Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 23 dicembre 2011

 

NAPOLITANO, UN PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CHE NEGA L’EVIDENZA DEI FATTI, CHE TENTA DI NASCONDERE IL SUO FALLIMENTO ISTITUZIONALE



E così, anticipando un poco i tempi, il Quirinale, gonfio di bile repressa, ha voluto approfittare di una serata augurale riservata al circolo “ degli amici degli amici “ ( auguri fra le alte cariche dello Stato, nessuno di loro eletto dal popolo beninteso, se non il precedente Presidente del Consiglio ) per comunicare, all’Italia ed al mondo, che ( secondo Napolitano ) “non c’è stata nessuna sospensione della democrazia nell’incarico al Governo del professor Monti. Parlare – si è sfogato Napolitano nella serata fra i suoi sodali “ tutti nominati”- di sospensione di democrazia è solo una grave leggerezza” . Nulla in questo Paese è stato scalfito, né nelle libere scelte dei partiti, né nelle autonome determinazioni del Parlamento”. Quando ho sentito il discorso del Presidente della Repubblica mi sono detto: «Ma in quale Italia vive il signor Napolitano?» Il custode della nostra Costituzione nega l’evidenza e nega i fatti. In Italia la democrazia è sospesa, e lo è senza sé e senza ma. Altrimenti a Palazzo Chigi c’era Berlusconi e non Monti, oppure se non c’era Berlusconi si stavano preparando le elezioni. Insomma una spiegazione fortemente voluta , così come assolutamente non richiesta, per replicare alle feroci critiche abbattutesi sul Colle, una sorta di giustificazione per chi si sente messo dietro la lavagna, colto con le dita nella marmellata . Con la tipica e minacciosa arroganza del potere di cui si avvale a piene mani (pur fingendo di esserne esente ) è finalmente partito il suo messaggio intimidatorio, vagamente ricattatorio e sicuramente mafioseggiante rivolto contro chi osa ancora esercitare il libero arbitrio , contro chi osa ancora invocare libertà di pensiero e di opinione ed il rispetto della Costituzione, contro chi ha sempre messo il popolo e non Napolitano sullo scranno dell’unico depositario della volontà politica di un Paese democratico: il popolo. A parte il fatto che se questa dissidenza - che accusa apertamente Napolitano di aver violato la costituzione , di aver giocato la partita politica invece di arbitrarla , di utilizzare una consorteria di baroni universitari e bancari ben consapevoli di occupare illecitamente incarichi per i quali la normale democrazia costituzionale italiana pretende il previo incarico popolare - se questa dissidenza, dicevo, fosse ideologica, fosse un partito preso, fosse una voce sbagliata, isolata e senza fondamento alcuno non si capirebbe per quale motivo il Quirinale abbia voluto addirittura anticipare gli auguri di fine anno fra gli uomini della Casta , abbia sentito questa necessità di una pubblica giustificazione del proprio operato, perché insomma abbia perso pure tempo a risponderle, esibendo il suo bel libretto delle giustificazioni. In realtà - come accade quando si reagisce contro chi lancia concrete , contro chi ti ha sorpreso con le dita nella marmellata , questo Blog - che si considera nel mondo del libero pensiero uno dei pochi non asservito all’ipocrisia dominante – accoglie con enorme intima soddisfazione questa biliosa giustificazione presidenziale che conferisce una sconfinata dignità di verità politica ai miei rilievi , dato che si considera un antesignano, un precursore della dissidenza contro questo “ okkupante “ del Colle.

Fa bene, Presidente, ad inalberarsi, fa bene Presidente ad esternare la sua rancorosa giustificazione , usando gli abbacinanti riflettori delle riunioni congregali tenute a nostre spese, con migliaia di auto blu fuori del Quirinale, col traffico bloccato, Roma paralizzata, riunioni dove vi ritrovate fra amici, fra sodali, fra compari mantenuti e vi date ragione uno con l’altro. Perché Lei sa benissimo che ha torto, che ha torto marcio. Solo che Lei ha il potere e lo usa per tentare di imporre una mistificazione della realtà, il che Le rende il solito e consueto disdoro . Ha torto per varie motivazioni che Le ricordo

Innanzi tutto La pianti una buona volta con quella sua arroganza . La sua insopportabile e vanagloriosa supponenza e è spropositata, enorme, quasi quanto la sua ben nota suscettibilità e la sua mastodontica coda di paglia. . Gli dia una bella tagliata! Una persona raccoglie in vecchiaia quello che ha seminato durante la sua vita , non creda che gli italiani abbiano dimenticato o che lo abbiano giustificato. Lei tifava per i carri armati sovietici a Budapest, Lei pretese Imre Nagy impiccato dal tiranno sovietico, Lei voleva anche Havel impiccato. Lei riteneva la Russia il paradiso della democrazia, Lei sbertucciava i ragazzi di Piazza Tien a Men, disprezzava la gioventù di Praga , irrideva agli studenti ed agli operai di Budapest , ma in compenso Lei stravedeva per esemplari onestuomini come Stalin, Beria, Togliatti, Castro, Saddam Hussein, Mao Tse Dung, Pol Pot, Arafat, ecc. Chi ha guidato, organizzato e gestito quella montagna di menzogne contro Giovanni Leone se non Lei, come responsabile culturale del PCI , insieme a Camilla Cederna? Chi era , se non Lei, quel tremebondo e donabbondiesco Presidente della Camera che chinò servilmente il capo davanti al diktat televisivo del Pool di Mani Pulite che ricattava il Parlamento e che servilmente acconsentì che fosse stuprata la Costituzione con l’espunzione dell’articolo 68 che ha reso la politica succube della Magistratura stuprando così il principio dell’indipendenza fra i poteri dello Stato ? Chi era, Presidente, se non Lei , che, fregandosene altamente del dettato costituzionale, ha usurpato il posto che la Costituzione riserva al “ Presidente degli italiani tutti “ facendosi sistemare al Quirinale con i soli voti dei suoi compagni ideologici? Pertanto si risparmi la arrogante prepotenza , tipica del potente di turno , con me non funziona.

Ma Lei crede veramente che il popolo italiano sia talmente imbecille, talmente bue ed ignorante o talmente indottrinato dai suoi bravi scalfariani , come Lei con disprezzo invece lo giudica, da credere che Lei abbia convinto gente come Monti, Passera, Fornero e tutta quella bella gente del suo Governo dei Tecnici in un giorno solo o in una sola settimana ? Lei crede veramente che , come imponevano Beria o Stalin, il popolo bue debba credere che , faccio un esempio, Passera si sia dimesso dalla guida della Banca Sanpaolo in una settimana, che lo stesso Prof. Mario Monti si sia dimesso da Rettore dell’Università Bocconi in uno o due giorni, quanto quelli, pochissimi, che sono trascorsi fra le dimissioni ( volontarie ) di Berlusconi e la concessione del laticlavio e l’incarico a Monti? O che la concessione del laticlavio a Monti sia stata una decisione da Lei presa in cinque minuti ? E’ inutile che Lei cerchi di dissimulare le sue malefatte, perché è lampante come Lei abbia invece tramato, organizzato, costruito la squadra di Monti da circa un anno ( io credo proprio che Lei abbia cominciato a fare il Giuda della Costituzione verso il 15 dicembre dello scorso anno, quando le sue speranze riposte su gentucola come Fini e Bocchino sono andate deluse , Presidente: vada a rivedere la sua agendina, la prego !)mentre era ancora in carica un Governo eletto dal popolo.. Lei continua a ripetere che «la democrazia non è sospesa» perché sa benissimo che il punto è proprio questo: Lei ha autoritariamente ed anti democraticamente sospeso, in concorso con i soliti noti, la vita democratica dell’Italia e noi disgraziatamente e scriteriatamente l’abbiamo accettato Non è la prima volta , Presidente, che Lei fa sfoggio del suo rancore, del suo odio, del suo disprezzo nei confronti del sistema democratico e del popolo. .Ancora una volta la politica si è fatta dunque imbrogliare dalla sua infingardaggine, dalla sua truffa ideologica, dal suo falso perbenismo . Meriterebbe una puntata di “ Striscia la notizia”, come un “Mago Do Nascimiento”! Come quando negli anni settanta/ottanta riusciva- con le sue menzogne e con l’aiuto delle balle di Camilla Cederna - a far dimettere dal Colle l’incolpevole ed esasperato Giovanni Leone, sommerso dalle vostre false accuse. ( la Cederna è stata condannata in via definitiva per diffamazione e sta pagando i dovuti risarcimenti agli eredi di Giovanni Leone mentre Lei è sempre in piedi grazie all’immunità ( o all’impunità?) parlamentare della quale ha ampiamente goduto, salvo poi chiederne l’eliminazione quando dovevano avvalersene i suoi nemici politici ) ! Come nel 1994, quando come Presidente della Camera Lei si inginocchiò vilmente davanti al Pool di Mani Pulite, per guadagnarsene la benevolenza , che ricattarono quel Parlamento stuprando la Costituzione, nel suo più meschino ed interessato silenzio.:Se è vero che “ non c’è due senza tre “, ecco la sua terza perla : l’insediamento di un Governo da Lei imposto dietro il ricatto che fosse l’unico modo di salvare l’Italia da una crisi che invece non riguarda l’Italia, ma l’Euro.

Ma ora che questa stratosferica imbecillità è miseramentecrollata rivelandosi una bufala  davanti gli occhi di tutti, potrebbe anche piantarla di pontificare e di asserire pomposamente che non sciogliere le Camere, che non indire nuove elezioni fosse pure «suo dovere»:. Scusi Presidente ma è forse «suo dovere» designare ufficiosamente un premier non eletto con un governo eletto ancora in carica, e neppure sfiduciato? E’ forse «suo dovere» verificare il simultaneo gradimento di leader e organismi stranieri prima ancora che consultare il popolo italiano ? E’ forse un suo dovere «evitare le urne» a tutti i costi come invece altre nazioni infatti hanno fatto e come democrazia impone? E’ forse suo dovere anteporre alla fiducia del Parlamento italiano quella della Banca Centrale e del Fondo Monetario? Soprattutto è forse suo dovere , in una democrazia parlamentare fondata sui partiti, fare un governo senza parlamentari e senza partiti ?. Lei ha detto: «Non mi risulta il tradimento della volontà popolare»! Ma mi faccia il piacere ! La volontà popolare non è stata tradita perché non è stata nemmeno considerata. Altro che Presidente notaio, Lei è sempre stato il vero Capo dell’opposizione, dal 2008 fino ad oggi. Questa è la “ democrazia costituzionale ” che piace alla sinistra : sul Colle il Capo dell’opposizione ( quando le elezioni le vince l’ avversario) ed un capopopolo da avanspettacolo, Fini, Presidente della Camera.

Inoltre, Giorgio Napolitano si è anche voluto cimentare nel tentativo di ribadire non tanto la legittimità istituzionale del governo Monti (che è fuori discussione, dato l’ampio e libero consenso parlamentare), ma sostenendo addirittura la sua rispondenza alla volontà degli elettori. Compito improbo, Presidente, un vero “ delirio di onnipotenza” il suo, degno di uno Stalin, di un Togliatti, di un Pol Pot!. Così nel cercare di eseguirlo, Napolitano , ha fatto riferimento ai casi di Germania e Gran Bretagna, con i loro governi di coalizione. Proprio una bella figuraccia, Presidente! Quei casi dimostrano l’esatto contrario di quello che Lei vorrebbe darci da bere. Eppure il Quirinale vanta personale altamente qualificato. Ma siccome io “ So’ Dieco e mo’ ve spieco “ , vi spiego la ragione dell’errore.

Né in Germania né in Gran Bretagna ci sono sistemi istituzionali che prevedano l’elezione diretta del capo del governo (e neanche quello della Repubblica, a parte il fatto che la seconda è pure una monarchia). Prassi vuole, però, che il presidente e la regina chiamino, subito dopo le elezioni, il capo del partito che vince, affidandogli il compito di governare. Siccome può capitare che il partito vincitore non abbia sufficienti parlamentari per governare da solo, i capi di quegli Stati chiamano il capo del partito che ha preso almeno un voto più degli altri e gli affidano il governo. Una cosa è sicura: presiede il governo quello cui gli elettori hanno dato più voti. Napolitano ha fatto una cosa diametralmente opposta , chiamando a presiedere il governo chi neanche s’è candidato e togliendolo a chi aveva vinto le elezioni.

Ma Napolitano non ha sbagliato, perché è proprio così che lui sogna la “democrazia” ( quella , per intenderci alla Scalfari, alla Zagrebelsky, alla Barbara Spinelli ). E commette questo errore perché la sua presidenza è iniziata nel 2006, con una maggioranza di sinistra, durante la quale il suo è stato un ruolo di garanzia politica e istituzionale, ma s’è dispiegata prevalentemente a partire dal 2008, con una maggioranza di centrodestra rispetto alla quale Napolitano ha svolto – come pizzo per la sua elezione? - un ruolo di antagonista politico . Il governo Berlusconi aveva i suoi problemi anche prima delle dimissioni, ma è inconfutabile che il Colle ha fattivamente contribuito a logorarlo, fino al punto di designare un successore ( proprio Mario Monti) nel mentre ancora il governo Berlusconi godeva della fiducia parlamentare. .La manovra di questo Governo, colpisce chi produce reddito, chi lo consuma e chi non può produrlo. Ma non colpisce chi invece vive della rendita dai grossi capitali, delle speculazioni finanziarie, del credito. Non colpisce la casta, i privilegi, gli stipendi d’oro e le pensioni di platino. Quelle rimangono. Quelle persistono, perché sinceramente i nostri cari parlamentari, ma anche i dirigenti regionali, i consiglieri, i dirigenti degli enti pubblici, i magistrati ecc., continuano a percepire stipendi sproporzionati rispetto a quelli normalmente percepiti da un normale cittadino. E che dire del Quirinale che ha a disposizione somme che a Buckingham Palace si sognano? Napolitano non pensi e non speri di confonderci facendo riferimento all’insostenibilità internazionale ( non tanto del governo quanto di Berlusconi in persona ) perché la “sostenibilità internazionale” non è fra gli ingredienti che legittimano o delegittimano un candidato, un governo. Salvo un caso: che il Paese in questione abbia perso sovranità. E questo è il “ focus “, il punto politico centrale di quelle parole presidenziali: non si poteva non fare quel è stato fatto perché l’Italia non era più sovrana delle proprie scelte, e non lo era, ha sostenuto Napolitano, per l’allargarsi della voragine che separa i tassi del nostro debito pubblico da quelli degli altri. Questa è la ragione del governo Monti. Ma tale realtà , se da un lato ridicolizza le favole complottarde è anche la cosa che oggi condanna Napolitano e Monti: la voragine non s’è ristretta (come noi prevedevamo, non essendo un problema nazionale, ma un problema dell’euro). Semmai è la Costituzione ad essere stata ulteriormente stuprata, ferita, lacerata. Scriverlo non significa “attaccare” o “ vilipendere “ il Quirinale, la cui coda di paglia è enorme, la cui suscettibilità proporzionale alle sue evidenti colpe, i cui nervi sono molto scoperti dato l’avvicinarsi dello spettro del fallimento del Governo del Presidente.

Forse chiedo troppo , ma lo chiedo all’uomo, alla sua dignità di uomo, non al politico che ragiona per tornaconto e per interessi di bottega, non dunque al Presidente della Repubblica. Le ho sopra ricordato alcune fra le sue “ perle politiche” le quali verrà ricordato. Non aggravi questa situazione , compia un gesto di rispetto per la Costituzione, per il popolo italiano e, davanti al suo fallimento come Presidente di tutti gli italiani e come stratega politico di questo Governo, si assuma le sue responsabilità politiche , ne tragga le opportune conseguenze e se ne vada dal Quirinale. E’ stato Lei che ha voluto il Governo Monti, è Lei che ci ha garantito che con Monti l’Italia si sarebbe salvata. Invece stiamo peggio di prima: spread ancora più alto di prima, recessione al galoppo anziché una seppur minima crescita. In più un provvedimento dei tecnici pieno di tasse, di imposte, di iniquità. Perciò, il caro Presidente Napolitano non ci racconti favole. I cittadini italiani sono ben consapevoli che la democrazia è sospesa e che le operazioni di palazzo come quelle che hanno portato Monti a Palazzo Chigi non esprimono mai la volontà della nostra Costituzione. Lei ha fallito, avete fallito, avete perso. Andatevene sia Lei che questo suo Governo prima che ci roviniate del tutto. Facciamo ancora in tempo a ridare voce al popolo. In Spagna lo hanno fatto durante la crisi finanziaria e la Spagna ha fatto una manovra assai minore della nostra, incentrata sui tagli della spesa pubblica e non su nuove imposte, come ha fatto questo Governo del Presidente. Levatevi dai piedi. Così, chi di Leone ferisce , di Quirinale perisce. Una catarsi, una purificazione. Non è mai troppo tardi.

Roma 23 dicembre ’11

Gaetano Immè

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