandissima ”!) , anzi proprio quella degli ex  “ padronacci zozzi “ della Confindustria,  – scriveva sul feuilleton dell’editore finanziere italiano con passaporto svizzero ( su La Repubblica) un articolo lacrime e sangue , dove, rivolto al suo caro virgulto Mattia gemeva “ Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all’attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai» , invitandolo ad abbandonare l’Italia dopo la laurea. Non un semplice articolo, ma un pianto dirotto su questa povera Italia berlusconiana, ridotta ormai ad una specie di cimitero di elefanti.

Oggi siamo al diciotto agosto 2011 , il Dr P.L. Celli è ancora il D.G. della Università LUISS Guido Carli, al Governo c’è ancora Silvio Berlusconi, ma Mattia Celli, virgulto venticinquenne oggi laureato in Ingegneria meccanica , come altri milioni di nostri giovani, tutti ben avviati sulla strada del  precariato a vita, Mattia Celli dicevo , invece, ha trovato posto - e che razza di posto ! -  alla Ferrari di Montezemolo. E non emigra più dall’Italia ( che sfortuna , almeno no in meno!) per il semplice motivo che ha trovato qui, proprio nell’Italia del Governo Berlusconi, la sua America, il suo Eldorado, la pacchia. Come il padre, tale e quale. Alla Ferrari , capeggiata da un altro cresciuto virgulto dell'onorata società dei magnaccioni per dinastia , quel tale Cordero di Montezemolo che vorrebbe guidare il Paese come guidò la FIAT di Gianni Agnelli ma senza avere a che fare con quella rottura di palle che sono le elezioni , Mattia Celli è entrato , scusatemi l’ovvietà, senza alcun concorso, senza misurarsi con altri giovani laureati. E  insieme a lui alla Ferrari, udite! udite!  è stato assunto, nello stesso identico modo, anche il figlio di tale Luigi Bisignani. Dice niente questo cognome, signori Republicones ?
Ovviamente, essendo La Repubblica, come anche il Corriere della Sera , un “ giornale d’onore” come lo sono stati Bruto o Giuda, la notizia la trovate  sicuramente nelle loro prime pagine. Provare per credere.


SARTORIADE E CORRIERRIADE



Lunedì 15 agosto 2011, il Corriere della Sera ha dedicato il suo articolo di fondo ( l’articolo più importante del giorno, quello spazio che anticamente veniva occupato da gente come Ostellino, come Missiroli, come Spadolini,ecc.) al Professor Giovanni Sartori, che ha scritto di demografia e di popolazione. Vi invito tutti a leggerlo, a leggerlo proprio bene quell’articolo. Perché il problema che poi sorge spontaneo, dopo la sua lettura e dopo lo sbigottimento e la nausea che ti coglie dopo aver letto quel mucchio di superficialità,  non è tanto la mancanza del minimo senso del pudore da parte del Prof. Sartori nel parlare di fenomeni così complessi come lo avrebbe fatto un avventore semi - avvinazzato dell’Osteria del Curato ( leggetevelo, vi prego, perché non sto affatto esagerando ) . Il vero, grande problema che, non è solo del Corriere della Sera o dei suoi “ azionisti “ ( che sono poi tutti i poteri forti che pretendono di governare il Paese al posto del governo eletto dal popolo, senza, però, passare dal portone delle elezioni democratiche e popolari ), ma dell’Italia tutta , è che allora è proprio vero che Il Corriere, il suo Direttore De Bortoli sono dei veri e propri spacciatori di chiacchiere inutili , previa loro bagnatura nella brodaglia ormai stantia della ufficialità e dell’autorevolezza che , una volta, il Corriere della Sera, risquoteva ( quanno ce vò, ce vò!)  nel pubblico.

VENDOLIADE E NAPOLITANIADE

Nichi Vendola ma che cazzo stai a dì combatte per davvero, non a chiacchiere,  il precariato. Anche sotto il solleone di agosto, invece di starsene in riva al mare si occupa di lavoro. Urca, se se ne occupa ! Ha raddoppiato un ufficio della Regione Puglia sull’occupazione in Puglia , che da 5 esperti diventano 10 e ha creato un ufficio ad hoc per la sua portavoce, che è tale Signora Susanna Napolitano inquadrata come caporedattore alla misera cifra di  91.701 euro lordi l’anno. Alla faccia del precariato! Chi sia costei mi chiedete? Ma come vi permettete? In piedi e scattare! Ma certo che è proprio Lei, la nipotina – non so quanto prediletta – del nostro gagliardo Presidente della Repubblica che è stata assunta da Nichi ( detto “ Nichi ma che cazzo stai a dì?”) siatene certi con regolare concorso vinto per puro merito. Dietro la “ nipotina del Colle” – un Presidente che la folla politicamente corretta ritiene essere, chissà per quale ragione misteriosa,  del tutto esente da pecche castali e da privilegi – l’ombra inquietante della Ritanna Armeni, anch’essa in procinto di sistemarsi , ovviamente a spese nostre, in quel pozzo di San Patrizio della Regione Puglia del Nichi ma che cazzo stai a di?, ma solo dal prossimo gennaio 2012, perché la Regione per quest’anno non può più sfondare, oltre quanto non lo abbia già da tempo frantumato, il patto di stabilità.

Nichi ma che cazzo stai a dì , come quel tale di Napoli di cognome Bassolino e di nome Antonio, è un governatore che prometteva “ chissà quali primavere “ , come cantava una volta Nicola Di Bari, che però non si sono mai viste . In compenso abbiamo visto e patito – eccome se lo abbiamo patito! – un deficit pugliese della sanità da fare paura, sul quale , coi piedi di piombo, si muovono anche Procure.

Nichi Vendola ma che cazzo stai a dì , ha comunque democraticamente messo un bel bavaglio al Corriere del Mezzogiorno, puro stile democrat. Nessuno dei giornali pugliesi ha dato spago a queste notizie che da qualche giorno l’opposizione mitraglia riguardo le ultime «duplicazioni» del mago “ Vendola ma che cazzo stai a dì “. Due raddoppi, come si diceva: quello della comunicazione della regione Puglia, e quello della «task force per l’occupazione», cioè gli esperti chiamati ad aiutare chi cerca lavoro, e che nel frattempo hanno risolto, e alla grande, il loro. Tutto, siatene sempre certi, con regolare concorso per titoli ed esami, per puro, distillato, genuino merito.

Passiamo all’atra perla sulla comunicazione della Regione Puglia creata da Nichi ma che cazzo stai a dì. Il 3 agosto scorso il direttore dell’«Organizzazione» della Regione Puglia ha vergato una «Determinazione» che «configura» «due uffici non dirigenziali, stampa del Presidente e stampa della Giunta regionale, con il sottoelencato contingente per ciascuno di essi: n. 1 caporedattore, n. 2 giornalisti». Da uno, due. Altro che la moltiplicazione dei pani e dei  pesci di quel povero Cristo……. «Vendola ma che cazzo stai a dì istituisce ex novo un Ufficio stampa, previa onerosa scissione di quello già esistente, tutto e solo per il Presidente, al quale pure non si può dire manchi l’attenzione continua ed adorante dei mass media, al quale lavorerà dal 2012 anche la Ritanna Armeni». Costo dell’operazione : un milione e mezzo in tre anni. Ma non potevano farlo internamente, mi chiedo? Chiedere a Vendola ma che cazzo stai a dì.


Roma venerdì 19 agosto 2011

Gaetano Immè

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