Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 12 settembre 2011

ZAGREBELKY , UN NOME, UNA GARANZIA


Vladimiro Zagrebelsky, ( un nome una garanzia ), scrive, nell’articolo Il processo che va fatto a Gheddafi pubblicato qualche settimana fa su La Stampa. «E’ stata superata - scrive - l’idea che l’intervento giudiziario impedisce soluzioni politiche concordate, che mettono fine a drammatici conflitti interni consentendo ad esempio a governanti criminali di abbandonare il paese con un salvacondotto e trovare rifugio altrove: che la politica, piuttosto che la giustizia, sia adatta a gestire simili emergenze. E’ invece prevalsa una posizione di principio, che esclude l’impunità per i più grandi crimini contro l’umanità e rifiuta di considerarli un affare interno (gestito dai vincitori)». Stringendo il lungo discorso, per Vladimiro Zagrebelsky la ‘politica’ deve essere riposta nella soffitta della storia e deve lasciar fare al ‘diritto’, al Magistrato. In tal modo, però, mi consenta !, il "potere", nell’accezione forte del termine, cambia soltanto faccia : non più un Parlamento democraticamente eletto ne sarà il custode , ma la semplice toga di un magistrato. Ma mentre il primo è investito di quel potere per legittimazione popolare e per Costituzione, il secondo dovrebbe agire solo in base ad una appartenenza razziale ed aristocratica, ad una visione fuori da ogni regola democratica ove l’amministrazione della cosa pubblica spetta solo alla volontà popolare .Questa visione manichea e totalitarista è figlia del convincimento che gli uomini possano essere suddivisi agevolmente sulla lavagna dei ‘buoni’ e dei ‘cattivi’e che sia facile individuare gli uni e gli altri. Ma chi dovrebbe avere questo compito? E come andrebbe nominato questo “ capoclasse” del ventunesimo secolo? Mi chiedo con estremo sgomento come possa , un maestro del Diritto, solo lontanamente pensare che vi possano essere degli “ ottimati”, cioè i Giudici ( una ristretta nomenclatura il cui solo ed unico titolo è quello di avere conseguito una Laurea in Legge e di aver superato un esame , al pari di altri milioni e milioni di italiani ), in grado di “giudicare il bene ed il male”? Non è forse questa visione una volontà di commissariare questo Paese sotto una vera e propria dittatura, certo comoda per assonanza ideologica, ma che castigherebbe l’Italia per chissà quanto tempo a restare prigioniera di questa fangosa dittatura autocratica rimandando “ sine die” la responsabilizzazione del popolo italiano nel ricercare un nuovo ordine ed assetto politico?

Come al solito, Vladimiro Zagrebelsky infarcisce poi il suo discorso col solito vetero e retorico populismo sulla Resistenza e sull’antifascismo, credendo di portare acqua al suo vaneggiante mulino. Invece che sfoggiare slogan ottocenteschi , questi intellettuali neo-azionisti alla Zagrebelsky, per coerenza, dovrebbero avere allora il coraggio e l’onestà intellettuale di sconfessare pubblicamente la decisione del CLN di fucilare Mussolini. Secondo quanto Vladimiro scrive sulla Stampa dunque, il dittatore avrebbe dovuto essere consegnato a un tribunale internazionale o comunque si sarebbe dovuto imporre a una corte italiana un “ equo processo “ invece che abbandonarlo al disgustoso, tribale e vergognoso eccidio di Piazzale Loreto .

Quando si ha a che fare con spietati regimi dittatoriali la parola non può andare ai Magistrati ed ai P.M. ma ad una  coalizione di volenterosi – che dovrebbe essere rappresentato nel mondo dall’ONU - che riporti quel Paese ad un regime democratico . Il quale deciderà poi, democraticamente e non per “ottimati”, a quale giudizio sottoporre il dittatore deposto. Questa è civiltà, Vladimiro Zagrebelsky. Una cosa è applaudire un vecchio film di Rosi ( "processo alla città “) trattandosi della rappresentazione di una Napoli camorristica degli anni settanta. I film sono istruttivi passatempi, non formule politiche da imporre al Paese. Come dunque aveva ragione il Rag Fantozzi che classificava come una cagata pazzesca “ La corazzata Potiomkin” .


ANCORA ESISTE LA SERVITU’ PETTEGOLA DI UNA VOLTA!


Come accadeva alla servitù degli anni cinquanta , che ignorava i programmi dei “ signori” dove stava “ a servizio,  cosa che induceva la congrega delle servette a spettegolare su presunti affari dei “ padroni”,così, i loro moderni portavoce ufficiali, Ezio Mauro, Leoluca Orlando e Antonio Padellaro stanno raccontando che Berlusconi ha organizzato l’incontro con l’EU di martedì prossimo per evitare “ l’imbarazzante “ incontro con i giudici di Napoli “.

Nella loro pettegola fantasia tipica delle serve e dei loro famigli , si esercitano nelle ricostruzioni più truculente ed immaginifiche dei fatti dei “ padroni” , dei quali conoscono solo alcuni dettagli per il solito “ sentito dire “o alcune mezze frasi per i soliti “ origliamenti casalinghi”. La decisione presa da Berlusconi di premettere la politica economica ed il bene del Paese all'audizione con i pm non modifica il fatto che Berlusconi deve essere sentito dai giudici in qualità di testimone.

Dal momento che un summit con il presidente della Commissione Ue non può essere organizzato dall'oggi al domani, le sciocchezze diffamatorie di Repubblica si squalificano da sole e fanno capire come la sinistra, oggi, sia rimasta sempre la serva che era negli anni cinquanta , anche se oggi “ sta a servizio” dai Giudici il cui potere , da buon “ famiglio”, la sinistra antepone al bene del Paese.

CONDONI? AMNISTIE’ PER CARITA’! LA SINISTRA NON LI AMA, MA ECCOME SE LI USA PER SE STESSA !!


Mi fanno ridere le facce apparentemente truci dei soliti noti della sinistra italiana, a cominciare da quella di Bersani che , sperando di impaurire qualcuno ( certo in giro di cerebrolesi che continuano a sentirlo ce ne sono ancora!), che continua a sparare contro “ i condoni”. Di quale condoni parli il Vassili Petronov dell’Emilia lo sa solo lui, visto che nella manovra non esiste condono. Ma il comunista vero sa che basta parlare e ripetere più volte un’ accusa ( soprattutto inventata ma diffamante ) tanto basta a far credere che quell’accusa esista. Lo insegnò il Migliore, figurarsi come lo seguono epigoni come Bersani, Bindi,ecc. Loro, quelli di sinistra, non vogliono neanche sentire parlare di “ condoni”, di amnistie, ci mancherebbe altro! La gente come i comunisti, la gente come Prodi, condoni ed amnistie le detesta, ma ne approfitta alla grande. Come l’amnistia del 1990 con la quale i nostri eroi si salvarono alla grande il sederino dai reati commessi per decenni e decenni con finanziamenti illeciti. O tutti i condoni fiscali utilizzati dalla sinistra. Gli ipocriti detestano – a parole – amnistie e condoni – ma preferiscono sonanti tangenti per le quali non servono né amnistie né condoni. Una proposta rivolta ai cittadini di Sesto San Giovanni: perché non fate una bella “ class action” contro il P.D..


RELAZIONI ESTREMAMENTE PERICOLOSE !


Le intercettazioni pubblicate da Panorama che svelano e testimoniano quello che Ciancimino Jr ha detto, presentano aspetti assolutamente paradossali. Ora da lui sappiamo che un “ pentito” può accedere al computer del P.M. che magari segue indagini delicate, così venendo a conoscenza di elementi piuttosto “ riservati” che il “ pentito” può anche usare per conferire credibilità ai suoi racconti e dunque rafforzare il suo stato giuridico e i suoi privilegi. Ciancimino Jr si è vantato della sua relazione con il P.M. Ingroia addirittura fino al punto di affermare che “ in Procura di Palermo posso fare quello che voglio” nonché fino al punto di conservare in casa sua tanto esplosivo da far saltare per aria un’intera città. Ora anche per un P.M. “ rimpicciolito e screditato” come Antonino Ingroia diventerà difficile salvarlo. Io mi chiedo: ma com’è possibile che un P.M. anche piuttosto “ scafato” ed esperto come Ingroia si faccia raggirare e turlupinare da un magliaro lestofante di infimo ordine? E’ spontaneo e consequenziale pensare che la speranza di esisti politici clamorosi abbia del tutto falsato il giusto sentire ed il senso delle proporzioni che un P.M. deve osservare, inducendolo a trascurare il proprio compito istituzionale. D’altra parte, quando un Magistrato sceglie di sostenere una tesi accusatoria costi quello che costi , quando si dimostra convinto che la sua tesi , che la “ sua verità” non ha bisogno di riscontri oggettivi e concordanti, si vede che ha perso il necessario e indispensabile senso critico. Fa piacere che il Vicepresidente del CSM On Vietti abbia acceso i fari su questo fatto, che esaminerà il caso, vedremo con quali risultati. Per intanto è già evidente che le inchieste che si basano sulle sole dichiarazioni di un pentito finiscono non solo per non trovare riscontri alle sue affermazioni, ma soprattutto finiscono per conferire al pentito un ruolo che arreca solo danni alla Giustizia.


PENSARE MALE O RIFLETTERE? MA LA PROCURA DI MILANO ED IL P.D. DEVONO SPIEGARCI TANTE COSE SU PENATI!!

Vi è da riflettere bene , a proposito di Penati e di Gavio e di Serravalle, su un fatto decisivo e sostanziale: se , come è evidente, tutte le carte dell’”affare” erano da anni ed anni nelle mani della Procura di Milano, come mai Signori miei, non è uscito niente fuori? Che ” sia vera o compiacente non cambia nulla, perché la Procura di Monza, appena ha messo le mani su tutte quelle carte, non ha esitato ad aprire un’inchiesta chiarificatrice. Milano deve spiegare, deve spiegare, deve spiegare. A meno che non voglia legittimare chi pensa che la Procura di Milano, nota assai per la sua ideologia , non abbia voluto appositamente evitare che l’affare Penati venisse fuori “ prima “ delle elezioni comunali di Milano, di Torino, di Napoli.

Dedicata a Bersani ed al P.D. L’On Bersani che da mesi, nelle conferenze stampa sul caso Penati si dedica a rimarcare , con voce tronitruante, “ abbiam capito da dove viene il fango….”!! E giù la solita storia che il P.D. era del tutto estraneo alla questione, che Penati pure e poi la consueta minaccia di querele, senza nulla spiegare di quello che è successo, querele e basta. Minaccia che ha spaventato molto un cuor di leone come Giorgio Bocca, quello nato nazista ed ora comunista, il quale ha dichiarato di non voler scrivere nulla sul caso Penati( meno male dico io!) perché “ terrorizzato dalle minacce di Bersani”. Oggi che lo scandalo di Sesto San Giovanni è chiaro come il sole, vorrei ricordare a Bersani ed a tutti i sinceri democratici le parole di cotanto segretario perché, cari amici e caro Bersani “ anche noi abbiamo capito da dove viene il fango”.


DEDICATA A “ NICHI MA CHE CAZZO STAI A DI’!”

Dedicata a “Nichi ma che cazzo stai a dì”. Vendola ha sostenuto che non esiste il debito pubblico, quello che oggi ammonta a 1.900 miliardi di Euro. Ipse dixit. Secondo lui questo debito sarebbe delle Banche e che i Governi ( di centrodestra ovvio) vorrebbero far pagare al popolo. Traduzione da vendolese in italiano: ve stanno a rubà 1.900 miliardi di euro !. Come abbiano fatto le Banche italiane a sborsare 1.900 miliardi di Euro” Nichi ma che cazzo stai a dì”neanche ci prova a spiegarcelo . Quello che entusiasma, in questo evento, è l’avere scoperto un economista che è come il Bologna, che “ tremare il mondo fa!”.


DEDICATA A DE BORTOLI

Una volta liberatosi del bavaglio che la CGIL gli aveva imposto  sulla bocca e sulla penna, il cicisbeo incipriato, alias Ferrucio De Bortoli o “ De Brontolis”, ha tirato fuori sul Corriere della Sera di domenica scorsa un fondo da paura! Un vero e proprio inno all’Italia ed all’essere italiani, ad unirsi a corte, ad esser pronti alla morte, insomma, roba che neanche Scalfari o Bocca , quando eran fasci stoni, riuscivano a partorire. Roba tosta, roba forte, appello all’unità, siamo tutti italiani, roba da lacrime, roba da sacrificio, roba da militi ignoti. Io, vi giuro, leggevo l’articolo e scattavo in piedi, come molla, come in un impeto nazionalistico, come un balilla cresciuto,come figlio della lupa . E lui giù a populismo fascistoide , il gran para guru che lavora per quei poteri forti che hanno il pensiero politicamente corretto ma molto molto molto debole. Caro De Bortoli a chi era rivolto il tuo richiamo all’amor patrio, perché il tuo ben noto “ coraggio da Don Abbondio “ non te lo fatto scrivere ? Anche il prete in chiesa parla, ma a qualcuno si riferisce, ai fedeli tutti oppure a qualcuno. Anche il Papa lo dice, quando dice “ Cari fedeliiii”, e tu che fai? Fai lo gnorri? Quella tua intemerata era forse rivolta a quei banchieri proprietari di alcuni famosi giornali che ogni giorno rappresentano l’Italia come un Paese di merda, sull’orlo del fallimento, un bocconcino prelibato cucinato a dovere e pronto per la speculazione internazionale? O forse era anche rivolta a tutti quei Magistrati per i quali è più importante per il Paese occuparsi di Lavitola, di Lele Mora, di Giampy e Patty con mignotte allegate piuttosto che garantirgli il diritto alla Giustizia, la verità sulle stragi di Bologna, dell’Italicus, di Piazza Fontana , sulle truffe della sanità pugliese ,ecc? O forse anche tu ti sei accorto che il Presidente della Confindustria è un po’ stressata e non connette più ed oggi dice il contrario di quello che diceva ieri, come il suo predecessore e le ricordavi la retta via ? O addirittura era diretto ai vecchi tromboni della CGIL che hanno rispolverato proprio in questi giorni alcuni articoli del secolo scorso dimenticati nel fondaco del rigattiere sindacale? Io sono sicuro che tu ti rivolgevi a questa gente con il tuo peana e neanche mi sfiora l’idea che tu pensassi di rivolgerti invece al centrodestra ed a Berlusconi e che il tuo peana fosse in realtà una misera “ pe(a)neta -senza a-”, lo svolgimento del tuo solito compito da untorello, da bravo manzoniano, per cercare di spingere questa maggioranza a farsi da parte per cedere il passo ai tuoi padroncini, sai quei banchieri che ti pagano profumatamente per scrivere messaggi mafiosi sul Corriere della Sera (quando i tuoi dipendenti ti seguono e lo fanno uscire), quei banchieri che sono proprietari di troppe cose in Italia senza averle pagate coi soldi loro. Perché se così fosse, caro De Bortoli allora altro che cicisbeo incipriato, saresti peggio e ben altro , tipo un nemico della Costituzione, un nemico della democrazia, un pennivendolo schiavo dei soldi dei poteri forti, un colluso con quella vera e propria “ delinquenza politica” che spinge affinché l’Italia sia rappresentata all’estero come un Paese sull’orlo del fallimento ( così da svenderla, come ti ha insegnato il tuo amico Prodi quando presiedeva l’IRI , per pochi spiccioli e tanti privilegi personali allo straniero “ co li sordi “ ed all’amico italiano “senza li sordi ” ) e che cerca di spianare la strada ad una consorteria di gaglioffi avanzi della Prima Repubblica che bramerebbero tornare al potere senza investitura del popolo.

DELLA SCUOLA NON FREGA NIENTE A NESSUNO, MA LA SINISTRA ED IL VATICANO SI PREOCCUPANO DEI CORSI DI FORMAZIONE DEGLI INSEGNANTI, UNA FABBRICA DI SOLDI E DI DICOCCUPATI DOVE LORO IMPERAVANO GRAZIE AL GOVERNO PRODI II.


Ricomincia la Scuola, solite lamentazioni. Solo alcune osservazioni. Tutti sappiamo che nella Scuola italiana vi sono 200.000 precari di troppo e dunque senza posto, ovvero 200.000 persone che erano state reclutate prima della riforma Gelmini senza che esistessero nella Scuola italiana i relativi posti. Con l’applicazione della Riforma, entrano in ruolo 20.000 nuovi insegnanti, reclutati metà fra le nuove leve e metà dai precari. L’accompagnamento dei neo laureati dalla laurea all’insegnamento era diventato un mercato, nel senso che di questi “ corsi di formazione “ era zeppa l’Italia , tutti a pagamento. In mancanza di posti di insegnamento, questa forma di speculazione altro non è diventata che una fabbrica di disoccupati. Indovinate un po’ chi svetta in questi interessi? Proprio il Vaticano che con la Compagnia delle Opere di Giorgio Vittadini fa la parte del leone. Sapete quando tutto ciò è nato? Ve lo dico io: con la Legge 24 dicembre 2007, numero 244 e con il relativo schema di decreto ministeriale di attuazione. Era la XV Legislatura, Governo Prodi II ( 17 maggio 2006 – 8 maggio 2008 ), primo ed ultimo governo repubblicano con la partecipazione diretta di Rifondazione Comunista, il governo che creò 103 membri governativi ( record mondiale assoluto di adesione alla casta dei privilegiati) Ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni (PD) Viceministro Mariangela Bastico (DS), Sottosegretari: Gaetano Pascarella (DS) e Letizia De Torre (PD).

Basta o devo proprio aggiungere un commento?



lunedì 12 settembre 2011

Gaetano Immè

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