Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 26 settembre 2011

POCO SPAZIO PER PERSONE CON POCHE IDEE



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Spinelli Barbara si maschera da devota suddita del Papa Re, evoca addirittura la restaurazione del potere temporale della Chiesa, scrivendo un articolo ( su La Repubblica, e dove sennò?) che definire patetico è una squisita concessione di magnanima cortesia , zeppo di suggestionanti rievocazioni medioevali ( tipo “ …le donne, i cavalier,l’armi, gli amori…”, di crociate - ieri “ fetenti ed imperialistiche aggressioni della cieca violenza barbarica del cristianesimo “ ed oggi “ operazioni da fare sante subito “ - , di “ Guido, io vorrei che tu e Lapo ed io fussimo presi per incantamento e messi in un vassel che ad ogni vento…..””) con il quale suggerisce al Papa di lanciare la scomunica contro Silvio Berlusconi di tal guisa acciocché la messa al bando ecclesiale conduca alla di lui decadenza dalla carica temporale. Aulico il discorsetto, vero no? Possibile mai che Madame non sappia che esiste un metodo molto facile per sconfiggere l’avversario politico, senza spargere sangue e scomuniche, senza riportare la civiltà nel buco nero del Medioevo, senza infliggere oppressione e dittatura al popolo, cioè con democratiche elezioni politiche ? Insomma , dopo che nel corso della consueta omelia domenicale Eugenio Scalfari “, dallo stesso pulpito di carta ( dove si servono gli oscuri interessi economici di un finanziere italiano residente in Svizzera con tessera “number One” del P.D.” più noto come “ rapace scippatore” che come “ capace imprenditore”) aveva chiesto a Napolitano di tramutarsi in Giove e di scagliar dall’alto del suo Colle dardi , fulmini e saette contro Palazzo Chigi onde incenerire l’indegno okkupante ( visto che il P.D. non riesce più a superarlo democraticamente, va bene anche un tuono, un fulmine, magari anche “uno sparo nel buio”, pensa questa ormai vecchia otre gonfia d’odio). Si vede, anche nella loro precoce ed ormai trista vecchiaia ( ma “ sol di rancor composta “) l’impronta degli studi classici nei due, che sparano citazioni mitologiche e storiche come un Papa Re o un Giove Pluvio scagliavano scomuniche e saette , ma ottenendo gli stessi risultati di ilarità diffusa come il noto Presidente della Lazio, Lotito, . aduso a lanciarsi, nei frangenti meno opportuni, in improponibili, sovente errate e dunque diabolicamente ridicole citazioni greche e latine.

Io avrei consigliato a codesta infingarda “ novella Erinni finta cattolica “ di dare una bella studiata alla storia prima di metter mano alla penna, onde evitarle figure barbine perché dimostra di non sapere, per esempio, come la “ scomunica papale ” fosse , a quei tempi , arma riservata contro un eresiarca e non contro un semplice peccatore ( ma io credo che questa nuova “ Vanna Marchi ecclesiale “, in verità, contasse proprio sul fatto, peraltro scontato, che ben pochi lettori di Repubblica dispongano di tali conoscenze). Poi l’avrei definitivamente bocciata, perché ha “ dimostrato di non sapere “che Gesù Cristo, pur avendo cacciato i mercanti dal Tempio, non andò poi a piagnucolare , a piatire, prostrandosi ai piedi di Ponzio Pilato affinché provvedesse anche a cacciarli dalla città. . Ma cosa può mai capire una Barbara Spinelli , cariatide imbalsamata dell’Italietta prigioniera della DC e del PCI, vissuta di antifascismo militante e ben pagato , della grandezza morale innovativa della figura del Cristo ( a prescindere dalla religione )?



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Sergio Romano e Ernesto Galli della Loggia. Al secondo , che ieri discettava su scenari politici alternativi replico quanto segue che risponde anche al primo. Insomma con una sola boccia faccio cadere due birilli. Il primo, sul Corriere della Sera di mercoledì scorso, suggerisce a Silvio Berlusconi una “ via d’uscita”: “annunci “, pontifica l’ambasciatore ,” lui stesso l’anticipo delle elezioni politiche al 2012 e rinunci alla sua ricandidatura. “ Questa, in sintesi , la sua omelia , senza altra indicazione solutoria alternativa, senza suggerire fattivi e concreti rimedi. Sergio Romano, mercoledì scorso e Galli della Loggia ieri , hanno così confermato , ove ancora ve ne fosse la necessità, che il Corriere della Sera è ormai solo un giornale “ del partito dei conservatori, dei poteri forti , padroni da servire ossequiosi, padroni che lottano per difendere i loro annosi privilegi”; ma temendo comunque di rimanere contaminati da una possibile soluzione giacobina (stile” la “Piazzale Loreto di Mani Pulite anno 1992 ) , si lancia, il Romano, anche in consigli non richiesti. Excusatio non petita accusatio manifesta. Ora accade che leggendo il pezzo di Romano , si scopre che costui non ha neanche letto il rapporto di “ S&P” sull’Italia. Se lo avesse letto, invece di impancarsi e pontificare , avrebbe compreso che il declassamento del nostro “ debito pubblico” risiede nelle “ strozzature di una società italiana bloccata dai perenni veti di Confindustria, dei sindacati, degli ordini professionali, di tutte quelle “ lobby” e quelle confraternite gaglioffe che esercitano da sempre un ruolo di ostacolo ad ogni ipotesi o proposta di cambiamento, atteso che per queste confraternite , nel loro insieme denominate poteri forti” , il mantenimento dello “ status quo” è sinonimo della propria egemonia sul Paese “. Questo dice quel rapporto, non altro, né tanto meno quello che scrive Romano. In realtà è la sfrontata spudoratezza di costui , il suo essere Arlecchino servo di due o tre padroni fingendosi difensore delle vittime che colpisce come un pugno da k.o. non tanto la infondatezza , la pretestuosità, la nullità politica dei suoi “ consigli non richiesti” , alle quali siamo ormai da tempo abituati.

C’è, chiedo a Serio Romano, un altro Governo che sia in grado di garantirci e di assicurarci di poter sbloccare il Paese da quelle strozzature e da quei perenni veti dei “ poteri forti uniti” ? Perché allora non ce lo indica, Sergio Romano, perché invece svicola dal problema , perché sorvola? Così Romano non affronta la questione di fondo, non la affronta perché non saprebbe cosa dire e così anche il Corriere della Sera , quello che una volta era il giornale della “ borghesia illuminata” si riduce ad un foglietto di partito, tipo alla peggiore Unità, tipo il peggior Il Fatto! Dissimulare il nocciolo del problema spacciando per grano del misero loglio e ridurre tutto all’estromissione in modo peraltro assolutamente antidemocratico ed anticostituzionale di Berlusconi ( ma Romano sa bene che Il Corriere della Sera non fa parte del Potere politico , del Parlamento eletto dal popolo, né ha più quell’autorevolezza che una volta - ma nel secolo scorso - gli consentiva di influenzare la borghesia ) è una meschina truffa intellettuale indegna di persona rispettosa della propria dignità. C’è un limite anche alla peggiore viltà, c’è un limite anche al più meschino servilismo. Si vada a rivedere il Vittorio Gasman de “ La grande guerra” , quello che alla fine trova la forza di superare la sua umana paura sputando in faccia all’odioso austriaco che lo dileggia quel famoso “ allur io te dis propr nen, faccia de merda”” Ma mi faccia il piacere!!!Quale Governo Lei suggerisce che sia in grado di fare quello che Berlusconi non è riuscito ancora a fare per tanti motivi che tutti conoscono benissimo ? Quale Governo potrebbe ridurre il welfare, scontentare i sindacati, scontentare Confindustria , irritare la Lega Nord , tagliare Province, tagliare fondi, riformare il fisco, riformare la Giustizia, ecc? Perché di grazia non indica i suoi referenti politici? Chi sarebbero costoro, esimio maestro Sergio Romano? Forse l’ex portaborse di Forlani ed attuale genero famiglio dei Caltagirone e dei Mezzaroma? Forse mettendo i destini del nostro Paese nelle mani di una persona così affidabile e coerente da essere passato da fascista duro e puro a patetico leader di un partitino dell’unovirgolaqualcosapercento oggi schierato con i comunisti di ieri? O forse con la ridicola “ banda degli pseudo onesti” di Di Pietro, quella che da sempre si riempie la bocca di parole vuote come “ onestà”, “ trasparenza”, “ via gli indagati dal Parlamento” e che poi usa il potere politico per arricchirsi personalmente ( è stato sempre Antonio Di Pietro ad incassare i cospicui rimborsi elettorali pagati dallo Stato all’IDV e c’è un’indagine in corso ) e per piazzare il figlio come capolista alle prossime regionali urlando però a squarciagola contro “ il nepotismo degli altri” ? O forse quel Nichi Vendola le cui uniche capacità politiche fin’ora dimostrate si riassumono nel fallimento della sanità pugliese e nello scandalo ancora inesplorato del senatore Tedesco? O saranno forse Bersani ed il P.D. , quelli che “ le tasse sono bellissime” che diminuiranno le imposte, che diranno a tutti che non possiamo continuare a vivere sopra le nostre possibilità, che innalzeranno l’età pensionabile, che ridurranno gli statali, che metteranno in un angolo i sindacati, che ridurranno il welfare, che metteranno a sedere Confindustria, che ammorbidiranno lo Statuto dei Lavoratori, che cancelleranno il debito pubblico ?

La verità nuda e cruda è che ormai anche un Sergio Romano, come un Ernesto Galli della Loggia, dovendo riscuote la loro ricca paghetta dalla proprietà del Corriere della Sera e cioè da quegli stessi “ poteri forti” che ingessano il Paese e che vorrebbero sbarazzarsi in qualsiasi modo di Berlusconi per riprendersi tutto l’antico potere, devono ridursi a mettere la loro intelligenza al servizio del più sciatto antiberlusconismo da quattro soldi. Voglio chiudere, tralasciando le altre frivolezze di Sergio Romano in quell’articolo, facendo all’esimio articolista ed al suo omologo domenicale una sola semplicissima domanda: è sicuro Sergio Romano, è certo anche Ernesto Galli della Loggia che se Berlusconi facesse “ un passo indietro” l’Italia diventerebbe per incanto un Paese felice e prospero e che il suo debito pubblico sarebbe svanito ?

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Dedicato alla nostra Magistratura

Il candidato del Partito socialista operaio spagnolo (Psoe) , tale Alfredo Perez Rubacalba, in carica come Ministro spagnolo fino a due o tre mesi fa, , parlando a proposito di una legge spagnola ( quella che vorrebbe imporre il catalano sullo spagnolo) , afferma testualmente “ che le decisioni dell’autorità giudiziaria non devono mai prevalere sulla sovranità popolare”. Coloro che sfacciatamente invitano l’Italia e Berlusconi ad imitare l’esempio della Spagna pensando solo all’anticipazione delle elezioni politiche decise da Zapatero ( il quale, contrariamente ai poteri che la nostra Carta concede alla figura del nostro Presidente del Consiglio, possiede il potere di sciogliere le Camere per Costituzione !) dovrebbero annoverare fra le cose apprezzabili anche una tale lezione di democrazia costituzionale a difesa della sovranità popolare. Sovranità popolare che, invece, da noi, viene regolarmente sbeffeggiata da una banda di paraculi mascherati da Magistrati servi della loro politica, invece che, come impone la Costituzione, dello Stato che li paga.



Grazie ad alcuni ben noti magistrati, l’Italia è un Paese ridotto a barzelletta del mondo civile;
dove un pataccaro come Massimo Ciancimino può impunemente scagliare accuse di mafiosità – senza averne alcuna prova – contro un Presidente del Consiglio;
dove un servitore dello Stato come il Generale Mario Mori viene processato per avere arrestato Totò Riina;
dove un servitore dello Stato come Contrada, accusato di associazione mafiosa e condannato a dieci anni di carcere sulla base di sole dichiarazioni di pentiti prezzolati;
dove un Magistrato politicizzato denuncia il Capo della sua Procura accusandolo di un reato forgiato apposta per lui, per “ omissione di persecuzione giudiziaria” contro Berlusconi Silvio;
dove un Magistrato politicizzato decide di rinviare a giudizio Silvio Berlusconi per “ aver tratto utilità dalla pubblicazione dell’intercettazione telefonica con cui Fassino e Consorte nel 2006 parlavano dell’acquisto della BNL” , mentre per tutte le intercettazioni illegali che ogni giorno vengono pubblicate dai giornali nessuno risulta mai indagato;
dove un magistrato come Ingroia invece di lavorare sugli immesni arretrati della Giustizia , se ne va , “ mani int’ ‘a sacca e bavero aizzato” alla Bellocchio a pontificare su un palco politico;

dove insomma, facciamola breve, la giustizia è stata amministrata per cercare di riscrivere la storia del Paese e non nel nome del popolo come impone la Costituzione.

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Nichi Vendola ma che cazzo stai a dì

Forse rapito dalle sue pulsioni omosessuali, ha pontificato che “ ci fa vergognare il fatto che quattro vecchi, maschi e rincoglioniti, siano entrati in politica per sporcarla..” e che “ sono gay, non un maiale” Vorrei chiedere “ al gay alle orecchiette alle cime di rapa “da quando essere “ un maschio” rappresenterebbe un insulto? Perché “ rincoglioniti” è un insulto, come anche quel “ vecchi”scagliato da Nichi ma che cazzo stai a dì contro una benemerita categoria ormai maggioritaria in Italia la quale viene insultata dal gay pugliese senza motivo alcuno. Perché poi un gay , per quelle cosettine sessuali che tanto gli piace fare non sia un maiale mentre lo sarebbe, secondo Nichi ma che cazzo stai a dì , un “ maschio”? Perché, di grazia, farsi sodomizzare da un finocchio sarebbe secondo Nichi ma che cazzo stai a dì una cosa veramente dabbene mentre amare una donna sarebbe una cosa da porco? Nichi ma che cazzo stai a dì può raggirare solo chi ignora la verità, come per esempio, stanno le cose nella sanità pugliese. Nichi ma che cazzo stai a dì preferisce discettare su sodomie e ipocrite “ marcette pacifiste “ , ma si guarda bene dal raccontarci come stanno le cose sulla valanga dei “ medici pugliesi” già stabilizzati ed ora da lui resi “ precari” onde sistemare “ gli amichetti”cari. Ed ha anche la faccia di parlare di bluff del San Raffaele….Ah Nichi! Ma che cazzo stai a dì!!!

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La Stampa

Non ci crederete, ma La Stampa, , quel che resta del glorioso quotidiano di Torino, della Fiat e della Real Casa Agnelli & Partners, oggi diretta con orgoglio dal figliolo prediletto del Commissario Calabresi, forse a corto di idee,venerdì scorso ha dedicato la sua prima pagina alla conta delle scopate del Dr Silvio Berlusconi. Con un esercizio matematico che deve aver distrutto il Direttore, La Stampa scriveva che “ sei al giorno per sette giorni o per sei? Trentasei o quarantadue ? Capite che profondi pensieri? Bastava però chiederlo all’interessato che, a tale titolo da altri interrogato, ha risposto come questa gentaglia si merita: va là che scherzavo!

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NAPOLITANO

Spesso condivido le idee di Pietro Sansonetti , l’ex Direttore di Liberazione ed anche il suo articolo su “ Gli Altri” con cui condanna senza mezzi termini l’interventismo di Napolitano, mi trova assolutamente d’accordo nella sua sostanza. Un interloquire , ribadisco, quello di Napolitano che , a mio modo di vedere, nuoce alla sinistra, la quale dovrebbe ribellarsi. Ebbene, ho verificato se l’attacco esplicito e duro di Sansonetti al Colle destasse oggi qualche commento tra le firme più impegnate in politica. Non mi pare sia accaduto. Né Bersani né Vendola né Di Pietro né Veltroni né Franceschini né Bindi né Scalfari né de Bortoli né Calabrese né il Fatto Quotidiano e compagnia bella hanno risposto a Sansonetti, che pure poneva, dal suo punto di vista ovviamente, problemi seri per tutta la sinistra, o almeno problemi che non meritavano, e non meritano, certo il silenzio.

Invece è il silenzio che lo ha avvolto. Il motivo di tale assordante silenzio è semplice, ed è legato alla ossessiva campagna di delegittimazione della democrazia che sta portando avanti l’opposizione, la quale, come impazzita, insiste a chiedere, ogni giorno, le dimissioni di un governo che invece riscuote continuamente la fiducia del parlamento.La richiesta ottusa dell’opposizione è, dunque, palesemente anticostituzionale, pretendendo di imporre, alle regole dettate dalla nostra Carta, quelle della piazza, esaltandola e aizzandola, come ha fatto recentemente l’ex magistrato e leader politico Antonio Di Pietro.

Per poter continuare a comportarsi così senza ricevere i rimbrotti che Napolitano avrebbe il dovere di ripetere un giorno sì e un giorno no – visto che i leader non possono impazzire, se no tornino a casa – è necessario che venerino il capo dello Stato proprio come un tabù.

Sansonetti dunque ha fatto centro (il silenzio è un’eloquente, se pur generica, risposta), però ha sbagliato momento. In futuro, forse, la discussione potrà anche essere ripresa, ma oggi è giocoforza tacere, giacché è più importante mandare a casa Silvio Berlusconi e con lui il parlamento che gli continua a dare la fiducia. E si spera, così, in un qualche colpo di testa di Napolitano. Vero signori democratici?


TREMONTI , DRAGHI, STUPIDAGGINI E DINTORNI

Leggo ed ascolto che nel PdL , presi dalla stizza della sua assenza alla votazione su Milanese, minacciano Tremonti con l’idea di una “cabina di regia”, che lo espropri dei poteri. E’ semplicemente ridicolo. Anziché coltivare idee stravaganti provino a leggere e ad imparare l’articolo 95 della Costituzione che recita : “Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l’unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l’attività dei ministri”. Non è un articolo nuovo, è in vigore dalla notte dei tempi.

Prima che dicano altre bestialità e che commettano nuovi pasticci, ricordo anche che il Governatore della Banca d’Italia è nominato con decreto del Presidente della Repubblica e, da anni, colpevolmente, s’è preso a considerare quella firma come espressione di una decisione. Non è così! L’indicazione al Quirinale non arriva dal ministero dell’economia, ma dal governo!. E aggiungo: il governatore, oggi, non ha più i poteri di un tempo, ma siede nel board della Banca Centrale Europea, dove abbiamo appena finito di mandare Draghi, al posto di presidente. Spero non sia chiedere troppo il porre un limite alle stupidate.



Roma lunedì 26 settembre 2011

Gaetano Immè

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