Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 13 marzo 2012

CASO LUSI :UNA STORIA DI COMPLESSI E PERICOLOSI ( PER IL CENTROSINISTRA) INCROCI GIUDIZIARI



Democrazia è Libertà - La Margherita (DL), meglio nota come La Margherita, è stato un partito politico italiano di centro, collocato nella coalizione del centrosinistra . Nacque il 24 marzo del 2002 dal confluire, in un unico soggetto centrista e riformista, di forze politiche e di culture legate al cristianesimo democratico, al liberalismo sociale, alla socialdemocrazia saragattiana ed al cristianesimo sociale, con all'interno un'area di riferimento per l'associazionismo ambientalista e una convinta ispirazione europeista. Il presidente nazionale è stato, per tutta la fase di attività, l’On Francesco Rutelli La Margherita è stata un soggetto fondatore dell' Ulivo ( a cui partecipò dalla sua fondazione fino al 2005) e poi dal 2005 al 2007 , cioè fino al 14 ottobre 2007 data della sua incorporazione del Partito Democratico, fece parte dell’Unione, la coalizione di centrosinistra che sostenne il Governo Prodi ( dal 2005 al 2008) La rappresentanza della Margherita nel Governo Prodi II fu di 8 ministri (tra cui un vicepresidente del Consiglio) più 3 viceministri e 16 sottosegretari. Francesco Rutelli venne nominato Vicepresidente del Consiglio dei Ministrai ed anche ministro dei Beni e delle attività Culturali; Enrico Letta segretario del Consiglio dei ministri; Arturo Parisi è ministro della Difesa,Giuseppe Fioroni è ministro dell Istruzione; Paolo Gentiloni è ministro delle Comunicazioni; Linda Lanzillotta è ministro degli Affari Regionali e delle Autonomie Locali; Giulio Santagata è ministro per l'Attuazione del Programma di Governo; Rosy Bindi è ministro delle Politiche per la Famiglia I viceministri sono Franco Danieli agli Affari Esteri; Roberto Pinza all'Economia e Sergio D’Antoni allo Sviluppo Economico. Il 14 ottobre del 2007, come ricordavo sopra, “La Margherita” venne fatta confluire con gli allora Democratici di Sinistra ( D.S.) per costituire il Partito Democratico. Ma il soggetto giuridico “ La Margherita” è rimasto in piedi ed ha quindi incassato fino ad oggi quanto gli spetta per i rimborsi elettorali delle politiche del 2006, circa 214 milioni di Euro

Il Referendum abrogativo promosso dai Radicali Italiani dell'aprile 1993 vede il 90,3% dei voti espressi a favore dell'abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti, nel clima di sfiducia che succede allo scandalo di Tangentopoli. Nello stesso dicembre 1993 il Parlamento aggiorna, con la legge n. 515 del 10 dicembre 1993, la già esistente legge sui rimborsi elettorali, definiti “contributo per le spese elettorali”, subito applicata in occasione delle elezioni del 27 marzo 1994. Per l'intera legislatura vengono erogati in unica soluzione 47 milioni di euro. La stessa norma viene applicata in occasione delle successive elezioni politiche del 21 aprile 1996. La legge n. 2 del 2 gennaio 1997, intitolata "Norme per la regolamentazione della contribuzione volontaria ai movimenti o partiti politici" reintroduce di fatto il finanziamento pubblico ai partiti. Il provvedimento prevede la possibilità per i contribuenti, al momento della, di destinare il 4 per mille dell'imposta sul reddito al finanziamento di partiti e movimenti politici (pur senza poter indicare a quale partito), per un totale massimo di 56.810.000 euro, da erogarsi ai partiti entro il 31 gennaio di ogni anno. Per il solo anno ’97 viene introdotta una norma transitoria che fissa un fondo di 82.633.000 euro per l'anno in corso. Il Comitato radicale promotore del referendum del 1993 sull’abolizione del finanziamento pubblico tenta il ricorso rispetto al tradimento dell’esito referendario, ma pur essendo stato riconosciuto in precedenza come potere dello Stato, gli viene negata dalla Corte Costituzionale la possibilità di depositare tale ricorso. Sempre la legge 2/1997 introduce l'obbligo per i partiti di redigere un bilancio per competenza, comprendente stato patrimoniale e conto economico, il cui controllo è affidato alla Presidenza della Camera. La Corte dei Conti può controllare solo il rendiconto delle spese elettorali. L’adesione alla contribuzione volontaria per destinare il 4 per mille ai partiti resta minima. La legge n. 157 del 3 giugno 1999, Nuove norme in materia di rimborso delle spese elettorali e abrogazione delle disposizioni concernenti la contribuzione volontaria ai movimenti e partiti politici, reintroduce un finanziamento pubblico completo per i partiti. Il rimborso elettorale previsto non ha infatti attinenza diretta con le spese effettivamente sostenute per le campagne elettorali. La legge 157 prevede cinque fondi: per elezioni alla Camera, al Senato, al Parlamento Europeo, Regionali, e per i referendum, erogati in rate annuali, per 193.713.000 euro in caso di legislatura politica completa (l'erogazione viene interrotta in caso di fine anticipata della legislatura). La legge entra in vigore con le elezioni politiche italiane del 2001. La normativa viene modificata dalla legge n. 156 del 26 luglio 2002, “Disposizioni in materia di rimborsi elettorali”, che trasforma in annuale il fondo e abbassa dal 4 all'1% il quorum per ottenere il rimborso elettorale. L’ammontare da erogare, per Camera e Senato, nel caso di legislatura completa più che raddoppia, passando da 193.713.000 euro a 468.853.675 euro. Infine, con la legge n. 51 del 23 febbraio 2006: l’erogazione è dovuta per tutti e cinque gli anni di legislatura, indipendentemente dalla sua durata effettiva. Con quest’ultima modifica l’aumento è esponenziale. Con la crisi politica italiana del 2008, i partiti iniziano a percepire il doppio dei fondi, giacché ricevono contemporaneamente le quote annuali relative alla XV Legislatura della Repubblica Italiana e alla XVI Legislatura della Repubblica Italiana.

Secondo gli accertamenti del nucleo Tributario della Guardia di Finanza, tra il 2008 e il 2010, sul conto intestato alla Margherita sarebbero stati accreditati i rimborsi elettorali che, per legge, spettano al partito per le elezioni politiche del 2006 e per i successivi cinque anni, pari ad Euro 214 milioni. Era lui, Lusi, a gestire il conto su cui sono depositati i soldi della Margherita, in qualità di fiduciario di un partito sparito dal Parlamento ma ancora esistente dal punto di vista legale A segnalare i movimenti sospetti alla Guardia di Finanza era stata Bankitalia, l'ufficio che contrasta e vigila sulle operazioni in odore di riciclaggio. Quelle cifre troppo alte spostate nel giro di brevi periodi avevano fatto scattare l'allarme, finendo nella routine dei controlli. Un filo rosso che ha portato la Finanza direttamente al conto della Margherita e a Lusi. Da Lusi abbiamo saputo quel che volevamo sapere. S’è rubato 13 milioni di Euro. Affari suoi e della Margherita. Ma è proprio tutto qui? Non credo proprio.

Sono richieste risposte precise, circostanziate e suffragate da documentazione probatoria dal Presidente Francesco Rutelli ,dal Presidente dell’assemblea federale Enzo Bianco e dal Capo della Tesoreria Giampiero Bocci a questa semplicissima domanda: la Margherita ha incassato dal 2006 ad oggi Euro 214 milioni. Lusi ne ha sottratto 13. In cassa – vedi dichiarazioni di Lusi – ce ne sono ancora venti. Bene. E gli altri 181 milioni di Euro, che fine hanno fatto? Per i distratti ricordo che La Margherita non ha più partecipato, dopo il 2006 , a campagne elettorali, non ha avuto spese di pubblicità per propri candidati, non ha dovuto pagare le cifre che oggi richiede ogni passaggio in televisione, sui giornali, ecc. Un Partito che dal 14 ottobre 2007 è confluito in un nuovo partito denominato “Partito Democratico” che spese poteva avere? Affitto della sede, telefoni, una segretaria ( facciamo anche due , crepi l’avarizia!) , il compenso ai propri organi sociali Lusi, Rutelli, Bianco, Bocci, il compenso ai Commercialisti che erano incaricati della redazione e del deposito ( ma dove?) del Bilancio de La Margherita e poi? Poi basta. Faccio due conti: una segretaria fra stipendio ed oneri 4.000,00 euro al mese, pari a Euro 50.000,00 l’anno. Dunque per Due segretarie per quattro anni , pari ad Euro 400.000,00. Facciamo 500.000,00, non ci facciamo guardare dietro. Affitto? Mettiamo pure 5.000,00 euro al mese. Sono per quattro anni altri 250.000,00 Euro. Luce , gas , telefono voglio stanziare , per quattro anni altri 100.000,00 Euro. Per i Commercialisti quando mettiamo Euro 10.000,00 l’anno è pure un’enormità. Dunque sommano in tutto per quattro gli anni Euro 900.000,00, facciamo un milione. Dove sono andati a finire , Signori, gli altri 180 milioni di Euro? In quali capienti tasche? Spesi per finanziare chi e cosa?

A chi devo chiedere spiegazioni in merito se non a questi quattro Signori, i quali mentre tuonano e minacciano querele e sfracelli, mi dovrebbero raccontare come sia possibile che non sapessero di avere incassato 214 milioni di Euro. Come sia credibile che nessuno di loro, neanche un Parisi che sempre sbraita per qualcosa, non avesse mai esaminato o fatto esaminare da altri i bilanci dei Commercialisti La loro fiducia in Lusi era notevole, tanto da nominarlo anche Tesoriere del Partito Democratico Europeo (European Democratic Party) , costituito il 9 dicembre 2004 con il congresso fondativo di Bruxelles per iniziativa del francese Francois Bayrou ( Presidente dell’Union Democratique Francaise ) e da Francesco Rutelli ( Presidente de La Margherita ) .L’Epd ha sempre avuto lo stesso tesoriere: Luigi Lusi, appunto, nominato fin dalla costituzione, nomina poi confermata alla fine del 2006 nel congresso di Roma e il 5 dicembre 2008 nelle assise di Bruxelles. Presidente del’EDP è stato, fino al 2008, Romano Prodi.

Nessuno dubita dell'onestà di qualcuno , ma appare evidente come Lusi si sia immediatamente addossato ogni colpa e come ora non voglia assurgere a capro espiatorio. Tutti s'erano chiesti se Lusi non avesse rispettato il suo evidente ruolo di “ testa di legno” per altre persone (forse suoi soci in affari politici): in un primo momento li ha omertosamente coperti, ora si è accorto che il suo sacrificio viene ripagato a pesi in faccia e , stizzito, reagisce , proprio come chi si è addossato formalmente ogni responsabilità per un preciso accordo con ben altre persone. Una storia vecchia come il mondo. Le bugie di chi pretende di salvarsi facendo condannare un cavalier servente al quale ha lasciato pochi spiccioli.Intendiamoci, Luigi Lusi è l'uomo che ha costruito la sua carriera politica curando il settore immobiliare delle Acli, per l'ultima Dc, poi per la Margherita. Ma se Lusi è noto persino al sottoscritto per tale sue inclinazioni palazzinare della vecchia DC di destra, perché i partiti cattolici di sinistra lo hanno mantenuto come consulente e tesoriere della Margherita ? Mistero o omertà? Lusi Tesoriere de La Margherita, tesoriere anche degli “Uniti nell'Ulivo”, tesoriere europeo dello “European Democratic Party”, tesoriere dell'Unione. Non c’è bisogno di essere dentro alcun “palazzo” per sentire la puzza di chi, nella vita, non ha fatto altro che organizzare il giro dei soldi per il partito. Puzza di un maneggione. Lusi lo avve da dieci chilometri, tanto puzza. Poi ti accorgi anche di molte strane coincidenze : per esempio, la Margherita aveva come giornale Europa, oggi Europa è la testata del Pd insieme a L'Unità. e Tesoriere della Margherita era Lusi.Ma non finisce a Lusi, signori miei. Prendiamo la “Immobiliare Europa Srl”: era la società che controllava il patrimonio immobiliare della vecchia Dc. Una vera fortuna . Oggetto di varie questioni giudiziarie. Proprio su una di queste vicende giudiziarie è stato interrogato, circa un mesetto fa, dal Tribunale di Roma, Pierluigi Castagnetti (ultimo segretario del Ppi già notabile Dc). Castegnetti ha riferito di essere stato il primo a sospettare che dietro l'Immobiliare Europa s'annidassero gli affaristi immobiliari del partito: Oggi conosciamo Lusi con la vicenda della Margherita e dei 13 milioni di euro ed i suoi tantissimi affari sempre immobiliari. Nei tempi passati c’erano altri faccendieri della D.C.: per esempio il veneto Angiolino Zandomeneghi, il tesoriere del Ppi Romano Baccarini, i due segretari amministrativi Alessandro Duce e Nicodemi Oliviero, gente esperta nel settore immobiliare che comunque ebbe la capacità di far passare le maggiori proprietà immobiliari della D.C. a favore del P.P.I. da dove poi queste proprietà immobiliare Dio solo sa dove sono finite e come . Ma tutti i vecchi democristiani , guarda caso, non ne sanno nulla. De Mita, per esempio ed anche Franco Marini, oppongono spesso davanti all’argomento uno scontato “ mi sono sempre occupato solo di politica”. Nessuno ne sapeva nulla, dicono i vecchi democristiani confluiti nella Margherita , ma se poi scavi un pochino su di loro, ti accordi che Marini, per esempio, ha potuto acquistare a prezzo stiacciatissimo un mega appartamento ai Parioli, De Mita altro mega appartamento vicino Fontana di Trevi. Forse si tratta di coincidenze. Forse sono io che vedo nero. Eppure non riesco a capacitarmi: ma chi avrà dato il Mandato all’” Immobiliare Europa Srl” perché questa riuscisse a vendere tutti gli immobili della vecchi D.C.? E chi sa qualcosa , caso mai, di certi assets della fallita Federconsorzi ? Nessuno ne parla. Non dico gli eredi o i beneficiari di tali “opacità storiche” ( si chiamano così oggi gli imbrogli, vero?) , ma zitti e mosca pure dalle parti di Largo Fochetti , dalle parti de Il Fatto, dalle parti del P.D..

Temo che la denuncia contro Lusi, tanto sbandierata dagli avvocati della Margherita , resterà opportunamente chiusa dentro il cassetto del legale. C’è un pericoloso incrocio all’orizzonte, rappresentato proprio dal Tribunale di Roma, dove tra la sede del Tribunale Penale e quella del Tribunale civile la distanza è minima . Facile dunque che qualcuno possa accorgersi che c’è un processo – quello degli immobili della vecchia DC – che si celebra a porte chiuse ma nel quale è coinvolto anche un certo Luigi Lusi, il quale pare anche essersi appropriato di 13 milioni di Euro della Margherita, i cui organi sociali presentano bilanci fasulli.

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Roma, Martedì 13 marzo ‘12

Gaetano Immè

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