Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 10 settembre 2011

SI AGITANO I FANTASMI DEL SECOLLO SCORSO

Lo "sciopero " indetto ieri dalla CGIL è stato presentato, da molta stampa italiana e da molte televisioni , con l’ enfatica e pletorica aggiunta di “ generale dei lavoratori ” quasi a voler rappresentare a tutti i costi una Italia imbufalita, nelle mani di una popolazione ormai esasperata, come era avvenuto per la Grecia. Invece questo “ sciopero generale dei lavoratori” indetto, è bene ripeterlo, dalla sola CGIL ( ormai di fatto “ai margini” dall’arco costituzionale della unità sindacale ) addirittura fin dal 16 Agosto scorso , contro la bozza di manovra di quei tempi, poi largamente modificata , l’unico vero “disagio” che è riuscito a provocare è stata la constatazione che esiste ancora una numerosa accolita di petulanti , nostalgici ma ben pasciuti borghesi, di sognatori falliti che ancora invocano le allegre finanziarie del secolo scorso (con strategiche svalutazione della lira al seguito ) , quando tutto ruotava intorno allo Stato centralista di stampo social comunista , i cui governi , per evitare le immaginabili conseguenze della minacciata “mobilitazione sociale delle piazze “ , soggiacevano all’estorsione politica elargendo sia assistenzialismo generalizzato e clientelare sia una irresponsabile ed indiscutibile “ cessione di sovranità e di potere” a favore dei sindacati sul “ mondo del lavoro”, dominio che costoro imposero con le armi contendenti del “ contratto nazionale”, della sua validità “ erga omnes”, dello Statuto dei Lavoratori e via dicendo. Sia chiaro che questo blog neppure si sogna di negare che negli anni dal 1948 fino verso l’ultimo decennio dello scorso secolo il movimento sindacale abbia concorso allo sviluppo economico, sociale e politico di questo Paese; ma questo merito , afferma questo blog, va ripartito con altre forze politiche e sociali e non c’è alcuna di esse che possa intestarsi quel risultato. In ugual maniera è evidente come ad ogni epoca corrispondano criteri e spinte sindacali ed economici rigorosamente contestualizzati non essendo pensabile , tanto per fare un esempio, adottare, nelle relazioni industriali di oggi gli stessi schemi che furono validi ai tempi di Di Vittorio o di Lama o di Carniti.

Ed è invece ricorrendo a scioperi simili a quelli degli anni cinquanta – adunate ormai ridotte a noiosi rituali utili per pensionati che ad altro- che la CGIL pretenderebbe di imporre, con almeno mezzo secolo di ritardo e nonostante trenta anni di sue clamorose sconfitte, la restaurazione di quella politica socialista e dossettiana, di stampo keynesiano, centralista, assistenzialista, parassitaria e clientelare che ha generato quei germi localistici che hanno poi determinato l’affermazione del parassitismo, del clientelismo, del malaffare politico e della malavita organizzata.

Sciopero generale per poter riproporre un sogno, per abbindolare i tanti, i troppi “ cretinetti di sinistra” ai quali hanno impiantato nel cervello, tramite giornali e televisioni asservite , tramite gli Scalfari, le Berlinguer, i Mieli, i Mauri, ecc il loro “ microcip” che fa loro credere che il mondo di Bengodi dei salari "variabile indipendente" (Lama) possa essere riesumato dalla tomba in cui la storia lo ha sepolto , che possa durare in eterno, che la spesa pubblica non abbia limiti, che il prelievo fiscale possa salire indefinitamente.

Uno sciopero generale al giorno per togliere il medico di torno , ma ai soli sindacalisti, soprattutto a quei novanta sindacalisti fatti entrare in Parlamento, per consente loro di vivere benissimo ( anche se ogni tanto devono recitare giaculatorie per via dei privilegi nei quali nuotano), di pensionarsi a qualsiasi età anagrafica – come Veltroni, tanto per fare un esempio o D’Antoni per farne un altro , pensionati da quando avevano cinquantuno. L’importante è riproporre sempre lo stesso film come hanno insegnato il Minculpop sovietico ed il KGB, martellare i cervelli che è bello e buono solo quello che fa comodo, fingere di crederci ciecamente, perché poi alla fine, dopo tali sacrifici e tanti scioperi, l’età della pensione privilegiata arriva, senza aspettare di compiere sessanta anni. E, soprattutto, senza lavorare.

VEDIAMO QUESTO ARTICOLO OTTO BENEDETTO

Su questo articolo 8 del decreto sulla manovra ho letto cose allucinanti scritte da paludati giornali che vale la pena riportare. Per La Stampa, per esempio, il giornale della FIAT diretto da Calabresi, dal figlio del Commissario Calabresi che fu freddato come un animale da quei simpaticoni brigatisti dei “ compagni che sbagliavano” , lo scenario è semplicemente apocalittico, peggio che i lavoratori cinesi nel film Gomorra. Si va da un “ permetterà di sorvegliare e trasferire i dipendenti scomodi “, ad un “ licenziati con una sola lettera, ricevendo solo qualche mese di stipendio come benservito” ( benservito, si badi, che si usava per le serve, non indennità di licenziamento, ma “ benservito” , come a rimarcare che con tale manovra il Governo vuol trasformare i lavoratori in domestici ) , da un “ controllati da vigilantes durante l’orario di lavoro” ad un “ monitorati elettronicamente da telecamere o dispositivi informatici”. Ovviamente tutte fandonie pure. Questo articolo 8 nasce dalla necessità, spesso manifestata dalla stessa FIAT , di dare copertura erga omnes e retroattiva agli accordi aziendali stipulati in deroga alla normativa nazionale, compreso lo Statuto dei Lavoratori. Si era così arrivati all’Accordo Interconfederale del 28 giugno 2011, firmato da Confindustria, dalla CGIL, dalla Cisl e dall’UIL, accordo che, ovviamente, avrebbe espletato la sua validità per il futuro e non per il passato e non poteva dunque riguardare le intese di Pomigliano e di Mirafiori sulle quali si erano abbattuti tutti i ricorsi della stessa CGIL. Era dunque necessario provvedere a coprire quelle intese con questa norma che, lungi dal prevedere licenziamenti facili cerca di rendere meno soffocante l’obbligo del reintegro dei licenziati non per giusta causa ( per esempio per necessità finanziarie, quando il mercato si chiude ) stabilendo la “ possibilità” per il lavoratore di rinunciare alla richiesta di reintegro, previo consenso dei sindacati più rappresentativi, e dietro, ovviamente, pagamento di un risarcimento adeguato.

Insomma, come già nel 2000 con quel referendum radicale, come nel 2002 quando il Governo Berlusconi cercò di riformare lo Statuto e come nel 2010, quando il Parlamento discusse “l’arbitrato”, la sinistra e la solita consorteria dei poteri forti dal pensiero debole , torna ad utilizzare ed a sbandierare il solito fantasma spettrale del “licenziamento facile”. Se la leggiamo come è formulata, la norma prevede che i “ contratti i lavoro a livello aziendale o territoriale “ possano, con il previo accordo dei sindacati più rappresentativi ,”realizzare specifiche intese” “in deroga alle Leggi nazionali “ come , per esempio, è senz’altro la Legge 300/75. E, dice ancora la norma, la deroga in questione,” viene consentita solo se l’obiettivo finale sia:1.la creazione di nuova occupazione; 2. la definizione della qualità dei contratti i lavoro; 3. gli incrementi di competitività e di salario; 4. la gestione delle crisi aziendali; 5.l’avvio di nuove attività. “. Questa è la strada imboccata fin dal 2010 dai sindacati riformisti e, cito, dalla FIAT di Marchionne, con le intese su Pomigliano, Mirafiori e Grugliasco, intese poi approvate dai famosi referendum dei lavoratori interessati. Il terzo comma di questo articolo 8 è stato concepito proprio con lo scopo di assegnare validità “ erga omnes” ai contratti aziendali o locali inclusi quelli stipulati “prima “ del 28 giugno 2011 e cioè Pomigliano, Mirafiori e Grigliasco . Tale disposizione non si scontra con l’articolo 39 della Costituzione che invece riguarda i contratti nazionali , per cui basta una Legge ordinaria per raggiungere questo scopo. Agitare fantasmi è semplice, basta aprire la soffitta e spolverare i pezzi archeologici dei “ rigattieri della politica sindacale”, il difficile è agevolare norma sul lavoro estremamente rigide che ostacolano lo sviluppo con norma giustamente riformiste e sviluppiste.


DEDICATO A SCALFARI ED ALLA PARTE NON FANGOSA DELLA VECCHIA POLITICA (CHE STA SOLO A SINISTRA DICE SCALFARI)

Secondo Eugenio Scalfari ( l’altra sera su LA7) , roba da “ ipse dixit “, la parte della vecchia DC di sinistra , quella che lui definisce “ dei buoni e dei giusti” , quella poi confluita nel P.D, sarebbe , sempre per Eugenio Scalfari, la “ parte non fangosa”, ovviamente al contrario dell’altra parte , la parte della vecchia DC di centro e di destra e dei sopravvissuti craxiani, confluiti nel centrodestra, che rappresentano ,ipse dixit, la “ parte fangosa” . Solo per il doveroso rispetto per la sua età, mi limito a sottolineare ed a documentare come la sua visione del Paese sia “sprezzante , manichea , razzista ed anche idiota “, con i buoni solo a sinistra e i cattivi solo a destra. Poveri illusi, Scalfari ed i manichei razzisti che seguono questo sapiente sfruttatore della credulità popolare ! E De Mita ? E Andreotti? E Prodi ? E Mastella? E Parisi, Marini, D’Antoni, Martinazzoli Franceschini, la Bindi, Buttiglione, Gentiloni, Cesa , Follini, Cossiga, Vassalli ed anche Casini , per citarne solo alcuni ? Essi rappresenterebbero la “ parte non fangosa”, quelli “ degni” di governare, gli “ ottimati” del ventunesimo secolo? Molti di questi appartengono alla categoria dei “ poco facenti “ (cosa han fatto nella loro vita costoro , se non vivere di politica a nostre spese?); molti sono “ nati portaborse” con “l’asservimento di comodo “ oltre i trigliceridi, nel sangue ; quasi tutti hanno vissuto, sono stati pagati, si sono pasciuti ed ingrassati con vagonate di soldi sporchi, riciclati da tangenti e da finanziamenti illeciti ( reati dai quali si sono “ autoassolti” con l’ amnistia varata, con il D.P.R. del 12 aprile 1990 ,dal trio Cossiga, Andreotti e Vassalli, perpetrando un illegittimo conflitto di interessi auto assolutorio da paura ( da Stato monarchico altro che da Stato di Diritto ) , sicuramente una vergogna unica nell’universo mondo ,altro che il Cile di Pinochet !).Molti poi di questi personaggi hanno contribuito ad approvare ed hanno ampiamente utilizzato quell’altra famigerata e vergognosa Legge n° 252 del 1974, detta anche, dal nome di chi la propose, Gaetano Mosca , un socialista passato poi alla CGIL , con la quale migliaia tra funzionari ex Pci, portaborse ex Dc e socialisti, e, immancabilmente, sindacalisti Cgil-Cisl e Uil, hanno potuto beneficiare - spesso abusivamente - di pensioni agevolate e godere dell'incredibile privilegio di riscattarsi a basso costo non solo gli anni trascorsi nel partito o nel sindacato (con salari evidentemente a nero e quindi con relative evasioni fiscali da paura ), ma persino quelli passati sui banchi di scuola.Lo scandalo era sempre passato sotto silenzio, Scalfari, Cazzullo, Mauro, Bonini, Mieli, De Bortoli, la Berlinguer, L’Unità, L’Espresso, ecc…nessuno, guarda caso, si era mai accorto di nulla. Ma fino al 30 luglio del 1998 , quando un senatore dell'opposizione, tale On. Eugenio Filigrana non presentò una lunga dettagliatissima interrogazione rivolta agli allora ministri del Lavoro e delle Finanze, Tiziano Treu e Vincenzo Visco del Governo Prodi. Le domande di Filigrana comunque, non ricevettero alcuna risposta: un silenzio assoluto, tanto che il parlamentare definì esplicitamente Romano Prodi «insabbiatore dello scandalo». Un silenzio, quello di Prodi, per un verso anche comprensibile, visto che la truffa coinvolgeva anche molti degli allora leader sindacali, nonché la maggioranza dei politici della sinistra , i quali avrebbero dovuto spiegare alla classe operaia che doveva sopportare la decurtazione delle pensioni per compensare gli sprechi e le truffe attuate negli anni Settanta da quella consorteria gaglioffa composta dalla DC, dal PCI, dal PSI, dai Sindacati. Così la questione ripiombò nel silenzio fino a quando, nel gennaio del 2001, Marco Palma, consigliere comunale di Roma, tirò nuovamente in ballo lo scandalo: «Il presidente dell'Inps, Paci, tiri fuori i nomi dei beneficiari della legge Mosca. Così avvieremo una vera e propria perestrojka presso l'Inps. Faremo luce sulla spartitopoli e sui moralisti che oggi lanciano strali sulla previdenza dei lavoratori». Parole che, come nel '98 quelle di Filigrana, sono rimaste del tutto prive di risposta. Da chi di dovere, Scalfari compreso.

Nel complesso, a beneficiare di questa manna sono state ( statistiche INPS ) 37.503 persone, delle quali il 60% della Cgil (9.368 unità) o dell'ex Pci (8.081), seguiti a ruota degli ex padrini o impiegati della Dc (3.952), Psi (1.901), Cisl (3.042) e Uil (1.385). Rimangono poi altre 9,390 pensioni erogate, sempre grazie alla legge Mosca, ad appartenenti ad organizzazioni minori, comunque quasi tutte distribuite secondo la logica del favoritismo, della clientela e della lottizzazione. È stato calcolato che il danno provocato al Paese da questo esercito di privilegiati ha superato i 25 mila miliardi di vecchie lire, oggi equivalgono alla bellezza di 12,5 miliardi di Euro. Grosso modo, la somma che il governo di centro-sinistra ha cercato a suo tempo di racimolare con i tagli sulle pensioni di anzianità imposti dalla finanziaria '99 del Governo di centrosinistra . Una gigantesca truffa , insomma, ai danni dello Stato, visto che il numero dei beneficiari della normativa speciale ha superato di gran lunga quello degli aventi diritto, come dimostra il fatto che, al momento dell'interrogazione dell’On. Filigrana, molti risultavano ancora in servizio.

Dunque, questa sarebbe , secondo Eugenio Scalfari, la “ parte buona “ della politica, quella “ non fangosa”. Io che non sono saccente né manicheo ed ipocrita come lui , io che al contrario di lui non ho mai chiesto favori ed indulgenze né alla DC andreottiana , né a Craxi ( ci entrò addirittura in Parlamento con il partito del “ cinghialone” lo Scalfari e ne riscuote da tempo pure una bella pensione !), io che al contrario di lui non mi sono venduto alla corte di un padrone svizzero/italiano per averne il soldo, ho solo voluto “ dimostrare” con fatti chi sono stati veramente quegli “ ottimati” di Scalfari, una ciurma di pubblici mantenuti, di papponi istituzionali, di professionisti della politica politicante , di mestieranti del nulla, una miriade di piccoli ras locali, adusi al piccolo potere , ad intrallazzare con ogni mezzo nel proprio collegio elettorale per acquistarne e mantenerne il consenso politico, da sempre e per forza “ concorrenti interni, concorrenti esterni, collusi, complici “ con tutte le male vite d’Italia, un esercito di approfittatori della credulità popolare che si spacciano per sognatori di ideologie marxiste e leniniste svergognate dalla storia e condannate per crimini contro l’umanità per genocidi politici, accompagnati da una schiera di ridicoli pifferai, che sembrano voler soffiare sul fuoco legittimando ogni follia, accreditando le più demenziali e più assurde proposte, giocando allo sfascio e facendo credere che tutto sia possibile, che basta "far pagare i ricchi”( per tali sottintendendo soprattutto chi nella vita ha sgobbato duro per comprarsi, a nome proprio, senza l’alibi di società e persone di comodo, la casa in città e magari al mare , invece che seguire l’esercito degli scellerati seguaci della setta del “ tutti diritti, pochi doveri”). E dietro Scalfari, per paura di perdere un consenso che è l’unica garanzia per la loro ricca e ben pasciuta sopravvivenza, nonché la sicura cicuta per il suicidio nazionale, i Bersani, i Vendola, le Bindi, le Finocchiaro, i Di Pietro: convinti che “ protestare contro” sia fare politica e pure di rappresentare qualcosa di "migliore" nel panorama nazionale.

LE NUONE FALANGI FASCISTE DIPINTE DI ROSSO

Una consistente ciurmaglia di ridicole “ Guardie Rosse “ ispirate, immagino, ai tempi di Mao Tse Dong , i soliti “ sinceri democratici “ di quelli che prima leggono Repubblica e poi, se da questa comandati, si indignano, quelli che prima si fasciavano di altri colori e poi – ma ve li ricordate che risate? – come vecchi rincretiniti girotondavano forse per esprimere “ il cretinetto che è in ogni sincero democratico “, taluni persino avvolti nel tricolore, voleva vietare ai leghisti anche la “ libertà di pedalare “ per il programmato Giro della Padania. A concionare l’adunata di questi nostalgici dei picchetti nelle fabbriche e dell’uso del manganello e dell’olio di ricino per chi non la pensa come loro , un vero genio, un tale, Vicesegretario, peraltro, del P.D. ligure, un cervellone alla “ Leonardo da Vinci”, subito pronto ad urlare “ Il Giro della Padania è l’ennesima trovata propagandistica della Lega. E intanto il Paese va a rotoli”. Una vera genialata, un grande, un mito ormai del P.D., Bersani se lo porti in Segreteria nazionale, cosa aspetta? Qualcuno informi il genio che il Giro era stato programmato dall’autorità sportiva competente e non solo dalla Lega. Dica pure a quel geniaccio malefico che non è colpa delle biciclette se l’Italia va a rotoli, ma piuttosto di quel debito pubblico mostruoso che è stato creato non certo dalla Lega ma proprio dai loro partiti di riferimento , DC e PCI degli anni settanta.” La Padania “ urlavano questi aborti intellettuali, “ non esiste” ! Ah no? E la loro “ pace, pace, pace”, per caso esiste sulla faccia di questa terra? Per caso qualcuno ha preso a sberle tutti quei pacifisti che girotondavano avvolti in quel drappo ? Che forse qualcuno li mazzaroccava di santa ragione urlando “ si vis pacem , para bellum?” Se si dovesse applicare la proprietà transitiva alla maniera di Eugenio Scalfari, insomma “ a peso”, si dovrebbero riempire di ceffoni, alla maniera del film” Amici miei”, tutti quegli squilibrati che marciano da Assisi a Perugia per la marcia della Pace, visto che la pace non è di questo mondo. Per non parlare di tutte le salamelle con le quali hanno impuzzonito l’Italia dal 1948 ad oggi con le loro Feste dell’Unità , visto che dell’unità di questo Paese non se ne ha la minima traccia.

PARLA BUTTIGLIONE: SILENZIO, SI GIRA !

Buttiglione, proprio Rocco Buttiglione propone una sorta di salvacondotto, roba da Cardinal Richelieu di Dumas, a Berlusconi, a patto che si dimetta. E quale enorme potere si condenserebbe mai nelle mani del presidente dell'Udc, da permettergli di poter garantire l'immunità a vita ad un presidente del Consiglio, a patto che consegni il paese ai suoi nemici? Intanto Buttiglione (apprezzato studioso del diritto) confessa , seppur involontariamente, l'esistenza d'una congiura d'ottimati in danno di Berlusconi.“Berlusconi passi la mano, lasci la guida del governo e i suoi processi penali saranno bloccati. Tutti”, parole d'una pesantezza a dir poco aulica,un messaggio mafioso da brividi, parole ribadite da Buttiglione in un'intervista a “L'Avvenire”, in cui lo stesso sollecita il premier “a dare una mano per salvare il paese dalla speculazione che andrà avanti fino a quando non farà una scelta”. Parole da Hitler, da Stalin, da Mussolini, non certo da democratico. Secondo questo altro “menestrello” l'intero Orbe terracqueo colpirebbe l'Italia ed i suoi titoli perché in guerra contro Berlusconi e dunque via Berlusconi e la crisi mondiale terminerebbe. Ah Buttigliò! Ma ce l’hai ‘na casa? Ma vattene a casa! Ma diamo per vero, per assurdo, che i poteri forti dell'intero Pianeta si siano scatenati contro Berlusconi. Ma allora , questo Buttiglione , presidente d'un partito da scarso 6%, ma quali poteri avrebbe? I films di Harry Potter generano, a volte, traumi irreversibili sulle menti deboli. E non capisco, poi, il senso del salvacondotto. Perché Buttiglione deve sapere – forse se ne è dimenticato – che l'Italia non è la Libia, non è il Paraguay, non è Cuba, non è la Corea del Nord , dove incalliti dittatori governano il loro paese come fosse “cosa nostra “. Ma Berlusconi è stato regolarmente eletto e, a differenza di chi deve beneficiare d'un salvacondotto, non è mai stato né feudatario medievale né tanto meno dittatore da secolo breve. Tutti particolari ben noti a Buttiglione che, forse, s'è voluto ingraziare parte dell'elettorato cattolico nel giorno in cui qualcuno celebra l'armistizio. Questo ci permette d'aggiungere che Berlusconi non sta certo attendendo una soluzione badogliana al governo dell'Italia, né stiamo rivivendo nello Stivale diviso tra Repubblica del Nord e Regno d'Italia. “Noi – cerca di smorzare l’eco delle sue idiozie Buttiglione - lo garantiremo da vendette, da rappresaglie, da espropri e dal carcere. Non potremo bloccare azioni e processi civili ma i procedimenti penali... Stiamo lavorando in questa direzione”. Ma “noi “ chi? Quanti e quali sarebbero questi ottimati riuniti in congiura?

Che ci siano dei traditori intorno a Berlusconi , un Bruto d’oggi, il Commodo che sempre si cela nel buio del retrobottega, s'evince anche dal commento di Buttiglione alle parole del solito sardo Beppe Pisanu, che ieri ha lanciato l'ipotesi di larghe intese: il presidente dell'Udc sostiene che non le avrebbe mai dette “se non avesse la convinzione di avere dietro qualcuno e qualcosa di consistente”. Pisanu “ forza consistente”? Ma de che? Allora , Buttiglione, quali altri potenti sono entrati a far parte di questa loggia segreta che trama contro Berlusconi? Il presidente dell'Udc mena il can per l'aia e si rivolge al Capo dello Stato: “Napolitano sa da sempre che in momenti drammatici bisogna avere il coraggio di decidere fuori dall'ordinario... oggi Berlusconi è un ostacolo e deve solo capire che serve la sua generosità per voltare pagina e salvare l'Italia dal baratro... La salvezza della Repubblica sia la legge suprema - dice il presidente Udc - e oggi questa salvezza è a rischio”.

Caro Buttiglione, Berlusconi non ha bisogno di salvacondotti e nemmeno di grandi penalisti e noi tutti non abbiamo alcun bisogno di persone come Lei. Guardi , caro Presidente , che in un paese “normale” uno come Berlusconi avrebbe governato senza tante storie. In un paese normale, caro Presidente, la magistratura si sarebbe occupata di banche gestite da uomini della 'ndrangheta e di usura, avrebbe cercato di debellare la prostituzione dalle strade ed il nuovo crimine organizzato. Invece, mentre Buttiglione sogna d’essere Richelieu e vede pergamene e salvacondotti da per tutto, la magistratura cerca di capire quanto piacciono le donne a Silvio, lasciando che vada verso la prescrizione quello schifo di Sesto San Giovanni (che era noto alla magistratura milanese fin dal 2000 per via della denuncia del Sindaco Albertini, denuncia che la Magistratura milanese mise da parte e che solo ora è uscita fuori perché la competenza è diventata del Tribunale di Monza). Perché tutto questo, caro Buttiglione? Dove stava Lei mentre questo accadeva ? A cavallo al galoppo con Aramis o al Louvre con il Re Sole? O a comunicarsi insieme a Beppe Pisanu?

A PROPOSITO DI SPREAD

A proposito di spread, termine “ à la page “ in tempi di crisi di borsa, mi sono accorto che, oltre allo spread che divide come una frattura, i BPT italiani dagli omologhi Bund Tedeschi e che rappresentano le distanze diciamo “ circa la fiducia” sul loro rimborso fra i Peasi che si confrontano, mi sono accordo, dicevo, che oltre a questo spread, e ne sono altri due molto importanti nche trovano posto zero sulla grande stampa italiana.

Il primo è lo spread , decisamente inarrestabile , fra il P.D. di Bersani e il Paese. Qual Partito continua la sua opera di “ denuncia” di ogni cosa, anche di una illecita grattata di sedere in pubblico. Non sta bene grattarsi il sedere, è incivile scaccolarsi, da Tribunale del popolo ruttare. Ma ai problemi veri di quel Paese, mentre il P.D. “ fa opera di denuncia” ma chi ci pensa?

Il secondo spread che va aumentando vertiginosamente è quello che Cesare Battisti e le autorità brasiliane stanno scavando rispetto alla dignità di persone vittime di un diritto senza giustizia. Tutto ciò accade senza che Battisti abbia il minimo pentimento. E sopra tutto senza le consuete proteste dei manichei paladini della legalità antiberlusconiana.

Roma sabato 10 settembre ’11

Gaetano Immè

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