Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 13 settembre 2011

OGGI PARLIAMO ANCORA DEL CORRIERE DELLA SERA!!!



Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera di oggi ha scritto un insieme di parole , sotto il titolo “L’estetica di Berlusconi” che non riesco a qualificare se non con un termine fantozziano: una cagata pazzesca. Un articolo che poteva andar bene negli anni cinquanta sul famoso “ Grand Hotel” , oppure sulle riviste scopereccie che trovavi dai barbieri vicino alla sputacchiera , sul retro delle foto di donne seminude appese nelle cabine dei camionisti , insomma roba da postribolo ma che è un calcio sui denti se lo trovi sul Corriere della Sera, sul giornale che “fu” di grandi direttori e giornalisti come Albertini e Montanelli. E che oggi invece è di Ferruccio De Bortoli, di Gian Antonio Stella e di una banda di gaglioffi banchieri , finanzieri, industriali. L’articolo di Gian Antonio Stella è un mestolo di conserva ( quella schifezza condensata che si usava durante la guerra per fare una brodaglia da spacciare come “ sugo”), un “ristretto” di banalità e di nullità. In perfetta linea con l’attuale linea editoriale del Corriere della Sera, a fare da degno “ pendant” a tutta quella ignobile diffusione delle illegali intercettazioni telefoniche riguardanti il premier, perpetrata dal Corriere della Sera dei De Bortoli e degli Stella solo per eseguire gli ordini dei loro “padroni” e per meritarne il ricco “ soldo promesso”. Sperando dunque che dando in pasto alle serve che ancora lo leggono – le servette , lo sappiamo, sono quasi sempre incinte - e ridicolizzando probabili vizi e abitudini private del Premier ci sia una seppur vaga speranza di far rientrare nelle stanze del potere i loro ricchi e potenti padroni ( i famosi briganti da valico con “ covo” in Piazzetta Cuccia , quelli che odiano Berlusconi - come i giudei odiarono Gesù Cristo preferendogli Barabba - per esserne stati cacciati dal tempio del potere a calci in culo e bollati come parassiti del Paese ), con l’aiuto di tutti i rimasugli di quel Parlamento di corrotti che la Magistratura di Milano decise di far sopravvivere onde disporre poi di propri burattini in Parlamento. Chissà perché cotanto autore si accanisca solo con il fondo tinta di Berlusconi mentre la sua contigua e servile organicità ai De Bortoli, ai Della Valle, ai Montezemolo , tanto per citarne solo tre, gli avrebbe permesso di spaziare e di approfondire l’argomento, consentendogli di discettare anche su come cotonarsi i capelli o su come rendere eterna l’abbronzatura o , meglio, su come campare e farsi ricchi con le “ rottamazioni statali” o con Sesto San Giovanni e la sua area da sfruttare , anziché vedersela con il mercato impazzito dei giorni nostri.

Per chi fanno il loro sporco lavoro i De Bortoli, gli Stella ? Dietro i loro articoli c’è, nascosta, acquattata, in attesa di uscire dalla foresta dentro la quale si è nascosta, quell’Italia che non è una democrazia, quell’Italia che non lo è mai stata e che negli ultimi venti anni lo è stata ancor di meno. Chi non ha il cervello dato in comodato d’uso alla cultura marxista-leninista ed ai suoi imbonitori e magliari , sa bene che democrazia significa solo ed esclusivamente governo del popolo. In Italia invece democrazia significa governo dei poteri forti e sinistra, cioè regime. Significa oppressione della libertà di pensarla diversamente dal pensiero dominante e dai loro amici dell’alta finanza e della speculazione. Significa in altre parole omologarsi alla cultura di no-global, di post comunisti, di democristiani amici dei comunisti, di intellettuali radical chic e sindacalisti da “ siecle passé”.

Il Corriere della Sera dei De Bortoli, degli Stella fa il lavoro sporco per questa gente che vorrebbe restaurare l’Italia del secolo scorso, della Prima Repubblica, quando il Paese era “ amministrato” nominalmente da un “ Parlamento di letti” che del voto popolare faceva strame decidendo maggioranze anche del tutto opposte a quelle promesse in campagna elettorale. Il piatto era straricco, milioni di euro: ci sono gli investimenti, e ci sono gli interessi diffusi di speculatori, investitori e altri grandi capitalisti che non vogliono perdere i loro quattrini e premono affinché questo Governo cada, perché possano andare a Palazzo Chigi coloro i quali danno maggiori garanzie sulla tutela dei loro interessi e dei loro capitali.

Ecco dunque che la democrazia elettorale va a farsi benedire e viene sostituita dalla «democrazia» di banche , finanza e di Magistratura: la democrazia della sinistra amica di industriali, speculatori, banchieri e Magistrati , col cordone ombelicale direttamente collegato al borsellino di Pantalone. Le scelte degli elettori passano conseguentemente in secondo piano, e come in una tradizionale recita di fine anno, viene riproposto il solito «governo tecnico» che salverebbe capra e cavoli, dove però la spunterebbero soprattutto i poteri forti, lasciando alle capre – il popolo – le briciole e la parvenza di democratica salvezza della patria incarnata dei supremi valori della sinistra ideologica.

Del resto, l’insidia della sinistra, il suo grande imbroglio culturale e politico (che perpetra ai nostri danni da decenni con l’interessata complicità dei De Bortoli e degli Stella ) sta proprio in questo: nel far credere alla gente che non c’è salvezza se non nelle sue braccia. E di fatto, questo potrebbe essere quasi vero, se si pensa al fango che emerge e che viene schizzato contro il Premier e il centrodestra un giorno sì e l’altro pure. Non a caso, lungi dall’avere un’autentica capacità di criticare politicamente questo Governo e le sue decisioni politiche, essa usa le uniche argomentazioni che conosce e che sono il più autentico tratto della sua cultura comunista: la demonizzazione dell’avversario, attraverso la sua sistematica demolizione giudiziaria, etica e morale. Perché sporcarsi le mani con le idee politiche e le proposte, quando un paio di manette, un atto giudiziario, un’intercettazione telefonica anche se truffaldina risolvono il problema con maggiore efficacia? La magistratura presume che Berlusconi sia vittima di un ipotetico ricatto da parte di Tarantini su un presunto giro di escort. Berlusconi in questo caso non è l’indagato-imputato, ma sarebbe la vittima. Eppureegli si ritrova a essere l’imputato mediatico . L’immorale Premier che non è degno di sedere a Palazzo Chigi. E , un esempio, della illegale intercettazione telefonica con Lavitola non viene pubblicata tutta la registrazione ( dove Berlusconi, sapendo Lavitola in Italia ed a fronte della paura dell’interlocutore si limita a sussurrargli “ ma resta dove sei”) ma esce , decontestualizzata, solo la frase “ resta dove sei” sostenendo, ovviamente senza prove, che Berlusconi credesse Lavitola all’estero .

Quando gente come De Bortoli e Stella mette in moto la vera ed autentica macchina del fango, il ruolo reale della «vittima» non ha alcun rilievo. Non è il mezzo che conta: è il fine. E il fine è demolire , al di fuori della politica, Berlusconi. Ben vengano, dicono dunque i De Bortoli e gli Stella, anche quelle intercettazioni , poi puntualmente pubblicate sui giornali del fango e sul Corriere della Sera con la solita grancassa anche se , riguardando esse un capo di governo, dovrebbero avere ottenuto la previa autorizzazione del parlamento. Che non esiste. Ma che importa ai De Bortoli ed agli Stella ? C’è da meritarsi comunque “ il soldo” dei padroni, affanculo dignità.

Questa è la democrazia italiana cara al Corriere della Sera, quella fatta di Governi da ribaltoni , Governi tecnici, Governi di sinistra alla Amato che salvano sempre e solo i soliti noti, Governi giudiziari, delle manette, Governi dei boia, dei Mastro Titta , Governi del fango, sopra tutto Governi che in un modo o nell’altro non abbiano alcun rapporto con la volontà popolare e con le sue votazioni democratiche , ma che si attribuiscono il merito di liberarci dai «fascisti» berlusconiani, in un’eterna e ridicola resistenza, in cui il mito del comunista partigiano non muore mai. Dietro di tutto questo, quei rimasugli corrotti della Prima Repubblica, i papponi di Stato, i padroni dell’Italia : ecco per chi lavorano Il Corriere della Sera e giornalisti come De Bortoli e Stella. E se pure tutto questo renderà schiavo di questa oligarchia il popolo italiano, ma chi se ne frega…….

Un sessantenne, anzi due, che scendono a questi livelli da fogna, non credo abbiano le capacità intellettuali per vergognarsi di quello che hanno scritto. D’altra parte stiamo parlando di Gian Antonio Stella, quello che ha fatto i soldi con il libro “ La Casta” ma che lavora a favore della sinistra politica che non vuole ridurre i costi della Casta e di un Ferruccio De Bortoli. Mica di un Missiroli o di un Montanelli .


E POI DE IL SOLE 24ORE!!!!!


Leggendo l’articolo che Luigi Zingales ha scritto ieri su Il Sole 24 Ore, il quotidiano della Confindustria , dove illustra il percorso che ha portato ad un Euro di Serie A per tutti i bravi nordici e ad un Euro invece di Serie B o peggio per tutti questi nullafacenti sudisti , l’autore scrive “ così sarebbe dovuto accadere con Maastricht se non fosse stato per le pressioni politiche, specie dell’Italia”. Non mi pare che le cose stiano come le presenta l’autore. Ricostruisco i fatti, tenendoli ben separati dalle opinioni, al contrario di quanto accade al Dr Zingales. Alla caduta del Muro ed all’annuncio del Cancelliere tedesco Helmut Kohl dell’unificazione delle due Germanie ( era il 29 novembre del 1989 ) rispose con furore – si era ancora ai tempi dell’unione monetaria – la Thatcher che di quella unione non ne voleva sapere e richiedeva il rispetto dei patti che prevedevano la frontiera Oder – Niesse. Per placare la lite fra Germani ed Inghilterra, il Cancelliere tedesco “ tratta” con il Governo francese : nasce così, da un mercanteggiamento fra quelle due potenze, Francia e Germania, il giorno 11 dicembre del 1991 il Trattato di Maastricht. L’anno successivo, siamo nel ’92, accade lo sconquasso monetario che pare seppellire l’Euro, ma ne sollecita invece la nascita aumentandone la necessità calmieratrice. Così la Francia di Mitterand è in grado di pretendere dall’altra prepotenza europea, quella della Germania, che l’Euro parta con tutti i Paesi ben agganciati ad esso, Spagna ed Italia assolutamente comprese. Non poteva che essere così per la Francia, dato lo strapotere di allora del Marco tedesco sul mercato europeo e forse anche mondiale. Pertanto ritengo che l’Euro sia stata una partita giocata sempre e solo dai tedeschi e dai francesi, mai dagli italiani o dagli spagnoli. Fine della sintetica ricostruzione. Ora domandina facile facile a Zingales: perché dunque forzare la verità degli eventi ? Di quali “ pressioni italiane “ parla il Dr. Zingales se in quegli anni né Fazio ( Governatore della Banca d’Italia ) né Romano Prodi ( Premier , si parla del 1997 ) sono intervenuti in merito acettando alla fine persino un cambio assurdo e punitivo per l’Italia? Mi viene un sospetto: forse il Dr. Zingales voleva insinuare nelle menti dei lettori che l’attacco speculativo contro l’Euro aveva come principale causa chi quell’Euro lo aveva voluto fare in un certo modo. Insomma voleva dare all’Italia colpe che non aveva onde poi poter affermare che sia solo l’Italia sotto assedio speculativo contro il quale il Governo ( di Berlusconi) non aveva saputo ben agire. Peccato per il Dr Zingales e per Confindustria ! Non tutte le ciambelle riescono col buco! Capisco pure che stando “ azziccati azziccati” con una Marcegaglia che oggi dice nero e domani dice bianco e dopodomani dice verde, conservare la dignità ed il rispetto della coerenza è cosa molto difficile per tutti. Anche per chi è talmente bravo da scrivere su Il Sole, su Repubblica o su Il corriere.

Roma martedì 13 settembre 2011

Gaetano Immè

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