Gaetano Immè

Gaetano Immè

domenica 4 marzo 2012

LE DIMISSIONI VOLONTARIE DI SILVIO BERLUSCONI COME “LA RICREAZIONE E’ FINITA” DI DE GAULLE. NASCE LA “ NUOVA ITALIA” GRAZIE ALLE SUE SPONTANEE DIMISSIONI


Quando intendi la politica – come cerca di sforzarsi di fare questo Blog ( nessuno è perfetto, ma almeno, non essendo per fortuna arrogantemente superbo come , per esempio, chi scrive su Repubblica, mi sforzo in tal senso !) – come “ servizio per il bene supremo del Paese” e non come “ fare qualsiasi lavoro, anche e soprattutto sporco, che ti venga richiesto dal bottegaio dove lavori come manovale , per difendere i suoi interessi e del Paese ma chi se ne fotte!“, non puoi certo non concordare con quanto oggi sostiene Giuliano Ferrara. Che sia stato, cioè, un grosso bene , a vantaggio solo del Paese, che Silvio Berlusconi abbia deciso di dimettersi, con atto puramente volontario e senza costrizione alcuna, senza essere stato sopra tutto sfiduciato dal Parlamento e che la conseguente “sospensione della democrazia “, sicuramente operata da Napolitano, sia stato il prezzo, decisamente necessario ed anche , se vogliamo, minore, che l’assetto democratico istituzionale di questo nostro disgraziato Paese doveva comunque pagare per riuscire a salvaguardare se stesso e la sua vera democrazia .E’, quello, un traguardo al quale l’Italia potrà arrivare solo se verranno finalmente effettuate tutte le necessarie riforme costituzionali, istituzionali e sociali che necessitano e che nessuna coalizione , né del tripartito, ne del quadripartito, né del pentapartito, né del centrosinistra né del centrodestra, negli ultimi sessantasei anni ( dal 1946 intendo) è riuscita a fare. Vuoi perché occupata soprattutto a foraggiare ed a mantenere il diffuso clientelismo ed assistenzialismo di Stato , elemento fondamentale sul quale poggiava il proprio consenso politico ( dal 1948 fino al 1994); vuoi perché – dal 1994 al 2011 – ciascuna impegnata nello scontro frontale , introdotto dal nostro bipolarismo parlamentare imperfetto , nel quale sistema nessuna delle due coalizione avrebbe potuto mai accettare – appunto per non disperdere consensi politici - la supremazia politica e civile dell’altra . Scontro frontale che, in questi anni, è stato combattuto con armi letali, con armi da sterminio di massa, per il Paese, quali la delegittimazione dell’avversario, quali l’uso di parte della Magistratura politicizzata come arma d’assalto politico al palazzo d’Inverno, come il coalizzarsi della stampa maggioritaria – espressione dei poteri forti – a sostegno delle armi contundenti di quella coalizione che le facesse intravedere il ritorno al suo lobbistico dominio economico e politico su un’Italia ove” nulla cambi” , come la delegittimazione dello stesso Parlamento , spesso vilipeso e bistrattato come unico e solo “ baricentro costituzionale della democrazia”da quelle stesse coalizioni che pure millantano definirsi“ democratiche , le quali gli hanno incoscientemente ed ignobilmente e sovente preferito una volta un tetto universitario quando non anche uno schizofrenico ed inesistente Aventino ; come l’aggressione e la criminalizzazione , addirittura anche sotto l’aspetto dell’ etica personale , dell’avversario politico. Un uso scriteriato e golpistico di armi letali , che hanno ridotto il Parlamento e tutta la politica a decadere alla stessa stregua di una “!bocciofila di periferia ”, dove il turpiloquio bilioso e la ottusa faziosità hanno poi ridotto la politica al livello di una rissa disgustosa ed incivile.

Quando infatti sul quadrato del ring politico non vengono più utilizzati allo scopo di provocare ed incitare una rivolta populista e classista contro l’avversario politico ( che diventa nemico da abbattere) i grandi totem di questi ultimi diciotto anni , quali “ il conflitto di interessi”, quello fra Magistrati e Berlusconi - specie dopo quella sentenza Mills che la dice tutta sull’incapacità della Magistratura a svolgere con dignità il proprio dovere ( che non è di condannare “ senza se e senza ma” Berlusconi, ma quello di “ cercare le prove di colpevolezza di un imputato) –o quali gli inquisitori ed arcigni moralismi intorno alla vita privata di Silvio Berlusconi ( dove un’ etica moralistica degna dei peggiori tempi del “ Papa Re” ha tentato, senza riuscirci, di trasformare in reati quelli che a mala pena vanno classificati come “ peccati” e che dunque sono del tutto estranei ad una politica che si gloria di essere non solo democratica ma anche profondamente laica ), non vi sono più motivi cogenti per indurre le due coalizioni alla solita kermesse pugilistica. Le spontanee dimissioni dunque di Silvio Berlusconi dello scorso Novembre 2011 , alla luce di tutto quanto precede, vanno considerate come pietra miliare nella costruzione della democrazia italiana. Una volta preso atto della necessità assoluta di dotare il Paese di regole nuove che permettessero allo stesso di essere veramente governato da chi vince le elezioni democratiche, della impossibilità ormai conclamata di ogni coalizione passate e presente per attuare le necessarie riforme per la scontata avversità della controparte politica, quell’atto personale e spontaneo diventa un atto d’amore per il Paese che seppellisce la logica politica cieca e bottegaia dell’egoismo politico. E la presa d’atto che ormai in Italia solo con un Governo “ apolitico” di rifondazione nazionale , al cui sostegno nessun partito politico può sottrarsi se veramente ciascuno di essi mira al supremo benessere del Paese e non al proprio meschino tornaconto, è possibile fondare una nuova era politico democratica, una sorta di Terza Repubblica basata su norme costituzionali e legali che consentano la vera governabilità, l’indipendenza vera dei poteri dello Stato , il rispetto della sovranità popolare . Per analogia quello che fece il Generale Charles De Gaulle negli anni cinquanta e sessanta quanto fece risuonare il suo famoso “ la ricreazione è finita”.

Questo significa inoltre sottoporre tutti gli esistenti partiti politici ad una sorta di esame di maturità assoluta. Perché così come fecero i padri costituenti, che riuscirono a trovare la sintesi pur nelle evidenti loro differenze per regalarci la Costituzione più bella del mondo e che tale deve restare dopo le necessarie cure, devono anch’essi dimostrarci di “ vivere e respirare per il supremo benessere del Paese”, senza si e senza no e senza ma e, soprattutto, senza infingimenti. Uniamoci a corte, siam pronti alla morte dice l’inno e devono dire i partiti davanti al Governo tecnico di Monti. E vedremo se i partiti odierni sapranno essere degni del nostro Paese come lo furono, negli anni dal ’46 al ’48, quelli di allora.

Questo significa anche riconoscere al Presidente Napolitano gli stessi onori delle armi che vanno riconosciuti a Silvio Berlusconi ed al PdL. Riconoscimento che questo Blog è certo passerà ai libri di storia , se finalmente anche questi libri verranno scritti dagli storici e non dai bottegai politici . Ed attribuire al Professor Mario Monti in effetti un ruolo di salvezza e di unità nazionale che , ora finalmente sì, legittima anche ai nostri occhi quel laticlavio che , all’origine, apparve più come un corrispettivo che come un merito. Tutto questo è ormai cosa fatta per Silvio Berlusconi e per il PdL,che meritano ormai un posto importante nella storia d’Italia; ma cosa invece ancora da fare e da completare per tutti gli altri, Napolitano, Monti e tutti gli altri partiti politici. Un’occasione unica per avere domani un Paese che non sia più solo un Paese per vecchi.Questa atmosfera meno demenziale ed urlata ma più serena rende dunque possibile analizzare con calma e obiettività gli avvenimenti che si sono succeduti a partire dalla così detta discesa in campo di Silvio Berlusconi, l’evento chiave attorno al quale si sono mosse tutte le vicende italiane degli ultimi diciotto anni .

Entrata nell’agone politico che, ricordo , incontrò lo scetticismo ed un arrogante disprezzo di quei “ molti noti “ ( cito su tutti l’On Massimo D’Alema con il suo famoso “ voglio vedere Berlusconi chiedere l’elemosina davanti ad una Chiesa”, un “ cult”, un “ must” della più ignobile arroganza del potentato politico della Prima Repubblica ) che, adusi alla politica dei famigli, dei portaborse, dei soli addetti ai lavori , davanti ad un imprenditore italiano peraltro estraneo all’establishment dei poteri forti ed anche ad esso inviso, erano convinti che si trattasse di una meteora destinata ben presto a scomparire dalla scena politica.I risultati hanno clamorosamente smentito quelle prime sensazioni. Berlusconi si è rivelato il politico più longevo della storia repubblicana, ma ha tuttavia dovuto pagare a caro prezzo alcune. L’inesperienza prima di tutto, la necessità, poi, di dover imbarcare in Forza Italia e nel Pdl quello che la piazza offriva, vale a dire pochissimo, personaggi discutibili e politici di mezza tacca, e l’essere stato costretto, infine, a stringere alleanze con partiti nati e cresciuti nella prima repubblica e di cui avevano assorbito, volenti o nolenti, il clima e la cultura, come Alleanza Nazionale e gli epigoni della “gloriosa” DC., che negli anni hanno mostrato tutta la loro inadeguatezza, tutta la loro inaffidabilità e doppiezza. Non è un caso il fatto che nella Legislatura 2001 – 2006 una maggioranza largamente vittoriosa fu praticamente sabotata dall’Udc del duo Follini – Casini , che la Legislatura 2008 – 2011 fu sabotata dalla componente missina e che la prima, quella del 1994 fu sabotata dalla Lega Nord. Come risultato scontato la scena politica del centrodestra si è popolata, letteralmente, di nani e ballerine, personaggi di scarso valore culturale. La spontaneità e la mancanza quindi di una vera propria classe politica non poteva non condurre , nella ricerca di nomi e di persone almeno fidate che a questo. Così abbiamo dovuto sopportare gente isterica, politicanti da show spazzatura, gente pronta a barare la dignità del partito per un appartamento a Montecarlo o per uno sconto nell’acquisto di una casa. Uno spettacolo indecoroso che ha umiliato il popolo di centrodestra e l’Italia tutta e ha fatto la felicità, e la fortuna di comici e polemisti che avevano un ampio vivaio cui attingere per le loro performance. Ovvio quindi che , nel momento attuale ci sia , nel PdL chi, avendo goduto inaspettatamente ed immeritatamente di posizioni di privilegio assolutamente inimmaginabili senza Berlusconi, oggi si ribella all’idea, sempre di Berlusconi, di sostenere l’attuale governo quale unica forma di salvezza degli interessi superiori dell’Italia. Per questo esercito di “dilettanti allo sbaraglio”, come disse De Gaulle, “ la ricreazione è finita : l’elettore di centrodestra non è più disposto a sopportarli, come ha dimostrato anche proprio Silvio Berlusconi con le sue volontarie dimissioni “ salva Italia” Se De Gasperis salvò nel 1948 l’Italia dal comunismo, oggi Berlusconi ed il centrodestra hanno indicato la strada delle rifondazione della nuova Italia. Mazzini ha fatto la prima, oggi si deve fare quella nuova e moderna, la “ nuova Italia”. Se ogni altro partito politico ed ogni altro leader penseranno al benessere del Paese prima che ai loro interessi.


Roma domenica 4 marzo ’12

Gaetano Immè



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