Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 30 novembre 2011

PRESENTIAMO FINALMENTE IL DOVUTO CONTO A GIORGIO NAPOLITANO.

Le recenti esternazioni di Napolitano a proposito della “deontologia della magistratura nel costume e nei comportamenti” ripropongono la “ questione delle questioni “: quella giudiziaria. Inebriato dal potere politico sottratto coscientemente al popolo sovrano come fosse il Re dell’Italia anziché un suo semplice Presidente della Repubblica , Napolitano sulla questione specifica della Giustizia non solo ha taciuto quando correttezza e legittimità costituzionale avrebbero invece imposto di affrontare la questione “ in nome del popolo italiano” – e cioè mentre il Parlamento disponeva di un Esecutivo in carica eletto dal popolo – ma ha anche scelto di sollecitarla proprio nell’occasione peggiore, quando, cioè, il Parlamento ( anche se di “ nominati ma pur sempre eletti” ) si ritrova messo , dallo stesso Capo dello Stato, sotto tutela con un Governo di “ semplici raccomandati e mai eletti”. Le occasioni gli non sarebbero certo mancate . Basta considerare da quanto tempo Marco Pannella si batte in ordine alla terrificante situazione carceraria in Italia e da quanto tempo la UE richiama vigorosamente l'Italia ad un sacrosanto risarcimento delle vittime della giustizia. E’ forse un mistero glorioso il fatto che se siamo arrivati a questa vergognosa situazione di sospensione della democrazia molto è dovuto all’opera di delegittimazione attuata da parte della Magistratura, sia a livello internazionale che nazionale, di Berlusconi e del suo Governo, con imputazioni, con intercettazioni e con le loro pubblicazioni ? E che in questa opera di delegittimazione abbiano concorso con la Magistratura – e quindi anche con il suo Capo, cioè Napolitano – le forze politiche e mediatiche del centrosinistra? Non è stata forse proprio la stessa Magistratura ad aver sospinto, negli anni 93 e 94, le forze politiche democristiane e socialiste di allora verso un loro suicidio di massa garantendo che avremmo così assistito ad una miracolosa rinascita della spiritualità della politica, alla sua resurrezione, riabilitazione, alla ripresa della strada maestra, virtuosa e benefattrice ? E chi era in quei tempi il tremebondo Presidente della Camera che s’inchinò all’arroganza del golpe giudiziario portato da quel famoso “ manipolo” giudiziario se non proprio Giorgio Napolitano? Ma nulla di tutto questo si è verificato, era tutta una menzogna, tutto un preordinato golpe istituzionale ai danni della democrazia del Paese per consentire al vecchio PCI , corrotto e colluso quanto gli altri giustiziati ma volutamente non indagato , di rimanere finalmente egemone sulla scena politica del Paese e senza altri ostacoli per la conquista del potere politico in Italia tramite le elezioni del 1994. Se è dunque vero che la via giudiziaria non ha funzionato e non funziona, è altrettanto evidente che quel non funzionamento deriva da un intima, insuperabile impossibilità di un vero cambiamento, se lasciato nelle mani e nelle decisioni della sola magistratura. Tutto questo ha condotto non soltanto alla crescita abnorme del potere giudiziario, che continua a fare e disfare governi in una col circo barnum mediatico, ma alla continuazione dell'andazzo contribuendo a rendere sempre più degradata e delegittimata la cosiddetta casta. Questo “ governo tecnico” non nasce quindi solamente dalla crisi economica, ma dalla ignavia se non proprio dalla preordinazione quirinalizia di agevolare quella campagna politico-mediatica furiosamente ed ipocritamente moralisteggiante della consorteria giudiziaria e politica , che aveva come preordinato obbiettivo l'eliminazione di Silvio Berlusconi. Così, dopo avere colpevolmente nascosto sotto il tappeto di casa il problema della “ deontologia della magistratura” onde evitare che diventasse una priorità per un Governo che rispondesse solo al popolo senza lasciarsi guidare dal Colle, oggi Napolitano fa in modo di rimettere la questione fra le priorità di questo Governo in quanto si tratta di un Governo da lui voluto e dunque di un Governo che segue le sue direttive. Una riedizione, dunque, di quella menzognera catarsi del 1992/1993 per assicurare alla sola forza politica che ha nominato Napolitano al Colle l’egemonia istituzionale per via giudiziaria. Napolitano dunque , sempre lui in tutte le trame golpiste della nostra Repubblica, fateci caso. E dunque presentiamogli ora il dovuto rendiconto.

Anche perché i sacrifici che gli italiani saranno chiamati a patire sono dovuti anche, se non soprattutto , al nostro capo dello Stato, il quale ha vinto, è vero, barando la partita a scacchi con Berlusconi, ma il premio in palio non è quello che lui crede.

Prego seguirmi.

È molto probabile che Napolitano si troverà molto presto a rimpiangere di non aver voluto accompagnare, come esteriormente faceva apparire , l’azione del governo Berlusconi, il quale avrebbe voluto emettere , quel famoso giorno, il decreto attuativo degli impegni assunti con l’Europa. Invece così non fece, cadendo nella trappola alla Richelieu tesagli dal Capo dello Stato e da alcuni (in)fidi consiglieri del premier, i quali suggerirono di predisporre un disegno di legge da presentare all’approvazione del parlamento. Costoro, Napolitano e l’accolita degli Iago, sapevano già che i voti a favore del governo non avrebbero raggiunto la maggioranza assoluta e che Berlusconi, spinto perfino dai suoi, sarebbe stato costretto a dimettersi. Ma è bene ricordare e sottolineare che se il governo Berlusconi avesse emesso il decreto legge (pertanto subito esecutivo), l’Europa sarebbe stata soddisfatta, e i cittadini non si sarebbero visto piovere addosso il Governo tecnico e la marea di sacrifici che si sta profilando . Ed anche ammesso che la speculazione, come sta succedendo anche con il governo Monti, se ne fosse infischiata del decreto legge e avesse continuato a richiedere tassi di interesse sempre più alti, l’impossibilità dell’Italia a corrisponderli avrebbe costretto l’Europa ad arrivare alla vera questione, pena il default non solo dell’Italia, ma dell’Euro stessa, ossia: trasformare la Bce in un vera e propria banca centrale , capace di affrontare la speculazione (o comunque i mercati) stampando nuova moneta e sostenendo così non le Banche ma i singoli Stati.

La soluzione invece che Napolitano ha voluto “ imporre” e che ha provocato una “ sospensione della democrazia” ai danni del popolo sovrano, sta aiutando invece chi, come la Germania , cerca di procrastinare fino all’ultimo questa scelta, vista molto impopolare nel Paese della Merkel per evidenti ragioni di tornaconto individualistico. Voglio dire che se il governo Berlusconi avesse emesso il decreto legge, i cittadini non sarebbero stati chiamati a fare i sacrifici massicci che invece dovranno ora patire con il governo Monti, e l’attesa delle decisioni della Merkel in favore di una Bce simile alla Banca d’Inghilterra o alla Federal Reserve sarebbe costata agli italiani assai meno di quanto costerà con il governo Monti. Con in più questo sberleffo: i soldi che gli italiani tireranno fuori di tasca propria, grazie al governo Monti, non andranno né all’Italia né all’Europa, ma solo alle Banche, cioè agli speculatori.

Presidente Napolitano, Lei ha vinto , grazie all’inganno, la partita a scacchi con Silvio Berlusconi e questo non le fa certo onore. Ma ora si è trova tra le mani una bomba a mano che La devasterà, com’è giusto che sia : torchiare i cittadini, cioè i lavoratori, per arricchire gli speculatori, sarà una sua imperitura e ignobile responsabilità Ancora una volta , Signor Presidente Napolitano, la sua ideologia da vecchio comunista inossidabile , La porterà alla sua disfatta politica ed umana, come Le successe con Leone, con Praga, con Stalin, con Budapest, con Piazza Tien a Men, con Togliatti, con Amendola, con Berlinguer, con Yasser Arafat, con Castro, con Pol Pot, con Mao tse Tung, con il vecchio PCI, ecc. Solo che questa volta a pagare, come sempre, non saranno certo i vari Napolitano, Bersani, Fini, Casini, Benigni, Repubblica, Corriere della sera, Santoro, Travaglio e compagnia bella, tutta “ casta” ricca e benestante, ma il solito popolo stronzo e bue, quello che Lei ha umiliato e bastonato, quello che Lei ha ridotto a levarsi il pane di bocca per arricchire, come accadeva nel medioevo, il tiranno di turno.

Ecco un altro dei tanti motivi per cui Lei deve essere cacciato immediatamente via dal Quirinale.

EUGENIO SCALFARI ED IL RITRATTO DEL VERO E PERFETTO IMBECILLE

Nel suo articolo domenicale Eugenio Scalari si diletta a dare al mondo intero lezioni di salvataggio dell’Euro e si occupa anche del Governo Monti.

Scalfari, sul secondo spunto, scrive «Questa storia del governo dei tecnici – scrive – continua ad esser vissuta malamente da una parte notevole dell'opinione pubblica». Invece chi non pensa che esso sia conforme alla democrazia è un perfetto imbecille “ . Si tratta di affermazioni ridicole ed imbarazzanti.. Letteralmente da inorridire o da scompisciarsi dalle risate. Un esame, uno per uno.

1) «La formazione del governo spetta al presidente della Repubblica il quale, a termini della Costituzione, nomina il presidente del Consiglio e, su sua proposta, i ministri», afferma e scrive Scalfari. Ma non è così. Al Presidente della Repubblica non spetta affatto la formazione del nuovo governo ma ( leggasi l’ art. 92) solo la nomina del Presidente del Consiglio dei Ministri. Nient’altro. Il Presidente della Repubblica nomina i Ministri ma “su proposta del Presidente del Consiglio” – una proposta sulla quale il Colle non ha alcuna voce in capitolo e che non può rifiutare – e non gli è neanche richiesto un parere consultivo.

b) «Il capo dello Stato tiene necessariamente conto della maggioranza parlamentare dalla quale l'esistenza del governo dipende, ma lo nomina [il governo] senza trattarne la composizione con le segreterie e i gruppi parlamentari dei partiti» scrive Scalfari. Da ridere ! E ci mancherebbe altro ! Il Colle non ha nemmeno un potere consultivo, al riguardo! La sua firma, al momento della nomina, è soltanto un atto dovuto. Altra menzogna, caro Scalfari! Contrariamente a quanto scritto prima da Scalfari, il Presidente della Repubblica non “forma” affatto il governo.

c) «Questo è lo schema del governo istituzionale e costituzionale. Chi non capisce che esso non confisca affatto la democrazia e non umilia affatto il Parlamento, al quale anzi affida piena centralità svincolandolo anche dalla sudditanza ai voleri del ‘premier’ [Berlusconi, ovvio ]... chi non capisce queste lapalissiane verità è in palese malafede oppure mi permetto di dire che è un perfetto imbecille». Lo dice e lo scrive Scalfari. Con la conseguenza che tutto quello che dice e che scrive e che ho riportato non ha proprio nulla a che vedere con Governo Monti. Scalfari finge di non accorgersi che l’obiezione di tanti , rispetto al Governo Monti, non riguarda affatto il rispetto della Costituzione, o la qualità più o meno tecnica di un governo, ma riguarda la maggioranza di cui è espressione. Cioè se sia il governo che dà ordini al Parlamento o se sia il Parlamento che dà ordini al governo. Dandosi poi la classica zappa sui piedi, nell’articolo Scalfari scrive che «I governi sono tutti politici se avvengono nel quadro della democrazia parlamentare poiché la loro esistenza e la loro permanenza dipendono dalla fiducia che il Parlamento gli accorda o gli ritira». Ma allora se tutti i governi “avvenuti” in una democrazia vivono della maggioranza che li sostiene, come può Scalfari spacciare per normale la costituzione di un governo che non ha una maggioranza? Come non trovare anomalo un governo in balia di aggregazioni che si formeranno di volta in volta, per sostenerlo o abbatterlo? Se ancora la situazione fosse tranquilla, poco male. Ma qui si tratta di adottare provvedimenti eccezionali e impopolari. Che cosa fa pensare a Scalfari che i partiti sosterranno il Governo Monti a scatola chiusa ? E non è forse stratosfericamente anomalo che i partiti abbiano il potere di far cadere un governo in un momento così drammatico, senza neppure assumersi la responsabilità delle conseguenze , dal momento che il governo Monti è figlio di Napolitano e che Napolitano non è “ nessuno” in politica? Un governo può anche non avere una maggioranza precostituita se esso ha ottenuto la fiducia per attuare uno o più provvedimenti particolareggiatamente formulati. Se Monti avesse avuto il coraggio di dire, nei due rami del Parlamento: “Per le pensioni intendo abrogare quelle di anzianità ; per il lavoro intendo modificare l’articolo 18 dello Stato tramite l’articolo 8 del decreto sviluppo; per le nuove imposte intendo varare l’imposta patrimoniale del tot per cento sulle prime e seconde case” e se i partiti gli avessero votato la fiducia, si sarebbe potuto dire che si era costituito un governo di tecnici per l’attuazione della volontà del Parlamento. Ma così non è. Monti non s’è impegnato a nulla di concreto. Ha fatto un discorsetto retorico, da Rettore e non da politico.. Infatti o questo governo adotta provvedimenti insignificanti – e l’Italia non ne ha bisogno – oppure non dura. A meno che i partiti maggiori non siano disposti a suicidarsi politicamente. Insomma, chi è dunque, egregio Scalfari, il vero e perfetto imbecille ?

SI IPOTIZZANO MISURE DA STATO DI POLIZIA O DA STATO COLONIZZATO.

L’ipotesi , perché si tratta ancora di una semplice ipotesi anche se assurda, che il Governo Monti abbia intenzione di togliere di mezzo il biglietto da 500 Euro, abbia intenzione di limitare le transazioni per contanti ai 300 Euro ed abbia anche l’intenzione di fare applicare, dalle Banche per conto dello Stato, una imposta speciale sui prelievi e sui versamenti dei biglietti da 500 euro, per facilitare la così detta “ tracciabilità” che servirebbe per combattere evasione e corruzione, mi parrebbe francamente una straordinaria “ legge ad personam”. O meglio “ ad bancam”, visto che buona parte del Governo Monti, compreso lo stesso Professor Monti, appartiene al mondo delle banche . Pensate che finezza: sapendo che nel timore di un altro furto notturno sui depositi bancari come fu nel 92 con l’On Amato i risparmiatori hanno ritirato quasi tutto dalle loro banche ovviamente con biglietti da 500 Euro, ora si vuole imporre agli stessi di rimettere quel denaro in Banca ed a chi non lo avesse già ritirato di lasciarlo in Banca. Insomma banchieri che vorrebbero farci prigionieri di banchieri. Come conflitto d’interesse non c’è male. Se poi ogni pagamento contante , superiore od inferiore ad ogni limite, dovesse essere tassato – misura voluta dalla sinistra – allora sparirebbe il contante – che nessuno accetterebbe più – e saremmo costretti a tenere i nostri soldi in Banca. Ma io dico: può uno Stato obbligarmi a tenere il mio denaro presso un privato( una Banca )? Forse uno Stato sovietico, non certo uno Stato democratico. E se poi uno Stato , che è tale perchè batte moneta e la garantisce ( tanto da scriverci sopra “ rimborsabile a vista al portatore” ) , non accetta la propria moneta , ma che razza di Stato è? E se uno Stato è incapace di contrastare gli evasori, i riciclatori, i corruttori, i trafficanti di droga, ecc, perché deve fare pagare un prezzo tanto salato, in termini di libertà individuale, ad un cittadino che non sia un evasore, un corruttore, un evasore? Ma come si fa a pensare che sia giusto che lo Stato, per via della “ tracciabilità” si intrufoli nella mia vita privata, nei miei acquisti, nei miei pagamenti, nei miei vizi , nelle mie virtù essendo in possesso di ordinarie facoltà mentali? Giusto l’ineffabile Milena Gabanelli ha la faccia tosta di affermare su RAI3 senza che nessuno la mandi a quel Paese che “ la gente comune non ha necessità di più di cinquanta euro a settimana”!. Ma dove vive costei? Ma la fa mai la spesa o gliela fanno i suoi domestici ? Ma lo sa la Gabanelli che un pacchetto di sigarette costa cinque euro, che una bottiglia di vino costa quindici euro e che venti euro al giorno neanche bastano? Il falso moralismo di questa sinistra è ridicolo e vomitevole. Ora si capisce meglio il successo di Berlusconi o la sopravvivenza di Casini…….

Neanche sto a perdere troppo tempo sulla ventilata ipotesi di un non meglio identificato “ prestito” da 600 miliardi di Euro da parte del FMI all’Italia. Il FMI altro non è che un’organizzazione internazionale che presta i soldi ai Paesi che sono in difficoltà e dove comandano Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia e Regno Unito ). Ma impone anche condizioni spesso capestro e soprattutto quel suo credito diventa per Legge “ privilegiato” nel senso che se accettassimo quel prestito ci troveremmo un creditore , appunto il FMI, privilegiato nel rimborso del debito rispetto, tanto per fare un esempio, al portatore di un nostro BTP. Se non ricordo male – e non ricordo male, ma benissimo – in Argentina fu bancarotta per tutti i creditori, meno che il FMI. Insomma come si fa anche solo ad ipotizzare di mettersi lo strozzino violento in casa? Ripeto che il problema non è l’Italia, né il suo pur mostruoso debito pubblico, ma semmai la scarsa sua crescita da venti anni a questa parte. Perché la speculazione non vuole colpire l’Italia, ma l’Euro. Una moneta che nessuno garantisce, che nessuno rimborsa a vista al portatore, che non ha copertura in riserve auree o valutarie e che quindi non è “ concerti bile”, è una specie di moneta da monopoli, senza alcun valore reale. Solo se la BCE si trasformasse nella Banca d’emissione dell’UE e garantisse la convertibilità dell’Euro questa moneta potrebbe salvarsi. Anche perché mentre i suoi numerosi difetti sono ormai noti a tutti, ancora non ho sentito da nessuno elencare quelli che sono stati o che saranno i vantaggi per il famoso “ popolo stronzo e bue e pensionato o dipendente “ dalla conferma dell’Euro. Inoltre il nostro Paese ha un debito di circa 2.000 miliardi di Euro, ma ha anche dei crediti: tutti gli immobili dei suoi cittadini( l’85% degli italiani possiede almeno una casa ), gli immobili degli enti pubblici. Pertanto i nostri debiti sono garantiti da proprietà immobiliari in tutto o in parte. Ne deriva che se gli investitori pretendono da noi il 7% e dai tedeschi il 3% la determinazione della richiesta non è fatta su basi commerciali e di garanzia reale ma solo su basi “ speculative”. Ossia: sapendo che la politica italiana degli ultimi sessanta anni è stata sempre basata sullo “ spendere” a piene mani facendo buffi, l’Italia è un debitore incallito che pur di prendere denaro è disposto a pagare caro. Insomma ci stanno facendo azioni da strozzinaggio contando sulla nostra insipienza politica ed amministrativa e , chiedendo quei tassi, la speculazione sa bene che i soldi li prenderà. L’obbiettivo della speculazione, insomma, non è l’Italia, come non lo è stata la Grecia, la Spagna, l’Irlanda, ma la solita tattica animalesca del leone che individua lo gnu debole per mangiarselo. Ecco perciò che se noi non avessimo l’Euro, ma la lira, nessuno ci aggredirebbe.

ANCORA A PROPOSITO DI PERFETTI IMBECILLI..

Bersani ha dichiarato che “ oggi abbiamo fretta e che ora non concediamo a Monti nemmeno una settimana, ma che abbiamo aspettato per tre anni senza fiatare “. Come sempre più spesso gli capita, questa parodia di segretario del Pd riesce a sintetizzare un bel mazzetto di falsità , di menzogne e di ipocrisie in una sola frase di una sola riga.

Non è vero assolutamente che "abbiamo aspettato" tre anni: in molti abbiamo ripetutamente sollecitato dal governo Berlusconi una maggiore iniziativa e quando è parso che il governo avesse perso la sua "spinta propulsiva", come diceva Berlinguer, abbiamo richiesto a gran voce nuove elezioni: la verità è che entrambi i greggi politici hanno manifestato la propria fermezza nell'unico campo che sta loro a cuore : durare, resistere, arrivare alla pensione . E poi , confrontare lo scorso triennio ( 2008 – 2011 ) con gli ultimi sei mesi significa ridicolmente ignorare che la situazione internazionale ha avuto una svolta drammatica. Infine il “ similsegretario” finisce per ridicolizzare e opposizioni , accusando di immobilismo una maggioranza contro la quale è stata sempre scatenata la reazione sindacale collaterale al Pd, e contro le cui proposte si è sempre levato il muro di una regia piazzaiola e populista, dalla ormai celebre "privatizzazione dell'acqua", all'antinucleare, alle pensioni di anzianità "portate via", agli enti locali "espressione insopprimibile di democrazia". Certo che oggi la situazione è cambiata e che abbiamo fretta, caro Bersani. Ce l'abbiamo tutti, e le ragioni sono fin troppo evidenti a tutti, meno che a Lei, come fosse lo “ smemorato di Collegno”. Ritiratosi in buon ordine Berlusconi – additato come il colpevole di tutto e senza essere stato sfiduciato dal Parlamento – la situazione resta esattamente quella di prima, se non peggiore. Ma nel frattempo abbiamo bruciato una montagna di soldi dei contribuenti. Così abbiamo atteso che il Governo si riempisse di viceministri e sottosegretari – la cui utilità sfugge per un governo che dovrebbe agire come in un blitz, incassare il consenso dei partiti deresponsabilizzati, e riconsegnare le insegne del potere agli elettori –; abbiamo atteso che di ritorno da un incontro molto poco europeo col duo franco-tedesco ci fosse raccontato che cosa ci siamo impegnati a fare. Poi abbiano atteso che le spiegazioni arrivassero a governo fatto, con le perplessità che dicevamo; infine è passato il week-end, è arrivato lunedì, e tutto tace, tanto che ormai anche dall'estero si chiede all'Italia di battere un colpo.

La luna di miele si è esaurita da un pezzo, e ci siamo stancati di aspettare non si sa cosa.. Ma il silenzio e il mistero, per giunta difesi come una conquista democratica dal solito Bersani e dai suoi accoliti , possono stare bene solo a Bersani ed ai suoi seguaci. Se il Governo vuole intervenire, ha tutti gli elementi per farlo, visto che di queste cose si discute da mesi o anche da anni, e tutti i ministri sono "specialisti". Se invece ha bisogno di contrattare le prossime mosse, è meglio che si ritiri e dia spazio ai politici – magari eletti dal popolo e non “ nominati” da Re Giorgio.

Roma mercoledì 30 novembre 2011

Gaetano Immè