Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 6 agosto 2012

LEGGE ELETTORALE E RIFORME ISTITUZIONALI.

A proposito di nuova legge elettorale e dei partiti politici. Bisogna avere le idee chiare in merito al “ sistema elettorale”. Il” sistema proporzionale” , con il quale l’Italia ha convissuto dal 1948 fino alle elezioni del 1994, serviva sostanzialmente ad allargare il più possibile la rappresentanza del Paese in Parlamento , per cercare di tenere il più possibile unita l’Italia che vantava a quei tempi realtà ed identità diverse, concentrando però tutto il potere politico – solo all’apparenza esercitato dal “ popolo sovrano” – nell’aula parlamentare, dove “ gli accordi fra i partiti ” delegittimavano , anche sfacciatamente, la volontà popolare espressa dal voto . Il “sistema maggioritario” invece , serve ad eleggere governi che siano una diretta espressione del popolo, eliminando così buona parte del “potere fattuale” che veniva di fatto esercitato dalle congreghe politiche dentro le aule del Parlamento, spesso stravolgendo impunemente quella volontà che , stando alla nostra Costituzione, spetterebbe solo al popolo sovrano. Un ritorno del “ sistema proporzionale” è, a mio giudizio ( ed anche a giudizio della civiltà , della cultura e della democrazia ), anche se – come pare si stiano accordando il PdL ed il PD – mitigato dalla previsione di una elevata “ soglia di sbarramento” ( pare che l’asticella sia fissata al 5%) , decisamente impensabile , perché segnerebbe un sostanziale ritorno al medioevo politico, allo sfruttamento sfacciato dell’apparente “ sovranità popolare” poi sbeffeggiata impunemente da accordi e da intrighi di Palazzo. Insomma nessun eventuale difetto del pur belluino e muscolare “sistema maggioritario” dovrebbe far tornare il popolo – sempre sovrano nelle vere democrazie – ad essere la solita mandria di “ buoi e di stronzi ”, interpellata per la “ res pubblica” una volta ogni cinque anni e poi messa da parte, sconfessata ed accantonata come un seccatore . E subito, quasi per confermare quanto temo , subito l’On Casini , ovviamente euforico per questo “ quasi accordo” su Legge elettorale a sfondo proporzionale, ormai timoroso Renzo Tramaglino per la Lucia Mondella rappresentata dall’Unione comunista fra PD e SEL, che , onde placare, nel suo immaginario, i moderati cattolici - che costituiscono l’essenza della sua Udc spaventati dai “ matrimoni gay”, “dalla cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia” ( ma Bersani è proprio certo che il figlio di due immigrati rinunci alla nazionalità dei genitori per essere italiano ? O forse cova la speranza di conquistarli regalando a loro ed ai loro genitori pensioni e welfare a spese degli italiani ed a vantaggio del voto di scambio?) e dalle “ patrimoniali a go go” sbandierate pubblicamente come vessilli da Bersani e da Vendola – si affretta a declinare come sia possibile , seguendo la nuova Legge elettorale, che si possa pensare ad accordi elettorali “anche dopo il voto”. Come dire :” datemi il voto, massa di buoi stronzi e rompicoglioni, poi ci penserò io a vendermeli in blocco a chi mi offre di più” ( ossia contro il Quirinale o dietro almeno la Presidenza del Senato). Il fatto è che una legge elettorale funziona quando è inserita con coerenza nel sistema costituzionale . E se vogliamo che in Italia funzioni una legge elettorale seriamente “maggioritaria” dobbiamo per forza modificare la Costituzione. Abbiamo visto che risultati disastrosi hanno ottenuto sia il centrodestra che il centrosinistra in questi ultimi diciannove anni. Il primo, affidatosi al così detto “Porcellum “- che assegnava il “ premio di maggioranza” - introdotto al fine di garantire la così detta “ governabilità”- alla “ coalizione”vincente - senza rendersi conto che proprio questa “ coalizione” fosse la cellula cancerogena che ha progressivamente infettato il corpo politico italiano . Tutti pronti in campagna elettorale a salire sul carro del futuro probabile vincitore, a condividerne pubblicamente programma e spirito, per accaparrarsi posti, poltrone , potere e surrettizio “ potere di veto e di ricatto” , onde ostacolare, intimidire, ricattare per poi distruggere “ la stessa coalizione vincente ” consentendo così che gli impegni elettorali venissero traditi ( la Lega Nord nel ’94, l’Udc nel 2001, Rifondazione Comunista nel 2006, Fini nel 2008 ) . Da parte sua ; il centro sinistra, sta ancora qui a sostenere due ignobili menzogne. Quella della “ riforma elettorale a Costituzione invariata “, come se cinque elezioni politiche (’94,’96, ’01,’06 e ’08, tre al centrodestra e due al centrosinistra ) e diciotto anni di ” pura ingovernabilità “ ( coalizione vincente crollata per lotte interne nel 94, nello ’01, nello ’06 e nello ’08 ) non siano stati sufficienti ad evidenziare la fallimentare insensatezza di questa impostazione. E quello del “ premio di maggioranza” a favore della “ coalizione vincente” anziché del partito più votato ( che contribuirebbe a conferire a codesto partito un maggior proprio “ peso specifico” sia nei confronti degli altri suoi eventuali associati – se facesse parte della “ coalizione vincente – sia nei confronti della “ coalizione vincente”, se codesto partito non facesse parte della stessa, ma dell’opposizione). Dunque a nulla sarebbero serviti quasi venti anni di storia d’Italia. Le spigolose e talvolta chiaramente pretestuose resistenze da parte del centrosinistra alla riforma elettorale lascia intravedere come la “porcata” di Calderoli piaccia ancora da quelle parti perché farebbe estremamente comodo alla “ coalizione “ del centrosinistra regalandole quel “ premio di maggioranza ” che consentirebbe comunque allo stesso centrosinistra di vincere la tornata elettorale anche senza Di Pietro ed anche con elezioni immediate . Insomma la difesa di una “ porcata” per interessi da botteguccia . Stesso discorso per l’apparente diatriba sulle preferenze. Invece, se si parlasse seriamente, si dovrebbe discutere la riforma del sistema elettorale e impostare quella costituzionale, votando subito quello che ci sarebbe da votare , Costituzione compresa. Ma non lo vogliono fare, non ne hanno il coraggio, mancano di visione per l’avvenire, vivono nella nebbia dell’essersi fatti commissariare da tecnici bancari . Dicono , come alibi, quelli di centrosinistra che non c’è più tempo per riformare la Costituzione e che chi lo chiede - dicono sempre dal centrosinistra a mo’ di alibi - vuole solo affossare la riforma del voto. Alibi che la dice lunga su quanto valga la coerenza nel centrosinistra, visto che proprio “ il progetto di riforma Costituzionale di tipo Presidenziale “ era da sempre invocato da politici e politologi del centrosinistra. Si è capito che a sinistra non la vogliono fare , è chiaro che manca loro la visione di uno Stato moderno, è evidente come ancora si ritengano appagati dall’aver costruito dal 2010 in poi, insieme a Napolitano, con intrighi di Palazzo , la sostituzione, con annessa “ sospensione della democrazia” , del Governo eletto dal popolo con quello imposto dal potere lobbistico e bancario del duo Monti- Napolitano anche se da qualche mese si stanno accorgendo come esso si sia , alla resa dei conti, poi rivelatosi un vero e proprio fiasco, una vera bufala. Abbiano allora l’onesta e la responsabilità di esplicitare subito se condividono il sistema francese (un tempo da loro stessi tanto desiderato e ora , una volta che è stato abbracciato anche dalla destra, improvvisamente disprezzato ) e poi si proceda a tappe forzate, prendendo l’impegno, se necessario, di finire il lavoro nella prossima legislatura. Sempre a proposito poi di “ coerenza” nel centrosinistra, riflettevo sulla posizione del centrosinistra stesso su alcuni temi attuali: “legge elettorale “ , “ elezione diretta del Presidente della Repubblica” e Nichi Vendola. Sulla Legge elettorale il centrosinistra si batte affinché i candidati siano scelti dal popolo e non dai partiti. Poi, con un ceffone alla coerenza ed alla logica, l’elezione da parte del popolo del Presidente della Repubblica non va più bene. Per il centrosinistra, la sovranità popolare, come al solito, conta solo se e quando gli fa comodo. E poi il caso Vendola. Sapevo che “Nichi orecchinato “ è non solo un indagato ma anche un rinviato a giudizio e non in un solo processo a suo carico ma addirittura in due processi a suo carico e per reati di una certa gravità per un esponente politico. Dunque Vendola dovrebbe essere ormai out , bruciato, come Penati, come Tedesco, come Errani, come Frisullo ( scommetto che di Frisullo nessuno si ricordava!), tutti rinviati a giudizio e dunque improponibili. Manco per il cavolo! Nichi addirittura vuole proporsi come guida ( ricordate la “ cara guida” cinese?) del centrosinistra. E uno dovrebbe anche votarlo? Ma non ci pensi nemmeno, caro Vendola, anzi , per cortesia, si tolga dai piedi, abbia un minimo di dignità , non si nasconda dietro il solito vacuo profluvio di chiacchiere da vero “ imbonitore “, vada a difendersi “ nei “ processi senza cercare di sfuggire “ dai “ suoi due processi, non finga di ignorarli. Innanzi tutto si dimetta da Governatore della Puglia, visto che è rinviato a giudizio non una sola volta ma addirittura due e torni a fare il mestiere che faceva prima ( a proposito, ma che faceva Vendola, come lavoro prima di farsi mantenere dalla casta? Ve lo dico io: niente, solo politica politicante, lavoro con stipendio, orari, e simili baggianate, neanche a parlarne!). Ah Nichi! Ma che cazzo stai a dì! Dicono a loro volta , quelli di centrodestra, che se prima non si riforma la Costituzione non ha senso riformare il sistema di voto. Sbaglio clamoroso, autogol clamoroso ! Dimenticano che il sistema attuale, cioè il Porcellum senza riforme costituzionali, l’hanno voluto loro e che una cosa seria e importante come la riforma della Costituzione, anche se limitata ad assecondare l’assetto istituzionale francese, avrebbe meritato maggiore dignità dibattimentale e parlamentare , senza essere trattato alla stessa stregua di un viaggetto last minute o di un paninozzo alla “ mordi e fuggi”. Si confrontano, insomma, due visioni miopi della politica, due incapacità di guidare una Nazione di grande democrazia e storia. Ecco perché noi cittadini ci dobbiamo sorbire Monti.. Tutto questo deve significare allora che prima si va a votare, prima si realizzano le riforme? Neanche per idea.. Sarebbe oggi veramente da irresponsabili fornire agli occhi ( ed alla speculazione) di tutto il pianeta l’ennesima farsa che certifichi l’assoluta ingovernabilità dell’Italia. Dunque le elezioni vanno tenute alla scadenza naturale con qualunque legge elettorale possa venire fuori dalle discussioni in corso. Monti almeno a questo deve servire – come fosse uno sfondo di opera lirica - , a dimostrare che l’Italia non è un Paese ingovernabile. Sono le riforme che vanno assolutamente rinviate alla prossima legislatura. Già, ma quali devono essere queste benedette riforme? Il pericolo che grava sul paese è che dopo il voto la confusione di idee, di programmi, di ambizioni sia addirittura maggiore di oggi Ecco dunque la necessità di riflettere per evitare questo pericolo. Non si tratta di preparare oggi la “grande coalizione” a guida sempre tecnica e politica che sia.. Si tratta, al contrario, di stabilire oggi che l’Italia ha bisogno comunque di un programma delle indispensabili riforme di ispirazione liberale (del fisco, del lavoro, delle istituzioni, della giustizia, delle autonomie locali, dei servizi pubblici).Chi ha la sensibilità politica di cogliere la responsabilità di contribuire alla soluzione della crisi del paese s’impegni da subito a battersi dopo le elezioni, sempre all’interno delle rispettive forze politiche, destra o sinistra, per la realizzazione delle riforme indispensabili.

C’E’ UN GRAN PARACULO CHE SI AGGIRA, COME L’OMBRA DI BANCO, NELLA PROCURA DI PALERMO


Avendo forse letto le mie osservazioni circa la sua precipitosa fuga dalle proprie responsabilità verso seducenti lidi guatemaltechi , quel gran paraculo ( in prosieguo” G.P.”) del Dr Ingroia ha pensato bene che per uscire dall’angolo del ring , dove ormai è rinchiuso e senza via d’uscita , gli serviva un “ coup de theatre “ alla Ciancimino, Jr o Sr che dir si voglia, alla stregua di un Riina, di un pentito, quel modo di “ dire e non dire”, quel modo di “ mascariare” uomini e fatti che tanto bene sa fare un uomo che, come il Gran Paraculo , da sempre bazzica per professione con la mafia. Canticchiando “ Ci vorrebbe un amico, per potervi dimenticare” alludendo a tutte le sue inchieste palermitane su trattative e pizzini, il Dr Ingroia ha pensato bene di uscire da quell’angolo del ring , preambolo di un suo prossimo clamoroso k.o. giudiziario delle sue straordinarie e sconclusionate inchieste, usando la stessa tecnica di un Riina, di un Ciancimino, di un mafioso : scrivere un bel pizzino che servisse a mascariare ben bene la verità dei fatti. Detto fatto. Così , grazie all’ospitalità concessagli dal giornalone dell’editore e cittadino svizzero di Largo Fochetti, città Roma, zona, il G.P. verga il suo pizzino allo Stato nel quale, dopo essersi domandato se “sulla trattativa Stato-Mafia ci sia una “ ragion di Stato” che impedisca l’accertamento della verità “ , invita gli organi dello Stato “ a dirlo, emanando una disposizione che consenta poi alla Magistratura di fare un passo indietro”. Al Gran Paraculo si risponde così. Quando non si hanno argomenti concreti a difesa delle proprie posizioni ( cioè delle sue inchieste) è ovvio che l’istinto del perdente sia quello di buttarla in caciara, metterla sulla violenza fisica, sulla provocazione. Come fanno tutti i mafiosi, tutti i “ mascariatori”, tutti i “professionisti dell’antimafia” E’ quello che sta facendo questo Gran Paraculo. Il quale non solo da venti anni mette insieme inchieste piene di buchi, senza prove concrete , basate su propri “liberi convincimenti” ( che finora si sono rivelati solo clamorosi fiaschi ) , basati su teoremi più o meno condivisibili, non solo ha violato ( lui stesso o il proprio ufficio di Palermo ) continuativamente il segreto istruttorio (facendo in modo che carte processuali segrete finissero nelle rapaci mani di suoi amichetti di vacanze e di accattoni di Procura) , non solo ha preteso anche di violare le prerogative che la Costituzione assegna al Presidente della Repubblica, ma ora tenta surrettiziamente di addossare fin da ora, ossia preventivamente, cioè ancor prima che cominci il dibattimento giudiziario, il temuto fiasco della sua ultima indagine sulla trattativa Stato – Mafia , ad una fantomatica ed inesistente “ ragion di Stato” che impedirebbe l’accertamento della verità. Mischinu! Un così alto Magistrato, pare non sappia che la verità viene stabilità in giudizio, caro Gran Paraculo e solo attraverso i tre gradi di giudizio costituzionalmente previsti e non è quella che farebbe comodo al G.P. e che il G.P. elucubra , impastando, secondo il suo solito costume,fango, ipotesi, teoremi e merda . Il Paese, lo sappiamo tutti, ha passato altri e tanti brutti momenti ma ne è sempre uscito bene, alla faccia di chi ora vorrebbe invece tentare di tramutare in reato l’oculata , saggia, prudente, responsabile guida del Paese davanti a provocazioni terroristiche. E’ stato così anche negli anni di piombo, quando nessuno si sognò di accusare di complicità, di subalternità, di contiguità con le B.R. tutta quella nomenclatura politica ed istituzionale , magistratura in prima fila , solo perché non aveva voluto o saputo riconoscere per tempo quel terrorismo di sinistra e magari per essersi anche opposta a misure giudiziarie e penitenziarie speciali. Così accadde anche negli anni novantadue, novantatre e quando la gravità di quegli attentati fu ben compresa, non vi fu parte politica che non si espose nel richiedere misure drastiche contro la mafia, contro la malavita organizzata. Non si nasconda , Gran Paraculo , dietro falsi alibi, cercando di scaricarsi delle proprie responsabilità addossandole, senza prove, allo Stato o ai suoi funzionari , cioè ad altri. Non mi risulta che lo Stato abbia posto alcun “ segreto di Stato”, come invece mi risulta Lei lo invochi a propria difesa – come un bambinello spaventato che cerca riparo dietro le gonnelle di mammà - pur sapendo che non esiste. Se dopo venti anni ancora non ha capito che lo Stato non ha “ trattato” con la Mafia , non torni proprio dal Guatemala, ci rimanga e si faccia anche vedere da qualcuno veramente bravo nel trattamento di problemi di comprensione. Se poi qualche imbecille invece avesse , per proprio tornaconto , per bramosia di potere o per altri motivi , tenuto rapporti con personaggi mafiosi spacciandosi per rappresentante dello Stato , sarebbe un semplice millantatore , un vero rubagalline, un “avvocaticchio da capponi”, come lo sono, purtroppo, anche tanti alti funzionari dello Stato, tantissimi anche in Magistratura, molti anche nella Procura di Palermo, gente che venderebbe anche la propria madre e che sbava pur di apparire, per arraffare un ricco e potente ruolo politico. O una bella alternativa , ma molto ben remunerata, al proprio lavoro quotidiano. Quanti esempi abbiamo in Italia di simili Magistrati ! Uno in più o uno in meno! Il Gran Paraculo è servito di pelo e contropelo. Si accomodi alla cassa. ==================================================================

INTELLETTUALI ORGANICI O TRUFFATORI DELLA CREDULITA’ POPOLARE ?

Un tempo , mi rifaccio agli anni successivi al millenovecentocinquanta ed a quelli successivi, ritenevo che il problema dei così detti “intellettuali organici“ al PCI oltre che essere una vergogna culturale tipicamente italiano, fosse anche un obbrobrio civile diffuso sopra tutto in tutti i Paesi a regime dittatoriale I casi eclatanti italiani, da quello del siracusano Ragioniere Elio Vittorini a quello, più recente, del friulano Pier Paolo Pasolini credevo fossero anche le logiche applicazioni , contestualizzate al loro tempo, dei così detti “ illuministi del XVIII Secolo “ . Furono costoro i primi uomini di cultura che sentirono il bisogno e la necessità di impegnarsi in una causa civile e che contribuirono appunto, a formare l’opinione pubblica , ponendoli così in diretto contatto con i fruitori del loro pensiero. Era l’eredità da allora, da Elio Vittorini intendo, dell'egemonia culturale di gramsciana memoria e dunque di parte . Oggi invece le cose sono molto cambiate : rimasti orfani delle ideologie politiche riconducibili a quelle stesse ideologie , gli intellettuali sono diventati organici al regime – sociale, politico, economico - dominante. Non più dunque un impegno illuminista e dunque senza preconcetti o schemi preordinati, ma una battaglia di parte. Questo è particolarmente evidente nel nostro paese. È sufficiente scorrere tutti i giorni le pagine dei maggiori quotidiani per rendersi infatti subito conto di quanto gli intellettuali siano organici al regime di Giorgio Napolitano e del suo fido Mario Monti. Certamente un “ regime” in quanto non voluto dal popolo , ma imposto al popolo da accordi di Palazzo, conclusi ai danni ed alle spalle proprio del popolo.

Il famoso Professor Nouriel Roubini ( che ha vissuto in Italia, soprattutto a Milano, dal 1962 al 1983 dove ha frequentato la scuola ebraica e – ma guarda il caso! - l'Università Bocconi è ora cittadino americano ) che aveva previsto la crisi americana del 2008 , fino dall’inizio del 2012 ha sempre sostenuto che l'euro non avesse futuro (già a marzo scorso sul „Sole 24 Ore“ parlava di scenari apocalittici) e ancora in data 31 luglio 2012 dichiarava ad un quotidiano russo (RBK Daily): "do all'euro al massimo 6 mesi di vita".Qualche settimana prima su „Repubblica“ Roubini (anche lui dunque un bocconiano) dichiarava però improvvisamente tutto il contrario, inchinandosi davanti all'operato di Monti e rivolgendo parole di stima verso Mario Draghi:” le uniche due persone a suo parere in grado di far accettare alla Germania la condivisione dei debiti dei Paesi membri dell’UE”.Bisognerebbe però rammentargli oggi le sue dichiarazioni di qualche mese fa e chiedergli dettagliate motivazioni circa questo suo incredibile dietrofront.

Ma, attenzione, al Prof. Nouriel Roubini oggi si aggiunge un'altra firma: l'illustre premio Nobel, il consigliere di Barack Obama, Paul Krugman. Il 14 maggio scorso ( solo tre mesi fa, dunque ) egli intitolava un capitolo del suo blog: “Eurodämmerung“, ovvero “ il crepuscolo dell'euro “. Tesi analoghe a quelle illustrate in tale sede erano apparse, a sua firma, anche su „Repubblica“ il mese precedente, quando aveva sostenuto che la soluzione per l'Europa era quella di ricopiare il modello adottato dagli Stati Uniti negli anni 30, ovvero abbandonare il gold standard (il sistema aureo): riferito alla situazione europea significherebbe „uscire dall'euro e ripristinare le valute nazionali“. Clamoroso dietrofront dell’ultima ora: il 1° agosto, sempre su „Repubblica“, ha paragonato l'euro a un calabrone, la cui conformazione non dovrebbe permettergli di volare, ma che sconfiggendo le leggi della fisica compie il miracolo e ci riesce. Certo, Krugman non è come Roubini, ma ora teme la fine dell'euro considerandola “la fine non solo dell'economia e della finanza, ma anche della pace e della democrazia”. Quindi l'euro, anche se mal costruito sin dalla nascita, va conservato per la quiete di tutto il mondo occidentale, anche a costo –ma questo Mr Krugman ovviamente non ha il coraggio di dirlo - di affamare popoli come i greci, i portoghesi, gli spagnoli e mettere in ginocchio l'Italia, che resta pur sempre la seconda o terza potenza industriale nell’eurozona, facendo così il gioco non solo dell’industria tedesca ma anche del sistema bancario internazionale.

C’è anche qualcosa da osservare sulla tesi che il Prof. Charles Murray, della famosa Università di Harvard, ha esposto sul WSJ qualche settimana fa e che la solita stampa di regime ( essenzialmente Repubblica del solito rancoroso editore Svizzero Carlo De Benedetti)ha oltremodo osannato acriticamente. Affermava l’esimio Professore come si fosse ormai sviluppato ed affermato una “ sorta di capitalismo collusivo “, ossia una forma di capitalismo “ che più che pensare a fare degli affari ed a creare delle aziende si è dedicato a creare, a stabilire rapporti con la politica e dunque a creare collusioni opache e corruttive”. In un mondo pieno di Leggi – è questo il messaggio del Prof. Murray e di Repubblica – e di burocrazia il capitalismo ha imboccato la via più conveniente e cioè la corruzione invece che l’intrapresa. La stoltezza del Professore e di Repubblica è così evidente da essere addirittura imbarazzante , perché pure un bambinello capirebbe che l’esistenza di tante Leggi e di tanti regolamenti , invocata come prodromo al capitalismo corruttivo, non è un problema del sistema capitalistico ma un cancro che deriva dallo Stato accentratore, dallo statalismo tanto difeso da Murray e da Repubblica. Un clamoroso autogol che dovrebbe costringere i seguaci di Murray ed i lettori di Repubblica ad abbandonare simili professori del nulla. Perché è proprio lo Stato centralista , quello che tutto vuole ingabbiare nella burocrazia e nelle leggi, quello propugnato dal Professor Murray e dal partito di Repubblica che produce dunque la corruzione e non il sistema capitalistico che semmai lo subisce. Parlano male – come al solito – delle vittime e difendono i malfattori, che figura! Non mi risulta che nè il Prof. Roubini né il Prof. Krugman abbiano fornito circostanziate spiegazioni scientifiche od empiriche circa questo loro improvviso e clamoroso ripensamento sull’Euro. Certo , se è vero che “ solo i cretini non cambiano mai opinione” , è anche vero che “ solo i pazzi cambiano radicalmente opinione senza motivo “. Ma allora, in conclusione, come mai gli intellettuali americani dell’economia sono diventati così sfacciatamente a favore dell’Euro , dopo una vita a predicargli contro? La risposta è facilissima e deprimente . Scordatevi , Signori miei, degli “ illuministi del XVIII secolo”, scordatevi, signori miei, di Bacone, scordatevi signori miei anche di Vittorini ed anche di Pasolini, scordatevi di Gramsci e , sopra tutto, scordatevi l’onestà intellettuale. Oggi il crollo dell’euro, moneta sostenuta a forza anche da Barack Obama, avendo delle inevitabili ripercussioni economiche mondiali, significherebbe la certa prossima sconfitta elettorale di Obama. Dunque l’Euro va preservato ed anche imposto all’Europa anche solo per questo. D’altra parte non è forse vero che Barack Obama si è dimostrato molto generoso con il sistema bancario , regalando alle Banche americane vagonate di miliardi di Dollari per salvarle , già dal 2008, dal fallimento dei famosi titoli subprime che avevano infettato tutta l’Europa con i loro titoli tossici ? Ed il Prof. Krugman non è forse un suo personale consigliere? Ebbene allora l’ordine del “ sistema bancario” è chiaro: “ salvate l’euro “ almeno fino al 6 novembre di quest'anno, data delle elezioni americane. Non importa che l’Euro sopravviva. Per costoro quel che importa è che Barack Obama , l’amico del sistema bancario, rivinca le elezioni . Che per questo, poi, in Europa crollino quasi tutti i Paesi, meno Germania e Francia (i soli che hanno, guarda caso, le Banche più importanti in Europa) non importa niente a nessuno . ====================================================

 ECCO, A PROPOSITO DI BANCHE……

Nell'autunno del 2011, uno studio condotto da studiosi svizzeri rivelò che un piccolo numero di banche controllava una importante fetta dell'economia globale. Riporto lo studio, PER ATTINENZA CON IL POST PRECEDENTE, dalla rete web. Lo studio, chiamato 'La rete del controllo globale corporativo' è stato portato a termine da Stefania Vitali, James B. Glattfelder e Stefano Battiston, a Zurigo, in Svizzera. Il metodo è stato quello di sviscerare il database con i dati di marketing della Orbis nel 2007, raccogliendo file su più di 30 milioni di operatori economici (imprese e investitori) di tutto il mondo, incluse le posizioni patrimoniali. Un lavoror di ricerca minuzioso. Lo studio è stato poi pubblicato sulla rivista New Scientist, molto rispettata nel panorama della scienza "mainstream".I risultati sono interessanti, anche se in fondo prevedibili. Si evince che ci sono circa 43.000 aziende transnazionali secondo la definizione dell'OCSE. Di queste, 1.318, sono quelle più importanti ed influenti Questo nucleo ha tre caratteristiche importanti. 1. Tra di loro, generano il 20% del reddito mondiale. 2. Si possiedono l'un l'altra. Il database Orbis ha chiaramente dimostrato che la maggior parte delle azioni di queste società sono di proprietà di altri membri del gruppo dei 1.318. Ciò significa che le imprese più grandi, più redditizie e influenti del mondo si possiedono a vicenda in un unico grande cartello finanziario, o addirittura andando a formare un monopolio. Sono in competizione solo a livello nominale. 3. Il nucleo centrale possiede tutte le altre 43.000 aziende transnazionali. Queste aziende generano un altro 60% del reddito mondiale. Ne deduciamo quindi che il controllo arrivi a livelli così capillari da formare un monopolio quasi totale. Oltre a queste 3 caratteristiche del nucleo centrale, ci sono due osservazioni ancora più scioccanti da fare: 4. L'80% del controllo totale è nelle mani di un gruppo ancora più piccolo formato da sole 737 aziende. 5. Last, but not the least: Spingendoci ancora più in alto, solo 147 aziende controllano direttamente il 40% della ricchezza totale. Sotto troverete la lista delle “ TOP 50 “: studiatevela ben bene.Come si può vedere da questo elenco, sono tutte banche o altri istituti finanziari. Quindi non è un'iperbole dire che il sistema bancario è Uno. Non esagero , quando dico che si tratta di un unico cartello enorme. Che le banche possiedono tutto, inclusi tutti i principali settori industriali. L'industria del petrolio, delle armi, dei farmaci, quella alimentare, delle telecomunicazioni, ecc. Si tratta di un unico, massivo, monopolio. Restano però ancora degli interrogativi: Come agiscono queste aziende, se sono tutte controllate dalle stesse persone? Perché poi sarebbe tanto sorprendente pensare ad un accordo per il dominio globale? E perché cosa fa la Trilateral, cui partecipano anche il Prof. Monti ed Enrico Letta ? ? Ecco le TOP 50.
1 BARCLAYS PLC GB 6512 SCC 4.05 2 CAPITAL GROUP COMPANIES INC, THE US 6713 IN 6.66 3 FMR CORP US 6713 IN 8.94 4 AXA FR 6712 SCC 11.21 5 STATE STREET CORPORATION US 6713 SCC 13.02 6 JP MORGAN CHASE & CO. US 6512 SCC 14.55 7 LEGAL & GENERAL GROUP PLC GB 6603 SCC 16.02 8 VANGUARD GROUP, INC., THE US 7415 IN 17.25 9 UBS AG CH 6512 SCC 18.46 10 MERRILL LYNCH & CO., INC. US 6712 SCC 19.45 11 WELLINGTON MANAGEMENT CO. L.L.P. US 6713 IN 20.33 12 DEUTSCHE BANK AG DE 6512 SCC 21.17 13 FRANKLIN RESOURCES, INC. US 6512 SCC 21.99 14 CREDIT SUISSE GROUP CH 6512 SCC 22.81 15 WALTON ENTERPRISES LLC US 2923 T&T 23.56 16 BANK OF NEW YORK MELLON CORP. US 6512 IN 24.28 17 NATIXIS FR 6512 SCC 24.98 18 GOLDMAN SACHS GROUP, INC., THE US 6712 SCC 25.64 19 T. ROWE PRICE GROUP, INC. US 6713 SCC 26.29 20 LEGG MASON, INC. US 6712 SCC 26.92 21 MORGAN STANLEY US 6712 SCC 27.56 22 MITSUBISHI UFJ FINANCIAL GROUP, INC. JP 6512 SCC 28.16 23 NORTHERN TRUST CORPORATION US 6512 SCC 28.72 24 SOCIÉTÉ GÉNÉRALE FR 6512 SCC 29.26 25 BANK OF AMERICA CORPORATION US 6512 SCC 29.79 26 LLOYDS TSB GROUP PLC GB 6512 SCC 30.30 27 INVESCO PLC GB 6523 SCC 30.82 28 ALLIANZ SE DE 7415 SCC 31.32 29 TIAA US 6601 IN 32.24 30 OLD MUTUAL PUBLIC LIMITED COMPANY GB 6601 SCC 32.69 31 AVIVA PLC GB 6601 SCC 33.14 32 SCHRODERS PLC GB 6712 SCC 33.57 33 DODGE & COX US 7415 IN 34.00 34 LEHMAN BROTHERS HOLDINGS, INC. US 6712 SCC 34.43 35 SUN LIFE FINANCIAL, INC. CA 6601 SCC 34.82 36 STANDARD LIFE PLC GB 6601 SCC 35.2 37 CNCE FR 6512 SCC 35.57 38 NOMURA HOLDINGS, INC. JP 6512 SCC 35.92 39 THE DEPOSITORY TRUST COMPANY US 6512 IN 36.28 40 MASSACHUSETTS MUTUAL LIFE INSUR. US 6601 IN 36.63 41 ING GROEP N.V. NL 6603 SCC 36.96 42 BRANDES INVESTMENT PARTNERS, L.P. US 6713 IN 37.29 43 UNICREDITO ITALIANO SPA IT 6512 SCC 37.61 44 DEPOSIT INSURANCE CORPORATION OF JP JP 6511 IN 37.93 45 VERENIGING AEGON NL 6512 IN 38.25 46 BNP PARIBAS FR 6512 SCC 38.56 47 AFFILIATED MANAGERS GROUP, INC. US 6713 SCC 38.88 48 RESONA HOLDINGS, INC. JP 6512 SCC 39.18 49 CAPITAL GROUP INTERNATIONAL, INC. US 7414 IN 39.48 50 CHINA PETROCHEMICAL GROUP CO. CN 6511 T&T 39.78

DUE VICENDE GIUDIZIARIE E POLITICHE ESEMPLARI PER CAPIRE BENE GLI UOMINI E LE DONNE DEL CENTROSINISTRA.

Due vicende giudiziarie reclamano la nostra attenzione : quella di Luigi Lusi e quella di Alfonso Papa. Esse sono assolutamente paradigmatiche per capire come la politica del centrosinistra venga esercitata dai propri rappresentanti senza alcuna libertà di coscienza, senza, dunque, alcuna dignità ed autonomia personali , ma solo come strumento al servizio, cieco e sordo, del padrone: il partito cui si appartiene . Non sto affermando che invece ed al contrario vi siano prove che da parte del centrodestra sia esattamente e virtuosamente l’opposto. Il fatto è che fin’ora questi due casi riguardano solo gli uomini del centrosinistra. La vicenda del Sen. Luigi Lusi , ex tesoriere della ex Margherita, oggi P.D.,nata sulla base di una denuncia da parte della Margherita per appropriazione indebita , si sta complicando in un miscuglio di decisioni giudiziarie contraddittorie e confuse fra di esse stesse. Luisi è in carcere da diverso tempo, ma solo per volere del Parlamento italiano, dove il voto decisivo della sinistra tutta – nell’occasione il centrodestra, ligio alla libertà di coscienza , si astenne dal voto –e non altro ha condotto in carcere Lusi. Ieri però la Cassazione – supremo organo – ha sentenziato che Lusi non doveva essere arrestato in quanto il relativo provvedimento non era adeguatamente motivato. E allora, mi chiedo, ma come hanno votato gli esponenti del centrosinistra? Quali atti hanno letto? E come li hanno letti? Ma li hanno veramente letti ? Se insomma la Cassazione, non l’ultimo dei giudici, ha stabilito che Lusi non avrebbe dovuto essere messo in galera, ma allora questi Signori le hanno lette e studiate le carte della Procura o hanno solo obbedito , inchinati e proni, all’ordine ricevuto dal Partito, come avveniva nel PCI con Togliatti, alla faccia dei “sedicenti miglioristi “, dei vanitosi e felloni “ riformisti “ o alla faccia di intellettuali siracusani rompicoglioni. Stessa cosa per Alfonso Papa, quel deputato del centrodestra che il voto degli uomini del centrosinistra ha spedito nel carcere di Poggioreale per reati gravissimi, quali associazione a delinquere e delicatezze analoghe. Anche Papa fu rinchiuso in carcere solo per il voto del Parlamento, carcere dove è rimasto quasi un anno. Insomma sempre gli stessi uomini, quelli del centrosinistra, hanno spedito anche Papa in carcere. Oggi non solo la Cassazione ma anche il Tribunale del Riesame dichiarano che Alfonso Papa non doveva essere messo in carcere, non doveva essere recluso, ma solo giudicato, per un solo dei reati ipotizzati a suo carico, ma a piede libero. Mi chiedo: ma cosa dunque hanno letto i signori del centrosinistra? Le hanno lette o no le carte che la Procura ha loro inviato per Papa? E, se le hanno lette, come mai non si sono resi conto che il richiesto arresto era in realtà un sopruso? Hanno fatto la solita loro bella porcata, quella di seguire gli ordini del partito, come servetti, come paggetti, come facevano molti di essi, quando il loro partito si chiamava ancora P.C.I. ed il suo Segretario si chiamava Togliatti o qualche suo seguace. Una vergogna tale che dovrebbero andare di corsa a nascondersi. Invece eccoli tutti lì a discettare , nel momento in cui ci crolla addosso il mondo, nel momento in cui siamo stravolti dalle tasse, nel momento in cui non c’è lavoro, loro stanno lì, senza vergogna, a voltare la faccia dall’altra parte quando si parla di Lusi e di Papa ed a chiacchierare di matrimoni gay e di ulteriori tasse.

===================================================================

 IL SOLITO NAPOLETANO CHE VIVE DI CAMORRA

Il solito napoletano che, come tanti napoletani , come tanti casalesi , come tanti casertani, come tanti campani insomma , ha fatto i soldi grazie alla camorra e grazie, sopra tutto alla casa editrice di Silvio Berlusconi , Roberto Saviano insomma , che, ben avviato ormai sulle orme del Mago Otelma, ha già appreso come guadagnare atteggiandosi a guru ed a“oracolo juke box“ , sfruttando così la crassa credulità popolare e la interessata complicità di mezzi busti televisivi in cerca disperata di audience, costui, dicevo, ha ieri perso un’altra ottima occasione per evitarsi la sua ennesima brutta figura . Messo in moto,da buon un juke box , dall’introduzione , nella fessura del di lui orifizio masticatorio ,di un ben ripiegato foglio da almeno 500 franchi svizzeri ( “ oracolo sì, ma scemo no! Gli euro dateli ai miserabili pensionati italiani” divinava sussurrando il nostro ) da parte del suo editore svizzero, incurante della recente “figuraccia di….. Fede” rimediata catoneggiando a sproposito ed a vanvera sul recente caso di Marina Berlusconi e della Procura di Palermo , sempre dalla consueta latrina-deposito per fango e merda freschi da poter quotidianamente immettere all’occorrenza a piene mani in qualche articolo ( sito antiecologico localizzato a Largo Fochetti, città Roma, zona Eur Torrino) , ieri l’oracolo di Napoli svillaneggiava da par suo – tante insinuazioni, nessuna prova ma solo copia-incolla da atti della Procura di Napoli , sempre servizievole e prona con chi vive e s’arricchisce di camorra e di malaffare – il così detto “ re delle mozzarelle di bufala”, quel Giuseppe Mandara che la Procura di Napoli, nota per le sue eccellenze giudiziarie ( vedi i tantissimi fiaschi clamorosi dei De Magistris e degli Henry Woodckook e dei Lepore, per le inchieste insabbiate da lustri su Bassolino,per non parlar d’altro ) aveva sbattuto direttamente in galera. Oggi si viene a sapere che le uniche bufale in circolazione, nel caso di Mandara, sono quelle che il solito pentito ha rifilato ai consueti Magistrati napoletani- creduloni o fetentoni - e che il nostro oracolo ha , come spesso suo costume, ricopiato di sana pianta dall’atto giudiziario. Insomma, a razzo: Mandara è stato scarcerato, le accuse contro di lui pare che siano tutte belle bufale. Non mozzarelle, ma bufale vere. Alle quali solo qualche “cretinetti” può credere senza neanche aspettare e controllarle.

Roma domenica 5 agosto ’12

Gaetano Immè

Nessun commento:

Posta un commento