Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 24 ottobre 2011

A PROPOSITO DI VATICANO E DI LAICISMO


Chiedo umilmente scusa, ma se questo Cardinale Bagnasco , che parla a nome della Chiesa, ha deciso ( lui!) di cambiare il Governo eletto da tutto il popolo italiano, compresi i tantissimi laici, con un Governo che sia a lui ( a lui, hai capito?) gradito per essere obbediente ed asservito alle parole della Conferenza dei Vescovi, posso io in nome della democrazia italiana chiedere le immediate dimissioni di questo Don Bagnasco di rosso cardinalizio mascherato, che invece di pensare a salvare le anime delle pecorelle più o meno smarrite si è messo “’nta capa, ‘nta cervella” di distribuire poltrone politiche nello Stato Italiano?

HANNIBAL AD PORTAS !!!

Ma non fatevi menare per il naso da questa ciurmaglia di novelli Lanzichenecchi, da queste orde di Vandali ! Inutile che perdiate tempo a cercare di capire i motivi del “ loro disagio” perché non esiste ! Non fatevi prendere per il sedere da questi boghesucci ben rimpannucciati, da questi figli di vecchi sessantottini falliti, roba da fondaco di rigattiere di campagna, da questi i figli di papà che possono permettersi di essere “ fancazzisti” alla loro età , che viaggiano parecchio ( da Roma a Genova poi in Val di Susa ) e però non lavorano perché, dicono i cretinetti di nero abbigliati, “ c’è il precariato !” ( ma per viaggiare, lo sappiamo bene, “ ce vonno li quatrini !”), che sdottoreggiano ad Erasmus fra Londra e Valencia, perché tanto ai soldi per vivere all’estero provvedono “ mamy e papy “ , come sempre hanno fatto, e quando mai hanno saputo dire di no ai figliolini ! Non fatevi soggiogare da queste “ squadracce fasciste ” , la cui unica aspirazione e la cui unica “ intellettualità” è “ lo sfascio”, “la distruzione” di ogni cosa , di ogni pensiero, di ogni forma di democrazia, l’eliminazione anche fisica di coloro che non la pensano come loro. Nessuno sa quale sia il loro
“ progetto politico”. Se lo chiedi loro, ti senti rispondere con una valanga di negazioni: no Tav, no sviluppo, no riforme, no governo , no polizia, no casta, no palazzo, no finanza e così via . E come dimostrano tutto questo ? Sfasciano vetrine di banche, sfasciano bancomat, incendiano mezzi della polizia di Stato, sfasciano le strade di Rima e le macchine di poveri ed inermi pensionati. Sono talmente ignoranti da non sapere che banche e blindati sono assicurati contro gli atti vandalici? Sono talmente ignoranti da non sapere che invece nessuna assicurazione copre l’auto del pensionato contro gli atti vandalici? Ecco che allora appare chiaro il loro progetto politico: identico a quello del fascismo degli anni venti , identico a quello del comunismo ed a quello del nazismo. Seminare la paura della violenza e della mancanza di ordine nel ceto medio benpensante ,
gettare il seme che sia cosa buona e giusta attaccare uno Stato incapace di fornire garanzie così aprendo la strada ad un intervento politico del potere forte della Magistratura, la cui presa di palazzo con mezzi imperativi, totalitari i ed anticostituzionali potrebbe sbandierare come giustificazione il ristabilire l’ordine.

Costoro, dunque, esistono solo perché sono i “picciotti” nelle mani del partito dei Magistrati, sono i loro “ protetti”, sono i loro “ ragazzi di vita”, sono la loro manovalanza gratuita e violenta, la loro “ carne da macello” da gettare in piazza sperando che ne muoia qualcuno in modo da poter imbastire qualche bel processo al governo . Un processo, sia chiaro, non ai violenti, non ai marchettari della violenza, ma alla polizia, allo Stato. Non dimenticate il processo a Bruno Contrada, a Mario Mori, servitori dello Stato che hanno osato arrestare fior di delinquenti e che sono finiti sotto processo per futili e labili ipotesi di reato. Non dimenticate poi le cose essenziali, non consentite che vi confondano con le menzogne su Carlo Giuliani. Costui, lo ribadisco per amore di verità, al G8 di Genova del 2001, voleva uccidere, accoppare, il carabiniere Placanica, con un estintore, ma sotto processo della Magistratura ci fu messo il carabiniere accusato di “ eccesso di legittima difesa”, ma non certo il povero Carlo Giuliani, che avrebbe dovuto essere invece accusato di “ tentato omicidio”. Oggi la Magistratura ha capito che la mancanza di un processo a suo carico fu un errore politico ed è corsa ai ripari per salvare la sua credibilità .

Il procedimento aperto nei confronti del carabiniere Placanica, indagato per l'omicidio del giovane Carlo Giuliani , fu archiviato dal GIP Elena Daloiso nel maggio del 2003 , la quale rilevò "la presenza di caus[e] di giustificazione che esclud[ono] la punibilità del fatto" e prosciolse Placanica per “uso legittimo delle armi”, oltre che “per legittima difesa “ come richiesto , tra l’altro, anche dallo stesso P.M. Silvio Franz. Il 13 Marzo 2007 la Corte Europea dei diritti dell’Uomo dichiarò "ricevibile" il ricorso presentato, dal 18 giugno 2002 , dalla famiglia Giuliani, dove si sosteneva che la morte di Carlo Giuliani era dovuta a "un uso eccessivo della forza" in violazione dell'articolo 2 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e della “ Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali”. Ma nell'agosto del 2009, i giudici della Corte Europea hanno stabilito che Mario Placanica agì per“ legittima difesa “, motivando che «il militare non è ricorso a un uso eccessivo della forza. La sua è stata solo una risposta a quello che ha percepito come un reale e imminente pericolo per la sua vita e quella dei colleghi». Punto. Il fatto che questa stessa sentenza poi dica che la Magistratura Italiana “ non ha condotto un'inchiesta adeguata sulle circostanze della morte del giovane manifestante» non può che coprire di ridicolo la stessa Magistratura che si precipitò ad indagare il carabiniere Placanica con tale animosità, indegna di Magistrati, da farsi rimproverare e deridere in modo tanto plateale dalla Corte Europea. . In data 24 marzo 2011 la Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo ha emesso una nuova sentenza, questa volta definitiva, assolvendo pienamente lo Stato Italiano, per non aver violato la Convenzione Europea anzidetta. Discorso chiuso. Carlo Giuliani - riposi in pace quel povero ragazzo, vittima esclusivamente della sua famiglia – era solo un invasato che tentava di uccidere un carabiniere. Non merita né i suoi falsi aedi che ne usano la morte per specularci sopra – vedi Ferrero e tanta altra sinistra – né quella sua famiglia che sul suo cadavere ci ha costruito sopra una ricca carriera in Parlamento.

E’ dunque solo colpa della Magistratura se queste “ squadracce fasciste” , alle quali troppo è stato permesso e concesso  dai loro protettori in tocco ed ermellino, se questa “peggio gioventù” crede di contare qualcosa. Vanno solo individuati, arrestati e puniti, anche se troppi di loro sono pasciuti figli o nipoti di noti personaggi politici di sinistra, oggi pluri pensionati privilegiati, che proprio sfruttando queste azioni violente, già sono state trasformate , dal solito circo Barnum mediatico, in icone di sinistra, pronte ad essere utilizzate per andare in televisione, sui giornali ed anche in Parlamento. La figlia dell’ex Senatore Giovanni Russo Spena, una “ precaria”? Ma mi faccia il piacere! E non fatevi raggirare dal falso slogan che si debba limitare la libertà di tutti, per poterli mettere al fresco come meritano. E’ più che sufficiente applicare le leggi che ci sono, è sufficiente che i Magistrati facciano funzionare la giustizia non solo contro gli avversari politici ma anche contro questi teppisti . Non date nessun peso alle consuete fregnacce del“ disagio sociale” , sull’obbligo che avremmo di comprenderli. Non servono leggi d’emergenza, semmai servono Magistrati veri, onesti e seri. Ma da noi simili Magistrati non esistono e se esistono si nascondono per timore di rappresaglie dai colleghi politicizzati.

IL P.D. CERCA ADDIRITTURA TEX WILLER

Ascoltare le voci del P.D. comincia addirittura - e disgraziatamente! - a farmi ridere. Ho sentito, con queste orecchie, il buon Sergio Cofferati, in un dibattito su “ In onda” su La7, dire, peraltro anche con la faccia seria , che “per battere la destra ci vorrebbe un Tex Willer “ , che – secondo l’ex leader sindacale ed ex sindaco di Bologna – dovrebbe essere ricercato fra i candidati del P.D. alle primarie. Che in politica si potesse arrivare ad invocare addirittura un fumetto, un Tex Willer per poter rappresentare la sinistra politica è da scompisciarsi dal ridere. Non ho alcun dubbio che un tizio come Tex Willer , che in America voterebbe senza dubbio per i repubblicani, in Italia non potrebbe giammai stare con la sinistra. Tex Willer è infatti è un integerrimo, è un puro e duro, è un onesto all’ennesima potenza che da noi non lo trovi nemmeno se lo cerchi non dico con la flebile lampada di Diogene ma neanche con i riflettori da Stadio Olimpico. Un tipo del genere gente come i black block e i centri sociali che mettono a ferro e fuoco Roma (o Genova) se li sarebbe mangiati in un solo boccone, altro che storie. E come potrebbe, mi chiedo, un tipo simile , allearsi con gente come un Cofferati che voleva “ abbattere” il Governo/Sceriffo con manifestazioni di piazza ! O come un Fini, che ormai è la massima espressione di un Giuda politico! O come Di Pietro, che rappresenta emblematicamente la figura del giudice colluso con la banda dei taglieggiatori! O come Casini che vorrebbe restaurare la legge del tempo che fu, dove la nota banda dei soliti noti ( DC e PCI ) spadroneggiava a suo piacimento sul Paese! O come Vendola che vorrebbe addirittura nominare Sceriffo proprio uno di quei banditi ! Per non parlare di un Bersani, un Giano che sta con lo sceriffo ( quando gli fa comodo) “ ma anche” con i banditi ( quando c’è di mezzo qualche votarello)! Come potrebbe, caro Cofferati, uno come Tex Willer stare con gente simile , la cui massima aspirazione consiste nel conquistare il potere senza una vittoria elettorale ma con ribaltoni , con inciuci e schifezze simili, quando il nostro beneamato Tex è un integerrimo fautore delle regole sociali ?

Allora , sovviene nella sua omelia domenicale su La Repubblica il grande Manipolatore , rimpiangendo risibilmente il “ compromesso storico “ degli anni 70/80 fra la DC ed il PCI, Tex Willer potrebbe unirsi ai cattolici del così detto “Terzo Polo “, dove potrebbe anche confluire quel che resta dei Pannelliani cacciati a suon di “ stronzi” dalla raffinata dirigenza del P.D. per essersi comportata da persona per bene rispettosa delle istituzioni. Ora, a proposito di questi cattolici terzopolisti, proprio ieri la loro ala più «sindacalizzata» – capeggiata da Bonanni – ha auspicato, con monotonia impressionante , ancora una volta, un passo indietro di Berlusconi , affinché nasca l’ennesimo Governo istituzionale (vale a dire “ governo degli inciuci “ e “ governo dei poteri forti” ). Perché secondo il sindacalista «serve un governo più forte. Quello attuale non è adeguato. Un governo che dovrà fare i conti fra le principali forze politiche e sociali». Un Governo, si legge tra le parole di Bonanni, che rimetta il Sindacato al centro del potere politico ed economico. E questo sarebbe il “ nuovo” che avanza e di cui Tex Willer dovrebbe prendere il comando? Ma per favore! ! Altro che rivoluzione liberale. Altro che riforme istituzionali. Altro che indignados ! La nostalgia per la vecchia Democrazia Cristiana è chiara e forte, ed è forte pure la nostalgia per il consociativismo e per le politiche della spesa pubblica che distribuiscono benefit non secondo il merito ma secondo le clientele politiche. Naturalmente equamente ripartite tra il mondo cattolico e il mondo ex-post-comunista. E il tutto con la benedizione di sindacati ,di industriali e dei Bagnasco cardinali politicizzati. Insomma , per adeguarsi all' istituzionale eloquio del Presidente del P.D. On Bindi Rosy, ci hanno preso per dei veri
“ stronzi”!

IMPARATA LA LEZIONE?

Come credo sapete tutti, Massimo D’Alema è indagato dalla Procura della Repubblica di Roma per alcuni voli a “scrocco” su aerei di una compagnia privata. Voli ottenuti da D’Alema per mezzo di tale Morichini, un mediatore a lui molto vicino, suo socio nella proprietà della barca Ikarus, a sua volta indagato per tangenti. Vedremo se la querelle andrà avanti oppure finirà con un nulla di fatto, ma a questo blog non interessa nulla di tutto ciò. Né se ne vuole occupare, perché sono affari di D’Alema. Preme invece a questo blog ( eccome se mi preme!) sapere se a questo punto D’Alema di dimette o non si dimette dal COPASIR.

Non è questo blog che lo pretende, ma sono i suoi stessi compagni di sinistra che lo pretendono. La logica e la teoria “morale” del P.D. e dei suoi confratelli giustizialisti dell’IDV, impongono che chi è indagato dalla giustizia nostrana deve dimettersi . È un obbligo morale ed etico. Allora ? Cosa aspetta dunque il P.D. a espellere D’Alema? Cosa aspetta il “ nipotino di casa  Letta” a prestare la sua maschera di saputello da sagrestia per pretendere che D’Alema faccia il famoso passo indietro? Conoscendo un pochino D’Alema, credo che costui neanche ci pensi a dimettersi. E perché mai , del resto, dovrebbe dimettersi ? Si tratta solo un’indagine che chiarirà se lui sia reprobo o meno . Perché dunque un politico deve lasciarsi condizionare da un PM che lo iscrive nel registro degli indagati? Ovviamente concordo. Perché lasciarsi condizionare da un PM? Come può un Pubblico Ministero decidere – seppure indirettamente e per il sol fatto che ti iscrive nel registro degli indagati – chi deve essere presidente del COPASIR e chi no? Nello stesso modo come può, mi chiedo, una indagine decidere chi deve essere Presidente del Consiglio o ministro? Del resto è questo il cuore del problema italiano: l’idea che a una certa azione giudiziaria consegua necessariamente la razione politica delle dimissioni ( la quale – costituzionalmente parlando – non solo non è prevista in nessuna norma ma è addirittura contraria alla costituzione stessa che prevede la colpevolezza dell’indagato solo dopo la sua condanna definitiva ) . Questo assunto è estremamente pericoloso per la nostra democrazia: perché prevede l’assoggettamento del potere legislativo-esecutivo, unico potere eletto dal popolo sovrano, al solo potere giudiziario, ordine che non è eletto da nessuno.

Poi c’è l’altro aspetto di questa vicenda, quello meramente politico: D’Alema è indagato. Come Penati. Insomma due pezzi grossi del Partito Democratico sono caduti nelle maglie della giustizia. Quale conclusione trarre ? Quella che non esiste la presunta superiorità morale della sinistra. Non esiste un partito eticamente vergine. La politica è quella che è: è una casta. E come casta presenta i germi della immoralità e della scarsa etica ovunque. Ma tutto questo non è solamente il prodotto della , diciamo, corruzione della casta, ma è , lo specchio del pensare italico. Quello imperniato sull’arte di arrangiarsi, sulla ricerca di scorciatoie che aggirino la meritocrazia alimentando così il clientelismo ed il malaffare . E’ dunque da ipocriti pretendere che la politica sia caratterizzata da una moralità specchiata e illibata, se poi i primi a corromperla siamo noi che chiediamo favori ai politici in cambio del voto, se intrallazziamo con loro per ottenere un appalto, se domandiamo loro un posto di lavoro per noi o per nostro figlio e così via. Quando Grillo e i tanti, troppi demagoghi e Masanielli di sinistra ciarlano come pettegoli incalliti dei privilegi della casta, dei costi della casta e via discorrendo, sappiano che la nostra casta è così, costosa, corrotta, corruttibile e clientelare solo perché siamo noi che così l’abbiamo voluta e forgiata. Come al solito il pesce puzza dalla testa e cioè dal popolo.

Torno a D’Alema per mettere in luce un terzo aspetto della vicenda da prendere in considerazione. Con questa indagine, il Partito Democratico ha perso una buona fetta di credibilità. Perché ( mi limito) se uno pensa , così alla rinfusa : a Di Pietro che la sinistra premiò con la sua elezione al Mugello per aver risparmiato al PCI quanto avrebbe meritato da Tangentopoli; a Emiliano, premiato come Sindaco di Bari mentre era P.M. dell’inchiesta “ Arcobaleno “ che vedeva coinvolti D’Alema come Premier e Barbieri, come responsabile della Protezione civile nel 1999; a Maritati, anche lui un ex P.M. che per aver contribuito ad affossare verso la prescrizione la indagine Arcobaleno fu premiato con un seggio in Senato per il PCI; a Tedesco, salvato dal PD con la sua nomina a senatore del P.D. dalla galera cui era destinato per i troppi scandali della Sanità di Vendola in Puglia; alla scandalosa ed inquisita gestione campana dei quindici anni di Bassolino; ai Penati, ai Delbono, ai Consorte, ai Fassino dell’”Abbiamo una banca”; dopo la clamorosa sconfitta in Molise dove il P.D. ha raccattato neanche il 10% dei voti; dopo aver dimostrato come il suo segretario non abbia una idea politica che si dica una, alternativa a quella del centrodestra , tranne ripetere lo slogan delle dimissioni del Premier perorando un Governo degli inciuci; dopo tutto questo appare chiaro che il P.D. , ha perso completamente qualsivoglia orientamento e non può più dettare né lezioni di politica né lezioni di moralità ed etica a nessuno. Abbassino i Bersani, le Bindi, le Finocchiaro, i Franceschini, i Letta, il ditino indice alzato! Che se ne stiano dunque al loro posto e che attendano il loro turno, come tutti , per governare, e che si propongano per governare il Paese non con progetti ribaltoneschi o con inciuci o con indegni sotterfugi , ma con programmi e voti popolari. Sono questi le basi giuste di una democrazia. Non certo un’indagine giudiziaria , né un falso e ipocrita concetto di responsabilità nazionale.

Roma 24 ottobre 2011

Gaetano Immè