Gaetano Immè

Gaetano Immè

domenica 16 ottobre 2011

AI MANIPOLATORI DELL’ULTIMO REFERENDUM : ATTENZIONE NOI CI DEFINIAMO APOTI E NON CE LA BEVIAMO!!!


Avevo già scritto alcune riflessioni sul referendum che il Comitato organizzatore, guidato dal democratico e prodiano Parisi ed al quale partecipa ( ça va sans dire) Di Pietro, vuole indire per l’abrogazione della Legge elettorale: il relativo post è sul mio blog da alcuni giorni . Riconosco, ripeto, che un milione e duecentomila firme , tante ne ha raccolte il Comitato, sono una cifra ragguardevole quando per Costituzione ne bastano addirittura 500.000, che il numero di firme raggiunto appare come una manifestazione della così detta “ vox populi” in salsa democratica che tutti abbiamo il responsabile dovere di esaminare. Ma non di esaltarla, non di manipolarla, non di spacciarla come volontà “ del popolo “ come , invece, molti politici e molti giornalisti hanno fatto. Ma non sempre funziona la proprietà transitiva che vuole tramutare la “ vox populi” in “ vox Dei”. Credo che questo sia proprio uno di quei casi. La mia peculiare critica, del tutto “apolitica” al “ Referendum”, così come previsto e regolato dall’articolo 75 della Costituzione, sta nella semplice constatazione, aritmetica e dunque lapalissiana (sappiamo che in democrazia i voti “ si contano” e non “ si pesano”) , che una legge promulgata dal Parlamento è una Legge voluta dalla “ maggioranza “ del popolo ( dunque da almeno il 51%di esso ). Io mi chiedo semplicemente come possa essere considerata una norma “ democratica ” quell’articolo 75, il quale consente che una assoluta minoranza popolare ( esattamente un quarto ) possa cancellare quella Legge . Perché un 25% di un popolo deve contare di più di un 51% di quel popolo? Cosa c’è di così “ democratico” in questa norma? Io invece la trovo una norma estremamente truffaldina in quanto consente ad una minoranza di tenere sotto ricatto la maggioranza ed il Parlamento.

Cavalcare ed utilizzare senza tanti scrupoli ed anzi con cartelli e slogan ingannevoli questa truffa che sarà pure formalmente costituzionale ma che è una vera truffa ai danni della sovranità popolare (vedasi secondo comma dell’articolo 1 della Carta ) resta, come stanno facendo i promotori di questa ultima “chiama ” sulla Legge elettorale, un’operazione non solo discutibile ma decisamente esecrabile ed antidemocratica. La facilità con la quale sempre i soliti noti ( da Parisi a Segni a Di Pietro a Bersani – quando gli conviene – a Vendola, ecc) sono ricorsi al referendum egli ultimi anni, specie nell’ultimo decennio, ha assunto sempre più le sembianze dell’”estorsione”, del “ ricatto”, della “ rapina di banditi da valico “ alle decisioni del Parlamento. Basta pensare al caso recentissimo della “ privatizzazione dell’acqua “ ed a quella dell’abrogazione delle modifiche costituzionali (che erano state approvate dal Governo in carica nel 2001/2006) per rendersi conto come il referendum abrogativo non sia più quell’arma di vera partecipazione popolare ( ricordate le partecipazioni referendarie per le iniziative referendarie del fu Partito Radicale di Marco Pannella, come quelli sul “ divorzio” ( votanti 88% degli aventi diritto), per la “ responsabilità dei Magistrati” ( 65%) , per la “ interruzione della gravidanza ” ( 80%) , per la “ abrogazione della Scala Mobile “ ( 80%) ed altri che segnarono partecipazioni di tipo più che bulgaro ) ma semplicemente una pistola carica di colpi, lasciata in mano ad una minoranza militarizzata, agguerrita e potente , sempre puntata alla tempia della nostra democrazia parlamentare. Anche perché, oltre a far prevalere la volontà di una minoranza, e quindi di una lobby organizzata , su quella sovrana del popolo italiano; oltre ad essere una “lupara” ben oleata in mano a truffaldini “ banditi da valico “, con la quale si abbattere impunemente Leggi e volontà popolare; oltretutto , tutto ciò viene fatto a spese di tutti gli italiani. Cornuti e mazziati. Raccogliere cinquecentomila firme è diventato facile come bere un bicchier d’acqua, specie quando chi si propone come promotore sono persone facenti parte di una precisa congrega politica ed economica, di una ben individuata lobby che utilizza lo strumento dell’articolo 75 della Carta non per quello che avrebbe dovuto essere , ma come minaccia armata al Governo democratico.

Ritorno sull’argomento del referendum sulla Legge elettorale perché non avevo prima d’ora fatto un’altra osservazione, che volentieri giro ai referendari, già sapendo di non ricevere alcuna risposta ( non perché questo blog non sia nessuno, ma proprio per quell’altro motivo !) ( insomma perché non saprebbero cosa rispondermi) . Questo referendum sostanzialmente si impernia sulla richiesta di ritornare a votare con le preferenze . Ma, ammesso che così stiano le cose e che, con un’altra Legge elettorale si possa eleggere una persona la quale si sia impegnata , in campagna elettorale, per un certo programma , cosa succede se questa stessa persona cambia partito? Ciascun eletto, cari referendari, sia imposto dal partito che scelto dagli elettori, una volta eletto, può tranquillamente sfarfalleggiare , alla Fini, alla Buttiglione, alla Mastella o alla Scilipoti , da un partito all’altro, invocando graziosamente l’ articolo 67 della Costituzione il quale, appunto, non prevede alcun “ obbligo di mandato”.

Ne consegue che o si riforma l’articolo 67 della Costituzione oppure questo referendum non serve proprio a niente. Se non a prendere per i fondelli gli elettori che danno retta ai Parisi, ai Franceschini, ai Letta, alle Bindi, ai Di Pietro, ecc Ricordo a costoro che, in tempi passati- ma non lontanissimi - gente come Prezzolini, come Papini, come Ardengo Soffici istituirono il “ partito degli Apoti”.Apoti, dal greco ápotos, cioè "coloro che non se la bevono", è un termine colto per definire un'umanità intellettualmente raffinata e disincantata che non crede nell'apparenza o nelle guide “ altrui “, ma che vuole sempre e solo ricercare la verità. Il termine è stato coniato e adoperato da Giuseppe Prezzolini in una lettera pubblicata nel numero 28 della rivista La Rivoluzione Liberale del 28 settembre del 1922, nella quale criticava la politica del tempo. Secondo Prezzolini, la Società degli apoti, a cui idealmente si era iscritto, era composta da coloro che si sottraggono al "tumulto delle forze in gioco per chiarire le idee, per far risaltare i valori, per salvare sopra le lotte, un patrimonio ideale, perché possa tornare a dare frutti nei tempi futuri". Negli anni successivi anche Montanelli , idealmente iscritto alla Società degli apoti parimenti all'amico Prezzolini, riteneva che l'essere àpota dovesse diventare la caratteristica essenziale del giornalista, la cui missione doveva essere sempre quella di ricercare e raccontare la verità.

Noi pensiamo che tutti dovrebbero iscriversi a questo nostro nuovo partito: tessera gratuita per tutti coloro che contano sul loro cervello per ragionare. Promettiamo di non fare tessere false come ha fatto quel partito tanto serio che si chiama UDC, quello dei Casini, dei Buttiglione, dei Cesa. Venghino siori venghino formiamo il Partito degli àpoti.


L’ULTIMA SFIDA A PALAZZO CHIGI

L’ultimo voto di fiducia del Parlamento a Berlusconi, a parte che irridere e pietrificare il grande Manipolatore/Mistificatore che dal pulpito fangoso di Repubblica nei giorni scorsi dava arrogantemente per scontata la morte politica e numerica di questo Governo ( ma quando mai costui ne ha azzeccata una, in politica , in tutta la sua vita, oltre che farsi ricco con la famosa vendita di Repubblica/L’Espresso a Carlo De Benedetti ?), serve a poco o niente se Berlusconi non si decide a fare finalmente quello che si era impegnato a fare fin dal 1994. Due semplici, grandi cose: la rivoluzione liberale e condurre il popolo italiano alla terra promessa, cose che, se il Presidente mi “ consente”, sono molto ma molto più importanti e serie di un Ponte sullo Stretto di Messina ( che pure resta opera fondamentale da farsi per il nostro Sud ). Ormai, dopo questo
voto, anche il Financial Times riconosce che i fondamentali del nostro Paese ( deficit pubblico, avanzo primario, beni immobili di proprietà dello Stato e del popolo, ecc) sono semplicemente formidabili. Ricordo ai distratti ed agli smemorati che sto parlando dello stesso Financial Times che , appena due anni fa, irrideva , “ against Repubblica’s suggestions” , bollava Berlusconi come “ unfit to lead “, inadatto a guidare il Paese. Le canaglie, le iene, i licantropi, tutti quelli che si nutrono degli avanzi putrefatti di cadaveri da altri abbattuti, hanno scelto, come loro ultima tana, il “ catastrofismo”. Con quale logica, lo sa solo il padre eterno, visto che se l’Italia andasse a ramengo andrebbero sotto i ponti anche loro, a meno che questo catastrofismo non serva loro come bandiera fasulla dietro cui nascondersi mentre sfasciano il Paese affinché muoia , come Sansone ed i Filistei, per avere scelto il centrodestra. Acqua dunque alle funi, forza con le braccia, pompare sviluppo a tutta forza, lasciare ai licantropi gli avanzi decomposti ch’essi meritano e pensare al Paese, alle riforme, alle innovazioni necessarie per farlo uscire da questo “ buco nero “ ottocentesco nel quale galleggia.

E allora, Silvio Berlusconi, sotto a menar duro !

Sugli industriali viziati dall’immondo e quasi secolare assistenzialismo statale, che ancora non hanno capito che la “ lotta di classe” è pura archeologia storica, che invece che “investire e produrre” preferiscono “ de localizzare ” per sfruttare lavoratori esteri lasciando i nostri in mutande , “ scrivere inutili e retorici proclami” sui giornali, dei quali sono anche proprietari, per indurre i poteri forti conservatori alla restaurazione del loro dominio sul Paese che quel gigante del “nano di Arcore” minaccia di frantumare ;

sotto a scuotere tutto il Sud come fosse un olivo, via tutta questa classe dirigente meridionale adusa servire il potente di turno per un piatto di lenticchie, via questi malnati che hanno svenduto il Sud alle truffe nordiste della beneamata Cassa del Mezzogiorno per lasciarci truffe ed inganni;

sotto con la riforma della Giustizia e del Fisco , per fare di questo Paese che vede Mannino condannato per due gradi e poi assolto perché “ il fatto non sussiste”; che vede Guede Rudy condannato con rito abbreviato per “ concorso in omicidio di Meredith “ quando i “ presunti concorrenti” sono invece stati del tutto assolti dall’Appello; forza con la riforma fiscale che elimini l’arcaismo deleterio dei burocrati tremontiani, che riduca le imposte entro i limiti dell’accettabile , che cancelli così il sommerso;

sotto con la vendita del patrimonio immobiliare , che costa troppo e rende nulla;

Fregatene di questi quattro guardoni, origliatori, spioni e pseudo calvinisti da strapazzo, di questi ignobili e fasulli novelli bardi papalini ,

strafottitene del partito di Repubblica e delle Procure e non avere timori.

Mettere il bavaglio agli origliatori, agli spioni che pretendono di raccontare al mondo quel che si fa in camera da letto spacciandolo come libertà di stampa, è sacrosanto, perché è un diritto inalienabile a ciascuno riconosciuto dalla Costituzione.

Forza Berlusconi, ti manca poco, poi riposerai quanto vorrai. Per ora fatti forza e guadagnati la nostra eterna riconoscenza: sii folle come Einstein, quel grande che diceva con lucida follia “ solo quelli che sono abbastanza folli da pensare di cambiare il mondo, riescono a cambiarlo per davvero”!.



IDEE LIBERALI  E VALORI LIBERALI PER AIUTARE IL PAESE

Poi se la prendono se dico sempre che “ comunisti sono stati e comunisti rimangono”, dove quel termine di “ comunista” oggi è sinonimo di “ bastardo”. Amato, Pellegrino Capaldo, gente che pensa da comunista e così riduce l’idea della “ patrimoniale” ad una questione ideologica e di lotta di classe ( anche i ricchi piangano ! è roba da Medioevo culturale) e non , come invece dovrebbe essere, ad una questione di valori etici. Insomma la “ patrimoniale” nella loro versione è un vero e proprio esproprio, cosa indegna di un Paese civile e democratico , perché si basa essenzialmente sul concetto medioevale e calvinista che “ la proprietà sia una colpa”, come sosteneva Phroudon. Invece in un momento così delicato per tutto il Paese credo che si possa affrontare il problema di una imposta straordinaria e patrimoniale senza ricorrere a categorie obsolete, odiose, medioevali , punitive come hanno fatto sia Amato che Capaldo ed anche la nuova calvinista dell’ultima ora, la Marcegaglia. Il Dr Giorgio Dell’Arti, per esempio, pur non avendo incarichi istituzionali neanche alla “ Duecani” figurarsi alla “Treccani” come il Dr Amato , pur non essendo un Professore Universitario, seppure di Ragioneria , come Capaldo – che forse conosce meglio l’arte del dare e dell’avere piuttosto che una materia armoniosa come la giustizia sociale – ha elaborato due ipotesi che abbiamo tutti chiamato di una “ patrimoniale liberale” della quale stiamo discutendo.

La ipotesi in discussione consisterebbe in un vero e proprio “ prestito forzoso” che tutte le Banche dovrebbero erogare , sotto forma giuridica di mutuo, a tutti i proprietari di case. Non importa l’entità del mutuo, quello che importa è che in questa ipotesi la somma mutuata venga per metà immessa direttamente nel borsellino del proprietario e per metà versata per ripianare il debito pubblico. Dai conti approssimativi eseguiti , stabilendo il mutuo al venti per cento del valore di mercato degli immobili, il sistema bancario dovrebbe erogare una cifra vicina ai 1.500 miliardi di Euro. Dunque , grosso modo, 750 miliardi di Euro andrebbero a coprire direttamente il debito pubblico ( ma anche di più, volendo) che potrebbe dunque scendere dagli attuali 1.900 miliardi di Euro ai 1.000 miliardi di Euro circa. I restati 750 miliardi di euro invece vanno nelle tasche dei proprietari che servirebbero ad incrementare e riavviare la domanda interna. Si badi bene: la durata del mutuo: cento anni; i costi degli interessi passivi e di trascrizione tutti a carico dello Stato, così come quelli di estinzione. Insomma quello che lo Stato andrebbe a risparmiare di interessi sui titoli di stato, andrebbero in parte a coprire questi interessi e spese. Tralasciando di discutere per ora su altri dettagli ( come fare in caso di vendita? Come fare in caso di successione? Come fare in caso di estinzione anticipata? Son tutte questioni tecniche importanti ma secondarie) l’idea di Dell’Arti non mi urta , anzi mi intriga piacevolmente.


MA VI RICODATE QUANTE PRIME PAGINE ………


Vi ricordate le prime pagine a migliaia sulla famosa “ cricca” fra Verdini Denis , coordinatore del PdL e l’imprenditore Fusi? Ne abbiamo lette a migliaia, sentito mezzibusti parlarne per ore ed ore. Tutti svergognati, tutti sputtanati, tutti corrotti, si fanno i favori fra di loro e così via. Fango puro. Sparso a piene mani da Repubblica, da Il Corriere della Sera, da L’Unità, da Il Fatto, da La Stampa, ecc. Bene. Ieri il GUP ( Giudice per le Udienze Preliminare) del Tribunale dell’Aquila, Dr. Gargarella Romano ha prosciolto “ perché il fatto non sussiste” ( traduco in italiano: “ perché le accuse erano tutte false”) sia Denis Verdini che l’imprenditore Giancarlo Fusi. La notizia non la trovate su nessun giornale perché………

Domenica 16 ottobre ’11

Gaetano Immè

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