Gaetano Immè

Gaetano Immè

giovedì 13 ottobre 2011

 VORREI UNA RISPOSTA DA NAPOLITANO O DA VIETTI.


Perché il primo non solo è il Presidente della Repubblica, ma è anche il Presidente del CSM ed il secondo è il Vicepresidente dello stesso CSM e dunque non vedo chi, meglio di costoro, possono rispondere alle mie semplici domande. Leggete prima questi tre casi veri ( torniamo a Verga, al verismo).

Primo caso. Nell’anno 2001- dieci anni fa - il titolare di questo blog, dunque un cittadino qualsiasi, presentò alla Procura della Repubblica di Roma una denuncia ben circostanziata contro persone ben identificate per “ truffa aggravata” con prove documentali allegate. Da allora , sono state tenute sette udienze interlocutorie ( in dieci anni ! ) ma fino ad oggi non è stata ancora convocata quella finale. E la prescrizione della truffa galoppa.

Secondo caso. Il giorno 31 luglio del 2010 i Signori Roberto Buonasorte e Marco D’Andrea hanno presentato alla Procura della Repubblica di Roma una “ denuncia contro ignoti “ per il reato di truffa aggravata in relazione ad una casa di Montecarlo (Francia) che la Marchesa Colleoni aveva donato ad AN e che , con il concorso di Fini e di altri, è stata ceduta ad un prezzo stracciatissimo a società caraibiche off shore di proprietà di Giancarlo Tulliani che è il fratello di tale Elisabetta Tulliani . Costei era stata per dieci lunghi anni la fidanzatina ( lei ventiquattro anni allora) del già allora sessantenne ma già molto ricco Luciano Gaucci . Finita “l’era Gaucci” costei è passata poi ad “ accudire” tale Gianfranco Fini, col quale ha due figlie. Un caso, questo della casa di Montecarlo, abbastanza mediatico e di interesse generale. Tuttavia è già passato un anno e mezzo e degli sviluppi delle indagini su questo caso non se ne sa ancora nulla.

Terzo caso. La Procura di Napoli , sulla base di 100.000 intercettazioni telefoniche, tutte illegali, effettuate nel 2011, nel marzo scorso inizia – senza alcuna denuncia di parte – un’indagine su un cittadino italiano. Costui era ritenuto in un primo momento “ vittima” di una presunta estorsione, poi è diventato lui stesso indagato per “induzione alle false dichiarazioni” e poi è tornato “ forse vittima forse reo”. Si scopre a settembre 2011 che la Procura di Napoli non doveva neanche iniziare l’inchiesta perché non competente, ma intanto la stessa Procura aveva già emesso l’ordine di carcerazione per uno dei presunti estorsori di questo cittadino. Oggi, Ottobre 2011, non ci si capisce ancora nulla, ma una cosa è certa: che la competenza spetta alla Procura di Bari, la quale, l’altro ieri ( ripeto il giorno 8 ottobre 2011) ha respinto la richiesta di custodia cautelare per quell’imputato, ha dichiarato che l’indagine non avrebbe dovuto iniziare. In tutto sono passati neanche sei mesi.

Domanda a Napolitano ed a Vietti : ma l’articolo 3 della Costituzione non dice che tutti i cittadini sono uguali davanti alla Legge? E non dice anche che la Giustizia è amministrata in nome del popolo sovrano? E l’articolo 111 della stessa Costituzione non ordina che la Magistratura garantisca “ a tutti i cittadini italiani” il “ giusto processo” e la “ sua ragionevole durata”? E allora, perché con me , per un truffa subìta, dieci anni non bastano e il terzo cittadino invece viene così amorevolmente assistito e coccolato?

Grazie della risposta, che nessuno, ovviamente mi darà. Ma non solo perché questo blog non è, come suol dirsi, nessuno, ma fondamentalmente perché quei due signori che ho sfidato a rispondermi semplicemente non sarebbero in grado di spiegarmi un bel nulla.

IL SOLITO CANTASTORIE/MANIPOLATORE ED IL SOLITO P.D., DUE CHE SE LA SONANO E SE LA CANTANO.


Giorni fa , Giorgio Napolitano ha voluto ricordare, trovandosi in Piemonte, l’On. Giuseppe Pella, uno storico Ministro del Bilancio di stretta osservanza einaudiana, che fu anche Presidente del Consiglio nel brevissimo periodo che va dal 17 agosto 1953 fino al 18 gennaio 1954 . Presidente della Repubblica era Luigi Einaudi - che lo fu dal 12 maggio del ’48 fino all’11 maggio del ’55 - si era nella II Legislatura e alle elezioni politiche del 1953 la DC aveva perso circa l’8% rispetto alle elezioni politiche del 1948. Dunque l’On Pella fu protagonista, su mandato diretto del Presidente Einaudi, di un breve , brevissimo “ governo di tregua” in anni che già annunciavano il tramonto di De Gasperis. Il “ venerabile “ Scalfari non si è fatto sfuggire la ghiotta l’occasione per ricordare, a modo suo ovviamente, quel “ governo di tregua “ di Pella/Einaudi e, facendo affidamento sulla comprensibile ignoranza dei fatti dei suoi “ lettori/ adepti” , su Repubblica ( e dove sennò?), lo ha contestualizzato al giorno d’oggi svergognatamente adattandolo ai suoi desideri . Così , scrive il Fondatore filosofeggiante, “ quando De Gasperi perse le elezioni politiche con la legge truffa”( quella che introduceva il premio di maggioranza col proporzionale ) e non riusciva a mettere insieme un Governo, Einaudi scrisse di suo pugno il decreto di nomina di Pella a Primo Ministro.” E così il Fondatore filosofeggiante ne trae che “ la lettera della Costituzione consente al Capo dello Stato di saltare ogni prassi pur restando nei limiti che la Costituzione prevede.” E dunque, che cavolo aspetta “ quello lì ” ? Traduzione: cosa aspetta mai quel Napolitano ad incaricare subito un Bersani o un Di Pietro o un Vendola o magari anche un Prodi o un vattelappesca qualsiasi per formare un nuovo governo al posto di questo ?

Abituato a scrivere sermoni moraleggianti di una noia mortale , che nessuno finisce di leggere , aduso a parlare di Dio vagando per l’alto mare aperto con parole che molti adulano ma pochi leggono , aduso ad essere accettato come il famoso “ confetto Falqui” quello che “ basta la parola”, il Fondatore/manipolatore/cantastorie non poteva minimamente immaginare che le sue “ spudoratezze”, i suoi vergognosi stiracchiamenti sia della Costituzione che della prassi costituzionale (entrambe ridotte da costui come le tante maschere di Jim Carrey prima maniera ) fossero invece attentamente lette. Per scoprire che i fatti non stanno proprio per niente come il Manipolatore / Cantastorie rifila ai suoi fedeli adepti , per piegare gli stessi, come facevano Lenin, Mussolini e Goebbels nel secolo scorso, alla sua tesi e cioè che Napolitano può sciogliere le Camere come e quando vuole. Ma soprattutto se e quando lo vogliono lui , Zagrebelsky , Spinelli e un editore svizzero.

In primo luogo in quel 1953 si verificò quello che oggi in Italia ancora non si è mai verificato: e cioè che il Governo in carica , su una precisa mozione di fiducia posta all’ordine del giorno, non ottenesse, appunto, la fiducia da una maggioranza politica. Questo accadde nell’agosto del 1953 e accadde, ricordiamolo al Manipolatore , “ dentro il Parlamento” non sulle terrazze romane o nei salotti o nelle redazioni di alcuni giornali. Mi pare che dal 14 dicembre scorso ad oggi questo Governo abbia dimostrato per almeno sei volte , davanti a precise mozioni di sfiducia, di poter contare in Parlamento su una maggioranza politica , anche se non ne goda in alcuni ricchi salotti o in alcune ammanicate redazioni che eseguono gli ordini dei loro editori / padroni, italiano o anche svizzeri.

In secondo luogo, seguì un regolare e costituzionale mandato assegnato da Einaudi per formare un regolare governo, tentativo che non riuscì. E solo dopo questo infruttuoso tentativo, Einaudi si decise, nel pieno rispetto della Costituzione e della prassi costituzionale ( quella che il Manipolatore strizza a suo piacimento come uno straccio da pavimenti) , a dare a Pella l’incarico per quel “ Governo di tregua”.

Terza tirata d’orecchie al grande Cantastorie / Manipolatore, quello che “ se la sona e se la canta”. De Gasperi non si ritirò affatto dalla vita politica in quel mese di Agosto del 1953. Altro che “ ritiro”, caro il mio “little Goebbels”! De Gasperi divenne addirittura Segretario Politico della D.C. , cioè del più grande partito politico italiano dal 1948 al 1992.

Quarta tiratina d’orecchie al grande Manipolatore / Cantastorie. Dal 1948 fino ad oggi ho contato qualcosa come ottantadue bocciature di maggioranze parlamentare su questioni simili. Non risulta che in nessuno di questi casi l’opposizione abbia armato una tale canizza, tentando di trasformare la semplice bocciatura di un articolo di un provvedimento in una “ mozione di sfiducia” prevista da Costituzione e da prassi costituzionale.

Dedicata al P.D.

In verità ed al di là delle schermaglie che dividono il P.D. fra i “ veltroniani” ( che mirano a prender tempo per creare le condizioni, oggi inesistenti, per una coalizione che possa reggere un eventuale futuro incarico governativo senza sciogliersi miseramente come neve al sole) ed i “ bersaniani” che invece vorrebbero andare subito alle elezioni anticipate ( una sorta di cupio dissolvi, di un “ muoia Sansone con tutti i Filistei” come a dire che piuttosto che diventare veltroniano il P.D. preferirebbe anche suicidarsi subito!) sono ormai tre anni che il P.D. è relegato all’opposizione e negli ultimi undici anni ha governato solo per tre anni ( due anni Prodi ultimo ed il 2000) e che, da quando ha voluto cambiare il Segretario, dopo le dimissioni di Veltroni, ha avuto tutto il tempo per prepararsi al prevedibile “ declino berlusconiano” ma ora, oggi, proprio quando quella speranza comincia a verificarsi – perché nessuno è immortale ed eterno – il P.D. non è pronto, tanto da evitare addirittura ogni confronto nascondendosi sull’Aventino, per paura della democrazia e del confronto, quando avrebbe potuto rubare scena e scettro dalla capaci mani dell’uomo di Arcore. Cos’è infatti oggi il P.D. che è solo capace di ripete con ossessiva ripetitività che “ Berlusconi deve fare un passo indietro”? Solo un partito che col suo stiracchiato 25/28% sarà succube degli indispensabili vetero democristiani dell’UDC , che ha firmato un patto di sottomissione al forcaiolismo becero di un Di Pietro ( che lo costringe ad estenuanti rincorse a sinistra ), che deve imbarcare un SEL estremista ed un FLI che è pur sempre composto da ex fascistoni. Questa la base in forza della quale la sinistra potrebbe forse avere qualche chance numerica ma che non le consentirebbero giammai di tenere la barra dritta per seguire le richieste che BCE ed Europa ci impongono ( si pensi alla liberalizzazione del mercato del lavoro, si pensi alla liberalizzazione dei servizi pubblici, si pensi alle misure richieste all’Italia per la crescita).

Per avere una approssimativa misura di quanto sia irresponsabile ed anticostituzionale tutta la speculazione mediatica organizzata della sinistra che reclama l’apertura di una inesistente crisi di Governo ( che può derivare , restando in uno Stato di Diritto, solo da una mancanza di maggioranza su una mozione di sfiducia e non da altre ragioni ) o, peggio ancora, come ha fatto il solito Antonio Di Pietro invocando ridicolmente un intervento del presidente della Repubblica per obbligare, chissà come ( forse con l’esercito? Forse con le armi? Forse con una sommossa popolare? Forse con una nuova Piazzale Loreto? Forse con una ordinanza di qualche Magistrato che ordini l’estromissione di Silvio Berlusconi perché non gradito alla lobby dei poteri forti ?) , il presidente del Consiglio alle dimissioni. E magari anche per interrompere la legislatura e mandare il Paese alle urne, facendo controfirmare chissà da chi il decreto di scioglimento anticipato della Camera e - visto che si trova - anche del Senato. Quel decreto , Di Pietro forse lo ignora come tutti gli altri abbindolati che lo seguono, deve essere sottoscritto per Costituzione, dal capo del governo, che è ancora Berlusconi. C’è anche qualche professore incredibilmente ancora in cattedra nelle Università, ma evidentemente fuori di testa, che scrive sui giornali e che forse insegna , per disgrazia, magari ai nostri nipoti che al Quirinale potrebbero ignorare un Berlusconi refrattario al decreto di scioglimento delle Camere e ricorrere alla Corte Costituzionale. C’è proprio da ridere e da preoccuparsi di riaprire con urgenza le case di cura per malati mentali.

E, scusate , ma in attesa che il presidente della Repubblica ricorra ( contro cosa non si capisce neanche bene dal momento che la Costituzione prevede che i Decreto di scioglimento delle Camere deve essere controfirmato dal Presidente del Consiglio ) alla Corte Costituzionale e che la Corte decida, che cosa si fa in Parlamento? E i mercati che fanno dei nostri titoli di Stato? Li facciamo acquistare forzosamente a quei professori o a quei giudici costituzionali evitando così che la speculazione li acquisti a tassi e condizioni capestro ? Ma  cercate di essere seri e almeno la sera, invece che Kant, leggetevi la Costituzione , quella che definite sempre ipocritamente "la più bella del mondo , ma che  non conoscete!  L’articolo 94 , per esempio, dice che «il voto contrario di una o d’entrambe le Camere su una proposta del governo non importa obbligo di dimissioni». Do you know it, gentlemen? Ebbene, il rendiconto di bilancio, di cui i deputati peraltro hanno bocciato il primo articolo e non l’intero testo, è una proposta del governo. La cui bocciatura, parziale o totale, non comporta quindi obbligo di crisi da parte del premier, convinto di trovarsi di fronte ad un problema di natura "tecnica" e deciso a verificare e certificare ancora una volta l’esistenza della maggioranza nell’unico modo previsto dalla Costituzione, cioè con una votazione di fiducia.

Cari amici, dopo tutta questa bella pappardella che mi ha consentito comunque di ridicolizzare, punto per punto tanto Scalfari quanto tutta la sinistra, voglio chiudere il numero di oggi facendovi leggere questo estratto dal numero di ieri de La Stampa di Torino. E' una intervista all’On Roberto Ghiachetti del P.D.. Leggetela bene. Eccola, riportata in corsivo.

Roberto Giachetti è il deputato Pd che ha portato a casa la vittoria di ieri bluffando fino all’ultimo, per far credere alla maggioranza che i numeri dell’opposizione fossero più bassi. Com’è il metodo Giachetti? Puntando tutto sulla seconda votazione, ho chiesto a tre di noi di rimanere nascosti durante la prima. Poi, tra un voto e l’altro, ho preso la parola chiedendo alla presidenza la conferma di avere un’ora per il dibattito. Così gli altri hanno cominciato a uscire dall’Aula, convinti di avere un’ora di tempo prima del voto. Invece non avete parlato per un’ora, è stato aperto il voto e di colpo sono comparsi tre in più... Quando sei in minoranza devi usare altre armi che non siano la forza dei numeri, a volte rischiare. Queste astuzie le inventiamo io e il collega Quartiani, studiando nei dettagli il regolamento: per poterle realizzare ci vuole un gruppo compatto, che segue le indicazioni, e qualche kamikaze, come ieri Boccia, Rosato e Tocci che si sono prestati al gioco. Purtroppo non sempre funziona: ci avevamo provato anche sul processo breve, ma lì non è andata. Bersani e Franceschini cosa ne pensano? Bersani si fida ciecamente. Franceschini è la persona più ansiosa del mondo per cui a volte si spaventa. Talvolta ci ha anche detto di no, ma se accetta poi ci copre sempre.

Capito bene ? Proprio capito bene? Capito bene da che pulpito vengono le tante prediche di rispetto del Paese e della Costituzione? Non siete orgogliosi di aver mandato in Parlamento pensatori di questo calibro grazie al P.D.?

Roma giovedì 13 ottobre 2011

Gaetano Immè

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