Gaetano Immè

Gaetano Immè

domenica 9 ottobre 2011

DOPO LE SPALLATE ANDATE BUCA, ORA L’OSSESSIONE DELLA SINISTRA SI CHIAMA “ELEZIONI ANTICIPATE”.


Gira la diceria che le elezioni anticipate siano una sorta di ultima spiaggia , di estrema carta da giocarsi . Cui prodest ? Al paese o alle opposizioni? Chi sostiene che andare al voto in primavera sia il solo modo per consentire all'Italia di superare la gravità del momento cita l'esempio della Spagna, si aggrappa a “ voci dal sen fuggite” , si basa sulle solite chiacchiere da bar, da lavanderia o da osteria con annessi avventori avvinazzati e conclude che Silvio Berlusconi dovrebbe imitare Zapatero annunciando di dimettersi oppure di non volersi ricandidare e fissando le elezioni politiche nella prossima primavera. Il tutto per consentire al paese di uscire dallo stallo politico attuale annunciando al mondo il prossimo allontanamento di quel Premier che con la sua tendenza ad amare le donne ( anziché i finocchi, come diversi esponenti politici italiani ) espone l'Italia al discredito internazionale, alla speculazione, ai declassamenti economici e finanziari e la conduce al disastro.

Il messaggio di questi epigoni di Liutprando, quel Re longobardo che con la storica “ donazione di Sutri” dette il via al peggior potere assoluto, quello temporale della Chiesa , scritto nel più classico eloquio di un Pio IX e nel gergo inquisitorio degno di un tribunale papalino di quei tempi , afferma che sono i peccati carnali ( non fornicare, non commettere atti impuri , ecc) del Cavaliere la causa principale del discredito internazionale da cui dipendono il declassamento e la speculazione. E sulla aggiuntiva ed apodittica affermazione che il governo del Premier peccatore non ha fatto e non fa nulla per fronteggiare l'emergenza economica . Di conseguenza affermano questi moderni Marchesi del Grillo, meglio del nulla anche una campagna elettorale lunga sei mesi con annessa ed inevitabile paralisi governativa e con la speculazione all’assalto del Paese, purché, alla fine di questo terreno minato, Berlusconi sia comunque uscito definitivamente di scena.

Chiunque sia provvisto di un minimo di dignità e di onestà intellettuale , però, appena si guarda intorno si avvede come la crisi economica non riguarda solo l’Italia ma tutto il mondo occidentale, America compresa, constata come Borse ed Europa boccino non il nostro Paese ma quelle stesse Agenzie di rating che declassano l’Italia e , soprattutto, che il declassamento dell’Italia dipende, oltre che dal suo stratosferico debito pubblico ( che questi bacchettoni fingono di ignorare) , soprattutto dalla mancanza di quelle liberalizzazioni e di quelle riforme strutturali ed istituzionali che la BCE e la stessa Europa giudicano indispensabili per la normalizzazione e per la crescita dell’Italia e che vanamente il centrodestra ha tentato di attuare nella sua amministrazione del Paese in questo terzo millennio. E riscontra pure che ad ogni tentativo di riforma che il Governo ha varato negli anni ( solo per memoria ed esempio, modifica articolo 18 Legge 300/75, riforma costituzionale titolo V, riforma pensioni Maroni, Riforma scuola ed Università, riforma del pubblico impiego Brunetta, liberalizzazione servizi pubblici, articolo 8 dell’ultimo decreto pro-crescita ecc.) sono sempre seguiti referendum abrogativi , abrogazioni parlamentari e lotte di piazza contrarie a tutte le misure anzidette , sostenute dal centrosinistra e dai consueti sindacati ai quali ora si è anche aggiunta Confindustria.

E’ così di tutta evidenza che chi sostiene la necessità di andare alle elezioni anticipate non lo fa per risolvere i problemi del paese ( per risolvere i quali bastano proposte – che a sinistra mancano – ed il Parlamento che è l’unico luogo deputato a discuterle ) ma solo per risolvere i problemi delle opposizioni, per aumentare i propri privilegi, per acchiappare anti democraticamente , manu militari, il potere, così come nella storia hanno fatto i fascisti di Mussolini, i nazisti di Hitler ed i comunisti di Lenin e Stalin. Così questo centrosinistra tenta di cancellare la democrazia e lo Stato di diritto e di azzerare la Carta ad un rotolo di Regina. E' dal 14 dicembre dello scorso anno che gli avversari del centrodestra tentano in tutti i modi e con tutte le maniere con il supporto di quel circo mediatico-giudiziario ormai ossessionato dall'obbiettivo di far fare a Berlusconi la stessa fine di Craxi, di mandare all'aria attraverso movimenti di piazza e di terrazza il governo di centro destra. Ci hanno provato proponendo formule diverse, come la formazione di un esecutivo tecnico ( guidato da Mario Monti )ed il tentativo è miseramente fallito. Hanno giocato la carta del così detto governo di emergenza e di larghe intese ( un insieme di fascisti, di democristiani e di comunisti sotto la guida di qualche utile prestanome ) ed anche su questo terreno sono stati costretti ad una precipitosa ritirata. Con una irresponsabilità stratosferica hanno anche tentato la scorciatoia di una crisi al buio provocata da qualche colpo di mano parlamentare su vicende particolari legate a qualche esponente governativo (vedi Milanese, vedi Romano, vedi Tedesco,ecc) infischiandosene altamente dell’aggressione speculativa ai danni del Paese.Ma ogni sforzo teso a mandare all'aria il governo è risultato vano. Anche dopo che alle spallate politiche, mediatiche e giudiziarie si è aggiunta la spallata del Presidente della Confindustria Emma Marcegaglia .

Di qui la richiesta ormai diventata ossessiva di elezioni anticipate. Che in questa luce non servono però a dare uno sbocco alla crisi politica ed economica del paese ma solo a consentire alle diverse componenti delle opposizioni politiche, mediatiche, giudiziarie e sociali di uscire dal loro personale stato di paralisi. In questa luce, allora, le elezioni anticipate non diventano la soluzione dei problemi nazionali ma solo la soluzione dei problemi personali dei nemici del centrodestra. Che non sono assolutamente in grado di prevedere quale maggioranza e quale governo potrà mai uscire dal voto ma sono fermamente convinti che qualsiasi possa essere l'esito della consultazione elettorale, la fine dell'avventura berlusconiana sarà comunque segnata. Insomma, le elezioni come ultima e definitiva spallata alla causa dell'ossessione dei nemici del leader del Pdl.

Ma siamo proprio sicuri che il ricorso all'interruzione anticipata della legislatura con conseguente paralisi del governo e sei mesi di feroce campagna elettorale, si riveli l'arma giusta in grado di dare il colpo di grazia al centrodestra ? I fatti succedutisi nel corso degli ultimi quindici anni e, più recentemente, dal 14 dicembre dello scorso anno ad oggi, mi lasciano delle fortissime perplessità. Che cosa succederebbe se, come certi sondaggi indicano, lo zoccolo duro del Centrodestra dovesse resistere? Se quel tot per cento di indecisi ( dico trenta, quaranta per cento) , di fronte alle scelta tra peccato carnale e caos politico dovessero scegliere la stabilità ( anche se si tratterebbe di una “ stabilità peccaminosa” ) piuttosto che il “ caos politico” incapace di scegliere tra Bersani e Vendola, tra Monti e Di Pietro e di dare un qualche credibile governo al paese?

Indovinala, grullo!

PER LE DONNE MORTE A BARLETTA

Molti miserabili (neanche Victor Hugo poteva lontanamente immaginare nella sua sconfinata fantasia quali abissi avrebbe svelato la miseria umana ), che credono di non essere dei miserabili e si atteggiano a democratici – credendo che sia sufficiente una posticcia mascherina per celale la loro faccia ed il loro animo da veri miserabili - dicono, scrivono e vomitano che quelle cinque vittime del crollo di Barletta – come scrive l’esimio Severgnini, un loro degno corifeo – ma anche come apre bocca e vomita Bersani, sono “ morte per quattro euro l’ora”. Come se una busta paga regolare, con relativa matricola INPS, avrebbe potuto evitare il crollo. E Vendola che tenta di sfruttare quelle morti per molto meno di quattro euro l’ora, per una manciatina di voti e che si fa portabandiera per farsi sfruttatore di questo schifo di moralismo miserabile, ignobile e straccione. Ricordino tutti questi miserabili cialtroni da quattro soldi che quelle donne sono morte solo perché una maledetta ruspa ha abbattuto un muro portante. Intervento regolarmente ma irresponsabilmente approvato dagli uffici tecnici di quel Comune non ostante alcuni contrari avvertimenti ricevuti. Non ve la prendete sul personale se poi vi dico che mi fate proprio schifo e ribrezzo.


DA “ IL GUARDONE “ FORSE SI TORNA AL “ THE GUARDIAN “?

Il 4 ottobre ’11, “ The Guardian”, quel giornale inglese che ho ribattezzato in recenti tempi passati “ Il Guardone”( per avere sguazzato con le intercettazioni illegali e artefatte foto di Berlusconi ) il 4 ottobre scorso ha scritto “ Tutti i processi penali hanno i loro difetti, non ultimo il nostro ( ndr, quello inglese). Ma la rabbiosa critica urlata in faccia ai P.M. italiani da Silvio Berlusconi- quando parla di una giustizia italiana malata – potrebbe oggi come oggi ( ndr: ora se ne avvedono i signori, dopo lo scempio sul cadavere della povera Meredith, cittadina inglese venuta a studiare ed a morire a Perugia !) non essere priva di fondamento”.

THE UNWATCHABLE - GLI INGUARDABILI

THE UNPRESENTABLE–GLI IMPRESENTABILI

Prodi Primo Ministro (siamo ad aprile 2007) l’udienza filtro andava bene a Governo e società civile. Berlusconi Primo Ministro ( oggi ) lo stesso filtro ( per la verità anche meno rigido ) fa indignare opposizione e società civile. Per questa gente – che pure asserisce la sera leggere Kant – il sacrosanto principio della “ non contraddizione” è solo un “optional”. Questi impudichi, maramaldi, sfacciati, falsi e bugiardi corifei della “ doppia verità” si dedichino a letture meno “ legnose” e più varie. Non dico proprio Platone e Aristotele, ma suggerisco, in prima battuta, quel testo di Vico , quello dei corsi e ricorsi, dove si parla “ degli stolti della ragione tutta spiegata, che si diedero a calunniare la verità”. Raccomandando anche, a questi strillatori delle “filo fesserie” strepitate contro la nuova Legge sulle intercettazioni , in seconda battuta , di leggere con attenzione Hegel, quello che in “ Lineamenti della filosofia del diritto” scrive testualmente “ Definire la libertà di stampa come la libertà di parlare e di dire quello che si vuole è la stessa cosa che spacciare la òlibertà in generale come la libertà di fare ciò che si vuole. Siffatto parlare appartiene alla rozzezza e alla superficialità”.

Il 17 aprile 2007 fu approvato alla Camera dei Deputati, con 447 voti favorevoli e 7 astenuti il “ d d l” Mastella sulle intercettazioni telefoniche. Solo a causa della successiva e rovinosa caduta di quella maggioranza del centrosinistra quel ddl non venne convertito in Legge dal Senato. Notare bene: in quei 447 voti favorevoli a quel d d l c’erano tutti, ma proprio tutti quelli ( deputati, pensatori, giornalisti, mezzibusti, ecc) che oggi urlano e strepitano invocando “ il bavaglio” , girotondando con una pecetta appiccicata sulla bocca, contro il testo del ddl sulle intercettazioni proposto ed in discussione alla Camera. Andate a rileggervi i due testi e troverete due solo differenze, che vi elenco.
1: il ddl Mastella vietava la pubblicazione delle intercettazioni ( anche in sunto) fino a quando non si fosse tenuta l’udienza preliminare, cioè fino a quando l’intercettato non fosse stato formalmente incriminato per un qual certo reato. Da quel momento le intercettazioni che riguardavano il reato potevano essere pubblicate e tutte le altre dovevano essere distrutte. Oggi, nel testo Costa – Contento, invece che “ udienza preliminare” si parla di “ udienza filtro”. Si potrebbe pure chiamare “ X” ma si tratta sempre di una decisione che spetta ai magistrati.
2. Le “ pene” previste per i giornalisti ed i giornali erano forse più rudi nel ddl Mastella che in questo.


Il ddl Mastella fu votato, quel 17 aprile 2007, da tutta l’Unione : votarono entusiasti tutti quelli dell’UDC( Cesa, Vietti, Casini, ecc) , tutti quelli dell’IDV, tutti quelli della sinistra alternativa e massimalista , molti falchetti che poi passeranno al FLI ( Briguglio, Perina, Bongiorno, Della Vedova) ed anche tutti quelli dei DS, tutti, ma proprio tutti. Insomma tutti quelli che prima esultavano per la legge sulle intercettazioni di Mastella (il cui testo era anche più crudele nelle parte delle pene per i trasgressori) oggi strepitano contro il ddl Costa – Contento e si dimenano, si dimettono, urlano, ululano, invocano dardi divini contro la “ legge bavaglio”. Anche le dichiarazioni dei big politici di quel tempo sono sintomatiche. Prendete per esempio una a caso, prendiamo “ Repubblica” di quei giorni e troviamo un’intervista a Massimo D’Alema dove costui diceva “ ma insomma, parliamo di multe da 3 mila, da 5 mila euro, ma bisognerebbe chiuderli questi giornali che pubblicano le intercettazioni”. Erano tutti entusiasti, Franceschini, Bindi, Sereni, Gambescia, Bersani, Finocchiaro, Fassino, lo stesso D’Alema, ecc. Ed erano favorevoli anche quelli dell’UDC, da Casini, a Volontè, a Tabacci, a Vietti, ecc che allora sbraitavano che “ non voteremo mai un testo che fosse una vendetta contro i P.M.” Bisogna capirli sia i comunisti che i democristiani: i primi perché erano i tempi in cui ad essere intercettati erano loro, i Fassino, i Consorte, i loro accordi sottobanco, i loro imbrogli per sottrarre una grande Banca al libero mercato e per comprarsela con soldi di dubbia provenienza ; i democristiani perché avevano sotto tiro dei magistrati siciliani sia il loro caro Totò Cuffaro che il loro caro Saverio Romano ( allora nel loro partito) e quindi dichiaravano il loro sviscerato amore per i Magistrati nella speranza che gli salvassero dalla condanna i loro caporioni.

Sui giornaloni soliti, su Repubblica, su Il Corriere della Sera ( ormai ribattezzato “ Il Corriere della Serva”) troveremo molte ma molte immagini di ragazzotti molto indignati e molto imbavagliati e molto ben armati che in nome non si sa bene di quale diritto vi racconteranno la favola idiota per idioti e lobotomizzati che quanto è accaduto mercoledì scorso in Parlamento ( il ddl sulle intercettazioni presentato dal PdL) rappresenta un “ colpo mortale alla giustizia”, una “gravissima violazione dei diritti all’informazione”, una “ tragedia universale dalla quale difficilmente il mondo intero riuscirà a riprendersi”. Tutto questo perché mercoledì scorso in quel ddl è stato introdotto un emendamento che dispone l’assoluto divieto di pubblicare le intercettazione prima della “ udienza filtro”, cioè prima che Magistrati e Giudici stabiliscano quali sono gli ascolti rilevanti e quali quelli irrilevanti ai fini del processo. Una norma di tutto buon senso, di una ovvietà elementare, una norma del tutto analoga ed eguale a quella prevista nel DDL Mastella del 2007, ma che ha fatto infuriare l’Avvocatessa Bongiorno, oltre che – ma questo era cosa scontata – tutti gli uomini di Repubblica e de Il Fatto, ai quali viene sottratto il succulento ed unico piatto sul quale costoro si arricchiscono. Strana assai la Bongiorno, una che a Perugia s’è battuta come una leonessa contro chi voleva condannare Amanda e Raffaele sulla base di “ sentito dire” e dunque su elementi incerti come attinenza al delitto e che invece a Roma, forse succube degli sguardi di un Briguglio, di un Bocchino o di un Fini, fa l’offesa perché la Commissione democraticamente decide di ammettere un emendamento che Lei non voleva. Forse un attacco di ubriacatura di potere? Siatene certi: questo emendamento è stato copiato pari pari dal DDL Mastella .

C’è altro, secondo voi, da aggiungere?


UNO VERAMENTE “GROSSO” , MA ANCHE MOLTO PARACULO.

Carlo Federico Grosso è eminente giurista, un valente avvocato, un preziosissimo collaboratore giuridico del giornale della famiglia Agnelli ( La Stampa ), esimio professore universitario di Diritto, è stato inoltre ( accidenti che palmares di titoli!Complimenti !) Vicesindaco di Torino in lista del PCI e, negli anni ’90, anche Vicepresidente del CSM. Insomma una sorta di portento, una meraviglia umana, un faro del nostro diritto. Ma giovedì scorso il Professor Carlo Federico Grosso si è voluto ( forse sarebbe più corretto dire che “ si è dovuto” – poi capirete perché -) occupare del ricorso che la Mondadori ha presentato alla Cassazione ed alla Procura Generale contro la sentenza che disponeva il pagamento di 564 milioni di Euro a favore della CIR di Carlo De Benedetti . La lamentela della Mondadori, come anche questo blog ha nei giorni scorsi illustrato, si deve al fatto che i tre giudici della Corte d’ Appello hanno elaborato questa sentenza
basandola su una sentenza passata della Cassazione della quale hanno riportato solo alcuni passi e molti omissis. La Mondadori, che ha già dovuto pagare alla CIR questo mucchietto di soldi proprio per questa sentenza, ha ovviamente fatto studiare ed esaminare la stessa dai propri legali. Sono così venuti a scoprire che sulla base di quella sentenza della Cassazione sulla quale i tre Giudici della Corte d’Appello hanno fondato la sentenza che condanna Mondadori a pagare alla CIR quella somma, non era la CIR che doveva uscire vittoriosa, ma al contrario proprio la Mondadori. Mi pare logico l’esposto a tutela di propri interessi legittimi che Mondadori sostiene siano stati lesi in modo illegittimo.

Ma per Carlo Federico Grosso quell’esposto è una vergogna, la Mondadori, secondo il Professore, si comporta come un mafioso che intimidisce chi deve decidere, cioè la Cassazione. E quel che sorprende di più è il fatto che Carlo Federico Grosso riesce anche a scriverle simili idiozie e che il figlio del Commissario Calabresi ( quello al quale i figli degli assassini di suo padre hanno donato i resti della loro lauta cena regalandogli la direzione del giornale della Real Casa Agnelli ) gliele pubblica pure ! Insomma per un Professorone di Diritto, per un esimio Avvocato, chi pretende di essere tutelato è reo di intimidazione o, come minimo, di stalking. Ma non esiste un Consiglio dell’Ordine degli Avvocati ? Mi compiaccio con l’esimio Professore. Una boiata pazzesca, professore, degna di quella famosa esclamazione del Ragioniere Fantozzi il quale dopo l’ennesima visione della “ Corazzata Potionkim” la definì “ una cacata pazzesca !”.

Per farvi capire bene poi chi sia veramente il Professor Carlo Federico Grosso devo aggiungere solo due piccole notizie.
Prima notizia: questo Carlo Federico Grosso che spara simili sciocchezze è lo stesso Carlo Federico Grosso che è il legale di Repubblica, ossia il giornale di Carlo De Benedetti, il proprietario della CIR a cui la Mondadori ha dovuto pagare 560 milioni di Euro sulla base di quella sentenza.
Seconda notizia: Carlo Federico Grosso, oltre che grande professore è anche un grande paraculo. Infatti ha voluto precisare che “ lui non ha mai difeso Carlo De Benedetti o la CIR ma semmai La Repubblica”. E qui viene fuori chi sia veramente il Professor Carlo Federico Grosso,oltre che grande paraculo anche grande bugiardo, uno che crede che tutti gli altri siano degli imbecilli. Mi duole per l’esimio Professore, ma se uno (lui) da venti anni difende “La Repubblica” viene pagato dal Gruppo “Repubblica-L’Epresso” che è di proprietà di Carlo De Benedetti che è lo stesso Carlo De Benedetti che è il proprietario della CIR che ha incassato i 560 milioni di Euro per quella sentenza. Una risata vi seppellirà.


COME TI DISTRUGGO L’ULTIMA MADONNA PELLEGRINA DELLA SINISTRA: MASSIMO ZEDDA.

Massimo Zedda, nuovo Sindaco di Cagliari, lista SEL di Vendola, viene da qualche giorno spacciato sulla stampa ed in televisione come simbolo di moralità, come un’icona di parsimonia sui costi della politica. Addirittura è stato invitato anche a Ballarò di mercoledì scorso, dove l’ ho visto tronfio e gongolante, con Floris inginocchiato come davanti alla Madonna Pellegrina. Come mai tutto questo? Cosa ha mai fatto questo Massimo Zedda per suscitare tutta questa enfasi mediatica? E’ successo che appena eletto Sindaco di Cagliari si è dimesso da Consigliere Regionale e, secondo i cantori di sinistra di questa nuova icona “ s’è dimesso prima di maturare i requisiti per un lauto vitalizio”. Così la suonano i cantori di sinistra della cristallina diversità antropologica e morale, sapete, quella megastronzata che Berlinguer Enrico, detto il boia del PCI, s’inventò, disgrazia sua e nostra , negli anni settanta. Insomma, tornando a Zedda ( Massimo, non Zedda Piras rinomato mirto sardo) un vero eroe. Sono andato alla verifica e, naturalmente, ho scoperto subito il giochetto delle tre carte. Per Legge , Massimo Zedda era obbligato a dimettersi dalla carica di Consigliere Regionale della Sardegna per effetto dell’articolo 17 dello Statuto Speciale della Sardegna. Anzi, direi che ha anche tardato fin troppo a dimettersi. Infatti, recita quell’articolo 17 che “ L’ufficio di consigliere regionale è incompatibile con quello di membro di una delle Camere o di un altro Consiglio Regionale o di un Sindaco di un Comune con popolazione superiore a diecimila abitanti”.Insomma il Signor Massimo Zedda era obbligato a dimettersi sin dallo stesso giorno in cui risultò essere stato eletto Sindaco di Cagliari. La consueta gaglioffa mistificazione della realtà perpetrata dalla sinistra con qualsiasi mezzo e scusa. Ignoranti, mentitori,gaglioffi. Il Signor Zedda Massimo ha solo fatto quello che era suo preciso dovere fare. Ma mentre Zedda è stato glorificato – e lui il bugiardone se ne pavoneggiava assai – dai soliti miserabili nemici della verità, avessi sentito o letto una parola o una riga per il fatto che Cappellacci, il Presidente della Regione Sardegna, ha rinunciato all’indennità che spetta al Presidente della Regione sarda.

Roma domenica 9 ottobre 2011

Gaetano Immè

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