Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 3 aprile 2012

COSTRUTTORI DI GABBIE DI ESCREMENTI

Non tutti sanno che l'altro giorno le agenzie di stampa hanno reso noto che «l'VIII sezione del tribunale del Riesame di Napoli presieduta da Angela Paolelli ha confermato la decisione della Corte di Cassazione, secondo la quale non vi è stata alcuna prova di accordo tra Alfonso Papa e il carabiniere Enrico La Monica, coimputato nel procedimento sulla presunta P4 e attualmente latitante, in ordine ad attività di dossieraggio in cambio della promessa di ingresso nei servizi segreti». Tutto questo, dopo che sia il gip del tribunale di Napoli che la Cassazione avevano escluso l'esistenza di un accordo tra Alfonso Papa e Luigi Bisignani, terzo coimputato. Crolla così definitivamente la consueta e fantasiosa ipotesi accusatoria di un'associazione segreta denominata P4 essendo ormai passato in giudicato il giudizio della Cassazione secondo la quale non emerge alcun elemento indiziario relativo a un accordo o anche a semplici intese tra Papa, Bisignani e La Monica. La magistratura mette la parola fine all'ipotesi dell'associazione individuata dai pm Henry J. Woodcock e Francesco Curcio, i quali avevano chiesto una nuova ordinanza di arresto per il deputato del Pdl, ordinanza che il Tribunale del Riesame ha rigettato.

Dobbiamo forse ancora meravigliarci o scandalizzarci? Dobbiamo forse ancora ricordare come la sinistra, tutta la sinistra- nessuno eccettuato od escluso - ben bene intruppata ed irreggimentata , armata “ contro il nemico” e chi se ne fotte della verità, votò in Parlamento per l’arresto di Alfonso Papa?
Insomma, siamo ancora una volta al cospetto dell'ennesimo fallimento di ben noti inquirenti ( vero PM Woodkock e Procura di Napoli?) ma sono talmente disgustato, come cittadino, di assistere a questa ennesima miserabile sceneggiata di una Giustizia da barzelletta , da non avere più neanche la forza di ribellarmi. Ma non posso sopportare il disgusto e l’orrore che in questa occasione mi stanno provocando certi siti - quelli, per intenderci, della ben nota 'informazione forcaiola da quattro soldi che tanto applaudì l'arresto (che oggi si scopre essere stato immotivato) di Papa – nei quali non è apparsa nemmeno una riga su questa notizia.

I forcaioli giustizialisti alla Bindi, alla Bersani, alla Fini, alla Travaglio, alla Di Pietro, alla Vendola e compagnia che cavalcano senza se senza ma l'onda giustizialista , mai sarebbero in grado di ammettere i loro errori. Chiedere scusa? Ma quando mai! Loro, esperti produttori ed utilizzatori di escrementi umani ed animali – altrimenti e comunemente denominati “ merda” – sanno solo costruire gabbie di sterco intorno alle persone (rigorosamente solo se deputati di centrodestra ) pur di cavalcare quell'ondata di anti-politica manettara che consente loro di vendere qualche rotolo in più della loro carta igienica venduta nelle edicole.

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DISINFORMAZIONE ORGANIZZATA

Gli imprenditori dichiarano redditi inferiori ai dipendenti, quindi pagano meno tasse. Non c'è giornale o telegiornale che nello scorso fine settimana non abbia aperto con questo titolo . Uno scandalo?Ma quando mai! Semmai una esemplare dimostrazione di ignoranza da parte della nostra informazione nelle mani di manipolatori delle verità. Nel comunicato in questione, del Ministero dell’Economia, all’origine della notizia, si legge che ( andare a controllare,please!) “il reddito medio dichiarato dagli imprenditori è pari a 18.170 euro, mentre quello dichiarato dai dipendenti 19.810”. Una statistica priva di ogni senso, degna della famosa statistica da "polli di Trilussa".

Intanto va precisato chi siano i lavoratori dipendenti e chi gli "imprenditori". Nella prima categoria di reddito il fisco include professori universitari , magistrati, manager e dirigenti, pubblici e privati, oltre agli impiegati ed agli operai, mentre sotto la voce "imprenditori" figurano non solo artigiani e commercianti medio-piccoli ma anche l’esercito delle così dette partite IVA, cioè tutti i nostri disgraziati precari . Tanto per sfamare la bile degli invidiosi, annuncio che i nomi dei Berlusconi, dei Benetton, dei Ferrero, dei Marcegaglia , dei Montezemolo, dei Della Valle, ecc non compaiono certo personalmente come imprenditori, anche se di fatto possiedono le loro imprese. Ma non perché siano evasori. Dichiarano i loro guadagni, ma sotto forma di dividendi e compensi societari. Insomma per “ tecnica fiscale” questi redditi non rientrano fra i “ redditi di lavoro dipendente” né fra i “ redditi di impresa”, bensì fra i “ redditi professionali e di partecipazione”. Inoltre va anche considerato che l'imprenditore può legittimamente suddividere il reddito annuo prodotto tra i componenti della propria famiglia, e che oltre il 70% degli artigiani e dei commercianti non lavora da solo ma con un figlio, con il coniuge, ecc e che stiamo parlando del reddito dichiarato dall'imprenditore come persona fisica, quello cioè che gli resta dopo aver già dedotto le tasse sugli utili della sua impresa.

Considerando tutti questi fattori, un reddito medio nazionale di 18 mila euro l'anno «non è così scandaloso», osserva il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, ma resta un «falso statistico». Una ditta individuale artigiana, ad esempio, dichiara mediamente 22 mila euro, contro i 15 mila dell'operaio che impiega. Persino per il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, si tratta di medie «completamente sbagliate» e senza alcun valore statistico, che non si dovrebbero usare «per scatenare guerre ideologiche fra guelfi e ghibellini».

Questi cialtroni dell’informazione mascariata e manipolata dalla loro mafia , vogliono solo sobillare l'invidia sociale nei confronti di chi è ritenuto più ricco per distrarre l'opinione pubblica dalla vera causa della crisi in cui si trova l'Italia: vogliono farci credere che la colpa dei servizi scadenti e del debito elevato, quindi dell'aumento delle imposte , sia solo degli evasori. Sono dei truffatori di notizie, dei gaglioffi spacciatori di droghe mentali. Perché il nostro grasso, e grosso elefantiaco Stato incassa dagli italiani onesti molto di più di quanto incassano gli altri Stati occidentali dai propri cittadini. I quali, però, spendono meglio quelle risorse, senza distribuirle allegramente pur di accaparrarsi voti e consenso. E siccome è da più di mezzo secolo che viviamo di truffaldine “ cacce agli evasori fiscali”, nessuno che ci dica a quanto ammontano i redditi sottratti all’ingordigia del fisco italiano. Se l’imposizione tributaria fosse non così esasperata ( parliamo di una pressione fiscale intorno al 55% medio) e scendesse a livelli accettabili da tutti ( come in moltissimi Paesi occidentali) diventerebbe quasi inutile e troppo costoso lo sforzo di celare i redditi prodotti, anche se è lo stesso ordinamento fiscale italiano a offrire vie legali all'evasione nell'interpretazione dell'imponibile.

Roma martedì 3 aprile 2012

Gaetano Immè

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