Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 30 novembre 2011

PRESENTIAMO FINALMENTE IL DOVUTO CONTO A GIORGIO NAPOLITANO.

Le recenti esternazioni di Napolitano a proposito della “deontologia della magistratura nel costume e nei comportamenti” ripropongono la “ questione delle questioni “: quella giudiziaria. Inebriato dal potere politico sottratto coscientemente al popolo sovrano come fosse il Re dell’Italia anziché un suo semplice Presidente della Repubblica , Napolitano sulla questione specifica della Giustizia non solo ha taciuto quando correttezza e legittimità costituzionale avrebbero invece imposto di affrontare la questione “ in nome del popolo italiano” – e cioè mentre il Parlamento disponeva di un Esecutivo in carica eletto dal popolo – ma ha anche scelto di sollecitarla proprio nell’occasione peggiore, quando, cioè, il Parlamento ( anche se di “ nominati ma pur sempre eletti” ) si ritrova messo , dallo stesso Capo dello Stato, sotto tutela con un Governo di “ semplici raccomandati e mai eletti”. Le occasioni gli non sarebbero certo mancate . Basta considerare da quanto tempo Marco Pannella si batte in ordine alla terrificante situazione carceraria in Italia e da quanto tempo la UE richiama vigorosamente l'Italia ad un sacrosanto risarcimento delle vittime della giustizia. E’ forse un mistero glorioso il fatto che se siamo arrivati a questa vergognosa situazione di sospensione della democrazia molto è dovuto all’opera di delegittimazione attuata da parte della Magistratura, sia a livello internazionale che nazionale, di Berlusconi e del suo Governo, con imputazioni, con intercettazioni e con le loro pubblicazioni ? E che in questa opera di delegittimazione abbiano concorso con la Magistratura – e quindi anche con il suo Capo, cioè Napolitano – le forze politiche e mediatiche del centrosinistra? Non è stata forse proprio la stessa Magistratura ad aver sospinto, negli anni 93 e 94, le forze politiche democristiane e socialiste di allora verso un loro suicidio di massa garantendo che avremmo così assistito ad una miracolosa rinascita della spiritualità della politica, alla sua resurrezione, riabilitazione, alla ripresa della strada maestra, virtuosa e benefattrice ? E chi era in quei tempi il tremebondo Presidente della Camera che s’inchinò all’arroganza del golpe giudiziario portato da quel famoso “ manipolo” giudiziario se non proprio Giorgio Napolitano? Ma nulla di tutto questo si è verificato, era tutta una menzogna, tutto un preordinato golpe istituzionale ai danni della democrazia del Paese per consentire al vecchio PCI , corrotto e colluso quanto gli altri giustiziati ma volutamente non indagato , di rimanere finalmente egemone sulla scena politica del Paese e senza altri ostacoli per la conquista del potere politico in Italia tramite le elezioni del 1994. Se è dunque vero che la via giudiziaria non ha funzionato e non funziona, è altrettanto evidente che quel non funzionamento deriva da un intima, insuperabile impossibilità di un vero cambiamento, se lasciato nelle mani e nelle decisioni della sola magistratura. Tutto questo ha condotto non soltanto alla crescita abnorme del potere giudiziario, che continua a fare e disfare governi in una col circo barnum mediatico, ma alla continuazione dell'andazzo contribuendo a rendere sempre più degradata e delegittimata la cosiddetta casta. Questo “ governo tecnico” non nasce quindi solamente dalla crisi economica, ma dalla ignavia se non proprio dalla preordinazione quirinalizia di agevolare quella campagna politico-mediatica furiosamente ed ipocritamente moralisteggiante della consorteria giudiziaria e politica , che aveva come preordinato obbiettivo l'eliminazione di Silvio Berlusconi. Così, dopo avere colpevolmente nascosto sotto il tappeto di casa il problema della “ deontologia della magistratura” onde evitare che diventasse una priorità per un Governo che rispondesse solo al popolo senza lasciarsi guidare dal Colle, oggi Napolitano fa in modo di rimettere la questione fra le priorità di questo Governo in quanto si tratta di un Governo da lui voluto e dunque di un Governo che segue le sue direttive. Una riedizione, dunque, di quella menzognera catarsi del 1992/1993 per assicurare alla sola forza politica che ha nominato Napolitano al Colle l’egemonia istituzionale per via giudiziaria. Napolitano dunque , sempre lui in tutte le trame golpiste della nostra Repubblica, fateci caso. E dunque presentiamogli ora il dovuto rendiconto.

Anche perché i sacrifici che gli italiani saranno chiamati a patire sono dovuti anche, se non soprattutto , al nostro capo dello Stato, il quale ha vinto, è vero, barando la partita a scacchi con Berlusconi, ma il premio in palio non è quello che lui crede.

Prego seguirmi.

È molto probabile che Napolitano si troverà molto presto a rimpiangere di non aver voluto accompagnare, come esteriormente faceva apparire , l’azione del governo Berlusconi, il quale avrebbe voluto emettere , quel famoso giorno, il decreto attuativo degli impegni assunti con l’Europa. Invece così non fece, cadendo nella trappola alla Richelieu tesagli dal Capo dello Stato e da alcuni (in)fidi consiglieri del premier, i quali suggerirono di predisporre un disegno di legge da presentare all’approvazione del parlamento. Costoro, Napolitano e l’accolita degli Iago, sapevano già che i voti a favore del governo non avrebbero raggiunto la maggioranza assoluta e che Berlusconi, spinto perfino dai suoi, sarebbe stato costretto a dimettersi. Ma è bene ricordare e sottolineare che se il governo Berlusconi avesse emesso il decreto legge (pertanto subito esecutivo), l’Europa sarebbe stata soddisfatta, e i cittadini non si sarebbero visto piovere addosso il Governo tecnico e la marea di sacrifici che si sta profilando . Ed anche ammesso che la speculazione, come sta succedendo anche con il governo Monti, se ne fosse infischiata del decreto legge e avesse continuato a richiedere tassi di interesse sempre più alti, l’impossibilità dell’Italia a corrisponderli avrebbe costretto l’Europa ad arrivare alla vera questione, pena il default non solo dell’Italia, ma dell’Euro stessa, ossia: trasformare la Bce in un vera e propria banca centrale , capace di affrontare la speculazione (o comunque i mercati) stampando nuova moneta e sostenendo così non le Banche ma i singoli Stati.

La soluzione invece che Napolitano ha voluto “ imporre” e che ha provocato una “ sospensione della democrazia” ai danni del popolo sovrano, sta aiutando invece chi, come la Germania , cerca di procrastinare fino all’ultimo questa scelta, vista molto impopolare nel Paese della Merkel per evidenti ragioni di tornaconto individualistico. Voglio dire che se il governo Berlusconi avesse emesso il decreto legge, i cittadini non sarebbero stati chiamati a fare i sacrifici massicci che invece dovranno ora patire con il governo Monti, e l’attesa delle decisioni della Merkel in favore di una Bce simile alla Banca d’Inghilterra o alla Federal Reserve sarebbe costata agli italiani assai meno di quanto costerà con il governo Monti. Con in più questo sberleffo: i soldi che gli italiani tireranno fuori di tasca propria, grazie al governo Monti, non andranno né all’Italia né all’Europa, ma solo alle Banche, cioè agli speculatori.

Presidente Napolitano, Lei ha vinto , grazie all’inganno, la partita a scacchi con Silvio Berlusconi e questo non le fa certo onore. Ma ora si è trova tra le mani una bomba a mano che La devasterà, com’è giusto che sia : torchiare i cittadini, cioè i lavoratori, per arricchire gli speculatori, sarà una sua imperitura e ignobile responsabilità Ancora una volta , Signor Presidente Napolitano, la sua ideologia da vecchio comunista inossidabile , La porterà alla sua disfatta politica ed umana, come Le successe con Leone, con Praga, con Stalin, con Budapest, con Piazza Tien a Men, con Togliatti, con Amendola, con Berlinguer, con Yasser Arafat, con Castro, con Pol Pot, con Mao tse Tung, con il vecchio PCI, ecc. Solo che questa volta a pagare, come sempre, non saranno certo i vari Napolitano, Bersani, Fini, Casini, Benigni, Repubblica, Corriere della sera, Santoro, Travaglio e compagnia bella, tutta “ casta” ricca e benestante, ma il solito popolo stronzo e bue, quello che Lei ha umiliato e bastonato, quello che Lei ha ridotto a levarsi il pane di bocca per arricchire, come accadeva nel medioevo, il tiranno di turno.

Ecco un altro dei tanti motivi per cui Lei deve essere cacciato immediatamente via dal Quirinale.

EUGENIO SCALFARI ED IL RITRATTO DEL VERO E PERFETTO IMBECILLE

Nel suo articolo domenicale Eugenio Scalari si diletta a dare al mondo intero lezioni di salvataggio dell’Euro e si occupa anche del Governo Monti.

Scalfari, sul secondo spunto, scrive «Questa storia del governo dei tecnici – scrive – continua ad esser vissuta malamente da una parte notevole dell'opinione pubblica». Invece chi non pensa che esso sia conforme alla democrazia è un perfetto imbecille “ . Si tratta di affermazioni ridicole ed imbarazzanti.. Letteralmente da inorridire o da scompisciarsi dalle risate. Un esame, uno per uno.

1) «La formazione del governo spetta al presidente della Repubblica il quale, a termini della Costituzione, nomina il presidente del Consiglio e, su sua proposta, i ministri», afferma e scrive Scalfari. Ma non è così. Al Presidente della Repubblica non spetta affatto la formazione del nuovo governo ma ( leggasi l’ art. 92) solo la nomina del Presidente del Consiglio dei Ministri. Nient’altro. Il Presidente della Repubblica nomina i Ministri ma “su proposta del Presidente del Consiglio” – una proposta sulla quale il Colle non ha alcuna voce in capitolo e che non può rifiutare – e non gli è neanche richiesto un parere consultivo.

b) «Il capo dello Stato tiene necessariamente conto della maggioranza parlamentare dalla quale l'esistenza del governo dipende, ma lo nomina [il governo] senza trattarne la composizione con le segreterie e i gruppi parlamentari dei partiti» scrive Scalfari. Da ridere ! E ci mancherebbe altro ! Il Colle non ha nemmeno un potere consultivo, al riguardo! La sua firma, al momento della nomina, è soltanto un atto dovuto. Altra menzogna, caro Scalfari! Contrariamente a quanto scritto prima da Scalfari, il Presidente della Repubblica non “forma” affatto il governo.

c) «Questo è lo schema del governo istituzionale e costituzionale. Chi non capisce che esso non confisca affatto la democrazia e non umilia affatto il Parlamento, al quale anzi affida piena centralità svincolandolo anche dalla sudditanza ai voleri del ‘premier’ [Berlusconi, ovvio ]... chi non capisce queste lapalissiane verità è in palese malafede oppure mi permetto di dire che è un perfetto imbecille». Lo dice e lo scrive Scalfari. Con la conseguenza che tutto quello che dice e che scrive e che ho riportato non ha proprio nulla a che vedere con Governo Monti. Scalfari finge di non accorgersi che l’obiezione di tanti , rispetto al Governo Monti, non riguarda affatto il rispetto della Costituzione, o la qualità più o meno tecnica di un governo, ma riguarda la maggioranza di cui è espressione. Cioè se sia il governo che dà ordini al Parlamento o se sia il Parlamento che dà ordini al governo. Dandosi poi la classica zappa sui piedi, nell’articolo Scalfari scrive che «I governi sono tutti politici se avvengono nel quadro della democrazia parlamentare poiché la loro esistenza e la loro permanenza dipendono dalla fiducia che il Parlamento gli accorda o gli ritira». Ma allora se tutti i governi “avvenuti” in una democrazia vivono della maggioranza che li sostiene, come può Scalfari spacciare per normale la costituzione di un governo che non ha una maggioranza? Come non trovare anomalo un governo in balia di aggregazioni che si formeranno di volta in volta, per sostenerlo o abbatterlo? Se ancora la situazione fosse tranquilla, poco male. Ma qui si tratta di adottare provvedimenti eccezionali e impopolari. Che cosa fa pensare a Scalfari che i partiti sosterranno il Governo Monti a scatola chiusa ? E non è forse stratosfericamente anomalo che i partiti abbiano il potere di far cadere un governo in un momento così drammatico, senza neppure assumersi la responsabilità delle conseguenze , dal momento che il governo Monti è figlio di Napolitano e che Napolitano non è “ nessuno” in politica? Un governo può anche non avere una maggioranza precostituita se esso ha ottenuto la fiducia per attuare uno o più provvedimenti particolareggiatamente formulati. Se Monti avesse avuto il coraggio di dire, nei due rami del Parlamento: “Per le pensioni intendo abrogare quelle di anzianità ; per il lavoro intendo modificare l’articolo 18 dello Stato tramite l’articolo 8 del decreto sviluppo; per le nuove imposte intendo varare l’imposta patrimoniale del tot per cento sulle prime e seconde case” e se i partiti gli avessero votato la fiducia, si sarebbe potuto dire che si era costituito un governo di tecnici per l’attuazione della volontà del Parlamento. Ma così non è. Monti non s’è impegnato a nulla di concreto. Ha fatto un discorsetto retorico, da Rettore e non da politico.. Infatti o questo governo adotta provvedimenti insignificanti – e l’Italia non ne ha bisogno – oppure non dura. A meno che i partiti maggiori non siano disposti a suicidarsi politicamente. Insomma, chi è dunque, egregio Scalfari, il vero e perfetto imbecille ?

SI IPOTIZZANO MISURE DA STATO DI POLIZIA O DA STATO COLONIZZATO.

L’ipotesi , perché si tratta ancora di una semplice ipotesi anche se assurda, che il Governo Monti abbia intenzione di togliere di mezzo il biglietto da 500 Euro, abbia intenzione di limitare le transazioni per contanti ai 300 Euro ed abbia anche l’intenzione di fare applicare, dalle Banche per conto dello Stato, una imposta speciale sui prelievi e sui versamenti dei biglietti da 500 euro, per facilitare la così detta “ tracciabilità” che servirebbe per combattere evasione e corruzione, mi parrebbe francamente una straordinaria “ legge ad personam”. O meglio “ ad bancam”, visto che buona parte del Governo Monti, compreso lo stesso Professor Monti, appartiene al mondo delle banche . Pensate che finezza: sapendo che nel timore di un altro furto notturno sui depositi bancari come fu nel 92 con l’On Amato i risparmiatori hanno ritirato quasi tutto dalle loro banche ovviamente con biglietti da 500 Euro, ora si vuole imporre agli stessi di rimettere quel denaro in Banca ed a chi non lo avesse già ritirato di lasciarlo in Banca. Insomma banchieri che vorrebbero farci prigionieri di banchieri. Come conflitto d’interesse non c’è male. Se poi ogni pagamento contante , superiore od inferiore ad ogni limite, dovesse essere tassato – misura voluta dalla sinistra – allora sparirebbe il contante – che nessuno accetterebbe più – e saremmo costretti a tenere i nostri soldi in Banca. Ma io dico: può uno Stato obbligarmi a tenere il mio denaro presso un privato( una Banca )? Forse uno Stato sovietico, non certo uno Stato democratico. E se poi uno Stato , che è tale perchè batte moneta e la garantisce ( tanto da scriverci sopra “ rimborsabile a vista al portatore” ) , non accetta la propria moneta , ma che razza di Stato è? E se uno Stato è incapace di contrastare gli evasori, i riciclatori, i corruttori, i trafficanti di droga, ecc, perché deve fare pagare un prezzo tanto salato, in termini di libertà individuale, ad un cittadino che non sia un evasore, un corruttore, un evasore? Ma come si fa a pensare che sia giusto che lo Stato, per via della “ tracciabilità” si intrufoli nella mia vita privata, nei miei acquisti, nei miei pagamenti, nei miei vizi , nelle mie virtù essendo in possesso di ordinarie facoltà mentali? Giusto l’ineffabile Milena Gabanelli ha la faccia tosta di affermare su RAI3 senza che nessuno la mandi a quel Paese che “ la gente comune non ha necessità di più di cinquanta euro a settimana”!. Ma dove vive costei? Ma la fa mai la spesa o gliela fanno i suoi domestici ? Ma lo sa la Gabanelli che un pacchetto di sigarette costa cinque euro, che una bottiglia di vino costa quindici euro e che venti euro al giorno neanche bastano? Il falso moralismo di questa sinistra è ridicolo e vomitevole. Ora si capisce meglio il successo di Berlusconi o la sopravvivenza di Casini…….

Neanche sto a perdere troppo tempo sulla ventilata ipotesi di un non meglio identificato “ prestito” da 600 miliardi di Euro da parte del FMI all’Italia. Il FMI altro non è che un’organizzazione internazionale che presta i soldi ai Paesi che sono in difficoltà e dove comandano Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia e Regno Unito ). Ma impone anche condizioni spesso capestro e soprattutto quel suo credito diventa per Legge “ privilegiato” nel senso che se accettassimo quel prestito ci troveremmo un creditore , appunto il FMI, privilegiato nel rimborso del debito rispetto, tanto per fare un esempio, al portatore di un nostro BTP. Se non ricordo male – e non ricordo male, ma benissimo – in Argentina fu bancarotta per tutti i creditori, meno che il FMI. Insomma come si fa anche solo ad ipotizzare di mettersi lo strozzino violento in casa? Ripeto che il problema non è l’Italia, né il suo pur mostruoso debito pubblico, ma semmai la scarsa sua crescita da venti anni a questa parte. Perché la speculazione non vuole colpire l’Italia, ma l’Euro. Una moneta che nessuno garantisce, che nessuno rimborsa a vista al portatore, che non ha copertura in riserve auree o valutarie e che quindi non è “ concerti bile”, è una specie di moneta da monopoli, senza alcun valore reale. Solo se la BCE si trasformasse nella Banca d’emissione dell’UE e garantisse la convertibilità dell’Euro questa moneta potrebbe salvarsi. Anche perché mentre i suoi numerosi difetti sono ormai noti a tutti, ancora non ho sentito da nessuno elencare quelli che sono stati o che saranno i vantaggi per il famoso “ popolo stronzo e bue e pensionato o dipendente “ dalla conferma dell’Euro. Inoltre il nostro Paese ha un debito di circa 2.000 miliardi di Euro, ma ha anche dei crediti: tutti gli immobili dei suoi cittadini( l’85% degli italiani possiede almeno una casa ), gli immobili degli enti pubblici. Pertanto i nostri debiti sono garantiti da proprietà immobiliari in tutto o in parte. Ne deriva che se gli investitori pretendono da noi il 7% e dai tedeschi il 3% la determinazione della richiesta non è fatta su basi commerciali e di garanzia reale ma solo su basi “ speculative”. Ossia: sapendo che la politica italiana degli ultimi sessanta anni è stata sempre basata sullo “ spendere” a piene mani facendo buffi, l’Italia è un debitore incallito che pur di prendere denaro è disposto a pagare caro. Insomma ci stanno facendo azioni da strozzinaggio contando sulla nostra insipienza politica ed amministrativa e , chiedendo quei tassi, la speculazione sa bene che i soldi li prenderà. L’obbiettivo della speculazione, insomma, non è l’Italia, come non lo è stata la Grecia, la Spagna, l’Irlanda, ma la solita tattica animalesca del leone che individua lo gnu debole per mangiarselo. Ecco perciò che se noi non avessimo l’Euro, ma la lira, nessuno ci aggredirebbe.

ANCORA A PROPOSITO DI PERFETTI IMBECILLI..

Bersani ha dichiarato che “ oggi abbiamo fretta e che ora non concediamo a Monti nemmeno una settimana, ma che abbiamo aspettato per tre anni senza fiatare “. Come sempre più spesso gli capita, questa parodia di segretario del Pd riesce a sintetizzare un bel mazzetto di falsità , di menzogne e di ipocrisie in una sola frase di una sola riga.

Non è vero assolutamente che "abbiamo aspettato" tre anni: in molti abbiamo ripetutamente sollecitato dal governo Berlusconi una maggiore iniziativa e quando è parso che il governo avesse perso la sua "spinta propulsiva", come diceva Berlinguer, abbiamo richiesto a gran voce nuove elezioni: la verità è che entrambi i greggi politici hanno manifestato la propria fermezza nell'unico campo che sta loro a cuore : durare, resistere, arrivare alla pensione . E poi , confrontare lo scorso triennio ( 2008 – 2011 ) con gli ultimi sei mesi significa ridicolmente ignorare che la situazione internazionale ha avuto una svolta drammatica. Infine il “ similsegretario” finisce per ridicolizzare e opposizioni , accusando di immobilismo una maggioranza contro la quale è stata sempre scatenata la reazione sindacale collaterale al Pd, e contro le cui proposte si è sempre levato il muro di una regia piazzaiola e populista, dalla ormai celebre "privatizzazione dell'acqua", all'antinucleare, alle pensioni di anzianità "portate via", agli enti locali "espressione insopprimibile di democrazia". Certo che oggi la situazione è cambiata e che abbiamo fretta, caro Bersani. Ce l'abbiamo tutti, e le ragioni sono fin troppo evidenti a tutti, meno che a Lei, come fosse lo “ smemorato di Collegno”. Ritiratosi in buon ordine Berlusconi – additato come il colpevole di tutto e senza essere stato sfiduciato dal Parlamento – la situazione resta esattamente quella di prima, se non peggiore. Ma nel frattempo abbiamo bruciato una montagna di soldi dei contribuenti. Così abbiamo atteso che il Governo si riempisse di viceministri e sottosegretari – la cui utilità sfugge per un governo che dovrebbe agire come in un blitz, incassare il consenso dei partiti deresponsabilizzati, e riconsegnare le insegne del potere agli elettori –; abbiamo atteso che di ritorno da un incontro molto poco europeo col duo franco-tedesco ci fosse raccontato che cosa ci siamo impegnati a fare. Poi abbiano atteso che le spiegazioni arrivassero a governo fatto, con le perplessità che dicevamo; infine è passato il week-end, è arrivato lunedì, e tutto tace, tanto che ormai anche dall'estero si chiede all'Italia di battere un colpo.

La luna di miele si è esaurita da un pezzo, e ci siamo stancati di aspettare non si sa cosa.. Ma il silenzio e il mistero, per giunta difesi come una conquista democratica dal solito Bersani e dai suoi accoliti , possono stare bene solo a Bersani ed ai suoi seguaci. Se il Governo vuole intervenire, ha tutti gli elementi per farlo, visto che di queste cose si discute da mesi o anche da anni, e tutti i ministri sono "specialisti". Se invece ha bisogno di contrattare le prossime mosse, è meglio che si ritiri e dia spazio ai politici – magari eletti dal popolo e non “ nominati” da Re Giorgio.

Roma mercoledì 30 novembre 2011

Gaetano Immè

domenica 27 novembre 2011

NAPOLITANO ASSUME, SENZA TITOLI, IL COMANDO DEL PAESE. MA SE ANCHE UN SOLO SUO PROGETTO FALLISSE NAPOLITANO DEVE ESSERE CACCIATO DAL COLLE.




Credo sia ormai arrivato il momento di parlare chiaro e, in nome della sacra “ libertà di pensiero, di stampa e di informazione” invocare come sia ormai non solo necessario ma addirittura indispensabile ed improcrastinabile che gli addetti alla “ salute pubblica del sistema istituzionale democratico italiano “ somministrino al Capo dello Stato una consistente dose di Valium per sedare il suo imbarazzante stato di “sovreccitazione da potere “ che lo fa sentire come fosse l’Imperatore dell’Italia invece che il suo Presidente della Repubblica. Temo che da un momento all’altro se ne esca con un bel “ l’état c’est moi” che, come è ben noto ai suoi lacché politici ed ai troppi leccapiedi della grande stampa genuflessa ed ipocrita , è l’essenza della “ mejo democrazia” alla Bersani, alla Bindi, alla Letta, alla Scalfari, alla Di Pietro, alla Vendola . E’ fin troppo evidente come questo Presidente della Repubblica violi apertamente la Costituzione ed i compiti precisi al suo Ufficio assegnati dalla Carta quando si fa artefice e promotore- e dunque non notaio ma giocatore politico - non solo di un Governo diverso da quello eletto dal popolo senza ricorrere al voto popolare ( tramando, studiando , organizzando e compiendo una vera e propria “ sospensione del sistema democratico italiano “ , usurpando il diritto di voto al popolo sovrano) , ma anche quando impone – perché Napolitano di questi temi ne parla solo oggi, guarda caso ! Come se ieri quei due problemi non esistevano! - l’agenda politica a “ questo Governo “ privo di spina dorsale “ in quanto privo di investitura popolare e politica , come se contasse sulla sua genuflessione. Le sue recentissime “ gesta” infatti non sono altro che un militaresco e perentorio ordine impartito “ dal comandante capo ” a questa “ truppa di nominati” che forma l’attuale Governo, di procedere con le riforme dello “ ius soli” e con quella “ della Giustizia” così come le vorrebbe tutto il centrosinistra, cosa che sarebbe stata impossibile in vigenza del Governo Berlusconi eletto dal popolo. Velleitarismi propagandistici, illustre Signor Presidente, visto che la “ truppa dei suoi nominati” non potrà poi varare alcuna legge se non con una “ maggioranza parlamentare” di 316 deputati , irraggiungibile sommando i seggi alla Camera del PD, dell’IDV, dell’UDC, del SEL , del FLI , dell’API a meno che , sai com’è, Lei non faccia affidamento segreti sull’articolo 67 della Carta……..Come si attaglia bene il detto “ chi nasce gallina è ben che razzoli!”.

Non si tratta di propendere per un fallimento del governo tecnico guidato da Mario Monti. Non esistono altre soluzioni alternative oltre a quella rappresentata dalla nascita del “governo del Presidente” fuorché, ovviamente, la via più limpida e più democratica: quella delle votazioni politiche. Ma se adesso, così come il Presidente della Repubblica ha voluto che le cose andassero, Monti non riuscisse nella sua impresa di portare il paese fuori della grande crisi, non si avrebbe altra strada che andare ad elezioni destinate a sfociare o nella polverizzazione del quadro politico e nella ingovernabilità o, peggio, nella polverizzazione dello stato unitario. Detta in maniera semplice e cruda , visto quello che hanno voluto combinare Napolitano e la sinistra , ormai il Governo Monti rappresenta l'ultima spiaggia e come tale va sostenuto. Ma essere consapevoli di questo non può impedire di non riconoscere la profonda anomalia che il suo esperimento governativo rappresenta. L'esecutivo tecnico nasce, ad essere delicati, da una forzatura del Presidente della Repubblica e si fonda su una sostanziale sospensione della normale dialettica democratica del sistema politico. I troppi ipocriti ed i tanti lacché del “ politically correct “ non osa nemmeno parlare di esperimento ricalcato dagli esempi di tanti “dittatori” : da Videla a Pinochet per rimanere nella brevità illuminante , ai governi dei consoli fondati sulla temporanea sospensione delle prerogative e delle funzioni del Senato riandando indietro ai tempi di Roma. Ma chi non si spaventa di usare paragoni storici così forti non può evitare di rilevare come l'attuale esecutivo, come qualsiasi altro esempio di “governo del Presidente”, rappresenti una forzatura ed una forte anomalia democratica.

Certo, Monti ha “ le phisique du role “ del Professore e non certo di un Pinochet o di un Pompeo o di un Giulio Cesare, ma, sia pure con la sua aria misurata , dimessa e sobria ( copyright da Repubblica) rappresenta sempre e comunque una parentesi di stampo autoritario nella vita democratica del paese. Forse, a voler essere magnanimi, necessaria ma sempre sicuramente autoritaria. Ritengo che tutti ricordino bene cosa significhino per la democrazia i così detti “ uomini della Provvidenza”, invocati ed impostisi per poco tempo e poi, con regimi, dittatori per ventenni. Ecco un motivo, non il primo ma neanche l’ultimo, che impone di pretendere che la parentesi autoritaria non può che essere limitata, molto limitata.  Invece c'è chi si rifiuta di considerare “a tempo” l'esperimento del Governo Monti ed inizia a sostenere la necessità non solo di non prevedere un termine al governo tecnico ma di istituzionalizzare il fenomeno trasformandolo nella base di una futura ristrutturazione del sistema politico italiano. I propugnatori di questa proposta sono di diverse categorie. Da un lato i nostalgici del compromesso storico, che sostengono come l'unica forma di governo possibile per un paese come l'Italia sia quella fondata sull'intesa tra cattolici e sinistra che ha la sua radice nella resistenza e nella Costituzione. Una forma che, rifiutata prima da De Gasperi e poi dal lungo regime democristiano imposto dalla guerra fredda, ha trovato una brevissima applicazione nella metà degli anni '70 in nome dell'emergenza contro il terrorismo. A questi nostalgici dell'intreccio delle parodie del berlinguerismo e del moroteismo (quelli, per intenderci, alla Pisanu) si affiancano poi i più pericolosi ed irresponsabili nemici della democrazia dell'alternanza e del bipolarismo. Cioè i fautori del perenne immobilismo di un centro politico che non sia il frutto di una fusione politica e culturale di forze diverse ma la conseguenza di un compromesso di semplice potere tra partiti naturalmente tra loro in contrasto ed in competizione.

Costoro vorrebbero che l'anomalia del presente diventasse la normalità del futuro e che l'esperimento del governo tecnico del Presidente servisse a creare le condizioni per la formazione di un nuovo ( vecchio) sistema politico fondato sul superamento del sistema bipolare e della democrazia dell'alternanza e sul ritorno ad un sistema proporzionale, destinato a stabilizzarsi attraverso un patto di potere tra il Terzo Polo e segmenti dei due partiti maggiori Pdl e Pd . Così nessuno osa scrivere e dire che il vero problema della nostra democrazia non è altro che l’ingovernabilità insita nel nostro sistema istituzionale e che per regolare questa “ governabilità” non è assolutamente necessario limitare alcuni principi di alta democrazia presenti nella nostra Costituzione – come quello della mancanza del vincolo di Mandato previsto dall’articolo 67 – ma semplicemente quello di attribuire alla seconda carica dello Stato, prima carica eletta dal popolo, i poteri necessari per governare anche e soprattutto in presenza dell’articolo 67. Non è certo limitando sacrosanti principi democratici, sorti addirittura dalla rivoluzione francese – come quello sancito dal citato articolo 67 – che si dona ad un sistema democratica una democratica governabilità, ma conferendo saggiamente i necessari poteri al Premier nominato dal popolo. Come accade negli Usa, dove Obama governa pur avendo perso la maggioranza al Congresso, come accade nella stessa Francia, come accade anche in Germania,

Al Presidente Napolitano ed ai suoi interessati lacché mediatici , voglio solo rammentare che a nessuno, in Italia e forse anche all’estero, è sfuggito come egli si sia reso fautore di un’operazione politica basata sulla propalazione di notizie false ( mai una parola da parte del Presidente contro la menzogna stratosferica che la crisi finanziaria italiana dipendesse esclusivamente dall’inquilino di Palazzo Chigi ) e sulla conseguenze “ sospensione “ dell’ordine democratico nel Paese, come confermano le continue danze all’aumento del “ differenziale” con i Bund Tedeschi da quando Monti è Premier , come di mostrano le perdite delle Borse di tutto l’Occidente non solo dell’Italia e come testimonia la inopinata ed inattesa crescita dei tassi di interesse passivi sui nostri titoli a sei mesi verificatisi tutti dopo l’incarico al Governo Monti, assumendosene dunque anche tutti i rischi politici ed istituzionali. Siccome non possiamo dubitare della buona fede del Presidente Napolitano, se ne deve concludere che su questi temi il Presidente stesso è pronto a giocarsi faccia e credibilità e che la sua tanto decantata “correttezza” produrrà le sue volontarie dimissioni anticipate dal Colle qualora qualcuno di questi suoi progetti fallisse. Se Prodi si dovette dimettere nel 2008 quando fu sfiduciato in Parlamento, se Berlusconi s’è voluto dimettere senza essere stato sfiduciato dal Parlamento ma avendo constato che a fronte di una maggioranza richiesta di 316 deputati poteva contare su 308 deputati, se dunque la seconda carica dello Stato che dal 1994 è la prima ed unica carica eletta dal popolo, si deve dimettere, nonostante l’investitura popolare, quando il suo progetto politico non trova i necessari consensi, non si capirebbe per quale motivo un Presidente della Repubblica, nominato dal Parlamento e dunque privo di ogni investitura popolare, diciamo un “ semplice nominato” che organizza, da solo o in concorso con altri , in qualche segreto salottino del Quirinale – come fosse un Imperatore – una “ sospensione del sistema democratico “ vigente; che nomina alcuni galantuomini a lui “ graditi”- non si sa in base a quale criterio se non personale e dunque opinabile - per gestire il Paese ridotto ad un sistema “ tecnocratico”; che ordina al Governo, sic et simpliciter, di “ cancellare “ una legge dello Stato ( lo “ ius sanguinis” ); che spinge quel “ manipolo di nominati” a procedere ad una riforma della Giustizia secondo criteri da lui stesso indicati ; un Presidente della Repubblica che dunque delegittima il Parlamento fino ad arrivare a deriderlo , quando definisce “ folle” una sua legge ( esattamente la legge numero 91 del 5 febbraio 1992 ), non debba essere cacciato dal Colle.

IUS SANGUINIS O IUS SOLI ?

Dimostrando così che il Governo Monti non dovrà occuparsi solo della crisi economica , come ci hanno contrabbandato, Napolitano ha auspicato che si cambi la “ folle” ( testuale) legge sulla cittadinanza ( legge n. 91 del 5 febbraio 1992, X ed XI Legislatura e dunque Governi Goria, De Mita, Andreotti, Ciampi ed Amato ) . Forse inebriato dal sentirsi investito da “ padre padrone” dell’Italia, Napolitano, ignorando che una legge può piacere o non piacere , ha dato dei “ pazzi” a tutti i parlamentari che nel febbraio del 1992 ( a proposito, ma lui dove stava quel 5 febbraio 1992 ?) votarono quella legge. Affermazione che la dice molto lunga sul concetto di “ democrazia” del comunista Napolitano, che fa letteralmente vomitare e che mette i brividi a chiunque abbia a cuore il rispetto dell’ordine democratico costituzionale di questo Paese. Quella Legge stabilisce che chi nasce sul suolo italiano è cittadino italiano solo se figlio di due cittadini italiani e che la cittadinanza italiana può essere acquisita dai nati da cittadini stranieri sul suolo italiano solo dopo dieci anni di residenza legale ed in assenza di reati penali. Certamente nel 1992 il fenomeno immigratorio non aveva ancora assunto la forza attuale, ma pretendere di introdurre il principio del ius soli, in base al quale si diventa cittadini italiani per il sol fatto di nascere in Italia, indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori non trova basi culturali e motivazioni valide.

Solo apparentemente la riforma invocata in malo modo da Napolitano potrebbe sembrare un atto di civiltà. In verità, non lo è affatto e di civiltà , in essa, ce n’è assai poca. C’è piuttosto la solita propaganda di sinistra ed il solito irresponsabile buonismo che conferma come Giorgio Napolitano non sia “ il Presidente di tutti gli Italiani”, ma sia ancora parte politica integrante della sinistra italiana, e ne persegua i suoi obiettivi politici. Nessuno è contrario alla concessione della cittadinanza italiana agli immigrati regolari ma allo stesso tempo è chiaro che introdurre il principio dello ius soli sarebbe un totale “ disvalore” per l’Italia. Perché sarebbe come regalare la nostra cittadinanza al primo arrivato, senza nulla chiedere in cambio all’immigrato in termini di sua integrazione. La “ catena di montaggio” è già stata costruita: basta una clandestina che partorisce in Italia per consentire alla clandestina la cittadinanza italiana in virtù del “ ricongiungimento familiare “ al figlio italiano”. Senza dover chiedere la cittadinanza, senza dover trovare un lavoro per mantenersi, senza che nulla conti non dico la “ clandestinità” di costei ma anche eventuali reati penali commessi in Italia. Nulla poi conterebbe che costei fosse una immigrata regolare o irregolare, perché sovviene l’articolo 3 della nostra Costituzione, introdotto in realtà, dai Padri costituenti per ben altre e più elevate motivazioni. Sarebbe dunque sufficiente partorire un figlio in Italia, e il resto della famiglia la raggiungerà. E del resto, se abbiamo già problemi oggi con quelli già presenti nel nostro territorio, figuriamoci se venisse introdotto il principio dello ius soli. Ci ritroveremmo a vivere sopra una polveriera etnica che al confronto le guerriglie delle Banlieue francesi potrebbero definirsi dei semplici litigi fra educande. D’altro canto, afferma la sinistra, lo ius soli è necessario perché l’Italia è un popolo di vecchi e le nascite sono basse, mentre gli stranieri fanno più figli di noi. Dunque , secondo questo ragionamento, anziché incentivare le nascite in Italia, anziché introdurre leggi che inducano i giovani italiani a formare famiglie numerose, si pensa di risolvere il problema nel modo più facile: “importando” i figli di cittadini di altre nazioni e culture. Passi che siamo in epoca , come si dice, “globalizzata”, ma addirittura mettersi anche ad importare esseri umani mi sembra davvero assurdo. Questa è la politica della sinistra. La conosciamo perfettamente: è una politica propagandistica e demagogica. Più immigrati con il diritto di voto, più voti alla sinistra come proprietà transitiva. Perché dunque cercare di agevolare il benessere dei giovani italiani (che poi potrebbero anche avere l’impudenza di non votare a sinistra ), quando è così facile sfruttare il disagio della massa di immigrati che per effetto del ricongiungimento famigliare approderebbero nel nostro paese magari senza un lavoro, magari senza uno straccio di integrazione che probabilmente , almeno per riconoscenza, potrebbero votare la sinistra ?

Roma domenica 27 novembre ’11

Gaetano Immè

giovedì 24 novembre 2011

UNO SGUARDO DALL’ALTO


Pare che Mrs . Angela Merkel abbia sussurrato, rivolgendosi al Prof. Mario Monti: “L’eurozona conta su di lei”.Almeno, così “ ce la racconta”“Repubblica”.

Ecco dunque profilarsi un’altra clamorosa truffa, che i soliti ed ormai “ molto ben noti “ a tutti , politici , giornalisti, banchieri, advisor di Banche d’affari tipo Goldaman & Sachs ed onestuomini (?) delle Istituzioni , tutti quelli, per intenderci , che da tre anni hanno petulantemente, arrogantemente ed antidemocraticamente invocato ed ottenuto ( spacciando per vera la colossale menzogna che la crisi finanziaria dell’Italia fosse imputabile soltanto all’inquilino di Palazzo Chigi ) da un Colle troppo spesso favorevole ad espropriare del sacrosanto diritto alla sovranità politica sancita dalla nostra Costituzione il popolo italiano , invocato, dicevo ed ottenuto questo Governo Tecnico dei “ 18 Professori” ( copyright dalla ridicolmente genuflessa La Repubblica) , ma in realtà , ben taciuta e nascosta, un Governo vergognosamente composto di noti “ ben ammanicati nominati” e non certo di “ democraticamente eletti”, un governo composto , per summa iniuria addirittura dai diretti rappresentanti di quelle Banche ( italiche o straniere) che da anni hanno distrutto, per incapacità , per dissennatezza , per ingordigia l’economia dell’intero occidente e portato il nostro Paese alla fame , ebbene proprio costoro stanno per comminare sulla testa e nelle tasche di questo povero popolo italiano, “ espropriato del voto, commissariato, reso suddito , fatto bue e reso stronzo” anche questa ulteriore truffa.

Nulla di personale contro il Professor Mario Monti, ci mancherebbe altro, persona stimabilissima ma che ha costruito tutta la sua carriera con decenni e decenni in qualità di “ advisor “ delle principali “ banche d’affari”, nonché sui suoi innegabili meriti , sia quale docente universitario sia come “ Commissario “ Europeo. Resta il fatto che il Professor Monti è stato, per una vita, non solo una guida di quelle banche che sono state i nostri killer ed i nostri boia, ma anche un dichiarato fautore di quella diarchia francotedesca – nata dal 2000 e non certo da ieri - che è la principale responsabile della dissennatezza politico monetaria della Ue che ha prodotto la crisi che ha sconvolto tanti Paesi Europei, quali Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda, Italia e che ora sta esplodendo in Francia . Una diarchia fallimentare visti i risultati , assolutamente incapace di assumere una soluzione, anzi l’unica soluzione possibile e giusta. Trasformare la Bce, a dispetto di Trattati, carte da rivedere non è una bestemmia ma una realtà, nella Banca d’emissione dell’Europa e non nella Banca della Germania e della Francia. Il Professor Monti continua a negare di essere un rappresentante dei Poteri forti, si vanta di essersi opposto a Microsoft ed a Coca Cola quando era Commissario europeo, ma evita di ricordare – lo faccio io Professore, non s’affatichi troppo – che proprio la Coca Cola lo ha assunto come Consigliere. Mario Monti non rappresenta i poteri forti, perché ne è parte costituente. Consigliere ed Advisor di Goldman Sachs (a proposito: ma si è dimesso?) , è anche presidente della Trilaterale (ramo europeo), ha fondato il think tank Breugel di cui è , ovviamente, Presidente, è membro e assiduo frequentatore del Bilderberg. Naturalmente nelle biografie ufficiali sistematicamente omette di ricordare la sua affiliazione alla Trilaterale e al Bilderberg. Chissà perchè?

Altro che un tecnico sobrio e neutrale, il Professor Mario Monti è un uomo che coagula gli interessi di tutte queste organizzazioni, le quali hanno forti interessi finanziari (Golmdan e Sachs) o perseguono progetti non dichiarati e inquietanti. Su questi punti andrebbe incalzato dalla stampa e dal Parlamento; ma naturalmente questo non accade, se non marginalmente e con scarsa cognizione di causa da parte dei giornalisti. Così Monti può perseguire i propri interessi, facendo leva sul sostegno dei compagni di cordata italiani .L’ormai famoso bigliettino di Enrico Letta sa molto di “ pizzino” vero e proprio, ma una timorosa omertà tutto soffoca al riguardo: così, per ignoranza o per paura nessuno osa scrivere che proprio l’On Enrico Letta è uno dei membri della Commissione Trilaterale come anche il Professor Mario Monti . La Commissione Trilaterale è la somma dei poteri forti dell'intero Occidente. E' un'organizzazione semi-ufficiale (le notizie fornite dalla pubblica informazione sono sempre state rare e discontinue) creata nel lontano 1973, che riunisce altissime personalità della finanza e della politica, docenti universitari, esponenti sindacali e giornalisti. Questi personaggi provengono da Stati Uniti, Europa e Giappone. Le informazioni si trovano su Wikipedia.

Il suo nome rimanda all'idea di un'azione comune delle élites, una sorta di “principi “, di “ ottimati” , mai eletti dal popolo, provenienti dalle tre grandi aree del mondo industrializzato in vista di un "nuovo ordine": né più e né meno che una sorta di governo “ ombra” del mondo intero in seduta permanente. Ispiratore e creatore dell'organizzazione è stato David Rockefeller. Tra le più famose “ creature” del gruppo Rockfeller ricordo il Presidente americano Carter , l’altro Presidente americano Bill Clinton. Ma i progetti della Trilateral, andavano al di là dell'economia, fino ad un orizzonte "globale del potere. Sin dalla fondazione la Trilateral ha esteso il suo controllo a segmenti della pubblica informazione americana (CBS, Time Magazine, Foreign Policy), giapponese (Japan Broadcasting Incorporated), italiana (Arrigo Levi della Stampa), tedesca ( Die Ziet), del mondo sindacale (United Steelworkers of America, United Automobile workers, AFL-CIO ), della politica, della ricerca scientifica. Scriveva Gianni Agnelli, della "Trilateral": " Un gruppo di privati cittadini, studiosi, imprenditori, politici, sindacalisti, delle tre aree del mondo industrializzato...che si riuniscono per studiare e proporre soluzioni equilibrate a problemi di scottante attualità internazionale e di comune interesse". Forse sfuggiva , all'avvocato Agnelli allora ed a qualcun altro oggi , che il "comune interesse", nel mondo democratico era ed è già rappresentato e garantito dai governi eletti dal popolo e non da simili “ Spectre” di supponenti “ ottimati”. In quale veste i "privati" di cui egli parlava si affiancano all'azione economica e politica dei poteri legittimamente costituiti attraverso elezioni?

Le più importanti multinazionali legate alla Trilateral risultano essere : Coca Cola, IBM, Pan American, Hewlett Packard, FIAT, Sony, Toyota, Exxon ( già Standard Oil, la capostipite delle compagnie petrolifere americane, di personale proprietà Rockfeller), Mobil, Dunlop, Texas Istruments, Mitsubishi.E’ anche assodato che la "Trilateral" colloca i suoi uomini nei governi occidentali per realizzare i suoi programmi.

Da “ Il Giorno” del 16 Aprile 1983 "Per la prima volta a Roma la misteriosa Trilateral: 320 big dell'economia mondiale". Sottotitolo: "Tra essi Kissinger, Rockefeller, Agnelli e i potenti del Giappone"

Da "Il Giornale", 18 aprile 1983: " Il professor Romano Prodi, presidente dell'Iri e membro della Trilaterale...".

Da "Il Giorno" del 24 aprile 1987, nel servizio su una riunione del Bilderberg che si era tenuto presso la Villa d'Este di Cernobbio e che registrò, tra gli altri, la presenza di Carlo Azeglio Ciampi “ La vita organizzativa del sodalizio è scandita da riunioni plenarie, da gruppi di studio condotti dai responsabili delle tre aree, da "rapporti" che di volta in volta palesano il pensiero dell'organizzazione su questioni di particolare rilevanza “.

Nel 1975 il Rapporto di Kyoto presentava un titolo ammiccante, ricco di promesse per il futuro: "La crisi della democrazia", pubblicato in Italia con la prefazione di Gianni Agnelli.Lo studio denunciava una debolezza strutturale delle democrazie uscite dagli anni sessanta (cioè dalle crisi, a partire dal 68, organizzate e dirette dai poteri forti): debolezza degli esecutivi, perdita di credibilità e di autorità. La Trilaterale auspicava , come rimedio, una maggiore dose di autorità. Essi invocavano una maggiore autorità dei governi controllati da "loro".

Gianni Agnelli, da un'intervista rilasciata al "Corriere della Sera" il 30 gennaio 1975."Probabilmente dovremo avere dei governi molto forti, che siano in grado di far rispettare i piani cui avranno contribuito altre forze oltre a quelle rappresentate in parlamento; probabilmente il potere si sposterà dalle forze politiche tradizionali a quelle che gestiranno la macchina economica; probabilmente i regimi tecnocratici di domani ridurranno lo spazio delle libertà personali. Ma non sempre tutto ciò sarà un male. La tecnologia metterà a nostra disposizione un maggior numero di beni e più a buon mercato". Pare di leggere le parole che nel 2010 scriveva una Barbara Spinelli, un Eugenio Scalari, un Gustavo Zagrebelsky.

Il 17 maggio 1997, in seconda serata, un'inchiesta televisiva condotta da tre giornalisti definì la Trilaterale, "organizzazione massonica" impegnata in un'azione neo-colonialista nei paesi dell'America Latina. Erano presenti i tre Gran Maestri delle principali comunioni massoniche italiane, che nulla ebbero da ridire né sulla definizione della Trilateral né sulla sostanza del suo impegno in Sudamerica. Dunque, la massoneria.

E' il nuovo ordine disegnato da Gianni Agnelli e’ stato poi perfezionato dagli appartenenti: il popolo concepito come una grande mandria di buoi, da gestire quindi secondo le regole dell'allevamento animale e non secondo quelle che stanno a fondamento di una società civile. Un popolo seguace della propria fede religiosa e avvinto alle proprie tradizioni, e quindi culturalmente trasformato in vera e propria massa, inebetita da sport di massa, dall'erotismo di massa e, più recentemente, da programmi televisivi di una tale idiozia da garantire un autentico colpo di grazia agli intelletti già indeboliti dalla così detta scuola del sei e del diciotto garantito. Una massa di "incapaci" governati da un vertice di "iniziati" cui spetti un superiore ordine di idee e di decisioni. Decisioni che riguarderanno le "ingegnerie sociali" che sono già sotto i nostri occhi: quanti uomini far nascere, quanti farne morire per mezzo dell'aborto, quanti uomini far morire attraverso l'eutanasia e quanti farne vivere, attraverso un'oculata distribuzione delle risorse alimentari, come accade, con i risultati che conosciamo, presso i paesi in via di sviluppo. Decisioni che riguarderanno l'ingegneria genetica, per "intervenire" nella nuova umanità. Decisioni sulla famiglia da distruggere e sulla transessualità da esaltare.

In una parola, tutto ciò che definitivamente distrugga il "vecchio" ordine sociale per la creazione di un nuovo ordine. Ma tutto questo senza particolari scossoni. Non vi sarà bisogno di dittature, visto che le democrazie laiche e progressiste, condotte da governi di "centro-sinistra", servono già così efficacemente allo scopo. Governi che riproducono una formula già largamente sperimentata lungo l'intero corso del secolo scorso e paradigmaticamente rappresentata dal governo Prodi-d'Alema: l'alleanza tra la borghesia massonica e la sinistra, rivoluzionaria o meno. Un comune sistema di pensiero: il materialismo assoluto. E un comune nemico, da sempre: il liberalismo. Chi comprende questo, comprenderà tutto del mondo in cui oggi vive. Ma chi non comprende questo, non capirà mai nulla. Scriveva sin dagli anni sessanta un docente universitario americano, Kenneth Bouldin: "Si può perfettamente concepire un mondo dominato da una dittatura invisibile nel quale tuttavia siano state mantenute le forme esteriori del governo democratico". Esiste dunque una affiliazione che il deputato Pd Enrico Letta e come il Professor Monti, non rivendicano nelle biografie ufficiali. Perchè questa ritegnosa discrezione nei dirsi membri di Trilaterale e Bilderberg? Perchè questi misteri? Cosa aspetta l’opinione pubblica ad aprire gli occhi sul Professor Monti e su Enrico Letta e su Mario Draghi e tanti altri venerati tecnici o addirittura padri della patria?

Nessuno ha messo nella dovuta evidenza che il governo italiano ha già agito, dal 2008, molto meglio degli altri governi europei, portando, per esempio, il proprio bilancio pubblico in “ avanzo primario”., mantenendo la disoccupazione ad un tasso ad una cifra e la più bassa dell’eurozona. Ci viene rimproverata, molto giustamente, una “crescita troppo bassa” come fosse responsabilità dell’ultimo Governo. Ma se sono anni che noi vogliamo tutte quelle invocate riforme che sono la bandiera del centrodestra fin dal 1994, come quelle liberalizzazioni e quelle privatizzazioni che non arrivano mai. Non arrivano mai per il semplice fatto che nelle legislature governate dal centrodestra ( dal 2001 al 2006 e dal 2008 a ieri ) abbiamo sempre avuto qualche “ proporzionalista” che , infiltratosi nella maggioranza, ha bloccato ogni iniziativa che mirasse all’attuazione delle promesse riforme. Ricordo, tanto per rinfrescare le menti, il ruolo ostruzionistico ad ogni riforma assunto dall’On. Follini e dall’Udc mentre Casini era Presidente della Camera ( ricordo il famoso articolo 18, ricordo la riforma delle pensioni, ricordo quella della Giustizia, ecc) e il ruolo altrettanto ostruzionistico così ben interpretato da Fini in questa Legislatura , forze che minavano la maggioranza anche perché nel loro ostruzionismo trovarono l’aiuto ed il conforto interessato dell’opposizione. Assistiamo così alla farsa tartufesca e ridicola dove i “ sabotatori” delle varie riforme ora richieste dall’Ue addirittura oggi “ le invocano” come vergini cuccie.

Non arrivano mai, le invocate e necessarie “ riforme” perché se è vero che l’articolo 67 della Costituzione ( quello che sancisce l’inesistenza del vincolo di Mandato per il Parlamentare eletto) è oggetto di dure critiche, queste sono sfruttate dalla stampa e dai media per creare un falso problema, appunto quello di modificare questo articolo 67, onde garantire una maggiore governabilità. E la gente non s’avvede che viene vergognosamente mandata a sbattere contro un falso problema proprio per evitare che si affronti il vero problema. Insomma, considerato che il principio dell’assenza del vincolo di mandato è un sacrosanto principio democratico che affonda le sue radici nella Rivoluzione francese, non è ricorrendo alla sua espunsione dalla Carta Costituzionale che si risolve il problema della governabilità. In un sistema istituzionale democratico come il nostro, basato essenzialmente sul bilanciamento dei poteri, è impensabile che il problema della maggior governabilità sia affrontato sopprimendo o limitando un sacrosanto principio democratico. Insomma l’articolo 67 della Costituzione non deve essere toccato, ma deve essere modificato e sistemato il necessario “ premierato” che consentirebbe, saggiamente introdotto, di governare il Paese senza minimamente toccare l’articolo 67. Come avviene da sempre negli Usa, dove oggi Obama guida il governo non ostante abbia perduto il consenso della maggioranza del Congresso, come avviene in Francia, dove già esiste il presidenzialismo, come avviene il Germania, dove la Merkel governa indisturbata pur avendo perso tutte le elezioni regionali dei Lender. .

Dunque sbaglia ancora Mrs. Angela Merkel a contare sul Professor Mario Monti, perché il problema non è affatto il governo italiano, qualunque esso sia, ma il Governo tedesco, il “ suo” Governo tedesco. Ma guardiamoci intorno, please!

Gli Usa di Obama , di quel similfenomeno che doveva cambiare il mondo col quel suo infantile “ yes, we can” apodittico slogan( subito scimmiottato da quel ridicolo e fallito segretario del P.D. di Veltroni ) non solo credettero di risolvere la crisi dei “ subprime” elargendo al “ sistema bancario” impensabili vagonate di Dollari ( premiando così nei fatti tutta quella consorteria gaglioffa e disonesta di banchieri che aveva rovinato il mondo intero con i suoi titoli tossici ) invece di trovare altre soluzioni; l’estate scorsa il presidente statunitense è stato massacrato da un congresso che si rifiutava di elevare il tetto al debito pubblico, spingendo il bilancio federale verso la bancarotta. Fu un dibattito lungo e umiliante, che mostrava il lato nascosto di una debolezza istituzionale. In capo alla più grande potenza economica e militare del mondo. Cosa è rimasto di quelle difficili settimane? Nulla. Anzi, gli Usa possono autorevolmente indicare agli europei qual è la via giusta per uscire dalla crisi dei debiti, vale a dire quella che hanno seguito loro: stampare moneta ed immetterla sui mercati, specie sui titoli di debito dei Paesi membri.

Rivolgiamoci all’altra parte del globo: la Cina vide di buon occhio la nascita dell’euro, è pronta a sostenerlo ed ha in portafoglio molti titoli dei debiti pubblici dell’eurozona. Tale atteggiamento non è frutto di benevolenza, ma di convenienza: nel momento in cui la Cina esce dai sui confini e dalla miseria, divenendo protagonista sui mercati globali, gradisce che la valuta di riferimento non sia una sola, per giunta amministrata da chi ha interessi geostrategici potenzialmente non collimanti con i propri. L’euro era una buona alternativa. Allora, se ci si guarda in giro cosa si vede? Che l’euro come valuta di riferimento internazionale sta affondando. La colpa ricade prima di tutto sui tedeschi e sui francesi, sulla premiata ditta Merckel – Sarkosy che ha distrutto un lavoro iniziato da De Gasperis dopo la seconda guerra mondiale. I mercati stanno dimostrando che ora partirà l’attacco contro la Francia In quanto ai tedeschi, sarà difficile, un giorno, spiegare ai loro giovani che la grande Germania s’è giocata il ruolo europeo per cercare di far vincere alla Merkel almeno una misera elezione.

Un tempo si diceva del “gigante dai piedi d’argilla”, ma l’Europa d’oggi è una sorta di Frankstein al quale hanno tolto il cervello. Noi italiani abbiamo solo da guadagnare a ricordare che la crisi è una meravigliosa occasione per uscire da questo immobilismo europeo inconcludente. Ma se qualcuno, il Professor Mario Monti compreso, crede che asservirsi alla diarchia franco tedesca, crede che tassando gli italiani, crede che costringendo la Bce a prestare i soldi alle banche francesi e tedesche all’uno e mezzo per cento , in modo che queste ci comprimo i titoli del nostro debito pubblico al sette per cento, si arrivi da qualche parte, ebbene, non avrà mai la nostra approvazione. Vedremo se il Professor Mario Monti si opporrà a questa Europea che vuole affossarci ,vedremo se troverà il coraggio e la forza di non obbedire ai comandi della sua lobby. Vedremo se sarà un “ italiano illuso” o un “ asservito colluso”. Vedremo.



Roma domenica 20 novembre 2011



Gaetano Immè

venerdì 18 novembre 2011

Il New York Times , di indole non certo berlusconiana, scriveva l’11 novembre 2011 che “ il problema essenziale dell’Italia non è il deficit elevato e neanche il pesante debito pubblico , ma decenni ormai di crescita semplicemente penosa - da accattoni e da pitocchi mi permetto di aggiungere – che rende il debito pubblico più costoso e gli investitori più scettici circa la capacità dell’Italia di onorare le proprie scadenze. Ecco perché i tassi crescono, ecco perché il differenziale con altri Paese europei cresce e tutto questo rende sempre più complicato pagare il debito.”. Il successivo 14 novembre ’11 lo stesso NYT scriveva “ che la Bce dall’inizio della crisi finanziaria non ha fatto altro che dare alle Banche dell’Eurozona tutti i soldi che queste richiedevano, ma si è rifiutata di offrire lo stesso servizio a Paesi, come la Grecia , come l’Italia. Perché non lo ha fatto? La conseguenza è che oggi in Europa il rischio non è certo quello che qualche Banca fallisca , ma che qualche Paese faccia questa fine . Finora la Bce non ha fatto la sola cosa che avrebbe dovuto fare per evitare quello che è accaduto alla Grecia e quello che potrebbe accadere a noi: diventare per tutti i Paesi d’Europa quello che era per l’Italia la Banca d’Italia “. Il NYT dice finalmente la verità: quando si parla di “ credibilità” dell’Italia sui mercati non ci si riferisce a quella “ credibilità” cui alludono ingannevolmente tanta stampa allineata e troppe forze politiche , tutte interessate solo alla loro rigatteria politica anziché al bene del Paese, ma semplicemente al fatto che manca, in Italia, una vera e salvifica “ crescita”e non certo da oggi. E per crescere – lo ha affermato e scritto la BCE nella famosa lettera – servono le riforme e le misure indicate dalla Banca Centrale, le privatizzazioni con le liberalizzazioni, serve liberalizzare il mercato del lavoro, comprimere le pensioni di anzianità praticamente sopprimendo o dilazionando tutti i pensionamenti ai sessantasette anni, servono insomma le misure che erano state individuate dal Governo.


Dunque è così evidente che la decisione di lasciare prima la Grecia ed ora l’Italia alle prese con questi problemi è frutto di un’azione politica organizzata e guidata da quei due o tre Paesi che ne hanno usurpato il potere politico e corrisponde esattamente ai voleri di quei Paesi e delle loro Banche e dei loro banchieri. Le quali, non dimenticatelo mai, hanno nei loro portafogli montagne di titoli greci, concessi a tassi incredibili. E voi pensate che quei Paesi, che avevano brindato ai grossi affari fatti dalle loro Banche investendo nei titoli pubblici greci a tassi da spavento ( per i greci) , che sono poi gli stessi Paesi che pretendono pure di guidare la politica economica di questa fallimentare Europa, voi, ripeto, pensate che quei due Paesi avrebbero potuto mai consentire che la Bce finanziasse quei debiti pubblici che avrebbero fatto scendere i relativi tassi ed i relativi differenziali con i Bund tedeschi? Ma quando mai! Stanno facendo affogare l’Europa pur di salvare le loro Banche. Cosa ha fatto, diciamocela tutta, da quando è Presidente della Bce lo stesso Draghi in tal senso? Nulla, tanto chi ci avrebbe rimesso le penne mica era lui, ormai Presidente della Bce, ma il Governo di Roma. E cosa ha mai fatto a tale scopo quel tale Conte Bini Smaghi , quel singolare nobiluomo, che tanto ha nociuto alla dignità del nostro Paese col suo meschino avvinghiarsi , all’Alfieri, alla poltrona europea ed alle sue laute prebende invece di cercare di spingere il Board della Bce a compiere il proprio dovere ? Nulla. Anzi, ecco cosa hanno fatto: Draghi ha abbassato il tasso d’interesse Euro all’1,50%. Benissimo. E allora perché con quel denaro non compra debiti sovrani europei facendo così crollare i tassi da strozzo ? Non si può? E chi lo dice? Un trattato? I trattati si modificano, non sono mica Bibbie o Vangeli . Diciamo allora che la Bce, guidata dalla Germani e dalla Francia, presta gli Euro che può emettere liberamente ( l’Euro non ha stampato quello che era scritto sulla vecchia Lira e cioè la frase “ rimborsabile a vista al portatore”) alle Banche ( all’1,5% appunto) le quali poi con quel denaro comprano titoli greci , italiani, spagnoli, francesi, irlandesi, ecc a tassi da paura ( 7, 8%) . Un capolavoro.

E il Professor Mario Monti, cosa ha mai fatto a sua volta nella sua vita e quali sono queste sue eccezionali doti professionali ed umane che legittimerebbero il laticlavio ? Lascio il pettegolezzo a chi ci vive sopra fin dalla seconda guerra mondiale, essendone ormai un esperto  maestro, ma non riesco a capire per quale motivo il Presidente Napolitano, che pure spende logorroici pistolotti di populismo sdrucito – come i cappotti dei pitocchi – a favore della riduzione delle spese della politica, abbia così improvvisamente sentito il bisogno di elargire al Professor Monti, oltre alle tre o quattro pensioni e vitalizi dei quali costui già gode, anche lo stipendio da Senatore a vita, una bazzecola da 25.000,00 Euro al mese, oltre benefits. E come mai un uomo così integerrimo come viene dipinto l’Ex Rettore della Bocconi, tanto da essere chiamato a sfornare misure “ lacrime e sangue” per gli italiani non ha avuto neanche la più lontana idea di rinunciare al non necessario laticlavio ? Che diavolo c’entra la sua munifica elezione a “ senatore a vita “ con la sua probabile carica di Primo Ministro ? Professor Monti, Presidente Napoletano, ma voi credete veramente che gli italiani siano tanti Pinocchi fra le vostre grinfie da Gatto e da Volpe da credere alla vostra sceneggiata ? Che Monti sia sceso da un sommergibile tedesco, arrivato direttamente nel laghetto del Quirinale, alla James Bond , così improvvisamente? Non è forse Monti il più illustre Advisor che mai la Goldman & Saach abbia mai avuto fin dai tempi in cui – anni novanta – tanti stranieri venivano a fare shopping con le nostre aziende gioiello che l’IRI di Prodi svendeva a destra ed manca? Oltre ad aver ridotto il popolo italiano ad essere un popolo bue, ad avergli espropriato la sovranità popolare, volete pure continuare a raccontarci ancora altre menzogne? Queste cose non si realizzano in una notte, voi ci stavate lavorando da almeno dieci mesi, anzi per l’esattezza dal 14 dicembre del 2010, voi avete raccontato agli italiani una massa di menzogne, avete preso in giro il Governo di un Paese democraticamente eletto contro il quale avete tramato come meschini mestatori , avete trattato da burattini Ministri della Repubblica che fingete di onorare , al fine di imporci con questo golpe istituzionale , il Governo dei non eletti. In sostanza, Presidente Napolitano, è Lei il primo responsabile di questo golpe, è Lei che, contravvenendo alla Costituzione effettiva che ormai da quasi venti anni si regge sul sistema maggioritario, pretende di mettere un Banchiere al Governo di un Paese che è stato rovinato proprio dai Banchieri esteri : come mettere Dracula alla Presidenza della Banca del Sangue.

A Napoletano, a Monti, alla sinistra ricordo poche cose, ma buone. In Grecia , con la crisi, si è votato. In Spagna, con la crisi, si vota fra poco. In Irlanda con la crisi si è votato. In Francia si vota fra un anno. In Germania è cambiata la coalizione al Governo. Solo da noi avete voluto espropriare al popolo la sua sovranità . Avete ridotto l’Italia come una Colombia, dove dominano i trafficanti di droga, da noi voi ci imponete il regime dei tecnocrati, dei banchieri, di quelli che ci hanno distrutto con i loro fallimenti. Avete applaudito Obama come fosse la Madonna Pellegrina fingendo di dimenticare che quel Presidente ha pagato miliardi di Dollari alle Banche americano che stavano fallendo per i mutui subprime. Avete applaudito la Germania e la Francia le cui Banche hanno investito in titoli greci a tassi da strozzo. Non solo: avete compartecipato alla grande truffa che da Dicembre del 2010 avete perpetrato ai danni della democrazia italiana sostenendo, con parole opere ed omissioni, la truffaldina tesi che lo spread dei nostri titoli dipendesse solo da una scarsa credibilità di Berlusconi partecipando come volgari ladri al furto di democrazia ai danni del popolo. I fatti di oggi dimostrano le vostre responsabilità davanti alle quali resterete appesi: che era una truffa che, cacciato Berlusconi, l’Italia sarebbe diventata un Eden.

Monti mi ha deluso nei suoi discorsi " aulicanti ma apodittici" , tutti bagnati  di saliva come in una gabbia di lumache  sbavose , tutti paroloni e niente sostanza. Equità, concordia, sviluppo, tutte parole stuprate dal Preside e dai suoi sodali. Da un Passera che , strano, lascia sei milioni all’anno da AD di Banca Intesa per neanche duecentomila euro l’anno da Ministro. Ma questi “onestuomini” decideranno per il bene dell’Italia o per quello delle Banche da cui provengono? Monti mi ha deluso perché mi aspettavo dalla sua onestà che dicesse che Berlusconi non c’entrava niente con la crisi finanziaria, che dicesse di voler realizzare quello che l’Eu aveva chiesto a Berlusconi, che non lavorava per diventare il Premier del centrosinistra durando fino alle prossime elezioni, che era un tecnico e che, non essendo stato dunque eletto dal popolo, per rispetto della sovranità politica che spetta solo al popolo, era pronto a lavorare solo per attuare quanto la Bce aveva richiesto e poi dimissioni per ridare voce al popolo sovrano. Ma il Professor Monti non ha detto nulla di tutto questo, anzi! Lascia che circolino da Bersani, da Fini, da Di Pietro richieste di modifica di legge elettorale ed altre amenità che nulla c’entrano con i punti imposti dalla Bce, senza smentire simili idee che evidenziano la volontà di non voler rispettare la sovranità popolare .

Male, molto male. Professor Monti, anzi, malissimo. Un inizio disastroso. E “ chi mal comincia è alla metà dell’opera “, non vedo per il Professore un grande futuro, né un piccolo futuro. Sia perché non accetto di essere governato dai boia che ci hanno ridotto sul lastrico ( alias i banchieri occidentali ed europei ) sia perché sarà pure un Professorone questo Dr Mario Monti, ma che squallore acchiappare il laticlavio da 25.000,00 euro al mese mentre ciancia di “ voler ridurre i costi della politica” ( evidentemente quella degli altri, non la sua).



Roma 18 novembre ’11



Gaetano Immè