Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 13 dicembre 2011

DEDICATO AI SOLITI VENDITORI DI BUFALE



Da laico impenitente ma rispettoso e stanco e disgustato dal melenso coro dei demagoghi da quattro ( o da trenta?) denari , che vomitano e scrivono cretinate sulla questione dell’applicazione dell’ICI sui beni immobili del Vaticano – ovviamente situati in Italia - mi pregio , oltre che raccomandare vagonate di Memoril in quantità industriali, sintetizzare e rammentare a tutti gli smemorati di Collegno della sinistra italiana quanto segue.

La normativa in questione sull’Ici fu varata da un governo guidato da tale Giuliano Amato, e modificata dal secondo governo Prodi con tale Pier Luigi Bersani come Ministro. Quindi la «confusa applicazione» agli immobili vaticani della normativa sull’Ici , ridicolmente invocata dal Segretario del P.D. (per buona sorte solo omonimo di quel Ministro ) Bersani , anche questo però  Pier Luigi, ammesso e non concesso che si tratti davvero di una legislazione poco chiara, è una “ confusione” introdotta e voluta solo dalla sinistra nostrana.

Il Vaticano non paga l’Ici su parte del suo patrimonio immobiliare (cioè sui beni «destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative, sportive, religiose e di culto») per una legge del 30 dicembre 1992, la numero 504. Ma non crediate che sia il solo Vaticano il destinatario di tale “ privilegio fiscale” ! Infatti per quella stessa Legge, dall’ICI furono escluse tutte le organizzazioni prive di lucro, dai sindacati alle Onlus, dai partiti politici alle altre confessioni religiose, alle fondazioni (comprese, guarda un po’ che preveggenza , anche quelle bancarie così care al Professor Monti ed a qualche Ministro del Governo del Presidente ! ), nonché Pro loco, O.n.g. , patronati, aziende sanitarie, gruppi sportivi dilettantistici. L’esenzione riguarda chiese,templi,sinagoghe,biblioteche, oratori, mense dei poveri, centri di accoglienza, scuole, case di riposo. In realtà, ciò che viene tutelato dalla Legge è la destinazione sociale e no-profit del bene immobile .Più che di un “ privilegio fiscale” si dovrebbe pertanto parlare di una norma di equità sociale. Sul resto, ovvero sugli immobili adibiti a scopi commerciali (appartamenti, negozi, ristoranti, librerie, alberghi, eccetera) il Vaticano paga l’Ici. Da sempre, anche se i demagoghi da strapazzo fingono di essere degli smemorati di Collegno.

Questa inutile polemica viene utilizzata periodicamente dai soliti venditori di bufale e di fumo, tipo Repubblica, tipo La Stampa, tipo Report , contando sull’ignoranza dei suoi lettori sugli argomenti. Così, tanto per vellicare la biliosa vena anticlericale ben inculcata nelle scatole craniche e nel DNA dei comunisti e cattocomunismi italiani da Togliatti e dai suoi epigoni e propagatasi nei loro successori ed eredi  e per agitare un falso problema che copra il vuoto assoluto delle loro inesistenti proposte. Sparare sul Vaticano, sulla Chiesa , è fonte di soddisfazione per queste persone , le quali , invece di ragionare, sono state abituate, non dimentichiamolo mai, dapprima ad eliminare fisicamente e successivamente a criminalizzare chi non la pensa come loro. Mai a discutere.

Da allora, i successivi interventi dei governi sulla questione dell’ICI del Vaticano sono stati solo i seguenti.

Nel 2005, con il d.l. numero 163 del 17 agosto , il governo Berlusconi varò un decreto legge in cui venivano riconfermate le esenzioni che tuttavia di fatto erano già comprese dalla normativa originaria. Siccome però non fu convertito in Legge il decreto non produsse effetti.

Un successivo decreto legge , il numero 203 del 30 Settembre 2005, sempre del Governo Berlusconi, stabilì invece che l’esenzione si applicasse «alle attività indicate a prescindere dalla natura eventualmente commerciale delle stesse».Una misura esclusivamente di carattere “ interpretativo” e non innovativo.

Nel 2006., in piena campagna elettorale, la sinistra aveva promesso modifiche alla legislazione su Ici, Chiesa e mondo no-profit. Pertanto il nuovo esecutivo, ( Governo Prodi, Ministro dello Sviluppo tale Pier Luigi Bersani ) di centrosinistra mise mano alla materia e con l’ultimo ed ennesimo decreto legge, quello numero 248 del 4 Agosto 2006, introdusse una formulazione molto vicina all’originale: «L’esenzione si intende applicabile alle attività indicate che non abbiano esclusivamente natura commerciale».Un testo che trasuda una inusitata benevolenza verso il Vaticano da parte di un Governo di centrosinistra. Forse, ma io sono maligno lo sapete, una "captatio benevolentiae" per acquietare gli animi dei teodem che costituiscono una grossa fetta del P.D ? Forse un conflitto di interessi?


MA QUANTO ANCORA VI DOBBIAMO SOPPORTARE?  QUOUSQUE TANDEM, NAPOLITANO ATQUE   MONTI,  ABUTERE PATIENTIAE  NOSTRA?


Ormai è tanto chiaro da abbacinare le pupille , da far male agli occhi: la speculazione , i mercati se ne sbattono altamente del governo impostoci in Italia da Re Giorgio Travicello (guidato da un Don Rodrigo inviato dall’”innominato”: il sistema bancario internazionale) e delle sue misure. .Loro scrutano solo le decisioni europee , quelle che riguardano la moneta unica, l’Euro. Se le decisioni dell’Europa mancano, se non si decide di difendere l’Euro con la Bce come fa la Bundesbank con la Germania, come fa la FED negli Usa, come fa la Bank of China con la Cina, come faceva la Banca d’Italia con la lira; se le grandi decisioni europee sono quelle assunte da Sarkozy e dalla Merkel di rivedere gli accordi e se ne riparla a marzo 2012, allora la “speculation “si frega le mani e , come fanno le leonesse , che del branco degli gnu aggrediscono quelli malati e deboli, aggrediscono l’Euro ( perché sotto scacco non c’è l’Italia, come vi raccontano, come non c’è la Francia come tra poco vi dovranno raccontare, come non c’è stata la Grecia che nessuno si è comprato a prezzo stracciato mi pare, come non ci sarà la Germania come cominciamo a temere…) per mangiare e per arricchirsi acquistano titoli di debito pubblico a tassi di interesse sempre maggiori, cioè speculano sui debiti pubblici sovrani degli Stati europei. Insomma la “ speculation” non compra BOT italiani perché mira , se non onorati alla scadenza, a comprarsi la Finmeccanica o l’Eni, per dire, ma perché rendono il sei o il sette per cento invece che il due per cento come gli altri (a causa della scellerata politica adottata dai nostri pessimi rappresentanti sin dalla fine degli anni ’70 ). Vedere al capitolo crisi greca, dove i “ prestasoldi” americani, francesi e tedeschi, i nuovi Napoleone ( o i nuovi Cambronne?) dell’Europa , se la sono spassata allegramente prestando negli anni passati ai greci i loro soldi a tassi da vergogna. Oggi Mr. Spread ha superato i 470 punti, nonostante che Monti abbia tassato gli italiani oltrepassando ogni umano limite di sopportazione. Una manovra che non condivido , come più volte ho scritto, perché obbliga “ i soliti noti “ italiani a dissanguarsi , ma quel denaro va solo ad arricchire continuamente proprio la “speculation”


E’ poi evidente come il sole che l’Europa dell’euro sta fallendo miseramente. Per quanto mi riguarda l’euro si sta rivelando un misero fallimento: troppo costoso per alcune nazioni con strutture economiche “deboli” (vedi l’Italia); troppo debole per altre nazioni con un’economia più solida e strutturata (vedi la Germania). In questo contesto, la tendenza è la diaspora ed è quello che sta avvenendo in Europa. Dove ognuno va per la sua strada. È stata sufficiente un’ondata speculativa, per mettere a nudo che il progetto dell’Euro si è rivelato per quello che è: inconsistente ed inesistente .Oggi l’Europa è una entità pseudo-unitaria tenuta unita solo da rigidi vincoli di stabilità difficili da rispettare per le specifiche esigenze delle singole realtà nazionali, che non sono tutte uguali.

Dunque, gli euroscettici hanno vinto? Non posso che concordare. Una grande nazione europea sarebbe un sogno, ma l’Europa così come è oggi non è una nazione europea, ma un semplice contratto commerciale fra nazioni con una serie di clausole vessatorie per alcuni Stati (tra cui l’Italia), a vantaggio esclusivo di altri Stati (tra i quali Francia e Germania). Ed è chiaro che un siffatto contratto, prima o poi sarebbe stato disatteso dinanzi alle prime difficoltà di adempimento. Il fenomeno speculativo ha rivelato la vera (in)consistenza del patto europeo, mettendo a nudo arroganze tedesche e debolezze economiche dei paesi del sud Europa ( come l’Italia, la Spagna, il Portogallo la Grecia ).È stato sufficiente proporre l’istituzione degli eurobond ed un ruolo più attivo di vero “ prestatore di ultima istanza” della BCE per farci come i tedeschi considerano l’euro “ cosa loro”, infischiandosene bellamente del resto d’Europa, fino a giungere all’ipotesi di un’uscita dal circuito là dove le altre nazioni europee non si adeguassero (e fate pure presto! ) alla loro logica.

Intanto dal 2000 l’Italia non ha più sovranità monetaria. Non può decidere strategie né può attivare tutti i meccanismi necessari per infondere nuova fiducia nei mercati. Ha mani e piedi legati . Può solo genuflettersi davanti alla Merkel affinché cambi idea sugli eurobond ( cosa impossibile) e che la Germania si decida a collaborare abbandonando atteggiamenti di arrogante superiorità. Abbiamo solo un po’ di moral suasion, che però appare davvero poca cosa sopra tutto perché Napolitano ha sventrato “l’autorevolezza” del nostro esecutivo, guidato da un non eletto da nessuno che cerca disperatamente di convincere un politico che rappresenta lo Stato economicamente più potente d’Europa. In questo momento l’Italia può solo pregare che l’Europa franco-germanica le faccia la carità e “ordini” alla BCE di emettere gli eurobond o di acquistare qualche BOT italiano. Sono la Merkel e il suo governo che fanno il bello ed il cattivo tempo in Europa. e che alla guida della BCE: ci sia Draghi, un italiano, non conta assolutamente niente, visto è pur sempre un italiano che prende ordini dalla Germania, e non certo da Palazzo Chigi, dove peraltro abbiamo pure un inquilino abusivo.

Forse sarebbe il caso di chiudere qui con la moneta unica e tornare alla cara vecchia lira. Non saremmo certo gli unici. Il ritorno alla moneta nazionale è ormai preso in considerazione da mezza Europa. È indubbiamente un passo indietro, ma ormai è un passo che molti giudicano inevitabile, davanti allo stallo dell’Europa dell’euro, incapace di progettare una politica monetaria unitaria che tenga conto degli interessi di tutte le nazioni europee e non solo dell’interesse germanico.

Come Richelieu del Re sole Napolitano, essi fingono di non accorgersi degli errori commessi con la sospensione della democrazia e con questa inutile manovra repressiva.

Sarà difficile che Napolitano e i bocconiani si rendano conto che stanno facendo sprofondare il Paese nel baratro della recessione economica. Sento intorno cori adulatori melensi ed ipocriti, vedo sindacati asserviti al politicamente corretto, vedo la stampa e i media proni davanti al Governo dei banchieri e dei Baroni universitari, vedo i partiti politici confusi, andare alla deriva ormai ammanettati, polsi e caviglie, da quella maggioranza ipocritamente concessa dal Parlamento a questo “ Governo “ non eletto ma imposto. E come Catilina mi sento di urlare “ quousque tandem abutere , Napolitano atque Monti , patientia nostra?”, fino a quando il popolo italiano dovrà sopportare la vostra elitaria e criptica arroganza ? Fino a quando dovremo sopportare Voi e la vostra menzognera ed ipocrita scusa che “ il Paese è sul baratro “ così che faranno passare questa manovra suicida con il voto di fiducia ? I cittadini non avranno così più alcuna speranza di appellarsi alla politica, i partiti paiono seguire la deriva in cui Napolitano li ha trasportati senza opporre alcuna resistenza. Spero che la situazione degeneri e lo faccia anche malamente..

Appello al Pdl: è il momento che qualcuno rispettoso della democrazia e degli interessi del Paese , ritrovi dignità e coraggio e mandi a gambe all’aria questo governo e convinca il principale artefice del disastro, Napolitano, ad indire nuove elezioni ( grazie alle quali saranno i cittadini a decidere la strada maestra da seguire ) ed a scappare subito dal Quirinale. Possibilmente senza rubarne l’argenteria.

Se veramente dobbiamo schiattare , che lo decida il popolo , decidiamolo noi, non una squadraccia “bravi manzoniani”, di Nibbio e di Egidio, di “ baroni universitari e di banchieri affama popolo” , non eletti da nessuno.

E vedrete che saranno propri gli italiani, che Napolitano e Monti considerano coglioni e stronzi, ad imporre quelle riforme strutturali che la invereconda architettura istituzionale italiana ha continuamente bloccato . Certo, il pericolo di un crollo del PdL e del PD è lapalissiano. Si sono genuflessi davanti ai diktat di Napolitano e come costui siano tutti cacciati via, Napolitano dal Colle e quei partiti o buona parte di essi, dal Parlamento. Ma il popolo non deve e non può essere commissariato come hanno architettato Napolitano e Monti, se vogliamo la vera democrazia. E se a qualcuno, oltre a Napolitano ed a Monti, passasse per la testa che non sia il popolo a decidere del proprio destino, allora stia bene in campana: la democrazia, sotto questi colpi durissimi, correrà seri pericoli, quali quelli che possono insorgere da un popolo fatto cornuto e mazziato.Dal suo Presidente della Repubblica.

Roma martedì 13 dicembre 2011

Gaetano Immè

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