Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 28 febbraio 2012

IN NOME DI CHE COSA LA TRAGEDIA IN VAL DI SUSA


Non è una questione di democrazia perché non è in gioco la libertà di nessuno. In gioco semmai c’è un’occasione anzi ,meglio, un’opportunità economica. Insomma ho l’impressione che i No Tav stiano alla ricerca di un pretesto, ho l’impressione che ci siano ormai fra di loro alcune persone che cercano di radicare una protesta, un ribellismo come forma di vita, un antagonismo indiscriminato ed onnivoro e di massimizzarne la ricaduta mediatica a proprio favore. Possibile viene da chiedersi, che costoro siano sempre “ contro”? L’Europa ? Loro sono contro. Lo scambio di merci ? Loro sono contro. I supermercati? Loro sono contro, vogliono bere l’ovetto biologico fatto da una gallina che ha mangiato solo biologico libera di razzolare nella loro valle, per dire. Sostituiamo la vecchia e stretta strada , con camion in coda e puzza di nafta in Valle , con una moderna autostrada? Loro sono contro. Insomma , alla fine ti rendi conto che il loro ribellismo è frutto della loro obbedienza ad un copione scritto chissà da chi e che loro volontariamente e , direi quasi professionalmente , realizzano, copione che in realtà pare dedicato a tutt’altro. E cioè , chiarezza per franchezza, proprio alla violazione della nostra libertà , della nostra democrazia, della nostra modernità, del nostro sistema economico, della nostra voglia di progresso. E tutto ciò non piace a costoro, a questa pattuglia o consorteria di violenti. Non” garba” la “libertà di ciascuno di noi”, in quanto essa è il muro contro il quale deve forzatamente terminare la loro libertà di “ essere contro” se vogliamo vivere in uno Stato democratico e di diritto ; non “ garba” la nostra democrazia, perché rappresenta il governo della maggioranza che rispetta certamente ogni minoranza ma che non accetta da queste veti o ricatti o violenze; non “ garba” la nostra voglia di progresso perché confligge con la loro visione apocalittica e maniacale di una vita sociale arcaica ed agreste. E siccome non c’è più Berlusconi cui addossare ogni maleficio, ma ci sono i “ sobri tecnici” e la sinistra che li vota , lo scontro, fintamente ecologico, democratico, libertario è uno scontro puramente nichilista: contro tutto e tutti.

Luca Abbà è un uomo di 37 anni, nato e cresciuto in quella Valle dove hanno vissuto i suoi genitori, i suoi nonni, insomma , al di là di sue farneticazioni ideologizzate, considerato che non mi pare navighi nel benessere e pur sapendo che aveva investito bei soldini per comprare con altri antagonisti dei terreni non per amore della Valle ma solo per ritardare la TAV opponendosi alle dovute burocratiche pratiche espropriative, un pochino mi commuove, molto lo comprendo. Vedo in lui qualcosa di nobilmente antico, qualcosa di tenero e di disperato come una fede incrollabile nell’attaccamento alla sua terra , che coltiva con tecniche biologiche, e alla sua montagna , di cui pare conosca ogni anfratto. Infatti come dice al telefono mentre cazzeggia nella maramalda arrampicata , lui è li ma non ha percorso, come gli altri, la strada maestra, ma un sentiero tutto suo perché la montagna è grande, perché la montagna è madre e lui è un suo verace figlio che disperatamente vorrebbe preservarla da quel progresso che lui disprezza come fosse uno sfregio . Insomma per Luca il mondo non è l’universo, la sua patria non se ne va a zonzo per il mondo, chi se ne frega della globalizzazione, per Luca la Valle sembra essere tutto il suo mondo, quello nel quale ha deciso di vivere a modo suo. E lui vive il tutto come una sfida personale, come se qualcuno si arrogasse il diritto di cambiargli la vita contro la sua volontà, come se un potere protervo gli togliesse la sua terra da sotto i suoi piedi. Insomma, lo Stato e le Istituzioni agiscono, secondo Luca, con la stessa feroce protervia con cui Brenno umiliava gli sconfitti col suo “ vae victis!” dopo averli sconfitti, umiliati e depredati. Bene, lo dico francamente, come fai a non provare tenerezza per un uomo maturo , ancora infantile ( ma non c’è forse un “ bambino” in ciascuno di noi?), così pazzamente innamorato della sua Valle da essere disposto a qualsiasi cosa – anche ad arrampicarsi sull’alta tensione – pur di difenderla? Ed allora mi chiedo come sia possibile che in tutti questi anni nessuno sia riuscito a spiegare a Luca ed ai suoi amici e sodali che la loro pretesa non sta in piedi, che una minoranza non può fermare una maggioranza, che uno Stato che si rispetti non può permettersi retromarce, non può concedere riconoscimenti a movimenti antagonisti come fu con le BR, come avrebbe dovuto essere con la mafia, come la Spagna con l’ETA. Possibile dunque che la politica, soprattutto quella locale che controlla il territorio, non abbia avuto modo, pazienza e tempo per far capire a Luca ed ai suoi amici che questa faccenda dura da anni durante i quali ciascuna parte ha avuto tempo e modo per esprimere la sua opinione. E che arroccarsi apoditticamente su un “ no” significa sacrificare all’emarginazione economica l’intera Valle? Possibile che la politica, che si fa anche vanto di rappresentare simili istanze – parlo dei Verdi, parlo del SEL, parlo dei grillini, parlo anche del PD il sui Senatore Latorre ieri sera da Vespa pontificava che “ si sarebbe potuto fare di meglio nelle trattative” tanto per darsi le arie di democratico doc che poi, però, di quelle istanze di Luca se ne strafrega altamente e vota per la TAV e chi più ne ha più ne metta – in tutti questi anni non abbia avuto la forza, il coraggio e soprattutto, la consapevolezza di edulcorare queste ferite?

Va bene, Luca, tutto questo lo capisco, ma se questa è stata l’origine del tuo antagonismo, oggi le tue azioni non sono azioni degne di quell’origine, non sono azioni da eroe. Sono invece azioni da sciocco imprudente. Ti hanno spinto ad andare avanti, sono i tuoi sodali che non ti hanno fermato, sono loro che ti hanno usato come fossi un manichino, un burattino, un Pinocchietto di legno da mandare avanti allo sbaraglio. Insomma sei stato tradito dai tuoi stessi sentimenti e da chi tu credevi amico e dalla tua passione smisurata per la Valle. E , fattene presto anche una ragione, tu non sei un liberatore perché non hai liberato nessuno, né sei un combattente della libertà, perché non c’è nessun da liberare da nessuno. "Abito - ha scritto Luca - nella casa dove nacque mio padre e dove hanno vissuto fino alla morte i miei nonni. Vivo del reddito che mi fornisce la Terra tramite i suoi prodotti. E il tempo che dedico (volentieri) alla lotta No Tav lo ritaglio tra il lavoro e le mille faccende della vita di campagna. L'amore per la Terra e per questa valle mi spinge a difenderla fino in fondo dalle mani avide degli speculatori". Davanti a questa schizofrenia ammanettata e rinchiusa, come fosse in una camicia di forza, in un ragionamento come questo, dove il troppo di buono viene “corrotto” dal poco -ma pur sempre troppo- di assurdo ( le mani avide di quali speculatori?) , non posso ancora non chiedermi come mai nessuna forza politica locale abbia mai pensato di parlare con questi uomini-bambini. Ognuno si dia la risposta che gli appare più logica. Da parte mia dico , papale papale, che la protesta per un opera pubblica è una, se volete legittima, battaglia ma per la propria convenienza, non si provi a spacciarla per una battaglia di libertà:. Non è per il futuro del nostro Paese né per la nostra libertà che Luca si batteva, ma per imporre , con mezzi antidemocratici, il volere dei pochi a quello della maggioranza. . Nessuna minoranza può per nessunissimo motivo al mondo arrogarsi la pretesa di contare più della maggioranza usando inoltre anche metodi violenti. Giricchiando il mondo vedi lo stretto dei Dardanelli ( quasi come quello di Messina) dove di ponti ne hanno già fatti tre, il quarto è in costruzione. Vedi che sono quasi cinquanta anni che in Italia si parla del Mose di Venezia, ma se giri l’Olanda di opere come il Mose te ne ritrovi una ogni chilometro. Vai a San Francisco e trovi il Golden Bridge, vai in Francia , proprio dal lato opposto alla Val di Susa dove deve passare la stessa TAV della Val di Susa e ti rendi conto che nessuno protesta come da noi. Scusino – direbbe Rascel – ma non è per caso che proprio in Francia è nata la Rivoluzione Francese?


SUL CASO MILLS LA GARA A CHI LA SPARA PIU' GROSSA


L’accusa a S B per Mills era di corruzione di pubblico ufficiale. Secondo quale tipo di corruzione fosse , le pene edittali previste dai vari articoli del codice penale interessati( vedi artt. 318,319, 319 bis, 319ter, 320 e 321 ) vanno da un minimo di 6 mesi ad un massimo di 8 anni. L’articolo 157 dello stesso Codice Penale, nella sua formulazione prima delle correzioni ad esso introdotte con la Legge 251/2005 ( Cirielli) prevedeva che la prescrizione del reato in questione fosse di dieci anni. Con le modifiche introdotte dalla Legge Cirielli, la prescrizione è diventata , grosso modo ( un calcolo estraneo all’umana comprensione), di otto anni. Il presunto pagamento dei 600.000,00 dollari – questo emerge dalle carte processuali ed appare in una intervista del P.M. De Pasquale – viene accertato sui conti di Mills il giorno 11 novembre 1999 oppure il 29 febbraio 2000. Il procedimento contro Silvio Berlusconi è iniziato nel 2004. Abbiamo così tutti i dati per ragionare anche noi circa quello di cui moltissimi hanno parlato e cioè del fatto che Berlusconi “è stato prosciolto grazie alla Cirielli “ e sull’ordine , con tono imperativo, a S.B. “se è innocente, rinunci alla prescrizione!” Fra i geni che vorrebbero imporre a Berlusconi ( ma solo a lui, si intende, perché, cito ad esempio, a Penati no, a Tedesco no, a Delbono no !ecc) l’obbligo di rinunciare alla prescrizione non poteva mancare un vero campione del pensiero , Water Veltroni che si è precipitato a far compagnia la solito coro dei Giannini ( Repubblica), dei Peter Gomez ( de Il Fatto) , delle Milella, dei Minguzzi, dei Colonnello ecc

I conti che seguono sono certo approssimativi, il sottoscritto non è un avvocato, ma si orizzonta. Dunque , al sodo: se viene contestato nel 2004 un reato commesso nel 1999 o nel 2000, la sua prescrizione avrebbe dovuto verificarsi, senza la Cirielli, nel 2010 circa. Con la Cirielli nel 2008 circa. Quello che intendo dimostrare – al di là dell’esattezza o meno dei dati che fornisco – è che con l’applicazione della Cirielli la diminuzione “ teorica” della durata della prescrizione si aggirerebbe intorno ai due anni. Se preferite, il P.M. De Pasquale, titolare dell’accusa contro S B , se il Governo Berlusconi non avesse introdotto la Legge Cirielli avrebbe avuto altri due anni di tempo per indagare su S.B. Osservo che il P.M. De Pasquale ha comunque avuto a disposizione ( 2012 meno 2004) pur sempre otto anni per cercare le prove del fattaccio, tempo passato con grande clamore mediatico ma senza aver trovato alcun elemento concreto di prova a carico di SB. Anzi lo svolgimento processuale ha dimostrato che non ostante tutta una serie di indagini bancarie il P.M. non è riuscito a trovare alcuna prova che mettesse in connessione SB o società a lui riferibili ed il famosissimo bonifico di Usd 600.000,00 del 1999 o del 2000 sul conto dell’Avvocato Mills. Inoltre , sempre lo stesso processo, ha dimostrato anche che erano invece a disposizione del P.M. tutti i riferimenti bancari che avrebbero permesso di accertare la provenienza di quel bonifico dal costruttore napoletano Attanasio, filone mai approfondito dal P.M. De Pasquale. Insomma contrariamente alle risultanze processuali, costoro fanno credere – ai gabassisi che danno loro credito – che senza la Cirelli, comunque, S B sarebbe stato condannato e che essere prosciolto per prescrizione non significa essere innocente . Egregi Signori, appare invece evidente l’assoluta inettitudine della Magistratura ed aggiungete anche che “ prescrizione non vuol dire colpevolezza” ( credo lo sappia anche Massimo Giannini e la Milella) ma solo ignoranza ed incapacità di un P.M. che non è riuscito a provare in tempo utile il suo castelletto accusatorio. Fatevene una ragione , magari assumete epatosostenitori in quantità industriali, le prove non ci sono! Qual è la conseguenza logica di tutto ciò, spettabili Giannini, Gomez, Milella, ecc.? Semplicemente che il P.M. De Pasquale che non aveva trovato un bel nulla in otto anni di indagini e che nulla aveva in mano ( è il P.M. che deve trovare le prove ) , non si sa bene a cosa sarebbero poi eventualmente serviti altri due anni o tre o quattro anni di indagine se si parte dal nulla assoluto. Ma la sinistra non è certamente nuova a simili incoerenti ragionamenti . Basta vedere il supporto che dà al Governo Monti. Le stesse norme e gli stessi provvedimenti proposti da Monti, presentati dal Governo Berlusconi, avrebbero determinato le proteste e le barricate in Parlamento da parte dei ‘compagni’, indignati a ogni piè sospinto per le leggi berlusconiane. E invece guardateli tutti lì a elogiare e approvare qualsiasi norma che esce dalla penna di Monti e dei suoi ministri. Persino la modifica dell’art. 18 Stat. Lav. non è più un tabù a sinistra , Veltroni il pensatore dixit. Ma nella loro testolina , colma di odio personale più che di capacità di analisi e di sintesi, il significato di tale accezione era chiaro: tenere sotto schiaffo mediatico l’imputato ed avere ancora dell’altro tempo per cercare disperatamente qualche indizio, perché SB “ doveva per forza essere non solo imputato ma anche colpevole”. Insomma il loro rammarico non è, come dovrebbe essere per un cittadino onesto, che la Giustizia non sia stata in grado di fare il suo dovere – dimostrare cioè se un imputato sia reo o no – ma quello che un imputato , peraltro mai condannato, non resti sotto lo sputtanamento mediatico per altri due o tre anni. E siccome questo “imputato” è anche il leader politico della forza politica più importante del Paese, questa loro posizione altro non è che il sogno di poter ripetere il ribaltone del 1994, quando attraverso una falsa accusa contro SB (di corruzione alla GdF) firmata dal P.M. Antonio Di Pietro, il primo Governo Berlusconi ( eletto con le elezioni del 1994) venne abbattuto e sostituito da governi di centrosinistra , non eletti dal popolo dal 1995 al 1996 e centrosinistra poi sospinto alla vittoria elettorale del 1996 proprio da quelle false accuse. Tanto è vero questo, che quando nel 2001 la Suprema Corte assolse “ perché il fatto non sussisteva” da tutte le accuse mossegli dal Di Pietro S.B., vi fu l’immediata vittoria elettorale del centrodestra del 2001.

Quanto poi a coloro che , come Veltroni, come Bersani ed altri , si sono rifugiati dietro il minaccioso “se è innocente, rinunci alla prescrizione “ non posso che provare vergogna per essere , mio malgrado , concittadino .di simili gente incivile. Perché se è pure vero che le disposizioni della Legge Cirielli prevedono la possibilità, in taluni casi ( e non so se questo caso ci rientrerebbe) , che l’indagato rinuncia alla prescrizione , non si capisce per quale motivo giuridico S.B. – e solo lui, si badi sempre bene e non altri – debba spogliarsi , una volta accusato , pure dei propri diritti costituzionali e legali. In verità lo si capisce fin troppo bene e fin troppo facilmente. Perché il massimo della “ giustizia ” per simile gentucola o gentaglia - a voi la scelta - consiste che qualunque loro avversario politico sia accusato di un presunto reato – da qualsiasi P.M. - , vero o falso non importa, debba consegnarsi subito , mani e piedi legate e senza neanche pensare a difendersi, al boia, per l’immediata esecuzione, senza perder tempo in inutili processi . A costoro non serve il Codice , ma una forca, non serve un processo ma un’ordalia medioevale, non serve un processo giusto ma tante Piazzale Loreto dove impiccare il nemico politico che si oppone al dominio tirannico delle loro idee e delle loro ideologie. Egregi signori del “ se è innocente, rinunci alla prescrizione” ecco il mio guanto di sfida: S.B. rinuncia alla prescrizione se il processo si fa in Inghilterra o in USA. Davanti ad un Giudice “terzo” che non faccia politica. Mi auguro risposte, guanti di disfida, ma simile gentaglia è sprovvista del vetusto senso dell’onore.

Segnalazione particolare per Massimo Giannini ( sembra che io abbia una partita personale con costui, ma non è vero, ne leggo le scempiaggini e gliele faccio solo notare, potrebbe anche rispondermi se avessi torto o denunciarmi) che, su Repubblica, dimostra di non avere le più elementari nozioni in diritto penale. Scrive infatti che la prescrizione “ha permesso all'ex presidente del Consiglio di sottrarsi al suo giudice naturale”. Il giudice “naturale” è quello la cui competenza è prestabilita dal codice, Signor Vicedirettore . Per evitare altre brutte figure, tipo Caligola Giannini, do you remeber?, bastava Lei si limitasse a scrivere “al suo giudice”, senza quel “naturale” che non c’entra niente, anzi confonde le idee. Perché induce a ritenere che Berlusconi si sia sottratto ad una sede del Tribunale ( poniamo Catania) pretendendo di essere giudicato dal Tribunale di Milano , collegio incompetente.

Poi, dopo la prima “ perla” ecco una sinfonia di pure fregnacce :: “Come la sentenza della Corte di Cassazione ha già certificato nell'aprile 2010, confermando sul punto le due precedenti pronunce di primo e secondo grado, è scritto nero su bianco: Berlusconi fu il ‘corruttore’ dell'avvocato inglese, che ricevette 600 mila dollari per testimoniare il falso”. Dr Giannini se la sentenza riguarda l’applicazione della prescrizione a Mills come io sospetto ( ma Lei non ha neanche il coraggio di scrivere di cosa sta parlando, fa il vago, fa il distratto), se la Cassazione avesse scritto veramente quelle cose si sarebbe comportata come normalmente si comporta Lei, in modo scorretto , scrivendo falsità e fregnacce che vanno bene solo per le viscere mentali dei lettori di Repubblica, che, appunto, avete abituato a ragionare con la bile anziché con il cervello. Vada da un Avvocato bravo e si informi bene, perché dovendo applicare la prescrizione il giudice ha un’unica alternativa: se è certo dell’innocenza dell’imputato, lo assolve nel merito. Se invece è incerto riguardo alla sua colpevolezza o alla sua innocenza, applica la prescrizione. Si ripete, non se è certo della sua colpevolezza, Signor Vicedirettore. Non può certo affermare né la colpevolezza dell’imputato, né, a più forte ragione, quella di un terzo Una sentenza di proscioglimento per prescrizione non può essere utilizzata , come fa Lei, per dichiarare (moralmente) colpevole l’imputato, se non da persone come Lei, incompetenti , faziose e truffatrici abituali  della credulità popolare.

Credo proprio che Massimo Giannini di questo processo Mills non ne sappia e non ne abbia capito molto. E’ una pura fregnaccia ( e due!), come scrive Giannini, che Mills abbia testimoniato il falso. Tutte le persone informate della vicenda – Massimo Giannini non fa parte ovviamente di questo gruppo, lui conosce bene solo l’arte di arrangiarsi – sanno che Mills ha schivato o aggirato alcune domande ma non mi risulta che il P.M. lo abbia incriminato sotto l’accusa falso. Suvvia Giannini , ripassi con me un po’ di sana lingua italiana! Reticenza , Giannini, è diversa , non è uguale a falsità. Tutto le debbo spiegare, Giannini, minchia!

Poi, il nostro eroe ha ancora la forza e la faccia tosta di scrivere altre fregnaccette, così scrive che “esiste la prova di quel versamento dei 600.000 dollari da Berlusconi a Mills”. Che faccia tosta! Faccio notare allo scriba che Gabriella Chersicla, consulente della Procura di Milano e del Pm Fabio de Pasquale, ha dichiarato – non nero su bianco, riesce a leggere pure Lei Giannini”! - - che di quel versamento che avrebbe dovuto inchiodare Berlusconi non esiste traccia nelle carte contabili, da lei esaminate. Ma Giannini, mi scusi, ma un po’ di vergogna, no?

Non sottovaluto altri emeriti pensatori, sia chiaro, gente che si è dedicata più che ad un commento allo stravolgimento del significato della prescrizione . Vedi per esempio quel noto pensatore di Montenero di Bisaccia, quell’ex poliziotto, quello indagato per essersi appropriato personalmente di tutti i milionari rimborsi elettorali che lo Stato doveva pagare all’IdV, quello stesso integerrimo ex Magistrato che otteneva dai suoi indagati ( vedi Pacini Battaglia ed altri) prestiti di centinaia di milioni e che poi ha restituito, senza interessi, solo prima che il Tribunale di Brescia iniziasse il procedimento a suo carico, quello stesso che urla “ fuori gli indagati dal Parlamento” rimanendo – lui indagato per appropriazione indebita- incollato alla poltrona, che al giornale della Confindustria ha dichiarato: “I giudici non l’hanno assolto perché, evidentemente, il fatto l‘ha commesso” E lui lo sa, a Montenero hanno la Fata Morgana..Bersani, vedi sopra, invece mi fa solo tenerezza, perché ridicolizzarlo ormai è come fare il tiro a segno sulla Croce Rossa

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SCUOLA DI CALCIO , SCUOLA DI IMBROGLI

Il calcio non è il rugby, il calcio ormai è il festival dell’imbroglio. Imbrogliano tutti: i giocatori quando cadono da soli e pretendono rigori o punizioni, anche un corner comporta lamenti e sceneggiate, anche un fallo laterale. Non c’è quindi da meravigliarsi se i calciatori dimostrano di essere finalizzati ad imbrogliare e se quindi la “ lealtà sportiva” diventa una palla al piede, anzi una vera vergogna. Sabato scorso la Juventus perdeva a San Siro contro il Milan per 1 a 0 quando su colpo di testa di un milanista è arrivato il secondo goal del Milan. La palla è entrata in rete di almeno un metro ma Buffon, portierone della Juve e della Nazionale, nel tentativo di evitare il goal ha preso il pallone da dentro la porta ricacciandola fuori . Insomma ha truffato, perché era goal e l’arbitro, ingannato da Buffon e dal suo collaboratore ( prima dal secondo e poi anche dal primo) non ha concesso il goal. Dunque non solo errore arbitrale dell’arbitro, ammissibile, ma anche errore del secondo arbitro , già meno ammissibile , e concorso volontario di Buffon nel finalizzare la truffa. Buffon ha detto che “ lui non è un ipocrita” perché non solo non se ne è accorto ( che la palla era dentro) ma che se pure se ne fosse reso conto non l’avrebbe mai confessato. Dunque , qualcuno dica a Buffon che l’ipocrisia è un valore negativo e che la lealtà è un valore positivo e che le due cose non configgono fra di loro., nel senso che “ non essere ipocrita non vuol dire essere un truffatore”. Proprio perché “ non essere ipocrita” vuol dire “ essere sincero”, Buffon aveva l’obbligo morale di non concorrere nella truffa ai danni dello sport, del pubblico e del Milan.

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Roma martedì 28 febbraio 2012

Gaetano Immè

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