Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 21 ottobre 2011

I DISORDINI DI ROMA E LE VERE COLPE

Non c’è alcun bisogno di “ leggi speciali” per porre rimedio alla guerriglia urbana scatenata da circa trecento “ figli di papà” mascherati da “ insorti “ di carta straccia. Se non fosse per il dolore dei loro genitori – se lo provano, ne dubito – non potrei non definire costoro come dei comuni delinquenti. Intanto segnalo al disprezzo pubblico un Di Pietro che dopo aver soffiato colpevolmente ed appositamente sul fuoco minacciando “ che ci scappi il morto”, quando poi il morto ci stava scappando – a Roma, a San Giovanni – non ha trovato faccia migliore che invocare addirittura “ leggi speciali”! Replico a tutti questi ipocriti sobillatori che le leggi che abbiamo sono più che sufficienti per prevenire e per punire simili avvenimenti. Basta che esista , in un Paese democratico, anche quel potere cui la Costituzione affida, ahimè , l’applicazione delle Leggi e cioè la Magistratura. Ma dove sta ?

La politica dei sobillatori è furba, ma anche vile, gaglioffa e imbecille. Perché, fateci caso, costoro sobillano la piazza ma poi quando “ sentono puzza di pericolo” non partecipano alla piazzata. Insomma la sinistra italiana si comporta come quei vigliacchi che nella grande guerra ( ma anche oggi ) recitano la farsa schifosa ed indegna dell’”armiamoci ma poi partite voi per il fronte, perché io tengo famiglia “. Così, fateci sempre caso, come avessero una sfera magica, i Vendola, i Ferrero, i Di Pietro, le Bindi, le Finocchiaro, i Bersani, i Franceschini, i “ Letta nipotini” aizzano i giovani ma non li vedete mai nelle piazze ( indignati, no tav, ecc) quando si manifestano i disordini. Costoro hanno evidentemente gli informatori adatti, altrimenti non si capisce come mai nessuno di loro è rimasto mai coinvolto in disordini che pure promuovono loro stessi , dal G8 del 2001 ad oggi. Ma gli italiani non sono cretini.

E’ dunque mancata la prevenzione, nel caso di sabato scorso? Certo che è mancata e non solo la prevenzione, ma anche la determinazione di isolare gli infiltrati violenti. Le manovre della polizia lo hanno dimostrato: niente energia, lasciar fare, limitare i danni. Invece, avete visto in America, , o in Canadà o in Inghilterra a in Spagna, avete visto come pacifici “ indignatos” venivano ridotti a più miti e corretti comportamenti dalle polizie? E’ mancata dunque una adeguata azione della Polizia per affrontare la tecnica della guerriglia urbana. Mancanza di mezzi ( come vomitano i sobillatori di professione ) o piuttosto una scelta “buonista” di Maroni ? Se ne può discutere.

Ma per chi ragiona col proprio cervello, i saccheggi di Roma e quelli dei No Tav hanno un colpevole: è la Magistratura che non ha mai applicato la Legge in questi casi. Pensare a Genova per il 2001 e a Roma dieci anni dopo. Non ho visto in nessuna delle due clamorose occasioni un rinvio a giudizio per reati consistenti a carico di questi delinquenti. E se non esiste la certezza del diritto e della pena che esistono a fare i reati? L’Italia è il Paese, unico al mondo, con il maggior numero di magistrati, ma con una magistratura inetta e goffa, se non addirittura complice della piazza. Tanto da aver consentito che un’aula del Parlamento fosse intitolata ad un devastatore ed anche probabile omicida.

Torno ai devastatori: ancora ho qualche difficoltà , credetemi, a bermi la favoletta bella e scema che una manifestazione pacifica – gli indignati – di diciamo diecimila – loro dicono centomila, meglio ancora – giovani si lascino sopraffare da duecento, trecento delinquenti. La sproporzione numerica è troppa ed anche se la tattica greca degli devastatori può aver giocato un ruolo decisivo, non credo che sarebbe stato difficile, per come si sono svolti i fatti a Roma, circoscrivere i due o tre gruppi di violenti, di circondarli, di impedir loro di mandare all’aria una “ pacifica manifestazione”. Tanto più che gli “ indignati” lamentano pure che i violenti abbiano rovinato la loro pacifica manifestazione. Non ci credo proprio per niente.

Ultima considerazione per i genitori dei violenti. I figli si educano a casa, in famiglia. La Scuola serve per istruirli non per far loro da padre e da madre ed educarli. Dunque , salve sempre le dovute eccezioni, nessuna scusante per i genitori dei violenti. Ho anche visto una “ madre” – chiamiamola così per carità di patria – di un violento che quasi si rammaricava non fossero accaduti fatti più gravi. Sapete cosa ho pensato? Che costei avesse in mente di procurarsi una bella carriera politica in Parlamento, magari sempre con la sinistra estrema, così da affiancare la madre di Giuliani. Poiché , come diceva Renato Carosone, troppi padri e troppe madri danno a figli “ i soldi pe’ Camel”. Avete i figli che meritate, perciò, teneteveli, come i vostri soldi.

LE INCHIESTE DELL’ISPETTORE CLOUSEAU

Dai, che ci hanno provato ! Eccome se ci hanno provato! Per una intera giornata, quella di ieri, i complottardi di Repubblica.it , guidati dal Filosofo Manipolatore , hanno lanciato la loro nuova grande inchiesta giornalistica. Quelle che loro chiamano “ inchieste verità” roba da leccarsi i baffi e le dita , mica quisquilie. E’ successo che gli Ispettori Clouseau di Repubblica , anche senza “ pink panter “ al seguito , hanno scovato – fiuto, solo fiuto, questo sì che è “ puro giornalismo d’inchiesta”, tipo Santoro, tipo Gabanelli mica siam qui a pettinar bambole! - un paio di foto degli scontri di ieri a Roma dove si vedeva un signore in una posa circospetta , una postura “sospetta”, che resta impassibile( bavero alzato, baffetti frementi e occhi scrutanti) di fronte alla violenza e alla furia distruttiva di alcuni black block. E che è costui? Chi fur li maggior sui? Che ci fa da quelle parti? Eccolo! Scovato! Pizzicato! Svergognato! Sputtanato! Dagli all’untore ! Ma quali black block! Quello era sicuramente uno dei servizi segreti. Deviati o dritti ? Questo ancora non si sa - domenica lo svelerà al mondo l’omelia di Scalfari - ma senz’altro quello lì è uno mandato da lui! Ma si! Certo! Proprio da lui! Da Berlusconi ! Forse una sua ex bodyguard prezzolata . Per fare che ? Ovvio, per organizzare gli scontri e poi speculare politicamente sulla vicenda. Sto fio de na mignotta!!!! E così , grazie ai tanti e solerti Ispettori Clouseau di Repubblica – quelli mica van lì per sciacquare i pomodori! – e alle troppe madri degli imbecilli che sono sempre gravide e che sfidano la legge naturale che vuole la donna pronta a sfornare un imbecille ogni nove mesi e non due ogni dodici mesi , da Repubblica.it la “ scoperta” va agli assatanati su Internet: e così quella foto diventa – secondo la nota Costituzione ed il noto Codice Civile di Scalfari e di Benedetti – la “prova regina” , la “ smoking gun” della occulta regia del “ Nano di Arcore” dietro agli incidente.

Ovviamente è una delle consuete mega fregnacce del duo fregnacciaro Scalfari / De Benedetti, due peggio di Cimabue, quello che faceva una cosa e riusciva a sbagliarne due! . Dopo un minimo – dico proprio un minimo – di corrette ricerche, si viene a scoprire che quel signore era semplicemente un cronista del Il Tempo, che era lì, appunto, per seguire la giornata romana. Capito mi hai?????

SCALFARI E REPUBBLICA

A proposito della guerriglia incivile di Roma di sabato scorso, nella sua consueta lenzuolata domenicale , il Manipolatore , more solito, getta, come resti del suo lauto pasto offerti alla famelica voracità dei poveri questuanti , in pasto ai suoi “adepti poti” ( dal greco “ potos” ovvero “ quelli che se la bevono “) , l’osservazione che cinquecento violenti hanno bloccato il Paese – forse avrebbe fatto meglio a circoscrivere il tutto a Roma – ovviamente per negligenza, se non per colpa del Governo. Con quel che segue. Che tralascio, per carità di patria . Ma una cosa balza evidente dalle osservazioni acrimoniose e biliose del Filosofo Manipolatore: che questo “ grande democratico “ neanche si rende conto che con le sue parole non fa altro che invocare tutta una serie di arresti preventivi che neanche riesumando in Codice Rocco sarebbero possibili in Italia. Capisco che ancora non ha ben digerito i trecentosedici “ calci in bocca” rimediati con la fiducia al Governo, ma addirittura togliersi improvvidamente la maschera e mostrarsi un vero propugnatore della Stasi , della Gestapo e del KGB è stata cosa meschina assai!

TRASFORMAZIONE IMPOSSIBILE

Impossibile trasformarsi da comunisti in democratici nel giro di un ventennio. Non basterebbe una vita, figurarsi diciassette anni .

Il tumore che infetta chi è devastato dalle metastasi rosse è sempre lo stesso: i comunisti sono convinti di essere sempre nel giusto, di avere sempre ragione, soprattutto di essere in possesso dell’ideologia giusta e perfetta , non coltivano mai il sacrosanto e aristotelico “ esercizio del dubbio” , anche se la sera dicono di leggere Kant e vivono nella infantile e ridicola sicumera – propria delle creature indifese, labili e dunque facilmente raggirabili ( come il famoso Pippo di quella vecchia canzone, quello che “ si crede bello, come un Apollo, ma sorride come un pollo!”) - che ogni ideologia contraria alla propria sia mossa da chissà quali forze malvagie e corrotte. E che ogni mezzo sia lecito per eliminare l’oppositore, che per i comunisti non è mai un semplice “avversario” da contrastare con argomenti democratici e con ragionamenti, ma sempre e solo un “ bieco servo di qualche forza malvagia” che va annientato con qualsiasi mezzo. Insomma, “ le creature” sono rimaste, come cultura democratica, ai tempi di Lenin, di Stalin con qualche spizzicata di Hitler con il quale , non dimentichiamolo, avevano fatto “ culo e camicia ” .Ovviamente quando si deve poi scegliere il “mezzo” per eliminare “il nemico”, “ le creature” vanno per le spicce: ma perché impegnarsi per anni ed anni, forse per secoli e secoli a costruire progetti politici seri da opporre in un noioso Parlamento a quelli degli oppositori ? Ma non si fa prima con una bella “manifestazione di piazza” col morto, con una bella “criminalizzazione del nemico” con il valido aiuto dei “ compagni magistrati” o con quella ciurma gaglioffa dei tanti “ Mastro Titta con patibolo sempre incorporato” , calvinisti , giustizialisti e falsi cattolici moralisti che manipolano dei semplici peccati come gravissimi reati? Per questi “ sedicenti “ democratici il principio è elementare : ognuno ha la sua idea ma gli altri hanno sempre torto. E dunque questa maggioranza berlusconiana governa non perché abbia ottenuto il libero mandato popolare sulla base del progetto proposto, ma solo perché ha estorto i voti ad una massa di cerebrolesi idioti, quali sono gli elettori che non votano per la sinistra. I loro “ maestri” “ docent”: Scalfari, Zagrebelsky, Spinelli, ecc.

Tutto questo non vale per gli esponenti della sinistra italiana perché hanno conservato la mentalità comunista. L’altra fazione non è composta di rivali politici ma di nemici esistenziali da eliminare con qualunque mezzo. Senza preoccupazioni di lealtà o di rispetto del sistema democratico. E poiché il più letale rappresentante di un potere fondato sui voti “immorali” è Silvio Berlusconi, il primo dovere di ogni uomo di sinistra è provocarne la caduta e la fine politica. Anche con la calunnia, anche con la diffamazione, anche approfittando dell’aiuto di magistrati faziosi o applaudendo chi gli tira pezzi di marmo in faccia. Ché se poi qualcuno lo ammazzasse, a sinistra deprecherebbero a chiacchiere il fatto ma in privato stapperebbero centinaia di bottiglie di champagne.

Le due prove più recenti di questo atteggiamento ai limiti della vita civile sono state la votazione che ha fatto respingere la legge sul Rendiconto dello Stato e quella di oggi sulla fiducia al governo. Nella prima l’On. Giachetti ha richiesto alla Presidenza della Camera un’ora di tempo per parlare e dopo che molti deputati della maggioranza erano usciti per sgranchirsi le gambe ha rinunciato al tempo ottenuto, ha richiesto l’immediata votazione e, prima che i deputati della maggioranza avessero il tempo di rientrare, ha ottenuto che il governo “andasse sotto”. Con conseguente patatrac istituzionale. Su quella legge infatti c’era poco da discutere - perché si tratta di bilancio consuntivo e i numeri sono quelli - ma con questo inghippo il suo respingimento comporta un dubbio sulla fiducia al governo.

L’On. Giachetti si è, oltre tutto, anche vantato della sua truffa sulla Stampa e tuttavia non ha detto di essere stato incoraggiato a compierla dai dirigenti radicali, ma ha invece parlato del plauso di Pierluigi Bersani e della pavida acquiescenza di Franceschini.

L’altro ieri questo canagliesco atteggiamento ha dato una seconda, clamorosa dimostrazione di sé. Per contrastare il probabile voto di fiducia, la sinistra non ha sperato di avere più voti della maggioranza ( ma quando mai!), ha puramente e semplicemente cercato di impedire che si votasse: facendo mancare il numero legale. Metodo notoriamente squisitamente democratico! La giustificazione è quella da veri comunisti dentro : questi che stanno al governo, anche se hanno la maggioranza, sono dei delinquenti, degli handicappati, dei servi del nano di Arcore, degli oppressori, dei nemici del popolo e noi dobbiamo infliggere loro qualunque male riusciremo ad escogitare. Se il popolo è tanto idiota da averli eletti, noi metteremo questo popolo al manicomio. Che il sistema adottato sia morale o immorale, democratico o antidemocratico, a costoro non importa. Loro hanno sempre e comunque ragione e tutti gli altri hanno sempre e comunque torto.

Ma stavolta i radicali si sono finalmente ricordati di essere “ radicali” ed anche “ liberi uomini ”, si sono ricordati che la democrazia si basa sul voto popolare e non sulle lobby ( ecco perché Della Vedova non fa più parte del Partito Radicale ! ) , non sugli sgambetti e per questo (anche se alla fine si sono dimostrati ininfluenti) hanno deciso di rispettare il loro mandato popolare e di non far mancare il numero legale. I cinque deputati si sono comportati da democratici e per questo Rosy Bindi li ha definiti, da quella gentildonna che notoriamente è, degli “stronzi”. Che donna! Che finezza! Che sussiego istituzionale!

MA CHE SE NE VADANO FINI, BERSANI E CASINI!!!

La sinistra, unitamente ai Fini e ai Casini, ha fatto davvero una figuraccia del piffero. Altro che svelenire il clima! Altro che confronto civile con la maggioranza. La verità è che ha svelato il suo vero volto. Ha esposto al pubblico ludibrio lapropria incapacità politica e la propria inaffidabilità, negando al Governo il confronto democratico che la stessa Costituzione impone. Ha peraltro sbagliato con la strategia politica. Perché, al di là del mancato rispetto per le istituzioni democratiche, aver lasciato sola la maggioranza in aula ha permesso all’opinione pubblica di concentrare le proprie attenzioni sul Cavaliere. E certo non bastano le riprese faziose di Rai Tre (quasi tutte concentrate sulla faccia stanca di Bossi che sbadigliava) ad attenuare l’impatto mediatico del Premier, che ancora una volta, da una probabile sconfitta ha rimediato una vittoria netta. E allora, concludendo? Beh, concludendo, ritengo che oggi chi deve fare un passo indietro sono coloro i quali hanno rimediato l’ennesima figuraccia davanti al popolo italiano. Coloro che pensano che la democrazia sia un gioco di palazzo, e che i governi li si possa fare e disfare in barba alle scelte elettorali degli italiani. Che si dimettano dunque lor signori comunisti e fascisti , che al Governo ci pensiamo noi elettori. Come Costituzione e democrazia impongono.

UNA STORIA (PURTROPPO) VERA.

Devo raccontare una storia della Magistratura di oggi. E’ una brutta storia che coinvolge un uomo che non merita certo una tale irrisione perché è di fatto uno dei tanti “ cornuti” di questo mondo. Ma devo parlarne per poter descrivere la spirale infame di un particolarissimo caso prodotto dal pentitismo. Quanto di brutto c’è in essa che sia a carico morale (e penale ) di chi ha reso possibile simili pirandelliane enormità.

In un articolo su Panorama del 5 ottobre scorso possiamo leggere la storia, che giustamente il settimanale definisce “pirandelliana” , di tale R.G. che un bel giorno torna a casa dal lavoro e non trova né moglie né figli. Scomparsi, volatilizzati . Poi viene a sapere che li hanno portati via gli agenti della Polizia.

Perché? E’ un’altra mazzata per R.G.: perché la donna, sua moglie, è l’amante di un “collaboratore di giustizia”, di un pentito, di “ un infame” e come tale deve essere protetta, portata in luogo segreto, e con lei i figli. Tutti “protetti”, tutti sottratti ad R.G. che, non essendo un pentito ma solo un comune cornuto, non ha diritto ad alcuna protezione, non ha nemmeno il diritto di vedere i suoi figli. I quali saranno pure sangue del suo sangue ( magari, dopo le premesse, andiamoci piano!) , ma quel che conta è che sono, di fatto, più o meno imparentati con un “collaboratore di giustizia”, mentre lui, R.G., è un semplice signor nessuno, una persona qualsiasi, senza particolari meriti verso lo Stato e la “legalità”. Ce n’è voluto di tempo perché fosse ammesso a vederli, i suoi figli ! Poi via, loro al seguito dell’importante amante di mammà in “luogo segreto e protetto” e lui a lavorare, da persona qualsiasi che dallo Stato non ha titoli per esigere protezione di sorta, nemmeno quello di essere un padre. Che non rompa i gabbasisi ! Mica ha mai ammazzato nessuno! Che forse potrebbe tornare utile a qualche P.M. svelando qualche segreto della mafia ? Di che potrebbe mai pentirsi? Perciò che stia zitto questo scocciatore di R.G. e che non si sogni nemmeno di intralciare la giustizia e la lotta alla criminalità. Che non si azzardi a disturbare troppo i Signori Magistrati e le forze dell’ordine. Hanno ben altro da fare. Fine della storia, una storia vera, dell’Italia di oggi.

CHI HA IL COMPITO DI DECIDERE  E CHI INVECE SI LIMITA AD  APRIRE  BOCCA E DARGLI  FIATO

In un Paese democratico, come ancora è l’Italia, a decidere la fine di un leader politico e di una stagione politica sono solo gli elettori. E non giornalisti prezzolati o alcuni salottieri borghesucci o alcuni gli esponenti dei partiti d’opposizione, che esprimono solo le loro personali “ speranze”, visto che non riescono più a governare per una Legislatura dal 1996, da dieci anni orsono. Ma come si fa a dare per finita ed esaurita la fase politica di un uomo e di un partito ( F I o PdL ) che è stato in grado di riuscire a raccogliere, da diciassette anni, il consenso di più del 25% degli elettori italiani? Il movimento politico creato dunque da Silvio Berlusconi nel 1993 e inopinato vincitore assoluto delle elezioni politiche del Maggio del 1994 , il così detto berlusconismo , è un fenomeno socio- politico destinato ad esaurirsi solo quando gli elettori stabiliranno che Berlusconi non è più in grado di rappresentarli ed esprimere le istanze del blocco sociale moderato ed al suo posto sceglieranno altri rappresentanti..

Già in passato, ad esempio, è già capitato due volte che Berlusconi ed il suo blocco sociale abbiano perso le elezioni ed il diritto di governare il paese. E' capitato nel 1996 e dieci anni dopo, nel 2006. Ma le due sconfitte elettorali non hanno certo comportato la fine del berlusconismo che infatti ha rivinto le elezioni, che non rappresenta dunque solo l'avventura politica personale di un personaggio , ma che invece rappresenta anche e soprattutto l'identificazione, sia in questo personaggio che nel suo programma politico, di una vasta area politica e culturale del nostro paese. Dopo le due sconfitte politiche del 1996 e del 2006 Berlusconi ha continuato a mantenere la rappresentatività dell'area moderata , preparando ed ottenendo successive e clamorose le rivincite, sia nel 2001 che nel 2008. Trovo puerile e ridicolo dare per morto un governo perché ha ottenuto molteplici fiducie parlamentari – le uniche che contano – solo perché l’opposizione considera solo numerica e poco politica quella maggioranza . Si tratta di una falsità costituzionale enorme e di un tentativo di imporre alle regole democratiche della Costituzione le regole dittatoriali dei più tirannici comunismo e fascismo . Perché , sulla sola base di questa presunzione, affermare e propalare che il berlusconismo è spacciato o in via di estinzione è una vera e propria mistificazione, una manipolazione da Minculpop e comunque una tesi assolutamente pericolosa.

Non è mia intenzione escludere la possibilità , del tutto normale in un sistema democratico , che quando si andrà a votare il centro destra subirà una sconfitta. Ma, a meno di non avere una mentalità militar - staliniana della democrazia ( !) , non vi sono elementi concreti che consentano di escludere che il centrodestra ed anche Berlusconi continuino ad essere il punto di riferimento di una intera area politica.

Chi pensa che l'anagrafe non aiuti una eventualità del genere non tiene conto del fatto che ventennali campagne demolitorie non hanno intaccato la sua presa carismatica nei confronti del blocco sociale del centro destra. Questo blocco ha pochissime voci in grado di rappresentarlo nel circuito dei grandi media. E per questo viene considerato inesistente da un mondo dell'informazione che si è abituato a dare corpo solo alle esasperazioni e che tende a considerare espressione di una intera società le forzature fatte ad uso mediatico delle minoranze politicamente corrette. Ma, a dispetto di questa mancanza di rappresentazione, l'area del centro destra esiste e non sembra intenzionata a lasciarsi emarginare e cancellare da chi pensa di liquidarla mettendo al bando il leader che le ha dato un volto negli ultimi venti anni. Al momento del voto, in sostanza, quelli che non hanno voce nel sistema mediatico attuale torneranno a parlare. I conti, infatti, si fanno solo alla fine!

giovedì 20 ottobre 2011

Gaetano Immè

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