Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 18 febbraio 2012

LA NOSTRA MEMORIA PER MANI  PULITE

QUESTO BLOG NON FESTEGGIA PER I VENTI ANNI TRASCORSI ( DAL FEBBRAIO 1992) DALL’ARRESTO DI MARIO CHIESA, CHE COSITUI’ L’INIZIO DELLA STAGIONE DI MANI PULITE. CHE INVECE DI ELIMINARE LE CAUSE DALLE QUALI SONO NATE E NASCONO ANCORA TUTTE LE FORME DI CORRUZIONE, SI LIMITO’ A GIUSTIZIARE CON METODI INDEGNI DI UNO STATO DI DIRITTO, CON OPERAZIONE DI PURA POLIZIA POLITICA, SOLO ALCUNI DAI TANTI BUBBONI CHE QUEL MALE AVEVA PRODOTTO, LASCIANDO COSI’ COLPEVOLMENTE IN VITA ALTRE METASTASI. COSI’ INVECE DI CERCARE LA CURA, IL RIMEDIO CHE AVREBBE POTUTO ESTIRPARE DAL CORPO DEL PAESE QUEL TUMORE , LE ISTITUZIONI DI QUEL TEMPO TRAMUTARONO QUELL’OCCASIONE PER SPACCIARE LE ESECUZIONI PARA SOMMARIE DEI CINQUE PARTITI POLITICI - CHE PERALTRO AVEVANO CONDOTTO IL PAESE A RISORGERE DALLA SECONDA GUERRA MONDIALE FINO A FARLO DIVENTARE LA SESTA POTENZA ECONOMICA MONDIALE - COME UNA RIVOLUZIONE ETICA CONTRO LA CORRUZIONE. ESECUZIONI AFFIDATE AD UNA MAGISTRATURA INGORDA , ARROGANTE E POLITICIZZATA CHE VIDE IN QUELLE PUBBLICHE ORDALIE DI STAMPO GIUSTIZIALISTA L’OCCASIONE PER IMPORRE SUL PARLAMENTO E SULLA POLITICA IL PROPRIO REGIME. PROPRIO COME FECERO HITLER, STALIN,MUSSOLINI, FRANCO, PINOCHET, FIDEL CASTRO, POL POT E COME HANNO SEMPRE FATTO TUTTI I DESPOTI E TUTTI I TIRANNI DELLA STORIA.






SONO VENTI ANNI CHE CHIEDO AI MAGISTRATI, AI DI PIETRO, AI COLOMBO, AGLI UOMINI DEL PCI CHE – STRANAMENTE GLI UNICI IMMUNI ED IMPUNITI DA QUELLE COLPE TANGENTIZIE CHE ERANO DI TUTTI - DONARONO AL DI PIETRO UN COLLEGIO SENATORIALE SENZA UN PERCHE’, AI LORO TANTI SODALI , DI RENDERCI ESATTO CONTO DEI QUASI CINQUECENTO PROCESSI INTENTATI CONTRO PERSONE POI RISULTATE INNOCENTI , DEI TANTI, DEI TROPPI ABUSI, MAI DENUNCIATI DA NESSUN “ NESSUNO TOCCHI CAINO” O DA NESSUNA “ AMNESTY”, DI QUEI P.M. CHE SEMINARONO ANCHE CADAVERI ECCELLENTI, DEL “ NON POTEVA NON SAPERE” APPLICATO ALLE LORO VITTIME PREDESTINATE  CONTRAPPOSTO ALL’INCREDIBILE “ POTEVA NON SAPERE” FATTO VALERE SOLO PER IL PCI. COME DEVONO RENDERCI CONTO DEL PERCHE’ DI PIETRO E COLOMBO SIANO SENATORI DEL PD, PER QUALI MERITI E PER QUALE KNOW HOW POLITICO  E DEL PERCHE’QUEL MOVIMENTO GIUSTIZILISTA CHE TRUCIDO’ SOLO QUEI CINQUE STORICI PARTITI POLITICI ITALIANI, D’ACCORDO CON LA MAGISTRATURA, DA VENTI ANNI SBARRANO LA STRADA CON QUALSIASI MEZZO A CHIUNQUE VOGLIA INNOVARE QUESTO PAESE. CON LA COMPLICITA’ DI GIORGIO NAPOLITANO.


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A LOT OF CLAPPING AUDIENCES AND LISTENING TO, AS MANY SHITS

PER SANREMO E DINTORNI

Di Sanremo, del Festival , di Belen con o senza mutande, di Morandi , di Celentano, della RAI e della Lei pseudo dirigenza,” francamente me ne frego”, anzi , la dico tutta ed anche alla siciliana, me ne sbatto riccamente i gabbasisi ( approfitto per chiarire: il termine “gabbasisi” è stato praticamente sdoganato da Andrea Camilleri e da Luca Zingaretti negli episodi de “ Montalbano sono!”. Il termine ha origine araba e deriva da due parole arabe , “habb aziz” – letterale “ pregevole bacca “ - e nel dialetto siciliano diventò “cabbasisi” o “ cabbagigi”. Nella fiction la parola viene letta come “cabbasisi”, ma resta il suo ancestrale significato di testicoli, palle) . E se oggi mi decido a dedicare a questi argomenti qualche riga del mio blog non è per il Festival o per i summenzionati, ma per le riflessioni che questo Circo mi hanno procurato.

Dedicato ai Signori ed alle Signore presenti in sala al Festival o che, a milioni e messi comodi sul divano di casa, lo hanno visto e sentito via Televisione e che hanno applaudito le parole di Celentano. Ma almeno avete capito bene quello che ha detto o non ne siete capaci? Celentano afferma che “ non sopporta la censura o i tagli”? Sono d’accordo. Celentano sostiene che la “ libertà di pensiero e di opinione ” è fondamentale per una società civile? Sono d’accordissimo. Ma allora perché ha chiesto pubblicamente che vengano soppressi due giornali che non la pensano come lui? Il resto ( che Celentano si senta Dio, che parli come Mosè, che ci sia qualche imbecille che gli paga 750 mila euro,ecc) non conta nulla , è solo contorno da serva. In verità Celentano predica in un modo ma razzola nel modo opposto, cioè è una riedizione di un vero fascista , di quelli che se non la pensavi come lui dovevi morire. Come questo truffatore della credulità popolare, che pretende per lui la libertà massima, ma che nega la libertà di opinione a due giornali dei quali chiede l’esecuzione capitale , per reati di libertà di opinione. Torno a voi Signori e Signore, perché siete gli stessi che l’anno scorso sbavavate per Benigni sul cavallo che prometteva che “ avrebbe donato in beneficenza all’Istituto pediatrico Mayer di Firenze” i 250 mila Euro che aveva preteso dalla RAI per la sua partecipazione al Festival.. Dirvi che siete dei cerebrolesi credo sia un tanti nello offensivo, dirvi che siete il prodotto giusto e perfetto di questa società e della pseudo cultura che vi hanno somministrato non conta perché tanto non capireste che razza di offesa costituisce. Allora tanto vale dirvi la verità: Benigni, che si era impegnato pubblicamente per la costruzione di un nuovo padiglione dell’Ospedale fiorentino Mayer fino ad oggi, non ha dato un Euro a quell’Istituto e Celentano vi ha preso bellamente per il culo. E se voi applaudite e sbavate davanti a queste robe, meritate – scusatemi – un solo appellativo: siete, come dice il titolo, una massa di strastronzi.

PER CORRIERE DELLA SERA E PER IL COLLE

Come altro giudicare l’atteggiamento de Il Corriere che sbatte in prima pagina , come fosse chissà quale notizia , una nota del Colle , come se si trattasse di un proclama Praticamente il Corriere ci tiene a far sapere ai suoi lettori che il Quirinale nel prossimo anno costerà alle nostre tasche sempre 228 milioni di Euro ma non chiederà gli aumenti previsti. Gli aumenti, avete capito! Qualcuno dovrebbe con cura spiegarmi perché mai il Quirinale debba costare agli Italiani più della Casa Bianca, più della presidenza della Repubblica tedesca, più della stessa Reggia britannica, più dell’Eliseo , più della Casa Reale e della Zarzuela spagnola. Con quale faccia tosta simili servili giornalisti riescono a spacciare per “ virtuismo e sobrietà” non la riduzione della spesa ma la semplice ed apodittica rinuncia dell’aumento della spesa stessa, è un mistero glorioso. In un momento storico come questo, mentre si auspica che in Grecia alcune decine di migliaia di pubblici dipendenti vengano licenziati, mentre sono state tagliate e ritagliate negli ultimi mesi le spese per servizi ai cittadini italiani, mentre il cittadino italiano è schiacciato dalla reintroduzione dell’ICI raddoppiata sotto il nome nuovo di IMU, mentre il prezzo della benzina è a livelli impensabili, mentre l’IVA viene ancora aumentata, mentre le pensioni vengono falcidiate , al Quirinale la previsione di spesa rimane di 228 milioni di Euro annui . Senza che i grandi giornalisti de Il Corriere ( ma neanche quelli de La Repubblica o quelli de La Stampa o quelli de Il Piccolo, ecc ) abbiano avuto almeno un piccolo scatto di autonomia e di dignità e che abbiano almeno lamentato che al Quirinale lavorino la bellezza di 800 addetti alla sicurezza; dove ancora nel 2012 e nel 2013 lavoreranno la bellezza di 103 unità – numero invariato – di personale a contratto ma comandato con rapporto "di natura fiduciaria"ma chissà come “ scelti” non essendoci mai stato un concorso: tutti signori che, bontà loro, se ne andranno solo con la fine del settennato.

Il Corriere parla di riduzioni anche se di riduzioni il Colle non ne ha fatta alcuna, e si presta a spacciare la soppressione di alcuni ridicoli automatismi, in vigore fino ad oggi; come fossero riduzioni di spesa. Insomma , l’italiano deve essere spremuto come un limone, ma il Quirinale, nelle intenzioni, sembra destinato a rimanere concepito come la più grande reggia del mondo occidentale, alla faccia nostra. Ma da quale pulpito viene questa predica ? Da dove scende questo mascariamento della verità ? Da dove proviene questa ennesima “ presa per il culo” del lettore ? Da quello stesso Corriere della Sera che aveva cominciato a parlare di un aumento del nostro Pil del 10% ed oltre grazie alle "liberalizzazioni" di taxi e farmacie. Questa non è semplice e ridicola piaggeria ma ben di più. Questa è una arrogante e brutale presa per il culo del lettore. Mi duole per chi legge Il Corriere della Sera, ma il titolo di questo articolo vi calza a pennello.

N.B. Traduzione titolo: TANTI PLAUDENTI SPETTATORI ED ASCOLTATORI, TANTI STRONZI”

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A PROPOSITO DI EUROPA E GRECIA, MA ANCHE DI ITALIA, SPAGNA, PORTOGALLO…

E’ vero, i greci, la storica e gloriosa nazione , la nostra ante-patria , la patria degli uomini che poi fondarono la Magna Grecia nel Sud d’Italia, gli eredi degli spartani, degli ateniesi, dei lacedoni, è vero, hanno imbrogliato i conti per fregare l’Europa, per farsi prestare soldi che non avrebbe potuto ottenere, insomma so bene che è praticamente impossibile difendere la Grecia ed i Greci. Già vituperati dal Censore Uticense come “ stirpe perversa “, non certo famosi come stakanovisti lavoratori , i Greci e la Grecia sono stati anche capaci di sprecare, di buttare al vento quell’ultima vera occasione per risorgere, le Olimpiadi di Atene del 2004, un fallimento clamoroso. Visto che nacqui a Siracusa e che Siracusa ed il suo stupefacente Teatro Greco sono l’ombelico della “tragedia greca” , un occhio a questa vera tragedia anch’essa “ greca”. Inutile ricordare che la Grecia non si troverebbe nelle condizioni attuali se in passato i suoi governanti – e il suo popolo – non si fossero comportati da folli. Ma se un malato arriva in ospedale io lo curo e basta , non sto lì a chiedermi se la malattia se l’è andata a cercare da solo. Il problema qui è che la malattia è nota ma non si sa se la cura ( questa dittatura sull’Europa del direttorio Tedesco Francese che ha piazzato i suoi “ advisor” ad Atene ed a Roma ) sia quella giusta.

Certo, potrebbe dire qualcuno, se non si fosse provato ad aiutarlo, il paziente greco ( non il paziente inglese!)ora sarebbe morto. In altre parole, senza l’intervento dell’Europa la Grecia sarebbe già in default e fuori dall’euro. Ma, appunto, è giusto questo accanimento terapeutico? È sempre opportuno tentare di salvare la nave? Se la situazione è disperata, non è meglio che i passeggeri vengano messi in salvo? Ecco il problema: ha senso intestardirsi ad aiutare la Grecia? E ancora: la si sta aiutando, attualmente, o la si sta inutilmente spingendo alla disperazione? Come si può pensare che provocando una feroce recessione si guarisca dal deficit e si risani il debito pubblico?

Certo fa rabbrividire il solo pensiero che vi sono stati Governi Greci che, pur sapendo benissimo di aver imbrogliato sui conti pubblici, hanno illuso, con le loro politiche populiste , il popolo greco che fosse possibile vivere con generosi stipendi pubblici e grazie a sprechi di denaro pubblico. Tutti sanno di scuole greche dove per sei alunni vi erano sette insegnanti. Tutti sanno che il popolo greco è stato invogliato e poi abituato a vivere di sussidi pubblici, di posti e postarelli pubblici, con un sistema produttivo quasi assente ed inoltre assistito. Certo che avevano mare, feta , sirtaki. Ed isolette splendide ! Altrettanto, se non di più, fa rabbrividire sapere anche che la Grecia, la scombiccherata Grecia , la Grecia che implora elemosine europee anche a tassi da strozzo, è anche contemporaneamente il quinto importatore mondiale di armi , armi che acquista – guarda caso - proprio dalla Francia e dalla Germania. Fa rabbrividire solo pensare che Francia e Germania abbiano imposto alla Grecia l’acquisto di armi come contropartita per gli aiuti europei. Certo fa anche rabbrividire pensare che se si fosse intervenuti già nel 2004, all’inizio della crisi greca, sarebbero bastati solo circa 30 miliardi di Euro per ripianare tutto. Certo fa rabbrividire il solo pensare che non si sia intervenuti allora perché Francia e Germania dovevano vendere armi alla Grecia e dunque bisognava guadagnar tempo. E così siamo alla situazione attuale: alla catastrofe. Farà rabbrividire, ma deve fare riflettere: questa è l’Europa per la quale dobbiamo svenarci noi in Italia, rinunciare alla democrazia noi in Italia, farci governare dalla stirpe bancaria che chi ha condotto al fallimento, questa sarebbe dunque l’Europa per la quali i Greci debbono campare a pane e mare per due vite?

Diciamo anche la verità: siccome le Banche tedesche hanno in portafoglio vagoni di titoli pubblici greci acquistati a tassi , diciamola tutta, da grassatori; siccome lo stesso, seppur in minor misura, accade alla Francia, il default della Grecia non può essere neanche pensato. Perché equivarrebbe alla crisi ed al default delle Banche Tedesche e di quelle Francesi. Le quali costringerebbero Berlino e Parigi a finanziarle ma decreterebbe la sconfitta clamorosa di Sarkozy e della Merkel. Ed il crollo definitivo di questa Europa e di questo Euro. Ma una cosa è per questo Blog certa: così non si può andare avanti. Ormai manca poco che i tedeschi pretendano il sequestro conservativo del Partenone, del Teatro di Corinto, dei resti di Sparta, ecc per autorizzare il fondo Salva Stati a sganciare i 120 miliardi di Euro dovuti alla Grecia, ben sapendo che questa immensità di Euro serviranno solo a “ pagare debiti” ( che poi, capito che dritti!, i debiti della Grecia sono in massima parte proprio i “loro crediti “ verso la Grecia ) ma non a creare le condizioni affinché la Grecia possa riprendersi e possa rimborsare detti prestiti con una risollevata produzione di ricchezza. Insomma , avanti così, con questa Europa non si può più andare avanti anche se non si deve neanche tornare indietro. Impensabile ipotizzare che la Grecia torni alla Dracma così come impensabile che l’Italia torni alla Lira. Non perché sarebbe impossibile, ma per il semplice fatto che una Europa politica ( cosa che ora non è e non è mai stata) e monetaria ( con la Bce che si ponga come Istituto di emissione) può offrire ovviamente ai propri singoli Stati confederati una sfera protettiva molto maggiore di quella che ciascuno Stato isolato potrebbe darsi. Dunque?

La spudorata arroganza della Germania , la sua tracotanza di “ crudele finanziatore” di ultima istanza le ha consentito di invadere e di schiacciare sotto il tacco del suo regime la libera vita democratica della Grecia: non solo ha voluto ed ottenuto l’annullamento di un referendum popolare greco (ricordate?), non solo ha anche ottenuto un nuovo governo greco( quello di Papademos ) che è un Governo anch’esso tecnico e aderente all’impero bancario europeo, ma pretende addirittura di imporre che il Governo successivo a quello di Papademos si impegni a rimborsare questi prestiti senza ricorrere altre strade. Pretende cioè di ipotecare , di sopraffare la libera volontà del popolo greco . Ma noi italiani non dobbiamo né possiamo lamentarci o emettere indignati e falsi gridolini di sorpresa. Perché questa Europa dei Tedeschi e dei Francesi è un superstato da operetta, alla quale moltissimi Stati hanno aderito per via burocratica ma non popolare, dove ogni Paese fa quello che vuole , dove ogni paese è quel tanto autonomo da gridare allo scandalo se la sua autonomia viene violata. Così questa Europa tedesca ci ha ormai abituato al fatto che le elezioni democratiche sono una perdita di tempo, che la politica deve sparire per far posto ai propri sicari travestiti , con loden o con doppio petto, da sobri Tecnici che impongono culti adoratori per le loro Banche e la loro finanza, con enormi sacrifici umani e popolari. Insomma in questa trista Europa , pazzescamente ed ignominiosamente subìta da chi la volle a tutti i costi ( non importa chi furono quei tre o quattro noti politici squilibrati che non ci chiesero nulla a tale proposito e ci imposero l’adesione a Maastricht e all’euro chiedere se il popolo fosse consenziente ) aderire a questa Europa Tedesca ed a questo Euro da Monopoli, in questa Europa, dicevo, non v’è posto per pensieri, per dissidenza, per democrazia, per società civile, per dibattito, per confronto: basta pensare, non so se lo sapete, che 40 parlamentari greci sono stati “espulsi “ dai rispettivi partiti politici greci che sostengono il Governo tecnico di Papademos ( l’equivalente , anche per sobrietà, del Prof. Monti ) per aver votato contro la manovra del Governo. Come dire : in questa Europa comandiamo noi tedeschi e se volete che vi aiutiamo dovete star tutti zitti, allineati e coperti e guai ai dissidenti ed a chi invoca la libertà di pensiero, di opinione e di parola. Eccola la dittatura , eccolo il regime che minaccia l’Europa , che sta riducendo la Grecia ad una colonia germanica e che sta tentando di colonizzare anche l’Italia, eccolo il regime che è stato imposto dal duo Napolitano / Monti e che la grande stampa e la televisione pubblica , papponi pasciuti , fingono di non vedere. Così, in Italia, è quasi soffocata la dissidenza ed il popolo sta asfissiando nei putridi miasmi del più servo encomio.

È inutile che si dica, come si sente da ogni parte, che il collasso della Grecia avrebbe conseguenze gravissime su tutta l’Europa. Ma si può evitare? E come si può evitare ? E se proprio evitarlo non si può perché buttar via tanto denaro inutilmente e tenere la Grecia sulle fiamme della rivolta sociale con l’illusione di essere vittima dell’Europa ? Non sarebbe forse preferibile dir loro la verità, responsabilizzare direttamente il popolo greco, far capire loro che devono cavarsela da soli, che nessuno li aiuta ma , vivaddio, che non c’è proprio nessuno li maltratta. E sopra tutto che non esiste nessuno all’estero a quale imputare i loro guai. Mi rendo ben conto di come Germania e Spagna siano letteralmente terrorizzate da questa ipotesi perché le loro Banche affogherebbero appresso alla Grecia , ma questo schema perverso, per quanto tempo potrà durare e per quanto tempo avremo tutti la pazienza di sopportarlo? Perché, vedete, non esiste solo la possibilità di lasciare al proprio destino la Grecia il suo disgraziato e nobile, impegnandosi il resto dell’Europa a salvare le banche tedesche e francesi , ma anche quella di lasciar fuori anche il Portogallo. Non potrebbe essere che un’Europa senza, almeno per ora, quei due Paesi sventurati, un’Europa rifondata su basi diverse , un’Europa dei popoli e non dei burocrati , un’Europa che sia ristretta magari a quei pochi Paesi che possano unificare – presupposto insostituibile ed indilazionabile – le loro politiche monetarie, bancarie, economiche, fiscali e quanto altro , possa essere di valido aiuto a tutti gli altri Paesi che ne restano fuori? Se è vero che pensare di uscire dall’Europa e dall’Euro ha un solo e fondamentale difetto: quello che sarebbe come rinunciare alla evidente maggiore protezione che una federazione di Paesi può offrire ad uno di essi rispetto a quella che ciascun paese isolatamente può concedersi, perché allora non provare questa ipotesi? Rifondare , sui popoli e sui valori ,una nuova Europa, sulle macerie di quella vecchia fondata sui burocrati e su Yalta, consentirebbe di creare una superpotenza democratica che sarebbe d’aiuto ai Paesi per ora emarginati e per quelli che troppo frettolosamente sono stati ammessi a Bruxelles . Facciamolo subito, il tempo stringe assai. Questa nuova Europa riuscirebbe a sopportare le conseguenze dell’abbandono di quei due piccoli Paesi, ma non potrebbe certo resistere se crollasse anche l’Italia o se , a forza di perder tempo e soldi, se poi il crollo riguardasse sia l’Italia che la Spagna.

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A PROPOSITO DI SAN VALENTINO

Il 14 febbraio dicono sia la Festa di San Valentino. Una festa frutto del “relativismo culturale ” e dello sfruttamento consumistico dei sentimenti, un crimine organizzato contro la libertà della persona perché è d’obbligo festeggiare l’amore solo il 14 febbraio. Come diceva Totò” ma mi faccia il piacere!!!!!”. A me questa data ,oltre che ricordarmi la “ strage di San Valentino” di Al Capone (che a Chicago, appunto il 14 febbraio 1929 ammazzò una quarantina di concorrenti nella malavita ) mi ricorda il 14 febbraio del 1984 ,quando il Governo Craxi, dopo che l’allora ministro del Lavoro Gianni De Michelis aveva condotto un lungo e travagliato confronto con le parti sociali ( c’era Lama alla CGIL, c’era Carniti alla Cisl e Benvenuto alla UIL ) decise di rompere gli indugi e, per decreto legge (appunto, il decreto di San Valentino), tagliò quattro dei punti di "scala mobile" (in seguito ridotti a tre) che sarebbero maturati nel corso dell’anno. Ma questa è un’altra storia, sempre triste per il sindacalismo di sinistra.

Con l’immagine della "scala mobile" era individuata “l’indennità di contingenza”, una voce retributiva, introdotta nell’immediato secondo dopoguerra, rivolta a rivalutare automaticamente i salari e gli stipendi rispetto all’inflazione. Il procedimento era semplice: veniva individuato un pacchetto di beni (detto "paniere") e se ne misuravano periodicamente le variazioni attribuendo ad ogni punto percentuale un valore economico, che si traduceva in un adeguamento retributivo. All’inizio degli anni ’80 si era posto il problema dell’incidenza di questo istituto sui livelli di inflazione da tempo a due cifre, la quale, tra gli altri guasti che aveva prodotto, stava drenando ogni possibilità di politica salariale da parte degli stessi sindacati, dal momento che quasi tutte le disponibilità economiche delle imprese venivano assorbite da tale istituto.

Ricordo che a quei tempi, un giovane economista, Ezio Tarantelli, aveva con forza denunciato questo processo degenerativo, convincendo della bontà della sua tesi un importante leader sindacale, Pierre Carniti, allora segretario generale della Cisl. Prima di passare alle vie di fatto, Bettino Craxi si assicurò l’adesione della Cisl, della Uil e della componente socialista della Cgil oltreché di tutte le associazioni imprenditoriali. Il Pci e la maggioranza comunista della Cgil condussero una durissima opposizione in Parlamento, nei luoghi di lavoro e nelle piazze ( come non ricordare il picchettaggio crudele e violento alla FIAT e la famosa marcia dei “ colletti bianchi”?); poi, dopo la conversione in legge del decreto, promossero un referendum abrogativo.

Per i sostenitori dell’intervento legislativo non era facile trovare slogan vincenti , perché spiegare i motivi per cui la misura introdotta fosse necessaria ( tanto più che i promotori del referendum avevano dalla loro, in caso di vittoria, la c.d. restituzione del maltolto: un ammontare, ragguagliato ad anno, di circa 350mila lire, che sarebbe finito in busta paga ) era praticamente impossibile. La posizione culturale del PCI di allora mi indignò per la sua insostenibilità assoluta. Secondo il Pci infatti – chiedere a Giorgio Napolitano che del PCI di quell’epoca ne era il responsabile culturale , prego! - l’indennità di contingenza non aveva nessuna influenza sul costo della vita perché interveniva per adeguare le retribuzioni in maniera e tempi successivi alla svalutazione. Il PCI non riuscì o non volle capire che, invece, l’indennità di contingenza recitava un ruolo di fondamentale consolidamento e di profonda stabilizzazione dell’inflazione stessa. Si scatenò, in quei due anni, una battaglia molto aspra, in cui entrarono a gamba tesa ed a piedi uniti anche le Br, uccidendo l’uomo-simbolo di quegli eventi: Ezio Tarantelli. Alla fine, però, nella consultazione referendaria, vinse nettamente il No. Gli italiani dimostrarono di aver compreso quale fosse la posta in gioco. Cominciò, allora, una lunga telenovela, fatta di modifiche, revisioni, decreti, che si concluse soltanto nel 1992 con il de profundis della scala mobile e con un nuovo modello di relazioni industriali sancito nel Protocollo del 1993. Un’altra volta gli italiani seppero vedere giusto, ben al di là degli illusori vantaggi immediati o delle chimere autolesionistiche della sinistra comunista..

Nel 2003 gli stessi italiani furono chiamati a pronunciarsi in un altro referendum popolare, promosso da talune forze della sinistra politica e sindacale e sostenuto dalla Cgil. Alla spalle di quell’evento stava un sequela di fatti: le modifiche proposte dal Governo Berlusconi all’articolo 18 dello Statuto, l’opposizione della Cgil di Sergio Cofferati, l’assassinio di Marco Biagi, altro uomo-simbolo; il Patto per l’Italia sottoscritto da tutte le parti sociali tranne che dalla Cgil. Il quesito referendario, se accolto, avrebbe esteso la tutela reale prevista dall’artico 18 anche alle imprese che occupavano fino a 15 dipendenti (escluse dall’obbligo di reintegrazione per via giudiziaria). Il referendum mancò con ampi margini il quorum dei votanti.

Non credo a Vico , perché la storia non si ripete, quanto meno non si ripete con le medesime modalità, ma ho voluto ricordare questi eventi. I tempi in cui viviamo sono cupi e spesso si ha l’impressione che la società stia dormendo quel sonno della ragione che, al risveglio, genera solo mostri. Ma quei fatti di una storia tutto sommato recente incoraggiano il Governo ad andare avanti a non ascoltare quanti affermano che i problemi sono altri. Monti, parlando agli operatori di Wall Street, ha percepito che, tra i segnali che essi attendono dal nostro Paese, non può mancare una revisione, sia pure parziale, dell’articolo 18: per favore , tramutiamo quell’ultimo muro di Berlino rimasto in piedi in Europa in un’accogliente Paese democratico .

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E QUESTI SAREBBERO I BRIGANTI DEL 1860?

Immaginatevi un brigante - ovvero un contadino meridionale del 1863 - impegnato a combattere contro l’esercito «piemontese». Ve lo aspettate sporco, lacero, puzzolente, basso come solo i vecchi meridionali sapevano essere, fronte bassa e stereotipi adeguati, capelli neri appiccicati e luridi? Manco per il cavolo, miei cari! Alti e snelli come vichinghi furono, minchia! Abiti lindi , sgargianti, morbidosi ebbero, minchia ! Unghie linde e denti candidi ebbero, minchia! Capelli incotonati, gonfi, morbidi, lucenti ebbero, minchia! Rrrrobbbbbba da ricco piemontese . E le donne ? Come ve le immaginavate voi le donne dei briganti meridionali di fine ottocento? Una sciacquatina a settimana ? Un vestito nero dagli occhi fino a terra come una Talebana ? Ma quando mai! Vestite bene “furono” minchia !E si truccavano pure , mica trascuravano il tratto di rimmel, minchia!. Se non ci credete non avete visto quel capolavoro di “ Il generale dei briganti “, sceneggiato televisivo in due puntate sulla vita e le imprese di tale Carmine Crocco, pagato con i soldi nostri e trasmesso da Rai Uno , presentato con una faccia da schiaffi incredibile dalla RAI, come l’evento finale, in televisione, delle celebrazioni per i 150 d'Italia.

Di una ridicolaggine rabbrividente, unica. Rilevare che l’aspetto - da fotoromanzo anni Cinquanta con Achille Togliani ed Amedeo Nazzari - che avevano gli attori era una schifezza, non è dire il peggio di questa ridicola produzione. Una trama scritta da chi non conosce la storia vera , con salti temporali senza senso e logica ( come la mai avvenuta fuga di Crocco da un inesistente plotone di esecuzione) e neppure la banalità dei personaggi stereotipati: il solito padrone cattivo, il solito figlio del padrone cattivo e stronzo, il solito re fesso, e tutti i soliti meridionali , bifolchi zappaterra, che parlano in un dialetto incomprensibile , una mistura fra un labile napoletano condito con qualche venature di siciliano. Da calci in culo, credetemi. Ma non è la cosa peggiore.

No, il peggio è che si è persa un’occasione per diffondere almeno un accenno di verità storica. Ma come? L’aspetto più importante, dal punto di vista storiografico, del 150° anniversario, è che molti storici e saggisti si sono messi d’impegno per togliere il sudario di retorica patriottarda al Risorgimento, per restituircelo intero, non certo meno importante perché realistico e oggettivo. La scoperta più notevole portata a chi legge è che fra il 1860 e il 1865, in tutto il centro sud peninsulare, si combatté una vera guerra civile. Una guerra civile fra meridionali ribelli all’Unità imposta con la forza della conquista colonica e esercito nazionale, ovvero - così veniva chiamato - «piemontese». Come tutte le guerre civili fu crudelissima, con più caduti fra i militari che nelle tre guerre d’indipendenza messe insieme, e almeno centomila morti fra i meridionali, un’ecatombe. Fu una guerra dovuta a promesse non rispettate (quella di Garibaldi di dare terre ai contadini) e alla ribellione di chi poteva rinunciare alla libertà, ma non certo ai propri valori, alle proprie tradizioni, per dovere poi chinare il capo, obbedire al conquistatore ed assumere le tradizioni del vincitore. Ebbene, di tutto ciò, della vera storia, c’è poca traccia nel “Generale dei briganti”“. Il popolo televisivo – considerato sempre bue e di certo anche cornuto e mazziato - viene colpevolmente informato con degli abusati slogan: i terroni, si sa, sono rozzi ma anche passionali e le origini del brigantaggio furono qualche aggressione sessuale, qualche prepotenza di signorotto, la reazione di qualche guappo più guappo degli altri. Come Carmine Crocco, biondino “mesciato” e paraculetto che, oggi, se fosse vivo, correrebbe sempre appresso a qualcuno, ma non certo ai piemontesi, ma ai produttori di questo ridicolo film a lui dedicato. Per rifilargli i calci nel sedere che meritano.

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A PROPOSITO DI CORRUZIONE E DI EVASIONE

Bene, aggiungiamo anche il consueto predicozzo di inizio anno del Presidente della Corte dei Conti, Dr Luigi Giampaolino ai soliti tristi e ritriti sarcofaghi della più frusta ritualità ipocrita, il quale si è accorto, bontà sua, che in Italia :
1. la corruzione domina ancora il Paese;
2. le imposte sono evase ed in particolare l’IVA.
Dire che lo sapevamo già da venti e più anni non sia d’offesa all’Illustrissimo Signor Presidente , ma se magari stava zitto era meglio. Intendiamoci, questo blog condivide ampiamente le parole ed i moniti del Presidente della Corte dei Conti, ci mancherebbe altro! Ma sono ( dunque 2012 meno 1948 fanno sessantaquattro anni) sessantaquattro anni che ci sorbiamo queste vacue denuncie senza che nessuno pensi a curare non l’effetto ( cioè il corrotto), ma la madre della corruzione , la sua genitrice, la sua origine. E dire che il Giampaolino, comandando la Corte dei Conti , uso un’espressione giudiziaria e giustizialista che tanto piacque agli italioti talmente idioti ( c’è pure la rima baciata!) da credere che Di Pietro fosse un semidio , “ non può non sapere che “ molti suoi colleghi sono incriminati ed indagati per reati di corruzione e similari. Far finta di svegliarsi dal sonno, come una “Bella addormentata nel bosco” non si addice né a Giampaolino né, come il nero, ad Elettra.

Ma come , la corruzione domina ancora l’Italia? Ma non ci avevano raccontato che la corruzione era stata estirpata con Mani Pulite e che Di Pietro sta in Parlamento come premio pubblico per la sua opera di PM nel Pool di Mani Pulite? Lo so: ci hanno raccontato un mucchio di bestialità e di stronzate, quella di Di Pietro, poi ! A proposito di Di Pietro, se al Presidente della Germania, per aver ottenuto ( ma poi almeno rimborsato) 500 mila euro di prestiti a condizioni di favore usando cariche istituzionali lo hanno rinviato a giudizio per corruzione, concussione, ect, ma che diavolo avrebbero dovuto fare allora a Di Pietro che non solo s’era fatto dare 100 milioni da Pacini Battaglia ( che era un suo indagato) ma che non glieli voleva nemmeno ridare e glieli ha restituiti, senza alcun interesse, solo per la paura del giudizio al CSM e per questo ( altro che nobili ideali) si dimise dalla Magistratura? L’ergastolo. Invece i comunisti italiani – per ringraziare Di Pietro della strage dei partiti politici avversari compiuta con sistemi incivili – gli hanno regalato ( si sa, i malavitosi si devono ringraziare come si deve!) addirittura un seggio in Senato. E poi ci lamentiamo se i tedeschi quando parlano degli italiani ci rappresentano con una foto emblematica: un piatto di spaghetti con sopra, come parmigiano, una pistola.

Solo noi Italiani siamo indotti a credere che per risolvere qualsiasi problema sia necessaria una legge in più. Solo noi italiani, aggiungo e ripeto, siamo stati indottrinati di economia sociale fino al punto di credere , da perfetti allocchi, che basta un D.L. per creare posti di lavoro o per fare crescere l’economia .Robetta ridicola, robetta da schizofrenia pura, tipo un bel .D L. che disponga “….dal 1 gennaio 2013 il fatturato di ciascuna azienda deve aumentare del 15% “.A parte che al Dr Giampaolino potrei obiettare che i magistrati hanno perfettamente ragione ma che anche la loro categoria abbia qualche mela marcia dimostra come non ci sia settore della nostra economia che non soffra della corruzione, anche la più spiccia. Un po’ come ricordare al Dr Giampaolino Pietro Nenni il quale, saggiamente, ammoniva a non recitare mai la parte del “ puro” perché “ poi trovi sempre un altro più puro di te che ti epura”. Come risolvere il problema ? Forse accodandosi alla gente che urla “ fuori i corrotti!”, che urla “ a morte i corrotti”, gente come Di Pietro, come Orlando Cascio, come Bocchino? Gente che dice e che chiede a gran voce che sia presto approvata una bella legge (vi ricordo che in Parlamento un progetto con questo scopo langue da anni) contro la corruzione. In galera i delinquenti. Perbacco, e come fai a non essere d’accordo? Poi però ci ripenso e mi rendo conto che questa gente è bene che vada a pettinar bambole o a scopare il mare perché una simile Legge equivarrebbe a pretendere di imporre , sempre per legge, l’onestà e la disonestà. Da noi c’è una legge sacrosanta che punisce con trenta anni di galera chi uccide, l’omicidio. Vi risulta che è bastata l’esistenza di quella legge per far sparire gli omicidi? Vi ricordo che il Ministro Bruno Visentini a tempi del “ condono tombale” del 1985, prodotto della sinistra ipocrita che finge di non ricordarsene per dare agli altri colpe che sono quasi tutte sue ( osservo e butto lì a proposito di corruzione ed anche di evasione fiscale. La sinistra , con accordi consociativi più o meno evidenti con la DC, ha governato o co - governato il Paese dal ’48 al 1994 e dal 1995 al 2001 e dal 2006 al 2008, cioè, anno più anno meno, per circa 54 anni su 64 anni. Se il Paese è incancrenito di corruzione e di evasione fiscale, ma non sarà per caso più merito loro che colpa del centrodestra? Chiuso l’inciso) emanò una Legge che fu chiamata “ Manette agli evasori”, una Legge che per la prima volta in Italia introduceva , per legge, il carcere per chi evadesse le imposte oltre certi limiti. Bene, ma a parte la Loren , mi sapete dire chi altro è andato in galera per questa Legge? E, sopra tutto, mi sapete dire se quella Legge ha fermato, sconfitto, attenuato l’evasione fiscale? Rispondo io: manco per sogno, anzi!

Insomma i Magistrati sono bravissimi nel “ denunciare”, sono maestri nell’imporre al Parlamento leggi per combattere questo e quello, sono 64 anni che il Paese produce Leggi i n tal senso ma corruzione, come anche la criminalità, anziché sparire o ridursi, sono esplose. Allora nel ragionamento dei magistrati e dei politici è evidente che qualcosa non va, che non fila. Perché il fulcro del discorso sulla corruzione non è che sia esistito Mario Chiesa o le tangenti a tutti partiti politici o che i corrotti esistano ancora , ma chiedersi e rispondersi sul “ perché esiste la corruzione”. Risposta . la corruzione esiste perché esiste una opprimente burocrazia che recita un ruolo fondamentale nell’economia reale del Paese dato che è proprio la burocrazia che mette in contatto “ sistema legale burocratico e società produttiva”. Pensateci un attimo , perché la soluzione della piaga non è solo nel mettere in galera chi si fa corrompere e chi corrompe ( eliminare un bubbone dal corpo è doveroso ma se non si cura e non si debella la sua origine il bubbone si ripresenta) ma è esattamente nella direzione opposta a quella verso la quale è orientata la gente che vuole il corrotto ed il corruttore al patibolo immediato, anche senza processo. Occorre fare quello che la sinistra non vuole, occorre . ridurre la spesa pubblica, occorre ridurre la burocrazia., occorre ridurre, anzi proprio eliminare , la richiesta di autorizzazioni, di concessioni, di certificati, di permessi. E ridurre, poi, i tempi di sanzione delle malefatte. Per vincere la corruzione ci vuole meno Stato. Non più Stato. È necessaria meno spesa pubblica e meno regolamentazione. Si celebrano in questo Febbraio 2012 i 20 anni di Mani pulite. Allora lo Stato spendeva circa 150 miliardi di euro in meno rispetto ad oggi . Insomma abbiamo continuato a spendere e spandere, a far crescere vlo Stato e la burocrazia.. Il cui peggior effetto collaterale – spesa a parte – è proprio la corruzione.

Il Dr Giampaolino ha avuto poi la cortesia di ripetere ancora una volta che in Italia le imposte sono evase in misura elevata e che l’IVA in particolare è evasa al 40% circa. Ringraziamo, ma, Dr Giampaolino, tutto questo lo sapevo da una vita, non c’era bisogno che venisse Lei nel 2012 a dirmi che l’acqua, quando bolle, scotta. Contrariamente alle anime belle che, a questi propositi, si limitano a strepitare contro chissà chi invocando forche e patiboli per i sospettati corrotti, corruttori ed evasori ( il governo Monti Napolitano sta apparecchiando per questi gentiluomini una gradita sorpresa perché sta istituzionalizzando per loro una bella “ delazione con taglia” come arma per combattere l’evasione fiscale e la corruzione, insomma un ritorno al Far West con le foto dei ricercati “ Dead or Alive” e “ Reward” compresi) questo blog non ritiene , come sento dire in giro, che l’evasione si potrebbe agevolmente battere con il conflitto di interessi ( tu mi dai lo scontrino e io lo deduco) chiamando come teste l’America e sostenendo che così lì accade. Non è per niente vero perché, in tutto il mondo, .le spese personali non si possono detrarre dal proprio reddito. Così come da noi, anche in America .si possono detrarre gli interessi sul mutuo della prima e della seconda casa (real estate tax)., tutte le imposte pagate sulla casa e sui redditi (state income taxes),.una parte dei contributi per la pensione privata e una parte delle spese mediche e per l’educazione e la cura dei figli (tution/day care, le spese mediche che superano il 2% del redito

Ed ora viene il bello, anime , appunto, belle, che menate il can per l’aia ed attribuite l’evasione fiscale a questo ed a quello. Eccole le aliquote fiscali americane che vengono calcolate sull’imponibile ( reddito della persona detratte le voci di cui sopra e una percentuale standard per moglie e figli) a) L’imposta federale (in USA), che va dal 10 (minimo) al 35% (max);b) L’imposta regionale (negli States confederati “statale”), che in California . è del 3-5% del reddito netto. c) L’imposta sugli immobili, (sempre in California uguale al 2% del valore della casa), imposta il cui effettivo pagamento concede però al soggetto il diritto di iscrizione alle migliori scuole private dello Stato dei propri figli.) L’imposta/assicurazione della previdenza sociale (social security), pari al 15% del reddito, di cui metà a carico del lavoratore e metà % a carico del datore di lavoro. A me sembrano dati che mettono con le spalle al muro la sinistra di casa nostra, ma anche i tanti nostri tecnici così ampollosi. Fatevi i conti, anime belle e vi accorgerete che mentre un cittadino italiano paga allo Stato il 50% del proprio reddito, un cittadino americano paga invece il 30/35% Aggiungo che negli USA non esiste il concetto di “ sostituto e di sostituito d’imposta” come invece esiste in Italia. Significa che lo Stato italiano, non solo pretende imposte stratosferiche che raggiungono il 50% e più del reddito, ma inoltre, è anche incapace di gestire queste entrate ed allora scarica per legge questi obblighi sui contribuenti. Ecco come “non funziona”l’IVA, ecco come non funzionano altre imposte, perché questa invenzione del sostituto e del sostituito non sono parole, ma soldoni che le imprese sono costrette a pagare a Consulenti solo per tener fede a questi burocratici obblighi. Ci sono imprese che sono costrette per questo ad avere un numero di dipendenti improduttivo ma necessario solo per rispettare la burocrazia. E questa altro non è che un’imposta nascosta ma pesantissima. Qualcuno per caso comincia a capire quale dovrebbe essere la strada per combattere veramente l’evasione e l’elusione fiscale?

Per combattere evasione fiscale e corruzione? La soluzione più razionale, che guarda caso i burocrati pubblici e i politici non menzionano, è quella di ridurre la burocrazia. Ridurre la richiesta di permessi. Ridurre la necessità di certificazioni. Ridurre, poi, i tempi di sanzione delle malefatte. Così come per ridurre l’evasione si dovrebbero ridurre le aliquote. Prosciugate lo stagno e le rane non ci saranno più. Sono passati 20 anni da Mani pulite. A quei tempi lo Stato spendeva circa 150 miliardi di euro in meno rispetto al 2011. Vuol dire che abbiamo continuato a allargare lo Stato, a spendere e spandere. Ma l’allargamento dello Stato non solo fa male alle finanze pubbliche e dunque alle nostre tasche. Ma quel che è peggio è il suo effetto: la corruzione.
Per vincerla ci vuole meno Stato, non più Stato, come per combattere l’evasione fiscale ci vuole la riduzione di aliquote, imposte ed obblighi improduttivi. Venti certificazioni in più sono venti splendide occasioni offerte alla corruzione .

Roma, sabato 18 febbraio 2012

Gaetano Immè

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