Gaetano Immè

Gaetano Immè

domenica 28 ottobre 2012


 PERCHE’ MATTEO RENZI E’ SOLO UN’ILLUSIONE PER I GONZI.


In un paese dominato ,da almeno sessantaquattro anni, da una cultura politica collettivista, l’illusione di poter cambiare il corso delle cose ricorrendo ed rincorrendo una “rottamazione”(termine offensivo, gergale, frutto paradigmatico di una pseudo cultura relativista e minimale ) della vecchia classe politica che ha governato il Paese e concorso concretamente a forgiare la sua cultura politica praticamente dall’inizio dell’era repubblicana fino ad oggi attraverso un semplice ricambio generazionale della stessa classe politica, viene considerata, da tanti individui, una“cosa buona e giusta”. Soprattutto a sinistra, dove l’idea di Renzi non fa altro che riproporre un vecchissimo slogan, in voga ai tempi delle rivolte studentesche degli anni settanta. Dico subito la verità: quasi tutta fuffa inutile, la consueta e solita dose industriale di ipocrita apparenza al posto della sostanza. Non è il monaco che fa il saio né l’uomo che rende “ladra” l’occasione, ma esattamente tutto l’opposto . Ormai è estremamente chiaro come sia il “ sistema delle regole istituzionali” di questo Paese che sia inadeguato, obsoleto, burocratizzato: cambiare la generazione dei suoi conducenti non migliora certo il contenitore. Voglio ricordare come proprio per opporsi a quel vacuo salto nel vuoto che avrebbe prodotto solamente una pseudo rigenerazione puramente anagrafica che, proprio nel ’69, Giuseppe Prezzolini scrisse “Il manifesto dei conservatori”. Dove il fondatore de “ La Voce” sostenne la necessità di operare ogni cambiamento sulla base di una gradualità che tendesse a preservare le migliori produzioni della società stessa, senza buttare, come si direbbe oggi,il bambino con l’acqua sporca.

L’ acqua sporca del momento politico italiano , che inquina da troppo tempo la democrazia italiana, non deriva dalla libera e volontaria determinazione dei politici,eletti o nominati che siano,bensì proviene da un sistema politico/istituzionale costruito fondamentalmente,scientemente e volontariamente -per il periodo 1948 – 1994 -sul “consociativismo fra i due maggiori partiti politici” della Prima Repubblica e , per il periodo 1994 – 2012,sul “sistema delle coalizioni forzate” della Seconda Repubblica, la cui deriva umana e politica è oramai sotto gli occhi di tutti. Un sistema istituzionale,quelloattuale,statocentrico,onnivoro,autoritario,padre/padrone del singolo individuo,illiberale,pervasivo, burocratico,farraginoso,pachidermico,spendaccione,praticamente ingovernabile e facilmente corruttibile,frutto -non vedo una preordinata macchinazione ordita da qualche singolo uomo politico contro il popolo sovrano – di 46 anni di Prima Repubblica,cioè del primo e pedagogicamente fondamentale mezzo secolo di vita della neonata Repubblica italiana , nata, cresciuta e vissuta , nella sua fondamentale età formativa, nel clima plumbeo e minaccioso della “ guerra fredda “ internazionale e, al suo interno, sugli “”accordi”di Palazzo fra i maggiori “ partiti politici” di allora ( e cioè la DC ed il PCI) fra di loro certamente ma solo apparentemente nemici ma nei fatti anche cointeressati a gestire il Pese secondo la “loro volontà ed i loro interessi”, senza alcun rispetto per la sovranità popolare che si esauriva solo nel quinquennale e formale obbligo di voto. Così è stato costruito il “ palazzo Italia” da quei partiti politici: un immobile formalmente di proprietà del popolo sovrano ma sostanzialmente nelle mani di due partiti politici del tempo grazie ad una sua pacifica e non contestata occupazione in buona fede ( grazie alla Costituzione) per più di quaranta anni. Poco o nulla hanno potuto incidere su di essa i diciotto ultimi anni della Seconda Repubblica, durante i quali gli opposti blocchi hanno agito per combattere ciascuno contro l’avversario, senza pensare al bene del Paese ma solo al loro tornaconto. Così tutti,nessuno escluso, hanno contribuito ad alimentare,rendendolo autoreferenziale,ricco e potente, questo sistema politico/istituzionale corrotto, restando ancorati ad una concezione del consenso elettorale fondato su una progressiva espansione dell’intervento pubblico, quindi dell’imposizione fiscale e quindi della spesa clientelare, anziché sul favorire una decisa liberalizzazione in ogni ambito della società.

Per questo blog la questione principale non è mai stata e non sarà mai la semplice “ eliminazione ” dei vecchi professionisti della politica,dei mestieranti della “res pubblica”, perché, oltre tutto, il loro “sacrificio “ sull’ara della “gggiovinezza” anziché sull’altare del merito personale,li santificherebbe agli occhi del popolo, rendendoli praticamente “irresponsabili” delle loro storiche nefandezze politiche, quando invece ne dovrebbero rispondere, ma resta e resterà sempre la drastica riduzione della spesa pubblica e la “rottamazione”– quella sì ed anche immediata– del principio, elaborato, creato e via via consolidato dalla dominazione politica e culturale del “consociativismo fra comunismo e democrazia cristiana“ durante tutto il periodo della Prima Repubblica, che il consenso politico si acquisti tramite un mantenimento clientelare. Siccome “gggiovane” o “ diverso” non è assolutamente sinonimo di “ migliore” né di “ più bravo” o di “ meno corruttibile”, dico subito che se dovessi oggi scegliere tra un politico di lungo corso- che però sia riuscito a tagliare, grazie alla sua esperienza, in un colpo il 10% della elefantiaca spesa pubblica del Paese - ed uno dei tanti sedicenti immacolati paladini del dilagante “ gggiovanilismo mocciano” che giurasse e spergiurasse di voler gestire nel modo più trasparente al mondo l’attuale ed insostenibile bilancio pubblico, non avrei alcuna esitazione a dare il mio appoggio al primo. Non sono infatti miseramente crollate,nel secolo scorso ormai, tutte le ideologie politiche che promettevano,ciascuna“il proprio fantomatico mondo migliore”, distrutte dai loro fallimenti sociali, storici, seppellite dai più di cento milioni di loro vittime innocenti ed oggi tumulate sotto le proprie macerie ?

Il vero cambiamento, la vera ed unica rivoluzione copernicana dovrebbe scaturire dal coraggio politico di chi, compresa l’insostenibilità politica, economica e finanziaria dell’attuale sistema politico/istituzionale collettivista e centralista, operasse finalmente quelle imponenti ed ormai improcrastinabili riforme liberali di cui necessita da molto tempo il nostro Paese e che la stessa Europa ci richiede . E proprio questo era il programma politico riformatore di Forza Italia, con il quale nel 1994 e non a caso il centrodestra sbaragliò ,senza se e senza ma, la vecchia ed arcaica “ gioiosa macchina da guerra” del PCI di Occhetto che, al contrario, a quelle riforme liberali ed innovative si opponeva con truculenta arroganza. E non successe poi lo stesso fenomeno anche negli anni ottanta, con il successo del PSI riformista di Craxi,con quei suoi Governi che relegarono il PCI in posizione marginale e che riuscirono a debellare una disastrosa svalutazione monetaria ormai a doppia cifra,a debellare il mito di quella “scala mobile” (una zavorra sindacale ormai stretta intorno al collo dell’Italia che lo stava trascinando verso il fallimento) ,ad aprire un felice periodo di benessere di quei “favolosi anni ottanta”, a restituire all’Italia una propria dignitosa posizione politica internazionale non più servile verso Arafat , non più a far da paggetto allo strapotere statunitense (Sigonella), contro il quale il PCI scatenò, per vendetta e come sua unica strategia per la riconquista del potere, la sua “ organica” Magistratura che scrisse , con Mani Pulite, una delle peggiori pagine per la storia della democrazia italiana? Ad ogni azione riformatrice corrisponde una reazione restauratrice che parte sempre dalla stessa identica matrice politica: dal PCI e dalle sue successive diverse sigle. Il nuovo dunque, da questo punto di vista, non sarebbe rappresentato dal vedere un quarantenne Matteo Renzi, erede pur sempre di quell’ideologia comunista,quale Presidente del Consiglio dei Ministri invece,ad esempio, di un sessantenne Pierferdinando Casini , se poi i poteri costituzionali concessi a quella carica fossero ancora e sempre gli stessi del 1948,che non hanno consentito a nessun Governo liberamente eletto dal popolo di procedere alle sempre invocate e mai attuate riforme istituzionali. Il vero ed unico cambiamento auspicabile significherebbe la riduzione di quell’eccesso di spesa e di tassazione che soffoca ogni forma di sviluppo, di quell’eccesso di intrusione dello Stato nella vita privata del cittadino tanto da ridurne vistosamente i propri naturali perimetri di libertà individuale. Ed del fatto che a realizzare questo cambiamento sia stato un reduce della prima Repubblica anziché un rampante quarantenne, come canta Celentano, francamente me ne frego. Ciò che conta è che finalmente qualcuno abbia il coraggio di rottamare, questo si, un sistema istituzionale e costituzionale che è fallito comunque e dovunque sia stato applicato, sia a livello di governo centrale che locale. D’altra parte basta osservare come quel “sistema Italia vecchia maniera”,quella lobby economico,sociale,finanziaria e politica nata, cresciuta e formatasi grande e potente negli anni della Prima Repubblica e che spesso etichetto come “i poteri forti”,abbia dapprima impedito con ogni mezzo e poi anche costretto alla resa tutti i Governi della seconda repubblica che , democraticamente eletti, volevano realizzare la rivoluzione liberale promessa da Berlusconi fin dal 1994, il quale era peraltro un navigato ed esperto imprenditore a tutto campo e non un inesperto Carneade per rendersi conto di come questa lobby, che nessuno ha eletto, di fatto domini il Paese al di là della volontà del popolo sovrano. I poteri forti, sempre dunque protetti e coccolati e mai combattuti, per evidenti ragioni di “captatio benevolentiae” dall’ opposizione di sinistra,hanno usato ,senza alcuno scrupolo o ritegno, anche armi letali per l’Italia, che hanno letteralmente umiliato la dignità del nostro Paese, pur di ostacolare e di criminalizzare il riformismo liberale del centrodestra.

Pochi esempi in merito, ma paradigmatici: il nostro Paese, storico fondatore ed unico antesignano dell’Europa unita – Mec, Euratom e Ceca per tutti – ridotto da Prodi, Scalfaro e Ciampi a reverente maggiordomo di Germania e Francia; il nostro Paese fatto diventare lo zimbello del mondo occidentale propalando in tutto il mondo e senza vergogna alcuna la menzogna che il differenziale italo tedesco sui titoli pubblici dipendesse dalla persona di Berlusconi( come dimenticare le parole di un Buttiglione o quelle di Enrico Letta o quelle di Rosi Bindi o quelle di Bersani o i silenzi e le azioni di Napolitano, ecc ) anziché, com’è ormai oggi pacifico ed assodato,dalla endemica mancanza da parte della BCE dei poteri che sono propri per una Banca d’emissione come poi Draghi ha dimostrato ; un sistema Giustizia italiano che annaspa miserabilmente negli ultimi posti delle graduatorie mondiali relative all’efficienza della stessa ,un sistema che incredibilmente viene anche difeso, ed anche a spada tratta, dal centrosinistra, ormai chiaramente per evidenti ragioni di vendetta politica e per una meschina e vile “ captatio benevolentiae“; aver disprezzato il popolo italiano davanti a tutto il mondo, dipinto dalla sinistra politica italiana come una massa di idioti e rincoglioniti tutti abbindolati da un delinquente di nome Silvio Berlusconi invece che la silenziosa maggioranza liberale e democratica del Paese , sul quale Berlusconi,la Magistratura ultima al mondo, per seguire l’iter comunista dell “ criminalizzazione del nemico”,ha costruito la bellezza di ventotto processi penali in diciotto anni( record al mondo, altro che Al Capone o Dillinger ),ma basati praticamente su accuse rivelatesi fino ad oggi del tutto false,tanto da costringere poi che la stessa Magistratura assolvesse Berlusconi, anche in Cassazione ,prescrizione o meno non importa , addirittura già in venticinque processi sui ventotto. Tutto ciò al solo ed unico scopo di soffocare il riformismo berlusconiano: magistratura, stampa, televisioni, cultura, istruzione, finanza,banche, istituzioni, insomma sempre gli stessi “poteri forti” della Prima Repubblica che pretendono di dominare il Paese senza passare quel noioso esame che sono le elezioni politiche democratiche e che di fatto bloccano il Paese ordendo una “restaurazione” vera e propria contro il riformismo, in puro stile comunista e dittatoriale, con un Paese magari ridotto alla fame ed allo sbando pur di soffocare e sopprimere il riformismo minacciato da Berlusconi che comunque comprometterebbe quel loro dominio sul Paese agguantato senza esserne mai stati autorizzati democraticamente dal popolo sovrano.

Matteo Renzi ha comunque un merito politico di non poco conto: l’aver messo in moto un movimento franoso che inizialmente sembrava destinato a far crollare solo una parte del vecchio gruppo dirigente del Partito democratico ma che adesso sembra destinato ad estendersi all’intera classe politica italiana. In una democrazia liberale, corretta e matura, tutto questo dovrebbe essere spontaneo, naturale, fisiologico. Se il nostro sistema politico/istituzionale non fosse rimasto quello della Prima repubblica del parlamentarismo partitocratico, se si fosse riformato su una qualsiasi forma di presidenzialismo, se fosse stata completata una vera riforma sia della Giustizia che dell’Istruzione avvicinando l’Italia al resto del mondo occidentale anziché allontanandola, il formarsi di una nuova classe politica e dirigente sarebbe stato una produzione automatica e naturale. In un simile ma disgraziatamente ipotetico ed illusorio quadro,Silvio Berlusconi sarebbe riuscito a farsi eleggere alla guida dell’esecutivo anche per due mandati di seguito, come poteva capitare anche al leader dell’opposizione. Sarebbe stata la “ suprema bellezza dell’alternanza” , che serve a migliorare il Paese e non, come è stato in Italia, solo a distruggere quel che è stato fatto dal precedente governo. Né più, né meno di come capita regolarmente in Francia, negli Stati Uniti e nelle democrazie dove l’alternanza ed il cambiamento vengono favorite ed imposte dal sistema presidenziale, sistema istituzionale che, voglio ricordare ancora,non fa parte della Legge elettorale, ma dell’intero sistema costituzionale. Proprio quello che i poteri forti di casa nostra vogliono immobile, all’evidente ed unico scopo di conservare intatto il loro potere , il loro dominio sul Paese ed i loro privilegi. In Italia, invece, il rinnovamento non previsto dalle norme istituzionali non è affatto fisiologico. Assume sempre e comunque l’aspetto della forzatura e della rottura traumatica. Lo stesso Renzi, che pure deve la propria fortuna politica proprio a quell‘espressione, ha definito la rottamazione una «frase bieca, truce e volgare» che, però, rappresenta «l’unica soluzione per affermare l’esigenza di cambiamento radicale necessario al paese». Da noi, in sostanza, se si vuole far nascere una nuova classe politica non si può ricorrere al parto naturale ma si deve ricorrere alla “manipolazione genetica ”, come se si dovesse far nascere un Frankstein.

Il metodo cruento usato per provocare il cambiamento mostra però sia un lato negativo (perché suscita la reazione di chi nutre una istintiva ripulsa per la democrazia brutale) che uno positivo (per chi scopre che rinnovare attraverso la rottamazione consente di abbattere ogni resistenza, provocando l’effetto domino da un solo partito o dalla sola sinistra all’intero quadro politico nazionale). Oggi Matteo Renzi rottama D’Alema, Bindi, Marini ,costringe Veltroni a scapparsene via , Giovanna Melandri a ritirarsi alla presidenza della Fondazione del Maxxi di Roma. Ma al tempo stesso, ecco Roberto Maroni rottamare Formigoni, ecco i fatti di concussione rottamare Vendola, ecco la cronaca penale rottamare un Bersani circondato da sempre da indagati e da corrotti , ecc.: insomma l’effetto domino si estende da sinistra a destra e senza risparmiare nessuno. E’ la legge politica inventata da Pietro Nenni, quella che suonava “ non tentare di epurare nessuno perché trovi sempre chi è più puro di te e ti epura”.

Perché mai, ad esempio, se il ricambio generazionale deve riguardare i D’Alema, le Bindi, i Veltroni, possono essere risparmiati i Fini ed i Casini che di quella generazione fanno parte per ragioni anagrafiche e politiche? E che dire poi di Antonio Di Pietro, che politicamente ha la stessa età della sua vittima ,alla riscossione della cui taglia il Di Pietro deve gran parte della propria fortuna, cioè Silvio Berlusconi? E Vendola? E Errani? E Tedesco? E Penati? Insomma, sembra non esista limite alla furia devastatrice della rottamazione. Sarà evento positivo solo se i gggiovani rottamatori non si limiteranno a scalzare i vecchi professionisti della politica per pretenderne il lauto posto e pasto.

Sarebbe solo un’azione degna del Principe di Salina, un apparente “ tutto cambi” affinché poi “ nulla cambi”. La “ brutalità democratica di Renzi” non servirebbe a cambiare la politica, ma solo a perpetuarne i vizi ed i privilegi .

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UNA CLASSE POLITICA ORMAI ALLO SBANDO

L’Italia dispone di una classe politica decisamente repellente. Il ddl anticorruzione approvato dal Senato, e il decreto legislativo sull’incandidabilità dei condannati rischiano provocare un’ulteriore falla, dopo la prima aperta con l’abolizione dell’immunità parlamentare nel 1993, sull’onda di Tangentopoli, accrescendo a dismisura, anziché sopprimerlo – come pretenderebbe la Costituzione – lo strapotere scippato fin da allora dall’ordine della Magistratura, sul potere costituzionale esecutivo,sull’ormai compromesso equilibrio tra i poteri di uno stato democratico. Questo Parlamento finge di non ricordare quella vergognosa pagina della storia repubblicana né l’attuale Presidente della Repubblica – che a quel tempo visse quel dramma in prima persona in quanto presiedeva la Camera – ha ritenuto opportuno rammentarla, pur essendo solito ramanzinare a destra ed a manca . Tutti zitti e mosca davanti a questa ulteriore ferita alla nostra Costituzione,tutti proni davanti ai“ potenti di turno”, tutti smemorati da ricovero a Collegno, compresi tutti quei movimenti sedicenti civili e variamente dipinti o mascherati , che sbandieravano , dentro e fuori i Pala Sharp, il loro amore per la nostra Costituzione considerata intoccabile e l‘ignobile stupro di imberbi tredicenni . Tutti zitti.

E’ come porgere l’altra guancia a chi impudentemente ci schiaffeggia, come arrendersi all’usurpazione arrogante da parte della magistratura dei diritti costituzionali spettanti al Parlamento. Lungi da questo Blog la tentazione di lanciare un’assoluzione dei nostri politici che hanno contribuito al malgoverno e, dunque, al dissesto economico e finanziario del nostro paese. E tuttavia, ripeto, dobbiamo pensarci due volte prima di buttare il bambino insieme all’acqua sporca. Ricordo che nel nostro codice è già prevista, come pena accessoria, automatica o a discrezione del giudice, l’interdizione dai pubblici uffici, perpetua o temporanea. Prevedere per legge la non candidabilità dei condannati e non a seguito di una specifica sentenza è una pena inflitta anche ai cittadini,che vedono restringersi il campo di esercizio dei loro diritti di elettorato attivo e passivo. Privare dell’elettorato passivo,un diritto costituzionalmente garantito, un numero potenzialmente elevato di cittadini in modo, peraltro, del tutto automatico e senza alcuna distinzione, in sede giudiziale, tra i singoli casi ed anche in modo retroattivo,è una grave ferita alla democrazia, un prezzo così elevato che non lo si deve pagare tacendo. Con questa norma basterà una qualsiasi condanna in primo grado, o anche un semplice rinvio a giudizio , per eliminare dalla competizione elettorale singoli candidati o per penalizzare partiti. Se poi misceliamo insieme, agitandoli, l’incandidabilità dei condannati ed i nuovi fumosi reati introdotti da questa legge si prova la netta sensazione che si è vilmente consegnato, nelle mani di questa impresentabile Magistratura, un vero e proprio “ ius primae noctis” politico, il potere di selezione dei candidati, che mi ricorda molto da vicino quella che viene effettuata in Iran o in Afghanistan dal Consiglio dei guardiani della rivoluzione.

Leggi e norme come questa, invece di farci procedere sul cammino della democrazia non faranno altro che rendere i rapporti tra politica e giustizia ancor più squilibrati di quanto non lo siano già dal 1993. Possibile che non si riesca a capire che la corruzione, in dosi così massicce, viene attirata dall’enorme mole di spesa pubblica e dall’incredibile burocratizzazione esistente, come una mosca da un vetro ? Così come configurato, il cosiddetto “traffico di influenze” altro non è che una rete a strascico che rischia di ampliare a dismisura la discrezionalità e dunque il potere intimidatorio della magistratura. In un paese come l’Italia, dove comandano le lobby che , non essendo riconosciute, non sono neanche regolate dalla Legge, dove esistono milioni di lobby, di corporazioni, di relazioni, di interessi, ecc non credo di esagerare se affermo che almeno la metà della popolazione potrebbe rientrare nella fattispecie di reato. Quale lavoro fa infatti un imprenditore se non quello di allacciare ogni tipo di relazione lecita per piazzare i propri prodotti o alla ricerca di appalti? E come dovrei giudicare quei magistrati che votano in Parlamento affinché non venga posto ostacolo o limite agli incarichi dei loro colleghi in funzione? Se lo scopo della norma era semplicemente quello di recepire la convenzione del Consiglio d’Europa contro la corruzione ( l’alibi spesso invocato), perché non si è semplicemente adottato la norma indicata nella convenzione stessa? Come ormai succede sempre in Italia , un Parlamento di nominati e di intimiditi si inchina davanti alla Magistratura come un siciliano deve inchinarsi davanti ad un capobastone. Ci si lamenta della mafia e dei suoi metodi , ma ci si comporta come mafiosi , ossequiosi e omertosi con la mafia, regalando alla cosca l’indeterminatezza delle leggi che ne aumenterà la potenza intimidatoria e ricattatoria, così agevolando la dittatura della Magistratura , la fine della democrazia e la creazione di zone di illegalità e di immunità .

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CASO SALLUSTI , LA DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA , LA COERENZA DI RUTELLI E QUELLA DEL CORRIERE DELLA SERA.

Il dibattito in aula sulla nuova Legge a proposito di diffamazione a mezzo stampa è stato rinvito alla prossima settimana. Sull’argomento questo Blog ha già da tempo espresso la sua opinione: ma leggere , nelle parole dei politici che hanno costretto l’abbandono della Commissione in sede deliberante per l’Aula e nei loro interventi, con la conseguente perdita di tempo , che la questione non deve essere risolta con il carcere per i giornalisti ha significato per me, che non sono un giurista, che si volesse contenere la faccenda entro i limiti della giustizia civile. Scopro invece , senza sorpresa e senza meraviglia perché conosco gli individui, tre cose. Che la riforma prevede un processo penale con i soliti tre gradi di giudizio avendo come scopo finale quello di applicare una semplice sanzione pecuniaria. Come ancora una volta Rutelli abbi fatto scempio della figura del politico italiano e come Ferrarella e Rizzo abbino dimostrato la “ coerenza de “Il Corriere della Sera”. Con ordine, cominciamo dalle cose serie, non quindi da Rutelli e nemmeno dal Corriere.

Da qualche tempo c’è la tendenza di dilatare sempre di più il campo d’azione dei giudici penali ampliandone le competenze su fatti , come questo, che potrebbero invece essere più rapidamente definiti in sede civile, magari con rito speciale. Ma a chi vogliono prendere per i fondelli, questi Signori? Abbiamo una giustizia penale che è una schifezza mondiale e cosa facciamo? Ne ampliamo ancor di più i compiti? Che ridicolaggine, che sfacciata impudenza! Gente che si strappava le mutande protestando indignata contro l’amicizia , definita vergognosa ed impresentabile, di Berlusconi con l’autocrate Putin, oggi sostiene invece un principio giuridico che rende l’Italia molto simile alla Russia dell’oligarca Putin. La coerenza! Ecco perché il vero problema della questione non è che le Pussy Riot e Sallusti finiscano in galera, ma il fatto, assolutamente ignobile, che solo nella Russia di Putin, nell’Iran di Ahmadinejah, nella Siria di Hassad e nell’Italia di Napolitano / Monti e di coloro che li hanno dapprima voluti e poi anche sostenuti , per una canzone e per un trafiletto si siano celebrati due processi penali. Ma lo capite o no, quale enorme vagonata di merda state rovesciando sulla testa del Paese?

Per quanto concerne l’On Rutelli è presto detto. Questo Blog difese l’On Rutelli sul caso Lusi , un ladro ,reo confesso, di soldi altrui. Non difendevo certo Francesco Rutelli come persona o come politico, non ne ha bisogno ed io me ne guarderei bene, ma difendevo spada tratta un sacrosanto principio liberale che con Rutelli non c’entra assolutamente nulla. Anzi. Sosteneva, questo Blog, e lo sostiene anche adesso, che la così detta “ responsabilità oggettiva “ è una vergogna giuridica indegna di un Paese civile, indegna di un Paese democratico, degna invece di ogni regime totalitario. Sulla responsabilità oggettiva, sul «non poteva non sapere», non si possono costruire reati, ma semmai , com’è successo in Italia con Mani Pulite, vendette ed esecuzioni politiche concordate con i guardiani del pensiero dominante. Altra cosa ancora è il giudizio politico che ciascuno si deve formare in piena libertà. Quando ho invece letto le velenose e vendicative parole con le quali l’On Rutelli ha trattato il caso Sallusti non mi sono affatto sorpreso. Aspettarsi dall’On. Rutelli qualcosa che somigli anche lontanamente alla coerenza è inutile. La legge su cui sta lavorando il Senato rischia di essere più liberticida di quella fascista esistente, ricordatelo, da ottantadue anni. Ma leggo che Francesco Rutelli pretende ora, per Sallusti, pene ancora più severe. É la solita storia di Rutelli, arrogante con i deboli e servile con i potenti, senza equilibrio. Inflessibile siccome Catone con gli altri, molto indulgente con se stesso. Lo voglio ripetere ed urlare:Rutelli non ha responsabilità oggettive se il suo tesoriere ha rubato decine di milioni di euro, mentre per Rutelli il direttore di un giornale deve essere addirittura carcerato per omessa vigilanza per un articolo scritto da terzi, cioè da un proprio . Con questa risibile coerenza, con un tale modo di (s)ragionare, Rutelli meriterebbe di essere cacciato dal Parlamento italiano senza l’onore delle armi, ma a calci nel sedere.

Pochi giorni fa, anche Luigi Ferrarella, sul Corriere della Sera, s’era indignato “ de brutto” contro questa nuova legge sulla diffamazione, che “ ridurrà a giapponesi nella giungla “ quei giornalisti che si incaponiranno a raccontare verità sgradite a chi se ne sentirà offeso. Non ho fatto in tempo ad assaporare un briciolo di soddisfazione per questa nuova linea editoriale del Corriere sull’argomento, che a pagina 23 dello stesso giornale ti trovo un articolo di un “ grande della morale unica dominante e corretta”, di Sergio Rizzo, il cui titolo (“Gli affari del ciellino Simeone nella società con Bisignani – Le vendite lampo degli immobili che triplicano il valore “) è speculare all’autore: insinuante e diffamatorio ma cercando di non esporsi troppo, lanciare il sasso nascondendo ben bene la manina, insomma roba da vomito . Leggo per capire cosa muova Rizzo a tale forma di urlata indignazione e mi rendo conto che la molla che lo fa scattare è il fatto che questo mascalzone del Simone “ non disdegna altri sodalizi meno in linea con la tradizione di C.L.” e che questo (delinquente di)Simone (che osa fare affari con chi gli pare e piace) ha fatto anche società con Luigi Bisignani. E, come un Giuda Escariota, come un delatore della D.D.R., Rizzo scrive sul Corriere della Sera diretto da De Bortoli: “Luigi Bisignani. Proprio lui.” Che orrore, che scandalo, che ferale novità! Una società commerciale ( e non a delinquere dunque) che compra un palazzo e che poi lo rivende, guadagnandoci pure ! Chissà cos dovrebbe fare, per il grande moralizzatore degli affari degli altri , Sergio Rizzo , una società immobiliare , se non comprare e vendere immobili ! Ma Rizzo, tutto fremente per questa clamorosa scoperta, si agita e non trova di meglio che ,sogghignando, dar di gomito e d’intesa ai suoi lettori – manettari ed arcigni ed occhiuti moralisti degli altri - con un bel “A voi non è mi capitato? Che strano….”. Puro stile smerdatorio, puro stile del Corriere della Sera, puro distillato di bile astiosa e rancorosa di quell’animo nobile di Sergio Rizzo, un uomo degno della corte di Ahmadinejah e dei Guardiani della religione islamica.

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Roma venerdì 26 ottobre ’12

Gaetano Im

lunedì 22 ottobre 2012

MANOVRA DA 12 MILIARDI. CAPIAMOCI QUALCOSA


Riassunto stiracchiato: il Governo Monti amministra un Paese che si basa su 780 miliardi di Euro di entrate (prelevati dalle nostre tasche) con i quali viene pagata un’uscita globale di Euro 800 miliardi. Come si manifesta la manovra ultima da 12 miliardi di Euro cucinata dall’esecutivo? Noi contribuenti pagheremo di più o di meno? Chi ci guadagnerà? Rispondere a queste domande non è facile, ma neanche impossibile. Ci provo, sintetizzando al massimo.

Dalla riduzione dell’IRPEF lo Stato perde 5 miliardi di Euro, cifra alla quale va sommato un altro miliardo di Euro che lo Stato deve rimettere da dove lo aveva preso in prestito, , dal “ fondo per al riduzione del costo del lavoro”. Dunque , a primi conti fatti, lo Stato rinuncia a 6 miliardi. Ma c’è l’aumento di un punto percentuale sull’Iva ( la legge è un’eredità del Governo Berlusconi) che produrrà un gettito annuo di 7 miliardi. Dunque risparmiamo 6 miliardi ma pagheremo di più 7 miliardi. A casa mia significa che le imposte aumentano di 1 miliardo. Ma non finisce qui, perché il Prof. Monti s’è inchinato al volere della sinistra europea ed ha introdotto in Italia la famosa “ tassa sulle transazioni finanziarie”, detta anche “ Tobin Tax” che in Italia entrerà in vigore dal 2014 e che frutterà allo Stato un gettito stimato 1 miliardo di Euro. Dicono che verrà pagata “ dagli speculatori”: i soliti rètori imbecilli, perché “ gli speculatori” sono le Banche che agiscono per le transazioni e che , come insegna la storia (che non insegna mai niente ai Robin Hood di sinistra ) “ traslano” queste imposte sui clienti. Saremo tutti noi a pagare alla nostra Banca questa Tobin Tax, addebitataci sotto forma di imposte sui nostri conti titoli. Gli investimenti in titoli li facciamo noi tutti, mica solo Berlusconi o Soros o De Benedetti. C’è poi la parte più corposa , quello che viene chiamato “ riordino delle detrazioni e delle deduzioni fiscali”Dalla loro introduzione – che risale niente meno che al 1973 – ad oggi le detrazioni e le deduzioni fiscali sono diventate circa 700 e nel loro complesso proteggono dall’IRPEF qualcosa come 200 miliardi di Euro di reddito imponibile che , grazie ad esse, non paga, in tutto o in parte, l’IRPEF. Secondo calcoli elaborati da istituti specializzati, questo “ riordino” si traduce in una diminuzione drastica delle detrazioni e delle deduzioni fiscali , che costringerà il contribuente a pagare due miliardi di Euro in più. E così sono arrivato a 4 miliardi di imposte in più a carico dei soliti noti che già pagano le tasse.

Vengono sicuramente penalizzati coloro che hanno redditi talmente bassi da essere collocabili nella così detta “ no tax area”: costoro, con redditi annui esigui, sono, in Italia, circa 8 milioni. Poiché costoro non pagano IRPEF ( appunto perché nella “ no tax area”) non avranno il vantaggio della diminuzione dell’IRPEF stessa, mentre invece pagheranno totalmente l’aumento del punto di Iva ( che colpisce i consumi e non il reddito) e che non riguarda l’aliquota del 35%, quella dei beni di lusso, ma quelle del 10% e del 21%, cioè relative a tutti i beni di prima necessità.

Qualche risparmio di IRPEF l’avranno quei contribuenti il cui reddito superi la “no tax area” e si piazzi nei primi due scaglioni dell’IRPEF. I calcoli del risparmio indicano un risparmio massimo di Euro 300. Ma costoro dovranno pagare l’aumento dell’Iva quando non dovranno anche rimborsare “ detrazioni” e “deduzioni”riviste, abrogate o dimezzate o cancellate dal provvedimento.

Non capisco dove si veda non dico la spinta alla crescita, ma almeno quella “spinta al consumo” , che questo Governo è certo di ricavare dal provvedimento . L’aumento dell’Iva ha normalmente effetti riduttivi sul consumo, come anche l’aumento delle imposte.

Ma se il Governo voleva semplicemente e veramente ridurre il carico fiscale sugli italiani che già pagano le imposte e visto che l’ordine di grandezza delle diminuzioni è quella sopra indicata, perché , mi chiedo, non è stata direttamente abolita l’IMU sulla prima casa, che è uno scandalo universale e che costa circa 3,5 miliardi di Euro e che riguarda la bellezza dell’85% degli italiani?

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TRA RENZI E MARCHIONNE, METTO DITO E DANTE.

Dico la mia, velenosa e “politicamente assai scorretta “ come al solito,ma, vivaddio !, sgombra da ipocrisie o da farisaici infingimenti, sull’uscita di Marchionne su Firenze che tanto scalpore ha suscitato nelle anime belle di casa nostra. Firenze non è una metropoli, ma una città, dunque è piccola rispetto a New York, a Tokio, a San Francisco, a Los Angeles, a Città del Messico, ecc. Non credo nemmeno che sia “ ricca”, visto che si trova anch’essa in questa disastrata Italia. Resta il fatto, incontrovertibile, che Firenze sia veramente bella ( “ ma più beata che in un tempio accolte serbi l’itale glorie……” cantava il poeta di Zacinto) , ma per la sua storia e per i suoi monumenti, non certo per merito della sua amministrazione e della sua politica. Diciamola tutta: Firenze è come uno qualsiasi che eredita quello che il padre o la madre o un nonno o uno zio hanno costruito, uno cioè che, senza aver mosso un dito, si ritrova ricco o, meglio, “colpito da improvviso benessere”, per una tremenda “ botta di culo”, senza alcuna sua partecipazione in merito. Davanti all’uscita, dunque, di Marchionne su Firenze, Renzi – diciamola anche tutta: anch’egli un “figlio di papà” , parente prossimo all’ “ erede” - ,prima di aprire bocca, avrebbe dovuto scegliere fra due soluzioni. La prima era quella di farsi erudire da Roberto Benigni, un comico che è si è convinto ( da solo) di essere un profondo conoscitore di Dante. Oppure , seconda chance, avrebbe dovuto conoscere almeno “L’Inferno” di Dante, troppo, forse, per un semi figlio di papà, cresciuto a “ pane (assicurato da babbo) e politica”. Avrebbe scoperto che anche il nasuto Alighieri odiava e detestava chi governava la sua Firenze che peraltro amava, come ogni persona ama la sua città natale. Bastava ricordare il canto XXVI dell’Inferno, dove …” Godi, Fiorenza, poi che se’ si grande, che per mare e per terra batti l’ali, e per lo ‘nferno tuo nome si spande! Tra li ladroni trovai cinque cotali tuoi cittadini onde mi ven vergogna, e tu, in grande orranza, non ne sali”. Capito? Togli il sudario dell’ipocrisia , del gretto campanilismo provinciale , del luogo comune trasformato in valore di vita negli ultimi cinquanta anni di gestione comunista dell’istruzione scolastica e culturale e magari ti rendi conto che Marchionne proprio torto non l’aveva!

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PERCHE’ MAI NESSUNO PARLA DELLO SCANDALO DEL MONTE DEI PASCHI DI SIENA ?

Sto ancora aspettando che Milena Gabanelli o Michele Chi? Santoro o Giovanni Floris o Roberto Chi? Saviano o Padellaro e Travaglio su Il Fatto o Ezio Mauro su Repubblica o Mitraglietta Mentana su LA7 o , Gadducio Lerner su LA7o,perché no, la zarina Berlinguer su RAI3, insomma sto aspettando che finalmente qualcuno ci resoconti, nei minimi dettagli come per svariati mesi hanno fatto con Formigoni e sulle sue “ ricevute”, su quelle operazioni che il Monte dei Paschi di Siena, la Banca di Siena e la Banca da sempre “organica” al PCI, poi DS, poi PD ha compiuto nell’anno 2007, sia per acquisire la Banca Antonveneta che per l’aeroporto di Ampugnano a Siena. Riassuntivamente: queste due operazioni della Banca di Siena, sostenute con forza dalla “ Fondazione Monte dei Paschi” presidenza e guida del P.D. area comunista , sono state duramente avversate dai “ piccoli azionisti” della banca senese i quali avevano da queste operazioni subìto perdite per diversi miliardi di euro, senza che nessuno dei tanti “ Batman di sinistra”, sempre pronti a menare le mani , la penna e le telecamere contro gli speculatori e gli affossatori dei piccoli azionisti si fosse almeno degnato di difendere i piccoli azionisti dagli “ arroganti bancari capitalisti “.Come Dagospia di D’Agostino e come l’Associazione “Pietraserena “ di Romolo Semplici, anche io mi chiedo come mai nessuno si sia preso la briga di difendere e di tutelare la battaglia di tanti piccoli azionisti che cercavano di bloccare la decisione del Monte dei Paschi sia sull’Antonveneta che su Ampugnano? Già! Come mai nessuno ne parla da tanti anni pur essendoci indagini della Magistratura ?

Gli uomini “organici” al P.D., ai Veltroni, ai Prodi, ai D’Alema, ai Bersani, ecc. erano ai posti di comando giusti, in quanto vestivano la qualifica di “deputati “ della Fondazioni MPS , Fondazione che controllava e controlla la Banca Monte dei Paschi di Siena. Inoltre , dal 2001 al 2006, al vertice della Fondazione MPS , un calabrese allevato nella Fgci, cresciuto, come suol dirsi, a “ pane e PCI”, dalemiano di ferro, al secolo il Dr. Giuseppe Mussari , uno che riuscì anche ad autonominarsi, con nessuna eleganza, Presidente della Banca MPS e che oggi, pur essendo indagato per due inchieste appunto, ricopre la carica di Presidente dell’ABI.

Sempre negli anni 2006/2007 il Banco di Santander riuscì ad accaparrarsi, a danno della Barclays, l’olandese Abn Ambro Bank che “ controllava” la Banca Antonveneta. Gli spagnoli pagarono 6,6 miliardi di Euro per l’Antonveneta. La Santander rivendette Antonveneta al Monte dei Paschi di Siena solo DUE MESI DOPO AVERLA ACQUISTATA,ma ad un prezzo pari a 10 miliardi di Euro. Ma il prezzo di 10 miliardi non era quello giusto, perché la Santander non cedette al Monte dei Paschi di Siena il settore “ Corporate Interbanca “, settore che da solo valeva circa 2 miliardi di Euro. Dunque il vero prezzo che il MPS pagò alla Santander per acquisire l’Antonveneta fu di Euro 12 miliardi di Euro. Una cifra pazzesca, incredibile.

Quell’acquisto è stata la rovina per la Banca senese , ha segnato la fine del suo florido patrimonio che è andato, mano a mano, verso la fine. Ma allora – era l’8 Novembre del 2007 – Mussari era trionfante per l’acquisizione. Era tronfio anche Veltroni, a quel tempo Segretario del P.D., così tanto da essere premiato dallo stesso Mussari con il “ Premio giornalistico Frajese” nonché il Prof. Romano Prodi, la faccia democristiana dei comunisti. Al coro non fecero certo mancare il loro tripudio gente di sinistra ed ex comunisti doc: ricordo il Sindaco di Siena Maurizio Cenni, il Presidente della Regione Toscana Claudio Martini, la stessa CGIL che oggi sbraita sui posti di lavoro nella Banca in pericolo. Gioivano ed esultavano anche Rosy Bindi, Giuliano Amato, D’Alema, Bersani, Bassanini , l’ex Rettore dell’Università di Siena Luigi Berlinguer nonché un suo figlio, Aldo Berlinguer che occupava la carica di Consigliere dell’Antonveneta e che fu candidato, ovviamente dal P.D., alle europee nell’area del Nord Est, cioè in quell’area dove la Antonveneta, ormai nelle mani della banca del P.D., poteva elargire credito onde accaparrarsi consenso clientelare. Qualcosa da ridire, forse?

Il 6 agosto 2010, il Dr Mussari ricevete una informazione di garanzia dalla Procura della Repubblica di Siena in quanto era indagato per reati di falso e turbativa d’asta , in relazione alla privatizzazione dell’aeroporto di Siena. Voglio ricordare che il Dr Mussari, avvocato calabrese e, come dicevo prima, cresciuto a “ pane e PCI” era riuscito a scalare l’organigramma della Banca di Sìena, notoriamente “ organica al PCI” o comunque si chiamasse , non ostante- come lui stesso ammette – non fosse un banchiere. Non abbiamo dunque dubbi a chi competa il merito per la fulminante carriera del Dr Mussari nella Banca più antica del Mondo, oltre che al suo indiscutibile “ business feeling”: non certo ad un concorso per merito ed esami. Lo si capisce bene anche dagli accadimenti, perché Mussari, non appena ricevuto anche questo secondo avviso di garanzia , neanche un mese dopo, eccotelo Presidente della Fondazione Monte dei Paschi di Siena dove comandano gli eredi del PCI.

E’ finita come tutti sapete e come nessuno vi ricorda: oggi Mussari è indagato sia per la quanto meno scriteriata ed opaca acquisizione dell’Antonveneta , sia per la privatizzazione dell’aeroporto di Siena. Come conseguenza la Banca Monte dei Paschi di Siena è crollata , proprio ieri il suo rating è sceso a lvello di “ spazzatura”, e sulle macerie della Banca più antica del Mondo si stanno accoltellando fra compagni di sinistra. Mentre Siena tutta trema e mentre i piccoli azionisti che avevano investito(prestato) i loro risparmi alla Banca sono praticamente rovinati. Come la Parmalat di Tanzi. Ma non se ne parla. Qui si vocifera di tangenti da 4 miliardi di Euro, m la stampa libera italiana preferisce discutere di qualche ricevuta di Formigoni per mille euro. Questa è la grande dignità, la grande indipendenza della stampa italiana.

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LA PROCESSIONE DEI GIUDA ESCARIOTI



Tutti inquadrati ,in fila per quattro (col resto di due), la banda D’Affori dell’ipocrisia italiana, del più puro e vomitevole fariseismo, consorteria dei grandi sacerdoti di quella religione ,tutta italiana, che adora menzogna , falsità, doppiezza ed ipocrisia , tutti dietro la processione , tutti a stracciarsi le vesti , tutti a recitare la parte degli indignati, degli scandalizzati, tutti a recitare la parte di Arlecchino servo di due padroni. Eccoli, il coro degli ipocriti in fila, vedo Mauro e Scalfari di Repubblica, vedo Antonio Di Pietro dell’IDV, vedo la truppa rossa del P.D. con Bersani, con la saccente papessa Finocchiaro ( quella sempre col ditino alzato mentre lei usa la scorta di Stato per mandarla a fare la spesa, quella il cui marito medico è indagato, con la Livia Turco, per alcuni imbrogli sanitari del catanese), con la Bindi ,vedo anche l’immancabile Casini e poi Fini, Rutelli, i Direttori del “ giornaloni” italici, De Bortoli, Padellaro, Calabresi, ecc, tutti condannati per diffamazione (ma solo con un semplice risarcimento) e tutti a spargere false parole di scandalo e infingarde grida spagnolesche per quella ignobile sentenza della Cassazione che solo a Sallusti, Direttore de Il Giornale, ha applicato anche il carcere, come misura per la diffamazione del Giudice Cocilovo, oltre alla consueta pena pecuniaria ( che ormai è diventato uno schifoso mercato , anzi una vera e propria vigna dalla quale i Magistrati traggono lauti guadagni che compiacenti colleghi garantiscono loro con procedure oltre tutto d’urgenza) sul quale gli ipocriti chiudono i loro occhietti di bambolotti. Tutti a vomitare ingiurie di facciata contro quel codice fascista che dal 1930, cioè da ottantadue anni , permette ad un Giudice di affibbiare per una semplice diffamazione a mezzo stampa , oltre al rimborso pecuniario( ma solo a Sallusti e non ad altri!) anche 14 mesi carcere.

Bene. La settimana di passione è finita , Gesù non è risorto , i farisei hanno occupato il giardino di Gietsemani e , dopo soli tre giorni dalla condanna infame, l’esercito dei Giuda ha rinchiuso la “ libertà di stampa” nelle catacombe dell’inciviltà. L’ abrogazione del codice penale fascista , che consentiva l’applicazione del carcere , oltre all’indennizzo, al Direttore Sallusti per un reato d’opinione, era da tutti auspicata ,praticamente una cosa fattibile in pochi giorni, direttamente in Commissione in sede deliberante, così da cancellare finalmente, dopo ottantadue anni, quella obbrobriosa norma fasciata dal Codice Penale dell’Italia. E’ passato quasi un mese, la processione s’è man mano sciolta, la statua della “ Madonna pellegrina della libertà dal bavaglio di regime” è stata accurtamente riposta negli scantinati della civiltà, i mercanti sono rientrati nel tempio insieme ai farisei e, pochi giorni fa, sei Senatori hanno definitivamente affossato, come Giuda, la Commissione in sede deliberante, trasferendo di fatto all’aula la discussione in merito alla modifica invocta. Insomma, alle calende greche. Eccoli questi sei “onorevoli” sono:Gerardo D’Ambrosio, senatore del P.D. ed ex Magistrato, Luigi Li Gotti, ex aderente del MSI di Almirante, oggi penalista di fiducia di mafiosi e di pentiti pesanti ( Buscetta, Contorno, Brusca, Mutoli,,ecc) passato da “ fascista manettaro” a “ manettaro dipietrista” nell’IDV di Di Pietro, tale Luigi Vimercati, senatore del P.D. cresciuto a Sesto San Giovanni a “ pane e comunismo” e fratello di quel Giordano Vimercati che è stato il braccio destro di Penati nello scandalo del P.D. di Sesto San Giovanni ( pensa tu chi abbiamo in Parlamento e poi parlano male della Minetti !) , tale Marco Perduca un radicale toscano del quale trovo traccia solo per le sue continue visite nelle carceri e per le sue intemerate contro il sovraffollamento carcerario ( ora in carcere però ci vorrebbe spedire anche Sallusti, un giornalista, figuriamoci che razza di coerenza possiede costui ), più due Carneadi , tale Franco Bruno di Rutelli/P.D. e tale Vincenzo Vita , anche lui del P.D., uno con una tale faccia tosta da esibire ancora oggi , nel suo blog, una foto di un imbavagliato per protestare “ contro” il bavaglio carcerario fascista inflitto a Sallusti.

Prendo atto quindi che per il P.D. per l’IDV , una legge fascista non deve essere abrogata , come dovrebbe essere in un Paese civile, subito e “senza se e senza ma “, ma va discussa in Parlamento, perché non è detto che debba proprio essere abrogata. In verità essi stanno esercitando un ricatto da consumati Giuda perché quel loro falso alibi nasconde la ricerca di una crudele e cruenta vendetta personale, consumata all’insegna del comunista “ colpirne uno per educarne cento”. Vedremo come andrà finire, anche se questo Blog aveva già da tempo richiesto al Direttore Sallusti di farsi i quattordici mesi di galera, ma di non abbassarsi a farsi difendere da una simile banda di gaglioffi ipocriti.

In particolare disgusta la posizione di Gerardo D’Ambrosio. La sua storia è nota. La riassumo in sintesi avvertendo che questo Blog aveva già in preparazione una dettagliata storia del Dr D’Ambrosio, una storia molto interessante che sarà pubblicata su questo blog entro breve tempo. Gerardo D’Ambrosio è un ex Magistrato, uno che ha sempre aderito alla corrente di Magistratura Democratica, cioè a quella corrente di Magistrati che hanno praticamente svenduto la loro “imparzialità istituzionale” ( essi, per Costituzione, debbono “applicare” la Legge e non interpretarla, come invece hanno fatto peraltro e addirittura inserendo il famoso “ libero convincimento del giudice” fra le fonti interpretative – cosa assolutamente inesistente nella Costituzione - e dovrebbero amministrare la Giustizia “ in nome di tutto il popolo italiano”, mentre invece la amministrano nel solo nome ed interesse di quella parte del popolo italiano che vota per il loro partito di sinistra: ripeto ancora una volta che costoro andrebbero semplicemente cacciati dalla Magistratura, senza se e senza ma) alle esigenze di un’ideologia politica che, per sua essenza, è sempre di parte. Ebbene, il Magistrato Gerardo D’Ambrosio è un vero “ paradigmatico” esemplare di questa schiera di Magistrati: di segni ne ha lasciti e tantissimi. Lo ricordo P.M. nell’inchiesta sulla famosa “ Piazza Fontana” , la strage di Brescia che ancora non ha trovato i veri colpevoli perché l’inchiesta ha voluto seguire alcuni “ teoremi politici” invece che dedicarsi alla ricerca della verità pura e semplice; lo ritrovo poi ancora come P.M. nel processo sul crac del Banco Ambrosiano, altra pagina oscura della storia criminale finanziaria dell’Italia degli anni ottanta e per finire lo ritrovo ancora , all’apice della “ carriera”, come P.M. di punta del Pool di Mani Pulite. Come Antonio Di Pietro, anche Gerardo D’Ambrosio, una volta andato in pensione come Magistrato, ha trovato un seggio senatoriale del P.D. a sua disposizione. Due dei quattro P.M. che distrussero con Mani Pulite solo i partiti politici avversari del PCI , sono diventati due senatori del PCI non appena attaccata la toga al chiodo. Vi va tutto bene figlioli?

Disgustano , dicevo e confermo, le parole di costui, rivolte a Sallusti. Eccole “ Sallusti non va in carcere nemmeno se bussa alla porta di San Vittore!”. Arroganza gratuita? Messaggio ai suoi ex colleghi ? O avvertimento di sapore mafioso all’intero Parlamento ed alla Magistratura ? Se la frase non è volgare irrisione di Sallusti ma semplice constatazione del cronico ritardo burocratico della Magistratura, allora propendo decisamente per l’avvertimento mafioso. D’Ambrosio ha detto praticamente ai suoi ex colleghi di lasciare Sallusti a bruciare sul rogo mediatico ancora per uno o due anni prima di fargli fare la galera. Altro che soli 14 mesi di carcere, anche uno o due anni di gogna mediatica . Insomma, la regola comunista che era necessario “colpirne uno per educarne mille”. Ecco perché questo Blog ha sempre sostenuto come sia incivile e contrario allo Stato di Diritto oltre che alla democrazia stessa che un Magistrato possa entrare in Parlamento ( o nelle Regioni, nelle Provincie, nei Comuni, nelle Commissioni, etc) come di riuscirne per rientrare nella Magistratura. Tutto il Parlamento viene in questo modo intimidito e ricattato da costoro, sino essi di sinistra che di destra.

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Cannigione sabato 20 ottobre ’12



Gaetano Immè

martedì 16 ottobre 2012


     
FALSO NEL BILANCIO DELL’ITALIA: AUTORI 

PRODI,VISCO E PADOA SCHIOPPA, LA 

DENUNCIA VIENE DALL’UE.


Scoperto l’ultimo FALSO IN BILANCIO dell’Unione: hanno spostato da una Finanziaria all’altra un patrimonio , al solo scopo di incolpare Berlusconi di aver lasciato loro dei conti in rosso. La UE ha da poco svelato il sistema di “Prodi, Visco e Padoa Schioppa” : mettere a bilancio delle poste "una tantum" ed assolutamente false per gonfiare il deficit da addossare al Governo Berlusconi del 2001/2006. Non so se vi rendete conto dell’infimo livello di infamia di costoro. Confesso che provo un fortissimo ribrezzo, un disgusto inarrestabile contro questo trio di falsare mascherati da Ministri italiani i quali non si sono fatti alcuno scrupolo a danneggiare e ad infangare il Paese pur di poter vanesiamente criminalizzare e diffamare l’avversario politico, anzi , il “ loro nemico da abbattere senza se e senza ma”. Mi piacerebbe oggi guardarli in faccia e chieder loro quale sarebbe il loro senso dello Stato. Questi sarebbero i nostri “statisti de sinistra ”? Tre gaglioffi ragionieri imbroglioni che falsano i conti degli italiani? E uno di questi tre pretenderebbe pure di essere deposto sul Colle? Va bene che sul Colle è stato depositato anche un Giorgio Napolitano, ma per favore almeno un po’ di contegno e di senso della misura nello screditare il Quirinale con inquilini che meriterebbero semmai dei processi giudiziari , penali e storici piuttosto che i regali privilegi di quell’istituzione. L’esperienza dunque della sinistra al governo , nella scorsa legislatura , potrebbe presto arricchirsi di un altro primato: quello del «falso in bilancio più grande della storia e del mondo », una cifra vicina ai 30 miliardi di euro con i quali il trio Prodi/Visco/Padoa Schioppa avrebbero intenzionalmente «inquinato ed insozzato » i conti pubblici italiani allo scopo di far sembrare peggiore la situazione ereditata dal governo Berlusconi e accreditarsi politicamente come dei risanatori. Eurostat ha già accertato l’inesistenza di quasi 15 miliardi di Euro e, secondo quanto mi risulta , i conti italiani sarebbero «sotto revisione» per quanto riguarda la cifra rimanente.

L’indicatore più noto per misurare la «gestione » della politica economica di un governo è l’evoluzione del rapporto fra il deficit e il Prodotto interno lordo. Questa misura è importante sia in senso assoluto (perché se essa supera stabilmente il 3% l’Europa apre una procedura di infrazione) sia in senso relativo perché si possono confrontare le gestioni dei diversi Stati fra di loro e rispetto alla media europea. Ogni governo è poi «responsabile» degli anni a sua guida, che sono solo quelli per i quali firma la legge finanziaria che, come è noto, stabilisce spese e entrate per l’intero anno. Pertanto sono attribuibili al centrosinistra i risultati degli anni dal 1997 al 2001, al centrodestra quelli degli anni dal 2002 al 2006, di nuovo al centrosinistra gli anni 2007 e 2008. Ebbene, come denuncia Eurostat Prodi, Visco e Padoa Schioppa crearono delle voci «una tantum» che pesarono sul deficit italiano del bilancio 2006 ( l’ultimo del Governo Berlusconi 2001 / 2006 ) per la bellezza di circa due punti percentuali di quel rapporto , così da consegnare alle stampe e ad un incredula ma silente Istat un dato pesantissimo da assegnare , appunto, al 2006 e dunque al Governo Berlusconi : meno 4,4%, il peggior risultato dal 1996 , che sarebbe così passato alle cronache come responsabilità del governo di centrodestra. Ma le voci in questione si sono poi rivelate false , assolutamente inesistenti. Un metodo che il centrosinistra aveva ampiamente sperimentato già dal 1994, quando grazie alle false accuse create da Di Pietro , il Governo eletto dal popolo fu sostituito con uno di centrosinistra , uscito dagli accordi di corridoio del Quirinale non per niente okkupato da un ex Magistrato moralista come O.L. Scalfaro.

La prima di queste voci fantasma era relativa a possibili rimborsi sull’Iva delle auto aziendali ( quella voce trasformava in debito certo, liquido ed esigibile dello Stato , con una valutazione di ben 15 miliardi di euro, delle pretese di rimborsi da parte delle aziende di rimborso dell’IVA pagata al fornitore per l’acquisto di auto aziendali ) è già stata cancellata da mesi (nell’assordante silenzio mafioso della così detta “ stampa libera” )da Eurostat, che ha classificato come «metodologicamente scorretto» il carico di spese, solamente eventuali ed ipotetiche e, per altro, non ancora verificatesi sul bilancio 2006. Se volete controllare , prego consultate immediatamente il sito di Eurostat dove il rapporto deficit/Pil per l’Italia nell’anno in questione appare già ridotto, dal 4,4% indicato dal trio dei falsificatori, al per ora già ridotto 3,4 per cento.

Nella stessa nota in cui Eurostat accerta questo primo falso nel bilancio statale c’è una nota che indica come anche le voci di quel bilancio italiano relative a «investimenti infrastrutturali» siano sotto esame. Spiegare cosa significhino quelle voci vuol dire svelare anche con quanta e quale tendenziosa spregiudicatezza si sia comportato quel governo Prodi pur di falsificare i conti italiani al fine di diffamare il governo precedente, addebitandogli pubblicamente responsabilità dalle quali il trio dell’Unione sapeva benissimo essere quel Governo del tutto estraneo. Leggete e stupite , ma, per favore, non dimenticatelo. Prendete la Legge Finanziaria del Governo Prodi (2006/2008)per il 2007,(quella spacciata dal trio dei falsificatori di bilanci pubblici come quella del «più tasse per tutti») : era costituita da un solo articolo con la bellezza di 1.364 commi, una sciagura il solo leggerla. Bene, andiamo ora a leggere l’ultimo dei 1.364 commi della legge finanziaria , pensate proprio l’ultimo il cui testo, ci accorgiamo subito , è assolutamente inconsueto: dice, come da diritto , che la legge entra in vigore il 1° gennaio ( 2008) «tranne» quattro commi che, in modo del tutto irrituale, entrano in vigore già dal 27 dicembre. Tali commi prevedono l’accollo dello Stato dei debiti delle Ferrovie dello Stato per 13 miliardi che quindi, per quattro soli giorni, venivano caricati totalmente sull’esercizio 2006, quando invece, andavano ripartiti fra diversi anni della loro formazione. Un vero e proprio colpo di mano, una truffetta contabile degna giusto di un ragioniere di Parmalat di Tanzi.Fu immessa dunque questa voce non ostante fosse ancora , a quel tempo, finanziariamente indeterminata, perché il decreto attuativo sarebbe stato emesso solo in seguito. Ma non finisce qui, perché risulta che proprio lo stesso Eurostat aveva imposto ,sin dal 2005 , un diverso criterio di imputazione di questo deficit. L’istituto europeo aveva infatti classificato tale somma come debiti dello Stato nel 2005 e, secondo quanto si può leggere sul rapporto che accompagnava la riclassificazione, aveva stabilito tassativamente che fossero imputate come deficit solo e solamente le cifre relative a debiti giunti a scadenza e non onorati dalle Ferrovie e, in ogni caso, solo per gli anni in cui queste scadenze fossero avvenute. Non esisteva quindi nessuna ragione per disporre l’accollo di una simile cifra e soprattutto nessuna motivazione per una così clamorosa ed anche grossolana forzatura contabile, congegnata in modo da gonfiare il deficit 2006, anzi, Eurostat aveva espressamente deciso tutt’altro.

Alla luce di tutto ciò capisco molto bene l’imbarazzo dei nostri grandi giornalisti di regime e “ de sinistra” , nonché dei severi contabili europei che si trovano ad avere a che fare con dei bilanci italiani , firmati da Prodi, Visco e Padoa Schioppa, che risultano falsati per quasi 30 miliardi di Euro. Siamo come la Grecia, pensate voi. Se, come pare ormai quasi certo , oltre la voce dei rimborsi IVA anche questo accollo dei debiti delle Ferrovie - dato il palese artificio contabile e l’esplicita indicazione contraria del 2005 della stessa UE- verrà cancellato da Eurostat, bisognerà riscrivere la storia economica delle ultime legislature, ammettendo che il risanamento era stato in effetti iniziato dal governo Berlusconi, dato che il centrodestra, senza il «superfalso» in bilancio ordito della sinistra, risulta aver ricevuto dal Governo di centrosinistra un deficit/pil al 3,1% ed averlo riconsegnato al successivo Governo Prodi migliorato al 2,5% (in controtendenza con la media dell’Europa a 15 nazioni che, nel periodo, ha al contrario leggermente peggiorato tale rapporto). Risulterebbe invece così pressoché nullo il risultato dell’ultimo governo dei Prodi, dei Visco, dei Padoa Schioppa, dei Diliberto e dei Di Pietro, ai quali spetterebbe invece di diritto il poco ambito riconoscimento come campioni mondiali di «FALSIFICATORI DI BILANCI » in Europa: che figura, signori miei, per chi , per decenni, ci aveva scassato i gabasisi col famoso falso in bilancio , per decenni strumentalizzato come simbolo delle malefatte del centrodestra.
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DECLINAZIONE ITALIANA DEL VERBO

 GOVERNARE : NOI RUBIAMO QUANTO MA DA 

QUANDO POSSIAMO, VOI INVECE RUBATE DA 

SEMPRE

Non lo dico mica io, ma un duo che di verità, urca, se ne intende: Curzio Maltese e Francesco Merlo, gente che ha la verità nel pennino, a cui basta uno sguardo per capire come cambia il mondo e perché, a cui basta il tempo di un battito d’ali di colibrì per scavare nei reconditi abissi delle trasformazioni umane e sociali. Chapeaux! Qui di parla di Curzio Maltese,qui si accenna a Francesco Merlo, mica due fregnacciari radical-chic qualsiasi. Sono loro , non per niente compagni di fregata – si fa per dire, sia chiaro – di quel Massimo Giannini che usa presentarsi con il famoso “ Sono Massimo Giannini, sono Vicedirettore di Repubblica e sono molto colto”, che, con assoluta convinzione, sul Venerdì di Repubblica, ci hanno spiegato che i Fiorito e gli altri ladroni «riflettono l’antropologia di una classe dirigente ignorante, pacchiana e soprattutto ladra. Non solo rubano, ma non se ne pentono». E certo, vuoi mettere com’è più raffinato, rispetto a quel debosciato di Fiorito , più elegante e meno ladro uno come Lusi, che se ne va in convento ad espiare? O uno come Penati che inquisito e rinviato a giudizio per reati da far venire i brividi se ne resta al suo posto in Consiglio Regionale Lombrdo? O uno come Vendola – quello che gridava “ fuori gli inquisiti dal Parlamento” mica cazzi! - che, con due rinvii a giudizio sulle spalle per concussione ed abuso d’ufficio invece che dimettersi – come vorrebbe facessero i nemici - si candida alla carica di Premier ? O di uno come Tedesco o di uno come Errani , il primo rinviato a giudizio per corruzione come il secondo per abuso d’ufficio? Ma mica finisce qui. Fatta una breve pausa per prender fiato, Maltese continua con la fissità di sguardo che tutti noi gli invidiamo e giù a spiegare che questa corruzione è di destra, che è frutto del ventennio berlusconiano e di colui che, «almeno nei libri di scuola», descriveranno come «il grande artefice del regime più corrotto d’Italia».Spero proprio che Maltese e Merlo saranno in grado di leggerli, i futuri libri di storia d’Italia, lo spero per loro. Per vedere, come cantava Jannacci, “ l’effetto che fa!”quella verità che essi ignorano.

Tanto Maltese e Merlo ragionano con le budella, invece che con la mente , che neanche s’accorgono che, conti alla mano, in questi ultimi 20 anni di “regime Berlusconiano” , Berlusconi ed il centrodestra hanno governato solo nove anni (94/95, 2001/2006, 2008/2011) contro gli undici del centrosinistra; ritengo che anche i cervelletti alla Curzio Maltese o alla catanese ( Merlo) , se ogni tanto venissero oliati e messi in moto , capirebbero che parlare di un “ dittatura dell’opposizione” è una “ pura cretinata” , oltre che un “ ossimoro vivente”. Se anche questo Blog dovesse affrontare il tema della corruzione politica come fanno il “ Gatto e la Volpe” , ossia Maltese e Merlo, potrebbe dire che non è vero che a destra rubano di più, ma che è vero che a sinistra hanno rubato per molto più tempo , avvalendosi di più complici , con maggiore protezione da parte delle toghe amiche e con molta cautela , perché non si fanno beccare e quando li beccano trovano sempre un Di Pietro ed un Gerardo Colombo che li salvano , come hanno fatto con il compagno G. E quando li beccano, li beccano con decenni di ritardo, così da far avvicinare la “ santa prescrizione, come nel caso Penati e poi che non si dica in giro, che nessuno lo sappia, che prevalga l’omertà implicita e collaterale all’assistenzialismo di Stato ,che si rispetti, cioè, la regola togliattiana di questa democrazia bacata , secondo la quale non è vero ciò che è vero ma è vero solo ciò che i media vogliono far passare per e come vero. Per esempio, il fatto che qualche giorno fa la vedova Fortugno, cioè l’ on. Laganà , una deputata del P.D., sia stata rinviata a giudizio per truffa allo Stato lo avete forse letto sulla prima pagina di Repubblica o della Stampa o del Corriere della Sera? No, semmai ho scovato la notizia su Repubblica, ma solo dopo otto giorni dal fattaccio e per di più relegata ad un trafiletto in ventunesima pagina. Allora certamente sarà stato pubblicato dalla Gazzetta delle Procure, su Il Fatto Quotidiano? Macché prima pagina,l’ho trovato in un trafiletto di 10 righe, ma a pagina 6, che per Il fatto è quasi l’ultima pagina. Così per loro, per i Maltese, per i Merlo e per i signorini scicchettosi di sinistra, il caso Laganà in pratica non esiste. E quando la questione si sposta dalla politica ai poteri veri del paese, sia che si tratti di ministri della tecnocrazia dominante (Passera, Grilli) o banchieri di alto rango (Profumo) il silenzio e la copertura del mondo dei media moralisti diventano ancora più evidenti e sfacciati. Che fine ha fatto, per dire e ricordare, la faccenda del Monte dei Paschi di Siena, l’acquisto della Banca Antonveneta e il fatto che si adombra una stecca da un miliardo di Euro tutta dentro il P.D.? Ne avete voi saputo qualcosa negli ultimi due o tre mesi ? Se poi il soggetto in questione si chiama Carlo De Benedetti, l’editore dei Maltese e dei Merlo , la possibilità di venire a sapere dei suoi guai giudiziari è pressoché nulla; per cui, la notizia che il Gruppo L’Espresso di proprietà del suddetto editore residente in Svizzera fosse sotto indagine per elusione fiscale dal 1991, è comparso sui media solo dopo la condanna in secondo grado,cioè 20 anni dopo lo scandalo, non come si fa con quei lazzaroni del centrodestra , che si sbattono in prima pagina e con una bella condanna definitiva “ senza “ alcun processo prima che sia avviata anche l’inchiesta . Che per caso avete letto su Repubblica che la CIR del suo editore Carlo De Benedetti è socio maggioritario di un’impresa che è accreditata e convenzionata con la Regione Lombardia di Formigoni, dalla quale acchiappa alla grande contratti per servizi sociosanitari? Non sia mai! Invece leggete tutti i giorni la feroce campagna contro la Regione Lombardia e contro Formigoni. Per caso Repubblica vi aveva informato , con dovizie di particolari anche stuzzicanti, che Sorgenia , la società energetica del suo editore naturalizzato cittadino svizzero Carlo De Benedetti, ha svariati insediamenti e forniture nelle terre sulle quali pontificava er Batman?

Se il complicato rapporto tra diritto e morale, in una moderna democrazia , fosse solo una questione antropologica, come Maltese e Merlo hanno il compito dal loro editore di inculcare nelle menti dei loro seguaci , allora basterebbe prendere tutti quelli di destra e sbatterli in galera, come fanno i talebani con i “ nemici di Allah”, perché, come dice il duo Maltese - Merlo , “ i talebani alla vaccinara“, «esprimono una classe dirigente di miracolati, arruolati nei bassifondi della società, i quali in cambio di un servilismo assoluto verso il capo, ricevono poltrone, denaro facile, case, auto, escort e mano libera per vuotare le casse pubbliche». Maltese e Merlo parlano in questo modo perché in questo essi sono dei veri “ super esperti” . Questa è la “ loro” strada, questo è il retaggio che la sinistra comunista, poi autodefinitasi antropologicamente superiore, ha storicamente imposto e percorso fin dal secondo dopo guerra , inventando ed istituzionalizzando , complice la succube D.C. del tempo, quel malcostume e quel malaffare clientelare che è lo “ spoyl – system” , un sistema – questo sì delinquenziale ,ma che trova i tanti nostri Magistrati sempre “occhiuti” con i peccati del nemico ma sempre voltati dall’altra parte davanti ai reati dei propri mici e sodali - dove orde fameliche di “ famigli” venivano piazzati con i soldi nostri in posti strategici statali ad ogni elezione politica al posto di altrettanti “ famigli” il cui Don Rodrigo aveva perso le elezioni politiche . E come quando risolse l’imbarazzante problema di affrontare la sua storia mandando i nemici del popolo (erano allora i borghesi, i preti, i capitalisti, i fascisti o presunti tali) a riempire le fosse comuni oppure facendo “ lavorare “ i plotoni d’esecuzione delle formazioni partigiane rosse. Ma la “loro” storia, in questo Paese, era , allora, una questione tribale, omicidi, stragi, vendette, impiccagioni, fucilazioni di massa, vilipendio di cadaveri esposti come trofei , insomma l’invasione dell’Italia della ideologia comunista e stalinista , diventata, col tempo, ad oggi, questa spazzatura da salotto e da redazione che Merlo e Maltese spargono a piene mani .

Uno ragiona ma poi gli capita di guardare una foto di Curzio Maltese ed una di Francesco Merlo e allora capisce tutto, capisce perché sono così incazzati con l’universo mondo. Ma siccome non voglio passare per quello che dileggia l’infantilismo intellettuale e mentale di certi “opinion maker “nostrani, li lascio vivere , felici, nelle loro riserve indiane , dove tutti gioiscono raccontandosi a vicenda della loro superiorità morale mentre rubano come gli altri ,schizofrenia tutta “ de sinistra” frutto di decenni e decenni di oculate selezione della razza, coltivata nelle riserve artificiali , nei salottini di “Repubblica” e nei corsi intensivi ai Palasharp di Scalfari e di Zagrebelsky con esibizioni di indifesi tredicenni , violentati e stuprati nel cervello infantile, se non anche nel corpo .

Chiudo con Luca Zingaretti, ultima icona “ de sinistra” , paradigmatica e plastica rappresentazione di questa colta gauche de noantri, magari alla carbonara ed alla puttanesca : anche « a me mi hanno imparato» che loro sono diversi .

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LA SOLITUDINE DEI VERI UOMINI DI STATO


Quello che ha detto Silvio Berlusconi non è quello che ha riempito le pagine dei giornali di ieri e di oggi né quello che , subito, ingordi ed ormai disperati mezzi busti televisivi, hanno cercato di approfondire nei loro dibattiti. Davanti a tutti gli indecorosi ed orripilanti spettacoli che quotidianamente la politica politicante ci ammannisce, davanti alle corruttele, alle collusioni illegali, alle concussioni, agli approfittamenti ed alle ruberie che tutto l’arco politico quotidianamente ci mette sotto gli occhi e che riguardano tutti i partiti ( rammento Lusi per il P.D. democristiano, Penati per il P.D. ex comunista, Belsito per la Lega Nord, Fiorito per il PDL, la Regione Molise per l’IDV, Maruccio dell’ODV nella Regione Lazio, la Sicilia per l’UDC, la Puglia con Vendola, Tedesco ed altri, l’Emilia Romagna con Errani rinviato a giudizio per reati di corruttela, la Regione Lazio che ha scoperto come la Riforma del 1999 del Titolo V della Costituzione abbia rappresentato per il Paese l’inizio di un precipizio senza fondo che ha consentito a tutti i partiti della Giunta Polverini – ma lo stesso era accaduto anche con la Giunta Marrazzo, evidentemente – di votare all’unanimità l’aumento dei loro fondi, ecc) appare oltremodo necessario ragionare pragmaticamente nel solo interesse del Pese, dato che ragionare ancora per l’interesse di botteguccia politica squalificherebbe ancora di più la stessa politica davanti al mondo. Che poi il PDL sia da azzerare, da rifondare , che sia da trasformare con una diaspora controllata dai valori comuni ,che possa coniugarsi in un manifesto ed offerta politica - elettorale liberale e democratica, non è stato mai un mistero. Solo alcuni valori comuni possono creare un unione politica e temporanea fra i laici liberali democratici come il sottoscritto ed i manettari ex fascisti di AN, i giustizialisti della Lega Nord ed i baciapile dei vescovi dell’Udc. Ben venga dunque una diaspora legale del PDL e che si ricostituisca dunque AN perché così come un liberale democratico come Silvio Berlusconi sdoganò dalla fogna in cui vivevano gli allora aderenti l MSI, così solo una eventuale unione politica potrà unire “pro tempore” i due partiti al fine di un Governo quinquennale che attui riforme istituzionali e costituzionali condivise. Non si può tenere uniti concetti di vita e di valori diversi, né si può tollerare che vi siano comportamenti disdicevoli di asservimento al vincitore come quelli di Fini e di Casini quando il carro di Berlusconi e di Forza Italia andava alla grande. Rifondare dunque Forza Italia, lasciare che gli ex AN ricostituiscano il loro partito come loro desiderano, che la Lega Nord dimentichi Bossi e si riaffermi sul piano politico come merita. Lasciare all’Udc la responsabilità davanti al Paese ed anche al mondo, ed alla Chiesa, di scegliere a quale forno conferire la propria poca farina per ottenere pagnotte a non finire. Insomma è l’ora della responsabilità verso il Paese, non verso i partiti politici.

Già nel 1994 accadde che, solo grazie alla discesa in campo di Silvio Berlusconi Forza Italia appena costituita distrusse, come valanga , la “ gioiosa macchina da guerra” del PCI di Occhetto che già pregustava il “ lauto pranzo “, insieme a quella Magistratura che gli aveva spianato la strada distruggendo i partiti nemici e salvando spudoratamente solo il PCI con quella vergognosa stagione delle vendette tribali che fu Tangentopoli. La storia politica dell’Italia, qualcuno lo dica anche ai Maltese, ai Merlo, agli Scalfari, ai Mauro ed a Repubblica, non conosce che tre statisti che sono riusciti a salvare l’Italia dal dominio del comunismo. Essi sono stati negli anni bui dell’immediato dopo guerra Alcide De Gasperi, negli anni bui del terrorismo e dell’inflazione a due cifre Bettino Craxi e negli anni bui del “ regime dei Magistrati e dei banchieri “ Silvio Berlusconi. La storia non ne indica altri. Non saranno costoro scrivere i libri della storia d’Italia di oggi, ne stiano certi. E, senza possibilità di falsificare la storia , costoro non avranno scampo.

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DALLA STASI E DALLA GESTAPO , ALLA

ODIERNA OPPRESSIONE DELATORIA, DA 

DOMANI ISTITUZIONALIZZATA IN ITALIA

Vi ricordo, se ve ne foste dimenticati o se non ne siete stati debitamente informati dai vostri giornali di riferimento ( lo dico perché i lettori di Repubblica , per esempio, non sanno nulla di questo che sto per ricordare) che dall’ormai vicinissimo 31 ottobre 2012 troverà concreta applicazione quel vero e proprio regime di polizia fiscale che non solo ha elevato a “ valore etico” niente di meno che la “ pura delazione” ( come nei regimi dittatoriali, come sotto la Stasi comunista nella DDR, come sotto Stalin nell’URSS comunista , come sotto il nazismo con la Gestapo di Hitler, come sotto Mussolini nel regime fascista, ecc) ( perché fare il delatore comporterà anche riscuotere una taglia sotto forma di premio) ( ancora non siamo al “ Dead or alive “ ma poco ci manca) ma che consente all’Agenzia delle entrate di venire a conoscenza di ogni movimentazione bancaria effettuata anche tramite intermediari finanziari diversi dalle Banche. Un’operazione intrusione nella vita privata dei cittadini che non ha precedenti nell’Europa ed in uno Stato di Diritto dove è un principio irrinunciabile che il fisco abbia accesso alle informazioni mai in via preventiva e presuntiva, come avverrà ora dal 31 ottobre prossimo , ma solo quando avvia una verifica fiscale. Questo stato di polizia fiscale è stato introdotto dal banchiere/senatore a vita Mario Monti con il famigerato decreto denominato “ Salva Italia”. Così dal 31 ottobre ’12 Mr Befera riceverà notizia di ogni spesa, accredito, assegno, bonifico, etc che venga fatto nelle banche italiane. Grazie dunque a Monti si realizza un passo decisivo verso la realizzazione di quello “ stato etico” tanto caro ad Hegel ed anche a Stalin, ad Hitler, a Mussolini, a Pol Pot e a campioni di democrazia cristallina. Mi sento male se penso a quel che succederà: i controlli che ci soffocheranno, gli accertamenti a milioni, una soffocante cappa di controlli che spegnerà la libertà di questo disgraziato Paese. Pensate che succederà a fare scambi con ogni persona della quale non conosciamo i segreti e che magari ignoriamo essere indagato, il nemico è in ciascun nostro creditore o debitore, ognuno di noi vedrà nemici e pericoli pubblici in tutti gli altri. Una società di nemici, una società di delatori. Bello spettacolo, Professor Monti, proprio uno spettacolo da Paese incivile. Per ciascuno di noi poi sarà come andare a fare i propri bisogni in bagni senza porte e senza serrature, come nei penitenziari. Stato di Diritto dove sei finito? Dove ti hanno cacciato?

Non lamentatevi, mi dicono, perché la “ lotta all’evasione fiscale” è un dovere per ciascun bravo italiano. Ed anche perché nell’America, per esempio, non scherzano. Se lavorate negli Usa avete a che fare con l’IRS ( Internal Revenue Service ) che vi entra in casa e nelle tasche senza alcun previo permesso. E se lavorate fuori Usa ecco la gemella dell’IRS, la FACTA (Foreign Account tax compliance act) , che vi controlla per le vostre attività all’estero. Chi ci fa questo “ ditino alzato” è un ipocrita bugiardo che dimentica come la tassazione Usa sia incomparabilmente più leggera di quella da record del mondo italiana. Perché negli Usa non solo non esistono ritenute di imposte e tasse sui salari, stipendi e pensioni ( come da noi ), non solo non esistono “ acconti” o “ saldi” di imposte , ma esiste un sistema che per ciascuno Stato prevede , fra imposte centrali e federali, una tassazione globale che mai supera un terzo del guadagno e dove alcune imposte ( comprese già in quel terzo) vengono ripagate da sconti sulle rette delle scuole e simili. Non solo. Ma negli Usa esistono anche gli “ accordi fiscali” che consentono di conoscere in anticipo quanto graveranno le imposte. Negli ultimi anni questi accordi fiscali sono alla base del rapporto fra società di consulenza e Stati Usa, per combattere insieme l’evasione fiscale. Insomma, negli Usa si combatte l’evasione fiscale con la collaborazione anche dei cittadini ai quali cittadini onesti , che già pagano le loro imposte, però non si impongono sempre più imposte a posto di quelle che gli evasori non pagano.

Qualcuno finalmente comincia a capire ed ad ammettere che molta dell’evasione fiscale italiana è dovuta alla necessità ed alla sopravvivenza davanti all’esosità ed all’arrogante prepotenza del nostro Stato mangiasoldi. L’evasione vera è quella che ci viene inferta dalla criminalità e dal malaffare, perché quella evasione “endemica, da sopravvivenza ” ( che vale sia per i lavoratori dipendenti che per le imprese) non va “ combattuta”come fosse un crimine, ma va invece “ curata ” con un sistema fiscale più leggero e che permetta la sopravvivenza di tutti. Ma questi sono argomenti diversi dalla introduzione dello Stato di Polizia fiscale che Monti – sia chiaro, sostenuto da P.D. ed anche vergognosamente dal PDL oltre che da altri – ha introdotto nel Paese, cancellando lo Stato di Diritto. Sarei curioso si sapere quanto ne sia fiero.

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ANCORA SULLA QUESTIONE MERIDIONALE

Nacquetti, come diceva ironizzando Totò, nel 1938 ed in Sicilia , insieme (visto che le disgrazie non vengono mai da sole, ma almeno in coppia ) alle odiose “ leggi razziali “, mica bruscolini. La mia famiglia lasciò la Sicilia l’anno dopo la mia nascita e si trasferì a Roma, dove sono praticamente cresciuto, dove ho studiato, dove ho lavorato, dove ho vissuto e dove ancora vivo . Sono passati dunque settantaquattro anni e da settantaquattro anni sento dal Quirinale e da Palazzo Chigi , ma specialmente dal Quirinale , echeggiare sempre le stesse identiche parole: “dobbiamo fare in modo che il Sud cresca”, “che si sviluppi al Sud l’industria “, ecc le consuete, rituali, ingannevoli, miserabili, indegne prese per i fondelli della gente del Sud. Da Einaudi fino a Napolitano, da De Gasperis fino a Monti, come cantava Mina, solo “ parole, parole, parole, parole fra noi….”. Sono settantaquattro anni che raccontano idiozie , sono almeno settantaquattro anni che ci prendono per i fondelli, che ci sfruttano in modo indecoroso , da almeno settantaquattro anni campano e si arricchiscono sfruttando il Meridione e noi meridionali , troppo per concedere loro ancora qualche credito di buona fede. Tanto più dopo le ingiustificabili parole di Giorgio Napolitano che, giorni orsono, dando la stura, sul solito argomento del Mezzogiorno del Paese alle consuete ed truffaldine lamentazioni , ha voluto anche aggiungere un tocco personale , chiedendo, con una faccia tosta incredibile, che “ anche il Mezzogiorno faccia autocritica”. Giorgio Napolitano ,che è l’emblema del vilipendio della Costituzione unitaria essendo stato “depositato” a forza sul Colle dai soli voti dei suoi “ compagni de sinistra”( votazione a sola maggioranza semplice) anziché, come imporrebbe lo spirito della Costituzione stessa,essere stato “eletto” con i voti della” maggioranza parlamentare qualificata” (dovendo egli rappresentare il Presidente di “ tutti gli italiani”), è d’altra parte uno degli artefici della grande mistificazione storica che il comunismo applicò cinicamente, sotto la guida dell’espertissimo Palmiro Togliatti – appositamente rientrato in Italia da Mosca dove aveva contribuito alla costruzione del regime comunista staliniano – a tutta la storia del nostro Paese dall’unificazione ad oggi, praticamente accusando i derubati ( cioè i meridionali ed il meridione ) di essere i ladri. E non si tratta poi, a guardar bene la storia d’Italia, proprio di soli settantaquattro anni , perché lo “sfruttamento dell’Italia meridionale “ e poi “ della successiva questione meridionale “ sono fatti storici che risalgono quanto meno ai tempi dell’unità.

La “ questione meridionale” nasce , anche come “problema del Paese Italia”, ovviamente solo dopo l’unità del Paese stesso, cioè una volta avvenuto,nei modi storici noti a tutti meno che ai nostri politici ed agli autori dei libri di storia sui quali han fatto studiare la mia generazione e tutte quelle successive ,senza interruzione di continuità, “ lo sfruttamento dell’Italia meridionale” manu militari. Prima dell’unità non esisteva il problema – tutto post unitario – del “ sottosviluppo dell’Italia meridionale”. Non appena invece si impose l’unificazione del Paese , quel problema cominciò ad essere discusso, studiato, dibattuto, sopra tutto finanziato per arricchire “ i professionisti del sottosviluppo del Sud Italia”,piaga mai curata , piaga ma mai sanata, perché non si uccide mai la gallina dalle uova d’oro. Nella Repubblica italiana , tanto per anticipare qualche pensiero, le autorità si sono inventate di tutto, pure dei “ sontuosi e principeschi carrozzoni pubblici” , tipo Svimez o tipo Cassa per il Mezzogiorno, che da quando sono state create hanno sperperato, questo sì, stratosferiche ed immense ricchezze fiscali dell’Italia unita, sperpero con il quale, però, non solo non hanno sistemato nulla nel Mezzogiorno, mentre invece hanno magnificamente sistemato ( questo sì che è il risultato che hanno ottenuto ) non solo per tutta la loro vita, ma anche presumibilmente per tutte le vite di tutti i loro eredi, i burocrati, gli affaristi, i famigli dei potenti politici ed i politici che hanno “ amminestrato” ( sapete che “ chi amministra”, “ha minestra”, vero?) la eterna favoletta dell’irraggiungibile sviluppo del Mezzogiorno per tutto questi settantaquattro anni. Leggo oggi,anno duemiladodici, dal rapporto, appunto, più recente della Svimez – dico, dritti in piedi, e cappello in mano davanti a quest’altare per gonzi - - che ci vorranno forse ancora 400 anni – avete letto bene, 400 anni – per colmare il divario esistente fra il Nord ed il Sud dell’Italia. Se si continuasse sempre con le stesse politiche che hanno creato, approfondito, sfruttato e dunque appositamente mantenuto la “ questione meridionale”, forse neanche fra quattrocento anni il Sud potrà vedere la sua propria luce.

Il tanto lamentato ( a parole) ma altrettanto e soprattutto adorato ( per le vagonate di quattrini che l’Italia unita vi ha riversato con i quali si sono arricchiti i famigli della politica assistenziale “ ritardo economico e sociale del Sud Italia “ nasce dunque ufficialmente con l’unità d’Italia, unità costruita con operazioni militari di invasione, con il conseguente saccheggio del Sud, con la distruzione della sua economia di allora: il potere sabaudo impose allo Stato unitario la sua supremazia economica, pretese ed impose l’assegnazione ad imprese del Nord sia delle commesse pubbliche che delle infrastrutture. Facile ed alla portata di tutti ed anche emblematico ricordare come paradigmatico esempio dello sfruttamento del Mezzogiorno la costruzione dell’Autostrada del Sole. Creata per far vendere macchine alla FIAT degli Agnelli di Torino, ma costruita con i soldi delle imposte pagate dai lavoratori italiani che erano, a quel tempo, in maggioranza gente del Sud immigrata al Nord. Altri esempi verranno esaminati dopo.

Nell’anno dell’unificazione del Paese, la ricchezza pro-capite prodotta al Sud d’Italia era almeno pari a quella del Nord ed i lavoratori addetti all’industria del Sud erano più numerosi di quelli del Nord: certificato da un rapporto del Consiglio Nazionale delle Ricerche, dalla Svimez e dalla stessa ISTAT. Vi era in Calabria il più grande stabilimento industriale per la siderurgia di tutta Italia, ma , appena unificato il Paese, questo fu chiuso e la produzione siderurgica fu trasferita al Nord. Il Regno dei Borboni era noto per le sue pregevoli officine meccaniche finite poi sempre al Nord. Ricordo che il Piemonte comprò dai napoletani le locomotive dei suoi treni: circolavano in Italia, a quel tempo, 75 locomotive delle quali 60 erano state costruite nel Sud d’Italia; che ,oltre al caso della FIAT che sopra ricordavo, come non ricordare la “ bonifica” delle paludi del Nord con le terre redente riservate ai contadini del Nord ma pagate con le imposte pagate “ anche dai meridionali” e le stesse bonifiche di paludi del Sud – come quelle intorno a Latina – pagate sempre con i soldi delle imposte “unitarie”e dunque anche dei meridionali, ma assegnando le terre redente solo a settentrionali , come la gente friulana e veneta nel caso specifico. E , recentemente, le accise sulla benzina a favore degli alluvionati della Liguria e della Toscana ma non anche a favore degli alluvionati del messinese. E l’incomprensibile ed indifendibile esclusione dal programma scolastico di letteratura italiana di tutti gli autori e poeti meridionali ( vero Gelmini?) meridionali, anche se Premi Nobel?


Con queste operazioni da “ saccheggio militare e coloniale” è stato saccheggiato prima e successivamente sfruttato il Mezzogiorno d’Italia dalle truppe politiche di Roma che da sempre hanno spinto la loro sfacciataggine al punto incredibile di accusare pubblicamente i derubati di essere i ladri. Qualcuno ricordi a Giorgio Napolitano – che con faccia tosta incredibile invita il Sud d’Italia anche a fare “una seria autocritica” - che se c’è qualcuno che deve “ fare autocritica” seria, profonda e spinta magari fino alla propria autopunizione corporale, questi è proprio lui stesso , un Capo di Stato non voluto dall’intera Italia ma imposto dai suoi scherani politici, con un’arrogante dittatura di una risicata maggioranza politica ( quella del 2006 dell’Unione di Prodi, vincitore per 24.000 voti alla Camera e sconfitto al Senato per 540.000 voti e dunque vincitore solo per una Legge elettorale fascista grazie al Premio di maggioranza dell’On. Acerbis del Governo Mussolini ); un capo di uno Stato praticamente messo sotto tutela da una massa di banchieri e di burocrati europei che ne ordinano le mosse come fosse un loro burattino telecomandato; un capo di uno Stato sbeffeggiato e ridicolizzato da otto mesi dallo Stato indiano del Kerala per la questione dei due Marò , dai Fratelli musulmani dell’Egitto e della Libia che sequestrano ed uccidono mariani e pescatori italiani senza che muova un dito: un capo di uno Stato irriso all’interno dalla malavita organizzata che, alla faccia di tutte le leggi partorite contro di essa dal 1948 fino ad oggi, si è infiltrata in tutte le sue diramazioni centrali e locali, come dimostrano gli ultimi avvenimenti italiani ; un capo di uno Stato ridicolizzato davanti a tutto il mondo dagli sprechi e dagli scandali d’ogni genere che la “ sua” classe dirigenziale politica ha prodotto; un capo di uno Stato imprigionato e rinchiuso in un catafalco Costituzionale vecchio, ideato per combattere ideologie fasciste e comuniste ormai distrutte dalla storia del secolo scorso e che oggi rende impotente quello stesso Stato; un capo di uno Stato sfacciatamente commissariato, fin dal 1995, da un manipolo di Magistrati delinquenziali , che hanno venduto la loro necessaria “ imparzialità di giudizio “ ad un’ideologia politica mentre , per Costituzione, dovrebbero “amministrare le Leggi “ - non “ interpretarle” secondo ideologie politiche – ed in nome di tutto il popolo italiano, senza che sia stato mosso un dito contro costoro; un capo di uno Stato che ha di fatto imposto il bavaglio al suo popolo requisendogli il bene più prezioso di una democrazia, il voto politico e con esso la sua supremazia politica sancita dall’articolo 1 della Costituzione. Faccia dunque lui stesso una seria autocritica, la pianti una buona volta di r5accontare mistificazioni offensive a prenda esempio, per esempio, dalla Germania, uno Stato che ha saputo in quasi venti anni ( dal 1989 ad oggi ) sopportare il peso di una unificazione che era stata per di più preceduta da cinquanta anni di ostilità militari. Ha investito dove c’era meno, sino a colmare le differenze storiche fra la vecchia Germania e la vecchia DDR, fino al punto di far tornare il proprio Paese ad essere addirittura la “ locomotiva d’Europa”. Secondo il rapporto della Svimez , nel 2011 gli investimenti dello Stato italiano al Sud sono stati il 18% degli investimenti totali. Ma la Svimez dice anche che in quell’anno il 25%, cioè un quarto, delle entrate tributarie italiane è stato versato dai meridionali. Dunque lo Stato ha letteralmente “ rubato” al meridione un sette per cento di quanto il meridione ha prodotto. E’ così che lo Stato italiano si rende complice di un genocidio politico: quello di investire di più per fare crescere sempre di più il divario fra Nord e Sud che arricchisce solo chi ne parla e chi ne “ amministra” i principeschi fondi.

Una pena che Grillo faccia il Mussolini o il Putin o il Gerarca fascista nuotando verso la Sicilia, qui ci vuole l’esercito dei forconi. Bisogna scomodare Maria Antonietta e le sue brioches per trovare un personaggio politico impertinente e ridicolo quanto Napolitano ed i suoi sodali. Perché la Lega Nord non ha torto quando afferma che oggi il Veneto versa allo Stato centrale una cifra enormemente maggiore di quella versata da tutte le altre regioni italiane , non ha torto quando reclama la restituzione del maltolto ( ma deve pagare prima le multe all’Italia sulle quote latte sforate dai veneti, sia chiaro). Ma per avere compiutamente ragione, è necessario rifare i conti col Mezzogiorno. Restituiteci i danni della guerra di conquista, come li avete restituiti ai libici. Avete costruito uno Stato unitario sulle razzie coloniali e militari del Sud. Ci vogliono i forconi, con questa gente. Pan per focaccia, altro che Grillo/Putin/Mussolini, rendiamoglielo alla grande. Come? Cacciamo dal Parlamento del Paese tutti coloro che dal 1948 ad oggi hanno continuato a depredare il Mezzogiorno. Vediamo chi si salva, altro che Matteo Renzi o Benito Grillo.



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UNA RIFLESSIONE SU MICHELE CHI? E SU

ROBERTO CHI?


Una veloce riflessione su due “ guru” della sinistra, cioè su Michele Chi?(Santoro) e su Roberto Chi ?(Saviano). E’ ormai da tempo, da tanto tempo che di loro non si parla più e che neanche si vedono o si leggono più. Non si vedono, non si sentono e non se ne sente nemmeno la mancanza per la semplice ragione che nessuno cita le loro idee o i loro proclami come vie maestre . E questo significa senza ombra di dubbio che questi due signori contano non per le loro idee e dunque per il loro intelletto, ma perché e fin tanto che hanno usato la televisione pubblica – quella che paghiamo con il canone – per reclamizzare le loro idee che, poi, evidentemente, non lasciano traccia. Insomma se non hanno a disposizione un megafono capace di far conoscere quanto dicono in modo capillare e pervasivo nessuno se li filerebbe. Insomma voglio fare i complimenti agli italiani: sembra che finalmente abbiano cominciato a capire la differenza, immensa, che passa fra chi le cose “ le fa” ( i servitori dello Stato che arrestano i malavitosi, o magistrati che senza clamori o sceneggiate alla Merola condannano o delinquenti, ecc) e chi delle cose da fare invece “ ne parla e basta “. Michele chi e Roberto chi , come due dischi , parlano, parlano e parlano, parlano di “ mafia” e di “ politica” da bravi professionisti delle chiacchiere .Ad altri il compito, quello sì da veri uomini di Stato, di “ fare” politica e di “ combattere sul territorio” mafia e malavita, senza neanche trarne tutti le vagonate di soldi che invece, furbescamente, Roberto chi e Michele Chi– non importa chi paga , pecunia non olet, fosse anche dalla berlusconiana Mondadori - traggono dalle chiacchiere che spargono , standosene al calduccio e ben protetti da scorte che paghiamo tutti noi. Bravi italiani, ora datemi altre prove di avere acceso e messo in funzione anche il vostro cervello..



Cannigione martedì 16 ottobre 2012

Gaetano Immè