Gaetano Immè

Gaetano Immè

domenica 14 agosto 2011

"MUSICISTI "  E  "  DIVI  MUSICANTI".

Osservazione dedicata ai " musicisti guru " di casa nostra. Ho fatto un esperimento, ho scelto due canzoni del passato ( "Giorgia on my mind " e " Stardust") e due " gioielli" di due " santoni" della canzone odierna: De Gregorio e Vasco Rossi ( "La donna cannone" e " Io sono ancora qua"). Le ho fatte eseguire da un pianista bravissimo, ma rigorosamente senza parole. Beh! Sapete cosa diceva la gente ? "  Le prime due,anche senza parole, restano motivi incantevoli". E quelle due di oggi?. " Senza parole", la risposta, " solo noia o peggio".


MODIFICA DELL'ARTICOLO 81 ? PUO' ESSERE UN BOOMERANG !!!!!!NON BASTA.

Si parla da giorni di inserire nell'articolo 81 della Costituzione l'obbligo del pareggio del bilancio dello Stato. L'intenzione di tale modifica è evidentemente quella di non consentire più a nessun governo, a nessuna parte politica,  di attuare politiche economiche spendaccione ed assistenzialiste  come quelle del passato, che hanno  lasciato  un debito pubblico stratosferico ( del quale dovranno farsene carico le generazioni giovani) per comprarsi  i voti. Lo hanno fatto per decenni e decenni la DC, il PCI ,il PSI ma nessuno dei colpevoli è stato chiamato a risarcire gli italiani , depredati  dai vari Forlni, Cossiga, Craxi, Amato, Ciampi, ecc come da briganti di valico d fine ottocento. A ben guardare dovrebbe essere una norma ovvia, anche se non costituzionalizzata, quella che chiunque stia al Governo di questo Paese non possa spendere più di quanto incassa e dovrebbe essere anche una ovvia conseguenza che i trasgressori paghino i loro furti, siano essi stati fatti con " scasso" che " con destrezza". Resta un poco "misterioso" questo fatto dell'impunità della classe politica rispetto ai loro reati, perché, voglio chiarire,  spendere tutti  i soldi dei cittadini ed anzi addossare loro anche altri debiti per " comprarsi "  voti di scambio  alle prossime elezioni politiche per il proprio partito, checchè ne dica l'articolo 67 della Carta, resta un vero e proprio reato penale ( appropriazione indebita e truffa). Ma l'introduzione di questa modifica dell'articolo 81 comporterebbe per questo Paese anche un rischio enorme, sul quale sarà bene riflettere ed al quale sarà doveroso porre rimedio. Come non immaginare che , vinte le elezioni politiche , il centrosinistra non approfitti del limite dell'articolo 81 per inondare di tasse i cittadini?  Dunque io respingo questa proposta  perché potrebbe trasformarsi in un pericoloso boomerang in caso di successo, non escludibile anche se difficilmente realizzabile,    del centrosinistra. Come  già dimostra la recente esperienza di Pisapia a Milano, per aggirare il modificato articolo 81 il centrosinistra non farebbe  altro che aumentare le imposte , le imposte, i contributi, i canoni, ecc. Non esiste scelta: nella Costituzione va inserito, per  sistemare questo problema, il principio della " giusta e massima imposizione", compito arduo, difficile ma che renderebbe poi  agevole modificare , così come proposto, l'articolo 81.

PARLIAMO DI LONDRA  E NON  SOLO

La sottocultura che ci è stata propinata dal 1948 in poi dal consociativismo fra cattolici e comunisti, che è penetrata nelle nostre vene come  trasfusioni di sangue  e che ha di fatto portato  la Scuola pubblica italiana , Università compresa,  ad essere non il luogo deputato alla crescita intellettuale dell'individuo ( che deve mirare alla propria completa personale autonomia interpretativa e culturale )  ma una istituzione gestita dalle rapaci mani  della classe dominante come un famigerato Minculpop,  strumento  per giungere alla massificazione intellettuale e al  semianalfabetismo generalizzato dei discenti tutti  che  non ha permesso,  alla maggioranza del popolo italiano,  di possedere la capacità intellettuale di  elaborare  accadimenti in chiave personale ed autonoma rispetto all'esercito di maestri, buoni o cattivi, che inducono il popolo a non sforzarsi - per incapacità manifesta -  in improbabili tentativi intellettuali ,  fornendogli quotidianamente  ed a buon mercato la " loro interpretazione". Di questa incapacità interpretativa ed intellettuale degli italiani ci si accorge sopratutto nei momenti difficili, quando accadono avvenimenti che ci  lasciano sbigottiti. Come quello che sta accadendo in Inghilterra. Così se leggi i giornali al servizio della sinistra , ti dicono che quello che accade in Gran Bretagna è il prodotto di un capitalismo malato, di una società che la Thacther ha svuotato dei valori unificatori, figlio delle rivolte democratiche dell'africa mediterranea, delle sommosse spagnole, greche e così via. Se invece leggi i giornali asserviti al centrodestra , questi ti i nformano che quello che accade a Londra e nelle altre città inglese è pura e semplice delinquenza.

Va molto di moda, in questi tempi, il catastrofismo, sociologico, economico, borsistico, politico. Basta sintonizzarsi, per esempio, sulla L7, vedere per un attimo il TG di Mentana per poi  passare  poi tutta la notte a grattarsi ed a fare scongiuri. Trasformatosi da giornalista a jettatore, novello Totò, questo novello Fregoli del giornalismo italiano, Enrico Mentana,  sparge jella, catrastrofismo di ogni genere in quantità industriali,  perchè deve guadagnarsi il suo bravo stipendione che gli viene pagato da quella Telecom la cui proprietà , è noto a tutti ,, è  parte integrante  di quella  consorteria dei poteri forti che premono per far tornare al Governo, senza ovviamente passare per le urne,  le vecchie e lobbistiche nomenclature  ( tipo Monti, Amato, Dini, Prodi,  ed utili idioti vari) così che non si parli più di riforme , di tagli, di risparmi, di pensionamenti posticipati, ma si ritorni ai bei tempi passati, dove nulla mutava o si aggiornava, in modo che i poteri forti, sempre gli stessi ovviamente, poressero  dominare il Paese, emarginando il liberalismo e seppellendo  il berlusconismo.Mentana , che ha preso i soldi da tutte le parti ( RAI, Mediaset ed ora Telecom )  è il prototipo ormai del nostro " giornalismo" che è solo l'esercizio della faziosa applicazione dell'ideologia di parte ai fatti. Mentana , come tutti gli altri si intende, somigliano sempre di più a  quegli "intellettuali"  che,  con sommo disprezzo,  Togliatto apostrofava   come " scribbacchino organico al PCI ",  una persona, insomma  che doveva  scrivere e dire  solo quello che lui gli ordinava di scrivere e di dire . Senza minimamente coltivare quel " beneficio del dubbio" che è la sintesi del progresso intellettuale dell'individuo. Ne sa qualcosa Elio Vittorini , quello scrittore siracusano  che tentò di criticare la politica del Migliore ricevednone in cambio un sonoro ceffone : " si metta a disposizione della causa del PCI, obbedisca e non giochi a fare  il liberale in casa mia". E, come suol dirsi, aggiungi pure che Mentana è  anche " uno bravo". Questo è oggi in Italia il " sedicente giornalismo".


In egual modo pochi hanno avuto il coraggio e l'autonomia intellettuale di capire che,   incapaci come siamo di  criticare il giovanilismo,  che quello che succedeva a Londra faceva la pari con quello che era successo alcuni anni prima  a Parigi, con la rivolta delle banliue. Le manifestazioni di violenza, sopratutto se hanno come attori i giovani, riscuotono da noi un incredibile e pazzesco credito. Stessa cosa è avvenuta anche davanti ai famosi " indignatos" spagnoli che volevano concretamente intimidire con la violenza  la classe politica e che hanno riscuosso, da noi , anche qualche favore dall'ambiente intellettuale di sinistra. Identica cosa accadde, tempo fa, con i protestanti greci. Ecco, in Italia domina, per i motivi culturali esposti, l'idea che le rivolte, con saccheggi e vandalismi ( vedi famoso G8, vedi i ,movimenti NO TAV) , che turbano l'ordine democratico di un Paese , specie se contano su una componente giovanilistica , siano tutte assimilabili a quelle che recentemente hanno contestato i regimi autoritari  del vicino oriente arabo.   Di modo che  l'azione delle forze dell'ordine di Londra, di Madrid, di Atene, di Parigi diventa, per questi " maitre a penser giornalistici"  " repressione"  anzichè rispetto per l'ordine democratico del Paese. Così qualche cattivo maestro con fluente barba bianca arriva perfino a scrivere che quelle manifestazioni sono analoghe e legittime come quelle della gente siriana contro quel regime autocratico e repressivo, il massimo della disonestà intellettuale. Ecco come la sociologia da strapazzo legittima ed autorizza questi delinquenti a sentirsi vittime della repressione , come quei poveri siriani che il regime uccide a migliaia. Una vera vergogna. Voi infatti ricorderete come l'incendio spagnolo si  spense per esaurimento con limitati interventi riparatori delle forze dell'ordine, così come quello francese, salvo qualche intervento poliziesco all'inizio e qualche piccola concessione di natura assistenziale e misericordiosa.  Ecco, sono passati quarantatre anni da quel maledetto 1968 ed il suo frutto avvelenato continua ancora a mietere vittime. Ancora oggi  quella sottospecie di miserabile  sociologia   da accattoni  porta alla sopravvalutazione di qualsivoglia giovanilismo anche se dopo ci si rende conto che si trattava solo del prodotto del pemissivismo imperante, cioè  di pura delinquenza.


La riprova di quest'esame viene dritta dritta da Londra, dove una firma illustre del Daily Mail, nonchè Premio Orwell, tale Phillips Melanie, ha scritto che la colpa delle rivolte londinesi ed inglesi " devono assumersela tutte le intellighentie liberal " che hanno condotto a questa " dissoluzione della famiglia parentale " a questa " fine della meritocrazia" e che " l'ideologia del progressismo ha spazzato via ogni tessuto identitario ed ha reso possibile l'emergere di tanta vioneza"." E' ", continua la Phillips," la prosecuzione ed il frutto di quella ideologia del " nessuno mi può giudicare" che ha poi abbracciato anche il disastro del multiculturalismo". " Ormai, con questi cattivi maestri, la parola punizione è vietata". Insomma, altro che cause economiche, queste rivolte anglosassoni sono state il fallimento del " welfarismo", il fallimento dell'ideologia dello " Stato sociale che mantiene tutti". Vivere tutti a spese dello Stato può soddisfare per qualche tempo, ma poi in un mondo globalizzato le differenze emergono, le invidie crescono, le rivolte maturano. Ed infatti l'epicentro degli scontri è stata la zona di Islington - a Roma potrebbe assimilarsi a San Lorenzo - che è da sempre una zona ricca, abitata da benestanti e che poi è stata invasa, come una moda, dalla caterva di assistiti che ha vissuto di sussidi.



GIUSTIZIA E DIGNITA': DUE SCONOSCIUTE

Ancora una volta, per correttezza, devo ripetere che, pur non essendo juventino ma addirittura laziale, io sto con la Juventus per la vexata quaestio di Moggi e dello scudetto del 2004. Un Magistrato, come un arbitro, è " bravo" quando neanche ti accorgi che esiste; così al contrario cosa puoi dire, per esempio, di un P.M. come il napoletano Woodcook che ci  sta sempre fra i piedi con le sue inchieste da megalomane e che poi si frantumano e spariscono davanti al primo GIP? E cosa puoi dire di un Giandominico Lepore che si sta ormai trasformando nella " parodia alla Crozza" di un Capo di una Procura e che ormai quasi quotidianamente, invece di far funzionare la sua Procura, perde tempo con interviste che sono delle perle di umorismo da scompiscio ? Così cosa mai puoi dire di quel tale P.M. torinese Guariniello, che si è occupato del così detto processo Moggi? Un Magistrato che scrive nella sua sentenza - secondo me, con quello che ci ha scritto, Guariniello cercava un posto , con la Ventura e con qualche altro cialtrone ben portante,  all'Isola dei Famosi - " sentenza emessa sulla base di un diffuso sentimento popolare..." se non che tutto poteva fare nella vita, anche l'attore, ma in nessun caso uno come lui poteva incarnare l'equilibrio e la terzietà che si richiedono ad un Magistrato. Solo la condivisibile e pervicace azione pro veritate di Luciano Moggi ha portato alla luce le malefatte di questo tifoso mascherato da Magistrato. Che a Napoli ( proprio la Procura guidata da quel comico che di professione , nel tempo libero, fa anche il Capo di quella Procura ) , poi, ci pensò un altro grande Magistrato, un tale P.M. Narducci ( proprio quello che oggi è assessore al Comune di Napoli con " Gigetto 'a manetta" dopo avere da Magistrato indagato per anni l'uomo dela PDL a Napoli Cosentino, così facilitando la vittoria inattesa " del manettaro ricco ") il quale, mentre quel galantuomo di Guido Rossi (  uomo Telecom ed interista di portafoglio e stomacone , messo a guidare una Federazione Calcio scombussolata dai processi - come aver messo il Conte Dracula alla presidenza della Banca del Sangue) approfittava come un ladro della confusione per regalare all'Inter uno scudetto che la Juventus aveva stravinto sul campo, nascondeva le intercettazioni telefoniche di tante altre squadre che tramavano per corrompere gli arbitri,  con in testa proprio quella " squadra degli onesti" dell'Inter di Moratti. A Moratti ritengo sia inutile chiedere almeno un piccolo anche se ormai tardivo  " scatto di dignità" che servirebbe a rendere più sopportabile lo sfregio che  quelle intercettazioni, una vota venute alla luce per merito - lo ripeto - del solo Moggi , hanno inferto al grande ed indimenticabile Giacinto Facchetti che si immolò nei  ripetuti tentativi di corruzione verso gli arbitri per la causa  di Moratti e dell'Inter  non certo per interessi personali. Ma Guariniello, Rossi, Moratti, Narducci, la Procura di Torino, quella guidata da quell'imitatore di Checco  Zalone che si chiama Lepore di cognome e tutti quei Magistrati che smaniano di " fasse vede " senza " combinà un cazzo", via!

CONFRONTO, SCONTRO, VERTENZA.....QUANTA CONFUSIONE NELLA TESTA DELLA CAMUSSO!!!

Qualcuno per favore dica alla Camusso che la sta facendo ancora una volta fuori del vaso. Qualcuno trovi la pazienza, se ci riesce, di fare capire alla Camusso che una " trattativa del Governo con le parti sociali" non è uno " scontro", nè " un'emergenza", nè " una vertenza" alle quali si può rispondere con uno sciopero. Qualcuno spieghi alla Camusso - ma anche alla CGIL tutta - che gestire secondo la vecchia logica conflittuale classica ed ormai anche un po'  da "arnese da soffitta"quella che è invece una stentata, difficile, ardua ricerca di coesione necessaria per fronteggiare il rogo immane che minaccia non solo il nostro Paese ma il mondo intero, significa che la Camusso sta indirizzando la CGIL ancora una volta sul binario morto della " sindrome greca".  Uscire dal tavolo pubblico di un " confronto"  con le parti sociali, non solo con un Governo, con stereotipi di cinquant'anni fa è non solo offensivo per l'intelligenza e per la disperazione degli italiani  ( sentirsi proporre uno sciopero  stile anni ottanta nvece che veri  e concreti sforzi salvifici penso faccia cadere le braccia anche a quelli che votano a sinistra ) ma anche per la dignità della piccola vittoria che alla CGIL oggi consente, dopo la sua emarginazione dall'arco consultabile e presenziabile, alla stessa CGIL di dar prova della sua responsabile ed utile esistenza.


Roma Domenica 14 agosto 2011

Gaetano Immè







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