Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 3 dicembre 2011

ASPETTANDO LUNEDI’, IN QUESTO REGIME DI RE GIORGIO TRAVICELLO


Viviamo ormai in vero e proprio “ regime tecnocratico ” , un regime impostoci da Re Giorgio Travicello con un golpe dittatoriale degno del peggior Ceausescu che ha prodotto la sospensione della democrazia nel nostro Paese , al quale regime la gran parte della stampa e dei mezzi di informazioni si genuflette sia per averlo agevolato ed invocato (onde ottenere quel potere politico sul Paese che mai avrebbero ottenuto con le consultazioni politiche) sia per paura di ritorsioni e vendette , un vero e proprio regime che esautora “ la politica”, che vorrebbe rendere “ il Parlamento “ una sorta di squallida assemblea condominiale priva di dibattito democratico “ o una miserabile riedizione “ dell’aula sorda e grigia di fascista memoria . Gli elementi distintivi del “ regime” ci sono tutti: dalle ridicole e sperticate “ laudi” verso Monti ( siamo ormai al culto della personalità) , alla totale e completa genuflessione della stampa e dei media al regime, all’immancabile “ silenzio di regime”. Insomma, si scrive Monti, ma si legge Napolitano.

In Russia , con la dittatura comunista che aveva parecchio da nascondere, il silenzio di regime trionfò. Produsse anche delle “ semiprofessioni” quali furono i kremlinologi, gente di regime capace di dedurre ciò che avveniva da alcuni segnali: per esempio (era un classico), dalle presenze e dalle assenze, oltre che dalla posizione più o meno vicina ai grandi capi, di quelli che assistevano alla sfilata del Primo Maggio sulla piazza Rossa. In Germania , con la dittatura di Hitler, in Spagna con quella di Franco, in Jugoslavia con la dittatura di Tito, in Romani con quella comunista di Ceausescu ed in Italia con quella di Mussolini accaddero le stesse identiche cose.

Il governo Napolitano, che ha in mano i fili per guidare, come un burattinaio , tutti i burattini del suo Governo, Monti compreso, è molto ben avviato su questa infame strada. Per la prima volta nella storia della Repubblica un esecutivo è stato così segreto, nelle sue attività e nelle sue intenzioni, da essere divenuto simile al Kremlino, . Aspetto la nascita dei “quirinologhi “ : gli specialisti della decriptazione di ciò che avviene dentro il Colle e nella sua “dependance” di Palazzo Chigi. Qui si tratta di trovare una teoria che spieghi tutto quanto è avvenuto dall’incarico al professor Mario Monti a oggi. Il rischio di sbagliare pesantemente è molto alto, la tentazione del gioco è irresistibile, ma i “ laudatores”, una volta “ prefiche” ululanti, non lesinano impegno e fantasia. Basta aver letto qualche Repubblica – ma quella del “ barbiere” domenicale e della “ first lady” che porta al professor Monti “ le camice pulite e fresche” mi hanno fatto proprio sbellicare dal ridere – qualche Stampa per non parlare del Corriere della Serva e del foglietto rosa degli italici industriali , cresciuti a rottamazioni e a clientelismo invece che a “ pane e minestra”, come noi che la Bocconi ce la sognavamo!.

Il primo dato evidente è che il Professor Mario Monti fino ad oggi ha detto solo pure banalità retoriche “ , appunto da regime” , avendo ripetuto, come un disco rotto o un pappagallo addestrato “misure secondo equità, rigore ed opportunità”. Ma lui lo sapeva bene: un regime è pur sempre un regime e prestarsi per recitare il ruolo principale nella rappresentazione farsesca di un Governo fantoccio imposto dal regime produce tanti vantaggi – come quelli, per esempio, di curare per prima cosa e ben bene gli interessi “ delle banche amiche “ piuttosto che quelli di ignoti e stronzetti cittadini - ma produce anche determinati oneri . Ha parecchio viaggiato, ma se uno va a Bruxelles o a Parigi o altrove per incontrare capi di Stato o di governo, non lo fa certo per parlare di “equità”, di “rigore” e di “provvedimenti opportuni”. In questi casi si scende al sodo, al concreto . Dunque il nostro Capo del governo di qualcosa avrà pure parlato con Angela Merkel , con Nicolas Sarkozy, con Van Rumpey, con Barroso anche se nessuno osa chiederglielo, per piaggeria, per paura di venir meno al silenzio di regime, per timore di ritorsioni .

Per questo blog , che non appartiene alla casta dei “ quirinologhi” , la spiegazione sia dei silenzi sia dei viaggi potrebbe essere la seguente.

Chiunque tenti di governare in Italia sa che i partiti politici sono a favore delle riforme e di provvedimenti coraggiosi finché se ne parla, finché c’è solo da riempirsi la boccuccia: non appena però si scende sullo specifico, l’atteggiamento cambia. Ognuno riscopre le sue imprescindibili posizioni, ognuno proclama “tutto ma non questo” e, naturalmente, i sindacati minacciano scioperi generali onde ricattare l’esecutivo . A mio “ sentore “ Re Giorgio Travicello ha avuto tempo e modo di esaminare la situazione politica e guidando come un burattinaio Monti e la sua squadra di “ fedeli al Re “ proporrà ad un Parlamento di “ mezze calzette esautorate e commissariate “ dei provvedimenti, alcuni indigesti per la destra, altri indigesti per la sinistra – patrimoniale da un lato e riforma del lavoro dall’altro – per citarne solo due. Poi, di fronte alle universali proteste, affermerà che, se tutti protestano, tutti sono colpiti. E se tutti sono colpiti, è segno evidente che non si è privilegiato nessuna parte politica e sociale . E che dunque quei provvedimenti sono giusti ed opportuni e fra l’altro hanno l’avallo preventivo delle autorità comunitarie: ed ecco a che cosa sarebbero serviti i viaggi a Bruxelles, una sorta di “ viaggi della speranza”.

Non resta altra soluzione , perché c’è poco da menare il can per l’aia: un regime è un regime . Pertanto è ovvio un atto di forza. Vedere il Rettore bocconiano come un “ conductator” fa un po’ ridere. Ma rideremmo molti di meno quando , con la sua aria bocconiana , gli sentiremo dire, parola più, parola meno : “Il governo e l’Italia non sopravvivono se tutti non chinano la testa e non accettano l’inaccettabile. La sinistra , la destra ed il centro devono subire riforme dolorose, non sono consentite linee di difesa irrinunciabili e i sindacati devono capire che possono fare tutti gli scioperi che vogliono, non per questo cambieremo strada“ Credo che nessuno in questo Parlamento avrà il coraggio di dire di no , perché diventerebbe responsabile per tutto il Paese di un certo disastro.”. Voi vedete in Parlamento qualche partito politico che abbia tanto fegato, tanto coraggio, tanta voglia di scomparire, di dire addio a vitalizi e privilegi ? Beati voi!

Così, se le cose andranno così, avremo scoperto che siamo stati per sessantatre anni idioti e beoti sudditi di una Costituzione e di un sistema politico da imbecilli .. C’era forse bisogno di un regime per scoprire che il sistema istituzionale italiano era una cosa inutile e dannosa quando da sempre c’è chi vorrebbe cambiare ed ammodernare il tutto?

LE PROFEZIE DI REPUBBLICA E DI SCALFARI!!!!

L’Egitto, pezzo dopo pezzo, sta finendo sotto il controllo di una coalizione fra i fondamentalisti islamici di Libertà e Giustizia (emanazione partitica dei Fratelli Musulmani) e gli ultra-fondamentalisti salafiti della coalizione Al Nour (la luce). I risultati che sono arrivati, seggio dopo seggio, lo confermerebbero.

In molti di essi il ballottaggio per l'uninominale è fra un candidato di Libertà e Giustizia e uno di Al Nour. In linea generale, stando alle indiscrezioni riportate dai media online egiziani, i partiti islamisti vanno molto meglio nelle zone rurali, come il Fayyoum, piuttosto che al Cairo dove in alcuni quartieri residenziali si è imposto il laico Blocco Egiziano. Sempre secondo dati ufficiosi, ad Alessandria (teatro del grande attentato contro i copti dello scorso Capodanno) i Fratelli Musulmani si sarebbero aggiudicati il 44% dei voti, Al Nour il 27% e il Blocco Egiziano solo il terzo posto con il 19%. A Porto Said, Libertà e Giustizia è in testa seguito da Al Nour e anche al terzo posto si piazzerebbe l’altro partito islamista, più moderato, di Wasat. Luxor, contrariamente alle prime proiezioni, potrebbe essere anch'essa andata ai Fratelli Musulmani. Contesa Assiut, nell'Alto Egitto (Sud). Ci saranno due ballottaggi: uno fra un esponente dei Fratelli e uno del Blocco Egiziano; l'altro fra un candidato salafita e uno indipendente. I risultati, oltre che incerti e ancora non ufficiali, non determineranno automaticamente i rapporti di forza nel nuovo parlamento. I prossimi due turni si terranno il 14 dicembre e il 3 gennaio. Ma Libertà e Giustizia già annuncia che si prepara a governare, assieme ai Salafiti, in un governo di coalizione. E iniziano a vedersi alcuni sintomi inquietanti del futuro Egitto. L’autorità del Canale di Suez annuncia che la tariffa per il passaggio aumenterà del 3%, a partire da marzo.

Già inizia il boicottaggio anti-occidentale? Non affrettiamoci: è una decisione economica per colmare il buco aperto dalla lunga crisi. E l’autorità del Canale fa presente che la tariffa per il passaggio è una delle più basse del mondo. Porgo i miei più sentiti complimenti a La Repubblica e particolarmente ad Eugenio Scalfari che , nella sua immensa preveggenza e saggezza, aveva intonato peana per quella “ meravigliosa primavera araba”. Eccolo servito di barba e capelli. L’Egitto sta andando in mano agli islamici integralisti.

Roma sabato 3 dicembre 2011

Gaetano Immè





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